Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 5 gennaio 2019

Domine Iesu, clementissime Salvator

Preghiera di San Pio X per la conversione

Dómine Iesu, clementissime Salvator mundi, te per sacratissimum Cor tuum supplices exoramus, ut omnes oves errantes ad te Pastorem et Episcopum animarum suarum convertantur: Qui vivis et regnas in saecula saeculorum. + Amen.

Signore Gesù, misericordioso Salvatore del mondo, ti supplichiamo umilmente per il Tuo sacratissimo Cuore che tutte le pecore smarrite possano tornare a Te, Pastore e Vescovo delle loro anime. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. + Amen.

In Italia nell'anno appena terminato ci sono stati circa 160000 decessi correlati a patologie tumorali. I dati ufficiali parlano anche di oltre 85000 interruzioni volontarie della gravidanza, alle quali aggiungere una stima di 15000 aborti tuttora eseguiti al di fuori della legge. Poi ci sono decine di migliaia di aborti spontanei, una cui percentuale è correlata a vizi (assunzione di sostanze), a tecniche diagnostiche (es. villocentesi), più (decine di migliaia) a interventi deliberati volti a impedire lo sviluppo del feto (pillola del giorno dopo, lecita e distribuita in barba al dettato della legge 194). Il numero di vite volontariamente interrotte (cioè decedute= andate via), è prossimo al numero dei decessi per tumore. Con l'aggravante che se molte di quelle scomparse per tumore avevano già raggiunto l'età anziana, avendo vissuto, tutte le altre stavano sbocciando alla vita, non ancora abbracciata nel suo venire alla luce. C'è chi ha amaramente concluso che attualmente il posto più pericoloso in Italia, dati alla mano, è il grembo materno. 
Da qualche tempo la cura (anche pastorale) quando parla di accoglienza tace sull'aborto. Anche i religiosi propensi a stracciarsi le vesti per il decreto sui migranti difficilmente dal pulpito denunciano la strage degli innocenti che riguarda centinaia di migliaia di nostri connazionali sul nostro suolo, con numeri da epidemia: numeri da vituperato Erode. 
Allora diventa comune alzare gli occhi al cielo e parlare persino di disgrazia, quando ti diagnosticano una brutta malattia e stendere un velo pietoso su chi usa la parola diritto, sancito a titolo di legge, per eliminare una vita nascente. Per il malato di tumore ci si chiede straziati dov'è Dio, mentre per i morti provocati dal diritto di ammazzarli una nota proponente tali diritti è stata pubblicamente lodata come grande del nostro popolo. 
Meglio essere atei? Per dire che cosa sulla morte di tumore, di aborto o di crepacuore? Se -al di qua- conta solo l'impegno politico e la verità fosse il prodotto del nostro agire artigiano su una materia prima informe, secondo l'utile, secondo la situazione, in un'etica che consiste nel condurre processi e sancirli con l'autorità detenuta, quasi se ne avesse il diritto plenipotenziario e ne fosse già stabilito (da noi) l'esito eterno, allora l'esser ateo è molto meglio. Peccato che non sia umile e perciò non è vero. Preghiamo -per noi e per tutti- per la conversione da questo modo non vero di pensare (tralcio).

venerdì 4 gennaio 2019

O la Tradizione o il nulla

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 1 - Gennaio 2019

Non c'è alternativa alla Tradizione.

Sì, è proprio così, nella Chiesa Cattolica non si dà altra possibilità che quella di vivere il Cristianesimo nella sua forma tradizionale. L'alternativa? è l'autodistruzione della Chiesa stessa.

Guardate cosa è accaduto in questi decenni: l'autorità della Chiesa si è messa alla ricerca di una nuova interpretazione del Cattolicesimo che si adattasse al mutamento dei tempi; e lo ha fatto eliminando gli elementi transitori, secondari a detta di molti, gli elementi derivati da una certa situazione storica, dicendo di voler conservare solo i pilastri fondamentali... e facendo così il Cattolicesimo romano è di fatto svanito.
A furia di dire “questo è essenziale, questo no”, la Chiesa cattolica ha cambiato volto, per poi confondersi con qualsiasi congregazione protestante e scomparire nell'indifferenza generale.

Venerdì 4 gennaio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dal «Trattati sulla prima Lettera di Giovanni»
di sant'Agostino, vescovo
(Tratt. 1,1.3; PL 35,1978.1980)

giovedì 3 gennaio 2019

Ma il Pontefice sbaglia: non c'è uomo perfetto - Camillo Langone

Sul recente «Meglio atei che cristiani ipocriti» di Bergoglio, Camillo Langone chiaro ed efficace, soprattutto per il dono della sintesi. Centrata ed opportuna la distinzione tra ipocrisia e incoerenza.
Aggiungo il commento di un lettore: "Se bisogna attendere di essere santi prima di diventare cristiani... allora solo la Madonna può definirsi cristiana. Invece, è vero che sia molto meglio essere cristiani che essere atei. E, ancora, è molto meglio essere cristiani e parlare male degli altri che essere atei. Non perché parlare male sia giusto o giustificabile, ma perché la misericordia di Dio - la misericordia VERA - implica il sapere e comprendere che siamo peccatori. Per questo nostro Signore ha creato la S. Confessione: non come una autorizzazione a peccare, ma come un salvagente che - qualora si cada nel peccato e ci si renda conto del male commesso con il proposito serio di non volerlo più commettere - possa tirare fuori ciascuno di noi dall'inferno cui sarebbe destinato se non arrivasse nostro Signore Gesù Cristo con la Sua Grazia (che passa dai Sacramenti e dalla preghiera) a tirarci in salvo".

«Meglio atei che cristiani ipocriti» è il titolo corrente per il primo discorso di Papa Francesco nel 2019, forse pronunciato per non darci tregua nemmeno durante le vacanze di Natale.
Si potrebbe come al solito dare la colpa ai giornalisti, grossolani e frettolosi, e dire che la catechesi del Santo Padre, stavolta centrata sul Padre Nostro, è stata molto più articolata. Vero: nell'Aula Paolo VI non sono mancate espressioni più sfumate. Ma anche falso: sono andato a leggermi il discorso completo, sull'ufficialissimo sito del Vaticano, ed effettivamente contiene un passaggio così sintetizzabile. Eccolo: «Quante volte noi vediamo lo scandalo di quelle persone che vanno in chiesa e stanno lì tutta la giornata o vanno tutti i giorni e poi vivono odiando gli altri o parlando male della gente. Questo è uno scandalo! Meglio non andare in chiesa: vivi così, come fossi ateo».
Si capisce che il Papa sta parlando a braccio, e pure questo fa parte del suo non darci mai tregua: come tutti vivo in una valle di lacrime e in più, come cattolico, mi tocca il pontificato di chi è solito parlare a braccio. Che può far rima con casaccio.

«Gli iraniani delusi dall’Islam», i convertiti a Cristo superano la capienza delle chiese

Musulmani convertiti. Ne parla il sociologo turco Sebnem Koser Akcapar, descrivendo il crescente fenomeno delle conversioni al cristianesimo, anche per l’atteggiamento dell’Islam nei confronti delle donne. «Scoprire che Dio è amore è rivoluzionario», il commento del giornalista libanese Camille Eid. 
In Iran, l’Islam è la religione ufficiale di Stato e si dichiara musulmano il 95% della popolazione. Molti scappano e i rifugiati in Turchia si stanno convertendo al cristianesimo in un numero tale che le chiese non riescono a tenere il passo con la domanda.
La notizia è arrivata qualche giorno fa da Sebnem Koser Akcapar, professore di Sociologia all’Università di Koç di Istanbul (Turchia). «E’ cresciuto enormemente nel corso degli ultimi anni» il numero di convertiti iraniani, ha spiegato il sociologo turco. Uno dei motivi più ricorrenti è l’atteggiamento dell’Islam nei confronti delle donne.
Ne ha parlato Farzana, una donna di 37 anni appena convertitasi, intervistata dalla National Public Radio, un’emittente radiofonica statunitense. La donna aveva divorziato dal marito violento ma il tribunale le ha sottratto la custodia dei figli. «Quel giudice, seduto lì a dare ordini, era completamente schierato con gli uomini. Ovunque in Iran gli uomini vengono prima delle donne», ha dichiarato. Così è la cultura islamica. Grazie ad un amico ha incontrato la comunità cristiana, che da sempre predica l’equiparazione totale tra uomo e donna («non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù», San Paolo). Ora Farzana rischia la vita, come tutti i convertiti dall’Islam, ma è finalmente felice.

mercoledì 2 gennaio 2019

AVVISO PER I LETTORI

Carissimi,
Non disponendo di risorse economiche che provengono da Istituzioni pubbliche o private, da Fondazioni o Enti di ogni tipo, devo chiedervi di darmi una mano per continuare a garantire e anzi incentivare il servizio di traduzioni che quotidianamente allarga l'orizzonte dei nostri approfondimenti, con un contributo secondo le possibilità di ciascuno, da destinare a chi se ne occupa con impegno.
Confidando nella Provvidenza e nell’aiuto del Signore, saluto ciascuno di voi con affetto, ringraziandovi sin d’ora dal profondo del mio cuore per quello che potrete fare.
Vi indico i dati per il Bonifico Bancario:
Maria Guarini
Unicredit Agenzia Pasteur
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Il caso Rahner: una critica eccessiva o "teologicamente scorretta"? - Padre Serafino Lanzetta

Si sta registrando, in quest’ultimo scorcio di tempo, una presa di coscienza sempre più ampia della problematicità del pensiero di Karl Rahner per la comprensione della fede. Sprazzi di luce fanno sperare che ci si ponga finalmente ed ufficialmente in modo critico, ma pur sempre nella carità, davanti al pensiero onnicomprensivo ed ecclesiasticamente persuasivo del gesuita Rahner. Voci diverse si alzano ed invocano l’opportunità di condurre fino in fondo la critica. Al contempo, come è naturale, voci che, invece, ne sottolineano l’inopportunità, la superficialità, la scorrettezza, ma che a nostro parere, sembrano eco di quel “teologicamente corretto”, che ora dalla politica è stato trasferito anche alla teologia.
Ricostruiamo brevemente gli ultimi interventi, dopo che il nostro Istituto Teologico “Immacolata Mediatrice”, organizzò un convegno di studi dal taglio critico su Karl Rahner a Firenze, nel 2007, i cui atti sono apparsi nel 2009 per le edizioni Cantagalli (S. M. Lanzetta, a cura di, Karl Rahner un’analisi critica. La figura, l’opera e la recezione teologica di Karl Rahner [1904-1984]).

martedì 1 gennaio 2019

Anche per chi non lo ricorda: oggi è la festa di Maria Madre di Dio.

Testimonianza viva e sentita di un lettore, purtroppo comune a troppi cristiani. La estraggo, perché in questi giorni bui quella che è a rischio è la salus animarum e chi legge può trarne profitto.

Semplicemente: oggi è la festa di Maria Madre di Dio. 
Alla Santa Messa, seppur molto curata, il parroco non ne ha fatto menzione.
Oggi è la giornata della pace e l'omelia è stata incentrata sul messaggio di Francesco. 
La parte che è stata presentata era tutta incentrata sulla politica. 
Naturalmente non si sono fatti nomi (o cognomi): solo buone intenzioni e cura per tutti e per tutto, anche l'ambiente. Nel mondo ideale fatato che prevede un percorso parrocchiale volto a progettare la città nei prossimi decenni, mi ha colpito un passaggio: 
«Cosa c’è di più bello di una mano tesa? Essa è stata voluta da Dio per donare e ricevere. Dio non ha voluto che essa uccida (cfr Gen 4,1ss) o che faccia soffrire, ma che curi e aiuti a vivere. Accanto al cuore e all’intelligenza, la mano può diventare, anch’essa, uno strumento di dialogo». Scritto da un esperto in silenzio stizzito, contumelia pubblica e dimissione di chi non riga diritto, inclusi i sinodi taroccati per far dire "allo Spirito" quel che si era già stabilito che dicesse...

Preghiera allo Spirito Santo per questo primo giorno dell'anno

È accordata l'indulgenza plenaria, alle condizioni abituali (confessione sacramentale, comunione e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice1), a tutti coloro che canteranno o reciteranno l'Inno del Veni Creator Spiritus questo primo giorno dell'anno per implorare l'assistenza divina lungo tutto l'anno che viene... 

Veni, creátor Spíritus,
mentes tuórum vísita,
imple supérna grátia,
quæ tu creásti péctora.

Qui díceris Paráclitus,
altíssimi donum Dei,
fons vivus, ignis, cáritas,
et spiritális únctio.

Tu septifórmis múnere,
dígitus patérnæ déxteræ,
tu rite promíssum Patris,
sermóne ditans gúttura.

Accénde lumen sensibus,
infúnde amórem córdibus,
infírma nostri córporis
virtúte firmans pérpeti.

Hostem repéllas lóngius
pacémque dones prótinus;
ductóre sic te prǽvio
vitémus omne nóxium.

Per Te sciámus da Patrem
noscámus atque Fílium,
teque utriúsque Spíritum
credámus omni témpore.

Deo Patri sit glória,
et Fílio, qui a mórtuis
surréxit, ac Paráclito,
in sæculórum sǽcula.
Amen.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della suprema grazia
i cuori che hai creato.

[Tu] chiamato Difensore,
dono del Dio altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santa unzione dell'anima.

Tu, che con il dono settiforme,
dito della destra del Padre,
tu, per tradizione promesso dal Padre,
che riempi la bocca di parole,

Accendi luce ai sensi,
infondi amore ai cuori;
la debolezza del nostro corpo
rafforza con la virtù.

Respingi lontano il nemico,
e insieme dona la pace,
così con te guida in anticipo
evitiamo ogni male.

Lasciaci riconoscere in te il Padre
e conosciamo anche il Figlio:
a te, e allo spirito di entrambi
ci affideremo per sempre.

Sia gloria a Dio Padre,
al Figlio, che è risorto dai morti
e allo Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

Per l'ascolto e il Canto: 

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1. Le “intenzioni del Sommo Pontefice” sono, secondo la Tradizione:
  1. L’esaltazione della Chiesa, 
  2. la propagazione della Fede, 
  3. l’estirpazione delle eresie e degli scismi, 
  4. la conversione dei peccatori, 
  5. la pace e la concordia tra i governanti cristiani 
  6. e gli altri bisogni della Società Cristiana

Semplicismo spirituale o semplicità di cuore? - don Elia

Ciò che più colpisce nell’attuale temperie ecclesiale, da un estremo all’altro del ventaglio in cui si dispiegano le varie versioni del cattolicesimo odierno, è il fatto che, pur nella loro enorme diversità, sembrano accomunate da un atteggiamento simile: quello che chiamo semplicismo spirituale, ossia l’illusione, assai diffusa, che per essere un buon cristiano basti conformarsi a un modello bell’e pronto, seguendo acriticamente un insieme di indicazioni e di prassi in cui dovrebbe esprimersi la quintessenza del vero cristianesimo. Che queste realtà si presentino come un’esperienza, un cammino, un movimento, una prelatura, una fraternità, un’organizzazione… ognuna propone la sua ricetta preconfezionata – implicitamente o esplicitamente esclusiva – la cui applicazione garantirebbe la perfezione evangelica e la soluzione di tutti i problemi, risparmiando agli adepti il duro sforzo di una diuturna e penosa lotta contro i peccati e quello di una progressiva purificazione del cuore in vista della santificazione personale.