sabato 22 febbraio 2014

Un cardinal-consiglio che frequenta le riunioni della Massoneria...

Seguo con apprensione le vicende dell'Istituto del Buon Pastore (IBP) a cui la Santa Sede nel 2006 aveva riconosciuto l'uso esclusivo della liturgia tridentina e addirittura il diritto di promuovere una critica costruttiva al Concilio Vaticano II.

Accordi che "la Santa Sede" ora vorrebbe rimangiarsi, snaturando l'Istituto.

Da qualche anno l'IBP sta subendo un accanito tentativo di "normalizzazione" che ha visto alcune vicende surreali:
  1. un commissariamento per favorire la rielezione del superiore disponibile al biritualismo e a ridimensionare drasticamente la già timida critica costruttiva, rielezione poi avvenuta con una "maggioranza" di quattro voti su nove (sic) compreso il suo;
  2. una vera guerra contro i sacerdoti che hanno onestamente fatto ricorso (contro i quali non si contano i colpi bassi, come l'azzeramento dello "stipendio" e la minaccia di esilio in Colombia);
  3. la modifica dello Statuto dell'IBP per aprire porte e finestre al Novus Ordo (in termini tecnici: il rito tridentino non più exclusive ma solo "rito proprio", per cui il superiore può benissimo comandarti di celebrare il Novus Ordo in parrocchia);
  4. addirittura l'assegnazione, all'IBP, di un "Cardinale-consiglio" [sic] notoriamente partecipante delle riunioni della Massoneria.
Tutti i dettagli sono nella pagina di oggi di Disputationes Theologicae [qui] e nelle pagine collegate.

Per il momento nasce l'Associazione chierici San Gregorio Magno, che invito a sostenere (non solo con la preghiera).

Mi permetto, qui a margine, una breve riflessione.

Il metodo standard per snaturare una comunità è agire su due fronti: al livello comunitario imporre una serie di ingiustizie grosse e sfacciate, e al livello dei singoli combattere una interminabile guerra di nervi controllando accuratamente ogni più piccola "deviazione". Lo scopo è di far sentire isolati gli irriducibili, affinché decidano di andarsene oppure diano modo di farsi cacciare via. Il clericalismo non punta alla giustizia o alla verità, ma solo alla riuscita del piano. La legge viene "interpretata" o "applicata" a seconda del destinatario.

Alcuni strumenti del clericalismo: il banalizzare le questioni ("vuoi davvero farti cacciar via per una cosuccia del genere?"), il far leva sul quieto vivere ("non vuoi essere docile ai tuoi superiori?"), il condurre un'instancabile guerra di nervi ("qui qualcuno sta rischiando di farsi trasferire dall'altra parte della Terra")... Tutto questo avviene con spettacolare frequenza nei seminari, nelle comunità religiose, e mi sembra di vederlo chiaramente anche nel caso dell'IBP. Che si differenzia da quello dei F.I. solo perché c'è qualcuno che non accetta i metodi tirannici per un malinteso senso dell'obbedienza. 
Anche se è sempre rischioso perché la conseguenza è una ulteriore frammentazione.

36 commenti:

mic ha detto...

La cronaca incalza.
Non cominciano ad essere un po' troppe le anomalie?

RIC ha detto...

Stessa tecnica utilizzata x i FI. Temo molto per i Benedettini di Norcia.

Silente ha detto...

Perché, dovevamo aspettarci qualcosa di diverso?. La chiesa postconciliare è adusa a non rispettare i patti sottoscritti: non li ha rispettati con gli ex lefebvriani del Brasile, non li ha rispettati con la FSSPX, cambiando i termini dell'accordo all'ultimo minuto, ha tradito il "carisma proprio" dei Francescani dell'Immacolata con la nota, feroce persecuzione. Perché dovrebbe rispettarli con IBP? Il tradimento, la dissimulazione, la menzogna sono ontologicamente connaturati con la setta modernista. Ottima la denuncia, cara Mic, ma di cosa ci stupiamo?

Anonimo ha detto...

Ideologia del gender

"Mi denuncio: sono omofobo e pronto ad andare in galera"

il Giornale, 16 febbraio 2014
L'avvocato Giuliano Amato notifica una diffida al governo: "Ritiri subito il progetto alla Goebbels gestito da gay, lesbiche e trans. Stop ai fascicoli che “rieducano” docenti e bidelli"
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=5911
m

Anonimo ha detto...

Bisogna pregare anche perché i FI possano fare la "loro" associazione san Gregorio Magno. In questo caso in quattro probabilmente sarebbero quelli che rimangono non quelli che se ne vanno ...
Comunque ottima scelta quella di questi quattro. Dio li ricompenserà per la loro fedeltà e per non aver accettato compromessi!

Latinista ha detto...

"L'avvocato Giuliano Amato notifica una diffida al governo"

Naturalmente Gianfranco Amato.

Alessandro Mirabelli. ha detto...

Suvvia, signori, non facciamo gli schizzinosi. Il cardinale che frequenta le riunioni delle logge lo fa solo perché la massoneria e' una realtà esistenzialmente periferica.

Marco Marchesini ha detto...

La triste vicenda dell'IBP mostra chiaramente come non c'è posto nella “Chiesa ufficiale” per chi la pensa in maniera affine alla FSSPX.
Però Roma alla fine ha chiesto di comportarsi coerentemente. La domanda fondamentale è questa. La S. Messa in rito NO è intrinsecamene buona o no?
1) Risposta affermativa così come affermano tutti gli istituti riconosciuti da Roma. A questo punto è del tutto lecito e normale che Roma chieda a questi istituti di celebrare talvolta il NO pur rispettando il carisma di rito proprio VO. Se il NO è buono intrinsecamente perché non celebrarlo? L osi celebrerà con grande devozione, rispetto per le norme liturgiche senza abusi. Però non si avrà nessuna ragione per rifiutarsi di celebrare il NO. Roma ha detto chiaramente: lo ritenete buono, allora celebratelo! E' una richiesta di coerenza quella di Roma. Spiace dirlo, ma i Sacerdoti che ritengono il NO intrinsecamente buono, ma si rifiutano di celebrarlo e addirittura si staccano disobbediendo ai superiori hanno torto.
2) Risposta negativa. E' la posizione della FSSPX. Nessuna autorità, neanche il Papa in persona, può comandare ad alcuno di violare la legge di Dio e di celebrare il NO intrinsecamente cattivo. La “disobbedienza” della FSSPX verso Roma e verso il Papa è assolutamente lecita. A questo punto se ne deduce che l'IBP ha fatto male a firmare l'accordo e a separarsi dalla FSSPX.

Ripeto che l'autorità legittima ha tutto il diritto di imporre un bene (anche se è un bene minore) a coloro che devono obbedire. L'unico limite è che non può imporre ciò che è male o imporre qualcosa fuori della propria competenza. Ora Roma è competente in materia liturgica. Per cui non rimane che l'altra soluzione per giustificare il proprio rifiuto a celebrare il NO.

Per cui se si ritiene il NO in sé buono, lo si celebri anche saltuariamente o permanentemente come previsto e voluto dall'autorità in perfetta obbedienza.

E' vero che c'è stato l'accordo per il rito esclusivo , ma l'autorità è Roma e non l'IPB. Il che significa che l'autorità ha il diritto di modificare UNILATERALMENTE l'accordo senza interpellare l'altra parte e senza chiedergli se è d'accordo o meno con la modifica.

Roma non vuole che si parli più di “rito esclusivo”, ma solo di “rito prioprio”. Visto che l'IBP riconosce la bontà del NO, non ha altra scelta che obbedire.

Questi Sacerdoti si trovano loro malgrado in una situazione gravemente incoerente e contraddittoria per via della loro “terza via”. O hanno la posizione della FSSPX o degli altri istituti riconosciuti da Roma. Non c'è posto per “terze” posizioni.

Angelo ha detto...

Roma ha detto chiaramente: lo ritenete buono, allora celebratelo! E' una richiesta di coerenza quella di Roma. Spiace dirlo, ma i Sacerdoti che ritengono il NO intrinsecamente buono, ma si rifiutano di celebrarlo e addirittura si staccano disobbediendo ai superiori hanno torto.

Perfettamente d'accordo. Marchesini mi ha preceduto: non c'è posto per terze vie. Ecco perchè, in fondo, ad es. i frati dell'Immacolata se la sono cercata.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Se fosse logicamente stringente ciò che dice il sig. Marchesini perché Roma non chiede ad esempio ai greco cattolici della Romania o dell'Ucraina o ai maroniti o ai copto cattolici di celebrare di tanto in tanto il N.O.?

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=TsEJVP_eDAE&feature=youtube_gdata_player

Non ho più parole
Afflitto

Anonimo ha detto...

Sentinelle in piedi: 15 piazze in 40 giorni contro l’inganno del ddl omofobia e l’indottrinamento Lgbt di Stato

http://www.tempi.it/sentinelle-in-piedi-15-piazze-in-40-giorni-contro-l-inganno-del-ddl-omofobia-e-l-indottrinamento-lgbt-di-stato#.UwkCFrmYbyc

http://sentinelleinpiedi.it/
m

Anonimo ha detto...

. In questo caso in quattro probabilmente sarebbero quelli che rimangono non quelli che se ne vanno ...

Tu dici?? E su quali basi?
Voglio sperare con te (anche se la cosa è difficile) che la Chiesa glielo conceda.... e poi ne riparleremo. Ma a scommessa non vedrai sorprese, quelli che potrebbero essere interessati rimarrebbero nell'ordine delle decine.
Billy

Anonimo ha detto...

... e non stravolge
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-padre-jerry-una-conversione-immacolata-8504.htm

Alessandro Mirabelli ha detto...

E' principio universalmente riconosciuto del diritto internazionale pubblico e del nostro diritto privato che pacta sunt servanda. Credo che valga anche per il diritto canonico o no? Se si, percheRoma ad ogni piè' sospinto cambia idea? Prima dice che una cosa si può fare poi dopo pochissimo tempo cambia idea. Che modo di procedere e' questo? E' un modo di procedere confusionario e che dimostra che non ha un chiaro finalismo. Credo che i vescovi delle chiese cattoliche orientali considerino legittimo il NO ma quando mai si sono messi a celebrarlo se non in occasione di qualche cappella papale o per la Messa pro eligendo pontifice?

Marco Marchesini ha detto...

Gentile Sig. Alessandro Mirabelli,
Roma prudentemente non richiede ai cattolici di rito orientale di celebrare il NO saltuariamente o addirittura in via esclusiva, perché altrimenti rischierebbe che quelle persone ritornino nello scisma. Inoltre Roma non ha giustamente alcuna intenzione di abrogare quei riti orientali che formano una ricchezza preziosa nella Chiesa.

Roma però ha però il diritto di fare celebrare il rito occidentale a singoli Sacerdoti orientali individualmente presi, se volesse, sia in maniera saltuaria, che in maniera esclusiva e permanente.
Questi Sacerdoti non avrebbero nessuna obiezione di principio da muovere a riguardo.

Quello che a mio avviso la Santa Sede non può fare è abrogare un venerabile rito tradizionale della S. Messa ,sia orientale, che occidentale.
Divero è il caso di un singolo Sacerdote, individualmente preso.

Marco Marchesini ha detto...

C'è anche da dire che l'IBP e la Santa Sede non sono due contraenti allo stesso livello che si siedono ad un tavolo per un accordo.
Roma è l'autorità e l'IBP il sottoposto.
Solo il diritto divino è superiore al diritto del Papa. Solo invocando la violazione del diritto divino insita nell'ordine di celebrare il NO è possibile giustificare la proprio resistenza a Roma.

Alessandro. Mirabelli ha detto...

Una ricchezza preziosa per la Chiesa cattolica e' anche il c.d. Vetus Ordo Missae. E poi intendiamoci ... la liturgia non dovrebbe essere il terreno di sperimentazioni dottrinali. Gli orientali, cattolici ed ortodossi, hanno saputo conservare l'unità liturgica. Noi occidentali no perché siamo andati dietro alla moda, alla voglia diabolica di modificare per il gusto di modificare. Sig. Marchesini, il N.O. non era stato ne' previsto ne' voluto dal vaticano II. Con buona pace dei modernisti che spacciano il N.O. Come una riforma voluta dall'ultimo concilio

mic ha detto...

Alessandro, nel merito siamo perfettamente d'accordo, ma sotto l'aspetto canonico il discorso di Marco non fa una piega.

Anonimo ha detto...


"Non cominciano ad essere un po' troppe le anomalie?"
...Pero todos hemos evolucionado..
(!?)
http://minuto.com.uy/sorprendente-cambio-de-discurso-del-nuevo-arzobispo-de-montevideo/
m

Marco Marchesini ha detto...

E' verissimo. Il Vetus Ordo è una tradizione veneranda che non poteva essere abolita. Esprime perfettamente la Fede cattolica, così come i bellissimi riti orientali.
Non sto difendendo il NO, al contrario.
Tra le sue scelte coerenti: FSSPX e biritualismo (perenne o occasionale), personalmente preferisco la FSSPX.
Quello che davvero non capisco sono le posizioni incoerenti come quella dei Sacerdoti dell'IBP.

Che poi questa nuova associazione sarà o no riconosciuta da Roma? Roma non la riconoscerà di certo, visto che sono in polemica con il Superiore dell'IBP voluto da Roma stessa.
Che faranno, invocheranno lo stato di necessità riconoscendo la bontà intrinseca del NO?
Mi sembra un assurdo. Se il NO è buono ed il CVII può essere criticato solo moderatamente, allora non esiste uno stato di necessità.

Anonimo ha detto...

..uruguay
http://www.tempi.it/con-la-ragione-e-senza-dio-avremo-un-uomo-felice-ecco-come-si-e-ridotto-l-uruguay#.UwkVQbmYbyc

G.P.II "..Il messaggio evangelico non sarà autentico e conseguentemente non sarà capace di rinnovare in profondità la vita cristiana, se non è proclamato in tutta la sua purezza e integrità. Bisogna superare dunque la tentazione di ridurre il Vangelo ad alcuni passi interpretati secondo i propri gusti e opinioni o d’accordo con atteggiamenti ideologici preconcetti...
Non è dunque in dati puramente sociologici, psicologici o politici, che troveremo i criteri del nostro insegnamento e della nostra condotta, ma nella fede, nella comunione di vita con Gesù Cristo e nella fedeltà piena alla dottrina della Chiesa.

4. Pensate, cari fratelli e sorelle, che se non portaste queste luci specifiche, che solo brillano dal Vangelo, in poco o in nulla vi differenziereste da altri analisti e operatori sociali. Se i vostri ascoltatori osserveranno che il vostro sguardo non va al di là di quanto è compreso nell’orizzonte profano, si chiederanno meravigliati dove e in che cosa si manifesta l’originalità della vostra presenza e del vostro messaggio. Molte volte, fortunatamente, il “sensus fidei” presente nel Popolo di Dio predispone i fedeli ad accettare con prontezza il pane genuino del Vangelo, rigettando quello che è adulterato..."
http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1987/march/documents/hf_jp-ii_spe_19870331_sacerdoti-religiosi_it.html

Anonimo ha detto...

L'ingiustizia contra questa communità è un segno chiaro che la Santa Sede è in scisma dalla Chiesa Cattolica, da Cristo, dagli Apostoli, dalla Tradizione e dalla giustizia del Vangelo...

Romano

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Un chiarimento per Marchesini e altri, a partire dall'ABC:

- la liturgia tradizionale non è mai stata abolita

- pertanto una comunità può benissimo eleggerla come esclusiva

- sceglierla in esclusiva non significa affatto "dare un giudizio" sul Novus Ordo, tanto meno essere obbligati a darlo

- la Santa Sede nel 2006 ha accordato all'IBP l'uso esclusivo della liturgia tridentina

- ora i dicasteri della Santa Sede vogliono rimangiarsi quest'accordo.

E' tutto qui il problema. Reciproca lealtà e fiducia nel 2006, e improvviso cambiamento di rotta pochi anni dopo, da parte della Santa Sede e (sic!) del superiore che ha voluto farsi rieleggere con ogni mezzo.

Quanto alla liturgia, il problema è dunque "solo" di chi si trova in una condizione in cui "accetta" il Novus Ordo: per cui può avvenire che per ubbidienza o per "esigenze pastorali", un sacerdote prima o poi si vedrà imposto "di fatto" di celebrare il Novus.

In teoria un sacerdote senza incarichi "pastorali" non può essere obbligato a celebrare l'una o l'altra forma. Ma quanto tempo può passare (in diocesi o in un ordine religioso) senza incarichi "pastorali"?

L'exclusive che aveva l'IBP è il massimo che una realtà cattolica abbia ricevuto dal Concilio ad oggi.

Mi dispiace solo per i sacerdoti dell'IBP (che ora si ritrovano snaturato il carisma e un cardinal massone a vigilare su di loro)... e ancor più per i seminaristi ancora in corso, che hanno cominciato in una realtà e all'improvviso, nell'arco di due anni, si ritrovano in qualcosa di diverso. Col Novus Ordo che incombe su di loro allo scopo di approfondire il (non ridete) "pastoralato di Cristo" (testuali parole).

Silente ha detto...

Scrive Marco Marchesini:
"E' vero che c'è stato l'accordo per il rito esclusivo , ma l'autorità è Roma e non l'IPB. Il che significa che l'autorità ha il diritto di modificare UNILATERALMENTE l'accordo senza interpellare l'altra parte e senza chiedergli se è d'accordo o meno con la modifica."
Questa logica è semplicemente mostruosa. E' la legittimazione del vae victis. E' la negazione del diritto che si basa sul principio che pacta sunt servanda. La Chiesa, il cui diritto deriva da quello romano, tradirebbe se stessa. Minerebbe la sua credibilità, non solo giuridica, ma anche etica. Non più jus, ma pura vis.
Eppure, questo è già avvenuto: come ho già detto sopra, con i lefebvriani del Brasile, con la FSSPX, con i Francescani dell'Immacolata. E ora con l'IBP.
Conclusione: in quale miserabile stato versa oggi la Chiesa, che, in nome del superdogma conciliare, non rispetta neppure i patti che ha liberamente sottoscritto?

rosa ha detto...

Silente,
forse non la chiesa, ma la gerarchia e' in uno stato tale che non mi sa neanche piu' esprimersi in un italiano, non dico aulico, ma almeno corretto. Cardinal consiglio e pastoralato ?
Vedi gli effetti a non studiare piu' il latino, ma a masticare un po' d' inglese, francese o spagnolo?
Rosa

Anonimo ha detto...

Io non riesco a capire questo desiderio di epurare che ha colpito la CC dall'elezione di Francesco in poi.La CC e' insudiciata da sacerdoti sporcaccioni,ladri,massoni, eretici,marxisti e si potrebbe continuare ,ma si colpiscono sono quelli che celebrano la messa in latino.Questa e' follia oppure e' opera del diavolo.Stiano attenti questi che combattono contro Dio perche' il risultatoe' scontato.Luciano

rosa ha detto...

Luciano,
sembrano atnto l epurazioni da basso Impero, priam delal caduta. O quelle sotto Breznev ed Antropov...Certo che arrivare al punto di pensare questi paragoni, al dice lunga sullo stato in cui siamo.
Rosa

rosa ha detto...

OT, in parte:
bell'articolo su Rorate coeli sulla liturgia
Rosa

Gederson Falcometa ha detto...

Il metodo è molto simile di quello usato con il cardinale Jozsef Mindszenty.

Anonimo ha detto...

"se crolla la Chiesa, non assisteremo solo al tracollo della fede a livello mondiale, ma anche al tracollo dell’economia, della sanità, della cultura, di tutta la società civile, perché eliminare o neutralizzare la vera Chiesa vuol dire eliminare Gesù Cristo, il Salvatore dell’umanità, unica fonte del nostro benessere e felicità sin da questa terra fino all’Eternità"

di Patrizia Stella
http://www.riscossacristiana.it/la-dittatura-ecclesiastica-di-patrizia-stella/

Anonimo ha detto...

Abbiamo messo in discussione qualche volte la questione della validità del pontificato di Bergoglio...

le possibilità che sembrano più probabili a me sono

1) che egli non aveva la fede cattolica al tempo del conclavo e quindi non è Successore di San Pietro,

2) o che egli manca il uso stabile della ragione e quindi non è capace del escercizio...

3) o che egli è un tipo di sociopatico che nono riconosce nessune legge morale che gli obbliga in azioni...e tale stato di conoscenza è iguale alla pazzia..


Romano

Anonimo ha detto...

Dal link:
... Ma se il mondo ecclesiastico fa cerchio intorno a Papa Francesco e ai suoi più stretti collaboratori, vuoi per convinzione profonda, vuoi per ossequio reverenziale, vuoi per timore di ritorsioni, o perché l’onnipresenza di Bergoglio amplificata dalla grancassa mediatica impedisce ad altre autorità ecclesiastiche di far sentire la loro voce, vediamo per contro che certo mondo laicale credente o meno, quello più sincero, leale, coraggioso, preparato, non può non domandarsi cosa sta realmente accadendo nella Chiesa e nel mondo con seria preoccupazione, se non altro perché, a differenza degli ecclesiastici, costoro hanno dei figli da difendere e da proteggere in vista di un futuro che si profila sempre più buio.

Anonimo ha detto...

La giustizia senza autorità è impotenza, ma la'autorità senza giustizia è tirannia.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Di ritorno da una Messa tridentina:

subito dopo la Messa avrei voluto prendere a pedate (sante pedate, robuste e convinte) un manipolo di giovanottoni che scherzavano sul fare una Messa in greco, anzi, in ebraico, anzi, in aramaico, anzi...

Soggetti del genere capaci di scherzare sulla Messa non hanno capito che il problema non è la "gara" a celebrare la forma più antica e incomprensibile, ma il poggiare la propria fede su "qualcosa di sicuro", qualcosa che abbia la "certificazione" della Chiesa e un instancabile elogio dei santi.

Ne riparleremo: è un tema interessante, quello dei tradizionalisti rincoglioniti.

Annarè ha detto...

Se i sacerdoti del Buon Pastore rimanevano con la FSSPX non avrebbero dovuto sottostare ai ricatti. Si sapeva che sarebbe finita così, o pensavano veramente che i nemici della Chiesa li avrebbero benedetti?
La tecnica ormai nota è: con specchietti attirare le allodole nella trappola, cioè fargli credere che se ritornano all'"obbedienza" verrà concesso loro chissà che, poi una volta in trappola mozzare loro le ali. Comunque la stada c'è, quella seguita da Mons Lefebvre.