sabato 15 febbraio 2014

Da non credere: il Rito Romano Antiquior una sorta di 'moda'?

Da Rorate Caeli, attraverso un lettore della Repubblica Ceca.
Inaudito. Inimmaginabile addirittura in questi termini. Non ci sono parole.

Ieri (Venerdì 14 Febbraio), Papa Francesco ha ricevuto in udienza i Vescovi della Repubblica Ceca recatisi a Roma per la loro visita ad limina.

Nel corso della visita, come di solito accade in questi casi, dopo il discorso ufficiale, il Papa ha ascoltato le domande e le osservazioni dei vescovi. Mons. Jan Graubner, di Olomouc, ha riferito alla sezione ceca della Radio Vaticana che il Papa gli ha detto:

[Jan Graubner:] Quando stavamo discutendo di coloro che amano l'antica liturgia e desiderano tornare ad essa, era evidente che il Papa parlava con grande affetto, l'attenzione e sensibilità per tutti per non fare del male a nessuno. Tuttavia, ha fatto una dichiarazione molto forte quando ha detto che capisce quando la vecchia generazione torna a ciò che ha vissuto, ma che non riesce a capire le generazioni più giovani che desiderano tornarvi.
"Quando cerco di andare più a fondo - ha detto il Papa - trovo che è piuttosto una sorta di moda [in lingua ceca: móda, italiano moda]. E, per il fatto che è una moda, è una questione cui non dare molto peso. È solo necessario mostrare un po' di pazienza e gentilezza alle persone che sono dipendenti da una certa moda. Ma ritengo molto importante andare in profondità nelle cose, perché se non andiamo in profondità, nessuna forma liturgica, questa o quella che sia, ci può salvare".

85 commenti:

Luís Luiz ha detto...

È veramente incomprensibile che qualcuno possa rivoltarsi contro una liturgia così profonda come questa messa-tango a Buenos Aires:
https://www.youtube.com/watch?v=kycbttGNBMc

Alessandro Mirabelli ha detto...

Scusate per le mie parole molto forti ma qui ci troviamo di fronte - ne avevo già avuto sentore nei mesi scorsi - ad un vescovo di Roma al quale, durante gli anni della formazione, purtroppo ... ha ricevuto una formazione (in materia di liturgia e di teologia morale) superficiale. Che Dio mi perdoni. E poi i modernisti rimproveravano a Giovanni Paolo II di aver frequentato un seminario clandestino. Ma l'Argentina ha sempre vissuto un lunghissimo periodo di pace. Che Dio perdoni la mia saccenza.

hpoirot ha detto...

niente di nuovo: sono esattamente le stesse parole che uso' anche Ratzingzer sull'aereo per Lourdes...

Alessandro Mirabelli ha detto...

Ma se il VO e' solo una moda, di grazia ... Santità ... perché i FI sono stati commissariati? E poi se il VO e' solo una moda saprebbe spiegarmi, Santità, perché ad esempio l'ICRSS ha un numero di seminaristi quattro volte superiore a quello delle diocesi di Acqui, Alessandria, Casale Monferrato, Asti e Tortona che hanno tutte insieme una popolazione che supera i settecentomila abitanti?

Fabiola ha detto...

Parla una che frequenta solo la Messa riformata.
Capito, ragazzi?
È tollerabile che i vecchietti abbiano delle nostalgie ma voi, così giovani, con la vita davanti, perché seguire certe mode?
Comunque avrà pazienza e sarà gentile.
Capirete, prima o poi, che state andando contro l'ineluttabile direzione della Storia, che è automaticamente la volontà stessa di Dio. E scoprirete il fascino di quelli che ora chiamate abusi liturgici.
Bah!
Si resta davvero senza parole.

Caterina63 ha detto...

Bè il Papa non ha detto che la Messa antica è "una moda" ma è moda la motivazione che muoverebbe molti di questi giovani ;-)
Infatti conclude dicendo:
"Ma ritengo molto importante andare in profondità nelle cose, perché se non andiamo in profondità, nessuna forma liturgica, questa o quella che sia, ci può salvare".

Non solo per il rito Antico dunque, ma " nessuna forma liturgica, questa o quella che sia" dice il Papa, vissuta COME MODA ... non ci salva ;-)

E' evidente che al Papa NON risultano delle buone MOTIVAZIONI da parte di chi frequenta il rito antico, sta a noi dimostrargli che si sbaglia ;-)
ma se si continua ad interpretare sempre così scorrettamente ogni pensiero che dice, sarà difficile...

mic ha detto...

Hpoirot, Ratzinger non parlò di "moda", dal momento che ha dichiarato il Rito "forma extraordinaria mai abrogata".

E' vero, invece che in quell'occasione parlò di "tolleranza"; il che certo è un po' in parallelo con la "pazienza e gentilezza"... una sorta di compatimento, insomma. Da chi quel rito dovrebbe insegnarcelo e svelarcene le ricchezze incommensurabili!!!

Se le sono perse per la strada?
Quale?

Angelo ha detto...

Una moda durata 20 secoli

mic ha detto...

Non solo per il rito Antico dunque, ma " nessuna forma liturgica, questa o quella che sia" dice il Papa, vissuta COME MODA ... non ci salva ;-)

Grazie al cavolo, Caterina. Questo lo sapevamo!

1. prima afferma che è una sorta di moda.
2. poi che riesce a comprendere la nostalgia di chi ci vuole tornare
3. poi ancora che non comprende i giovani, non perché seguono una moda, ma perché hanno la stessa nostalgia dei vecchi!

La conclusione è ovvia. Ma resta assodato che nessuno può affermare che il Rito Romano Antico è una specie di moda, quando sta parlando del Sacrificio di Cristo, consegnatoci fino alla fine dei tempi durante l'Ultima Cena, ma che non è l'Ultima Cena, come ha detto di recente, ma ci trasporta sul Golgota, così come vi ha trasportato gli Apostoli con l'effundetur = sarà versato (al futuro)!

Luisa ha detto...

Sono parole riferite da un terzo, che le ha riportate probabilmente con una certa soddisfazione, resta il dubbio.
Ma se Jorge Bergoglio ha veramente detto quelle parole, la sua superficialità, che è forse solo ideologia, la sua incomprensione e la sua mancanza di rispetto e considerazione per coloro che scelgono la Messa Antica, lasciano sgomenti.
La Messa Antica, la scelta della Messa Antica, una moda!
E lo pensa dopo aver cercato di andare più a fondo.
Una moda, superficiale, senza peso, solo una moda e come tale dunque destinata a passare, ci vuole solo pazienza e aspettare che i vecchi passino a miglior vita e che i giovani si stufino e passino ad altro!
Sì, papa Bergoglio dovrebbe andare più in profondità, ma non per arrivare, e far arrivare chi non la pensa come lui,là dove lui vuole arrivare , dovrebbe approfondire i motivi per i quali sempre più giovani si avvicinano alla Messa nella sua forma straordinaria, dovrebbe mettersi all`ascolto di quei giovani, umilmente, sinceramente, dopo aver messo fra parentesi le sue certezze -ideologie.


Anonimo ha detto...

Vedo che in queste risposte scrivono anche i "normalisti" (= tutto va bene siete voi che capite male) come Caterina63. Poveretti!!
Purtroppo la realtà è un'altra. Chi si è formato con i criteri modern(isti) non ha la prospettiva della grazia. Un prete che ha il "naso" per la grazia direbbe subito: "Forse certa gente segue il rito tradizionale per nutrirsi spiritualmente". Invece Bergoglio che dice: "Forse lo fanno per seguire una moda...". Non gli viene manco remotamente in testa altro. OGNUNO DA COME GIUDICA MOSTRA IN CHE POSIZIONE (SPIRITUALE) SI TROVA. E questo riguarda anche Bergoglio. Alla faccia dei soliti normalisti che, a questo punto, scuserebbero pure il diavolo!

Amicus ha detto...

"È solo necessario mostrare un po' di pazienza e gentilezza alle persone che sono dipendenti da una certa moda".

Certo. Come verso i F.I., ad esempio.
Secondo me sta organizzando treni con vagoni piombati per il nostro trasferimento in qualche campo di rieducazione cinese nel deserto del Gobi...

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Continuino pure a chiamarla "moda" e a torcersi il fegato perché non passa di moda.

Mostrando ad un gesuita l'altare tridentino e l'assenza di un tavolo vaticansecondista, ho detto: "vede? questa chiesa si è salvata dallo scempio postconciliare..."

Il gesuita è rimasto bloccato come una statua di sale per alcuni secondi per poi farfugliare tra i denti qualcosa di "clerically correct".

Aggiungo perciò un'altra crocetta al mio scapolare (modello "Barone Rosso") in quanto responsabile di un altro fegato gesuitico rovinato.

hpoirot ha detto...

DOMANDA: Che cosa dice a coloro che in Francia temono che il Motu proprio "Summorum pontificum" segni un ritorno indietro rispetto alle grandi intuizioni del Concilio Vaticano II? In che modo può rassicurarli?

BENEDETTO XVI: È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa liturgia...


mic, io continuo a preferire la chiarezza di Francesco, perché i due dicono in sostanza la stessa cosa ma Francesco é almeno esplicito.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2008/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20080912_francia-interview_it.html

hpoirot ha detto...

Notare che nella stessa intervista Ratzinger aveva il coraggio di affermare

DOMANDA: ...Pensa che a causa della laicità la Francia stia perdendo la sua identità cristiana?

BENEDETTO XVI: Mi sembra evidente oggi che la laicità di per sé non è in contraddizione con la fede. Direi anzi che la laicità è UN FRUTTO della fede...

Se come ci assicura Ratzinger la laicità é frutto della fede, di cosa sono frutto i frutti della laicità? Per logica deduzione anche matrimonio omosex, eutanasia, teoria del gender... (che guarda caso arrivano tutti dalla Francia) sono frutti della fede.

hpoirot ha detto...

O ancora:

DOMANDA: ...quali sono gli autori francesi, laici o cristiani, che L'hanno maggiormente colpito

BXVI "...naturalmente la teologia del secolo del Concilio Vaticano II. Ho avuto il grande onore e la gioia di essere amico del padre de Lubac, una delle più grandi figure del secolo scorso, ma ho avuto anche buoni contatti di lavoro con il padre Congar, Jean Daniélou e altri."


Oh ragazzi, contenti voi...

Silente ha detto...

Carissima Mic: tu commenti: "inaudito, inimmaginabile" riguardo alle parole del Papa. Capisco il senso dialettico del tuo commento. Ma, perdonami, il pensiero espresso da Francesco non è né inaudito, né inimmaginabile, ma perfettamente coerente, consequenziale e necessario rispetto alla sua filosofia modernista e storicista.

Poi, non trovi che sia commovente la sua accondiscendente benevolenza ("pazienza e gentilezza") verso noi poveri minus habens tradizionalisti? Di fronte a tali elevate espressioni, non provi anche tu un sincero afflato di gratitudine per cotanto, sincero affetto nei nostri confronti, noi peraltro così immeritevoli, irriconoscenti, impenitenti e irragionevoli "sudditi ribelli" ?
Non provi anche tu la spinta ad andare ad abbracciare, piangenti, le ginocchia di Padre Bianchi, implorando il suo perdono?



Anonimo ha detto...

magari, si spera di no, va più di moda questo, almeno in certi ambienti. g.e.l.:
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-ci-voleva-giancarlo-elia-valori-per-dire-quello-che-tanti-pensano-ma-non-41448.htm
http://www.formiche.net/2013/09/18/papa-giovanni-xxiii/
http://kelebeklerblog.com/tag/giancarlo-elia-valori/

Luisa ha detto...


Hercule, stiamo parlando di papa Bergoglio, di frasi che avrebbe detto, che bisogno c`è di riscaldare sempre e ancora la stessa monotona e inacidita minestra contro Benedetto XVI?
È vero che Benedetto XVI aveva parlato di "tolleranza" rispondendo alla domanda di un giornalista, riempiendo di giubilo i nemici della Messa Antica, sono consapevole che dopo il suo grande dono del Summorum Pontificum non ha posto atti e-o detto parole di concreto appoggio a chi sceglie quella forma del Rito Romano, ma è scorretto riprendere dalle sue parole solo quel che fa comodo.
Nella sua lettera di accompagnamento al S.P. Benedetto XVI ha detto questo:

Subito dopo il Concilio Vaticano II si poteva supporre che la richiesta dell’uso del Messale del 1962 si limitasse alla generazione più anziana che era cresciuta con esso, ma nel frattempo è emerso chiaramente che anche giovani persone scoprono questa forma liturgica, si sentono attirate da essa e vi trovano una forma, particolarmente appropriata per loro, di incontro con il Mistero della Santissima Eucaristia. Così è sorto un bisogno di un regolamento giuridico più chiaro che, al tempo del Motu Proprio del 1988, non era prevedibile...

Leggiamo anche che:

" Nella storia della Liturgia c’è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso."

O...addirittura una "moda" frivola e passagera!

Luisa ha detto...

"Fate casino"!
Questa la parola d`ordine di papa Bergoglio ai giovani durante la GMG.
Sembrerebbe, se le parole riportate dal vescovo ceco sono veramente sue, che per Jorge Bergoglio c`è casino e casino.
Il casino che fanno i giovani, compresi i numerosi giovani che riempiono i seminari tradizionali ( anche quelle vocazioni sono il frutto di una moda?), sembra porre un problema a Bergoglio, quel casino sembra disturbarlo, non entra nei suoi parametri ideologicici.
Quello dei giovani cattolici tradizionali sarebbe, per papa Bergoglio, un casino isopportabile da far cessare al più presto, per i FFI, no problem, ha usato la sua autorità, come e che cosa farà per scoraggiare i giovani e meno giovani cattolici tradizionali l`avvenire ce lo dirà.

Cesare Baronio ha detto...

...ancora la favoletta dei vecchi rintronati che ormai hanno imparato a memoria Introibo ad altare Dei e quindi poveretti lasciamoli al loro giocattolino liturgico che tanto prima o poi si toglieranno di mezzo! Sono quarant'anni che questi rimbambiti dovrebbero essersi tolti dai piedi: rimbambiti nella FSSPX, nell'ICRSS, nei FFI, nella FSSP, nell'IBP, Una Voce e via elencando. Peccato che la maggior parte di loro non abbia mai vissuto il preconcilio, perché era ancora in mente Domini.

La sufficienza di Bergoglio tradisce un preconcetto offensivo per la Tradizione e per la Chiesa: la Messa cattolica non è oggetto di mode, casomai ha dimostrato di esserlo la liturgia riformata, che cambia ad ogni stagione accorciando il Sacerdozio qui, stringendo la dottrina là, sopprimendo il latino, proponendo canzonette che nemmeno a Sanremo. Come fu una orrida moda il Vaticano II, desideroso di compiacere le minigonne teologiche e le scollature morali che il mondo chiedeva...

Permettiamoci di guardare dall'alto questi meschini: il Signore li spazzerà via con un soffio della Sua bocca.

seraafino ha detto...

non può essere ***improvvisamente*** del ***tutto*** proibito [...]."
Il che vuol dire, che si apre la strada a PROIBIRLO ***GRADUALMENTE*** e/o ***PARZIALMENTE***.
Mi sembra lapalissiano.

Anonimo ha detto...

Mah lo sapete come bergoglio aveva definito il SP alla sua uscita? Un capriccio 'de un viejo loco' e lo ha sempre avversato , in pratica frapponendo un mare di ostacoli, la messa VO si celebrava il sabato pomeriggio ad un orario impossibile in una chiesa periferica difficile da raggiungere e Baires è una città immensa.....

Angelo ha detto...

Nella storia della liturgia non c'è rottura

Sono perfettamente d'accordo con HPoirot. Almeno Francesco parla chiaro. Non ci sono contorcimenti nei suoi discorsi. Per credere che non c'è rottura nella storia della liturgia, si deve essere sciocchi, in malafede o hegeliani. Ratzinger, fino a prova contraria, è hegeliano. Su molte altre cose: ad es., l'incredibile teoria sulla laicità.

RAOUL DE GERRX ha detto...

Après la scandaleuse interview donnée à Scalfari au début de son pontificat, ce qui peut encore sortir de la bouche de Bergoglio a-t-il la moindre importance ? 

Cet amateur de tango est un cas sans espoir.

Anonimo ha detto...

Parole che evidenziano perfettamente diverse cose:
1) totale cecità delle nostre gerarchie (con solo qualche lodevole eccezione) che non vedono (o non vogliono vedere?) che l'attaccamento al Vetus Ordo è motivato dalla conservazione della fede.
2) non si vede che il rito nuovo rappresenta un "impressionante allontanamento" dalla fede cattolica (cardinale Ottaviani).

il non capire perchè ci siano giovani attratti dal Vetus è la prova provata che tale cecità è di matrice ideologica.

L'ideologia è in quanto a decorso, come l'influenza: per passarte deve fare il suo corso (si noti che ho detto che è come l'influenza specificando che lo è solo in quanto al decorso. In quanto ai danni so bene che l'ideologia modernista è ben più grave di una influenza, ed è un cancro maligno)
Aloysius

rafminimi ha detto...

Del resto questo è il programma "Ratzinger" per disinnescare il problema "Messa antica", sin dal 1985:
a)Prendere le distanze e reprimere ("sulla carta", ovvero limitandosi a poco più delle parole) gli abusi liturgici più platealmente gravi;
b) concedere qualche "riserva indiana" per i cultori della Tradizione;
c)organizzare studi prestigiosi per sostenere che i due riti, non solo sono forme diverse dell'unico rito, ma che, altresì, quanto meno nelle forme più solenni le somiglianze sono maggiori delle differenze;
d) pian pianino far filtrare tra i tradizionalisti i concetti che, prima, il loro è un "carisma" tra gli altri, quindi debbono rinunciare ad ogni pretesa di esclusivismo e poi che si dovranno pur svegliare dal sonno.

Anonimo ha detto...

a messa VO si celebrava il sabato pomeriggio ad un orario impossibile in una chiesa periferica difficile da raggiungere e, fatto esplicitamente vietato persino dall'indulto del 1984, SEGUENDO IL CALENDARIO ED IL LEZIONARIO N.O.

Miserere ha detto...

La vecchia abitudine di Bergoglio di offendere i "diversamente cattolici". Certo, la cappella del Sagrado Corazón del quartiere di Flores a Buenos Aires che lui ha mandato chiudere era perché i fedeli lì seguivano una "moda" sbagliata, soprattutto i giovani che la frequentavano.

una sola fede ha detto...

"Nelle calamità e angosce che ci hanno colpiti in questi anni da quando Giasone [sommo sacerdote, II sec. a.C.] e i suoi partigiani hanno APOSTATATO dalla città santa e dal regno, incendiando il portone e versando sangue innocente, noi abbiamo pregato il Signore e siamo stati esauditi".
(2 Mac 1, 7-8)

Anonimo ha detto...

Sospetto che l'avversione alla tradizione più che la forma riguardi i valori. La Nuova Chiesa è ora perfettamente conforme con il pensiero unico globale e con i suoi padroni planetari. Non ammette altri valori e dogmi, non tollera dissensi su questo. Si può dire che questi nuovi dogmi sono il suo unico punto fermo, spacciato per la vera interpretazione del pensiero di Cristo. Altrimenti non si capirebbe perchè all'interno del mondo cattolico sono comunemente ammesse o caldeggiate tutte le posizioni progressiste anche estreme mentre la repressione è fulminea, efficientissima e inesorabile per tutti gli altri. Altrimenti non si capirebbe perchè la Chiesa è singolarmente sfuggente, silenziosa e latitante quando ad essere attaccati, discriminati, perseguitati e anche massacrati sono i cristiani. La faccenda purtroppo va ben oltre a questioni di rito e forma.
Miles

Luís Luiz ha detto...

L'arcivescovo ceco osserva che quando parla della Tradizione Francesco perde la sua consueta tenerezza. È ovvio che c'è dell'odio qui. Il problema è come pensare onestamente, senza equilibrismo teologico, un Papa che odia la Tradizione? Purtroppo, per me è ogni giorno più difficile. Anche perchè il Papa non è una realtà supra-razionale, ma il segno della visibilità della Chiesa, la pietra visibile e concreta.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Segnalo l'esilarante articolo di Socci su Libero di oggi secondo il quale c'è un patto segreto fra i due Papi. Leggetelo, e' iniziato il carnevale

Anonimo ha detto...

Aumenteranno le diocesi avverse o doppiopesiste spesso in combutta col potere politico: da un lato sofismi formalistici
fino a negare la stessa evidenza legittimante del Summorum Pontificum; dall’altro lato chiese cattoliche rilasciate ad acattolici di ogni genere e ai loro ministri, abbracci sincretistici con bonzi, imam, rabbini, bahà’i e quant’altri, allo scopo di creare una superchiesa o, peggio ancora, un “laboratorio interreligioso per la pace nel mondo”.

mic ha detto...

L'articolo di Socci è qui

http://www.antoniosocci.com/2014/02/i-due-papi-e-noi-cosa-sta-veramente-accadendo-nella-chiesa/

conseguenze ha detto...

Aumenteranno le diocesi avverse o doppiopesiste spesso in combutta col potere politico:
1. da un lato sofismi formalistici fino a negare la stessa evidenza legittimante del Summorum Pontificum;
2. dall’altro lato chiese cattoliche rilasciate ad acattolici di ogni genere e ai loro ministri, abbracci sincretistici con bonzi, imam, rabbini, bahà’i e quant’altri, allo scopo di creare una superchiesa o, peggio ancora, un “laboratorio interreligioso per la pace nel mondo”.

Anonimo ha detto...

La descrizione delle varie fasi di "normalizzazione" del popolo suddito nella chiesa conciliar-OGM, mediante estirpazione del desiderio liturgia VO dalle menti dei cattolici renitenti, (giovani o vecchi non importa) enunciata in 4 punti da RAFMINIMI, è molto verosimile e verificabile da chiunque osservi da anni l'andamento dell'opposizione dei potenti e la debolezza della legge Mp in favore dei nostalgici.
La realtà è quella, e segue da vicino i metodi di persuasione o "rieducazione" usata in tutti i regimi totalitari, stalinista in primis.
Dunque vorrei che Luisa rispondesse con qualche argomento valido al commento di Rafminimi, che aprirebbe gli occhi ai ciechi nati, circa il progredire inarrestabile della prassi rivoluzionaria, con quelle bastonature dall'alto DOPPIOPESISTE, o pastoralmente inqualificabili che lei stessa denuncia, ma che NON sono iniziate con Bergoglio, basti ricordare gli atroci episodi della diocesi di Evreux....

dr

Anonimo ha detto...

Mi pare un commento che fa giustizia di tante speranze e di tante pie illusioni... eppure quella richiesta di andare in profondità fa pensare che un filo di fumo di incenso sia filtrato nella fortezza modernista...

Anonimo ha detto...

è molto evidente, dopo il primo anno del suo pontificato, che per Bergoglio non soltanto è l'amore per la liturgia che viene da Cristo una moda, ma anche l'amore per la verità...di questi amori egli non condivide nessun attacamento nè infezione...

Conosco personalmente un religioso che ha scritto Bergoglio un anno fa chiedendo permesso per restabilire le osservanze evangelice del suo ordine con il rito antico...

Per un anno ha aspettato una risposta in vano da questo uomo con la lengua scivolosa..


evidentamente il modernismo di Bergoglio è già una dogma infallibile e immutabile, eterno, una regola valida per giudicare e rigettare tutta la storia, la Tradizione, la santità e la verità della Chiesa...


Osservatore

Anonimo ha detto...

Ho visto una trasmissione dedicata a G. XXIII, papa che io, data l'età, non ho conosciuto granché, ebbene si raccontava che lui in Turchia celebrava le messe in turco ed erano anni lontani assai dal vat2 e che, inviato in Francia, avesse amicizie non proprio in tema e predicasse già allora la collegialità fra tutte le confessioni, a partire dai fratelli maggiori e una volta papa era quella l'impronta che voleva dare alla cc, una chiesa in mezzo al mondo in evoluzione e in progresso continuo ed inarrestabile, ora dopo aver letto da qualche parte in spagnolo che il vdr nel 2005 pensò a lungo se accettare o no l'elezione ed aveva scelto pure il nome, Giovanni XXIV, poi rinunciò.....per prepararsi al meglio, adesso cosa fatta capo ha, c'è niente da lamentarsi poi non in tutti i posti ci sono resistenze al VO, in tanti luoghi si può tranquillamente celebrare, mancano le folle, d'altra parte basta andare nelle chiese normali e vedere quanta gente c'è e l'età media....minus habentes per il plurale, per favore almeno il latino corretto...... Anonymous.

Luisa ha detto...

Spero che quelle parole che un vescovo ceco ha messo nella bocca di papa Bergoglio non arrivino sotto gli occhi dei quattro giovani adulti che servivano Messa oggi nella mia città, come potrebbero sentirsi nel vedere quanto poco rispetto e amore ha il Papa per loro?
Certo che deve essere un irritante grattacapo per Bergoglio la realtà di quei giovani che scelgono di vivere la loro vocazione nella forma tradizionale, di quei giovani e di quelle giovani famiglie che amano e sono legati alla Messa Antica.
Come ho già detto l`irritazione FFI l`ha risolta usando il bastone senza misercordia alcuna, che cosa tenterà papa Bergoglio per far passare a quei giovani ( i vecchi se se infischia, la loro morte risolverà parte del problema) quel che lui giudica essere solo una "moda", un`infatuazione passagera?

Luisa ha detto...

Ho letto l`articolo di Socci, spero di non essere offensiva se dico che casca dal pero!
Scrive:

“Il ‘sempre’ è anche un ‘per sempre’ - non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo”.
E’ incredibile che una frase simile sia passata inosservata. Se le parole hanno un senso, infatti, qua Benedetto XVI afferma che rinuncia “all’esercizio attivo del ministero”, ma tale ministero petrino, per quanto lo riguarda, è “per sempre” e non è revocato. Nel senso che la sua rinuncia riguarda solo “l’esercizio attivo” e non il ministero petrino."


Ma Socci, è da un anno che su questo blog, e non solo, si discute di quella che è una situazione per lo meno anomala e foriera di confusione: la presenza e coabitazione nella Chiesa di un Papa in esercizio attivo e di un Papa in esercizio passivo e contemplativo.
Un mandato ricevuto dal Signore non può essere revocato, è per sempre.

Valerio T. ha detto...

ho letto il post sulle esternazioni di Sua Santità... In un primo momento, sono rimasto sorpreso dalla leggerezza delle parole, poi riprendendomi, ho avvertito un senso di disagio, riportando il tutto alla persona che dovrebbe confermare i fratelli nella fede. Per tanti aspetti, il S. Padre deve queste affermazioni ad un approccio piuttosto comune fra i sacerdoti di quella generazione, per di più il suo essere gesuita argentino, lo portano alla conclusione che si tratti solo di moda; anche in questa situazione, appare evidente che certe riforme sono state imposte da un clericalismo che pensava di avere un "potere" assoluto, cercando con il lavaggio del cervello e l'imposizione subdola, di raggiungere il proprio scopo di dominio e non di servizio. A distanza di tempo, la loro moda sta passando di moda, e per uno speciale dono, sicuramente non duvuto soltanto ad atti di tolleranza (SP), ma più alla Grazia, nuove generazioni, sentono il desiderio di abbeverarsi alle fonti limpide della S. Messa cattolica, non ai pozzi avvelenati del modernismo. Il Signore non ci abbandona, e con numerosi segnali ("signa tempora scrutari" come diceva il Vat. II) ci spinge a rimanere cattolici. La questione non è tra progressismo o tradizionalismo, come sovente si banalizza, ma tra l'essere cattolici o niente (il sale scipito). Grazie.

Cesare Baronio ha detto...

Il mio commento all'articolo di Socci è qui:

http://opportuneimportune.blogspot.it/2014/02/antonio-socci-e-il-mysterium-pontificum.html

Gederson Falcometa ha detto...

Francesco parla di moda in ciò che riguarda la Messa di S. Pio V e parla di ritenere molto importante andare in profondità nelle cose. Ma parlare così della Messa è della profondità di un piattino.

Oggi ho letto una intervista di Alexey Komov dal titolo "L'aborto, la Russia e Fatima" - http://www.culturacattolica.it/?id=17&id_n=34829 . È sorprendente il cambiamento di mentalità in Russia. Adesso loro non hanno una crise di fede come abbiamo in occidente e con tutte le notizie che arrivano da lì, viene in mente la domanda provocatoria per l'autorità cattolica:

Per avere una nazione e un occidente cristiano, dovremmo aspettarci la crescita della Chiesa ortodossa?

viandante ha detto...

Ecco alcune frasi di papa Francesco riguardanti la liturgia:

«Le Chiese ortodosse hanno conservato la liturgia che è tanto bella. Noi abbiamo perso un po' il senso dell'adorazione. Loro adorano Dio e lo cantano, non contano il tempo.(…) Abbiamo tanto bisogno di questa aria fresca dell'Oriente, di questa luce». 31 luglio 2013

«Quando parlo di liturgia mi riferisco principalmente alla santa messa. La messa non è una rappresentazione, è un’altra cosa. È vivere un’altra volta la passione e la morte redentrice del Signore. È una teofania: il Signore si fa presente sull’altare per essere offerto al Padre per la salvezza del mondo».
E poi ancora: «La liturgia è tempo di Dio e spazio di Dio, e noi dobbiamo metterci lì nel tempo di Dio, nello spazio di Dio e non guardare l’orologio. La liturgia è proprio entrare nel mistero di Dio, lasciarsi portare al mistero ed essere nel mistero. È la nube di Dio che ci avvolge tutti». 10 febbraio 2014

«Quando cerco di andare più a fondo [riguardo al ritorno alla Messa tridentina dei giovani] trovo che è piuttosto una sorta di moda. E, per il fatto che è una moda, è una questione cui non dare molto peso». 14 febbraio 2014

Ma Santo Padre, non ricorda che anche le nostre Messe cattoliche suggerivano il sacro ai fedeli, senza bisogno di dover volgere lo sguardo agli ortodossi?
Santo Padre non pensa che i giovani nella Messa tridentina trovino quell’aria fresca di cui lei sente che noi abbiamo bisogno? Ma Santo Padre come fa a non avvertire una certa contraddizione nel suo parlare tra quando magnifica la liturgia ortodossa o il santo sacrificio dell’altare e quando sminuisce la devozione di coloro che vogliono per la Chiesa cattolica ciò che le è proprio da sempre e cioè dare gloria a Dio con la sublime celebrazione della Santa Messa di sempre?

Turiferario ha detto...

Qualche anno fa (specialmente prima del Summorum) la risposta circa il rito antico sarebbe stata immancabilmente che non interessava più a nessuno, che senso poteva avere oggi riproporlo e cose di questo tenore. Ora le cose sono mutate, non si può più dire questo e allora si dice che è una a moda passeggera. Della realtà insomma alla fine si deve tenere in qualche modo conto. Questo vale sia se le parole riportate sono farina del sacco di Papà Francesco sia che siano del sacco di chi le ha riportate.

rosa ha detto...

1) e' di origine piemontese,
2) e' argentino,
3) e' gesuita,
4) ha capito da gran tempo, o e' cosi di carattere, che un colpo al cerchio ed uno alla botte, e la barca, bordesando bordesando, va.
Se e quando scoppiera' la tempesta, o arrivera' il diluvio, lui non ci sara", e che gli altri si arrangino.
a' da passa' 'a nuttata...
Rosa

Amicus ha detto...

Nonostante Socci improvvisamente, e solo dopo tanti mesi di discussione su questo blog sulla strana rinuncia di Papa Ratzinger al solo ministero attivo, "cada giù dal pero" - per usare l'espressione di Luisa - e nonostante le sue solite frecciatine polemiche contro i "lefebvriani", mi sembra che questo articolo sia importante. Nel senso che funge un po' da cassa di risonanza, ed ha il merito di far conoscere il problema ad un pubblico più vasto.
E la cosa è importante, perchè mi sembra che pochi abbiano rilevato come la coesistenza di due Papi, uno in 'servizio attivo' e l'altro "emerito" in 'servizio contemplativo', sia distruttiva del Papato stesso: si tratta in realtà di un attacco ancor più subdolo e devastante rispetto al prossimo venturo decentramento collegiale prospettato da 'Francesco'.

Anche se è cascato solo ora giù dal pero, mi sembra che Socci sia davvero onesto ed anche abbastanza coraggioso, rispetto ad altri suoi colleghi, che finora brillano solo per conformismo o adulazione nei confronti della nueva iglesia bergogliana.
E siccome è sincero ed onesto, sono sicuro che, informandosi meglio sui famosi "lefebvriani", prima o poi si accorgerà che si tratta semplicemente di cattolici tout-court.

Anonimo ha detto...

Viene da chiedersi per quale motivo, visto che la Liturgia tridentina è una questione cui non dare molto peso, a dire del Papa, essa sia stata vietata ai Francescani dell'Immacolata e venga costantemente boicottata dai Vescovi.

Anonimo ha detto...

@ hpoirot
"Benedetto XVI: Mi sembra evidente oggi che la laicità di per sé non è in contraddizione con la fede. Direi anzi che la laicità è UN FRUTTO della fede..."

> “Laicità, Cristianesimo, Occidente: un profilo storico”
http://www.zenit.org/it/articles/laicita-cristianesimo-occidente-un-profilo-storico-prima-parte
http://www.zenit.org/it/articles/laicita-cristianesimo-occidente-un-profilo-storico-seconda-parte

liturgia pensiero Ratzinger:
"..a lungo termine la Chiesa romana deve avere di nuovo un solo rito romano. L’esistenza di due riti ufficiali per i vescovi e per i preti è difficile da «gestire» in pratica. Il rito romano del futuro dovrebbe essere uno solo, celebrato in latino o in vernacolo, ma completamente nella tradizione del rito che è stato tramandato. Esso potrebbe assumere qualche elemento nuovo che si è sperimentato valido, come le nuove feste, alcuni nuovi prefazi della Messa, un lezionario esteso - più scelta di prima, ma non troppa -, una «oratio fidelium», cioè una litania fissa di intercessioni che segue gli Oremus prima dell’offertorio dove aveva prima la sua collocazione.."
http://neocatecumenali.blogspot.it/2009/08/inedito-clamoroso-di-benedetto-xvi-la.html
m

Luís Luiz ha detto...

La questione non è tra progressismo o tradizionalismo, come sovente si banalizza, ma tra l'essere cattolici o niente (il sale scipito).

D'accordo al 100%.

Anonimo ha detto...

trovo interessantissime queste parole del papa perchè fanno capire tante cose:
incapacità di comprendere che l'attaccamento al rito antico non è una moda ma una esigenza. Sarebbe come se un nutrizionista dicesse di non capire perchè molti giovani amano e riscoprono i cibi tradizionali e genuini.....

da queste parole però si percepisce la contraddizione: se è una moda a cui non dar peso, perchè tanta ferocia per proibire ai frati immacolati tale messa? Perchè? dire che non si deve dare importanza e poi si dà tantissima importanza a tale messa da proibirla ai buoni frati e da proibirne la celebrazione mensile nella basilica di santa Maria Maggiore?

La verità è un'altra: ci si vuole convincere che sia una moda, ma sotto sotto, foss'anche solo nell'inconscio, si sa anche fin troppo bene che moda non è. Ecco spiegato il feroce accanimento per proibirla, limitarla, circoscriverla......

Queste parole dimostran pure la debolezza delle posizioni progressiste in materia. Se il novus non viene imposto con la forza, da solo non si imporrebbe, perchè è fragile.

una sola fede ha detto...

"non pensa che i giovani nella Messa tridentina trovino quell’aria fresca di cui lei sente che noi abbiamo bisogno?"

Concordo, Viandante. Oggi, ad esempio, alla Messa Tridentina cui ho partecipato il numero dei giovani e dei giovani adulti era NETTAMENTE superiore a quello degli anziani presenti...e non è certo la prima volta.

E il silenzio orante e adorante ogni volta stupisce e commuove.

OS ha detto...

invito a leggere quanto segnalato da M 16:38
Grandiosa sintesi del vcv Crepaldi

> “Laicità, Cristianesimo, Occidente: un profilo storico”
http://www.zenit.org/it/articles/laicita-cristianesimo-occidente-un-profilo-storico-prima-parte
http://www.zenit.org/it/articles/laicita-cristianesimo-occidente-un-profilo-storico-seconda-parte

Anonimo ha detto...

Il sacrificio di Cristo si ha e si rivive pienamente e in egual misura nella S Messa N O.
E siccome le forme sono equivalenti, ovvero non è che una forma è superiore all' altra e di conseguenza si capisce che il Papa veda in tutta questa operazione revival solo una voglia di persone che cercano solo di distinguersi
fil

mic ha detto...

l sacrificio di Cristo si ha e si rivive pienamente e in egual misura nella S Messa N O.

Le faccio notare che la sua è un'affermazione apodittica e lapidaria che, al contrario dei kilometri di pagine più che dimostrative dei "discostamenti" teologici ed ecclesiologici delle due cosiddette 'forme', non dimostra nulla e, di conseguenza trae una conclusione arbitraria.

L'unica cosa che ci preme "distinguere" - o, meglio, custodire e salvaguardare - è il dono inestimabile e inalienabile che abbiamo ricevuto dal Signore nella Sua Chiesa.

Luisa ha detto...

Per chi legge il francese la discussione sullo stesso tema:

http://www.leforumcatholique.org/message.php?num=744225

Anonimo ha detto...

Provocazione o stupidità?
Propenderei per la seconda...

da Le F.C. ha detto...

Questo papa non rappresenta l'universalità (cattolicità) romana, ma quella parte di chiesa che ha interiorizzato le riforme di Giovanni XXIII e di Paolo VI con una certa sfasatura nei tempi, con un certo ritardo

Nel momento stesso in cui l'Occidente Europeo e Nord Americano torna lentamente alla tradizione, i cardinali del Sud o del terzo Mondo ci hanno mandato un papa che è ancora mentalmente all'accoglienza delle novità degli anni 70 !

Come detto altre volte, Francesco, è Paolo VII !

N.C. su Le F.C. ha detto...

E' invece più un fatto personale.

Secondo de Mattei, la coalizione Reno + Liberali dell'America Latica fu la chiave del concilio, e, in un certo modo, è la stessa coalizione che ha eletto Bergoglio, più vicino a Kasper e Lehmann, piuttosto che al Cardinale conservatore di Lima, Cipriani Thorne (Opus Dei) o ad un cardinal Ranjith.

Latinista ha detto...

A lungo si è discusso de "la coesistenza di due Papi, uno in 'servizio attivo' e l'altro "emerito" in 'servizio contemplativo'", come ora ricorda Amicus.
Mi chiedo se ne valga davvero tanto la pena.
Siamo tutti d'accordo che un Papa a mezzo servizio non esiste: o lo si è, o non lo si è. Il famoso discorso di Benedetto XVI - un discorso che non ha niente che fare col magistero, correggetemi se sbaglio - sembra aver introdotto una distinzione tra "servizio attivo" e "servizio contemplativo".
Però sappiamo anche tutti che l'11 febbraio Benedetto XVI, con atto solenne, ha rinunziato ad essere Papa a decorrere dalla sera del 28. Da allora non è stato più Papa. Per niente. Può essere interessante capire che cosa intendesse parlando di "sevizio attivo" ecc., ma qualunque risposta e spiegazione riguarderà solo il pensiero di Ratzinger, non la realtà delle cose.

Quindi c'è poco da costruirci sopra teoremi e complotti, e da prendere la cosa più sul serio di quanto non meriti, per quanto sia disturbante. E quindi anche la questione del "Papa emerito", per quanto anch'essa lasci perplessi, mi pare sia meramente terminologica, e non ontologica, nel senso che non riguarda la realtà delle cose, ma solo il nostro modo di chiamarle. Poteva farsi chiamare altrettanto bene, o altrettanto male, "ex Papa", "già Papa", "vecchio Papa", "Papa rinunziatario", "vescovo emerito di Roma" o in chissà quanti altri modi. Resta il fatto che è stato Papa e non lo è più, in nessun modo.
Questo dovrebbe essere chiaro a chi, come noi, si ferma un momento a riflettere su queste cose.

Il problema, come del resto si è anche detto più volte, è piuttosto per chi non ci riflette - e probabilmente sono la maggior parte. Loro si vedono presentare due signori vestiti di bianco che si fanno chiamare entrambi Papi. "Il Papa" in effetti è quello buono, ma ogni tanto si vede anche quell'altro, che purtroppo è ancora lì. Così hanno l'illusione che di Papi ce ne siano due, e magari non vanno oltre questa illusione. Un problema di immagine, "pastorale", se vogliamo, e naturalmente non si può escludere la malafede da parte di qualcuno nel propagare questa confusione. Ma ci vogliamo cascare anche noi?

rocco ha detto...

certo che nessuna forma vissuta come moda salva. il problema e' che il papa parlava , con veleno mascherato di buon senso, di chi assiste al vetus ordo. chi assiste al vetus ordo e' da compatire o da ignorare, un po come gli ignavi.
poi da buon cerchiobottista tenta appunto di mascherare il veleno dicendo che anche il novus ordo vissuto come moda non salva. ma intanto da per certo che chi assiste al vetus lo faccia per moda e snobberia. in questo il papa mi ha ricorda don ariel di gualdo.

@caterina
"E' evidente che al Papa NON risultano delle buone MOTIVAZIONI da parte di chi frequenta il rito antico, sta a noi dimostrargli che si sbaglia ;-)"

basterebbe dare un occhiata a questo blog...
forse potremmo telefonargli, chissa' che in questo modo non capisca.
dover poi noi spiegare certi perche' ad un papa che dovrebbe saperli di suo, e' grottesco. ci provarono un paio di monsignori assai piu preparati di noi poveri fedeli a spiegarlo a Paolo sesto, e non vi riuscirono.

rocco ha detto...

" È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino"

e' in queste affermazioni che potrebbero passare inosservate, che si nota secondo me la forzatura. quanti conoscevano il latino tra i contadini del 1600 fino al 1970?

c'e' in questa affermazione tutto il modernismo di ratzinger, che mi dispiace dirlo o e' superficialita' o malafede, nel senso che a ruoli invertiti ratzinger non farebbe mai passare una affermazione cosi'. perche presuppone che chi non conosce il latino non possa ricevere le grazie della messa. e non trovo nulla di vero in questo tipo di pensiero. mi sbaglio?

Anonimo ha detto...

Bergoglio non ha letto la Dies Domini di Giovanni Paolo II

... Nella coscienza di molti fedeli sembra attenuarsi non soltanto il senso della centralità dell'Eucaristia, ma persino quello del dovere di rendere grazie al Signore, pregandolo insieme con gli altri in seno alla comunità ecclesiale.

6. Di fronte a questo scenario di nuove situazioni e conseguenti interrogativi, sembra più che mai necessario ricuperare le motivazioni dottrinali profonde che stanno alla base del precetto ecclesiale, perché a tutti i fedeli risulti ben chiaro il valore irrinunciabile della domenica nella vita cristiana. Così facendo, ci muoviamo sulle tracce della perenne tradizione della Chiesa, vigorosamente richiamata dal Concilio Vaticano II quando ha insegnato che, nel giorno della domenica, « i fedeli devono riunirsi in assemblea perché, ascoltando la parola di Dio e partecipando all'Eucaristia, facciano memoria della passione, della risurrezione e della gloria del Signore Gesù e rendano grazie a Dio che li ha rigenerati per una speranza viva per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti (cfr 1 Pt 1, 3) ».(8)

Luisa ha detto...


Si potrebbe fare lo sforzo, invece di cercare e sottolineare i motivi suscettibili di alimentare le critiche e le riserve, di riconoscere e ringraziare per il GRANDE DONO del SUMMORUM PONTIFICUM che Benedetto XVI ha fatto alla Chiesa?
Si potrebbe ammettere in che condizioni ha fatto quel grande passo?
In mezzo a quali opposizioni? Consapevole che avrebbe sollevato l`ira dei "suoi polli" che conosceva perfettamente?
Si potrebbe riconoscere il coraggio che ha saputo mostrare per andare oltre il malumore che sapeva avrebbe sollevato?
Chi conosce Benedetto XVI conosce anche il suo carattere mite di uomo che preferisce la conciliazione e la moderazione all`uso senza concessioni e senza pietà della sua autorità, c`è da stupirsi allora se nella sua lettera di accompagnamento abbia usato espressioni tutte destinate a tentare di pacificare, rassicurare, gli animi irritati dei suoi confratelli?

Quando Benedetto XVI scrive: non può essere improvvisamente del tutto proibito" è evidente che si riferisce a chi quello voleva, a chi ha sepolto senza gi onori il Rito Antico e non voleva più sentirne nememno parlare, idem quando menziona il latino che pochi ormai conoscono, sono frasi, come altre del resto, rivolte a quei vescovi ai quali in definitiva toglieva un potere nel tentativo( fallito nei fatti) di calmare le loro...apprensioni e la loro collera.

Ripeto, si potrebbe riconoscere e ringraziare per il GRANDE DONO del SUMMORUM PONTIFICUM che Benedetto XVI ha fatto alla Chiesa?
D`accordo, poi c`è stata l`Universae Ecclesiae, che ha segnato una forma di "passo indietro" ed è stato il primo frutto concreto dell`avversione dei militanti anti Messa Antica, d`accordo Benedetto XVI non ha in seguito detto parole o fatto atti concreti per manifestare il suo appoggio ai cattolici tradizionali, è palese che l` opposizione al S.P. partita e organizzata in Curia da chi era vicino al Papa e aveva la sua fiducia è stata di una diabolica abiltà e efficacità,
MA,
il SUMMORUM PONTIFICUM c`è, è una LEGGE UNIVERSALE per TUTTA la CHIESA, questo ha voluto Benedetto XVI, questo è il suo dono fatto alla Chiesa, questo è il DONO che Benedetto XVI ha fatto ai cattolici tradizionali, ai vecchi, ai meno vecchi, ai giovani, alle famiglie.

Anonimo ha detto...

Rocco se il papa da un occhiata a questo blog ritira subito il SP e proibisce la messa tridentinfa subito.
Laura

Anonimo ha detto...

Luisa ha tutta la mia approvazione, il SP c'è e salvo cancellazioni che non penso , almeno non con Ratzinger in vita, avvenga, non vedo martiri in giro perché in molti posti la messa tridentina viene celebrata regolarmente, per quanto riguarda la frase sulla conoscenza del latino era ovviamente riferita ai sacerdoti celebranti che non lo studiano più e non lo sanno neppure leggere, ,lo stesso dicasi dei cardinaloni, la rinuncia letta in latino non l'aveva capita quasi nessuno ,fu Ravasi a tradurla a tutti, poi, visto come hanno balbettato il giuramento preconclave, c'è poco da farsi illusioni. Lupus et Agnus

Angelo ha detto...

Consapevole che avrebbe sollevato l`ira dei "suoi polli" che conosceva perfettamente?

Vero, li conosceva tanto bene: infatti, molti li aveva piazzati nei posti chiave proprio lui.

Anonimo ha detto...

http://cattolicitradizionalistimarche.blogspot.it/2014/02/a-un-anno-dalla-rinuncia-di-sua-santita.html

Leggere e non sottovaluta. ....

Anonimo ha detto...

Grazie Luisa.
M

mic ha detto...

Rocco se il papa da un occhiata a questo blog ritira subito il SP e proibisce la messa tridentinfa subito.

Se il papa leggesse questo blog e riconoscesse che scrive castronerie, dovrebbe correggere le castronerie.
La Messa tridentina (che non è nata a Trento, ma vi è stato codificato il Messale) NON può e NON deve essere usata come clava o come spauracchio o come strumento di premio o di punizione. Perché ha un suo diritto e una sua sorgente Apostolica e dunque dal Signore.

bernardino ha detto...

Ma Bergoglio quando parla, sa' veramente quello che dice, oppure con la bocca esprime parole e col cervello sta' pensando ad altro? Non e' il caso di dirgli che deve mettere in connessione cervello e lingua?
Il Rito Antico, per gli anziani potrebbe andare, perche' agli anziani e' rimasto poco da vivere, per i giovani e' solo una moda.
Forse pensa che si tratta di un ballo (visto che i balli seguono le mode), -
non ditemi che questa gente va' seguita, perche' se la seguissimo in toto ci ritroveremmo al'inferno con tutte le scarpe.
Dio ce ne scampi e liberi. (parole di mia nonna quando vedeva le prime volte i cambiamenti del dopo concilio, una donna che non sapeva leggere e scrivere, ma oggi il suo e' un insegnamento cattolico - grazie nonna).
Tutto si sta verificando alla lettera. di Cattolico e' rimasta la parola per confondere i semplici e gli analfabeti, che ce ne sono ancora molti.

Dante Pastorelli ha detto...

Il Papa non capisce perché i giovani partecipino alla celebrazione della Messa in Rito Antico? Strano. Forse non sa che se ci sono giovani che fanno le ole, i balletti da discoteca, che suonan batterie e batton le mani durante il NO, ci son altri che cercano il senso del sacro, il silenzio, la possibilità di pregare concentrati ed unirsi misticamente a Cristo che muore un'altra volta sull'altare sacramentalmente per liberarci dal peccato.

rosa ha detto...

forse se, seduto su una panca in fondo alla navata, assistesse ad un Messa usus antiquior, capirebbe la presenza dei giovani.
Rosa

C V II ha detto...

È questo il problema dante, chi vuole pregare adorante, ha tutto il giorno e oserei dire se vuole tutta la vita per farlo.
L' Eucarestia è esultanza, è la Pasqua del Signore ,il passaggio dalla morte alla vita.
Oggi ad un funerale, non sapevo se essere più dispiaciuto per la morte del conoscente, o per il giovane officiante in lungo abito talare...( sintomatico tridentino) che celebrava con nostalgico fare.
Forza Papa Francesco.

rocco ha detto...

cari lupus e Luisa,
dai vostri commenti che sottoscrivo, capisco che le mie parole su Benedetto 16° sono sembrate dure... in realta', rileggendo, il termine malafede che ho usato voleva significare espressione ideologica perche infondata.
sul fatto che sul suo pontificato ci siano come luci e obre,queste ultime mderniste, penso che sia evidente.

a volte scrivere di getto penalizza, e purtroppo di solito scrivo di getto!

viandante ha detto...

Caro anonimo CV II, potrebbe benissimo risponderle Dante Pastorelli che è più competente di me, ma le voglio comunque esprimere qualche perplessità riguardo la sua esultanza all’Eucarestia. L’atteggiamento corretto non è l’esultanza: siamo di fronte al sacrificio, seppur incruento, di un Uomo-Dio che suda sangue e dà la vita per noi, poveri peccatori. Il nostro atteggiamento deve essere di comunzione.

La compunzione per lui [Crisostomo] è infatti il rimorso dell’anima che, devotamente raccolta, con severo “esame di coscienza” confronta la propria imperfezione con la perfezione di Dio e del divino progetto dell’uomo. E da questo confronto non può non far scaturire la penitenza, come dinamica costante alla conversione dal peccato alla grazia, dall’imperfezione alla santità. Sicché entrambe le tematiche, compunzione e penitenza, risultano convergenti. (Dall’introduzione alla Vera conversione di Giovanni Crisostomo, Ed. Città Nuova)

Questo è l’atteggiamento cristiano, che associa all’esultanza del cuore per l’amore di Cristo per noi, il dolore della nostra anima per la nostra pochezza e indegnità.
D’altronde è questo l’atteggiamento ricorrente in 20 secoli di cristianità e su in tema così profondo non penso ci si sia potuti ingannare.

Ma mi scusi, cosa centra la talare nel suo discorso? Certo si era a un funerale, ma lei sa che il prete porta la talare, nera, anche ai matrimoni, ai battesimi, sempre! E non una talare rossa per esultare di gioia. Vede che in tutti i dettagli e a tutti la Chiesa insegnava la compunzione?

Ci rifletta, vedrà che stiamo parlando di due cose differenti, di due fedi differenti!
Poi veda lei di cosa dispiacersi…

Turiferario ha detto...

Mah, non capisco certi commenti perché a me nulla dà più gioia di una Messa antica, anche se non sento il bisogno di esprimere esultanza dimenandomi, battendo le mani e cose del genere: questo è anzi un patetico tentativo di dare a vedere una gioia che intimamente non c'è.

Ripensando alle parole attribuite al Papa sulla moda della Messa antica (che se non lui qualcuno comunque ha pensato), sono un bell'esempio del mondo all'incontrario in cui viviamo: in una Chiesa dove si suona il rap o i canti gospel o i bongo in Chiesa, dove i cardinali a Rio si agitano in improbabili balletti, dove si dice che bisogna introdurre il divorzio per adeguarsi ai tempi, i "modaioli" sono proprio coloro che assistono a una Messa celebrata per 1500 anni!

Anonimo ha detto...

CV II
Io non ho parlato di ballare.
Non ho parlato di suonare tamburi.
Non ho parlato di cantare gospel o rap o altro, questo lo dite voi solo per rafforzare le vostre accuse e confutare teorie millenarie.

Ho parlato di Eucarestia come esultanza, di quella gioia che pervade il cuore la notte di Pasqua con il canto dell' exsultet, e si protrae di Eucarestia in Eucarestia.
Di quella gioia invece, non siete pervasi ne voi, ne il giovane sacerdote in talare lunga.
Di questo si è accorto Papa Francesco, e sta ponendo rimedio.

Deo gratias CV II

Turiferario ha detto...

CV II, che di battimani, dimenamenti, bongo, rap, gospel et similia tu abbia parlato o meno non interessa: è la realtà quotidiana, che ti piaccia o non ti piaccia. Francamente, comunque, vedo ben poca gioia nelle tue parole, anzi, vedo tanto livore e astio e l'invocazione di un giustiziere che decolli chi non ti garba. Alla faccia dell'esultanza e dell'amore fraterno!

viandante ha detto...

Caro CV II, certo che nel cuore c'è gioia per l'amore che Cristo ci dimostra. Ma sappiamo anche che noi siamo indegni di tutto quanto ci é offerto e ho semplicemente detto che di conseguenza certi atteggiamenti "esuberanti" durante certe Messe sono fuori luogo: lì c'é Cristo che dona la sua vita per noi!

È vero che lei ha parlato di Eucarestia come di esultanza, ma prendendo però lo spunto dall'intervento di chi denunciava i comportamenti appena citati (ci sono giovani che fanno le ole, i balletti da discoteca, che suonan batterie e batton le mani durante il NO).

Della mia gioia poi penso non possa sapere tanto. Leggo però molto rancore nel suo intervento, parrebbe che le dia fastidio che ci siano persone che si rivolgono a Dio in altro modo che il suo e non aspetta altro che il papa faccia chissà che cosa. Mi dispiace, ma ci pensi su un attimo:
il papa può fare quel che vuole, alla sua anima ci deve pensare lei, come io alla mia.
Tutto lì. Se poi lei si trova bene alle Messe del NO, nessuno le proibisce di frequentarle. Poi magari un giorno... ci incontreremo ad una Messa di sempre!

gabri ha detto...

E poi che cosa ne sa di quello che provava nel cuore il giovane sacerdote in talare"lunga"?
mi sembra un discorso che non va per niente in profondità ma rimane alle impressioni.

mic ha detto...

Quello di CV II mi sembra un discorso basato sul sentimentalismo e su un concetto di esultanza che ha più a che fare con la sguaiatezza (proprio in relazione a ciò di cui si parlava: ole ecc.), piuttosto che con la vera gioia cristiana che è un habitus intimo e profondo oltre che un sentimento. E che può essere espresso esteriormente in tanti modi, a seconda dei momenti e delle circostanze. Non necessariamente in maniera eclatante, cone avviene ad esempio per l'allegrìa che è ancora un'altra cosa e che è indotta da canti martellanti e perfino danze in alcune celebrazioni liturgiche; quelle sì di "moda"...

Josh ha detto...

A insensatez
Que você fez
coração mais sem cuidado
Fez chorar de dor....

Quem semeia vento,
diz a razão,
colhe sempre tempestade

(da Tom Jobim, "Insensatez")

anche la musica moderna del continente latinoamericano non è evidentemente d'accordo con l'opinione papale :-)

In realtà la situazione è gravissima e non mi capacito come
si possa definire modaiola l'affezione ad un rito (e a una morale correlata) originario, alla base della stessa fede cattolica di sempre.

fa specie l'intervento dell'amico Gederson che riportando le frasi del Pontefice, mette in evidenza sì la consapevolezza della nuova 'liturgia' ...diciamo più 'snella', ma si andrebbe poi a ricercare la trdizione e l'originarietà...nelle chiese ortodosse! invece che attingere alla nostra Tradizione di sempre.
E per fortuna che si voleva andare in profondità al "problema" VO-NO.