venerdì 25 settembre 2020

Ormai inarrestabile lo tsunami di melma pagana

La locandina di cui all'immagine riporta il programma di incontri della Diocesi di Palermo per la 'XV giornata per la custodia del creato' (cliccando per leggerla ingrandita potrete notare il coinvolgimento della pletora di sponsor). Spicca il richiamo a "nuovi stili di vita". Fa il paio con quanto segnalato qui: Ufficialmente sdoganata l'idolatria. Vedi anche indice articoli sul Sinodo dell'Amazzonia, che è stato il cavallo di Troia di queste ed altre aberrazioni. Richiamo l'attenzione anche su un articolo recente e ai numerosi link cui rimanda: Ecologia integrale, un concetto stravolto. [qui].
Dovrebbe essere scontato, ma purtroppo non lo è, che l'unico modo per Vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà non sono proclami e sceneggiate come quelle proposte qui e altrove, sempre nella stessa salsa di cura della Casa comune ribaltata nel Creato dimenticando il Creatore, promossa dal «Papa verde» e dai suoi nuovi comandamenti. Ciò di cui c'è bisogno, invece, è una Chiesa che dimentichi la conversione ecologica e la fratellanza universale di conio globalista [vedi e anche qui] per tornare alla sua vera e unica funzione, quella di Mater et Magistra, portatrice di Cristo e della Sua Grazia, ottenuta a caro prezzo, dispensata a piene mani attraverso il triplice munus: docendi, regendi, sanctificandi, fonte e culmine di tutto il resto che è e resta spazzatura e fonte di inganni e di dispersione spirituale, morale, antropologica.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Niente di niente di richiamo cristiano. La locandina di un'associazione ecologista.
Nino Console

Anonimo ha detto...

Allora, tutto quello che 'loro' avrebbero potuto sottrarre, imitare, copiare dalla chiesa fu cattolica, escludendo Dio, Uno e Trino, l'hanno sottratto, imitato, copiato eppoi idolatrato. Contenti loro, contenti tutti. Ma l'unica vera responsabilità è stata della chiesa fu cattolica che, a sua volta, ha voluto copiare il mondo intellettualizzandosi, scientificizzandosi, abbandonando la zappa e dimenticandosi dell'Ora et Labora. Se la chiesa fu cattolica non avesse rinnegato Dio e l'Ora et Labora oggi 'loro' potrebbero, vorrebbero camminare sulla via dell'Ora et Labora per rendere Gloria a Dio, Uno e Trino, Creatore, Signore, Reggitore, Salvatore del Creato.

Anonimo ha detto...

Ieri era la festa di Padre Pio. E tra gli innumerevoli episodi che si potrebbero ricordare ce n’è uno che mi é rimasto particolarmente impresso: “ nel 1931 un decreto del Sant'Uffizio vietò al frate di celebrare la S. Messa in pubblico e di confessare. Quando gli fu data la notizia, Padre Pio esclamò sgomento: "Ma com'è possibile, io solo questo so fare!".
E' un'affermazione che suona paradossale sulla bocca di un uomo che ha avuto, e continua ad avere, un impatto così enorme sulla vita di milioni di fedeli sparsi in tutto il mondo. Eppure é vero: tutto quello che Padre Pio sapeva fare era confessare e dir Messa.
Un altro grande santo che non sapeva fare altro, il Curato d'Ars, diceva che "tutte le buone opere insieme non equivalgono al Santo Sacrificio della Messa: esse, infatti, sono opere degli uomini, mentre la Messa è opera di Dio".
La crisi profonda che ha colpito l'istituzione del sacerdozio nel periodo del post-concilio testimoniata fra l'altro, ma non solo, dalle statistiche che parlano di un crollo catastrofico delle vocazioni, ha forse proprio questa origine: nell'enfasi posta sulle opere degli uomini, a discapito dell'opera di Dio.
Il bravo prete, nella prassi e nella mentalità post-conciliari, è quello che sa fare un mucchio di cose: l'assistente sociale, l'animatore pastorale, l'attivista politico e sindacale.
Invece il sacerdote di cui l'uomo contemporaneo, come l'uomo di ogni epoca, ha davvero bisogno è un Alter Christus che può rimettere le colpe, e offrire ogni giorno sull'altare il Sacrificio incruento di Nostro Signore.
In occasione della festa di san Pio da Pietrelcina, suggerisco un'intenzione di preghiera: che il Signore, per sua intercessione, ci mandi tanti sacerdoti che non sappiano fare nulla, ma proprio nulla, se non confessare e dir Messa!!!!

Anonimo ha detto...

'... suggerisco un'intenzione di preghiera: che il Signore, per sua intercessione, ci mandi tanti sacerdoti che non sappiano fare nulla, ma proprio nulla, se non confessare e dir Messa!!!!'

Bravo!

Anonimo ha detto...

Vorrei che qualcuno mi spiegasse come si formano le bombe d'acqua. Perché comincia a venirmi qualche truce sospetto. Ieri ne abbiamo avuta una, la temperatura è scesa di molto improvvisamente con vento ed acqua sferzanti. Le persone con piumino e/o giacca a veto. Poi un tardo pomeriggio tiepido, settembrino. Sbalzi di temperatura che piegano i più forti...pensate che colpo per vecchi e bambini. I vecchi come sapete sono stati messi sulla lista d'attesa dell'aldilà e spontaneamente li spediscono al Creatore con grande, fantasiosa, indotta mortalità.

Anonimo ha detto...


Dir la S. Messa e confessare: due opere gigantesche, sovrannaturali a ben vedere -
altro che "so fare solo questo"...
Sì, solo questo, vivere dentro queste vertigini sovrumane : la scalata al Golgota della Redenzione attraverso la Croce, rinnovasta incruentemente - la discesa negli abissi del peccato, nelle tenebre spaventose del Male, per trarne le anime dei poveri peccatori...
I preti di oggi, invece, rovinati dalle cattive dottrine e pastorali che insegnano loro nei seminari e nella prassi, che sanno fare? Di tutto, tranne che il vero sacerdote.
Ci sono sempre le eccezioni, sia chiaro, per grazia di Dio. L'immagine prevalente è però questa. E corrisponde al vero, purtroppo.
In parallelo con le donne di oggi: a vasta maggioranza sanno in apparenza fare di tutti, imitiando gli uomini in tutto. Non sanno però fare le donne, non si sposano, non mettono al mondo figli, vogliono essere libere, fare quello che gli pare, come i peggiori libertini di un tempo... Ogni realtà è oggi sottosopra, capovolta.

Anonimo ha detto...

https://www.maurizioblondet.it/i-cani-annusano-i-virus-ed-altre-verita/


"...Per mettere i numeri in prospettiva:

I baby boomers (nati nel dopoguerra, fra cui il sottoscritto) sono la generazione più numerosa. In Francia (vale anche per l’Italia) sono – siamo – una ventina di milioni. “Se scompaiono in buon ordine (per vecchiaia), si possono prevedere dei picchi di 800 mila decessi all’anno, ossia 2 mila al giorno.”

“Si les 20 millions de boomeurs disparaissent en bon ordre, on peut prévoir qu’il y aura des pics de 800 000 décès par an, soit 2 000 chaque jour, c’est colossal.” (Le Monde)"

N.B. Sono notizie e considerazioni sul Covid 19; queste righe, che ho copiato ed incollato, sono la chiusura. Allora ho pensato a noi bambini del dopoguerra e/o della guerra in corso e ai nostri genitori. I nostri genitori, tutti i nostri genitori chiunque siano loro stati, hanno avuto fede, speranza, carità,hanno avuto coraggio mentre la morte,la fame,la fuga li inseguivano, giorno dopo giorno, i nostri genitori si sono aggrappati alla vita con tutte le loro forze. E noi siamo qui la generazione più numerosa. Noi quella fede, quella speranza, quel coraggio, quella carità, quello slancio vitale li abbiamo perduti? Noi che vogliamo essere corretti, che ubbidiamo a dei personaggi di una tragedia di strada, totalitaria, in costume democratico, scritta e messa in scena per trasformare il mondo in automi, noi quel loro fiducioso slancio vitale l'abbiamo perduto? Oppure, da tempo, l'abbiamo perduto e loro, nella loro giovinezza e/o nella loro maturità, li abbiamo dimenticati.

Film San Vincenzo de' Paoli ha detto...

http://catenaaureasintesi.blogspot.com/2020/09/film-monsieur-vincent-1947.html

LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
domenica 27 settembre 2020
Film. Monsieur Vincent (1947)

Vincent de Paul lotta per portare pace e armonia tra i contadini e i nobili nel bel mezzo della peste nera che ha colpito l'Europa. Nonostante gli ostacoli, non smetterà di prodigarsi con le sue opere di carità.

Anonimo ha detto...

La teologia equivoca di padre Raniero Cantalamessa

"Il fatto che il pensiero di San Gregorio Magno sia frainteso, è contenuto nella deduzione di Cantalamessa: la Scrittura – dice – «esprime significati sempre nuovi, a seconda delle domande che l’uomo porta in cuore nel leggerla». E qua c’è un primo gigantesco equivoco. Il significato della Scrittura – inaudito e già nuovo di per sé – non può mutare con il tempo e con le domande dell’uomo, a meno di non volere affermare che la verità cambia assieme alla storia. La Scrittura è già stata interpretata, nel suo significato autentico, dalla Chiesa: i teologi e i predicatori sono tenuti a conformarsi a questo significato, che scaturisce dalla Scrittura medesima, dal magistero e dal senso che ne hanno dato i santi. E, se anche ogni pericope biblica ha quattro sensi (letterale, allegorico, morale, anagogico), è da tenere nel massimo conto che essi sono già stati espressi dalla Chiesa docente e a questi è necessario attenersi per ogni ulteriore ricerca o considerazione personale.
Esprimere l’unico significato della Scrittura in una moltitudine di forme differenti, variabili con il variare della comprensione umana del testo, è del tutto lecito e lodevole, ma non equivale affatto ad affermare (come sembra invece ammettere il francescano) che la Scrittura possa avere ulteriori significati, applicati ad essa dall’esegeta di turno. Se questo avvenisse, al netto della buona intenzione, l’interpretazione della Scrittura rimarrebbe ostaggio del capriccio privato del teologo e della foga creativa."