venerdì 28 settembre 2018

Gli stregoni della notizia - Marcello Foa recensito da Giuliano Guzzo

Marcello Foa ufficialmente presidente della Rai è una notizia favolosa. Chi lo ha letto e conosciuto, infatti, sa che professionista e che galantuomo sia. Temo che per certo giornalismo di nani e lacchè, oggi, sia un pessimo giorno: anche per questo, è un gran giorno. (Giuliano Guzzo). Di seguito la recensione a Gli Stregoni della notizia. Atto secondo. Come si fabbrica informazione al servizio dei governi, il suo ultimo libro.

Prima di leggerne il libro, avevo avuto modo d’incontrare il giornalista Marcello Foa un paio di volte, apprezzando le sue doti di relatore con riferimento, in particolare, al tema della manipolazione dell’informazione. Essendo già reduce da due conferenze dell’autore, mi sono quindi detto, il suo testo mi apparirà interessante per modo di dire. E invece mi sbagliavo: Gli stregoni della notizia (Guerini e Associati, 2018) è stata per me una lettura non soltanto non banale, ma assai arricchente. Di più: uno fra i saggi più illuminanti che abbia mai letto, un testo che gli insegnanti, già alle superiori, dovrebbero consigliare ai ragazzi. Per quale motivo?

Perché Marcello Foa con questo volume – che è una completa rivisitazione di quanto scrisse nel 2006 -, mostra i numerosissimi stratagemmi con cui i mass media posso manipolare (e hanno già manipolato) l’informazione e, dunque, l’opinione pubblica. Per opera di chi? Dei giornalisti, senza dubbio, ma ancor prima degli spin doctor, che sono i veri stregoni della notizia. In estrema sintesi, si tratta di esperti di comunicazione – molto spesso a loro volta giornalisti – i quali, operando all’interno delle istituzioni come consulenti o assistenti di politici di primo piano, riescono a dettare l’agenda dei media; addirittura a programmarla, in un certo senso.

Ne consegue che le prime pagine dei quotidiani così come i titoli dei telegiornali, quando non sono dettati da eventi straordinari o imprevedibili (catastrofi, terremoti, eventi eccezionali), rispondono quasi sempre alla strategia comunicativa elaborata dagli spin doctor. Chi ne dubita è pregato di rispondere ad una domanda fondamentale: da dove provengono le notizie che apprendiamo ogni giorno? «La risposta è semplice», nota Foa, «il 70% forse persino l’80% delle notizie nascono dalle istituzioni […] governi in primo luogo, e poi Parlamenti, Tribunali, procure, partiti, Comuni, Regioni, Amministrazione pubblica. E ancora l’ONU, la Croce Rossa, l’Unione Europea..» (pp.43-44).

Sulla base di questa premessa – semplice, ma per nulla scontata – in poco meno di 300 pagine l’Autore enumera tantissimi modi, servendosi di altrettanti esempi, in cui l’informazione può essere manipolata. Perché il giornalismo d’inchiesta, oltre che quasi estinto, richiede tempo, energie e soldi. E i giornalisti (è il loro lavoro!) hanno bisogno di notizie, cosa che quindi li mette spesso – anche quando dispongono di più «fonti» per verificare quanto viene loro riferito – nelle condizioni di essere di fatto al servizio degli spin doctor, che sono i registi dei comunicati stampa così come delle soffiate che magicamente arrivano nelle redazioni.

E i politici? Più sono importanti, più a loro volta dipendono da questi stregoni della notizia, che insegnano loro cosa dire, come dirlo, quando e molto altro. Tutto, in pratica. Nel suo testo, Foa ci racconta dunque i segreti degli uomini che hanno gestito con rigore spesso maniacale o creato la comunicazione di George Bush (Karl Rove), Bill Clinton (Dick Morris), Chirac (Roger Ailes) Obama, (David Axelrod), Blair (Alastair Campbell), Renzi (Filippo Sensi). Gli stregoni della notizia parla di fake news, delle bugie «vendute» per giustificare guerre, di giornalisti premi Pulitzer finiti, nonostante il loro prestigio e la loro competenza, ad essere esecutori delle trame oscure degli spin doctor.

Quindi l’informazione è destinata ad essere manipolata? Foa non è di questo avviso, sia perché troppo spin – spiega – ha già fallito, creando diffidenza dell’opinione pubblica che, eccessivamente raggirata, poi reagisce; sia perché se possiamo parlare della manipolazione dell’informazione, a ben vedere, è anzitutto grazie a dei giornalisti che si sono presi la briga si smascherarla. In definitiva, anche se all’inizio non sembrerebbe, Gli stregoni della notizia è quindi un libro che lascia una speranza: quella che un giorno la stregoneria mediatica possa essere, se non estinta, almeno ridimensionata. E i giornalisti possano tornare a servire al meglio quelli che, come ripeteva Montanelli, sono i loro veri padroni: i lettori.
Giuliano Guzzo

20 commenti:

irina ha detto...

Mi auguro che la Rai torni ad essere educativa e formativa per ogni fascia di età, dalla fanciullezza chè non debba essere corrotta dai programmi a lei dedicati; passando alla gioventù che deve essere sostenuta nella sua idealità più santa, come nelle sue prime prove, con vittorie e sconfitte, che la vita le presenta; all'età matura con tutti i carichi che si porta con sè, lavoro, famiglia, genitori anziani da seguire secondo il loro passo; e la vecchiaia, l'età in uscita da questo mondo, delicata quanto la fanciullezza che vi sta entrando.
Mi auguro che la Rai difenda e diffonda valori sani, sempre più condivisi, che hanno nell'autentico Cristianesimo la loro radice.
Mi auguro che la Rai dica la verità nuda e cruda, senza sensazionalismi di alcun genere.
Mi auguro che l'era del conformismo ipocrita del politically correct sia bandito per sempre, sul nulla non si può costruire nulla.
Mi auguro che la dizione porti in onore la parola ben formata, articolata, quindi ben pronunciata e rinunci alla quantità di parole sparate a velocità supersonica che non possono essere degnamente intellette, cioè comprese.
Mi auguro che la Rai possa diventare migliore e quindi presenza fidata.

Anonimo ha detto...

Gli incaricati di cui l'Italia ha bisogno e' che abbiano questo requisito essenziale ( e sottolineo essenziale ): galantuomini .

fabrizio giudici ha detto...

Io mi accontento anche di molto meno, almeno per ora... basta che non sia più un feudo esclusivo dei sinistri. Questo per loro può già essere devastante.

Anonimo ha detto...


OT. Une espérance de paix en Syrie ? Oui, et grâce, une fois de plus, à Vladimir Poutine. Lire le dernier commentaire d'Israël Shamir :

http://plumenclume.org/blog/384-la-domestication-d-israel-par-les-russes

Israël Shamir est, avec Maurizio Blondet, Thierry Meyssan et quelques autres — très peu, en vérité, mais on les trouve notamment sur "The Saker" —, l'honneur du journalisme international, un journalisme dont la servilité est habituellement la note dominante.
Les lire nous élève au-dessus de la médiocrité ambiante et fait du bien à l'âme.

Anonimo ha detto...

A me basterebbe giubilasse Augias e Angela padre e Fazio, sarebbe tanta roba ed un notevole risparmio dei nostri soldini..... l'articolo di cui sopra, la moschea al posto della chiesa, Al nour in arabo significa la luce (di Allah), meditate, tutto quello che viene loro dato o preso da se stessi è Al Islam, proprietà per sempre, ma i nostri radicalchic au caviar sono superiori a queste minuzie......

Anonimo ha detto...

...e certo che sono superiori , perche' non vedono aldila' del proprio naso . Per ora l'imperativo e' di sbattere fuori Gesu' Cristo e la Sua insopportabile Legge così faticosa da sopportare preferendo fare autostrade a 12 corsie agli avversari , ma......come vaticino' quella Suora Infermiera....."se ne accorgeranno" !

Anonimo ha detto...


A proposito di cattive notizie

Il governo ha approvato il famoso "reddito di cittadinanza", fortissimamente voluto da
Gigino Di Maio. Ne beneficerebbero 6,5 milioni di italiani. Una cosa demenziale. I soldi non ci sono, così si è alzato il tetto del deficit, programmandolo al 2,4 %. Il ministro Tria, uno dei pochi competenti, voleva non si superasse lo 1,6%. Si continuano a far debiti all'insegna della demagogia. Ci sono sgravi fiscali per alcune categorie e questo va bene. Ma il reddito di cittadinanza è una cosa folle e anche immorale (760 euro, al minimo?). Il costo sarà salatissimo.
Purtroppo Salvini ha dovuto accettare il compromesso. Intanto la Borsa a Milano ha subito avuto perdite catastrofiche. Il nostro debito non è in mano solo agli speculatori, ce l'hanno anche investitori esteri seri che non vogliono veder andare in fumo i soldi dei loro clienti. Anzi, gli speculatori non hanno in mano niente, per così dire: loro giocano allo scoperto, come fece Soros anni fa quando vendendole allo scoperto fece svalutare lira e sterlina contemporaneamente.
Anche la modifica della Legge Fornero ci costerà.

mic ha detto...

Il reddito di cittadinanza spesso è preso a pretesto per criticare il governo senza tener conto del resto.

Cè un problema comunicativo, perchè c'è un sacco di gente veramente convinta che in questo Def ci sia solo il reddito di cittadinanza e non è affatto così.
E invece no aumenti IVA, quota 100 anti-Fornero, pace fiscale, semplificazione fiscale e flat tax per alcune categorie, difesa risparmiatori contro le frodi bancarie, investimenti...

Che tutto costerà è un fatto ma si tratta di strumenti operativi capaci di innescare una ripresa, ineludibile se si vuole avere un futuro, che diversamente non ci sarà mai. Ed è solo un inizio. Non esiste il tutto e subito. Occorre realismo e anche audacia, insieme a competenza... E se pensiamo a un nome come Savona (Tria è più matterell-europa dipendente) anche questa non manca.

Anonimo ha detto...

Lo spread, in assenza di sovranità monetaria, è un indice inversamente proporzionale alla misura in cui un Governo democratico tradisce la fiducia di un popolo. (Valerio Malvezzi)

Italicus ha detto...

https://www.facebook.com/RagioneCritica/videos/2305877989471882/UzpfSTEwMDAwOTk0NzM0NDM1Mzo3NjExMTMyOTc1NjM1NzU/

Valerio Malvezzi si rivolge ai mercenari del neoliberismo, ai loro pasdaran e ai loro guardiani, ed elenca una per una tutte le accuse che ogni cittadino vittima del loro sistema di controllo pervasivo e maniacale dell'informazione e del pensiero, della finanza, della produzione, dei servizi e della politica, esprimerebbe se potesse avere la stessa lucida capacità di mettere in fila tutte le "maledette colpe" che hanno prodotto una società snaturata, sempre più simile a una macchina spietata (e inefficiente) e sempre più lontana dagli esseri umani di cui è composta.
Venti minuti vissuti col cuore, più che con la testa: un incalzante fluire di parole che potrebbero essere state pronunciate in una scena di qualche film cult, e che nobiliterebbero un'aula parlamentare, unite le une alle altre in quello che si potrebbe tranquillamente definire "il discorso del secolo", per la sua capacità di riassumere e cucire insieme l'essenza di tutte le colpe del neoliberismo.

Anonimo ha detto...

Ministro Salvini, lo spread è schizzato a quota 280 e la Borsa è crollata. Lei a caldo, dopo le prime obiezioni di Bruxelles, ha detto: «Tiriamo avanti». Non crede invece che sia stato un azzardo spingere il rapporto deficit-Pil al 2,4%?
«No, assolutamente. Se è un azzardo aiutare i giovani a trovare lavoro, aumentare le pensioni di invalidità e ridurre le tasse alle partite Iva, vuol dire che c’è un mondo della finanza lontano dalla realtà. Abbiamo fatto una manovra economica intelligente, coraggiosa e nello stesso tempo responsabile. Ciò che è accaduto sui mercati è l’ennesima dimostrazione che c’è qualcuno che vorrebbe l’Italia ridotta all’osso. Ma non cambiamo idea di una virgola».

Sta dicendo che le élite e l’establishment europei vogliono colpire i governi populisti?
«Sicuramente a Bruxelles erano tranquilli fino a che si facevano manovre economiche che impoverivano gli italiani. La nostra invece è una manovra che vuol far crescere l’Italia e questo evidentemente a qualcuno non piace. Ma i mercati torneranno alla normalità. Come sale, lo spread scende. Non è un problema. A me interessa dare risposte agli italiani».

Siamo un Paese con il terzo debito pubblico al mondo, lei comprerebbe i titoli di Stato italiani?
«Se abbiamo questo debito è per colpa delle politiche europee di austerity allaMonti e alla Renzi. Il debito se l’Italia non cresce, aumenta. Io compro i titoli di Stato quando c’è un progetto di crescita. E noi finalmente l’abbiamo lanciato. In più rivedere la legge Fornero e abbassare le tasse era unapriorità».

Il commissario Moscovici sostiene che non è interesse degli italiani continuare a indebitarsi. Non ha tutti i torti.
«No. Ma la Francia fa una manovra dove il deficit è superiore al nostro. E poi, ripeto, le politiche europee di questi anni si sono rivelate un disastro tranne che per i tedeschi.Lezioni non ne prendiamo».

Se, com’è probabile, la Commissione avviasse una procedura d’infrazione e inviasse a Roma la troika, lei cosa farebbe?
«L’accoglierei come gli ispettori dell’Onu che indagano sul razzismo: offro un caffé, ascolto, sorrido». Però sarebbe un commissariamento. «Non esiste. Questo è un governo che rimette al centro gli italiani, nessuno si sogni di commissariare nessuno».

Accantona l’ipotesi di uscire, come reazione, dall’euro?
«No. Noi vogliamo cambiare l’Europa e le sue regole. E poi abbiamo fatto una manovra che investe sul lavoro, voglio vedere cosa diranno a Bruxelles».

Investe tanto anche sull’assistenzialismo, ben 10 miliardi sono per il reddito di cittadinanza...
«Mi è stato spiegato che il reddito di cittadinanza serve per chi ha perso il lavoro e deve rientrare nel mondo del lavoro. E così lo intendo».

Come farete a evitare che chi prende 780 euro al mese non passi la giornata davanti alla tv?
«Ci saranno controlli. E chi prende il reddito dovrà obbligatoriamente rispondere alle offerte di lavoro fatte dai centri per l’impiego».

Per un padano come lei non è orticante questo approccio assistenzialista?
«C’è un contratto di governo. La mia priorità è il taglio delle tasse, ma rispetto anche le priorità dei 5stelle visto che governiamo insieme. Abbiamo fatto una manovra equilibrata».

Lei era partito prudente, poi ha seguito Di Maio nell’assalto al ministro Tria.Perché?
«Assalto? Se avessimo dovuto rispettare gli zero virgola imposti da Bruxelles non avremmo toccato la legge Fornero e neppure ridotto le tasse. E gli italiani non mi hanno votato solo per fermare gli sbarchi».

La sua base elettorale è fatta di piccoli e medi imprenditori che non festeggeranno per l’impennata dei tassi. Non teme di perdere consensi?
«La nostra base ormai è tutto, è l’insegnante, il precario, il pensionato, lo studente. Questa sera sono a Latina dove sono previste migliaia di persone, una cosa inimmaginabile fino a qualche anno fa».

mic ha detto...

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10215414584230811&id=1623398231

PERCHÉ TUTTO IL MONDO CERCHERÀ DI FAR CADERE IL GOVERNO 5 STELLE LEGA

Da ascoltare con attenzione. Siamo ad una svolta epocale che non deve passare sopra le nostre teste e nella quale ci è chiesto di prendere parte e fare la nostra parte.

Anonimo ha detto...

http://europa.today.it/attualita/salvini-fondi-migranti.html

L’Ue vuole bypassare Salvini: fondi direttamente agli enti locali che accolgono migranti

„L’Ue vuole bypassare Salvini: fondi diretti agli enti locali che accolgono migranti
Al Parlamento europeo passa un emendamento del Pd che stabilisce che le amministrazioni che offrono sostegno umanitario potranno chiedere finanziamenti comunitari senza passare per i ministeri“

Anonimo ha detto...

...tutti i governi degli ultimi 10 anni, a parte Monti, avevano sforato gli impegni con l’Europa (Renzi fece il 3, il 2,6, il 2,5 di deficit-Pil e Gentiloni il 2,4%, contro l’1,8 concordato). Poi avevano ottenuto più “flessibilità”, cioè più debito, dalle gommose autorità Ue.

Ma quei miliardi in più li avevano girati alle categorie più abbienti o comunque meno indigenti: banche (una cinquantina di miliardi in 5 anni, di cui 20 solo nel dicembre 2016), proprietari di case (4 miliardi per l’abolizione dell’Imu), imprese (12 miliardi di incentivi per il Jobs Act), lavoratori dipendenti (bonus di 80 euro).

Nulla – a parte il mini-reddito di inclusione avviato da Gentiloni – per i 10 milioni di poveri e i 3,5 milioni di precari. Ora il governo Conte – ed è un paradosso, visto che passa per il più a destra della storia repubblicana – sposta il grosso della manovra sulle fasce più deboli: disoccupati, pensionandi, piccole imprese, vittime delle truffe bancarie.

E infatti riceve plausi insospettati dalla sinistra meno prevenuta (Stefano Fassina) e persino dai rari uomini liberi del Pd (Michele Emiliano: “È una manovra di sinistra, io al posto loro l’avrei fatta così e mi domando perché non l’abbiamo mai fatta noi del Pd”).

Anonimo ha detto...

Per vincere la partita in Libia l’Italia deve allearsi con Putin
http://www.occhidellaguerra.it/russia-libia/

Anonimo ha detto...


Per "vincere" in Libia, allearsi con Putin?

Ma Putin vorrebbe sicuramente qualcosa in cambio. Non risulta che la Santa Russia abbia mai improntato la sua politica estera a criteri di beneficenza. Vorrebbe magari una piccola base navale in Italia, così come ce l'ha in Siria, tanto per dire.
Saremmo disposti a tanto? E ne saremmo capaci? Magari lo zio Sam non sarebbe tanto d'accordo, visto che la pianura padana e la penisola italiana sono uno scacchiere fondamentale nella sua catena mondiale di basi, settore Europa del Sud-Mediterraneo.

Anonimo ha detto...

Se non fanno in fretta a sostituire i direttori dei tg l'informazione è deformata a favore del regime che gli italiani hanno bocciato. Stasera non si possono ascoltare sul def....

Anonimo ha detto...

Diego Fusaro, "Il nuovo ordine erotico. Elogio dell'amore e della famiglia" (Rizzoli, Milano 2018).

C'è stato un tempo in cui il diktat del capitale conosceva dei limiti. Si arrestava ai cancelli della fabbrica: oltre, la vita scorreva in forme che non si lasciavano imbrigliare nell'orizzonte limitato della logica di produzione e dello scambio di merci. Quel tempo è ormai lontano. Oggi, alla società basata sull'economia di mercato si è sostituita una società di mercato e basta. Viviamo in un mondo «a capitalismo integrale e mercificazione sconfinata». Il che, è chiaro, coinvolge anche la sfera dell'affettività e dell'erotismo. Il globalitarismo al potere – nuovo totalitarismo glamour onniavvolgente – ci vuole precari e omologati, neutri anche in amore. Novelli Don Giovanni, figura emblematica dell'instabilità amorosa e dell'isolazionismo sentimentale. Le relazioni solide, basate su progetti di vita condivisi e una visione dell'amore come forza eterna, cedono il passo a forme consumistiche di rapporto: incontri fugaci e privi di conseguenze, legami occasionali facili tanto da instaurare quanto da spezzare, sesso virtualizzato e rapporti online. Dalla precarizzazione erotica e sentimentale alla femminizzazione del maschio, dal nuovo femminismo postmoderno alla crisi della famiglia, dalla gendercrazia al trionfo del neutro indifferenziato unisex, Diego Fusaro accompagna il lettore attraverso i temi principali di una riflessione che ci coinvolge tutti, in quanto esseri eminentemente amorosi. E se a cadere sono addirittura i fondamenti più intimi del rapporto interpersonale, cosa può esserne della struttura sociale che ci accoglie, della nostra «famiglia allargata»?

Anonimo ha detto...


Il "nuovo ordine erotico", la rivoluzione sessuale, è cominciata prima della "mercificazione dell'erotismo" provocata dalla attuale società capitalista globale, cioè mondiale.
E'cominciato, come teoria, negli anni Cinquanta, con gli scritti di Simone de Beauvoir, la compagna bisessuale di J P Sartre, tuttora icona del femminismo mondiale, con il suo voluminoso malloppo "Il secondo sesso", dedicato alla condizione femminile, nel quale era già contenuta la teoria nota poi come "gender theory" - l'arbitraria (e demenziale) riduzione del sesso ad un fatto puramente culturale, a seconda della scelta individuale. Donne, insomma, non si nasceva, si diventava, a seconda della "cultura". Sartre e la de Beauvoir si ponevano, in quanto "coppia aperta" e sessualmente disinibita (come si dice oggi), quale modello per la coppia del futuro. Indubbiamente, hanno fatto scuola.
Tutta questa degenerazione spirituale e culturale è venuta dai ranghi della sinistra.

Anonimo ha detto...

http://www.affaritaliani.it/mediatech/marcello-foa-sotto-attacco-concentrico-la-paura-fa-90-563677.html
Eccellente articolo