Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 7 dicembre 2016

Pontificale del Cardinal Burke a La Crosse, nel Wisconsin

Apprendiamo da LifeSiteNews che il prossimo 10 dicembre alle ore 11:00 il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà una Messa Pontificale aperta al pubblico, nel Rito Romano Antiquior. presso il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a La Crosse, nel Wisconsin, da lui fondato. Ѐ la prima Messa Pontificale celebrata nella forma straordinaria presso quel Santuario, ed è organizzata dall'Associazione Una Voce di La Crosse. Il Cardinale sarà assistito dai sacerdoti dell'Istituto di Cristo Re, della Fraternità Sacerdotale di San Pietro e della Diocesi di La Crosse.
Il cardinale Burke è uno dei più noti difensori dell'ortodossia cattolica e della tradizione liturgica.

martedì 6 dicembre 2016

Roma, 5 dicembre. Una esperienza 'forte' di Chiesa e di Cattolicità. Il discorso di Mons. Schneider

Un'esperienza forte di Chiesa e di cattolicità, nel cuore ancor oggi vibrante della Roma paleocristiana.
Magnificat anima mea Dominum!

Ieri, 5 dicembre, si è tenuto a Roma, presso la Fondazione Lepanto, a ridosso dell'antichissima Basilica di Santa Balbina, un incontro, introdotto dal Prof. Roberto De Mattei, con due dei Cardinali dei Dubia, Raymond Leo Burke e Walter Brandmüller e con il vescovo Athanasius Schneider, che li ha preceduti e seguiti con le sue prese di posizione pubbliche [qui e qui], il quale ha pronunciato un discorso grandioso, il cui testo potete leggere di seguito. A loro si è aggiunto Mons. Andreas Laun, vescovo di Salisburgo.
Vi do le mie prime impressioni, ma non mancherò di approfondire in seguito.
Un incontro in cui era palpabile, a partire dal solenne silenzio che ha accolto gli illustri ospiti e la vibrante commossa attenzione con cui si è rimasti in ascolto per finire, in chiusura, col canto corale del Credo in perfetta consonanza di pensieri e sentimenti fortificata dalla comune esperienza, seguìto dalla benedizione impartita dal Card. Burke.
Lo dico con gioia, ma soprattutto col conforto grande di essere confermata e benedetta dai nostri Pastori, che non incontravo per la prima volta e con i quali sono riuscita a intrattenermi brevemente. Di questo e dell'intera esperienza sono molto grata agli organizzatori.
La maggior parte dei presenti, provenienti non solo da tutta Italia ma da ogni paese, era costituita da numerosissimi sacerdoti e religiosi, alcuni molto giovani, tra cui i Francescani dell'Immacolata (non posso che chiamarli con la loro denominazione originaria non cancellabile per via del loro voto mariano indissolubile). Oltre al più discreto numero di laici, spiccavano per la loro attenta partecipazione alcuni dei maggiori vaticanisti esteri tra coloro che si distinguono particolarmente per l'assenza nei loro contenuti di fraintendimenti della realtà (per l'Italia, Sandro Magister). Con loro ho potuto scambiare alcune impressioni.
Mi scuso per la scarsa qualità delle immagini scattate dal mio cellulare.
I sorrisi di mons. Schneider e del Cardinale Burke, che lo ha ringraziato per le sue parole luminose, accompagnano la frase: I suoi genitori dovevano essere davvero ispirati per averle dato quel nome. Doppia allusione: al glorioso Atanasio della crisi Ariana del IV secolo e anche alla vicenda personale di mons. Schneider, cresciuto e fortificatosi ai tempi della persecuzione sovietica. (Maria Guarini)

La grandezza non negoziabile del matrimonio cristiano
Mons. Athanasius Schneider, Roma, 5 dicembre 2016

Quando Nostro Signore Gesù Cristo ha predicato le verità eterne due mila anni fa, la cultura o lo spirito regnante di quel tempo Gli erano radicalmente contrari. In concreto lo erano il sincretismo religioso, lo gnosticismo delle élite intellettuali e il permissivismo morale delle masse, specialmente riguardo all’istituto del matrimonio. “Egli era nel mondo, eppure il mondo non lo riconobbe” (Giov. 1, 10).

lunedì 5 dicembre 2016

Pensieri in libertà, del "giorno dopo" una scelta importante

Abbiamo sventato o solo ritardato l'inesorabile deriva?

Col "NO" del 4 dicembre, abbiamo evitato di confermare un regime, nonostante una sfacciata e scorretta gestione della propaganda. Ma ora comincia il tempo difficile di tenere il fronte. E molti sono gli interrogativi che restano aperti, anche in ragione delle diverse "anime politiche" che hanno contribuito a questo risultato e conseguente frammentazione difficile da gestire.
Il rischio, serio, è che al posto di Renzi venga scelto un clone pilotato dai soliti noti. Tuttavia contiamo su chi ha espresso energiche contrarietà ai punti più controversi. Oltre alla Costituzione, c'è in ballo la sudditanza alla tecnocrazia europea con le ricadute su :
1. sovranità nazionale, investimenti, imprenditorialità, turismo, cultura e dunque lavoro, occupazione, nonché il ribaltamento dello scacco della nostra agricoltura ecc. 
2. Non ultimo, il nodo drammatico della cosiddetta immigrazione, che è un'invasione....
Inoltre c'è da temere il movimento 5 stelle che non è altro che l'altra faccia del PD per quanto riguarda la dottrina sociale e l'immigrazionismo e che ha saputo subdolamente convogliare, attraverso la rete, molte entusiastiche energie giovanili sotto la bandiera del rinnovamento anticorruzione ma facendo leva su più nascosti fondamenti esoterici...
E non dimentichiamo che oggi molti che si dicono cattolici, compresi molti preti, confondono il Vangelo con la sociologia e la politica. Ma ora la maggior parte dei cattolici sembra aver smascherato certe derive e non si lascia più massificare neppure da ciò che ascolta da pulpiti ormai asserviti alle ideologie dominanti. Infatti, se molto Reno è confluito nel Tevere nel post-concilio, oggi c'è anche l'inquinamento del Rio de La Plata, con i relitti della Teologia della liberazione che porta con sé. Difficile riconoscere le "chiare fresche dolci acque" della nostra Tradizione, quella non storicista... Ma resistere bisogna!

«Rispondere ai dubia, non inabissare il Magistero» Spaemann: «Il Papa faccia come Gesù: sì o no»

Robert Spaemann, il celebre filosofo cattolico, amico e coetaneo di Joseph Ratzinger, professore emerito di filosofia presso la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera, aveva già espresso in maniera forte le sue perplessità sul documento post-sinodale Amoris Laetitia poco dopo la sua pubblicizzazione, nell'aprile scorso [qui e anche successivamente qui]. Spingendosi perfino a dire che «l’articolo 305, insieme con la nota 351, in cui si afferma che i fedeli "entro una situazione oggettiva di peccato" possono essere ammessi ai sacramenti "a causa dei fattori attenuanti", contraddice direttamente l’articolo 84 della "Familiaris consortio" di Giovanni Paolo II» (intervista all'edizione in lingua tedesca di Catholic News Agency del 28/4/2016).

Professore, cosa pensa della decisione da parte di quattro Cardinali di esporre i propri "dubia" al Santo Padre prima, e poi di rendere nota la propria iniziativa ed il testo a tutti? [qui]
Con i dubia i Cardinali assolvono al proprio dovere di sostenere con il proprio consiglio, in quanto “senatori”, la Chiesa nella persona del Santo Padre. Il supremo giudice nella Chiesa è il Papa. Ѐ comunque deplorevole che solo quattro cardinali abbiano preso l’iniziativa in questa faccenda… I quattro Cardinali hanno scelto la strada corretta. Il Papa è il primo destinatario dei dubia, anche se a mio avviso lo scritto sarebbe dovuto passare per la Congregazione della Dottrina della Fede [di fatto è stato inviato anche alla CDF]. Comunque i mittenti non hanno scritto una “lettera aperta”, ma si sono rivolti direttamente al Santo Padre. La pubblicizzazione è stata voluta soltanto in un secondo momento, dopo che il Papa si è rifiutato di rispondere.

domenica 4 dicembre 2016

Resistenza e fedeltà alla Chiesa nelle epoche di crisi. Infallibilità e indefettibilità della Chiesa

Conferenza tenuta dal prof. Roberto de Mattei a Firenze il 2 ottobre 2016. Vi troviamo spiegati con chiarezza, e resi così accessibili a tutti, concetti non semplici ed oggi quanto mai attuali. Chiaro e necessario tutto il discorso sul "sensus fidei" così come l'ipotesi del papa eretico.

Resistenza e fedeltà alla Chiesa nelle epoche di crisi
Infallibilità e indefettibilità della Chiesa

La Chiesa nella sua storia è passata attraverso le più gravi difficoltà: persecuzioni esterne come quelle che hanno caratterizzato i primi tre secoli di vita e che da allora la hanno sempre accompagnata, e crisi interne, come l’arianesimo del IV secolo e il Grande Scisma d’Occidente. Ma il processo di “autodemolizione” della Chiesa, “colpita da chi ne fa parte”, di cui Paolo VI parlava fin dal 1968(1), appare come una crisi senza precedenti per la sua ampiezza e profondità.
Lo diciamo in spirito di profondo amore al Papato, rifiutando ogni forma di gallicanesimo, di conciliarismo, di anti-infallibilismo, in una parola ogni errore che voglia diminuire il ruolo e la missione del Papato. Professiamo, con tutta la Chiesa, che sulla terra non esiste autorità più alta di quella del Papa, perché non c’è missione né carica più elevata della sua. Gesù Cristo, nella persona di Pietro e dei suoi successori, ha conferito al Romano Pontefice la missione di capo visibile della Chiesa e di suo Vicario(2). La costituzione dogmatica Pastor aeternus del Concilio Vaticano I ha definito i dogmi del Primato Romano e dell’infallibilità pontificia(3). Il primo afferma che il Papa ha una potestà di giurisdizione suprema, ordinaria ed immediata, sia su tutte e singole le Chiese, sia su tutti e singoli i pastori e fedeli. Il secondo dogma insegna che il papa è infallibile quando parla “ex cathedra”, vale a dire quando nella sua funzione di supremo Pastore definisce che una dottrina in materia di fede e di morale debba essere tenuta da tutta la Chiesa(4).
L’autorità del Papa ha però precisi limiti, che non possono essere ignorati. Il prof. Javier Hervada nel suo noto manuale di Diritto costituzionale canonico scrive: “La potestà del papa non è illimitata: è circoscritta entro determinati limiti. I limiti possono riguardare la validità o la liceità dell’esercizio della potestà. I limiti riguardanti la validità sono dati:
  1. dal diritto naturale;
  2. dal diritto divino positivo;
  3. dalla natura e dal fine della Chiesa”.
Se il Papa varca questi limiti si allontana dalla fede cattolica. E’ dottrina comune che il Papa, come dottore privato, può deviare dalla fede cattolica, cadendo in eresia(5). L’ipotesi del Papa eretico e scismatico è trattata come “scholion” in molti trattati di teologia(6).

Il testo integrale può essere letto o scaricato qui.
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1. PAOLO VI, Discorso al Seminario Lombardo in Roma del 7 dicembre 1968, in Insegnamenti, vol. VI (1968), pp. 1188-1189.
2. Cfr. la mia sintesi Il Vicario di Cristo. Il Papato tra normalità ed eccezione, Fede e Cultura, Verona 2012. 2 [vedi]
3. CONC. VAT. I, Sess. IV, DENZ-H, nn. 3059-3075. 3
4. JAVIER HERVADA, Diritto costituzionale canonico, Giuffré editore, Roma 1989, p. 273. 4
5. Cfr. i recenti studi di ARNALDO XAVIER VIDIGAL DA SILVEIRA, Ipotesi teologica di un Papa eretico, Solfanelli, Chieti 5 2016; ROBERT SISCOE-JOHN SALZA, True or False Pope? Refusing Sedevcantism and Other Modern Errors, Stas Editions, Winona (Minnesota) 2015.
6. Cfr. ad esempio Card. CHARLES JOURNET, L’Eglise du Verbe incarné, Desclée de Brouwer, Parigi 1941, I, p. 626 e II, 6 pp. 839-841.

Card. Burke: "La Messa antica non è un' "eccezione": lo dice il Summorum Pontificum"

Con Trump gli americani hanno voluto un cambio. Lo trovo più vicino ai valori cattolici che la Clinton. Rito romano antico? Non è una eccezione.” Lo dice in questa intervista il cardinale americano Raymond Leo Burke.
Eminenza, recentemente lei ha sostenuto che non è giusto aver paura di Trump, perchè?
” Occorre capire, ma ci vorrà del tempo, che cosa davvero ha significato questa elezione. La mia idea è che gli americani hanno voluto un cambio, sia nella politica, che nella economia e che questa sia la chiave di volta per interpretare il voto”.

Perché in economia?
” Trump ha saputo  intercettare il disagio di tanti cittadini in difficoltà, impoveriti e senza voce, anche trascurati. Questo ceto ha sentito lontana la Clinton, forse legata  ai ceti finanziari. Penso che Trump avrà cura per i meno fortunati e ho  fiducia. Poi dovremo giudicarlo per quello che effettivamente farà. I toni forti della campagna elettorale devono essere scremati e vi è sempre differenza tra quello che si dice prima della elezione e  il dopo”.

sabato 3 dicembre 2016

6 dicembre. Messa Antiquior a Ferrara

Anche quest’anno, l’associazione sportivo-culturale “I Barcàr ad Puatèl” (I barcaioli del Po di Primaro-Ferrara, sezione di Voga Veneta del Canoa Club Ferrara) intende ringraziare ed onorare il proprio Patrono, S. Nicola da Mira-Bari (protettore dei barcaioli), e di chiedere la sua intercessione per il nuovo anno. A tale proposito:

Martedì 6 Dicembre 2016 – Ore 8.30
Chiesa di S. Maria dei Servi
(Via Cosmè Tura angolo Contrada della Rosa)
S. Messa in Rito Romano Antico
Nella Festa di S. Nicola Vescovo e Confessore
Celebra il Rev.do Don Davide Benini FSFC

Al termine della S. Messa sarà possibile onorare la Venerabile Icona di S. Nicola custodita dalla Comunità Cattolica Ucraina, titolare della Chiesa di S. Maria dei Servi, alla quale, unitamente al Suo Assistente Spirituale Padre Alessandro, va il sentito e fraterno ringraziamento de I Barcàr ad Puatèl.

AVE MARIA!

Negri: cattolici proni al pensiero unico dominante

Gli accenni a generiche esortazioni papali non mettono in luce il fatto che il problema risiede anche nei vertici. E la sfiducia nei confronti della destra alimenta la resa piuttosto che il tentativo, ineludibile, di cambiamento vero e non proclamato della situazione in cui siamo.

«Dal punto di vista educativo credo sia il momento più grave nella storia della Chiesa italiana da cento anni a questa parte. E mi colpisce negativamente l’insensibilità del mondo cattolico che accetta di essere ridotto nello spazio dell’assistenzialismo riservatogli dal pensiero unico dominante». 
Monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, ha appena compiuto i 75 anni e, come da codice di diritto canonico, ha inviato la sua lettera di dimissioni. Ma non per questo rinuncia a comunicare la sua preoccupazione educativa che lo ha contraddistinto in tutti gli anni di sacerdozio e di ministero episcopale. E sono la cronaca e la realtà politica a stimolare questa riflessione. Nei giorni scorsi infatti è stata rilanciata la notizia della penetrazione delle sette sataniche nel mondo giovanile: ben 240mila adolescenti sono entrati in contatto con il mondo del satanismo, un dato allarmante, neanche nuovo, e che pure non sembra minimamente scuotere il mondo cattolico. «È un dato che mi è ben noto – dice monsignor Negri – perché già alcuni anni fa come Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna abbiamo pubblicato un libro su nuova religiosità e sette, che metteva in risalto la dimensione preoccupante del fenomeno».

venerdì 2 dicembre 2016

Roma. Sante Messe Antiquior a Sant'Anna al Laterano

Domani, 3 dicembre, è il Primo sabato del mese.

Vi ricordo che già da alcuni mesi è ripresa la Santa Messa Antiquior del
primo Sabato del Mese - ore 17:00
dedicata alla Vergine, che viene ad aggiungersi a quella di
ogni Domenica - ore 17:00
Sant'Anna al Laterano
Via Merulana, 177 - Roma

Verità, non compassione. Ѐ questo che i cardinali chiedono al Papa

Stanislaw Grygiel* su Il Foglio di oggi.

Non c’è nessuna continuità tra le idee di Giovanni Paolo II e la confusione attuale. In tanti pastori, oggi regna la diplomazia politicante anziché la pastorale evangelica. Chi vive secondo la logica della verità, del Padre e delle differenze, è criticato, ridicolizzato, minacciato. Brandmüller, Burke, Caffarra e Meisner, scrivendo a Francesco, hanno fatto ciò che era necessario La fede è minacciata dalle suggestioni moderne. Serve la parola di Pietro
Ciò che sta accadendo negli ultimi tempi sia nella Chiesa sia nella società mi fa sempre di più pensare a Gedeone. Come lui e il popolo d’Israele furono assaliti dai Madianiti e ridotti “in grande miseria” (Gdc 6,6), anche noi siamo a nostra volta astutamente assaliti dai Madianiti postmoderni, la cui inesorabile praxis ci getta nel caos d’una “selva oscura”, nella quale non è solo difficile ma anche pericoloso cercare “la diritta via” che è stata “smarrita” (Dante). Spesso mi rivolgo ai miei amici con le parole di Gedeone: “Signor mio, se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato?” (Gdc 6,13). Per salvarci dall’angoscia, assieme a loro lancio questa domanda al cielo e aspetto la risposta. Spero che possa giungerci. Quando? Nel tempo prescelto, che è il migliore per noi tutti. Aspettare il tempo prescelto da Dio esige però una grande fede e una grande speranza che ci danno la certezza d’una grazia sovrabbondante nei tempi difficili e pericolosi in cui è la paura a servire agli uomini da punto di riferimento. Ho seguito con grande preoccupazione ciò che si è svolto in rapporto alla Lettera indirizzata a Papa Francesco dai quattro cardinali, Walter Brandmüller, Raymond Leo Burke, Carlo Caffarra e Joachim Meisner.