martedì 4 settembre 2018

don Elia - «Fate voi il vostro giudizio»

Ancora una volta, la realtà ha superato l’immaginazione. Come osservavo nell’articolo precedente, la piaga di una parte del clero cattolico non è tanto la pedofilia, quanto la sodomia, sulla base della quale si sono intessute reti di potere, spesso rivali, che son giunte a occupare i vertici della Chiesa. Per singolare coincidenza, l’esplosiva rivelazione di monsignor Carlo Maria Viganò ha pienamente confermato ciò di cui, pur senza poterne fornire le prove, eravamo già ampiamente persuasi. L’alto prelato, da persona ben informata dei fatti per via degli incarichi ricoperti, ha di colpo scoperchiato il calderone. Benedetto XVI, dopo avergli affidato il riordino degli allegri conti del Governatorato, lo aveva precipitosamente spedito oltreoceano nel preciso intento – secondo la sua testimonianza – di fargli salva la vita. Egli stava in effetti disturbando una fitta rete di interessi sporchi che faceva capo nientemeno che al cardinal Bertone, denunciato al Pontefice da Viganò stesso in una lettera riservata che, come tante altre, era finita pubblicata da un giornalista nell’ambito del primo Vatileaks.

La fama di uomo integerrimo di cui l’arcivescovo gode in Vaticano non può essere offuscata dalle calunnie diffuse alcuni anni orsono nel corso di una faida familiare provocata, come spesso accade, da squallide dispute finanziarie. La credibilità delle sue accuse, al contrario, è rafforzata dal fatto che non hanno finora ricevuto alcuna smentita. Ben lungi dall’entrare nel merito dei fatti, la corte mediatica di Bergoglio, anziché concentrarsi sull’oggetto della denuncia, si è scatenata in illazioni del tutto infondate sulle presunte intenzioni dell’accusatore, preventivamente bollato come carrierista frustrato. Se “Francesco”, come asserito in aereo, voleva mettere alla prova la professionalità dei giornalisti, ne ha avuto senz’altro una prova lampante, se per professionalità intende una smaccata piaggeria che trova equivalenti storici soltanto nel regime sovietico.

L’orripilante realtà che denunciamo da anni è infine venuta alla luce del sole: nel cuore del governo universale della Chiesa Cattolica il marcio è così esteso da aver creato un sistema, al punto che gli ultimi tre Segretari di Stato hanno favorito e protetto chierici indegni per le loro perversioni. L’atto d’accusa dell’ex-nunzio apostolico negli Stati Uniti, tuttavia, punta dritto al culmine: il papa della tolleranza zero sarebbe stato al corrente di tutto, ma non avrebbe fatto un bel niente per sanare questa orrenda situazione, disattendendo così clamorosamente le proprie ineludibili responsabilità di supremo Pastore; al contrario, com’è risaputo, ha continuato a promuovere dei sodomiti ad alte funzioni. Quanto alle sanzioni comminate dal suo predecessore al predatore di Washington, in realtà non se ne conosce l’effettiva portata; in ogni caso, sembra che quest’ultimo non le abbia mai prese molto sul serio, visto che, al posto di un Ratzinger di fatto completamente esautorato, chi realmente comandava era l’amico Bertone.

Una risposta da Bergoglio e da tutta la casta che lo circonda, ad ogni modo, sarebbe quanto meno doverosa. Il dittatore di bianco vestito, invece, di solito tanto loquace quanto imprudente in materie delicatissime di dottrina e di morale, replica imbarazzato a una domanda relativa al caso Viganò di non voler rispondere nulla, ma di lasciare ai giornalisti facoltà di giudicare. Paradossale: la suprema autorità morale e spirituale della terra, cinque anni fa, si era dichiarata incompetente – in risposta a una precisa domanda concernente la Curia Romana – a esprimere un giudizio sull’omosessualità, censurando unicamente la tendenza a formare delle lobby. Ora, come vogliamo chiamare la realtà denunciata dall’ex-nunzio? Se non ci piacciono gli anglicismi e preferiamo un termine nostrano, potremmo parlare di mafia, se ciò non fosse offensivo per i mafiosi, i quali se non altro, a differenza di quelli, sono uomini a tutti gli effetti. C’è chi, vivendo sulla Luna, crede ancora che l’arcivescovo di Buenos Aires, prima di trasferirsi a Roma, fosse completamente all’oscuro dell’ambientino che vi avrebbe trovato?

A dispetto delle ripetute rampogne contro la mondanità e la sete di potere, in realtà, egli è un buon amico di prelati corrotti, al punto che li ha promossi (come Ricca, Barros e altri) o lasciati prosperare (come Mac Carrick, che ha reso un ottimo servizio nel far virare l’episcopato americano verso posizioni liberal e nel preparare la sua elezione a papa). Essi, se prima già imperversavano impunemente, ora si sentono anche legittimati a livello ideologico, seppure con una certa inquietudine causata non tanto dai rischi connessi al loro vizio, quanto dagli imprevedibili umori di un capo psichicamente instabile che detiene un’abilità luciferina nel tenerli tutti sulla corda. I suoi squilibri, così come la sua scarsa cultura, erano evidenti già ai suoi professori, all’epoca della sua formazione; tuttavia quelli che han puntato su di lui per innescare nella Chiesa Cattolica una “primavera” in senso progressista hanno ritenuto, evidentemente, che fosse l’uomo giusto per conseguire il loro fine: trasformarla in un gran carrozzone amorfo a cui si può appartenere senza alcuna condizione – cioè senza aderire a dogmi o a norme morali – in quanto è destinato a dissolversi in un’unica religione universale serva del nuovo ordine mondiale.

Non si spiega diversamente l’apparente contraddizione tra le parole e gli atti del “riformatore”: la corruzione morale del clero, nonostante tutti gli scandali che ne sono derivati, non è stata né curata né punita, ma anzi incoraggiata e promossa, proprio perché la Chiesa, così come è stata finora, deve sparire; il marciume che hanno lasciato accumularsi al suo interno è funzionale alla distruzione delle sue strutture portanti, il sacerdozio e la gerarchia. Sintomatica, a questo proposito, è la ridicola valutazione espressa da Bergoglio circa gli abusi sessuali: la loro causa sarebbe non l’omosessualità dei preti, ma il clericalismo… Questa ostinata volontà di negare l’evidenza sarebbe patetica se non risultasse gravemente colpevole, di fronte alle gravissime inadempienze di cui non può in alcun modo giustificarsi, tanto da preferire il silenzio.

Ma in questo modo è la costituzione divina del Corpo mistico che vogliono alterare: nella “chiesa” del futuro gli elementi di appartenenza ritenuti indispensabili perfino dalla Lumen gentium (cioè l’adesione alla dottrina di fede, la ricezione dei Sacramenti e la comunione gerarchica) dovranno essere del tutto irrilevanti, come dimostra in modo inconfutabile un video girato dai pentecostali a testimonianza dei passi compiuti da “Francesco” verso un’unità intesa come diversità riconciliata. Per inciso, si tratta proprio di quegli ultrasionisti che sognan la ricostruzione del tempio salomonico e che, ogni anno, fanno apostatare milioni di cattolici in ogni parte del mondo; in diversi Paesi dell’America Latina, inviati dal governo statunitense a praticarvi un proselitismo selvaggio almeno fin dagli anni ’50, han quasi dimezzato i fedeli.

Il breve filmato – non disponibile sulla Rete in quanto diffuso in circuito chiuso – mostra i momenti salienti della sua visita a Caserta del 28 luglio 2014 nonché di una visita resagli in Vaticano da un centinaio di dirigenti di altrettante “chiese” indipendenti (!). Le parole che il Vescovo di Roma rivolge loro esprimono in modo inequivocabile l’intenzione di pervenire ad una forma di unione che non si fondi più sulla funzione petrina e sulla successione apostolica, ma sul mutuo riconoscimento di un “ministero” puramente nominale centrato sull’annuncio della parola, in un reciproco “rispetto” delle rispettive credenze che renderebbe la verità del tutto indifferente.

Come già accaduto a Buenos Aires, poi, Bergoglio si sottopone a una “benedizione” da parte di laici il cui stesso battesimo, fra l’altro, è dubbio, in quanto non è affatto chiaro, nei gruppi pentecostali, se riconoscano o meno la Trinità e la divinità di Cristo. Essi però plaudono entusiasti a tal genere di eventi, considerati prodromi di un’èra escatologica in cui finalmente si realizzerà l’unità auspicata dal Maestro… Verrebbe da chiedersi come potrebbero accordarsi circa il trattamento della sodomia, visto che se non altro i pentecostali, attenendosi in questo caso fedelmente alla Scrittura, la rigettano con durezza; ma questo tipo di contraddizioni può disturbare unicamente la mente sclerotica di un integralista cattolico, non certo quella di chi si allea col nemico nell’intento di affondare la Chiesa dall’interno.

Ora, se a qualcuno di voi venisse voglia di imbracciare un kalashnikov per fare un po’ di pulizia fra tutta questa bella gente, non posso fare altro che raccomandargli, ancora una volta, la moderazione. Un primo motivo è che l’acrimonia avvelena anzitutto noi e quelli che ci ascoltano, mentre rafforza la posizione di quei signori gettando discredito sui loro oppositori. Un’altra ragione è che non tocca a noi far giustizia: non abbiamo né il compito né la responsabilità se non di pregare, riparare e cercar di convincere i meno refrattari, ognuno nel posto in cui il Signore l’ha messo. Non dimentichiamo poi che, nel reclamare le dimissioni di chi dovrebbe rappresentare Cristo, si rischia di favorire la visione modernista e secolarizzata della Chiesa come di una qualsiasi società umana.

Sarà Lui a rimuovere il tumore, magari servendosi, come causa strumentale, di qualche integralista islamico: sia la storia biblica che quella cristiana insegnano che Dio sceglie chi vuole per castigare i Suoi servi infedeli. Possiamo quindi sollecitare il Suo intervento in questo senso; così un povero prete in tonaca, in occasione dell’ultimo concistoro pubblico, ha pensato bene di intrufolarsi in San Pietro eludendo come per incanto tutti i controlli, nonostante fosse sprovvisto di biglietto, fino a giungere dietro l’altare della Confessione, da dove, avendo di fronte a sé il Sacro Collegio e la Curia Romana al completo, ha sommessamente pronunciato una maledizione contro quanti alterano la dottrina e sono causa di scandalo. Effunde super eos iram tuam, et furor irae tuae comprehendat eos. Deleantur de libro viventium, et cum iustis non scribantur (Sal 68, 25.29)… 

Quanto al dovere della denuncia e dell’intervento, chi ne porta il peso maggiore sta più in alto di noi. C’è sì un cardinale che sarebbe pronto a dichiarare Bergoglio decaduto per eresia e a convocare un nuovo conclave, ma è da solo; finché non gli si associa qualcun altro, quindi, non può nulla. Sono però convinto che le nostre preghiere non restino inascoltate: è iniziato un terremoto che non potrà rimanere senza effetto. Visto allora che l’uomo di Santa Marta ha delegato ad altri la facoltà di giudicare il caso presente, ben volentieri ce ne avvaliamo per gridargli in coro per il suo stesso bene: «Rispondi una buona volta! Per la salvezza dell’anima tua!». Ma vi scongiuro di nuovo: non perdete la pace indulgendo a quell’animosità che inquina le cause più sacre di fattori carnali, cioè di origine psicologica anziché soprannaturale.

Non rifiutiamo dunque le purificazioni che il Cielo dispone per il nostro progresso spirituale: senza la purezza di cuore e d’intenzione, che ci impedisce di riversare su facili bersagli il nostro personale malessere, non possiamo resistere a questa tremenda prova, che richiede un alto grado di unione con Cristo in una nuda fede nei Suoi infallibili disegni, né siamo in condizione di servire il Regno di Dio nell’attuale congiuntura, ma rischiamo di squalificare la nostra battaglia dando ragione ai nostri avversari. Oggi la Chiesa ha più che mai bisogno di santi, piuttosto che di polemisti; ma in spirito di obbedienza, come ci è stato richiesto, abbiamo fatto il nostro giudizio.

Chi è senza timore non potrà esser giustificato; infatti l’iracondia della sua animosità lo stravolge. L’uomo paziente sopporterà per un certo tempo, dopo il quale gli sarà resa la gioia. Sopporta ciò che Dio ti fa sopportare, unisciti a Dio e sopporta, perché cresca alla fine la tua vita (Sir 1, 28-29; 2, 3 Vulg.).

62 commenti:

Anonimo ha detto...

Svegliarsi all'alba.
Quando davvero ancora tutto dorme, e fare piano, per non disturbarne il silenzio.
E salutare il giorno con il mormorio leggero di una preghiera senza fretta.
Avere il tempo di nominare, ad uno ad uno, quelli che amiamo, quelli che ci hanno preceduti nella speranza, (e sono sempre di più), i pesi che gravano il cuore, la gratitudine che spiana il cammino.
E il dramma degli uomini, fratelli.
Affidarglieli tutti, perché sono Suoi.
E perché lui compia, in loro, quel che io non posso.
E chiedere che il carico si faccia dolce e il peso leggero.
Così riprendere, per un altro passo, che fa più vicina la meta.
Franca Negri

Anonimo ha detto...

Il punto della situazione della intricata questione della testimonianza di Viganò in un articolo di J. D. Flynn su Catholic News Agency

“Se Francesco ha consapevolmente posto in una posizione di influenza un cardinale che si presume abbia abusato sessualmente di sacerdoti e seminaristi, la Chiesa dovrebbe saperlo e sapere chi ha contribuito a influenzare tale decisione. Sembra irrilevante per la posizione di Francesco se Benedetto impose sanzioni formali a McCarrick, cioè se fece una “richiesta privata”, o se qualcosa sia accaduta nel mezzo. Nessun papa è vincolato dalle decisioni amministrative del suo predecessore e, come Benedetto XVI, una revisione completa della risposta di Francesco alle accuse contro McCarrick sembra appropriata.”

https://www.catholicnewsagency.com/news/benedict-vigan-francis-and-mccarrick-where-things-stand-on-nuncios-allegations-42199

Anonimo ha detto...

"Quanto al dovere della denuncia e dell’intervento, chi ne porta il peso maggiore sta più in alto di noi. C’è sì un cardinale che sarebbe pronto a dichiarare Bergoglio decaduto per eresia e a convocare un nuovo conclave, ma è da solo; finché non gli si associa qualcun altro, quindi, non può nulla. Sono però convinto che le nostre preghiere non restino inascoltate: è iniziato un terremoto che non potrà rimanere senza effetto. Visto allora che l’uomo di Santa Marta ha delegato ad altri la facoltà di giudicare il caso presente, ben volentieri ce ne avvaliamo per gridargli in coro per il suo stesso bene: «Rispondi una buona volta! Per la salvezza dell’anima tua!».

irina ha detto...

La mancanza di Fede, di Verità, di Giustizia, di Amore che si vede e si vive all'esterno non lascia le anime imperturbabili, lo sgomento è il minimo che possa essere provato. Trovo importante il desiderio di capire, di comprendere che accomuna tantissimi fedeli ormai, lo sforzo di ognuno per arrivare alla verità è positivo, anche se doloroso e suscitatore di disappunto grande. Ed è qui che la preghiera è vitale, un riequilibratore che porta via l'amarezza, lo sconforto, l'ira, conquistandoci lo spazio interiore per poter combattere con cuore puro, neanche più per noi o per chi amiamo ma, sempre più e sempre meglio, unicamente per la gloria di Dio,Uno e Trino. Questa la meta, a volte prossima, a volte remota.

Giovanni Evangelista ha detto...

Il Furbastro, avendo tutti i poteri mondani a suo favore, mi sa che la farà franca anche stavolta...
Se lui, mccarrick e compagnia bella, non indossassero l'abito che portano e non avessero la Massoneria a proteggerli, sarebbero già dietro le sbarre.

Anonimo ha detto...

Il Papa: dinanzi ai cani selvaggi che cercano scandali, tacere e pregare.
CHE TERMINI MERAVIGLIOSI DEGNI DI UN PONTEFICE!

Anonimo ha detto...

I cani selvaggi abbaiano, latrano, ululano alla luna. Solo le persone umane pongono domande, dubia.

Domenico Pennino ha detto...

«Il pastore sia accorto nel tacere e tempestivo nel parlare, per non dire ciò ch’è doveroso tacere e non passare sotto silenzio ciò che deve essere svelato. Un discorso imprudente trascina nell’errore, così un silenzio inopportuno lascia in una condizione falsa coloro che potevano evitarla. Spesso i pastori malaccorti, per paura di perdere il favore degli uomini, non osano dire liberamente ciò ch’è giusto e, al dire di Cristo che è la verità, non attendono più alla custodia del gregge con amore di pastori, ma come mercenari»… «Cos’è infatti per un pastore la paura di dire la verità, se non un voltar le spalle al nemico con il suo silenzio?».

(Regola pastorale, Lib. 2, 4 PL 77, 30-31).

«È pure necessario che la guida delle anime esplichi una vigile cura perché non la spinga la bramosia di piacere agli uomini, e quando si dedica assiduamente ad approfondire le realtà interiori o distribuisce provvidamente i beni esteriori, non cerchi di più l’amore dei sudditi che la verità».

Panorama ha detto...

Papa, padre Lombardi: “Giusto suo silenzio a basso piano accuse”
https://www.tv2000.it/tg2000/video/papa-padre-lombardi-giusto-suo-silenzio-a-basso-piano-accuse/

Il caso #Viganò non è un attacco al papa ma alla chiesa. Una piccola frangia incapace di far diagnosi sugli abusi si impanca come fosse mezza chiesa in scisma. Il cui prodest politico è evidente e lo provarono @antoniospadaro e @civcatt tempo faAlberto Melloni ha aggiunto,

Francis non era a conoscenza di chi fosse veramente Kim Davis, che tipo di personaggio controverso fosse. Ne sono sicuro. Viganò ha costruito una trappola. Ora sta cercando di usarlo di nuovo nascondendo dettagli cruciali (su ciò che Francis gli ha detto una volta a Roma) e così dicendo mezze verità.
https://twitter.com/antoniospadaro/status/1036454874307809280

Il caso Kim Davis e la smentita che conferma
http://www.lanuovabq.it/it/il-caso-kim-davis-e-la-smentita-che-conferma

Anonimo ha detto...

Andiamo alla ricerca dei piaceri carnali bassi perche'non vogliamo faticare a cercare i piaceri alti .
Cristo non ha piu' sangue per questa umanita' che ha le mani grondanti di sangue ,meditiamo la Sua Passione e chiediamo il dono di un cuore penitente , umiliamoci , perche' il Signore fa grazia agli umili e resiste ai superbi .
Sforziamoci di vivere santamente e di non dare cattivo esempio . Sforziamoci di fare il bene finche' ci sara' dato di farlo . Guardiamo a Cristo , a Cristo crocifisso .

Valeria Fusetti ha detto...

Caro don Elia, posso benissimo capire il suo ragionamento che, sino ad un certo punto ricorda Davide perseguitato da Saul che potendo farlo impunemente, e incoraggiato da un compagno,rifiuta di uccidere il Re (che sta facendo la cacca !). La motivazione che dà è che Saul è stato scelto da Dio. Eppure Davide è già stato unto come re dal profeta Samuele. Quella che può apparire un "eccesso di zelo" o una contraddizione è invece, per il grande Re, una tentazione. Avrebbe potuto pensare che la sua unzione aveva automaticamente fatto decadere il Re e che, ora, Dio stesso gli e lo metteva a portata di mano, lontano dalla guardia del Corpo. Ma è evidente che la consacrazione di Dio non decade se NON che alla morte della persona consacrata, Re o Sacerdote. Per cui faccio alcune riflessioni, poi mi bacchetti pure,è lei il sacerdote a) non pensiamo proprio a suggerimenti a nostro Signore a come liberare la Chiesa da Bergoglio, Lui sa già come andrà a finire con o senza islamici, e noi non saremo moralmente complici. b) ma se la rinuncia di Benedetto XVI fosse stata, come sembra essere sempre più evidente, forzata, non sarebbe invalida ? c) nel caso che b fosse vero le nomine e promozioni dell' attuale papa regnante sarebbero o no invalide ? d) questa "rete" omosessualista ed eretica intatta quale altro orrore potrebbe produrre al prossimo conclave ? Mi fermo qui e la ringrazio per la sua pazienza.Sia lodato Gesù Cristo.

Anonimo ha detto...

Bella questa riflessione :
Il Regno di Dio e' un Regno e non e' una Repubblica , comanda Uno Solo con autorita'.

Anonimo ha detto...




Pregare è doveroso, ma non basta: oggi bisogna esporsi nella
difesa della vera Fede, tradita proprio da chi dovrebbe
difenderla.

Giusta l'esortazioen di don Elia a non lasciarsi prendere dall'animosità
purché ciò non significhi lasciarsi andare alla desistenza dall'azione
doverosa e proficua. Che consiste non nell'insultare il Papa o certi personaggi
di Curia nell'occhio del ciclone, ma nel mantenere in piedi il fronte
della denuncia corretta e documentata, mediante interventi utili e composti, appelli
(come quello delle Donne cattoliche al Papa, p.e.) e cose simili.
Se mons. Viganò si fosse limitato alle preghiere, non avrebbe mai
sollevato il masso che nascondeva il verminaio.
Sembra giusto che i fedeli cerchino di ispirarsi al suo comportamento.
Anche perché il fronte omofilo risponde con le insinuazioni e le malignità.
Sta alzando un gran polverone per far insabbiare tutto.
Non bisogna permetterlo. Viviamo in una situazione eccezionale di crisi e di
smarrimento della Chiesa visibile, essa richiede anche ai fedeli un
impegno ed un'esposizione che vanno oltre ciò che si richiede da loro in tempi
normali.
(La delegittimazione del Papato, da ridurre alla "presidenza onoraria" di una
confederazione mondiale di tutte le religioni, appare il punto d'arrivo finale
di un attacco al Primato, iniziatosi con la collegialità spuria che si è voluto
far penetrare nei testi del Concilio - Lumen Gentium, 22)
PP

Lia ha detto...

Insomma che Bergoglio fosse stato eletto per mettere in liquidazione la Santa Chiesa Cattolica ce ne siamo accorti fin dal suo primo apparire con quell'applauditissimo "Buonasera" e, se qualche dubbio ci ha assalito, è bastato pochissimo tempo del suo pontificato(?)per toglierci tutti i dubbi. Non dimentichiamo niente e una per tutte ricordiamo nitidamente la persecuzione dei Francescani e Francescane dell'Immacolato, dell'ormai martire Padre Manelli e di tanti altri sacerdoti fedeli a Cristo e alla Santa Chiesa Cattolica.
Mi fermo qui ma confesso che per me lui è stato un libro aperto fin dall'inizio.

Anonimo ha detto...

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/venezia-don-contro-spose-scollate-tassa-se-l-abito-succinto-1571361.html
La provocazione di don Cristiano Bobbo, parroco di Mira, alle porte di Venezia stanco di vedere spose arrivare all'altare vestite in modo inadatto.

E questo povero Sacerdote finisce anche sul giornale e gli si chiede pure di scusarsi...

Anonimo ha detto...

Lia, anche per me. Quello che non capisco è come si faccia a sostenere che molti cardinali non conoscessero Bergoglio. È una tesi giustificatoria ed insostenibile, anche perché vorrebbe dire che i cardinali non fossero consapevoli nemmeno della crisi che avanzava a grandi passi.
Non lo accetto proprio.
Antonio

Anonimo ha detto...

OT. Annunciato viaggio di Salvini a Gerusalemme, devozioni a Yad Vashem… Attenzione al nazional-sionismo di Jacques Attali ! Attenzione !

Gederson Falcometa ha detto...

Cara Mic, ti ricorda del caso del preti Krzysztof Olaf Charamsa? In 2015 lui se è rivelato pubblicamente gay. Doppo un anno Francesco chiede al Cardinale Müller, la dimissioni di tre preti della CDF. Adesso, con tutto che sappiamo, non è legittimo pensare in una relacione tra il caso Charamsa, la dimissioni dei tre preti e del proprio cardinale Müller? Un caro saluto dal Brasile

Anonimo ha detto...

https://www.radiospada.org/2018/09/intervista-a-marco-tosatti-sul-dossier-vigano/

Anonimo ha detto...

http://complicitclergy.com/

Elia ha detto...

Per Valeria
a) Il Signore sa certamente meglio di noi come liberare la Chiesa, non intendevo dargli suggerimenti in proposito.
b-c) E' impossibile dimostrare che le dimissioni di Benedetto XVI siano state forzate. Una strada più percorribile è quella dell'eterodossia di Bergoglio, la quale, se pregressa, renderebbe nulla la sua elezione, se successiva, lo farebbe decadere. Secondo la dottrina canonica, tuttavia, ciò dovrebbe essere dichiarato dai cardinali o almeno da quelli presenti a Roma. Finché ciò non avvenga, i suoi atti di giurisdizione sono validi.
d) Dal prossimo conclave potrebbe anche uscire qualcosa di peggio, ragion per cui rimetto la questione al Signore, pur augurandomi che cessi presto l'attuale stato di cose.

Per PP
Non intendo sminuire l'importanza e la necessità dell'azione, ma ribadisco che essa deve nascere dalla preghiera, in modo da essere ispirata da puri moventi soprannaturali.

Anonimo ha detto...

Ricordiamo che il papa non perde la sua carica per indegnità morale ma per il rinnegamento della fede. Di questo aspetto ce n'è abbastanza per poter procedere

Anonimo ha detto...

Il vescovo siciliano chiede al Papa "un impegno per i migranti"
Monsignor Accolla, vescovo di Messina, ha chiesto un impegno al Papa in virtù della sua imminente visita siciliana: "Si occupi dei migranti". Poi il presule ha preso posizione "contro" le accuse mosse da Carlo Maria Viganò.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/vescovo-siciliano-chiede-papa-impegno-i-migranti-1571624.html

Che Dio illumini tutti gli ex ha detto...

La Chiesa uno «yogurt scaduto»? Mancuso, parla per te .

«Yogurt scaduto» sarai te, Vito Mancuso, prete spretato che, con le dichiarazioni di oggi sul Fatto Quotidiano, oltraggi la Sposa di Cristo da un lato accostandola ad alimento cremoso, per giunta andato a male, e dall’altro definendola, sulla scia del cardinal Martini, «indietro di almeno duecento anni». Indietro? Come fa la Chiesa ad esserlo, dato che deve piacere a Gesù e non ai più? Noi cattolici non dobbiamo essere moderni ma eterni, lo insegnava Giacomo Biffi, quindi l’essere «indietro» o «avanti» non è che sia un problema piccolo, grande o enorme: semplicemente, non è un problema. Per niente.
Anzi, se oggi un vizio c’è, nei cristiani, è proprio la smania di apparire aggiornati, alla moda, «avanti». Smania suicida, fra l’altro. Forse infatti Mancuso lo ignora ma, mentre lui si lamenta perché a messa conta 25 persone, per 25 fedeli in più diverse confessioni «liberal» – specie le chiese protestanti nordeuropee – farebbero carte false, essendo ormai deserte benché possibiliste su aborto, morale sessuale e unioni gay. Perché in questo mondo liquido non serve che la barca Pietro diventi liquida anch’essa, o che si pensi «indietro di almeno duecento anni», ma che resti solida, reggendo il peso di chi vi si aggrappa. Ovvio, direte. Ma cosa pretendete che ne capisca uno yogurteologo.

Giuliano Guzzo

Commento mio :
Quel che mi rimane difficile comprendere e' come mai questi ex siano tutti accomunati dall'avere 32 denti avvelenati contro la Sposa di Cristo e continuino a gravitare e parlare in nome e per conto della Chiesa e traggano ottimo sostentamento per se' e per i congiunti dal loro veleno . Ogni boccone e' il frutto succulento di un po' di veleno .
Chi tolse l'Imprimatur ?

Alessandro Mirabelli ha detto...

@ anonimo delle 17,30. Vero quanto hai scritto ma l'abdicazione può verificarsi a prescindere dal rinnegamento della fede.

Anonimo ha detto...

Per Elia: "ciò dovrebbe essere dichiarato dai cardinali". No, non è così. La sempre valida costituzione di Paolo IV, confermata da San Pio V e citata anche tra le fonti del Codice Piano - Benedettino recita a questo proposito: "sine ulla declaratione". I motivi sono chiari: 1) quando la situazione di eresia/mancanza di integrità nella fede è sotto gli occhi di tutti. 2) E' assurdo e impensabile che i cardinali, nominati e selezionati tra quelli che stanno più vicino ai papi, condividendone l'impostazione filomodernista, improvvisamente ritornino ad avere a cuore la vera fede e si mettano contro il papa regnante: ciò è umanamente impensabile e abbastanza risibile e Paolo IV non era così stupido da non prevederlo. Nessun tribunale ecclesiastico dunque, per altro composto da elementi modernisti come l'imputato, può oggi essere abilitato a giudicare un caso simile. Inutile invocare le prove pubbliche difendendo il foro interno dell'imputato, perché in ogni caso anche qualsiasi tribunale lavora sul foro esterno: quello interno lo può conoscere e giudicare solo Dio. Oggi però ciascuno che sia veramente fedele, di fronte a queste evidenze contro la fede, deve solo fare appello alla propria coscienza rettamente formata dalla dottrina autentica della Chiesa e sottrarsi all'obbedienza di una gerarchia invalida. Infatti non si può più sperare nella vox populi, in quanto ormai da decenni è venuto a mancare il sensus fidei della maggioranza del cattolici. In questo soltanto è più difficile oggi applicare la Costituzione "Cum ex apostolatus officio" di Paolo IV. Ognuno deve diventare responsabile della propria fede, fidandosi di quello che il vero Magistero ha insegnato per secoli.
TEOFILATTO

bedwere ha detto...

Qualcuno puo` mettere il filmato menzionato da p. Elia in rete?

Marisa ha detto...

https://www.radiospada.org/2018/08/altri-non-detti-e-altre-verita-da-completare-sul-caso-vigano2/

Anonimo ha detto...

https://www.lifesitenews.com/blogs/a-german-catholic-laywomans-open-letter-to-pope-about-intercommunion-disast

Anonimo ha detto...

https://www.aldomariavalli.it/2018/09/05/storia-di-un-prete-cacciato-dal-parroco-per-aver-tenuto-una-bella-e-onesta-omelia/

Elia ha detto...

Per Teofilatto
La bolla "Cum ex apostolatus officio" di Paolo IV mirava anzitutto, dichiarandola preventivamente nulla, a impedire l'elezione di un eretico al Soglio pontificio; circa l'ipotesi di un papa validamente eletto e successivamente caduto in eresia, invece, prescrive semplicemente di redarguirlo. Nel primo caso, perché l'elezione risulti nulla è necessario che l'eresia del candidato sia stata dichiarata in precedenza, come richiede la certezza del diritto e la visibilità dell'ordinamento giuridico ecclesiastico.
Se si riconosce al singolo fedele il diritto di definire invalida la gerarchia e di sottrarsi all'obbedienza, si dissolve la costituzione divina della Chiesa e la si atomizza in una realtà in cui ognuno si fa maestro di se stesso, si fa saltare la sua unità visibile e si rischia di porsi fuori del Corpo Mistico, con evidente pericolo per la salvezza della propria anima. Non c'è che dire: neanche i modernisti più sfegatati arrivano a tanto. Forse sarà il caso di riflettere meglio su certe conclusioni cui taluni giungono nell'intento di difendere - a lor dire - la Tradizione...

Elia ha detto...

Sul ruolo dei cardinali in caso di papa eretico:

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350455.html (all'inizio)

McCarrick, Sant'Egidio et alia ha detto...

...
Torniamo al discorso santegidiano del 2009 di McCarrick rileggendo la parte finale: «Io ho un'esperienza personale del modo in cui questi princìpi appena menzionati siano non solo la base del pensiero cattolico sociale, ma in una maniera meravigliosa trovino la loro eco nelle scritture del Santo Corano e nel Hadith del Profeta Maometto, che la pace sia su lui. Ero in Malaysia per tenere una specie di ritiro alla facoltà della scuola superiore di teologia dell’Università Islamica Internazionale e, durante la prima metà del ritiro avevo presentato l’insegnamento sociale cattolico. Durante la seconda parte il mio auditorio si trovò a riflettere sul fatto che questi princìpi sono anche splendidamente e molto chiaramente presenti nel pensiero sociale musulmano».

La sua conclusione: il pensiero sociale cattolico e quello musulmano devono tendere insieme a «un'economia che rialza il povero, il fragile e lo straniero e ci riunisce tutti insieme nell’unica famiglia umana di Dio». Insomma, McCarrick non ha vissuto certo una vita ritirata e di sola preghiera, anzi ha svolto diverse partecipazioni a convegni ed iniziative pubbliche in giro per il mondo, anche dopo le sanzioni a suo carico da parte di Benedetto XVI.
....
http://www.lanuovabq.it/it/ce-anche-santegidio-nella-mccarrick-connection

Anonimo ha detto...

RICORDATEVI CHE CERTI TIPI DI SILENZIO SONO OMERTA' E NON HANNO NULLA A CHE FARE CON CRISTO E LA VERITA'!! ALL'OMERTA' E' LEGATA LA LEGGE DEL SILENZIO ....
OMERTA' "la solidarietà diretta a celare l’identità dell’autore di un reato e, con senso ancora più estens., quella solidarietà che, dettata da interessi pratici o di consorteria (oppure imposta da timore di rappresaglie), consiste nell’astenersi volutamente da accuse, denunce, testimonianze, o anche da qualsiasi giudizio nei confronti di una determinata persona o situazione: tutti sapevano, ma nessuno osò infrangere il muro dell’omertà." http://www.treccani.it/vocabolario/omerta/

Anonimo ha detto...

Questo é verissimo, e chissà cos'altro hanno combinato che non sapremo mai. Però i disegni della Provvidenza sono spesso sorprendenti...non diamoci per sconfitti, la Vera Chiesa pura e Santa trionferà. Purtroppo dopo sofferenze inaudite per tutti noi, temo.

Anonimo ha detto...

Certo, che gliene importa della sofferenza di tutti i violati...bravo amico... complimenti per la tua morale! I cani forse laterano ma...contro i porci! Vuoi essere cane i porci? Decidi tu...

L'ultimo esorcista ha detto...

RIFLESSIONE SUI PROBLEMI DI OGGI NELLA CHIESA

Il vero scandalo non è il silenzio sugli abusi sessuali - dei quali ormai da tempo si parla, eccome se se ne parla -, ma il silenzio su Gesù Cristo, al quale si preferisce il pensatore di turno, così, per non urtare troppo, per non essere considerati vecchi, sorpassati, fuori moda. Insomma, il vero scandalo non è una crisi di moralità, ma una crisi di fede.
I comportamenti, infatti, seguono sempre ciò in cui si crede;

e più è debole la fede, più è debole la morale.

Si dicono e si scrivono un sacco di cose, in questi giorni. Una, ad esempio, è che le deviazioni sessuali dei preti ci sono sempre state, quindi che c'è di nuovo. Certo che ci sono sempre state: ma un tempo i preti che sbagliavano sapevano di sbagliare, temevano il giudizio del Datore di lavoro e andavano a confessarsi. Era tanto frequente la scappatella (più che altro con le donne però, allora) che si diceva «peccato di pantalone pronta assoluzione». Ma tra il peccato e l'assoluzione c'era di mezzo, appunto, la confessione. Oggi non è più tanto chiaro che cosa sia un peccato, tanto è vero che tra le scemenze che abbiamo letto in questi giorni c'è anche la seguente: se un prete sodomizza un seminarista di 17 anni è cosa gravissima, se invece gli anni sono 18 non c'è nulla di male.
Non stiamo scherzando, ci sono padri gesuiti all'auge della «Chiesa del cambiamento» che scrivono libri per arrivare, gratta gratta, a spiegarci che la vecchia morale sessuale del Magistero è appunto vecchia, da rottamare. La famiglia formata da un padre e una madre, ma vogliamo scherzare. E la castità, e il celibato, ma vogliamo scherzare anche lì. E allora, se c'è l'ossessione di inseguire la morale vigente, secondo la quale tutto è permesso, perché un prete non dovrebbe fare sesso con un seminarista?

I preti peccano come hanno sempre peccato, ma hanno smesso di rendersi conto di cosa è giusto e cosa è sbagliato: ecco che c'è di nuovo.

Il vero scandalo non sono i preti pedofili, ma una Chiesa che si vergogna della propria storia, del proprio insegnamento tradizionale, in definitiva di se stessa. Quando non ci si vergognava, si distingueva fra «gli uomini di Chiesa» e «la Chiesa»: i primi sono peccatori, ma la seconda è impeccabile nell'annunciare quella che ritiene essere la verità. Insomma, se un prete ad esempio metteva incinta una parrocchiana si diceva che aveva messo incinta una parrocchiana, non si diceva che stava vivendo la propria vocazione in modo più adulto e moderno. I cristiani sbagliavano come tutti, ma avevano il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome, e di stare nel mondo con un giudizio che era diverso da quello del mondo. Oggi, invece, c'è una Chiesa che lo insegue, il mondo, alla ricerca dell'applauso, diabolica tentazione. E, per nemesi, da quel politicamente corretto che ha ingenuamente blandito viene ora giudicata e condannata.

Angheran70 ha detto...

Che pazienza che ha Don Elia nel ribadire i limiti di applicazione della Bolla di Paolo IV.
Si vede che è un uomo di chiesa anche da questo. Mentre personaggi senza scrupoli ci hanno costruito sopra la mitologia sedevacantista e continuano a distribuirla confidando nell'ignoranza dei fedeli , suonando loro la canzoncella "Se ha detto questo non è papa" e allontanando tante persone dai sacramenti (che reputano invalidi perchè amministrati dalla "neochiesa").


Angheran70 ha detto...

@Antonio

"Lia, anche per me. Quello che non capisco è come si faccia a sostenere che molti cardinali non conoscessero Bergoglio. È una tesi giustificatoria ed insostenibile, anche perché vorrebbe dire che i cardinali non fossero consapevoli nemmeno della crisi che avanzava a grandi passi.
Non lo accetto proprio".

Bergoglio era ben conosciuto ed è stato il destinatario delle ambizioni della curia legata a Martini sin dal 2005. In quell'occasione probabilmente suo malgrado , nel 2013 con adeguata opera di convincimento e quindi piena consapevolezza. Il partito di San Gallo intendeva scongiurare l'elezione di Ratzinger ma nel 2005 non aveva appoggio nell' ala conservatrice e ne uscì malissimo e con sommo disappunto.
Nel 2013 la manovra è riuscita perchè il gruppo di San Gallo ha potuto contare sulla curia wojtyliana - non certo favorevole di per sè ai martinisti - ma sotto sotto ben disposta a liberarsi del "Sale della Terra" (ratzingeriani). Basti vedere gli interscambi che ci sono stati tra le due fazioni con l'emblematica santificazione contemporanea di Wojtyla e Roncalli. D'altra parte è sempre Wojtyla a tirare fuori Bergoglio dall'esilio e farlo cardinale , come McCarrick. E purtroppo gran parte dei nomi e della stagione degli "abusi" risale al periodo wojtyliano (Maciel e co.) Ecco perchè Bergoglio o la curia a lui favorevole ha comunque potuto sfruttare il filone che imbarazza la chiesa girandolo a suo favore , almeno fino all'esplosione dl caso Viganò che ha squarciato il velo. In fondo tolto il sale , con cosa lo si salerà ecc. ecc.

Anonimo ha detto...

@mic Sono molto sdegnato e deluso che non sia stato pubblicato il mio ultimo commento di stanotte. Angheran70 e don Elia diffondono errori sulla costituzione di Paolo IV e calunnie su di me, dimostrando di non volere fare conoscere il vero contenuto di questo scomodo documento pur fingendo di conoscerlo. Se questo sito e don Elia stesso sono in buona fede, abbiano il coraggio di pubblicare la mia denuncia e gli estremi per rintracciare su internet la "Cum ex apostolatus officio", onde aprire un pubblico dibattito senza timore delle conseguenze.
TEOFILATTO

Anonimo ha detto...

Un buon cristiano non si sognerebbe mai di definire "cane selvaggio" nemmeno il suo peggior nemico, solamente gli integralisti musulmani lo fanno. Tutto ciò deve far riflettere.

Anonimo ha detto...

sono d'accordo come sempre con il prof. PP: non basta più pregare con fiducia, ma occorre denunciare il male che oggi devasta la Chiesa come mai prima nella storia, mettere il dito nella piaga col coraggio di S. Giovanni Battista, se occorre (ognuno nei limiti e doveri della sua posizione: i pastori, in alto e in basso, certo più responsabili dei poveri laici, spesso inermi e soggiogati dalla falsa obbedienza, mi pare ). Mons. Viganò questo coraggio della Verità lo ha avuto e che Dio lo ricompensi.

Anonimo ha detto...

R. De Mattei sul caso Viganò:

https://www.corrispondenzaromana.it/larcivescovo-vigano-punito-per-aver-detto-la-verita/

irina ha detto...

"La Chiesa insegna anche quando sbaglia" (E.M.Radaelli)

Purtroppo, è vero.

irina ha detto...

Giudico. Formo un giudizio. Questo "fare un giudizio" , a dire il vero, non l'ho mai sentito in italiano.

Elia ha detto...

https://www.google.it/amp/s/cooperatores-veritatis.org/2018/04/10/paolo-iv-cum-ex-apostolatus-officio-infallibilita-papale/amp/

Ribadisco che non spetta al semplice fedele stabilire se un membro della gerarchia ha deviato dalla fede; deve dichiararlo chi ne ha il compito: nel caso del papa, sono i cardinali.

Anonimo ha detto...


Non spetta al semplice fedele stabilire se un membro della Gerarchia ha deviato etc.

Credo che don Elia voglia dire che non spetta ovviamente al fedele stabilire in modo "formale", vincolante, con gli effetti giuridici del caso, se un membro della Gerarchia ha deviato.
Il fedele non ha il potere di sottoporre formalmente a giudizio i membri della Gerarchia,
tanto meno il Papa.
Sicuramente, anche don Elia sarà d'accordo sul fatto che il semplice fedele può, senza violare alcun comandamento, far rilevare nel merito l'eventuale sbandamento dottrinale di un esponente della Gerarchia. Per esempio, se un vescovo, come mons. Galantino, afferma in una pubblica omelia che Abramo ha salvato Sodoma con il suo intervento presso Dio, cosa manifestamente falsa, come sappiamo. Oppure, se un Papa, come l'attuale, viene a farci l'elogio smaccato di Lutero, affermando, tra le altre cose, che "non si era sbagliato nella sua dottrina della Giustificazione": affermazione scandalosa ed aberrante, che contraddice la condanna formale delle eresie di Lutero, a cominciare appunto dalla sua erronea dottrina sulla giustificazione.
Il semplice fedele, possedendo una normale capacità di ragionare, non può non rilevare che, se Lutero "non si era sbagliato", si erano sbagliati i Papi, da Leone X in poi, e per circa 500 anni. Dirò di più: il fedele che si renda conto degli errori propalati, tacendo i chierici, non solo è legittimato a difendere il Deposito della Fede ma ne ha persino il dovere.
PP

Elia ha detto...

Per PP
Ringrazio per la precisazione, che era implicita: rilevare gli sbandamenti dottrinali è proprio ciò che stiamo facendo. Ho inteso mettere in guardia da un presunto diritto generalizzato di sottrarsi all'obbedienza. Tale diritto può essere legittimamente esercitato solo dopo una dichiarazione formale di eresia, a meno che un superiore in carica non esiga qualcosa di palesemente contrario alla legge divina o ecclesiastica. E' pur vero che oggi non c'è da aspettarsi che vengano emesse dichiarazioni formali di eresia, ma questo, evidentemente, non ci costituisce giudici della gerarchia in foro esterno, altrimenti si scardina la costituzione divina della Chiesa. In foro interno, invece, qualora la nostra coscienza, retta e ben formata, giunga alla certezza morale che un Pastore sia caduto in eresia o non abbia la fede cattolica, possiamo ritenerci dispensati dall'obbedienza; ma questo passo richiede il parere di un buon confessore o direttore spirituale.

Anonimo ha detto...

Non intendo accreditare il seguente link, ma soltanto offrire un articolo che offre esatte informazioni finora non dette. TEOFILATTO
https://vaticanocattolico.com/un-cardinale-scomunicato-e-papa/#.W5luTvYyV9A

Anonimo ha detto...


I cattolici americani cominciano a "farsi un giudizio" che coinvolge fatalmente
il Vaticano II.

Per chi conosce l'inglese consiglio la lettura di un articolo pubblicato il 4 settembre corrente su LifeSiteNews, firmato dall'autorevole intellettuale cattolico americano Peter Kwasniewski e intitolato "Perché la testimonianza di Viganò resterà come il "momento di svolta" nel papato di Francesco"(Why Viganò's testimony will go down as the 'clarifying moment'of Francis'papacy").
In quest'articolo l'autore fa, in sintesi, le seguenti riflessioni.
Vedevamo che le cose non andavano bene, con questo Papa, ma adesso, in un solo mese, abbiamo visto che 1. ha contraddetto apertamente la dottrina millenaria della Chiesa sulla pena di morte, dichiarandola erroneamente incompatibile con il Cristianesimo; 2. E'apparso addirittura esser complice dei predatori omosessuali attivi all'interno della Chiesa!
C'è stato un salto di qualità negativo, che appare irreversibile.

"Per la gran maggioranza è stato il momento del risveglio: ci sono cadute dagli occhi le scaglie, quelle scaglie che ci impedivano di scorgere chiaramente la vastità del problema e pertanto di affrontare la necessaria soluzione in tutta la sua ampiezza...".
Dobbiamo capire adesso che cosa significa restare cattolici e fedeli alla Chiesa nonostante tutto.
Chi è "sinceramente cattolico" a questo punto deve porsi "dolorose domande non solo sugli ultimi cinque anni ma sugli ultimi cinquant'anni. Che cosa ha reso possibile questo pontificato, con il caos dei suoi collaboratori? Rappresenta forse una punizione occasionale per purificarci dai nostri peccati? O non è la conclusione di un intero indirizzo, della distillazione di decenni di ambiguità dottrinale, insulsa catechesi, compromessi con il mondo, perseguita secolarizzazione? Non ci troviamo faccia a faccia con la manifestazione del tutto coerente dello "spirito del Vaticano II", che è sì andato al di là dei testi del Concilio ma aveva già permeato l'assemblea conciliare grazie alle ben documentate macchinazioni dei vescovi europei progressisti, dominatori dei lavori, i cui discendenti spirituali dirigono oggi l'orchestra?
La "svolta" di oggi è un giudizio divino sui mali che si cominciarono a diffondere alcune decadi fa, mali che non possiamo più nascondere se vogliamo liberarcene per sempre o almeno purificare la nostra vita dalla loro velenosa presenza. Tutti questi mali - la deformazione della liturgia, il comportamento immorale, l'insegnamento eterodosso - hanno questo in comune: si basano tutti sul rigetto della tradizione cattolica".
[a cura di PP]

Anonimo ha detto...


Negli Stati UNiti sta montando una rabbia sempre più violenta contro
la Gerarchia cattolica, da parte dei cattolici giustamente sempre
più indignati

La combinazione del rapporto del G.Giurì della Pennsylvania e della Testimonianza di
mons. Viganò sta provocando un vero e proprio furore tra i cattolici americani, già
provati degli scandali di pedofilia (all'81% omosessuale) degli anni scorsi.
Stanno perdendo ogni fiducia nelle autorità vaticane. E lo si può ben capire, visto
l'atteggiamento di queste ultime. Adesso, documenta ancora LifeSiteNews, una autorevole
esponente del cattolicesimo USA, molto rispettata, ha chiesto pubblicamente che per ogni diocesi degli Stati Uniti venga fatto un rapporto da parte di una autorità laica, sul modello della Pennsylvania, visto, ha detto, "che il Vaticano non è nemmeno capace di indagare se stesso".
Come darle torto, nell'attuale contingenza? Di fatto, è la fine dell'indipendenza della Chiesa, che deve aprire in permanenza i suoi archivi alle autorità laiche, non certo animate
da sentimenti amichevoli nei suoi confronti. Ma, peggio ancora, è l'inizio di una grave
frattura tra i fedeli e i vescovi locali, che sono i principali imputati. Si chiede che ogni vescovo riveli pubblicamente tutto ciò che sa sugli abusi e che si dimetta nel caso di rifiuto o reticenza. Si sta di fatto proponendo, sulla spinta delle tragiche circostanze, ad una forma di controllo popolare sull'episcopato, come in certi periodi del Medio Evo, potenzialmente distruttrice tale forma della costituzione della Chiesa. Ma anche nel Medio Evo, penso alla Pataria iniziale, la causa del controllo popolare, incoraggiato da alcuni Papi, stava nella corruzione di costumi di una parte (consistente) del clero, concubinario e simoniaco, ultramondanizzato.
Speriamo che il furore dilagante fra i cattolici nordamericani non degeneri nell'eresia, come è accaduto in Germania, con il vasto malcontento che ha fornì il fuoco attizzato poi da Lutero, con la benzina dei suoi errori.
Il prezzo del ritardo nell'affrontare gli errori penetrati nel Vaticano II e nel far la conseguente pulizia, in tutti i sensi, sta diventando enormemente salato.
PP

marius ha detto...

dal primo link in calce "apertura anno della fede":

Cinquant’anni fa, in questo giorno, anche io sono stato qui in Piazza, con lo sguardo verso questa finestra, dove si è affacciato il buon Papa, il Beato Papa Giovanni e ha parlato a noi con parole indimenticabili, parole piene di poesia, di bontà, parole del cuore.

Eravamo felici – direi – e pieni di entusiasmo. Il grande Concilio Ecumenico era inaugurato; eravamo sicuri che doveva venire una nuova primavera della Chiesa, una nuova Pentecoste, con una nuova presenza forte della grazia liberatrice del Vangelo.

Anche oggi siamo felici, portiamo gioia nel nostro cuore, ma direi una gioia forse più sobria, una gioia umile. In questi cinquant’anni abbiamo imparato ed esperito che il peccato originale esiste e si traduce, sempre di nuovo, in peccati personali, che possono anche divenire strutture del peccato. Abbiamo visto che nel campo del Signore c’è sempre anche la zizzania. Abbiamo visto che nella rete di Pietro si trovano anche pesci cattivi. Abbiamo visto che la fragilità umana è presente anche nella Chiesa, che la nave della Chiesa sta navigando anche con vento contrario, con tempeste che minacciano la nave e qualche volta abbiamo pensato: «il Signore dorme e ci ha dimenticato».

Questa è una parte delle esperienze fatte in questi cinquant’anni, ma abbiamo anche avuto una nuova esperienza della presenza del Signore, della sua bontà, della sua forza. Il fuoco dello Spirito Santo, il fuoco di Cristo non è un fuoco divoratore, distruttivo; è un fuoco silenzioso, è una piccola fiamma di bontà, di bontà e di verità, che trasforma, dà luce e calore. Abbiamo visto che il Signore non ci dimentica. Anche oggi, a suo modo, umile, il Signore è presente e dà calore ai cuori, mostra vita, crea carismi di bontà e di carità che illuminano il mondo e sono per noi garanzia della bontà di Dio. Sì, Cristo vive, è con noi anche oggi, e possiamo essere felici anche oggi perché la sua bontà non si spegne; è forte anche oggi!

Alla fine, oso fare mie le parole indimenticabili di Papa Giovanni: «andate a casa, date un bacio ai bambini e dite che è del Papa».
(Benedetto XVI).

In altri termini: Dio scrive diritto anche sulle righe storte degli uomini.
Ergo siamo tutti felici perché così possiamo in un certo senso continuare a credere nelle righe storte della Primavera Conciliare, la nuova Pentecoste, inaugurata dall'indimenticabile Papa Buono (che fu davvero un buon Papa?) nel quale, dopo mezzo secolo, il non più giovane teologo Ratzinger continua ad identificarsi, ma ora lui pure con indosso le insegne papali.

Anonimo ha detto...


Leggendo questo relativamente recente testo di Ratzinger, c'è da chiedersi che cosa abbia effettivamente compreso della mostruosa devastazione dottrinale, pastorale e morale che si è abbattuta sull'intera Cattolicità, a partire appunto dal Vaticano II.
Ha mai cercato di rispondere a questa semplice domanda: perché solo dopo il Vaticano II si è scatenata una crisi di questa portata nella Chiesa? Perché un postconcilio all'insegna del "fumo di Satana" che penetrava da tutte le parti, non c'è ovviamente mai stato nei postconcilii dei secoli precedenti? Ad esempio dopo il dogmatico Concilio di Trento non ci fu un rinnovamento profondo, in senso positivo, della Chiesa?
Invece di fare del sentimentalismo zuccheroso sul cosiddetto 'Papa buono', in realtà uno dei maggiori responsabili dello scatenamento della crisi, forse l'ex Pontefice dovrebbe porsi la semplice domanda di cui sopra, cercando di darvi una franca risposta.
PP

irina ha detto...

Si è usata, a parer mio, una pastorale di copertura che aveva il triplice compito:

1) coprire la vecchia dogmatica;

2) coprire la vera essenza della nuova antropologia, che stava sostituendo la vecchia dogmatica;

3) coprire tutte le vere intenzioni personali delle guide corrotte con un agire tollerante tutti i vizi ed eresie altrui, al fine di poter sdoganare i loro vizi e le loro eresie( delle stesse guide corrotte), cioè la loro antropologia, nuova dogmatica futura, in divenire.

marius ha detto...

Leggendo questo relativamente recente testo di Ratzinger, c'è da chiedersi che cosa abbia effettivamente compreso della mostruosa devastazione dottrinale, pastorale e morale che si è abbattuta sull'intera Cattolicità, a partire appunto dal Vaticano II. (PP)

Condivido pienamente, PP.
E non da ultimo vien da domandarsi per qual motivo "don Elia" lo presenti all'attenzione dei lettori al termine del suo pezzo.

-Forse sarà perché lo approva? Sulla scorta di suoi recenti pensieri si potrebbe dedurre che egli continui indirettamente a proporre la tesi secondo cui BXVI sia il vero Papa in quanto non validamente dimissionario, e che perciò qui egli lo presenti implicitamente come modello di riferimento e àncora di salvezza in questa situazione disastrosa della Chiesa che sopra egli ha ben descritto.
Se così veramente fosse, con questa sua enigmatica citazione sine glossa, insieme ad una già precedentemente dimostrata certa simpatia per il pontefice dimissionario, egli dà l'aria di sposare anche questo suo zuccheroso discorso sul CVII con tutte le sue evidenti contraddizioni.

-Forse sarà perché lo disapprova? In tal caso almeno una riga di introduzione non sarebbe guastata.

Elia ha detto...

L'ho citato per il semplice motivo che parla dei pesci cattivi entrati nella "rete di Pietro" e dell'atroce delusione seguita ai sogni conciliari. Questo dimostra la sua consapevolezza del grado di penetrazione del male nella Chiesa. Che si renda conto o meno della causa di quel male, non lo so, ma non mi interessa.

marius ha detto...

Qui BXVI non parla di “atroce delusione” ma di “gioia forse più sobria, una gioia umile” e ciò, più che dimostrare "la sua consapevolezza del grado di penetrazione del male nella Chiesa” (don Elia), induce piuttosto a “chiedersi che cosa abbia effettivamente compreso della mostruosa devastazione dottrinale, pastorale e morale che si è abbattuta sull'intera Cattolicità, a partire appunto dal Vaticano II.(PP)

Invece di questo zuccheroso, vi saran pure altri stralci del medesimo o di altri autori ben più rappresentativi di un' "atroce delusione”.
Inoltre stupisce assai che non Le interessi affatto del suo grado di consapevolezza sulla causa di quel male che si è abbattuto sulla Chiesa (almeno per quel che ci è concesso di dedurre dai testi di cui disponiamo).

Allora a che pro citarlo? Francamente non si capisce.

mic ha detto...

Leggo solo adesso questo commento
Inoltre stupisce assai che non Le interessi affatto del suo grado di consapevolezza sulla causa di quel male

Non credo che non lo interessi il grado di consapevolezza. Il fatto è che chi di noi può saperlo? Possiamo solo discernere quel che ci è dato conoscere attraverso i sui atti parole e scritti, ma nel foro interno...
E ognuno di noi con i suoi limiti. Io conosco i miei e, pur avendo riconosciuto tanti 'bachi', penso che fior di studiosi sono andati, vanno e andranno ancora oltre potendo dedicarsi a sviscerare molto di più.
Quanto alla causa, credo che vi fosse invischiato per ciò riguarda le idee e coinvolto nella realizzazione e quando si è invischiati, si produce un grado di cecità nei confronti della verità proporzionato all'entità dell'invischiamento e del coinvolgimento....

marius ha detto...

Il fatto è che chi di noi può saperlo? Non credo che non lo interessi il grado di consapevolezza.
Che non gli interessa sic et simpliciter lo ha scritto lui.

Possiamo solo discernere quel che ci è dato conoscere attraverso i sui atti parole e scritti, ma nel foro interno...
Infatti qui sopra lo avevo già scritto io: (almeno per quel che ci è concesso di dedurre dai testi di cui disponiamo)

Alla fine l'enigma rimane:
perché "don Elia" ha voluto segnalare il link di quel discorso di BXVI che per evidenza non è per nulla rappresentativo di una presa di coscienza della gravità delle conseguenze del CVII sulla Chiesa, discorso che al contrario mostra (come ben rilevato da PP) proprio la sua inconsapevolezza?

Pedro Lombardi ha detto...

Buon pomeriggio ragazzi

Sono brasiliano, discendente dell'italiano. Mi ha fatto molto piacere il testo, il modo in cui è stato scritto. Proprio come tutte le recensioni per lo più.
Sto cercando informazioni dai miei parenti italiani, il mio bisnonno, Feliciano Vito Antonio Luigi è il figlio di Eli e Carmela Lombardi, nato a Buonabitacolo nel 1872, nato 47.
Qualcuno lo saprebbe o potrebbe dirmi se questo Elia in cui è ritratto il testo appartiene alla famiglia Lombardi del Buonabitacolo? O hai qualche relazione con Don Elia e Tereza Lombardi, il paese del vescovo Nicola De Martino?

Sarò grato per qualsiasi informazione relativa a Elia Lombardi, o per le curiosità su Bounabitacolo.

Resta con Dio, lascia che Lui continui a illuminare e chiarire i nostri dubbi e rafforzare la nostra fede ogni giorno.

Email per contattare: pedro_lombardi@hormail.com

Grazie

Pedro Lombardi ha detto...


Ci scusiamo per gli errori grammaticali.
Correzione: Feliciano Vito Antonio Luigi Lombardi è il figlio di Elia e Carmela Lombardi. Era nato a Buonabitacolo nel 1872, con numero di registrazione 47.

mic ha detto...

Caro amico brasiliano, potrebbe avere qui risposta alle sue domande solo se, per combinazione, ci fosse qualche lettore del paesino che nomina.
La cosa migliore è che si rivolga direttamente a quel comune.
Il nostro don Elia è lo pseudonimo di un sacerdote...
Un caro saluto in Cristo.