domenica 3 febbraio 2013

Il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede all’attacco dalle colonne del quotidiano Die Welt

Continuano le performances mediatiche del prefetto della Dottrina della fede. Questa volta su Die Welt affronta i principali nodi della crisi che la Chiesa sta vivendo; ma non emerge da parte sua alcuna consapevolezza che questa crisi ha delle cause, che molti studiosi e fedeli hanno individuato come le più serie dalla crisi ariana ad oggi: 
  • la perdita della fede da parte del clero,
  • la trasformazione dello sguardo della Chiesa sul mondo,
  • la modifica del suo ruolo nel mondo e la sua trasformazione in una semplice ONG,
  • la trasformazione della messa, sacrificio propiziatorio, in una semplice assemblea che "festeggia l'eucaristia" nel quadro di una condivisione del pane, sotto la presidenza di un animatore spirituale!
Tutto ciò è unico nella storia della Chiesa ed è gravissimo ! Questa crisi tocca l'essenza stessa della Chiesa, la sua identità e la sua ragion d'essere!

E, invece, insieme ad affermazioni condivisibili, il richiamo al non sequestrare la parola "riforma" - che sempre più appare come il  vero leitmotiv del Concilio -, comincia ad essere deprimente e sempre più frustrante. Ci dà l'impressione che ormai il Vaticano II (che di per sé rappresenta solo una vaga denominazione e non può esser visto come un unicum a sé stante ma è l'insieme dei suoi documenti), è l'unico e solo superdogma del cattolicesimo e sostanzialmente ciò sta a significare che ognuno può credere e fare quello che vuole fino a quando non mette in discussione l'idolo-concilio. Inoltre nessuno potrà mai sapere in cosa davvero consiste quel vago rinnovamento in Cristo, non meglio identificato, che può voler dire tutto e il suo contrario...

Certamente la parola "riforma" suona un po' sinistra... Non potrà aver luogo nessun "rinnovamento" nella vita della Chiesa fino a quando non sarà recuperato il giusto senso del culto liturgico! E fino a quando la "morale" non sarà di nuovo agganciata alla "Verità", da cui scaturisce. Se la verità è oscurata, come oggi, la morale è solo un richiamo alla "legge" e non decisione viva di cuori redenti.

Dulcis in fundo - si fa per dire - l'ennesimo ultimatum alla FSSPX! Dopo Di Noia in modo apparentemente soft, il provvedimento tranchant di Morerod, ecco il Capo-dicastero che dice la sua (e credevamo che il peggio fosse Levada!).

Campagne mirate per screditarci” [parole di Müller]

Contro la Chiesa cattolica c'è un “clima da pogrom”. È molto duro l'attacco lanciato dal prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, monsignor Gerhard Ludwig Müller, dalle colonne del quotidiano tedesco Die Welt. «Delle mirate campagne per screditare la Chiesa cattolica in America del Nord e anche qui da noi in Europa hanno fatto sì che già adesso in alcuni settori i religiosi vengano insultati pubblicamente in modo volgare», nota l'ex vescovo di Ratisbona. «Qui monta una rabbia provocata artificialmente, che di tanto in tanto ricorda già oggi un clima da pogrom», ha aggiunto. Su molti blog e anche in tv vengono avanzati attacchi contro la Chiesa i cui strumenti «risalgono alla lotta delle ideologie totalitarie contro il cristianesimo».

Nel colloquio con la Welt Müller si esprime in modo critico anche sul processo di dialogo tra vescovi e laici attualmente in corso nelle diocesi tedesche. È positivo che ci sia un dialogo, ma bisogna affrontare le questioni essenziali «e non scodellare ogni volta gli stessi problemi». Quali? Müller cita ad esempio la richiesta dei laici di aprire il sacerdozio anche alle donne: questo «non è possibile», non perché le donne valgano di meno degli uomini, ma perché «è nella natura del sacramento dell'Ordine che Cristo sia rappresentato in esso come sposo in rapporto alla sposa».

Altrettanto netto il rifiuto delle unioni omosessuali: «Per la Chiesa cattolica non è possibile accettare le relazioni tra persone dello stesso sesso, simili relazioni non vanno in alcun modo equiparate al matrimonio», nota Müller. Il quale chiude la porta anche a un'eventuale abolizione del celibato: «Il celibato dei sacerdoti corrisponde all'esempio e alla parola di Gesù e ha trovato nell'esperienza spirituale della Chiesa latina una sua particolare espressione». Non ci sono segnali, ha aggiunto, che i responsabili della Chiesa vogliano cambiarlo, partendo da certe idee sbagliate, come se praticare la sessualità, dentro o fuori il matrimonio, fosse una necessità naturale.

Secondo Müller se proprio si vuole parlare di un ristagno delle riforme all'interno della Chiesa, ciò riguarda semmai i «temi essenziali che non vengono affrontati: la partecipazione ai sacramenti, la conoscenza della fede». La parola “riforma” «non può essere sequestrata per frenare il vero rinnovamento in Cristo».

Müller ricorda poi che non si può parlare di una «Chiesa tedesca», bensì della Chiesa cattolica in Germania, e nega che esista un “centralismo romano”: patiamo il fatto che «abbiamo troppa poca unità, la Chiesa non soffre di centralismo, bensì del fatto che le forze centrifughe sono troppo forti».

Il prefetto per la Dottrina della Fede ha infine lanciato un chiaro messaggio ai lefebvriani: abbiamo proposto loro un preambolo dottrinale, ma «finora non c'è stata nessuna risposta. Noi però non aspettiamo all'infinito».
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Fonte Vatican Insider, da Berlino Ferdinando Alviani.

23 commenti:

mic ha detto...

Certamente la parola "riforma" suona un po' sinistra...

Non potrà aver luogo nessun "rinnovamento" nella vita della Chiesa fino a quando non sarà recuperato il giusto senso di culto liturgico!

E fino a quando la "morale" non sarà di nuovo agganciata alla "Verità", da cui scaturisce. Se la verità è oscurata, come oggi, la morale è solo un richiamo alla "legge" e non decisione viva di cuori rendenti.

Anonimo ha detto...

Se non si affrontano le cause prime dei problemi, tutti i problemi successivi creano solo confusione, e la richiesta di obbedienza non è altro che volontà di potenza.

Perplesso ha detto...

Mons. Müller torna a far riferimento al preambolo che, com'è noto, è stato modificato intenzionalmente a giugno 2012, con l'inclusione di elementi noti come inaccettabili da parte della FSSPX. E' questo che ha portato alla attuale situazione di "punto morto".

Mons. Fellay nelle recente conferenza in Canada fa capire che c'è stato l'intervento di alcune persone che si opponevano ad una riconciliazione e che avevano sufficiente influenza per farlo accadere...

Il seguito resta al momento un'incognita.

hpoirot ha detto...

vabbé, io vi ridico la mia idea...

* per l'arianesimo "basto'" un gigante della fede come S.Atanasio.

* per sconfiggre il nestorianesimo ci volle almeno la forza di un Concilio, quello Efeso.

* per ristabilire la dottrina contro un'eresia estesa e refrattatia come il Protestantesimo ci volle il più grande Concilio della storia Chiesa, quello di Trento

Quale eresia potrebbe dimostrarsi tanto resistente da richedere addirittura l'intervento speciale del Cuore Immacolato di Maria?

Forse il Trionfo di Maria avverrà demolendo più grande crisi di tutti i tempi, CIOE 'QUELLA CHE LI LI CONTIENE TUTTI (il CVII) per i quali errori non basto' nemmeno un altro gigante della fede: Mons.Lefebvre...

Allora capiremmo meglio perché Dio ha permesso tutto cio.

Sia chiaro, é solo una supposizione ma avrebbe il merito di chiarire varie cose...

Anonimo ha detto...

la conoscenza della fede...

?

la Fede non è una cosa che "si conosce", ma un dono che si chiede e ottiene con umiltà dall'Alto, (cfr.: "Signore, aumenta la nostra Fede!") lo si accoglie, si alimenta come fiamma viva, nella preghiera, nella Grazia e nella vigilanza contro il peccato, l'eresia e la tiepidezza ad essi conseguente.

Anonimo ha detto...

Possiamo intendere con la parola "fede" sia la risposta dell'uomo all'amore preveniente di Dio sia la virtu' in forza della quale crediamo cio' che la Chiesa ci propone a credere. Non dobbiamo farne una questione terminologica....

Anonimo ha detto...

abbiamo proposto loro un preambolo dottrinale, ma «finora non c'è stata nessuna risposta. Noi però non aspettiamo all'infinito».

1)preambolo:
che cosa contiene esattamente il cosidetto preambolo dottrinale ?
è consentito conoscerlo a tutti i cattolici, visto che riguarda le sorti di tutta la Chiesa ?

2)
Noi però non aspettiamo all'infinito

CHI (e quanti) sarebbero esattamente quei personaggi indicati dal "noi" ?

rm

hpoirot ha detto...

Dire che nel frattempo giurano che il CV2 non c'entra niente con la crisi del post che é dovuta ai soliti ignoti cattivoni che lo hanno interpretato male.

Ma basta vedere come lo hanno interpretato i vari Muller, anche solo negli ultimi 6 mesi, per avere la certezza che il CV2 ha stravolto e quasi ucciso la religione cattolica ...

Intanto che ci dicono che il "subsistit-in" va interpretato bene, aprono e concedono tutto e di più ai luterani mentre equiparano la SPX agli infedeli..

giuseppe ha detto...

"Dopo Di Noia in modo apparentemente soft, il provvedimento tranchant di Morerod, ecco il Capo-dicastero che dice la sua (e credevamo che il peggio fosse Levada!)."
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A proposito del provvedimento tranchant di Morerod, penso che non potesse fare diversamente. Non poteva autorizzare sacerdoti cattolici sospesi a divinis a officiare riti cattolici. Il criterio è giuridico, ma purtroppo è essenziale: l'antigiuridismo è una posizione ereticale, per cui la decisione di Morerod riafferma un principio cattolico che non solo non dovrebbe sorprendere i sacerdoti della SPX, ma dovrebbe stare loro molto a cuore.

Diverso è il discorso per le comunità cristiane non cattoliche. In questo caso, si usa un criterio sia giuridico sia pastorale. Dal punto di vista pastorale, si ammette la preghiera o il rito quando si tratta di comunità che cercano la comunione con la Chiesa Cattolica e chiedono di potersi riunire in una chiesa cattolica senza, però, la pretesa che i loro riti siano cattolici. Dal punto di visto giuridico l'ammissione rimanda alle regole del Direttorio sull'ecumenismo del 1993.

Questo vuol dire che il rapporto della Chiesa Cattolica alla FSPX non è lo stesso che con gli a-cattolici. La Chiesa considera i sacerdoti della SPX come propri e quindi sottoposti alla propria giurisdizione e si aspetta di poter ri-attribuire loro pienemente i munera sacedotali.
Questo atteggiamento dovrebbe essere apprezzato dalla Fraternità, e dovrebbe contribuire a convincerla dell'urgenza della regolarizzazione canonica, piuttosto che equipararsi polemicamente alle comunità separate.

Cesare Baronio ha detto...

Dunque, vediamo di capirci qualcosa...

1. le chiese possono essere date in uso a scismatici ed eretici, in base al Direttorio sull'Ecumenismo

2. le chiese non possono essere date in uso alla Fraternità San Pio X perché non è ha una posizione canonica (sospensione a divinis)

Quaeritur: Se la Fraternità è in comunione con Roma, perché non darle in uso le chiese? Se non lo è, perché non applicare il Direttorio sull'Ecumenismo?

Ah sì, certo: perché "Le richieste da parte delle comunità appartenenti a religioni non cristiane per l'uso di una chiesa o di una cappella riceveranno una risposta negativa. "

Evidentemente la Fraternità San Pio X è considerata una comunità non cristiana...

Luisa ha detto...

il rito quando si tratta di comunità che cercano la comunione con la Chiesa Cattolica "

E su cha cosa lei basa questa sua affermazione?
Le posso garantire che il voler unirsi a Roma è l`ultimo, ma proprio l`ultimo, dei loro desideri e intenzioni!
Sono i nostri pastori che fanno sempre più passi in direzione delle comunità separate, che non dovrebbero essere chiamate Chiese ma che lo sono anche su testi ufficiali della Chiesa.
Guardiamo quel che ci unisce e gommiamo le differenze che non sono che un ostacolo sulla via della riunione!
Ecco il pensiero devastante che si è insinuato nella mente dei cattolici e non solo di casa mia.
Chi difende la nostra fede?
Se non si ha nemmeno il coraggio di affermare e rispettare le differenze?

Anonimo ha detto...

La fede consiste sia nell'affidamento all'amore di Dio che nella virtu' di credere cio' che la Chiesa ci propone di credere. Entrambi gli aspetti sono fondamentali nella vita du un credente.

hpoirot ha detto...

Dunque, vediamo di capirci qualcosa...

Ancora nel 1961 il codice di diritto canonico colpiva di scomunica chi avesse partecipato attivamente a un culto non cattolico, se vi fosse stato un qualunque rischio di scandalo.

A parte il fatto che gli ultimi due papi hanno spesso e volentieri presidiato funzioni religiose bicefale catto-luterane (benedicendo alla fine l'assemblea dei fedeli riuniti
in tandem col pastore/pastoressa di turno) adesso scopriamo che il Direttorio per l'applicazione dei principi e delle norme sull'ecumenismo (n. 137) autorizza a mettere le nostre cappelle a disposizione delle "comunità cristiane acattoliche".

Alla faccia della continuità !

mic ha detto...

Sono i nostri pastori che fanno sempre più passi in direzione delle comunità separate, che non dovrebbero essere chiamate Chiese ma che lo sono anche su testi ufficiali della Chiesa.

Questo è un fatto.

Che il provvedimento di Morerod abbia un suo valore giuridico non si può negare. Ma forse non c'era bisogno di questo giro di vite ufficiale, che fa il paio con il secco ultimatum di Muller, in netto contrasto con lo stile di Di Noia, che sembra rispecchiare maggiormente la mens e il cuore del Papa, nonostante la improbabile e vergognosa smentita del responsabile della Sala Stampa vaticana.
Un vescovo mette per iscritto, nell'esercizio della funzione a cui è stato chiamato, scrive "Avendo ricevuto da Pietro l'incarico di essere strumento di riconciliazione..." e p. Lombardi si precipita (con uno zelo che ci sarebbe piaciuto vedere in altre circostanze a favore del Santo Padre) a dichiarare che ha agito a titolo personale!

Ma dove siamo? In una Chiesa composta di fazioni, di correnti, di centri di potere, di lobbies, di prosternazioni agli ebrei (con tutto il rispetto, ma cosa c'entrano?)... e la chiamano Chiesa-comunione! Con chi?

mic ha detto...

Chi non è stato pubblicato non se la prenda: non accetto messaggi in cui si mettono a confronto protestanti desiderosi di entrare e cattolici renitenti.

Beh, diciamola tutta!
I protestanti che entrano in questa Chiesa forse si trovano abbastanza a casa loro, soprattutto nel culto... Anche se i riti degli Anglicani, ad esempio, sono addirittura molto meno lontani dalla tradizione del NO... che sarà valido quanto vi pare, se lo celebra il Papa, ma che ha dei deficit paurosi!

mic ha detto...

Evidentemente la Fraternità San Pio X è considerata una comunità non cristiana...

Evidentemente la Fraternità è giudicata una comunità cristiana non in perfetta comunione... anche se questa "perfetta comunione" fa acqua da tutte le parti riguardo ad altri contesti ben noti, ma lodati e accolti...

Anonimo ha detto...

Evidentemente per Morerod "cattolico" non è un termine identitario, ma designa una struttura amministrativa.
Però una struttura amministrativa non ha niente a che fare con la Chiesa di Cristo.

Jacobus ha detto...

Se il concilio ha voluto privilegiare la pastorale, non abbiamo in questo caso un esempio di pastorale disastrosa?

Anonimo ha detto...

. e la chiamano Chiesa-comunione! Con chi?
giusto!
a proposito della straripetuta necessaria "comunione con la Chiesa cosiddetta visibile, con ossequio-obbedienza al Magistero vivente ecc.", per cercare luce in questo caos dilagante, e capire che cos'è la comunione, con CHI dobbiamo essere in comunione,
vado a rileggere il Catechismo di S. PIo X che dice chiaramente:
La Chiesa cattolica è la società o congregazione di tutti i battezzati che, vivendo sulla terra, professano la stessa fede e legge di Cristo, partecipano agli stessi sacramenti, e obbediscono ai legittimi Pastori, principalmente al Romano Pontefice .
Per esser membro della Chiesa è necessario esser battezzato, credere e professare la dottrina di Gesù Cristo, partecipare ai medesimi sacramenti, riconoscere il Papa e gli altri legittimi Pastori della Chiesa ... Dunque
... La vera Chiesa si dice Una, perché i suoi figli, di qualunque tempo e luogo, sono uniti fra loro nella medesima fede, nel medesimo culto, nella medesima legge e nella partecipazione dei medesimi sacramenti, sotto un medesimo capo visibile, il Romano Pontefice ...
>> Si trovano fuori della vera Chiesa gli infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati

Di quelle cose che la Santa Chiesa c'insegna, noi siamo sicurissimi, perché Gesù Cristo ha impegnato la sua parola, che la Chiesa non si sarebbe mai ingannata.
La Fede si perde con negare o dubitare volontariamente anche di un solo articolo propostoci a credere ... (San Pio X, Catechismo Maggiore, 50.151.157.225.864.866.867).
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Ora mi spieghi qualcuno come io potrei essere in comunione con il mons. Muller che afferma che i protestanti fanno parte della Chiesa e la FSSPX no ! e con tutti i vari prelati o congregazioni della Fede (!) che ci convincono che nella Chiesa sono accolti anche scismatici ed eretici, mentre i cattolici sono da tener fuori, o abbisognano di una regolarizzazione (dopo uniformazione OBBEDIENTE all'indifferentismo ecumenista?): io questo non lo capisco e non lo accetto affatto come verità di Fede, perchè cozza paurosamente con la Fede di 2000 ANNI.
Dunque ?
Dunque io, credendo a ciò che dice S. Pio X, sono fuori della Chiesa?
non sono più cattolica se resto in comunione con S. Pio X e seguo il suo Catechismo?
e invece il mons. Muller, che dissente da S. PIo X e da tutti i papi della storia fino al 1960, circa le verità dottrinali che ho
sopra riportate, sarebbe un autentico cattolico ?

Beth
(all'anonimo 20.42 che precisava sulla Fede dirò qualcos'altro)

Andrea ha detto...

Ma forse non è questa l'ennesima dimostrazione di come questa sia una Chiesa diversa da quella preconciliare? Voglio dire, è evidente che Pio XII o S. Pio X --anzi, qualunque papa preconciliare-- fulminerebbe molte delle asserzione di Muller, Di Noia, Ratzinger etc. Vorrei anche sapere perchè non è stato pubblicato un mio commento di ieri su Vassallo, la sua ipocrisia ed il suo pessimo cattivo gusto in relazione a certe cose che si ostina a scrivere sulla Campo, che dovrebbe omaggiare al posto dei salamelecchi idioti su GPII e GXXIII.

mic ha detto...

Perché va bene la critica, ma la conclusione era irrispettosa.

Di J ha detto...

Mic dovresti censurare meno e lasciare dire al popolo di Dio tutto ciò che pensono di questi cattivi Pastori.

Gederson Falcometa ha detto...

Don Muller sembra più il direttore della sala stampa della Congregazione per la Dottrina della Fede che il suo Prefetto. Beh, Padre Lombardi non è sempre felice nei suoi commenti, ma è solo un sacerdote e può parlare di nuovo sul quello che aveva detto (è vero che questo non è bello...). Ma nel caso della Congregazione per la Dottrina della Fede, sono parole imprudenti gettati al vento per un arcivescovo che è il suo Prefetto. Onestamente, sarebbe meglio per la Congregazione per la Dottrina della Fede e per tutta la Chiesa, se lei avesse un direttore della sala stampa: un vescovo (o un prefetto di Congregazione romana) non può essere un Padre Lombardi.

"Caritas in Veritatis" è stato oggetto dell'enciclica di Benedetto XVI, e sempre leggiamo un altro ecclesiastico parlare di questo tema. Ma pensate: considerando il caso specifico dei fedeli della FSSPX e tradizionalisti, abbiamo la "caritas in veritatis" ?

Nel caso della Fraternità San Pio X all'interno della Chiesa qualcuno può dare a lei lo stato che vuole, per alcuni è scismatique, per altri è eretica e ci sono quelli che fanno la sua diffesa (come noi), ma nel riguardo di lei è tutto molto informale. Tuttavia, sembra che la "Caritas in Veritatis" è solo per gli eretici, gli scismatici e gli ebrei, perché tutto con loro è piuttosto formale. E 'impossibile aspettarsi una difesa ufficiale della Chiesa dicendo che la Fraternità San Pio X non è scismatica o eretica, ma dire che gli ebrei sono i nemici della Chiesa valle un comunicato ufficiale della Santa Sede in difesa dei fratelli maggiori.

Questo scenario del post-concilio mi ricorda Chesterton, che diceva:

"Gli uomini moderni non sono cattivi, in un certo senso, son fin troppo buoni. Il mondo è pieno di virtù selvagge e messe in subbuglio. Quando un sistema religioso è sconvolto, come il Cristianesimo all'epoca della Riforma, non si scatenano soltanto i vizi. I vizi - rilasciati - dilagano e danneggiano. Ma anche le virtù, lasciate in balia di se stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni. Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane che sembrano come folli: sono divenute folli perché sono scisse una dall'altra e vagano senza mèta". G. K. CHESTERTON, L'ortodossia, Morcelliana, Brescia, 1947, p. 25.

Dopo il Concilio con l'aggiornamento anche la Chiesa "è pieno di antiche virtù cristiane che sembrano come folli: sono divenute folli perché sono scisse una dall'altra e vagano senza mèta". Anche se può parlare di un puritanismo conciliare, come Chesterton li ha definito :

"Il Puritano è una persona che versa una giusta indignazione sulle cose sbagliate."

Perchè questo - sfortunatamente - se applica a quase tutti uomini della Chiesa nel Concilio e post-concilio che hanno veramente una "giusta" indignazione verso la tradizione e una simpatia per altre cose...