mercoledì 6 febbraio 2013

Adesioni da tutto il mondo per la Marcia per la Vita 2013

In occasione della Giornata per la Vita, celebrata in tutta Italia dalla Cei il 3 febbraio, il Comitato organizzatore della Marcia per la Vita ha diffuso il seguente comunicato.

Straordinario il numero di adesioni giunte da tutto il mondo alla terza Marcia Nazionale per la Vita, che si terrà a Roma il prossimo 12 maggio, con inizio alla 9.00 al Colosseo e conclusione alle 11.30 a Castel Sant’Angelo. Lunghissimo l’elenco delle realtà pro-life internazionali che hanno assicurato la loro partecipazione alla mobilitazione italiana a favore della vita. Tra queste si segnalano le statunitensi American Life League, Americans United for Life, Human Life International, Catholic Family E Human Rights Institute, Choose Life America, Catholics for Freedom of Religion, Moral Consensus Forum, CrossRoads-Pro-life Walks Across America, Alabama Physicians For Life, Family of the Americas Foundation, Life Site News, Precious Life Missions, Priests for Life, The Life Guardian Foundation, World Congress of Family News; le francesi Chosir la Vie, Chrétienté-Solidarité, Droit de Naître, Livres en Famille, Renaissance Catholique, SOS-Tout Petits; l’Australian Family Association e l’Accademia Letteraria Italo-australiana Scrittori (Australia); le associazioni Belgian March for Life, Fédération Pro-Europa Christiana, Katholiek lebenforum (Belgio); la tedesca Aktion SOS Leben, le polacche Civitas Christiana e Piotr Skarga, la portoghese Alternativa Portugal, la Czech Association for Life (Repubblica Ceca), le spagnole Derecho a vivir-Barcelona e Sacerdotes por la Vida.

La Marcia per la Vita si rivela così sempre più inserita nell’insieme delle manifestazioni pro-life che si tengono in tutta Europa e negli Stati Uniti. A parlare della validità di queste marce è stato recentemente mons. Ignacio Carrasco de Paula, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Riferendosi alla storica marcia tenutasi a Washington lo scorso 25 gennaio, mons. Carrasco de Paula ha dichiarato: “La Chiesa sostiene le marce in tutto il mondo, perché coloro che vi partecipano sono parte della stessa Chiesa”. Il Vescovo ha pure detto che la Santa Sede è consapevole che tali azioni “diventano visibili in tutto il mondo” e che il Vaticano aiuta coloro che sono impegnati nella battaglia culturale per la difesa del nascituro, aggiungendo che le marce sono una testimonianza storica della santità della vita umana. Un incoraggiamento alla March for Life di Washington e indirettamente a tutte le altre manifestazioni di tal genere è venuto anche da Papa Benedetto XVI, che su twitter ha scritto: “Mi unisco a quanti marciano per la vita e prego affinché i leader politici proteggano i bambini non nati e promuovano una cultura della vita”.

Molte le iniziative previste per il giorno precedente la Marcia: un convegno al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, con la partecipazione del card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, e di mons. Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste, e una veglia di preghiera con il card. Raymond Leo Burke a S. Maria Maggiore. Come lo scorso anno, la Marcia conta sull’adesione di un grandissimo numero di vescovi e cardinali, alcuni dei quali hanno assicurato la loro presenza a Roma il 12 maggio.

3 commenti:

viandante ha detto...

La difesa della vita, specie di chi ancora deve nascere, é un aspetto importantissimo.
Sarebbe però riduttivo non considerare questo tema, legato a doppio taglio con la lotta contro l'aborto, come uno degli attuali campi di battaglia della lotta di certi poteri per sovvertire la nostra società e la nostra personale dignità (vedi lotta contro la famiglia, contro l'identità sessuale che la natura ci dà, contro il diritto alla vita) ma a favore di una sessualità sregolata.
Per farla corta contro molti dei valori non negoziabili come dice il papa.
Ora leggo le risposte di Mons. Paglia alle domande di un giornalista (vedi Busola Quotidiana) in cui invita i politici a considerare la possibilità di riconoscimento per le diverse forme di convivenza.
A Venezia il patriarcato ha fatto ritrattare un docente che sosteneva ne più né meno la posizione della Chiesa sull'omosessualità.
In Germania un cardinale ammette la possibilità dell'impiego della pillola del giorno dopo per donne stuprate.
Solo per dire che intanto la barca va...

RIC ha detto...

Scusate per l'OT ma credo sia giusto segnalare questa ennesima perla (se confermata) dell'ineffabile Mueller

http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/peru-peru-peru-21966/

mic ha detto...

La 'perla' riguarda l'intervento di Muller sulla decisione di non rinnovare il permesso ecclesiastico per insegnare nella PUCP ad alcuni professori del Dipartimento di Teologia dell’Università stessa. Una scelta, quella della revoca, comunicata dall’arcivescovo a dicembre e frutto del decreto emesso dal Vaticano lo scorso giugno con il quale si vietava l’uso dei titoli “Pontificia” e “Cattolica”.

Insomma sostanzialmente è confermato quanto già si conosceva, cioè che Muller difende la "teologia della liberazione", condannata dalla Chiesa...

Dall'articolo:
...
Un’idea molto diffusa nell’ambito dell’ex PUCP, come confermerebbe un articolo pubblicato dall’ex rettore Salomón Lerner Febres lo scorso 13 gennaio sul quotidiano “La República”, nel quale ha definito la revoca dei permessi ai professori come una «decisione non in linea con lo spirito evangelico» e come «un modo per frenare la Teologia della Liberazione, che ha sviluppato nell’Ateneo Gustavo Gutiérrez».

E per dimostrare la sua ipotesi, Lerner ha citato le parole pronunciate da Müller nel novembre 2008, durante una conferenza a Lima e nella quale aveva difeso come “ortodossa” la Teologia di Gutiérrez.

Ma Cipriani [l'arcivescovo competente] ha preso la sua decisione di revocare il mandato canonico ai professori, almeno formalmente, in virtù di un fatto obiettivo: una sanzione della Santa Sede contro l’Università, applicata tramite un decreto firmato sotto ordine pontificio. Un’azione che non ha bisogno di nessuna giustificazione e che appartiene alle facoltà dell’arcivescovo della capitale peruviana.