giovedì 28 febbraio 2013

Servus servorum non nella potestà dell'« officio » di governo, ma nella preghiera e nella riflessione


Il discorso di congedo del Papa della rinuncia, ancora una volta ci sorprende con elementi struggenti sul piano umano e di una grande e assoluta novità sul piano ecclesiale, nel quale ci porta oltre la frontiera dell'inedito, da cui non si tornerà indietro, o quanto meno non ci è dato conoscere il come o il quando.

La Chiesa visibile fa una nuova virata sotto la spinta di venti di tempesta da molte direzioni, ma soprattutto per effetto della sorprendente mossa del capitano, che prima di abbandonare la guida della nave (non la nave), le imprime un inatteso e sorprendente colpo di timone, che la fa uscire da una rotta millenaria per introdurla e indirizzarla verso orizzonti ignoti. Di essi è tuttavia possibile cogliere qualche prevedibile squarcio, se non altro perché da ogni causa è logico aspettarsi degli effetti concatenati.

Potremo esaminarli partendo da queste parole-chiave nelle quali non possiamo non cogliere una grande ambiguità: Benedetto XVI lascia « l'esercizio attivo del ministero », ma esprime la consapevolezza che la sua chiamata è « per sempre ». Del resto conserverà il nome Benedetto XVI, il titolo di Sua Santità e sarà il « Papa emerito », non torna un monaco (come Celestino V) o un vescovo o anche cardinale come accaduto nei casi precedenti che ci sono stati consegnati dalla storia, determinati da ben altre cause peraltro non riconducibili alla vecchiaia o all'efficientismo. E dunque lascia ma nello stesso tempo resta in un « servizio di preghiera e riflessione » chiedendo preghiere per il « nuovo Successore dell’Apostolo Pietro ». Non stiamo rasentando l'assurdo?

Lascia intendere, ma non lo dice, che c'è un esercizio non-attivo del pontificato, che non ha detto ma ha inferito e che non contraddice ciò che viene dopo: il per sempre. In questo modo lascia aperta la porta a tutto e al contrario di tutto nelle future declinazioni del primato petrino, se esso esisterà ancora. La sottigliezza sta appunto nel fatto che è ambiguo ma non contraddittorio (in senso stretto, naturalmente). E l'ambiguità è tale da non lasciare alcuna presa perché in nessun momento esprime esplicitamente una cosa contraria a quanto ha detto prima. E però, nella sostanza, come può conciliarsi il suo per sempre con la figura del suo successore, anche lui per sempre? In effetti una conciliazione appare possibile solo se rimaniamo nel mondo del finito e si sottrae al ministero e alla funzione la valenza ontologica che ha sempre avuto nell'ordine metafisico. E come è possibile rimanere ancorati alla finitudine, se il ministero petrino e l'avvenuta rinuncia « nella metafisica sono legati al nodo dell’essere, che non permette che una cosa contemporaneamente sia e non sia » ? Diventa possibile unicamente se si è centrati nell'antrocentrismo conciliare e post [vedi anche].

Tuttavia l'asserita impossibilità è e resta un'ipotesi di studio. Sappiamo che il diritto canonico riconosce il diritto del pontefice alle dimissioni. Dobbiamo dunque riconoscere che si tratta di una possibilità che attesta la distinzione tra ordine e giurisdizione per il vescovo di Roma come pure per gli altri vescovi. Resta il fatto che il Papa, a differenza dei Vescovi, non acquisisce la pienezza dell'Ordine, ma un'investitura unica che ha la sua Fonte nella divinità di Cristo Signore. Resta dunque difficile circoscrivere il problema attuale di queste dimissioni all'insieme delle condizioni pratiche anomale, delle circostanze oscure o palesi di ingovernabilità, ecc. e non se ne possono ignorare le conseguenze per il futuro della Chiesa.

Il discorso di Benedetto XVI sembra lasciar intendere che nella stessa carica possano confluire e coesistere due servizi: quello attivo e quello contemplativo, incarnati da due persone diverse. Abbiamo forse in nuce una nuova visione di « collegialità papale » inserita nella « nuova consapevolezza che la Chiesa acquisisce di sé nel tempo » inaugurata dalla Lumen Gentium, che già prefigura la collegialità trasformata in legge da Giovanni Paolo II[1] ? Saremo costretti ad assistere anche a questo ulteriore snaturamento, o saremo smentiti e dunque rassicurati dai primi passi dell'imminente prossimo Successore di Pietro ? Dobbiamo in ogni caso avere fede che il Signore stesso, il vero pilota, è in grado di trarre un bene per la Sua Chiesa anche da questo che è da temere possa rivelarsi un passo falso (con tutto il rispetto per il Papa emerito, Benedetto XVI).
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1. Fu Giovanni Paolo II a inserire la collegialità nel nuovo Codice di Diritto Canonico trasformandola così in legge (Costituzione Apostolica Sacrae disciplinae leges, 25 gennaio 1983)

34 commenti:

Anonimo ha detto...

BLUFF
Se questo discorso ci persuade della sua bontà (mediante ambiguità del detto-non-detto), vuol dire che siamo trascinati nella rivoluzione permanente, dove nulla è stabile, tutto muta, anche i dogmi.
Tramite il rifiuto pervicace del sì sì no no !
Allora hanno vinto Teilhard, Congar De Lubac Suenens etc...avevano ragione loro!
e così vince il progetto massonico, (mutazione GRADUALE e profonda, con MANIPOLAZIONE mitridatica delle coscienze ottuse-sedotte con sottili fumosi discorsi) dopo aver seminato l'ignoranza nelle masse inermi di fedeli sprovveduti, i quali ad ogni novità, incoerente con la Tradizione, dicono applaudendo:
"Bene, c'è una cosa nuova e inusitata? ottimo....benvenuta, andiamo così AVANTI tutta! tutto il rinnovamento possibile è sicuramente buono per la Chiesa e per l'umanità!...fiat quod fit! (come se tutto ciò che ACCADE fosse secondo volontà di Dio e a Lui gradito).

Siamo sempre dentro il grande bluff, sempre più immersi fino al collo (e oltre)

Cesare Baronio ha detto...

La presenza di due Papi è un hapax di chiara matrice conciliare, basato sulla sostituzione della responsabilità personale del munus petrino nel solo Pontefice con la responsabilità assembleare del cosiddetto collegio episcopale.

Nella Chiesa Cattolica, il Papa è unico e solo detentore per diritto divino della suprema potestà, che esercita avvalendosi dei Dicasteri della Curia Romana. E i Vescovi sono, sub Petro, sovrani di diritto divino nella propria Diocesi.

Nella vulgata conciliare, il detentore della suprema potestà è il Papa assieme al Collegio episcopale, con una chiara valenza democratizzante; il Papa finisce per essere semplicemente il portavoce delle deliberazioni assembleari dei Vescovi. Gli stessi Vescovi, nella propria Diocesi, vedono sminuito drasticamente il proprio potere dalle Conferenze Episcopali, che legiferano anche contro la stessa volontà del Papa.

Va da sé che, in questa nuova visione della Chiesa, il Primato - non risiedendo più nella sola persona del Pontefice Romano - può ed anzi deve essere esercitato da un organo collegiale, quale potrebbe essere in futuro il Sacro Collegio, oppure da una forma inizialmente diarchica (un Papa regnante ed uno emerito, ad esempio) e poi oligarchica (più Papi con specifiche mansioni: uno che si occupa della Pastorale, uno delle Canonizzazioni, uno dei Viaggi Apostolici, uno dell'amministrazione ecc.).

Si comprende che, nella sostanza, l'intenzione è quella di rimuovere la figura del Pontefice depotenziandola, visto che di fatto si affiderebbero ai Papi le mansioni dei Prefetti di Dicastero.

Laddove questa sciagurata eventualità dovesse realizzarsi, non vi è dubbio che si verrebbe a creare una controchiesa che nulla ha a che vedere con la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, e che questo sinedrio infeudato in Roma non avrebbe titolo per dirsi la prosecutore della divina missione affidata da Cristo alla Sua Chiesa.

Lascia sconcertati la naturalezza - oseremmo dire la non chalance con cui il Pontefice oggi dimissionario si sia prestato all'introduzione di una innovazione foriera di tanti e tali sventure per la Cristianità. Si tratta di un gesto che, dopo quello non meno eclatante dell'abdicazione al Soglio di Pietro, imprime uno slancio inaudito alla corsa del più sconsiderato progressismo che la Chiesa sta vivendo dal Concilio in poi.

Quanti si ostinano a voler vedere in quella infelice assise un segno dei tempi, potranno ora vedere la portata profetica degli errori conciliari, che non hanno fatto altro che applicare alla Chiesa quel che la Rivoluzione Francese aveva fatto nel governo della cosa pubblica: le Monarchie cattoliche di diritto divino abbattute e sostituite con governi parlamentari sedicenti democratici, in cui l'autorità del padre - figura della Divina Paternità che Dio esercita sull'umanità intera - doveva essere cancellata e turpemente parodiata.

A quale "bianco padre" si potrà guardare d'ora innanzi, quando a breve ve ne saranno due? E se i figli della Chiesa avranno due padri, avrà forse essa due sposi? Ancora: se il prossimo Papa dovesse abdicare anch'egli, si avranno due Papi emeriti e un terzo regnante?

Occorre sollevarsi dinanzi a queste deviazioni che sfigurano la Sposa del Nostro Signore e Salvatore. Bisogna rivolgersi ai Cardinali e ai Vescovi che ancora non si sono lasciati traviare dagli errori conciliari e chiedere loro che esprimano una condanna ferma e decisa verso la deriva modernista del Papato e della Chiesa.

Rimanere inerti in questo momento significa rendersi complici dei nemici di Cristo.

Marco ha detto...

Oggi si conclude il papato materiale di Joseph Ratzinger. Nel giorno del commiato segnaliamo un’intervista a David Rosen, rabbino di Gerusalemme negli anni ’70, già rabbino capo d’Irlanda, direttore della sezione israeliana dell’Anti-Defamation League, nominato da Benedetto XVI cavaliere dell’Ordine pontificio di San Gregorio (!). Riteniamo che le dichiarazioni rilasciate dal rabbino e le immagini del video siano un interessante contributo per capire meglio il pensiero di Ratzinger.

http://www.terrasanctablog.org/2013/02/22/benedetto-xvi-mi-disse-se-sei-fedele-alla-torah-non-ce-nulla-di-falso-in-te/

Luisa ha detto...

Due contributi che potrebbero interessarvi:

http://paparatzinger6blograffaella.blogspot.it/2013/02/il-papato-politico-ed-il-papato.html

e

http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2013/2/13/PAPA-Il-teologo-Cottier-attenti-alla-trappola-della-modernita-di-Benedetto/363248/

Anonimo ha detto...

"A me il Papa sta a cuore perché è anzitutto il Papa e poi perché è Benedetto XVI e personalmente l'avrei voluto sempre lì, forte e coraggioso, diciamo pure col coraggio di prendere a calci qualche Cardinale cialtrone (non ora, ma già da qualche anno). Quando però il Papa abdica e si verificano strane prospettive per il futuro della Chiesa, ambiguità e confusioni inedite, non credo serva a molto ribadire tutti in coro "tutto va bene, madama la marchesa".
Specie se degli scienziati vaticani pensano di poter distinguere il Papa emerito da quello regnante grazie all'assenza di una mantellina bianca, o in base al colore delle scarpe. Storie che non meriterebbero commenti se non fossero tuttavia drammaticamente e banalmente... assurde."

(F. Colafemmina)

Anonimo ha detto...

Il discorso di Cottier parte da una grande mistificazione scientifica, purtroppo avallata dalla cultura di massa, e dai media, in coro unanime, come al solito.

Basterebbe sentire un semplice medico di base, per capire come la cosiddetta "speranza di vita" fino a 80-90 anni sia un grosso e menzognero MITO. Nient'altro che una chimera.

I 90enni di oggi hanno già superato UNA DURA selezione naturale, in mezzo a traversie indicibili (malattie mortali e guerre comprese).
I figli del "boom economico" degli anni '60 NON SONO AFFATTO più sani e longevi dei loro genitori.
Togliamoci dalla testa questa bella illusione. Nella mia città vedo morire tantissimi fra i 40-60 anni, inaspettatamente.

E' incredibile quanti miti ci posssano ingannare al gionro d'oggi, pur di trascinarci dietro ad una IDEOLOGIA di falso "rinnovamento", che è sovversione di valori perenni.

hd

guglielmo ha detto...

In effetti ripensandoci mic a quello che dicevo ieri non ha molto senso che il Papa nella realtà si sia dimesso a metà mantendo un ruolo passivo e rinunciando ad uno attivo; non posso pensare che un Papa faccia questi giochetti in un momento così difficile della Chiesa. Certo, se si guarda alla lettera , la questione non è del tutto chiara e lineare come tu hai scritto, ma forse bisogna anche pensare a chi il Papa parlava in quel momento. E' forse un uno esempio di "linguaggio pastorale" che per dire alcune cose (per esempio in questo caso che il Papa continua a serviere la Chiesa universale sebbene non siapiù in carica) finisce per confondere involontariamente altre?

Visto poi che continuo a leggere in generale frammenti di profezie della Emmerich, vorrei ricordare invece il sogno delle due colonne di San Giovanni Bosco: il Papa che cade e muore colpito dalle persecuzioni e la rapida elezione del suo successore (realizzata in questo caso dalla non necessità di preparare funerale ecc).

mic ha detto...

Ho appena integrato l'articolo con la riflessione che aggiungo qui.
Ringrazio Luisa per i riferimenti che ora esplorerò. Li approfondiremo.

Tuttavia questa [quella citata di EM Radaelli] è e resta un'ipotesi di studio. Sappiamo che il diritto canonico riconosce il diritto del pontefice alle dimissioni. Dobbiamo dunque riconoscere che si tratta di una possibilità che attesta la distinzione tra ordine e giurisdizione per il vescovo di Roma come pure per gli altri vescovi. Resta il fatto che il Papa, a differenza dei Vescovi, non acquisisce la pienezza dell'Ordine, ma un'investitura unica che ha la sua Fonte nella divinità di Cristo Signore. Resta dunque difficile circoscrivere il problema attuale di queste dimissioni all'insieme delle condizioni pratiche anomale, delle circostanze oscure o palesi di ingovernabilità, ecc. e non se ne possono ignorare le conseguenze per il futuro della Chiesa.

Marco ha detto...

Dobbiamo dunque riconoscere che si tratta di una possibilità

Ma le dimissioni per età sono una possibilità?

mic ha detto...

L'articolo dal titolo: Il Papato "politico" ed il Papato "spirituale" in preghiera dentro il recinto di San Pietro nel commento di Silini, di cui a questo link:

http://paparatzinger6blograffaella.blogspot.it/2013/02/il-papato-politico-ed-il-papato.html

Così conclude:
"... Su una cosa i delusi dalle dimissioni papali hanno ragione: si tratta di un gesto che cambierà per sempre la percezione semidivina del papato. «Un Papa dimissionabile – scrive Massimo Franco sul "Corriere della Sera" evocando concetti sussurrati fra le mura della Santa Sede – è più debole, bisogna fermare il contagio, queste dimissioni sono una buonuscita, una ferita istituzionale giuridica di immagine. Il massimo teorico dell’inattualità virtuosa della Chiesa che si fa da parte (...) evoca un peso intollerabile e replicabile a comando in futuro». A preoccupare gli «orfani» di Benedetto XVI non è tanto il fatto in sé, ma il precedente che ha creato. Da Joseph Ratzinger in avanti il Papa non sarà più un superuomo. Per qualcuno è uno scandalo, per noi una gran bella notizia."

Questi commentatori che alimentano la grancassa mediatica aumentano la confusione, perché non si tratta tanto di concepire il Papa come un superuomo, ma di un uomo -scelto per un "officio" di cui ai non credenti o ai superficiali distratti e lontani sfugge l'aspetto spirituale - che attinge la Grazia di stato dal Soprannaturale.

E' questa l'ulteriore non irrilevante ferita che, al di là delle difficoltà - forse insuperabili - incontrate da papa Benedetto, subisce oggi la Chiesa insieme ai fedeli...

Anonimo ha detto...

questa storia del papa che non è più un "superuomo" oppure idolo, ma uomo umile di carne ecc.
purtroppo la portano avanti con gran seguito movimentisti come i ciellini.

Date uno sguardo ad es. al link:
deliberoarbitrio.wordpress.com
(con i blogs limitrofi, e amici vari e commentatori plaudenti al "bel gesto" dell'umile papa) e avrete un quadro desolante della incoscienza generale circa concetti e significati di "idolo", papato, primato di Pietro, funzione trascendente o immanente, caos totale di idee riguardo ai piani NATURALE/SOPRANNATURALE etc.

Da mettersi le mani nei capelli !
veramente la "confusione diabolica" di cui parlava suor Lucia negli anni '70, ciechi che guidano ciechi, va avanti ormai al galoppo, senz apiù ostacoli....
Tutti convinti di aver capito bene la umile grandezza del gesto innovativo ! tutti convinti di VEDERE, mentre gli occhi della Fede vengono sempre più accecati.

bernardino ha detto...

Caro Cesare Baronio, Il Signore ci sta' mettendo a dura prova ormai da 50 anni. Egli che ha subito la passione e la crocefissione vuole farci capire che non possiamo raggiungere il paradiso senza passare attraverso il dolore e la passione simile alla Sua.
Tutto cio' che attraversiamo non e' del tutto improvvisato, in fondo ci e' stato profetizzato nel tempo dalla Madonna Madre della Chiesa a Fatima, dalla Beata Emmerich, da Pio Duodecimo quando diceva che dopo la seconda guerra mondiale ci sarebbe stata una terza guerra ma spirituale. E questo si sta avverando giorno dopo giorno a partire dal 1960.
Poiche' non siamo delle persone sprovvedute, sappiamo perfettamente che il disastro della Chiesa Cattolica e' cominciato con il concilio vat.II, che ha rivoluzionato per dirla con gli Em.mi Card. Bacci ed Ottaviani - Il Breve Esame Critico - poi con la collegialita', la liberta' religiosa, il falso ecumenismo e potremmo continuare fino a quello che e' avvenuto in questi giorni, fare del papato quello che e' stato fatto per i vescovi ed i sacerdoti/parroci - chiamiamolo limite di eta'. Rileggendo Iota Unun di Romano Amerio - "egli individua e indica che nella Chiesa una crisi c'e', ed e' crisi che pare anche sovrastarla, ma mostra che non l'ha sovrastata; che pare rovinarla, ma ancora non l'ha rovinata; individua poi e indica con chiarezza la causa prima di questa crisi in una variazione antropologica e prima ancora metafisica; individua e indica infine gli strumenti logici necessari e sufficienti per superarla." - Ma quale puo' essere il mezzo per superare tutto questo disastro, se non abrogare il concilio vat.II con tutte le sue riforme? e ripristinare tutte le regole della Chiesa che erano in vigore nel 1958 al momento della morte di Pio XII? In questo caso non ci troveremmo come in questo momento con due papi, senza sapere chi e' il Vicario di Cristo; chi governa veramente la chiesa il Papa o un collegio episcopale o due entita' diverse ognuna a suo modo. Il problema vero e' tutto nel concilio - o ripristinare la Chiesa Cattolica oppure distruggere tutto lasciando in piedi il concilio che ha messo in piedi l'antichiesa cattolica.

Anonimo ha detto...

inoltre....
se volete avere il polso della situazione, cioè della follia e cecità-ubriachezza generalizzate,
andate un attimo a leggere i commenti deliranti su MIL, dove certi bloggers teorizzano uno Spirito Santo "allo sbando", cioè cge oggi dice una cosa e domani il suo contrario, perchè ....soffia dove-come vuole, in direzioni sempre imprevedibili e contraddittorie, perchè.....
nessuno lo può discutere o controllare ,e anche perchè.....
"non deve rendere conto a nessuno", cioè agli "idioti" che ritengono che Dio NON SI CONTRADDICE !

v. specialmente commento dell'

Anonimo 28 febbraio 2013 11:57

(su 3d "Le ultime emozionanti parole....")

mic ha detto...

Ma quale puo' essere il mezzo per superare tutto questo disastro, se non abrogare il concilio vat.II con tutte le sue riforme? e ripristinare tutte le regole della Chiesa che erano in vigore nel 1958 al momento della morte di Pio XII? In questo caso non ci troveremmo come in questo momento con due papi, senza sapere chi e' il Vicario di Cristo; chi governa veramente la chiesa il Papa o un collegio episcopale o due entita' diverse ognuna a suo modo. Il problema vero e' tutto nel concilio - o ripristinare la Chiesa Cattolica oppure distruggere tutto lasciando in piedi il concilio che ha messo in piedi l'antichiesa cattolica.

Ho detto più volte che è impensabile e irrealistico abrogare il Concilio.

La soluzione la offre lo stesso Amerio citato da Bernardino: occorre un Papa (solo lui può farlo. L'importante è che riesca a mantenerne l'Autorità, che comunque gli è stata data dal Signore e dunque ci sarà pure un giorno chi ne sarà consapevole e la eserciterà con questa consapevolezza) che riformuli ripareggiando la verità tutti i punti ambigui e inquinanti che l'hanno oscurata.

Non è accaduto e non può accadere oggi, perché coloro che hanno applicato il concilio sono stati gli stessi che hanno coniato molte di queste formulazioni ambigue e/o rivoluzionarie...

mic ha detto...

Altra affermazione del commentatore citato sopra e che era già nel titolo:

".. Da Benedetto XVI in avanti esisterà un papato «politico», esercitato dal pontefice regnante, e uno «spirituale» vissuto in tutt’altro modo, senza occupare la cabina di guida e senza «ritornare alla vita privata», ma in preghiera «dentro il recinto di San Pietro»...."

Capito?

mic ha detto...

se volete avere il polso della situazione, cioè della follia e cecità-ubriachezza generalizzate,
andate un attimo a leggere i commenti deliranti su MIL


Ho provato a farlo, ma sono venuta via senza proseguire oltre, dopo aver trovato a pascolare indisturbati gli stessi commentatori (molti dei quali riconoscibilissimi neocat, che nonostante tutto sono cattolici col 'bollino' e tali possono proclamarsi nonché papisti ad oltranza anche se il Papa non lo hanno ascoltato citando solo gli incoraggiamenti e non i richiami) che lo infestano da sempre e che hanno il dente avvelenato con questo blog - oltre che per i contenuti - anche perché, ovviamente, non li pubblico...

In questo modo il livello delle discussioni è semplicemente inqualificabile.

Anonimo ha detto...

Segnalo questa riflessione di P. De Marco

Anonimo ha detto...

....discorso ai cardinali oggi...: ancora una pietra tombale sulla vera Chiesa Cattolica!!!!
"La chiesa è soggeto vivente in divenire, muta...."
e così il papato.
Rassegnamoci

Anonimo ha detto...

E il papa emerito ieri nell'udienza e nel bel discorso di addio, oggi, ai signori cardinali dice che la chiesa è in divenire e muta...
Di conseguenza muta anche il papato...e il primato: due o più papi a gestire una chiesa che "vive nelle anime"
E'l'apice di una chiesa spirituale...
aiuto!

Luisa ha detto...

A proposito del Corriere del Ticino:

La decisione di Papa Benedetto è, per sua stessa ammissione, di una grande gravità e novità, decisione che ci ha scossi e che taluni, è vero, criticano, ma trovo ingiusto liquidare alcune critiche come lo fa Silini, schernendole e riducendole a rumore gracchiante e a voce stonata e irosa.
È appunto questa novità, che Silini descrive così:

"Da Benedetto XVI in avanti esisterà un papato «politico», esercitato dal pontefice regnante, e uno «spirituale» vissuto in tutt’altro modo, senza occupare la cabina di guida e senza «ritornare alla vita privata»"

ad interpellare ed inquietare, per le perspettive e le incognite che apre, chi ha accolto, vive e analizza la decisione del Papa in modo diverso dalla maggioranza di chi si esprime.
Condivido molto di questo articolo ma non la derisione e lo sprezzo per chi non si unisce al coro osannante per la decisione di Papa Benedetto, coro formato anche da persone che il nostro amato Papa lo hanno ignorato, contestato e contrastato.
Io che voglio bene a Papa Benedetto, con il cuore pesante, anche se non la capisco ancora fino in fondo, accetto la sua scelta, ma non rifiuto di ascoltare chi ci allerta su certe conseguenze che alcune reazioni già ci fanno intravedere.

Luisa ha detto...

Più esattamente il Santo Padre stamattina ha detto, citando Guardini:

" La Chiesa "non è un’istituzione escogitata e costruita a tavolino…, ma una realtà vivente… Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi… Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa, e il suo cuore è Cristo". E’ stata la nostra esperienza, ieri, mi sembra, in Piazza: vedere che la Chiesa è un corpo vivo, animato dallo Spirito Santo e vive realmente dalla forza di Dio. Essa è nel mondo, ma non è del mondo: è di Dio, di Cristo, dello Spirito. Lo abbiamo visto ieri. Per questa è vera ed eloquente anche l’altra famosa espressione di Guardini: "La Chiesa si risveglia nelle anime". La Chiesa vive, cresce e si risveglia nelle anime, che - come la Vergine Maria - accolgono la Parola di Dio e la concepiscono per opera dello Spirito Santo; offrono a Dio la propria carne e, proprio nella loro povertà e umiltà, diventano capaci di generare Cristo oggi nel mondo. Attraverso la Chiesa, il Mistero dell’Incarnazione rimane presente per sempre. Cristo continua a camminare attraverso i tempi e tutti i luoghi."

Anonimo ha detto...

una chiesa che "vive nelle anime"
?!?!?
e che significherebbe in soldoni ?
una chiesa forse "più spirituale, più santa" di quella dei 19 secoli precedenti ?
se l'albero si vede dai frutti!.....

ecco un'altra faccia della grande potenza d'inganno predetta da S. Paolo.
Miserere nostri Domine !

Anonimo ha detto...

soggetto vivente in divenire, muta...."

??

la Chiesa dunque è fatalmente soggetta al "panta rei" e alle capricciose mode del mondo carnale. soggetto a satana !

ecco trionfare l'EVOLUZIONISMO di identità cattolica: Chiesa, dogmi, Sacramenti, LITURGIA, Fede e....certo certissimo:
anche Gesù Cristo -VERBO ETERNO del Padre- deve soggiacere al "tutto muta e si trrasforma", contrariamente a ciò che EGLI STESSO ha detto:

I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole NON PASSERANNO.
STAT VERITAS
STAT CRUX
DUM VOLVITUR ORBIS !

.....e il papa lo dimentica e lo fa dimenticare a tutti i piccoli che ascoltano, confondendosi sempre più .....

Anonimo ha detto...

ma allora va bene, nulla da eccepire.
In fondo, se la Chiesa è un soggetto vivente e in divenire,
questo atto così innovativo di dimettersi fa parte del naturale "divenire" della Chiesa,, chein qualche misura deve adeguarsi ai cambiamenti.
Il papa ci rassicura che essa è "nel mondo ma non del mondo", quindi anche questa novità sconcertante è nel solco del suo essere "nel mondo", senza appartenergli.
No problem, tutto a posto.

Anonimo ha detto...

Tutto a posto, keep calm.

Un commento dal web, pro dimissioni:

"Anche i Papi vanno e vengono. È Cristo il vero timoniere della Chiesa ed è il Vangelo la linfa perenne del Suo Corpo mistico.
In questa ottica anche un Papa emerito
può e deve starci.
Il gesto di Benedetto XVI è di una modernità e di un'umilta che non tutti hanno saputo cogliere.
In questa Sua rinuncia al Pontificato per il bene della Chiesa io vedo ... la vera grandezza di questo Papa mite e, allo stesso tempo, forte e coraggioso."
-------------
OK ?

mic ha detto...

Questo discorso è accettabile perché vero:

La Chiesa vive, cresce e si risveglia nelle anime, che - come la Vergine Maria - accolgono la Parola di Dio e la concepiscono per opera dello Spirito Santo; offrono a Dio la propria carne e, proprio nella loro povertà e umiltà, diventano capaci di generare Cristo oggi nel mondo. Attraverso la Chiesa, il Mistero dell’Incarnazione rimane presente per sempre. Cristo continua a camminare attraverso i tempi e tutti i luoghi."

Quello che ci lascia meno tranquilli è il discorso della Chiesa in divenire... E' ovvio che noi lo interpretiamo nel senso che il divenire riguarda ogni generazione e le espressioni dell'Incarnazione manifestate dalla Chiesa; ma non la sua identità e la sua essenza.

Però, se lo rapportiamo al famoso unico soggetto-Chiesa messo al posto dell'oggetto-Rivelazione nell'altrettanto famoso discorso del 22 dicembre del 2005, le nostre perplessità non possono che aumentare.

Beh, alla fine devo riconoscere che è comunque un parlare ambiguo, caratteristico di questa Chiesa post-conciliare... Dipende da chi e da come lo interpreta: il che non garantisce nessuno!

lister ha detto...

Alla fine degli anni '60, i maoisti esaltavano la "fantasia al Potere" e la "Rivoluzione Permanente" di Mao.
B16 sta mettendo in pratica questi "dogmi". Da oggi il Papa può dimettersi od essere dimissionato in ogni momento dal "collegio dei cardinali" o addirittura dalla Piazza(dimettiti, dimettiti!): questa è Fantasia al Potere. In più, la Chiesa, così dice lui, è "una realtà vivente, e vive in divenire come ogni essere vivente, trasformandosi": questa è Rivoluzione Permanente!
Solo che un Papa (che, grazie a Dio, non è Mao) dovrebbe agire nell'ambito dello Spirito e non della Materia.

Anonimo ha detto...

nell'ambito dello Spirito e non della Materia.
lister, non capisco.

Sopra leggo:

la Chiesa si risveglia nelle anime (Guardini), "vive nelle anime", dice il Papa.
Dunque da queste parole mi pare che il Papa stia muovendo proprio nello Spirito.
Chi ha detto che agisce nella materia ?

Anonimo ha detto...

di più:
Silini dice che
"avremo un papato
«spirituale» vissuto in tutt’altro modo, (diverso da quello politico) senza occupare la cabina di guida e senza «ritornare alla vita privata»".

Proprio questo vedremo:
un contrapporre due figure di papi, papato dello spirito e papato materiale-politico;
il povero piccolo fedele a quel punto che cosa dovrà capire in questo dualismo ?
qual è quello giusto, secondo volontà di Dio ?

Anonimo ha detto...

auspico che qualche sacerdote, compreso del drammatico momento storico che attraversa la sposa di Cristo,

stasera dopo le ore 20.00
(e nei giorni a venire che precedono il Conclave) voglia elevare a Dio la seguente preghiera contro gli assalti di satana alla Chiesa:

“Ergo, draco maledícte et omnis légio diabólica, adjurámus te per Deum + vivum, per Deum + verum, per Deum + sanctum, per Deum, qui sic diléxit mundum, ut Fílium suum unigénitum dáret, ut omnis, qui credit in eum, non péreat, sed hábeat vitam ætérnam;
CESSA DECÍPERE humánas creatúras, eisque ætérnæ perditiónis VENÉNUM PROPINÁRE: désine ECCLÉSIÆ NOCÉRE et eius libertáti láqueos inícere. 
Vade, sátana, INVÉNTOR ET MAGÍSTER OMNIS FALLÁCIÆ, HOSTIS HUMÁNÆ SALÚTIS. 
DA LOCUM CHRISTO, in quo nihil invenísti de opéribus tuis: DA LOCUM ECCLÉSIÆ UNÆ, SANCTÆ, CATHÓLICÆ ET APOSTÓLICÆ, quam Christus ipse acquisívit sánguine suo.
Non ultra áudeas, sérpens callidíssime, DECÍPERE humánum genus, Dei Ecclésiam PÉRSEQUI, ac DEI ELÉCTOS EXCÚTERE ET CRIBRÁRE SICUT TRÍTICUM.”

Amen!

rafminimi@infinito.it ha detto...

Ogg: Sondaggio: Quale nome per il nuovo Papa?!?
Gio 28 Feb 2013 6:05 pm
--- In tradizionecattolica@yahoogroups.com, "LelloM" ha scritto:
La mia proposta è GELASIO III o VITALIANO II.
A voi proseguire.
DIO CI BENEDICA
l'UomochenonfuMAI

Anonimo ha detto...

Il Papa citava

R. Guardini: "la Chiesa è una realtà vivente, che, come ogni essere vivente, si trasforma nell'andar del tempo, ma nella sua natura rimane la stessa; il suo cuore è Cristo"

bernardino ha detto...

Sondaggio Rafminimi, quale nome per il prossimo Papa -

LA MIA PROPOSTA E' """"PIO XIII"""

per la continuita' della vera Chiesa Cattolica Apostolica Romana
e per la Sua continuita'.

Bernardino

bernardino ha detto...

Scusate, volevo dire per la Sua Santita'.