Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 13 aprile 2026

Card. Burke: Il papa non sarà mai l'eroe degli anti Trump

Il card. Burke getta acqua sul fuoco: "U.S.A. e il Cardinal Raymond Burke smentiscono ogni conflitto tra i due connazionali: "Vogliono la stessa cosa: la pace". 
Sembra smentirlo il duro e scomposto attacco odierno di Trump. Ma Leone ha risposto in modo sobrio e autorevole sottraendosi da ogni polemica: "Non ho paura di Trump. Con lui non discuto. Io parlo del Vangelo". Sulla pace, quanto al papa, nulla questio. Ma, a prescindere dallo sconcerto creato da Trump, anche questo papa, seppure più consono nello stile, è tuttavia, politicamente schierato come  il predecessore...

Card. Burke: Il papa non sarà mai l'eroe degli anti Trump

Tempi duri sull'asse Vaticano-Washington. La guerra sta creando un cuneo tra i due più importanti americani: Donald Trump e Robert Prevost (Papa Leone XIV). Non è una cosa da poco in un paese dove l'elettorato cattolico ha giocato un ruolo significativo nella vittoria del pontefice. C'è chi si sfrega le mani con soddisfazione perché, nelle circostanze attuali, vede l'opportunità di "incoronare" Leone XIV come nemico giurato di Trump, proprio come sperava da poco dopo le elezioni. Il cardinale Raymond Leo Burke, tuttavia, figura di spicco tra i cattolici conservatori in America (e non solo), dimostra in questa intervista come si possa essere fedeli al Papa senza essere ostili all'amministrazione Trump.

Eminenza, oggi [11 aprile scorso] sarà a San Pietro per la veglia per la pace?
"Certamente, mi unirò al Santo Padre per questo momento essenziale di preghiera in un momento di crisi come quello presente. Sono molto lieto di rispondere all'appello per chiedere che la pace sia ripristinata al più presto. Dobbiamo seguire quanto rivelato a Fatima nel 1917 e recitare il rosario alla Madonna, che è la regina della pace. ”

È d'accordo con chi dice che Leone XIV si sta rivelando l'anti Trump?
"La narrazione di uno scontro in corso è esagerata. Il Papa ha invitato tutti a lavorare per la pace, com'è ovvio e giusto. La sua bussola è l'insegnamento della Chiesa presente nel Catechismo e sviluppato classicamente da Sant'Agostino. ”

Come giudica il comportamento di Trump?
"Si possono avere opinioni diverse su come affrontare la questione, ma sicuramente non si può pensare che la situazione in Iran fosse buona prima degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele. Credo che, dal suo punto di vista, Trump abbia come obiettivo anche la pace, nel senso che vuole ripristinare la pace interna in Iran e anche nei confronti delle altre nazioni. Questo perché il regime rappresenta una minaccia di armi nucleari per i vicini e non solo. E poi, lasciatemi dire una cosa... "
Per favore...
"Dobbiamo pregare anche per la libertà del popolo iraniano, che ha sofferto per troppi anni per mano del regime degli Ayatollah. Non possiamo dimenticare i tanti civili uccisi negli ultimi anni dalla repressione. Mi addolora vedere una grande nazione, con un ricco patrimonio culturale, distrutta da un regime così sanguinario. "

Storicamente ha goduto di buoni rapporti con l'amministrazione repubblicana e sei molto popolare tra la base MAGA. Sarebbe disposto a giocare un ruolo nel facilitare il dialogo tra la Santa Sede e gli Stati Uniti? 
“Sono disposto ad aiutare in ogni modo possibile. Comunque non sono un diplomatico e non sarei la persona giusta per questo compito. Inoltre, credo che parlare di tensioni sia esagerato. 
L'ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, un devoto cattolico, sta già facendo tutto il possibile per facilitare il dialogo tra le due parti. L'importante è che la porta rimanga aperta e che si trovi sempre il modo di parlare per vedere come la Chiesa può contribuire alla riconciliazione tra le nazioni. ”

Quindi non è vero che l'America di Trump e la Chiesa di Leone sono in contrapposizione?
"No. C'è un grande rispetto per la Chiesa in America, e i cattolici hanno sempre contribuito in maniera enorme a ogni aspetto della vita della nazione. Per molto tempo, c'è stato un pregiudizio anticattolico che suggerisce che volevamo che il Papa governasse il Paese. Ma la dottrina della Chiesa non ha mai insegnato che la Chiesa deve governare.
Noi cattolici seguiamo l'insegnamento del Signore per rendere a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio. La Chiesa insegna i principi morali, ma poi lascia a chi è al governo le decisioni. ” Fonte

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Con il dovuto rispetto per S.E. dissento fermamente dalle sue conclusioni politiche. L'attacco frontale di Trump a Leone XIV mostra - se ancora ve ne fosse bisogno - che la sua amministrazione è controllata da protestanti "evangelici" sionisti - nonché, ovviamente, dai sionisti tout court - che odiano in modo viscerale la vera Fede e la Chiesa cattolica. Ricordo che Doug Wilson, il sedicente pastore del Segretario alla guerra Hegseth ed ovviamente sionista di ferro, ha proposto pubblicamente di vietare, nella sua America ideale, le idolatre (sic) processioni cattoliche, in linea con le classiche eresie protestanti, e che quest'anno al Pentagono è stato precluso ogni culto cattolico sebbene i cattolici siano un quinto delle truppe. Una nota articolista "cattolica conservatrice" e collaborazionista MAGA ha diffuso un articolo ingiuroso verso i cattolici tradizionalisti ("Latin Mass Catholics") accusati pressoché di tradimento e lèse-majesté con toni degni dei peggiori pamphlets modernisti. Per non parlare delle oppressioni, degli espropri e delle blasfemie israeliane (in primis dei coloni, ma non solo) in Terra Santa e in Libano.
Io sto con il Santo Padre e contro Trump, Netanyahu e l'empia coalizione Epstein. Senza dubbio alcuno.

mic ha detto...

Ho integrato l'incipit con l'aggiornamento odierno.

Da Fb ha detto...

ERRORE DI SISTEMA: NATO.exe

C’è un paradosso giuridico che nessun trattato internazionale riesce a risolvere… cosa succede quando due membri della stessa alleanza difensiva si dichiarano guerra a vicenda?

Non è un’esercitazione accademica. È lo scenario che si staglia nell’orizzonte mediorientale, dove la dottrina Mavi Vatan (Mar Blu) di Erdogan incontra la dottrina Trump dell’America First. E nel mezzo, come trappola meccanica, l’Articolo 5 della NATO: l’aggressione contro un alleato è aggressione contro tutti.

LA GEOPOLITICA DEL GAS E DELLA RABBIA

Per capire il presente (o il futuro immediato), bisogna guardare il fondale marino. Dal 2009, quando Israele scoprì i giacimenti Leviathan e Tamar, il Mediterraneo orientale si è trasformato da cimitero strategico in campo di battaglia energetico.

La Turchia, esclusa dal club del gas israelo-cipriota-greco-egiziano, ha risposto con la dottrina Mavi Vatan: una rivendicazione di sovranità marittima che si estende fino alle acque libanesi, sovrapposta agli interessi israeliani .

Le esercitazioni navali turche sono reali già oggi: Mavi Vatan 2022 ha mobilitato 122 navi, Mavi Vatan 2023 ha simulato un blocco navale. Non sono manovre difensive.

Sono pre-posizionamenti per un teatro dove il nemico designato è la flotta israeliana, protetta informalmente da Washington .

Erdogan non parla più: parla la flotta. E quando evoca il modello Libia/Nagorno-Karabakh per il Libano (intervento militare diretto mascherato da protezione umanitaria) sa che sta toccando il tripwire. Una fregata turca che entra nelle acque libanesi per “sfidare” il blocco israeliano non è un incidente. Si chiama provocazione sistemica .

TRUMP E LA LOGICA DELLO SGANCIO

Trump ha capito… o crede di aver capito… che la NATO è diventata una polizza di assicurazione a premio zero. Gli alleati europei spendono poco, pretendono molto, e quando arriva il momento di scegliere tra Israele (alleato emotivo ed elettorale) e Turchia (alleato formale ma ostile), l’alleanza diventa una trappola mortale.

La sua minaccia di NATO-exit non è nuova. Già nel primo mandato chiedeva l’uscita, poi temperava. Ma la logica è coerente: se l’alleanza obbliga gli Stati Uniti a difendere un paese che nega l’uso delle basi per operazioni americane (come l’attacco all’Iran), allora l’alleanza è asimmetrica mortifera .

Qui emerge il “Power Plant Day” previsto per martedì : se Trump decide davvero di colpire le infrastrutture nucleari iraniane, ha bisogno di basi in Turchia (Inčirlik) o in Europa. Se Ankara e Bruxelles continueranno a negare l’accesso, l’alleanza si rivelerà per quello che è: un vincolo unilaterale per Washington. L’uscita diventa la via d’uscita.

L’alleanza, nata per contenere l’URSS, diventa il detonatore di una guerra civile occidentale nel Levante. L’orrore è che “nessuno” vuole questa guerra, ma TUTTI la stanno costruendo pezzo per pezzo.

La NATO è diventata un condominio dove i proprietari (USA) pagano l’ascensore, ma gli inquilini (Turchia, Europa) cambiano le serrature. Quando due inquilini litigano per il parcheggio, il proprietario scopre che il contratto lo obbliga a difendere entrambi, anche se uno sta svaligiando l’appartamento dell’altro.

Trump vuole uscire non perché odia l’Europa, ma perché ha capito che il meccanismo di sicurezza collettiva si è trasformato in un meccanismo di rischio collettivo. Ogni alleato che provoca (Erdogan nel Mediterraneo, o ipoteticamente i Baltici con Mosca) trascina Washington in guerre non volute.

La collisione Turchia-Israele non è un incidente geopolitico. È il sintomo finale di un sistema che ha separato la proprietà (potere decisionale USA) dalla responsabilità (obblighi difensivi NATO). Quando Erdogan manda la flotta verso Beirut, sta testando non i limiti di Israele, ma la tenuta logica dell’alleanza occidentale.

E se l’alleanza cede, non cadranno solo le navi. Cadranno le illusioni. Erdogan e Netanyahu non sono nemici. Sono attori che recitano la stessa scena: la fine dell'Occidente come spettatore.

Il sipario cala su una sedia vuota.

Anonimo ha detto...

Le coalizioni

Il globalismo mangia-Stati, annidato nella UE e UK, cerca lo scontro con la Russia al prezzo della vita degli ucraini e del benessere dei cittadini UE che pagano la guerra.
Questo globalismo finge dissapori con Netaniahu, ma è pappa e ciccia con Israele, anticristiano, immigrazionista e filo-islamico. Però detesta Trump.

La UE è strumentalmente anti-Trump, ma capisce che senza la NATO a conduzione USA non reggerebbe una guerra nemmeno contro il Benin... E poi c'è Erdogan, a capo delle forze militari più imponenti della NATO, che si sfila dalle alleanze care a UK e F.

La Cina è un potenziale nemico di Trump, potenziale alleato dell'Iran e braccio necessario al globalismo: con il piede in due scarpe è un grosso punto interrogativo.

In Iran si guerreggia contro Israele e USA, ma dentro l'Iran ci sono più anime, così come in tutto il mondo arabo e islamico, che ha mollato Gaza al suo destino.

Negli USA c'è un cristianesimo sionista visionario e che vagheggia l'Armageddon, ma c'è anche un cattolicesimo che ha supportato le peggiori derive bergogliane, liberal e dem. Trump ha una base elettorale molto divisa su tutti questi temi.

Per cui confidare nell'uomo, questo o quello, è attualmente più che mai anacronistico. Anche nella Chiesa ci sono cardinali contro cardinali.

Da un certo punto di vista è un bel segno, se ci si abbandona davvero a Dio. Che c'è.

Anonimo ha detto...

Burke toujours plus décevant. Le voilà qui reprend les éléments de langage du secrétaire d'État à la Guerre Pete Hegseth et de la propagande de la CIA comme quoi le "régime" des mollahs massacre son peuple, etc. Par contre il ne dit rien de l'appui formel donné par Donald Trump à l'extermination de la population palestinienne de Gaza… Plus que décevant…

Anonimo ha detto...

Epperò... la Chiesa, il Papa, che cosa hanno da dire della figura di palta fatta con il Covid?

Sono stati così "contro la guerra" o l'hanno permessa e sponsorizzata?
Hanno combattuto con la non violenza o si sono appecoronati come peggio non si poteva ai poteri forti?
Adesso che se ne sa di più, l'unica reazione è fare spallucce?

Eh no: sentirsi dare dei deboli è conseguenza di una debolezza ben diversa da quella del Signore che si consegna alla croce.
Questa è la debolezza di chi ha preso sovvenzioni da Pfizer.

Anonimo ha detto...

"Wenn ich nicht im Weißen Haus wäre, wäre Leo nicht im Vatikan"
https://gloria.tv/share/d3wtJtq3zw2r1oMVu82sri2ng
Jawohl, unser Führer !.

Anonimo ha detto...

Libano… la carneficina sulle città, bombe in mezzo alla gente…
https://gloria.tv/post/6t2FZjBkdavxEN2xquAmcyvk1
Ma no, stanno solo applicando il nuovo piano regolatore.

Anonimo ha detto...

Netanyahu
definisce la distruzione del Libano "uno dei più grandi successi di Israele".
"C'è ancora del lavoro da fare... Abbiamo cambiato il volto del Medio Oriente"
https://gloria.tv/post/QBBky8WDwEM92jAuJyYqg6XET
Stanno dissodando...

Anonimo ha detto...

Qui bisogna essere chiari: sia nell'esercito, sia nella politica, sia nell'economia, sia nell'istruzione, sia nella salute e sia nella religione non si può, né si deve accedere agli alti gradi delle rispettive gerarchie se non si son percorsi i rispettivi alti studi che garantiscano Sapere e Morale. Dell'uomo fatto da sè anche basta. Ed i traditori devono essere retrocessi a lavori manuali per comprendere il valore dell'umiltà operosa che è in grado di ridare dignità a chi, per qualsiasi motivo, l'ha persa.

Anonimo ha detto...

E sui file Epstein cannibalismo sacrifici umani adrenocromo pedosatanismo sodomia... non ho sentito dal vaticano una sola parola... mi è strana la cosa. Sono crimini dei peggiori. Di quelli di cui Gesù ha detto: meglio una pietra al collo gettati in mare..cioè pena di morte.

mic ha detto...

Cit. Andrea Sandri
Una diplomazia vaticana filo-islamica non servirà certamente a riportare giustizia e pace nelle anime e nel mondo.

Wisteria ha detto...

Proprio ben detto! Dare fiducia ai governi islamici è da parte della Chiesa irresponsabile.
Quanto all'affermazione di Trump non credo che l'elezione di Prevost sia stata da lui voluta o permessa.
Credo che sia una battuta o una vanteria. Se.non ricordo male un trumpiano era mons
Viganò, che ora non si sta esprimendo

Anonimo ha detto...

Dopo interviste come queste appare sempre più chiaro che il ritorno alla Tradizione non si deve confrontare solo con il progressismo globalista, ma anche (e probabilmente ancora di più) con il conservatorismo aglosionista.
Aichardus

Anonimo ha detto...

Ottimo commento, grazie! Da questo punto di vista, meglio papa Prevost.
Molto interessanti in questo senso sono gli ultimi video di Tucker Carlson, così come l'ultima intervista che ha dato alla BBC.
Aichardus