sabato 16 febbraio 2013

L'arcivescovo di Lima rifiuta di togliere le sanzioni contro l'Università

[È lo sviluppo di quanto dicevamo qui] Il Cardinal Thorne, contrariamente a Mons. Muller, sarà elettore al Conclave. Il suo comportamento dimostra una reazione di mancata acquiescenza di fronte ad un approccio favorevole alla teologia della liberazione: l'Università di Lima è (o forse era) una delle culle del modernismo sud americano, di fatto collettore di ogni eresia e dunque formatrice di eretici. Ciò può aver un impatto, per quanto limitato sul Conclave perché va ad esacerbare linee di frattura tra gli elettori sud-Americani, rafforzando quella del cardinal Thorne, eminente rappresentante dell'Opus Dei.

Il cardinal Juan Luis Cipriani Thorne, arcivescovo di Lima, mercoledì 13 febbraio ha affermato che le sanzioni contro i professori della Facoltà di teologia dell'Università di Lima sono mantenute e che essi non sono autorizzati ad insegnare. 

Per l'arcivescovado, la lettera del prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Mons. Gerhard Ludwig Müller, che chiedeva di rinunciare a queste sanzioni, è sprovvista di valore legale perché non è stata indirizzata per le vie ufficiali, riporta l'agenzia cattolica peruviana ACI Prensa. Essa inoltre sarebbe invalide perché ogni vescovo è autonomo nelle sue decisioni pastorali.  

Il 21 dicembre scorso, il cardinal Cipriani ha comunicato alla PUCP che non avrebbe rinnovato la missione canonica ai professori della Facoltà di teologia a partire dal 1° febbraio 2013, appoggiandosi soprattutto sul fatto che la Santa Sede, nel luglio 2012, ha ritirato  all'Università di Lima i suoi titoli di « cattolica  » e di « pontificia ». Egli denuncia anche le derive dottrinali di alcuni professori. Gli studenti di teologia sono così privati d'insegnamento.

Secondo l'arcivescovado, la lettera di Mons. Müller non sarebbe che una risposta alla petizione che gli è stata indirizzata dai professori della Facoltà. La stessa fonte sottolinea che i responsabili di ogni congregazione hanno il compito di aiutare le Chiese nel mondo. Essi collaborano, consigliano, danno indicazioni, ma non pareri vincolanti. « La sola persona che può dare direttive e ar cambiar parere ad un vescovo  il papa ».

Nella sua lettera il cui contenuto è stato diffuso dalla stampa peruviana, Mons. Müller chiedeva al cardinale peruviano di giustificare la sua interdizione. Ed indicava che essa avrebbe dovuto essere applicata finché la dottrina delle fede non avesse risolto la questione. Apic
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[Fonte: La Croix 14 febbraio - Traduzione a cura Chiesa e post-concilio]

7 commenti:

don Camillo ha detto...

Lima non é ne più ne meno delle altre Pontificie università. Ricordo per esempio che alla Gregoriana persiste da anni un insegnamento erroneo cristologio (insieme ad un Inferno "certamente" vuoto) che a cascata influenza tutta la teologia, secondo il quale Gesù fino ad una certa etá sarebbe stato una sorta di bamboccio senza una precisa coscienza della sua Natura Divina. Ovviamente frutto dell'ennesima interpretazione esegetica storicista Bultmanniana, allegramente propagandata in tutto il mondo. Ma tutti tacciono.

Andrea ha detto...

Vorrei fare una domanda a Luisa, a Mic, a Marco Marchesini, etc.
Perchè se Martini afferma la libertà religiosa è un marrano, mentre se la stessa cosa la dice Ratzinger Luisa si interroga ma affettuosamente tace, Mic non risponde, Marchesini spera in Burke (che è andato a Assisi)?

mic ha detto...

LO stesso dicasi per tutte le altre Università pontificie.
Questa di Lima ha (aveva) evidentemente quest'altra connotazione...

mic ha detto...

Per Andrea:

Evidentemente non hai mai letto questo

giuseppe ha detto...

Lima non è più una università "pontificia", forse qualcuno non se ne era accorto.

Che ci sia un Vescovo che esercita fedelmente il proprio ministero, subordinadolo al Papa e non alle direttive dissonanti di un prefetto, è un grande bene e non il pretesto per fare di tutta l'erba un fascio con la testa sempre all'indietro. C'é in corso una riforma degli studi nei seminari, che sta e resta in mani sicure, e questo è uno dei grandi meriti del Pontificato di Benedetto XVI.

Impariamo a distinguere e ad alzare gli occhi. Chi deve farlo esca dalle proprie "celle" mentali.

Anonimo ha detto...

Si', pero' Muller e' una fresca nomina del Papa, qualcosa non torna in tutto questo......

Viator ha detto...

L'Università “ribelle” del Perù resterà senza professori di teologia. Lo ha stabilito la Santa Sede dopo una riunione tenutasi pochi giorni fa a Roma e convocata dall’ancora Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Un incontro di alto livello che ha annullato l’intento del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Müller, di intervenire in favore dell’ateneo peruviano nel mezzo del conflitto con l’arcivescovo di Lima e con il Vaticano. Un grave errore del “guardiano” dell’ortodossia cattolica.

La riunione tra i diversi dicasteri vaticani aveva come scopo quello di valutare la validità di una lettera inviata dallo stesso Müller all’arcivescovo di Lima, Juan Luis Cipriani Thorne, alla fine di gennaio.

Nella missiva, il prefetto chiedeva spiegazioni al cardinale peruviano in merito alla decisione di non rinnovare il permesso ecclesiastico per tenere lezioni a tutti i professori del Dipartimento di Teologia dell’ex Pontificia Universidad Católica del Perú. Questa decisione, comunicata alle autorità universitarie a dicembre, è scaturita dal decreto della Santa Sede (giugno 2012) che vietava all’ateneo di vantare i titoli di Pontificio e Cattolico.

Una sanzione applicata con l’approvazione del Papa e che è ancora giuridicamente valida in virtù del tenace rifiuto dell’Assemblea Universitaria di riformare gli statuti per adeguarsi alla normativa vaticana sulle istituzioni d’istruzione superiore cattoliche: la costituzione apostolica “Ex Corde Ecclesiae”.

Dopo aver ricevuto le lamentele dei professori a riguardo della revoca, il prefetto tedesco ha deciso di agire. Secondo i docenti la revoca sarebbe stata applicata per «motivi dottrinali». Müller ha preso in considerazione la loro richiesta, chiedendo e ordinando nella sua missiva, che l’università proseguisse con le lezioni di teologia visto che la Santa Sede non aveva ancora risolto il conflitto.

Ma la lettera non era partita con il piede giusto. E, pertanto, è stata invalidata dalla riunione convocata da Bertone. Il motivo? Si è trattato di un’iniziativa “personale” del prefetto, il quale non si è consultato con gli specialisti della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Inoltre, la lettera stessa, non è stata inviata tramite i canali istituzionali della nunziatura apostolica a Lima. L’arcivescovo della capitale peruviana ha infatti ricevuto solo un fax. La lettera ha anche ignorato il Codice di Diritto Canonico che conferisce al vescovo diocesano l’autorità per assegnare e revocare i permessi ai professori di religione o scienze ecclesiastiche nella circoscrizione ecclesiastica.

L’esito delle valutazioni di questa riunione è stato comunicato agli interessati in Perù, tramite i canali diplomatici. La lettera di Müller non ha alcuna validità e, dunque, la decisione dell’arcivescovo Cipriani di non concedere il permesso per insegnare teologia cattolica nell’università non cambierà. Adesso, l’ex PUCP si trova in difficoltà per coprire i corsi di teologia dei piani di studio del prossimo anno accademico.

In ogni caso, le conclusioni della riunione vaticana presieduta da Bertone, sono state un duro colpo per il prefetto della Dottrina della Fede. Nella Curia Romana qualcuno comincia a chiedersi se sia veramente idoneo per occupare un posto di enorme potere che non permette né improvvisazioni né errori di forma o contenuto.

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/peru-peru-peru-22462/