Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 19 settembre 2022

Dopo il Congresso delle religioni, mons. Athanasius Schneider ricorda che la religione cattolica è l'unica vera

"Potrebbe dare l'impressione di un supermercato di religioni, e questo non è corretto, perché c'è solo una vera religione, ovvero la Chiesa cattolica fondata da Dio stesso". 
Peccato che non lo abbia detto il Papa che del resto, se lo pensasse, non sarebbe andato, come già avevamo annunciato [qui]. Parlare di amore e rispetto reciproci non ha senso se non trova il suo fondamento in Cristo, l'unico che rende possibile l'autentica Carità, che nulla ha a che vedere con la fratellanza di conio illuminista [vedi]. 
Alcuni tra i precedenti interventi su altre questioni di rilievo di mons. Schneider (che è uno dei firmatari della recente dichiarazione versus Desiderio desideravi qui) : Amoris laetitia qui; Sinodo Amazzonia qui; Pachamama qui - qui; Abu Dhabi qui - qui; Fratelli tutti qui.

Mons. Athanasius Schneider ricorda 
che la religione cattolica è l'unica vera

Papa Francesco ha concluso un viaggio in Kazakistan giovedì, mentre uno dei suoi critici più schietti ha messo apertamente in discussione il valore di mega incontri di fede come quello a cui ha partecipato il pontefice, definendoli "un supermercato di religioni" che ha sminuito lo status della Chiesa Cattolica. Nell'ultimo giorno della sua visita di tre giorni Francesco ha presieduto un incontro di vescovi, sacerdoti e suore nella cattedrale della capitale kazaka.
Alla presenza c'era il vescovo locale Athanasius Schneider, un conservatore che ha spesso puntualmente criticato il Papa progressista su una serie di questioni.

domenica 18 settembre 2022

Dominica XV post Pentecosten (Inclina, Domine)

Dominica XV post Pentecosten
(Inclina, Domine)

Messa
La decimaquinta domenica dopo Pentecoste prende il nome dal commovente episodio della vedova di Naim. L'Introito ci suggerisce la forma delle preghiere che in tutti i nostri bisogni dobbiamo rivolgere al Signore.
L'Uomo-Dio promise domenica scorsa di provvedere sempre a tali bisogni, alla sola condizione di essere da noi servito con fedeltà nella ricerca del suo regno. Mostriamoci pieni di confidenza nella sua parola, come è doveroso esserlo quando eleviamo le nostre suppliche, e saremo esauditi.

Intróitus
Ps.85,1 et 2-3 - Inclína, Dómine, áurem tuam ad me, et exáudi me: salvum fac servum tuum, Deus meus, sperántem in te: miserére mihi, Dómine, quóniam ad te clamávi tota die.
Ps. 85, 4 - Lætífica ánimam servi tui: quia ad te, Dómine, ánimam meam levávi. Glória Patri…
- Inclína, Dómine, áurem tuam ad me,…

Oratio
Ecclésiam tuam, Dómine miserátio continuáta mundet et múniat: et quia sine te non potest salva consístere, tuo semper múnere gubernétur. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum
.
M. - Amen.
Introito
Sal. 85,1 e 2-3 - Volgi il tuo orecchio verso di me, o Signore, ed esaudiscimi: salva il tuo servo che spera in Te, o mio Dio; abbi pietà di me, o Signore, che tutto il giorno grido verso di Te.
Sal. 85, 4 - Allieta l’ànima del tuo servo: poiché a Te, o Signore, levo l’ànima mia. Gloria al Padre… - Volgi il tuo orecchio verso di me, o Signore,…

Orazione
O Signore, la tua continua misericordia purífichi e fortífichi la tua Chiesa: e poiché non può essere salva senza di Te, sia sempre governata dalla tua grazia. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. - Amen.

Autunno 2022. I seminaristi scelgono la messa tradizionale

Nell'ultimo anno, tre documenti romani hanno condotto attacchi convergenti e complementari contro la libertà di celebrare la tradizionale messa romana. Citiamo, il 16 luglio 2021, il motu proprio di papa Francesco Traditionis custodes. La risposta, il 4 agosto, di mons. Roche, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, alle domande poste dal cardinale Nichols, arcivescovo di Westminster. Infine, il 29 giugno 2022, la lettera apostolica Desidero desideravi sulla formazione liturgica del popolo di Dio.

sabato 17 settembre 2022

150 nuovi vescovi in 'rieducazione' a Roma

Apprendiamo da Riposte catholique di un raduno di nuovi vescovi a Roma, addottrinati in base al nuovo corso sinodal-modernista. Più che di evangelizzazione, possiamo parlare di rieducazione... E la neo-Chiesa procede a ritmi vieppiù accelerati.

Più di 150 nuovi vescovi si sono riuniti per 6 giorni a Roma per la formazione, in particolare nella gestione delle crisi, “con un focus sugli abusi”. Dal cardinale Mario Grech, segretario del sinodo, e da suor Nathalie Becquart, sottosegretaria, sarà loro insegnata la sinodalità [vedi]. Il tema viene presentato come centrale in diversi ambiti, tra cui il governo di una diocesi, la gestione di un consiglio pastorale, il luogo dei laici, ma anche la gestione degli abusi.
Diversi relatori hanno affrontato punti tecnici come "l'esperienza canonica per l'amministrazione di una diocesi", alla presenza del cardinale ungherese Péter Erdö, ma anche questioni antropologiche come quella di genere, affrontata lunedì 5 settembre dai sociologi italiani Mauro Magatti e Chiara Giaccardi.
Una giornata è stata dedicata a due grandi testi del papa: l'Esortazione apostolica postsinodale Amoris Laetitia e l'enciclica Fratelli Tutti. [vedi gli indici ai rispettivi dibattiti (qui - qui) sulle problematiche suscitate a livello non solo di prassi ma anche dottrinale).
I vescovi alternano la partecipazione a queste presentazioni, tenute in italiano e tradotte in inglese (il francese, lingua ufficiale della diplomazia vaticana, è visibilmente abbandonato), e la discussione in piccoli gruppi.
Sono stati ricevuti dal Papa giovedì 8 settembre a fine mattinata.

Dichiarazione sull'insegnamento di papa Francesco sulla ricezione della Santa Eucarestia condannato dal concilio di Trento

Quello che segue è il testo ufficiale italiano di una dichiarazione firmata da vescovi, sacerdoti e studiosi in risposta alla Lettera Apostolica “Desiderio desideravi” del 29 giugno scorso [ostico per diversi punti vedi]. La dichiarazione è pubblicata da Lifesitenews
In quanto Miles Christi ogni cristiano ha il dovere di affermare e difendere la Fede. È dunque in questa ottica che il documento è un atto dovuto e, anche se sarà privo di risposte ortodosse da parte della gerarchia, resterà come documento assertivo della retta Fede. Gli estensori si richiamano ad una recente dichiarazione di papa Francesco sulla ricezione della Santa Comunione, secondo cui «tutti sono invitati alla cena delle nozze dell'Agnello (Re 19:9). Per essere ammessi alla festa basta solo l'abito nuziale della fede, che viene dall'ascolto della sua Parola». Queste parole appartengono al documento citato, ma il papa ha omesso “il tema essenziale del pentimento per il peccato per la degna ricezione dell'Eucaristia.”
Inoltre, il Papa ha incoraggiato i cattolici pro-aborto a ricevere la Santa Comunione e ha persino sostenuto l'avvocato pro-LGBT p. James Martin, SJ [qui] nominato Consultore del Dicastero per le Comunicazioni. In tutti questi casi, il Papa consente di ricevere la Santa Comunione ai cattolici che violano oggettivamente le leggi e gli insegnamenti della Chiesa, promuovendo così il relativismo morale. Un esempio eclatante: il giorno in cui è stato emesso Desiderio desideravi, papa Francesco ha ricevuto in udienza Nancy Pelosi, presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti», che ha ricevuto la Santa Comunione in una messa papale, in San Pietro, presieduta dallo stesso papa, mentre il vescovo Cordileone l'aveva interdetta [qui]. 
Del resto, si potrebbe vedere in questa nuova affermazione di papa Francesco sulla fede come unica condizione per ricevere la Santa Comunione - pur insieme ad altre deviazioni - il fulcro e riepilogo del suo pontificato. All'inizio, dal 2014, ha promosso la possibilità di dare la Santa Comunione ai divorziati risposati impenitenti con l'Amoris laetitia [qui]; poi ha aperto alla visione protestante di seguire la propria coscienza nel ricevere la Santa Comunione [vedi nota qui].

L’insegnamento della fede cattolica
sulla ricezione della Santa Eucarestia 
“Esortiamo tutti i vescovi e i sacerdoti della Chiesa cattolica a professare pubblicamente la stessa dottrina sulla degna ricezione dell’Eucarestia e a far rispettare i relativi canoni al fine di evitare un grave e pubblico scandalo.”
La recente Lettera Apostolica Desiderio desideravi, emanata il 29 giugno 2022, festività dei Santi Pietro e Paolo, afferma:
5. Il mondo ancora non lo sa, ma tutti sono invitati al banchetto di nozze dell’Agnello (Ap 19,9). Per accedervi occorre solo l’abito nuziale della fede che viene dall’ascolto della Sua Parola (cfr. Rm 10,17).
Il significato immediato di queste parole è che l’unico requisito cui un cattolico deve adempiere per ricevere degnamente la Santa Eucarestia è il possesso della virtù della fede, per mezzo del quale egli crede nell’insegnamento di Cristo in quanto rivelato da Dio. Inoltre, in tutta la Lettera Apostolica si tace il fatto essenziale del pentimento per i propri peccati al fine di poter ricevere degnamente l’Eucarestia.
Questo significato immediato contraddice la fede della Chiesa cattolica. La Chiesa cattolica ha sempre insegnato che per poter ricevere degnamente e senza peccato la Santa Eucarestia i cattolici devono ricevere l’assoluzione sacramentale, se possibile, per ogni peccato mortale che abbiano commesso e devono obbedire a tutte le altre leggi della Chiesa concernenti la ricezione dell’Eucarestia (come per esempio le norme sul digiuno prima della Comunione). E comunque, nel caso in cui non abbiano la possibilità di confessare i loro peccati mortali ma abbiano una ragione grave per ricevere l’Eucaristia (come nel caso di un sacerdote che deve celebrare Messa ad un’ora prestabilita ma è impossibilitato a confessarsi), devono assicurarsi al massimo di provare una perfetta contrizione per tutti i peccati mortali che possano aver commesso.

venerdì 16 settembre 2022

IV assemblea del Cammino sinodale tedesco: uno scisma consumato

Articolo della Fraternità San Pio X, pubblicato sul proprio sito in tre parti, qui raccolte di seguito. Si tratta di una panoramica circostanziata della situazione conseguente al Cammino sinodale tedesco. A partire da qui e qui, si possono consultare i precedenti.

IV assemblea del Cammino sinodale tedesco:
uno scisma consumato


I. Da che parte andrà il Cammino sinodale tedesco?

Da giovedì 8 a sabato 10 settembre si è svolta a Francoforte la IV e penultima assemblea del Cammino sinodale tedesco, dove si è avuta occasione di valutare la determinazione di una parte della Chiesa in Germania ad andare fino in fondo in un processo che tende allo scisma.

Il Cammino sinodale assomiglia sempre più ad una marcia forzata il cui obiettivo apertamente confessato è ottenere il massimo delle riforme nel poco tempo che ad esso rimane.

Anche i partecipanti se ne lamentano: si va troppo in fretta. In agenda vi sono quattordici testi da esaminare in tre giorni, molti dei quali composti da diverse decine di pagine.
Il tempo di ogni intervento è limitato a 1 minuto a persona! Senza contare alcuni cadaveri nell’armadio, come la recente intervista del co-presidente. Signora Irme Stetter-Karp, favorevole all’aborto legale.

Basilica di San Pietro. Santa Messa solenne nella Festa di San Michele Arcangelo

Al tempo in cui le forze del male hanno enorme libertà di azione, fuorviando e rapendo anime, rivolgiamoci al celeste Patrono della Chiesa Universale per ottenere la Sua protezione per la Chiesa e per il mondo intero.

Giovedì 29 settembre 2022 - ore 7:00
Festa di S. Michele Arcangelo
Santa Messa solenne della Festa
Cappella di S. Michele
Basilica di S. Pietro in Vaticano

Per intercessionem beati Michaelis Archangeli, stantis a dextris altaris incensi, et omnium electorum suorum, incensum istud dignetur Dominus benedicere, et in odorem suavitatis accipere..

All’arcangelo San Michele, già dall’VIII secolo, era dedicato un piccolo oratorio posto tra la rotonda di S. Petronilla e l’antica Basilica. Oggi all’Arcangelo è dedicata la cappella più antica della nuova basilica. Tale cappella conserva anche la memoria del più antico culto di San Michele (V secolo) del santuario dell’Arcangelo sulla via Salaria.

giovedì 15 settembre 2022

Mons. Viganò. Meditazione nella Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine Maria

Ci consoli ed ispiri oggi Maria Addolorata, che speriamo un giorno di veder dichiarata corredentrice. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Meditazione
nella Festa dei Sette Dolori
della Beata Vergine Maria

15 Settembre 2022
Juxta crucem tecum stare
Et me tibi sociare
in planctu desidero
.(Stabat Mater qui)
IN QUESTO GIORNO solenne, nel quale la Chiesa celebra la Beatissima Vergine Maria Addolorata, la mia meditazione avrà come oggetto i Sette Dolori, che nell’iconografia sacra vediamo simboleggiati da sette spade che trafiggono il Cuore Immacolato della Madonna. Li vorrei contemplare nella loro relazione con gli eventi della Chiesa, di cui Nostra Signora è Madre e Regina. Non solo: Ella è figura della Chiesa, e tutto ciò che diciamo della Madre di Dio, possiamo in qualche modo applicarlo alla Sposa dell’Agnello. Questo vale tanto per i trionfi e le glorie di entrambe, quanto per i loro dolori e la partecipazione alla Passione redentrice di Cristo.

I sette dolori della Beata Vergine Maria - Stabat Mater

Da ripercorrere precedenti qui - qui.
Il 15 settembre, dopo la memoria dell’Esaltazione della S. Croce, la Chiesa celebra i Sette dolori della Beata Maria Vergine e ricorda la Madonna col titolo di Maria Addolorata. 

Sequenza 
Stabat Mater
(Jacopone di Todi, XIII sec.)

Qui audio nella versione popolare,
qui la suggestiva cantillazione [vedi] in gregoriano

Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.
Cuius ánimam geméntem,
contristátam et doléntem
pertransívit gládius.
O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigéniti!
Quae moerébat et dolébat,
Pia Mater dum videbat
nati poenas íncliti.
Quis est homo, qui non fleret,
Matrem Christi si vidéret
in tanto supplício?
Quis non posset contristári,
Christi Matrem contemplári
doléntem cum Filio?
Pro peccátis suae gentis
vidit Jesum in torméntis
et flagéllis sùbditum.
Vidit suum dulcem natum
moriéndo desolátum,
dum emísit spíritum.
Eia, mater, fons amóris,
me sentíre vim dolóris
fac, ut tecum lúgeam.
Fac, ut árdeat cor meum
in amándo Christum Deum,
ut sibi compláceam.
Sancta Mater, istud agas,
crucifíxi fige plagas
cordi meo válide.
Tui Nati vulneráti,
tam dignáti pro me pati,
poenas mecum dívide.
Fac me tecum pìe flere,
Crucifíxo condolére
donec ego víxero.
Iuxta crucem tecum stare,
Et me tibi sociáre
in planctu desídero.
Virgo vírginum praeclára,
mihi iam non sis amára,
fac me tecum plángere.
Fac, ut portem Christi mortem,
passiónis fac consòrtem
et plagas recólere.
Fac me plagis vulnerári,
cruce hac inebriári
et cruòre Fílii.
Flammis ne urar succènsus,
per te, Virgo, sim defénsus
in die iudícii.
Fac me cruce custodíri
morte Christi praemuníri,
confovéri grátia.
Quando corpus moriétur,
fac, ut ánimae donétur
paradísi glória. Amen.
In piedi, presso la Croce,
cui era appeso il figlio,
la Madre dei dolori piangeva.
L'anima sua, che gemeva
per la tristezza e la desolazione,
era stata trapassata da una spada.
Quanto triste, quanto afflitta
era quella benedetta
Madre dell'unigenito.
Gemeva e sospirava
la tenera Madre, assistendo
alle pene del suo augusto figlio.
Chi non piangerebbe,
se vedesse la Madre del Cristo,
straziata da pene così acerbe?
Chi non potrebbe essere triste
al vedere la Madre di Cristo
con lui in preda al dolore?
Vide Gesù in mezzo ai tormenti,
sottoposto ai flagelli,
per i peccati del suo popolo.
Vide il dolce suo figlio
morire senza conforto,
ne colse l'ultimo sospiro.
Orsù, Madre, sorgente di amore,
fa' che io senta la violenza della pena
e pianga con te.
Fa' che arda il mio cuore
nell'amore di Cristo, Dio,
perché io possa piacergli.
Madre santa, imprimi
fermamente nel mio cuore
le piaghe del figlio tuo.
Dividi con me
le pene del tuo Figlio straziato,
che si degnò di soffrire per me.
Fa' che finché avrò vita,
pianga piamente con te
e compatisca al Crocifisso.
Desidero stare
presso la Croce con te
e unirmi a te nel pianto.
Vergine, la più nobile delle vergini,
non essere severa con me,
fa' che mi unisca al tuo pianto.
Fa' che io porti in me la morte di Cristo,
che io partecipi alla sua passione,
che ne mediti le sofferenze.
Fa' che le sue ferite siano le mie,
che io mi inebrii della croce
e del sangue del tuo figlio.
Le fiamme non mi tormentino:
nel giorno del giudizio,
sii tu, o Vergine, la mia difesa.
O Cristo, quando dovrò morire,
fa' che la Madre mi conduca
alla palma della vittoria.
Quando il corpo morirà,
fa' che l'anima raggiunga
la gloria del Paradiso. Così sia.

Messaggio del card. Burke in occasione della festa dell'Esaltazione della Croce

Messaggio del card. Burke
in occasione della festa dell'Esaltazione della Croce
 
14 settembre 2022

Sia lodato Gesù Cristo!

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

viviamo in un mondo che, nonostante i fenomenali progressi nella conoscenza e nella tecnologia, ha dimenticato la sua origine e il suo destino nell'amore di Dio. Poiché siamo chiamati a interagire ogni giorno con la società e ad occuparci quotidianamente del mondo, rischiamo di dimenticare la fonte di ogni essere in Dio e il destino per il quale Egli ci ha chiamati ad essere: la comunione con Lui ora in un via imperfetta e la comunione perfetta con Lui — Padre, Figlio e Spirito Santo — un giorno in Cielo. Infatti, assistiamo nella Chiesa a un modo mondano di pensare e di parlare in cui Cristo e la sua Croce non hanno posto. Troppo spesso la Chiesa stessa cede il passo alla confusione e all'errore, imitando il mondo, invece di chiamare il mondo alla conversione. Troppo spesso anche i pastori della Chiesa danno l'impressione di non avere nulla da offrire al mondo per la sua salvezza eterna, quando, con san Paolo, non dovrebbero «conoscere nulla in mezzo al gregge se non Gesù Cristo e lui crocifisso» (1 Cor. 2, 2).