Sintetizzo in un'unica pubblicazione, per comodità di lettura, l'intervento che segue, in tre parti (IX - X - XI), di don Curzio Nitoglia sui Novissimi, un tema di cui i sacerdoti parlano sempre meno, quando non ne parlano affatto. Si tratta delle “cose ultime”: la morte, il giudizio (universale e particolare), l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Concetti che nelle prediche talvolta emergono; ma in maniera incompleta e (almeno in parte) distorta.
Ricordo anche le imminenti Catechesi a Sant'Anna al Laterano qui.
I novissimi:
l’anima umana e l’aldilà
don Curzio Nitoglia
Parte nona
Il Purgatorio
Capitolo Primo
Il Purgatorio in sé
Il Purgatorio è il luogo e lo stato in cui si trovano le anime morte in grazia di Dio ma con un resto di pena temporanea dovuta ai loro peccati e non ancora espiati.
Queste anime sono sante perché si trovano in grazia di Dio, ma devono attendere di poter entrare in Cielo, perché sono ancora in debito di pena, ed è perciò che attendono in Purgatorio il giorno del loro ingresso in Cielo.
Le anime sante del Purgatorio acquistano il diritto di entrare in Paradiso per la satispassione, cioè sopportando volentieri la pena soddisfattoria loro inflitta.
Questa verità è stata insegnata dalla Chiesa nel II Concilio di Lione (DB, 464), nel Concilio di Trento (DB, 84, 983), in quello di Firenze (DB, 693).
Oltre la pena del danno o l’attesa di poter vedere Dio faccia a faccia, la Chiesa insegna anche l’esistenza della pena del senso nel Purgatorio; infatti, le anime purganti igne cruciantur (DB, 3047, 3050) (1).











