Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 14 novembre 2023

Don Curzio Nitoglia / I novissimi: l’anima umana e l’aldilà (Parti IX - X - XI)

Sintetizzo in un'unica pubblicazione, per comodità di lettura, l'intervento che segue, in tre parti (IX - X - XI), di don Curzio Nitoglia sui Novissimi, un tema di cui i sacerdoti parlano sempre meno, quando non ne parlano affatto. Si tratta delle “cose ultime”: la morte, il giudizio (universale e particolare), l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Concetti che nelle prediche talvolta emergono; ma in maniera incompleta e (almeno in parte) distorta. 
Ricordo anche le imminenti Catechesi a Sant'Anna al Laterano qui
Le parti precedenti sono pubblicate qui (I - II - III - IV) - qui (V - VI) - qui (VII - VIII). 
 Altri articoli sul tema qui - qui - qui - qui - qui.

I novissimi:
l’anima umana e l’aldilà

don Curzio Nitoglia

Parte nona

Il Purgatorio

Capitolo Primo

Il Purgatorio in sé
Il Purgatorio è il luogo e lo stato in cui si trovano le anime morte in grazia di Dio ma con un resto di pena temporanea dovuta ai loro peccati e non ancora espiati.
Queste anime sono sante perché si trovano in grazia di Dio, ma devono attendere di poter entrare in Cielo, perché sono ancora in debito di pena, ed è perciò che attendono in Purgatorio il giorno del loro ingresso in Cielo.
Le anime sante del Purgatorio acquistano il diritto di entrare in Paradiso per la satispassione, cioè sopportando volentieri la pena soddisfattoria loro inflitta.
Questa verità è stata insegnata dalla Chiesa nel II Concilio di Lione (DB, 464), nel Concilio di Trento (DB, 84, 983), in quello di Firenze (DB, 693).
Oltre la pena del danno o l’attesa di poter vedere Dio faccia a faccia, la Chiesa insegna anche l’esistenza della pena del senso nel Purgatorio; infatti, le anime purganti igne cruciantur (DB, 3047, 3050) (1).

lunedì 13 novembre 2023

Bergamo, Incontri sul Tempo di Avvento e Tempo di Natale

Carissimi amici in Cristo,
con gioia vi ricordo e vi invito al terzo incontro Il tempo di Avvento - 2 ed al quarto incontro Il tempo di Natale - 1 con il sig. Giuseppe Beretta, organizzati per martedì 14 novembre, alle ore 20:45, e per martedì 28 novembre, alle ore 20:45, presso la Sala riunioni (Bergamo - via Madonna della Neve, 1), di cui allego le locandine.
Vi aspetto numerosi!
Un saluto nel Signore.
Comitato Summorum Pontificum di Bergamo

* * *
  • Martedì 14 novembre 2023, ore 20:45
    Sala riunioni Bergamo - via Madonna della Neve, 1 
    L’ANNO LITURGICO TRADIZIONALE: IL CICLO NATALIZIO
    IL TEMPO DI AVVENTO - 2 
    Terzo incontro sull’anno liturgico con il sig. Giuseppe Beretta  
  •  Martedì 28 novembre 2023, ore 20:45
     Sala riunioni Bergamo - via Madonna della Neve, 1
     L’ANNO LITURGICO TRADIZIONALE: IL CICLO NATALIZIO 
     IL TEMPO DI NATALE - 1 
     Quarto incontro sull’anno liturgico con il sig. Giuseppe Beretta

Intervista a Strickland: "Ho contrastato le forze nella Chiesa che vogliono cambiare la Verità"

Stupenda intervista del vescovo Strickland, dopo la rimozione, di cui facciamo tesoro nella nostra traduzione da Religion en libertad. Si esprime con molta delicatezza nell'immediato ma dalle sue parole emerge la realtà senz'alcuna attenuazione...

Intervista a Strickland: "Ho contrastato le forze 
nella Chiesa che vogliono cambiare la Verità"

Joseph Strickland, in un'intervista, afferma di essere stato rimosso a causa delle manovre di chi vuole cambiare la dottrina cattolica.
Perché Papa Francesco ha rimosso il vescovo Joseph E. Strickland dal governo della diocesi di Tyler, Texas? Come la sta vivendo il vescovo e cosa farà adesso?
Poche ore dopo l'annuncio della rimozione, il vescovo ha risposto, in una videointervista online con John-Henry Westen, del portale cattolico pro-vita LifeSiteNews, che la diocesi (50 parrocchie, 130mila fedeli) è ben messa, è finanziariamente sana e ha molti seminaristi.
Ritiene di essere stato rimosso perché costituiva una minaccia per coloro che manovrano attorno al Papa per cambiare la verità della dottrina cattolica.

(L'intervista, in inglese, potete vederla qui su X, già Twitter).

"Vogliono cambiare la verità del Vangelo"

Quando a Strickland viene chiesto perché è stato rimosso, risponde in questa intervista: "L'unica risposta che ho è che oggi ci sono forze nella Chiesa che non vogliono la verità del Vangelo, vogliono cambiarla, vogliono che la si ignori, vogliono sbarazzarsene. Ma la Verità non sparirà perché la Verità è Gesù Cristo."

domenica 12 novembre 2023

Il cardinale Müller sulla deposizione di Strickland: "È un abuso del diritto divino dell'episcopato".

Leggo su Rorate caeli la posizione del card. Müller sulla clamorosa e inqualificabile rimozione del vescovo Strickland.
Egli dichiara: "Ciò che viene fatto al vescovo Strickland è terribile, un abuso del diritto divino dell'episcopato. Se potessi consigliare Mons. Strickland, non dovrebbe assolutamente dimettersi, perché altrimenti potrebbero lavarsi le mani della sua innocenza". [Nota: ecco perché Strickland ha rifiutato di dimettersi [vedi] ed è stato deposto.]

Secondo giustizia, afferma il cardinale, un vescovo può essere rimosso dal Papa solo se si è reso colpevole di qualcosa di male (eresia, scisma, apostasia, crimine o un comportamento totalmente non sacerdotale), ad esempio la pseudo-benedizione che insulta Dio e inganna le persone riguardo alla loro salvezza, benedicendo persone di sesso opposto o dello stesso sesso nelle relazioni extraconiugali.

Mons. Schneider sulla destituzione di Strickland: "Siamo testimoni di una flagrante ingiustizia nei confronti di un vescovo che ha fatto il suo dovere"

Nella nostra traduzione da Infovaticana l'intervento di mons. Schneider che è sempre il primo a prendere posizione a non si sottrae mai ogni volta che c'è da ripareggiare la verità. (Vedi). È intervenuto anche il card. Müller: “ Ciò che sta accadendo al vescovo Strickland è terribile, un abuso del diritto divino dell'episcopato”. Fonte: Rorate caeli
Da JH Westen apprendiamo che uno dei motivi indicati da Roma per la rimozione di Strickland è stato la sua "mancata applicazione di Ttaditionis Custodes (un titolo, una beffa...)". E il buon vescovo, Dio lo benedica, dice che non ha potuto e non ha voluto attuare un decreto che toglie nutrimento ai fedeli, e che lo rifarebbe.

Monsignor Schneider sulla destituzione di Strickland: "Siamo testimoni di una flagrante ingiustizia nei confronti di un vescovo che ha fatto il suo dovere"

Il vescovo ausiliare di Astana, monsignor Athanasius Schneider, è una delle prime voci a valutare la rimozione del vescovo di Tyler da parte di papa Francesco.

Su richiesta di InfoVaticana, mons. Schneider ci ha inviato la sua valutazione sull'insolita decisione del Papa di rimuovere Joseph Strickland dall'incarico di vescovo della diocesi di Tyler.

Di seguito, vi proponiamo la sua valutazione:

Dominica XXIV Post Pentecosten ("Dicit Dominus")

Dominica XXIV Post Pentecosten
("Dicit Dominus")
Intróitus
Ier. 29, 11, 12 et 10 - Dicit Dominus: Ego cogito cogitationes pacis, et non afflictionis: invocabitis me, et ego exaudiam vos: et reducam captivitatem vestram de cunctis locis.
(Ps. 84,2) Benedixisti, Domine, terram tuam: avertisti captivitatem Jacob.
V Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculorum. Amen. – Dicit Dominus ...

Orátio
Excita, quǽsumus, Dómine, tuórum fidélium voluntátes: ut divíni óperis fructum propénsius exsequéntes; pietátis tuæ remédia maióra percípiant.

Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. M. - Amen.
Introito
Ger. 29, 11, 12 e 10 -
Dice il Signore: Io ho pensieri di pace e non di afflizione: mi invocherete e io vi esaudirò: vi ricondurrò da tutti i luoghi in cui siete stati condotti.
Sal. 84, 2 - Hai benedetta la tua terra, o Signore: hai distrutta la schiavitù di Giacobbe. Gloria al Padre…
 - Dice il Signore:…

Colletta
 Éccita, o Signore, Te ne preghiamo, la volontà dei tuoi fedeli: affinché dedicandosi con maggiore ardore a far fruttare l’opera divina, partécipino maggiormente dei rimedi della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. – Amen.

Il compimento dell'anno Liturgico.

sabato 11 novembre 2023

Bergoglio rimuove personalmente il vescovo americano Joseph Strickland

Precedenti sul vescovo Strickland a partire da qui - qui.
Bergoglio rimuove personalmente
il vescovo americano Joseph Strickland

Il papa ha cacciato motu proprio il vescovo Strickland dalla sua sede. Un abuso di potere, non essendoci nessun comportamento deviante da parte di mons. Strickland.
L'annuncio shock è arrivato tramite il bollettino quotidiano della Santa Sede dell'11 novembre:
Il Santo Padre ha sollevato dal governo pastorale della Diocesi di Tyler (USA) SE Mons. Joseph E. Strickland e ha nominato Vescovo di Austin, SE Mons. Joe Vásquez, [vescovo di Austin] come amministratore apostolico della diocesi vacante.
Al vescovo Strickland era stato chiesto formalmente di dimettersi da Papa Francesco, tramite il nunzio apostolico cardinale Cristophe Pierre. Strickland ha rifiutato questa richiesta, ma ora – su ordine diretto del Papa – sta lasciando la sua sede diocesana. 

Si ritiene che la visita apostolica di Strickland sia stata particolarmente motivata da un post del 13 maggio X (ex Twitter) in cui dichiarava esplicitamente: “Respingo il suo programma [di Papa Francesco] di minare il Deposito della Fede”.
La dichiarazione di Strickland è nata dal suo precedente rifiuto di un punto di vista sostenuto dal podcaster cattolico Patrick Coffin – vale a dire che Papa Francesco non è il vero papa. Il vescovo ha scritto:
Per favore permettetemi di chiarire circa il fatto che "Patrick Coffin ha messo in dubbio l'autenticità di Papa Francesco". Se questo è vero, non sono d’accordo, Credo che Papa Francesco sia il Papa, ma è giunto il momento per me di dire che rifiuto il suo programma volto a minare il Deposito della Fede. Bisogna seguire Gesù.

Secondo il canone 416, una sede diocesana è normalmente resa vacante dal vescovo che si dimette, si trasferisce, muore o gli viene comunicata una "privazione" dal Papa. La possibilità del Papa di rimuovere un vescovo diocesano non è esente da molte restrizioni: egli può, infatti, soltanto impartire una “privazione” al vescovo che esercita il suo ufficio seguendo i confini precisi e rigorosi del diritto canonico.

L'autorevole canonista Edward Peters ha sottolineato che tutti i commenti al canone 416 da lui esaminati “considerano la 'privazione' dell'ufficio di un vescovo come possibile solo a fronte della colpevolezza di crimini ecclesiastici (ad esempio, azioni canonicamente illegali riguardo ai beni ecclesiastici, contra cc. 1377 o 1389).” (Articolo odierno su LifeSiteNews)

Chi dovrebbe esser cacciato, è Bergoglio. Le sue eresie diventano sempre più evidenti. Anche il prof. Rist, emerito studioso cattolico inglese, ha ventilato la possibilità di deporre Bergoglio per eresia manifesta.
Giustamente, ha fatto osservare che il silenzio del Codice di Diritto Canonico su questo punto non è decisivo. Anche se il Codice ribadisce che il papa non può essere giudicato da nessuno, è evidente che tale impossibilità non può riguardare un papa manifestamente eretico.
Il papa "a fide devius" non solo può ma anzi deve esser giudicato e deposto per eresia. L'organo competente, secondo il prof. Rist, come già adombrato su questo blog, è il Collegio dei Cardinali, in quanto organo che sceglie il prelato degno di esercitare la suprema potestas di capo supremo della Chiesa. 

Questa la risposta del vescovo Strickland dopo la destituzione (clicca sull'immagine per ingrandire):

"Siate sempre felici ché non importa cosa porti il giorno, Gesù Cristo è la Via, la Verità e la Vita, ieri, oggi e sempre. Che i santi e la Santa Vergine Maria ci ispirino sempre a tornare a Cristo, non importa come ci addentriamo nelle tenebre. Gesù è Luce da Luce"

Novembre 2023 / Sante Messe in Rito antico a Pavia

Carissimi,
ecco di nuovo la mail con il calendario delle celebrazioni per la seconda metà di novembre 2023. Il luogo della celebrazione è la chiesa di San Luca, in corso Garibaldi 59 a Pavia.
  • Domenica 12 Novembre - XXIV dopo Pentecoste (V dopo l'Epifania) proprio della S. Messa.
    Sarà presente un gruppo di Seminaristi della "Fraternità San Pietro"; celebrerà la S. Messa il Sacerdote che li accompagna.
  • Domenica 19 Novembre - XXV dopo Pentecoste (VI dopo l'Epifania) proprio della S. Messa
  • Domenica 26 Novembre - Ultima dopo Pentecoste proprio della S. Messa
Un cordiale saluto a tutti!
Don Fabio

Don Curzio Nitoglia / I novissimi: l’anima umana e l’aldilà (Parti VII e VIII)

Sintetizzo in un'unica pubblicazione, per comodità di lettura, l'intervento che segue, in due parti (VII e VIII), di don Curzio Nitoglia sui Novissimi, un tema di cui i sacerdoti parlano sempre meno, quando non ne parlano affatto. Si tratta delle “cose ultime”: la morte, il giudizio (universale e particolare), l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Concetti che nelle prediche talvolta emergono; ma in maniera incompleta e (almeno in parte) distorta. 
Ricordo anche le imminenti Catechesi a Sant'Anna al Laterano qui. Le parti precedenti sono pubblicate qui (I - II - III - IV) - qui (V - VI). Altri articoli sul tema qui - qui - qui - qui - qui.

I novissimi:
l’anima umana e l’aldilà


Parte settima

L’inferno
L’eternità delle pene

don Curzio Nitoglia

L’esistenza dell’inferno fu negata - tra i primi - da Arnobio di Sicca (255 – 330), che sosteneva che i dannati erano annichilati da Dio. Quest’errore fu rinnovato nel XVI secolo dai sociniani. Invece, gli origenisti, sempre nel IV secolo, negarono l’eternità delle pene dell’inferno, poiché tutti i riprovati, uomini e demoni, un giorno si sarebbero convertiti. Il cattolicesimo liberale, i modernisti e gli spiritisti ripresero quest’eresia. Secondo costoro l’eternità delle pene ripugna alla saggezza di Dio.

Il Magistero
La Chiesa ha insegnato che l’eternità delle pene (del senso e del danno) infernali è un dogma di fede (Simbolo di sant’Atanasio; IV Conc. Lateranense, DB 429; Conc. di Firenze, DB 693; Benedetto XII, DB 531; Conc. Tridentino, DB 835).

Ecco lo sposo! Andategli incontro! (Mt 25,1-13)

Omelia del card. Giacomo Biffi è tratta dal libro "Stilli come rugiada il mio dire".
Ecco lo sposo! Andategli incontro! (Mt 25,1-13)
di Giacomo Biffi

Abbiamo ascoltato una delle più vivaci parabole raccontate da Gesù, costruita sul richiamo degli usi nuziali palestinesi. Una festa di matrimonio cominciava di solito alla sera, con l'arrivo del corteo dello sposo, al quale la sposa doveva muovere incontro con le sue damigelle d'onore. Tutto poi si concludeva nell'allegria di un banchetto. La narrazione di Gesù presenta il caso di uno sposalizio dove le cose non sono andate lisce, dove la cerimonia prevista e preordinata è stata turbata dal ritardo insolito dello sposo, il quale, invece che al tramonto, arriva addirittura a mezzanotte. La lunga attesa provoca tutta una serie di scompigli. Prima di tutto, come è facilmente immaginabile, tutti si lasciano sorprendere dal sonno. A questo però si rimedia subito: basta un grido nella notte e tutti sono in piedi, eccitati e attenti. C'è però un altro guaio: le lampade durante la veglia imprevista hanno consumato tutto l'olio. Anche a questo inconveniente si può porre un facile riparo ricorrendo all'olio di scorta. Ma a questo punto della vicenda si profila una diversità tra le damigelle d'onore; una diversità che introduce l'elemento più significante della parabola: cinque di quelle ragazze avevano avuto il buon senso di portare con sé la riserva di combustibile, a differenza delle altre cinque, volenterose ma "stolte", desiderose di partecipare ma prive di senso pratico. Hanno creduto che, a far bene la loro parte, bastasse uno spensierato entusiasmo; non hanno fatto nessuna previsione, e si sono trovate al momento buono nella notte con la lampada spenta. Così, un giorno che doveva essere tutto di letizia, un giorno che tanto avevano vagheggiato, si conclude per loro amaramente, tra le lacrime disperate di una esclusione. Non vi conosco, si sentono dire; e mentre giungono fino a loro dalla sala del banchetto le voci allegre e le risa e il piacevole tintinnare dei piatti e dei bicchieri, trovano una porta chiusa e restano fuori. La scenetta è graziosa, e noi possiamo ben pensare che quelle ragazze si saranno ben presto consolate della loro delusione. Ma l'insegnamento che ci viene proposto sotto i veli della narrazione è tra i più seri e decisivi di tutto il Vangelo.