mercoledì 12 novembre 2014

Il Caso del Cardinale Burke. La pentola è pronta manca solo il coperchio

Se perfino il Padre Giovanni Cavalcoli OP diventa più esplicito, pur se sempre a singhiozzo, è già un segnale di superamento del livello di guardia... Mi propongono il testo che segue - dall'Isola di Patmos - e pubblico; ma in coscienza non posso esimermi dall'inserire alcune chiose. Com'è assurdamente dolorosamente e rovinosamente frastagliato il cosiddetto Tradizionalismo! Oltre al frutto di personalismi e pastoie di vario genere, lo ritengo conseguenza della confusione che regna sovrana in questo nostro tempo nel quale è difficoltoso mantenere il filo aureo della Tradizione - che è vita e giovinezza della Chiesa (come sapientemente la chiama Mons. Gherardini) - che conserva la sua perenne fecondità.

Con la sua mossa infelice contro questo suo Cardinale, il Papa forse non si rende conto che in Raymond Leonard Burke non ha colpito tanto lui e solo lui, ma piuttosto, in lui, quella parte migliore del Collegio cardinalizio, che è la più fedele alla sana dottrina, alla difesa della morale e al Successore di Pietro.

Dice un noto proverbio popolare: il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. I modernisti, i falsi ecumenisti, i filoprotestanti, i criptomassoni e i rahneriani, partiti baldanzosi, furbescamente e clandestinamente alla conquista del potere supremo della Chiesa cinquant’anni fa, servendosi di un’ottima organizzazione culturale — per esempio la rivista Concilium e numerose case editrici compiacenti —, nonché di un’astutissima e diabolica falsificazione [o applicazione strumentale delle volute ambiguità?] delle dottrine del Concilio Vaticano II, con incredibile ostinazione ed audacia e l’impiego di mezzi potentissimi, economici e politici [e quelli ecclesiastici dove li mettiamo?], penetrando progressivamente negli istituti accademici della Chiesa, gabbando progressivamente ambienti sempre più vasti del mondo cattolico, compresi certi vescovi ed oggi addirittura certi cardinali, sono ormai giunti nei pressi della casa di Pietro, convinti, nella cecità della loro superbia, di avere ormai la vittoria in mano, col persuadere il Vicario di Cristo ad abbracciare le loro eresie e le loro bestemmie.

Segno tra i tanti di questo grandioso quanto stolto progetto è il prossimo convegno che si terrà in questo mese a Bose, [Sandro Magister, qui] nel corso del quale la cosiddetta “Scuola di Bologna” diretta da Alberto Melloni e ispirata dal suo profeta Enzo Bianchi, col concorso di centinaia di studiosi di fama internazionale, proporranno solennemente e perentoriamente al Papa una “riforma del papato”, che comporta da parte del Papa la rinuncia all’infallibilità dogmatica, sul modello delle Chiese degli scismatici orientali (1). Ai loro occhi il Papa, dopo la nomina di Bianchi a collaboratore della Santa Sede, e tanti altri segni che per loro sanno di simpatia per il modernismo, ormai è pronto, grazie all’azione dello Spirito Santo ad accogliere le loro idee. Credono che il Papa sia un ingenuo o un complice che essi possono giocarsi come meglio credono. La pentola è pronta. Ma il coperchio? Il coperchio non ci sarà mai ed anzi anche la pentola sarà distrutta.

Bianchi "mascherato" da abate di un 
sincretistico "monastero". Ma  chi lo
ha nominato Consultore del Pontificio
Consiglio per l'unità dei cristiani, mentre
ha estromesso il card. Burke
(et alii) dalla Curia?
Non c’è dubbio che il Santo Padre da tempo sta dando prova, accanto a sagge e coraggiose posizioni e scelte di carattere dottrinale — e  come diversamente potrebbe essere nel Successore di Pietro? —, di esprimere giudizi o valutazioni su teologi o di prendere decisioni riguardo l’assunzione o la rimozione di collaboratori, che appaiono in contrasto con la linea dottrinale e riformatrice sulla quale egli intende procedere; fatti, questi, che invece di frenare il modernismo finiscono per favorirlo, permettendo che si diffonda l’opinione ingannevole e calunniosa del Papa “modernista”.
Un esempio eclatante di quanto dico è ciò che è avvenuto e sta avvenendo in questi giorni. C’è stato un sinodo dei vescovi dedicato ai problemi del matrimonio e della famiglia. Il Papa, al termine, ha pronunciato un forte discorso, nel quale ha condannato tanto il lefevrismo quanto il modernismo, sotto il nome di “buonismo distruttivo” [e dai col lefebvrismo, che non esiste, perché i seguaci di Mons. Lefebvre non fanno altro che seguire la Tradizione! Sono questi - e alcuni altri - i punti di divergenza con certi tradizionalisti a singhiozzo, pur nel presumibile obiettivo comune della fedeltà al Depositum Fidei e al Papa nei suoi atti e parole da Pietro e non da Simone. Del resto è evidente come il periodo che precede quest'affermazione parte con una premessa - mi fa pensare alla dhimmitudine: quasi un tributo da pagare - che però è in patente contraddizione con tutto il contenuto dell'articolo. Cui prodest?].

Dunque non era difficile rintracciare nella condanna di quest’ultimo non solo una certa tendenza lassista, che si era manifestata tra i vescovi, ma anche le famose proposte del Cardinale Walter Kasper, del quale pure il Papa in precedenza aveva parlato in tono elogiativo come di grande teologo, e che proclamava davanti a tutti che la sua proposta l’aveva elaborata col consenso del Papa. Da qui lo strombazzare fatto dai modernisti secondo i quali Kasper era col Papa, mentre il “conservatore” Burke, insieme con gli altri cardinali del suo gruppo sono “contro” il Papa.

Si conosce bene, sulla bocca dei modernisti, il significato infamante dell’appellativo “conservatore”. Il conservatore, per loro, è uno che resta attaccato a cose superate dal progresso ed inutili: è uno escluso dalla storia, e quindi dalla salvezza, giacchè, hegeliani, immanentisti e modernisti come sono, non ammettono verità sovrastoriche, eterne e ed immutabili, ma per loro la verità è filia temporis, è solo nell’oggi, nel moderno. I concetti mutano. La natura umana, la legge morale mutano. La natura umana in Cristo è confusa con quella divina. Dio stesso diviene.

Il passato è passato. Non c’è niente in esso che debba essere conservato, recuperato, rivalorizzato o restaurato, al massimo può esser ricordato come un fatto precedente della storia; ma in sè è solo spazzatura da gettar via e basta. Sarebbe stoltezza voler farlo rivivere oggi, così come lo il conservare la scatola del latte che abbiamo consumato o i mezzi per arare i campi che usavano i nostri bisnonni. Secondo me manca nei modernisti il concetto di conservare inteso come conservare, custodire o mantenere con fedeltà valori del passato, che essendo immutabili e sempre autentici, valgono anche oggi e varranno sempre.

Per questo l’appellativo che essi danno di “conservatore” al Cardinale Raymond Leonard Burke è chiaramente calunnioso, teso a metterlo in cattiva luce per poter esser loro ad emergere come unici detentori della verità, che è storia come storia dell’oggi, perchè tutto si risolve nell’oggi: l'”Assoluto — come recita un libro di Kasper dedicato a Schelling — è “nella storia ” (2). Non esiste fuori, prima e al di sopra della storia, ma solo nella storia, per la storia e identico alla storia. Senza la storia l’Assoluto non è l’Assoluto.
In realtà Burke appartiene ai migliori cardinali, tra i più fedeli al Magistero pontificio e della Chiesa, esimio giurista, profondo conoscitore del diritto canonico, uomo pio, prudente e dottissimo così in campo morale come in campo giuridico, coraggioso difensore dei valori della giustizia, profondamente amante della Chiesa e delle anime.

Il suo equilibrato tradizionalismo, che nulla ha a che vedere col lefebvrismo [dente perennemente avvelenato? E perché?], non è altro che la gelosa custodia dei valori perenni, in piena conformità con la riforma del Concilio Vaticano II e con la santa libertà che esso promuove, come per esempio la celebrazione della Messa Tridentina, in consonanza col ben noto Motu proprio di Papa Benedetto XVI Summorum Pontificum. [Il problema - come ho sostenuto qui - sta proprio, invece, nel fatto che, almeno finora, gli stessi pastori più conservatori (fatte salve alcune eccezioni) non si decidono ad ammettere che il concilio, cambiando il linguaggio [qui] e attraverso l'ermeneutica taroccata [qui], ha cambiato anche i parametri di approccio alla realtà propinando, attraverso le ambiguità di alcuni documenti, dosi di veleno apparentemente non letali, a partire dall'antropocentrismo in luogo del Cristocentrismo (come dimostrato da molti autorevoli studiosi ignorati o colpevolmente silenziati o addirittura irrisi, senza peraltro confutare nel merito le loro argomentazioni. Correttezza e parresìa lo richiederebbero). E c'è chi ancora si rifiuta di riconoscere che sono proprio quelle dosi tossiche reiteratamente ricordate che - se adeguatamente e autoritativamente non neutralizzate - stanno continuando a ferire profondamente il corpo mistico di Cristo... Il che non significa rinnegare il concilio ma essere consapevoli della necessità di riparare gli effetti della "rivoluzione d'ottobre" (Congar dixit, insieme a Lienart e al suo "1789 della Chiesa"), che di fatto ha sovvertito l'ecclesiologia e le sue pastorali manifestazioni. Quella "rivoluzione" della quale stiamo vedendo le conseguenze più avanzate e anche periferiche.]

In occasione del recente sinodo il Cardinale Burke, come è noto, insieme con altri Porporati, compreso il Cardinale Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e tutti i cattolici ai quali stanno a cuore la dignità cristiana del matrimonio e della famiglia, ha fatto sentire alta e chiara la sua voce contro le note proposte di mutamento dell’attuale disciplina ecclesiastica nella delicata materia, proposte apparentemente più attente ai casi pietosi, ma in realtà inficiate da un retroterra morale lassista, privo del fattore ascetico e fondato sulla falsa convinzione di origine rahneriana che tutti hanno la fede (“esperienza atematica preconcettuale”), tutti sono benintenzionati (“opzione fondamentale”) e ben orientati a Dio (“autotrascendenza”), tutti sono in grazia (“esistenziale soprannaturale”) e tutti si salvano (“cristianesimo anonimo”). Ciò esclude nell’educatore e nel pastore il compito della correzione dell’errante o del peccatore (far passare dal peccato alla grazia), per cui la sua unica funzione si ridurrebbe a potenziare nel soggetto tutto e solo ciò che ha già di positivo (farlo passare o progredire dal bene al meglio).

Si comprendono allora le conseguenze sconcertanti e dirompenti di questo metodo nell’ambito della prassi e della legislazione canonistica e giudiziaria: se non esistono delitti, non esistono neanche le pene. Sorge una generale tendenza alla depenalizzazione e alla soppressione delle sanzioni canoniche, che, sotto pretesto della misericordia e del rispetto per la persona, finisce per favorire le ingiustizie, e per far crollare l’intero sistema dell’ordinamento giuridico e il senso stesso del diritto canonico, come già avvenne nei tempi entusiastici e spontaneistici, ampiamente utopistici, della riforma luterana e come rinacque nel clima della rivoluzione del ’68, col famoso slogan “vietato vietare”. Non si presuppone in questa impostazione formativo-pastorale una verità certa, unica, oggettiva e immutabile, ma solo un pluralismo di culture e tutto si risolve nel primato e nell’assolutezza della coscienza soggettiva, secondo i placet di Lutero, Cartesio ed Hegel. E’ ciò che il Papa ha condannato come “buonismo distruttivo” e falsa misericordia. [siamo sicuri?]
Ciò che preoccupa maggiormente in queste idee non sono tanto le suddette proposte, tutto sommato appartenenti a quel campo della disciplina canonica, dove la Chiesa può anche mutare, ma è il sottofondo storicistico, antimetafisico e relativista, che si intravede e che almeno nel Cardinale Kasper non è difficile rintracciare anche nella sua lunga attività a capo dell’ecumenismo e nelle sue opere di cristologia (3).

Sono certo che il Cardinale Burke accetterà serenamente ed umilmente la decisione papale, non preceduta, a quanto è dato sapere, da alcuna inchiesta, come parrebbe esser stato opportuno per un provvedimento così grave. Devo dire peraltro francamente che non riesco ad armonizzare questa decisione del Papa col suo magistero dottrinale e la sua conclamata volontà di riforma. Burke a mio avviso era da premiare e non da declassare in modo così vistoso ed umiliante, anche se ciò va detto con tutto il rispetto e l’ammirazione per il benemerito e venerabile Ordine di Malta.
Con ogni rispetto per le decisioni sovrane e inappellabili del Papa, mi sia però consentito di dire sommessamente che egli avrebbe potuto avere ben altri modi di allontanare un alto prelato a lui non gradito senza che occorra abbassarlo in tal modo. Pensiamo per esempio a Pio XII, il quale, non essendo soddisfatto di Monsignor Giovanni Battista Montini come sostituto alla Segreteria di Stato, lo nominò arcivescovo di Milano, la diocesi più grande del mondo. Ricordiamoci infatti del famoso, tradizionale e saggio principio promoveatur ut amoveatur, che, salvo casi gravissimi che hanno richiesto sanzioni canoniche, ha risolto tante situazioni scabrose nel governo della Chiesa nel rispetto della giustizia, ma senza offendere la carità e la dignità del suddito.

Ci sono tante maniere di fare un richiamo a un sottoposto senza bisogno di ricorrere a misure del genere. Indubbiamente l’incarico ricevuto dal Cardinale Burke può addirsi al suo livello, ma solo come aggiunta secondaria a impegni più importanti, ma non che il nuovo incarico debba sostituire sic et simpliciter il precedente. Cose del genere non capitano mai. L’umiliare il suddito può essere segno di forza nel superiore, ma lo rende antipatico agli occhi della giustizia e della comunità. Soddisfa solo gli invidiosi e gli avversari.

I modernisti, che adesso canteranno vittoria, dal canto loro hanno imbastito da tempo un’indegna campagna denigratoria nei confronti del Cardinale Burke, mentre hanno innalzato alle stelle la figura del Cardinale Kasper, neanche fosse il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e il più alto luminare dell’ortodossia cattolica. Sono certo che il Papa non si lascia abbindolare da queste mosse vergognose e disoneste; tuttavia, in questa penosa vicenda del Cardinale Burke si ha l’impressione che il Papa, o per ingenuità o sotto il peso di una fortissima e ben orchestrata pressione psicologica, ciò che in diritto si chiama “stato di necessità”, non abbia agito con piena libertà e consapevolezza della sua altissima responsabilità. Indubbiamente i kasperiani e in generale i modernisti devono aver digerito malissimo il discorso del Papa al sinodo, dove lì ha dato chiara, libera e fiera prova di essere Pietro, e probabilmente si sono subito furiosamente scagliati contro il povero Burke, certamente responsabile ai loro occhi dell’abbominevole rigurgito reazionario e conservatore, al quale il Papa avrebbe momentaneamente ceduto col suo disgraziato discorso. [Ma guarda! E intanto ha lasciato, per espressa sua volontà, che i punti da non mettere neppure in discussione, non approvati, restino sul tappeto per le future discussioni, mentre le nomine e anche le  altre 'purghe' dimostrano esattamente il contrario di quanto qui affermato...]

Dobbiamo pertanto considerare che affinchè l’azione di un Pontefice sia efficace, come insegna la storia dei santi Pontefici, soprattutto riformatori, bisogna che le scelte relative ai suoi collaboratori siano sagge e coerenti col suo magistero dottrinale.  Se invece esse vi contrastano, non c’è da stupirsi se esse rimangono lettera morta e sorge il sospetto in molti che il Papa stesso non creda veramente a quello che dice. È inutile avere buone idee se poi non se ne affida l’esecuzione a collaboratori fedeli e capaci. E’ inutile proporre ottime dottrine, se poi non si puniscono coloro che spavaldamente le negano. Diversamente, certo il Papa conserverà il carisma della infallibilità dottrinale [non in assoluto, ma alle note condizioni], ma intanto ciò non impedirà a soggetti disinvolti come Melloni e Bianchi di proporre sfacciatamente al Papa la rinuncia alla sua infallibilità.

Con la sua mossa infelice contro questo suo Cardinale, il Papa forse non si rende conto che in Burke non ha colpito tanto lui e solo lui, ma piuttosto in lui quella parte migliore del collegio cardinalizio [nonché tutti i fedeli che cercano di rimanere tali e che gli esprimono tutta la loro solidarietà e vicinanza spirituale e materiale, se occorre] che è la più fedele alla sana dottrina, alla difesa della morale e al Successore di Pietro. Per questo sono certo che in questo gruppo di eletti Porporati non potrà non esserci del malcontento o forse dello sdegno per l’accaduto e non resteranno senza far nulla. “È questa — probabilmente si chiederanno gli Eminentissimi — la gratitudine del Papa per il nostro servizio?”. Ormai le ostilità sono aperte e bisogna lottare per il Vangelo e per il primato di Pietro. Bando ai criptoprotestanti e a tutti gli impostori.

Per molto tempo gli elementi migliori del collegio cardinalizio hanno lasciato parlare i loro confratelli smaniosi di protagonismo ed aspiranti al papato, s’intende un papato “moderno”. Ora sembrano dire: «Adesso griderò e sbufferò come una partoriente» ([Is 42,14]. Consapevoli della loro gravissima responsabilità di stretti collaboratori del Successore di Pietro, hanno cominciato a parlare e nessuno li fermerà. E sono convinto che il Papa capirà ed apprezzerà, se non vuole, come si suol dire, “darsi la zappa sui piedi”. I suoi veri amici non sono i kasperiani, ma il gruppo di Burke, capeggiato dal Cardinale Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Papa torna spesso a parlare della lotta apocalittica di Satana contro la Chiesa e della protezione efficacissima che viene dalla Madonna. Si vede che egli ha il chiaro sentore di ciò che sta accadendo. Se poi Pietro è la roccia sulla quale Cristo ha edificato La sua Chiesa, è evidente che tolta questa roccia, la Chiesa crollerebbe.

Per questo, tutti gli eretici e i distruttori della Chiesa possono farsi paladini dei più alti valori, ma tutti sono d’accordo nel voler abbattere il papato. Ma ecco che quando sembra che siano giunti a realizzare il loro piano, Dio li abbatte rovinosamente. Perché il fair play di Dio assomiglia a quello di un gran signore, che lascia per un certo tempo che ladri e truffatori gli sottraggono brano a brano parte del suo patrimonio, senza intervenire o facendo finta di non vedere, quasi ad invitarli silenziosamente a ravvedersi e a restituire il mal tolto; ma se questi persistono nello loro disonestà, ecco che improvvisamente si presenta loro ad imporre di pagare tutto il conto fino all’ultimo spicciolo.

Quando il papato è in pericolo, la Chiesa è nel massimo pericolo. Ma ecco che quando tutto sembra perduto, questo è il momento della salvezza e del riscatto.
Fontanellato, 10 novembre 2014
S.Leone Magno Papa
__________________
NOTE
(1) In che consiste l’infallibilità pontificia? Il Papa, come maestro della fede e successore di Pietro, e come pastore universale della Chiesa, salvo il caso in cui egli esprima un’opinione teologica privata o non sia compos sui per alterazione o sofferenza psico-emotiva, quando, in qualunque occasione pubblica o privata e con qualunque mezzo di comunicazione, di sua iniziativa (motu proprio) o sollecitato o interpellato da altri, sia da sè (ex sese), sia come presidente del Concilio ecumenico o capo del collegio episcopale sparso nel mondo, solennemente o semplicemente, in magistero ordinario o straordinario, insegna o interpreta, definendo o non definendo, ciò che attiene direttamente o indirettamente al dogma o ai dati della divina rivelazione o ai misteri della fede, non può dire né il falso né il falsificabile, perché è assistito da quello Spirito di verità che Cristo ha promesso alla sua Chiesa e al suo Vicario in terra al fine di comunicare con certezza il messaggio della salvezza integro ed autentico a tutto il mondo fino alla fine dei secoli. Resta solo eventualmente un problema di interpretazione di certe sue affermazioni, che la richiedono, relativamente al suo modo di esprimersi, che può essere insolito o meno appropriato, interpretazione che comunque dev’essere benevola e che può dare successivamente, se crede, lo stesso Pontefice. Avanzare qui sospetti circa l’ortodossia dei contenuti, sarebbe una grave ed inammissibile irriverenza nei confronti del Pontefice e metterebbe in serio pericolo l’anima di chi osa formare un tale sospetto e di chi lo prende per buono. [Un dire e non dire che mette le anime in ancor più serio pericolo. Esprimere perplessità e interrogativi, per di più ineludibili, non è irriverenza. D'altronde quelli dell'Autore cosa sono, se non pressanti e gravi interrogativi, pur se infarinati di dhimmitudine? Aggiungo inoltre che. ad esempio su questo blog, quando si è affrontata l'ortodossia o meno di alcuni contenuti, non si sono espressi "sospetti", ma constatazioni rapportate al Magistero perenne, se ancora esso ha diritto di cittadinanza ne La Catholica.]

(2) Jaca Book, Milano 1986.

(3) Cf Gesù il Cristo, Queriniana, Brescia 1986; il mio libro Il mistero della Redenzione, ESD, Bologna 2004, pp.318-329.

62 commenti:

Gliuliana Venco ha detto...

Mi permetto, con franchezza, a margine di un notevole articolo, che ne esce un papa o debole, o con scarsa capacità organizzativa o inconsapevole. Perché emergono tante contraddizioni nel reale che accade nella sua Chiesa. Se per rispettare questo pontefice, cosa che ogni cattolico vorrebbe fare con tutto il cuore, me "conservatrice" inclusa, bisogna cercare dei validi teoremi che dimostrino che non è in realtà "capace di intendere e di volere il medesimo oggetto", io mi chiedo se stiamo evitando a tutti i costi una semplice quanto amara verità. Che non piace a nessuno. Ma non mi piace nemmeno pensare che abbiamo un burattino come papa, in mano a dei cattivi e a dei collaboratori mediocri. Proprio perché in Vaticano ci sono moltissime personalità come Burke. Basta ascoltare loro.. (anche loro). In fondo..se vogliamo dirla tutta, con la finta bastonata a Kasper, a fine Sinodo. .Kasper sta ancora al suo posto. E questi sono i fatti.

RAOUL DE GERRX ha detto...

“ … la gelosa custodia dei valori perenni, in piena conformità con la riforma del Concilio Vaticano II e con la santa libertà che esso promuove, come per esempio la celebrazione della Messa Tridentina, in consonanza col ben noto Motu proprio di Papa Benedetto XVI Summorum Pontificum… ”

et blablabla, et blablabla…

Mais qui est l’auteur de cet article débile ?
Cavalcoli ?
Mamma mia ! Avec des gens comme lui, Bergoglio et ses comparses peuvent dormir tranquilles !

Anonimo ha detto...

Francamente questo articolo mi ha fatto pensare ad un coniuge tradito che attribuisce il tradimento alla cattiva influenza degli amici del o della consorte. Come può un uomo di una certa età (50/60?) non capire che tutti questi servi volenterosi e sciocchi non contano nulla senza l'impegno diuturno di Francesco? Il nostro purtroppo è molto peggiore dei Bianchi, Galantino ,Mogavero,Forte e compagnia eretica. Ringraziamo il Signore per l'età avanzata di Bergoglio perchè fosse stato più giovane nessuna potenza terrena avrebbe potuto evitare uno scisma dolorosissimo.Che il Signore ci aiuti.Bobo

Anonimo ha detto...

Possiamo disputare sui motivi per sempre...

i fatti però sono in evidenza...


http://www.ipetitions.com/petition/petition2CardinalsReFrancis

Osservatore

Anonimo ha detto...

A giudizio di Padre Cavalcoli Bianche e Melloni imporrebbero a Papa Francesco la loro visione teologica?
Ma non scherziamo: è Papa Francesco che usa Bianchi e Melloni per far digerire ai fedeli le proprie idee.

Anonimo ha detto...

Come già ho scritto altrove in merito a questo articolo: peccato che il diavolo sia il papa! O non é lui che ha fatto la pentola? Speriamo che il Padre eterno faccia il coperchio!

Cesare Baronio ha detto...

La miopia sconcertante dello scritto di padre Cavalcoli scopre - se mai ve ne fosse stato bisogno - una personalità al limite della dissociazione.

I gazzettieri odierni definirebbero questo atteggiamento cerchiobottismo : un voler salvare capra (Bergoglio) e cavoli (il Concilio) a tutti i costi, senza rinunciare alle solite frecciatine avvelenate contro i poveri lefebvrani, il cui solo torto è di costituire ancor oggi, e nonostante la persecuzione pluridecennale di cui sono fatti oggetto, un chiaro punto di paragone che mette in luce non solo le aberrazioni del sinedrio conciliare, ma anche - oserei dire soprattutto - quelle ancor più macroscopiche di certi sedicenti conservatori - à la Alleanza Cattolica, per intenderci, tanto solerti nel prosternarsi dinanzi al potente di turno - ieri Giovanni Paolo II, oggi Bergoglio - protestando fedeltà e devozione, testimoniata non di rado con la delazione e il disprezzo per quanti si macchiano dell'orribile crimine di assistere alla Messa degli immondi lefebvriani.

Padre Cavalcoli finge di non capire che la tattica bergogliesca - edotta dall'esperienza rivoluzionaria -
prevede un rigoroso gioco delle parti in cui un figurante, solitamente noto per estremismo ideologico, propone all'opinione pubblica una novità contraria alla dottrina o alla morale cattolica, per preparare il terreno al cambiamento prima parziale e poi ufficiale, prima derogatorio e poi definitivo.

Questi compagni che sbagliano trovano in Bergoglio il loro mandante, non il silente oppositore. E se qualcuno ha imbeccato Bianchi o Melloni, questi è proprio il gerarca argentino.

Riassumiamo:

- revisione della morale in senso lassista e pagano;
- revisione del papato in senso conciliarista;
- revisione degli ordini religiosi in senso mondano;
- revisione della missione della Chiesa in chiave filantropica;
- revisione dell'apostolato in senso ecumenista;
- revisione del sacerdozio e dell'episcopato in senso secolarizzante...

In tutto questo vi è una terribile coerenza, che non parte dal basso (come mai è avvenuto nella storia), ma da precise istruzioni di potentati e lobby che oggi hanno in Bergoglio un cooperatore attivo e determinatissimo, al punto da osar chiedere ai suoi amici che preghino affinché la rivoluzione che sta conducendo sia irreversibile!

Chi finge di non vedere si rende complice della scandalosa truffa ai danni della Chiesa. E padre Cavalcoli in questo non sembra far eccezione.

Complimenti per le glosse inserite nel suo articolo che, nonostante lo spreco di frasette ad effetto (specchietti per le allodole pseudotradizionaliste), sbrodola prono servilismo al limite dell'indecoroso.

+Baronio

Anonimo ha detto...

Il card. Burke è un uomo di fede. Accetta anche questo nella pace francescana, che non è rinuncia alla verità, ma gioia di servire Cristo, anche come aiuto-sacrestano.

Anonimo ha detto...

E non solo loro, basta ascoltare su radio megafono blabla franceschiani ripetuti 5 volte al giorno e l'orrida tv 2000......Luxuria non c'è andato grazie alle proteste, ma l'ineffabile Brunelli (ma costui non era un 'vaticanista' rai?....azz) ha solo rimandato il grande evento.....the show must go on.

RIC ha detto...

Senza commenti:

"Il Sinodo ordinario sulla famiglia dell'ottobre 2015, che seguirà a quello straordinario celebrato lo scorso mese in Vaticano, alla fine raggiungerà un ampio consenso su tutti i punti. Ne sono convinti il cardinale Walter Kasper, teologo promotore della riammissione ai sacramenti dei divorziati risposati, e il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio dei testi legislativi, che sono intervenuti in un incontro promosso a Roma presso il centro Russia Ecumenica - sul tema «Con papa Francesco lungo il percorso sinodale sulla famiglia: un banco di prova del pontificato riformatore» -, in cui hanno tracciato anche un bilancio personale dei lavori sinodali cui hanno preso essi stessi parte.
«Come definire Papa Francesco? - ha premesso Kasper - Io direi che una buona definizione per lui è quella di conservatore intelligente. Conservatori del resto erano anche Paolo VI e Giovanni XXIII, ma intelligente perché sa che il Vangelo non è come un oggetto prezioso dietro una vetrata in un museo ma si deve trasmettere di generazione in generazione, è un processo».
Anche Benedetto XVI d'altronde, secondo il teologo tedesco, «era molto aperto, un po' più dei suoi seguaci un po' meno intelligenti». Kasper si è detto quindi soddisfatto sulla discussione veramente «libera» avuta al Sinodo. «Questo - ha rimarcato - non va a detrimento della Chiesa che non è un'istituzione totalitaria, sono sicuro che alla fine avremo un consenso largo».

RIC ha detto...

Socci su Burke:


DEDICATO A BURKE, "GRANDE CARDINALE" (COME LO HA DEFINITO PAPA BENEDETTO) MA DEFENESTRATO DA PAPA BERGOGLIO PERCHE REO DI AVER DIFESO LA DOTTRINA CATTOLICA (seguiranno altre epurazioni e vendette)

"Un solo peccato è oggi severamente punito:il rispetto attento delle tradizioni dei nostri padri. Per questo motivo i buoni sono scacciati dal loro posti e portati nel deserto"

S. Basilio Magno , Ep. 243

(San Basilio scriveva questo contro gli eretici ariani che imperversavano nella Chiesa grazie all'appoggio del Potere, cioè dell'imperatore Valente)

Aldo Palamara ha detto...

Il pontificato del vescovo di Roma è svolto all'insegna di una nuova evangelizzazione, quindi di un nuovo annuncio, non del Dio rivelato da Gesù Cristo (''non credo in un Dio cattolico ''), ma, dato che i suoi confratelli sono andati a prenderlo alla fine del mondo, quello di uscire verso le periferie esistenziali (''chi sono io per giudicare'') dove la dignità della persona deriva dal lavoro, la misericordia nasconde il peccato e si vuole squarciare l' indissolubilita'del matrimonio, giusto per non fare proselitismo cattolico.

viandante ha detto...

Questa volta Raoul de Gerrx mi ha preceduto.
Non riesco più a leggere fino in fondo articoli di questo tenore, il BLA, BLA, BLA è sempre più assordante.
Si aprano gli occhi e con umiltà si riconoscano gli errori che da più di 50 anni apertamente la Chiesa diffonde.
Come dicevo ad un amico certa pastorale non va bene neanche sugli alpeggi!

murmex ha detto...

Il padre Cavalcoli cerca disperatamente ,da tempo , di arrampicarsi sugli specchi , penso animato da sincero amore per la Chiesa e il Papato e dalla volontà di non scandalizzare i fedeli . Mette in campo la sua credibilità di studioso , e questo mi pare ammirevole ma anche da compassionare :tutti vedono che molte conclusioni non reggono . Solo un esempio palmare : o il card Kasper è un bugiardo patentato , e non solo in un fatto marginale come la smentita delle parole poco rispettose per i Vescovi africani , ma addirittura tirando in ballo il Pontefice , attribuendogli fraudolentemente il consenso esplicito alle sue tesi eretiche ,cosa che mi pare gravissima , o ha detto la verità . Tertium non datur . Il padre Cavalcoli sorpassa tutto ciò come se fosse una bagatella .Se Kasper ha detto la verità , tutto il suo castello di carte crolla. E tutto fa pensare che abbia detto , in questo caso , la verità

Josh ha detto...

mi trovo particolarmente d'accordo con le "glosse in blu" di Mic e col commento di Cesare Baronio che ha scoperto per bene gli altarini.

murmex ha detto...

Leggo ora l'intervento di Beronio . Analisi ineccepibile . Ma stavolta il figurante , nel suo sdegno contro chi aveva osato contrapporglisi , nella sua foga autodifensiva , ha fatto una mossa sbagliata , ha scoperto le carte . Meraviglia che i "conservatori " non vogliano aprire gli occhi .

Josh ha detto...

ma passo per passo:

_Cavalcoli "il papa non si renderebbe contro chi e cosa avrebbe colpito, colpendo Burke"/ No, il papa lo sa benissimo. Colpisce uno che crede nelle dottrine sante, a differenza di lui e che per questo poteva essere un oppositore. Altre giustificazioni non ci sono, età di Burke compresa, e meno ancora suo operato.

_il convegno a Bose con Bianchi, Melloni e le idee distorte della "Scuola di Bologna": hanno ovviamente in animo una diminutio della sacralità, una diminutio dell'etica, una diminutio dei ruoli, ma è il papa ad aver appena promosso Bianchi al Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani. Non si tratta di non aver il coperchio, ha creato lui pentola e coperchio nella direzione che voleva.

E il guaio dei pontificati precedenti è stato non averli scomunicati apertamente per tempo, ma aver soprasseduto per la 'libertà di ricerca' che poteva avvenire anche extra moenia. Non tirerei fuori, come fa Cavalcoli, lo Spirito Santo in queste cose, quando poi si parla di cambi dottrinali gravi delegittimanti e desacralizzanti perchè davvero fuori luogo, se non offensivo.

Offensivo pari quanto a dire "la Verità è solo relazione" o "il Logos non è nulla di per sè, ma solo se diventa dialogos", che chi conosce il parlare sacro e il valore della Parola sacra, sanno di bestemmia.

tralcio ha detto...

E' bene essere aperti alle varie ipotesi, essenzialmente quattro:

-CAPITANO DI LUNGO CORSO: chi regge il timone ha ben chiaro quel che sta succedendo e saprà condurre tutti fuori dalla tempesta, sapendo fare il meglio per tutti, riportando ordine nella ciurma divisa.

-BURATTINAIO-FALSO PROFETA: chi regge il timone è lucidamente l'ideatore dell'ammutinamento che porterà a gettare in mare la parte avversa, per poter veleggiare, "finalmente liberi", verso il "nuovo mondo".

-BURATTINO: chi regge il timone non sa che cosa guarda il suo nocchiero, anche se si fida di quel che gli dice, portando la barca dove non vorrebbe (sugli scogli).

-COME I FILI DELLE MARIONETTE: chi regge il timone se ne infischia dei bollettini del mare, della ciurma, delle rotte, preferendo credersi in un videogioco, trastullandosi nelle proprie fantasticherie, pescando al bolentino dal ponte di Santa Marta e organizzando grigliate e fritti misti.

In questo periodo ho variamente propeso per l'una o l'altra ipotesi, consolidando la convinzione che abbiamo a che fare con una persona intelligente e assai scaltra. Tolte le ipotesi più ingenue, resterebbero la uno e la due. E, spiace dirlo, è impossibile non iniziare a nutrire qualche sospetto... Perciò prego più di prima, perchè il Signore porti chi regge il timone a fare quel che deve, per la barca di San Pietro.

Josh ha detto...

_@Cavalcoli : Non c’è dubbio, invece,
che il Santo Padre da tempo stia dando prova di scelte di carattere dottrinale assolutamente inusistate per la fede cattolica, sulla stessa linea i suoi giudizi su teologi che sostengono idee fuori della dottrina (Kasper, Forte...):
fatti, questi, tutti conseguenti, che invece di frenare il modernismo e l'eterodossia lo favoriscono, ecco perchè sono tutti convinti che si tratti a ragione di un papa “modernista”.

Josh ha detto...

@Cavalcoli
al di là che il lefevrismo non si scrive nemmeno così e non esiste,
il papa nel discoso finale del sinodo non ha affatto condannato il modernismo,
e non ha condannato nemmeno le aperture etiche da lui stesso preparate verso adulteri e sodomiti, auspicando in pratica di dare la Comunione anche a loro pur senza vero ravvedimento;

si è anche augurato che in questo anno i "tradizionalisti che trasformano il pane in pietra e lo scagliano contro i deboli e malati" facciano passare la Comunione data in peccato mortale ad adulteri e omosex:
in più affermare come ha fatto che "tradizionalisti trasformano il pane in pietra e lo scagliano contro i deboli e malati"
oltre che una falsa accusa infamante, è una bugia, perchè nessuno ha scagliato pietre, ma casomai domandato conversione, dovere di OGNI pastore; in più
adulteri e sodomiti non sono deboli nè malati-secondo la cultura d'oggi- ma peccatori, o al limite malati cui non si dice più nè la malattia nè la cura.
Lo scrivere di Cavalcoli è allora palesemente falso.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Anche Cavalcoli, dopo questo articolo, sarà cacciato da radio Maria dal gosparo Fanzaga?

Josh ha detto...

Le proposte di Kasper di sdoganamnto di adulterio e sodomia premiate con l'Eucarestia erano vecchie come il cucco.
Ci aveva già provato nel 1993 e non si è fermato dopo la condanna delle sue tesi da parte di papa Giovanni Paolo II e del card. Ratzinger.

Ma era assurdo anche 1 anno e 6 mesi fa dire che un testo stracolmo di eresie come "Misericordia" fosse un testo cattolico, in cui lo stesso Cavalcoli trovò folle l'ammissione del Dott. K. che Dio, dopo Auschwitz, avrebbe rinunciato a punire e a giudicare d'allora in poi come sostenuto nel testo.
Era chiaramente un'altra curiosa inventio del dio, rigorosamente minuscolo, transeunte della storia.

Turiferario ha detto...

Cavalcoli parla, come recita un vecchio detto, a nuora perché suocera intenda. Ovvero: mica può dire esplicitamente che il Papa è impazzito e sta prendendo a tutta birra decisioni sconsiderate. Anche perché se lo dicesse finirebbe a fare il viceparroco in un paesino di montagna e ci sarebbe un'altra voce critica in meno. Per cui se la prende con Bianchi, Melloni, Kasper e compagnia briscola, facendo intendere direi piuttosto chiaramente che dietro di loro c'è il Papa. I tempi (ma anche il rispetto per le istituzioni, chiunque sia chiamato a ricoprirle pro tempore) richiedono escamotage di questo genere. E a osarli sono anzi i più coraggiosi, gli altri si limitano ad applaudire e se hanno dubbi li tengono per sé.

Josh ha detto...

tutta la filippica anche giusta di Cavalcoli contro Rahner, la depenalizzazione del peccato, la mancanza di ascesi, il 68inismo,
Lutero, Cartesio, Hegel,
non si accorge (o vuole non accorgersi) che tutto quel pout-purrì lì non è nè stato condannato dal papa per un verso, che ne appare anzi il frutto, dall'altro è proprio quell'atteggiamento antimetafisico inaugurato dai punti più astrusi del Concilio.

"Non si presuppone in questa impostazione formativo-pastorale una verità certa, unica, oggettiva e immutabile, ma solo un pluralismo di culture e tutto si risolve nel primato e nell’assolutezza della coscienza soggettiva" proprio così, seppur condannato da S. Pio X e Pio XII, è dal Concilio in poi che ha avuto il suo trionfo.

Il sottofondo storicistico, antimetafisico e relativista di Kasper è proprio il motivo per cui il papa l'ha scelto.

Nuovamente: quanta antimetafisica e storicismo c'è in "la verità non è assoluta, ma solo relazione"? Quanto in "il Logos di per sè non è nulla finchè non diventa dialogos"? Più immanentismo storicista diveniente, relativista e antitrascendente di questo non si sa cosa ci sia sulla faccia della terra.

Josh ha detto...

"Devo dire peraltro francamente che non riesco ad armonizzare questa decisione del Papa col suo magistero dottrinale e la sua conclamata volontà di riforma."

io invece trovo la scelta antiBurke, per di più senza un "processo" (per cosa mai?) canonico o similari, ma voluta d'imperio,
strettamente conseguente alla dogmatica, etica, morale, metafisica irriconoscibili come cattoliche espresse finora dall'attuale pontificato.

Josh ha detto...

"lo stato di necessità" non era poi un qualcosa originato dal card. Burke,
ma dall'attuale china eretizzante della Chiesa cattolica che sembra sempre di più un'altra religione.

I problemi sono iniziati decenni fa, ma al punto in cui siamo ora, siamo arrivati di corsa nell'ultimo anno e mezzo.

Josh ha detto...

Cavalcoli
"E’ inutile proporre ottime dottrine, se poi non si puniscono coloro che spavaldamente le negano."

al di là che è da tempo che si cerca ma 'le ottime dottrine' non si trovano proprio,
in realtà il papa ha proprio punito (Piacenza, Burke, F. I.) chi ha negato fossero buone le sue idee
di sdoganamento del peccato, che lui stesso appoggiava.

se Cavalcoli si rileggesse la Evangelii gaudium così come ha approfondito le bestialità di Rahner....

Sulla sua teoria degli 'amici del papa' forse Cavalcoli dimentica i pentecostali, Traettino, Boff, il B'nai B'rith, il rabbino Skorka, Shimon Perez per l'unione di tutte le religioni, quelli dei centri okkupati che odorano di guerra, lotta e periferia etc etc

Anonimo ha detto...

Avrà padre Cavalcoli il diritto di avere la sua opinione? Perchè lamentarsi? Forse mic vorrebbe un tradizionalismo dal pensiero unico? Comprendo che la tolleranza e il rispetto, che si richiede per sè stessi, non si è disposti a concederla agli altri.

Piave ha detto...

Padre Cavalcoli ha scritto un testo che per me è condivisibile in diversi punti. Come però è già stato notato e scritto da altri, credo anch' io che egli parta da un punto di vista non corretto. Non è il vescovo di Roma che "subisce" ma è lui che accende la rivolta. Poi credo che il discorso al termine del Sinodo - a cui fa riferimento Padre Cavalcoli in favore di bergoglio - non voglia dire nulla visto poi quello che continua a dire e a fare. Il suo saltare sul carro dei vincitori alla fine, dopo aver parteggiato e sostenuto gli sconfitti del Sinodo sin da prima che iniziasse, è un ottimo segno per capire il personaggio. Altro che pastore buono e umile.

mic ha detto...

Ad Anonimo 19:30
Nessuno mi pare abbia contestato a padre Cavalcoli il diritto di esprimere le sue "opinioni". Semplicemente esse hanno un peso perché si tratta di uno studioso serio ed autorevole e non si comprende perché vengano scambiate per mancanza di rispetto normali confutazioni e anche riflessioni suscitate dai suoi pensieri; cosa peraltro usuale, in qualunque contesto accademico.
E, anche se un semplice blog non è un contesto accademico, mi pare che qui si cerchi di far uso sia della ragione che delle ragioni della propria fede....

mic ha detto...

Aggiungo per lo stesso anonimo che, quando si tratta di fede, la tolleranza rispetto ad una dialettica che si arrampica sugli specchi, dimostrata tale, diventa complicità e si confonde il rispetto (che non è mancato nello stile delle confutazioni), con l'acquiescenza o il servilismo.

Anonimo ha detto...

Certo che è uno spettacolo grandioso vedere una religione che tra mille tempeste e difficoltà è rimasta solida, salda e chiara per duemila anni e in diciotto mesi si è ridotta a un inestricabile, indecifrabile guazzabuglio dove nulla è come prima e ogni cosa è stata ribaltata.
E come disse qualcuno: siamo solo all'inizio.
Miles

bernardino ha detto...

I progetti di Dio sono imperscrutabili.
Ora il Card. Burke potrebbe essere ancora più utile alla Chiesa cattolica.

Cesare Baronio ha detto...

Per amor di verità sarebbe il caso di guardarsi anche un po' indietro, visto che il galero cardinalizio non è stato imposto a certi personaggi da Bergoglio, ma dai suoi predecessori, i quali - tutti, nessuno escluso - lungi dall'usare della propria autorità per sradicare il diffondersi dell'eresia in seno alla Gerarchia, hanno viceversa ratificato - vuoi col silenzio, vuoi con promozioni sconcertanti o con atti espliciti nella stessa direzione - il comportamento ribelle di quelli che allora avevan dato prova di essere in potenza ciò che oggi appaiono in atto: eretici patentati.

Le premesse dottrinali delle deviazioni bergogliane sono tutte contenute in nuce nel Concilio e nel magistero (chiamiamolo così) di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

E il paradosso è che ci troviamo oggi quasi a rimpianger costoro, e vi è chi osa additarli come paladini dell'ortodossia, nonostante Assisi, i disastri della revisione dei Concordati, i baci al corano, l'apologia della laicità dello Stato, la propaganda dell'ecumenismo, la messa in discussione del Limbo, le accordi sulla dottrina della Grazia per compiacere i protestanti, i silenzi sul Filioque per non irritare gli eterodossi d'Oriente. Chi non ricorda, al pontificale per i Santi Pietro e Paolo di alcuni anni orsono, la decisione di sostituire il Simbolo Niceno Constantinopolitano con il Simbolo degli Apostoli, sotto le volte della Basilica Vaticana e al cospetto del Vicario di Cristo, alla presenza dei prelati scismatici ivi invitati? E sul trono di Pietro non sedeva il lanzichenecco, ma Ratzinger.

Oggi si comprende che i principi posti allora non potevano trovare altro compimento se non nelle deviazioni odierne: perfettamente coerenti con quanto fu teorizzato sin dall'epoca di Roncalli ed ancor prima.

Non è un caso che sia proprio Bergoglio a canonizzare Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, e a proclamare beato (ex hoc omnes beatam me dicent omnes generationes) nientemeno che Paolo VI, che pure non riscosse mai simpatie nel popolo cristiano, ma solo in quelle che a giusto titolo meritarono l'appellativo di vedove Montini.

Se la cantano e se la dicono, per usare un'espressione popolare. Hanno la loro chiesa, la loro liturgia, la loro dottrina e naturalmente i loro santi.

Che poi in tutto questo non vi sia nulla di cattolico (e quel poco che vi sopravvive sia un cascame destinato a scomparire a breve ma utile per ingannare i semplici), a loro poco importa.

In questa grande tribolazione, ci siano di consolazione dalle parole del Salmista:

Noli aemulari in malignantibus, neque zelaveris facientes iniquitatem; quoniam tamquam foenum velociter arescent, et quemadmodum olera herbarum cito decident.

Anonimo ha detto...

Padre Cavalcoli è certamente un grande studioso (la cosa è pacifica), serio e autorevole . È un religioso e fa parte di un grande Ordine religioso (anche se ora ha qualche problema). Concordo con Turiferaio: ha detto anche troppo. Ma è molto chiaro nel senso delle cose. È anche un avvertimento (spero di cuore abbia le sue fonti e abbia ragione): la punizione di Burke rafforza la decisione dei fedeli alla retta dottrina di alzare la voce. E la disfatta degli eretici non fa che avvicinarsi.

Felice ha detto...

Se Kasper e Forte non la pensassero, parola per parola, come Bergoglio, il Sinodo lo avrebbero seguito leggendo i giornali!

Anonimo ha detto...

Le confutazioni e le riflessioni sono legittime. Tutti possono farle. Non comprendo il motivo di lamentarsi per il fatto che il tradizionalismo sia "assurdamente dolorosamente rovinosamente frastagliato". Se, come dice mic, c'è il rispetto delle opinioni altrui, anche se non condivise, sembra che sia sopportazione, più che rispetto. Perchè i commenti a margine celano il dispiacere di chi vorrebbe che sia avesse un pensiero unico. Almeno a me è sembrato così. Grazie.

mic ha detto...

Il pensiero unico è quello di chi ci vorrebbe tutti proiettati e fagocitati in un rinnovamento, che è una vera e propria "rivoluzione", che rinnega ciò che di più sacro il Signore ci ha consegnato.
La chiami sopportazione, la chiami come le pare. Le nostre convinzioni, che sono testimonianze, convergono con la fede che abbiamo ricevuto che contiene un Testamento, eredità inalienabile e incorruttibile, che nessuno può deturpare senza suscitare la nostra "resistenza". Così come nessuno potrà togliercela.

Felice ha detto...

Su questo medesimo argomento il prof. De Mattei ha scritto su Riscossa Cristiana una magistrale riflessione, che fa impallidire questo articolo a dir poco contraddittorio.

viandante ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Josh ha detto...

Anonimo 12 novembre 2014 21:53

"i commenti a margine celano il dispiacere di chi vorrebbe che si avesse un pensiero unico."

le dirò, in realtà, sulla Rivelazione, e ciò che implica accettarla come credenti che devono obbligatoriamente camminare verso la santificazione,
non ci sono altre vie, nel senso che non ci sono scorciatoie, ma solo la porta stretta.

Rr ha detto...

Sulla vicenda Burke la rivista americana National Review, vicina al partito repubblicano, ha pubblicato un articolo di un religioso, fortemente critico sulla demotion del cardinale.
NnationalReview e' molto letta, ed e' pubblicata online, oltre che in presse . Quindi e' una voce che conta in USA.
Ho paura che quest' anno a Roma arrriveranno molti meno soldi dagli States...
Rr

Anonimo ha detto...

Per Josh: il sottoscritto anonimo si riferisce alle opinioni di padre Cavalcoli non condivise da mic, non alla Rivelazione.

Anonimo ha detto...

A proposito di opinioni esternate più o meno brutalmente, mi permetto di osservare che qui Baronio, mi pare abbia un filino esagerato:

"proclamare beato (ex hoc omnes beatam me dicent omnes generationes) nientemeno che Paolo VI, che pure non riscosse mai simpatie nel popolo cristiano, ma solo in quelle che a giusto titolo meritarono l'appellativo di vedove Montini".

Va bene tutto, però a casa mia queste si chiamano calunnie.
Caro Baronio, con quel nickname impegnativo che si è scelto, dovrebbe essere più misurato: altro che Annales, su, per favore...
humilitas

Anonimo ha detto...

il sottoscritto anonimo si riferisce alle opinioni di padre Cavalcoli non condivise da mic, non alla Rivelazione.

Si dà il caso che le osservazioni di mic alle "opinioni" di padre Cavalcoli, sono fedeli alla Rivelazione...

mic ha detto...

Sono d'accordo con Humilitas circa l'espressione di Baronio, che poteva risparmiarsi, in un contesto impeccabile.
Anche perché sono sufficienti le questioni dottrinali che son quelle che noi sottolineiamo. E attenzione, sempre, al pulpito da cui si parla.

Anonimo ha detto...

terribile , siamo solo all'inizio !
http://www.tempi.it/madrid-battaglia-contro-la-mostra-d-arte-femminista-che-invita-a-bruciare-le-chiese#.VGRZzZOG92A

lister ha detto...

@ mic e umilitas
Per contro, nel mio piccolo se mi è permesso, sono totalmente d'accordo con quanto afferma Cesare Baronio e soprattutto con quel: "...nientemeno che Paolo VI..."
E lo dico con piena cognizione di causa.

lister ha detto...

@ mic e humilitas
Tra l'altro, leggo tante esternazioni, anche di disperazione, dopo la rimozione del Cardinale Burke da parte di Bergoglio (io ho firmato la petizione) e ci si dimentica della rimozione del Cardinale Mindszenty da parte del Montini: un'operazione di carattere politico che non avrebbe minimamente dovuto sfiorare il pensiero di un "Beato".

Annarè ha detto...

Innanzi tutto il Papa alla fine del Sinodo non ha bacchettato nè i Lefebvriani neè i modernisti, o forse si i modernisti troppo moderati, voleva che avessero osato di più, perchè secondo lui non troppo aperti alle sorprese di dio(si dio Bergoglio).
Il Papa non è ne tenero, nè semplice, nè manipolabile, è un caterpillar che distrugge tutto e affossa tutti i nemici. Però Dio vince sempre.

Anonimo ha detto...

Sia lodato Gesù Cristo !

Ci puo indicare la FONTE di questo articolo ?

GRAZIE,

Sono le minoranze che fanno la storia.

dE+

mic ha detto...

Sempre sia lodato!

Sono le minoranze "determinate", che fanno la storia... E la nostra determinazione può venir solo dalla grazia di Cristo...

La fonte l'ho indicata nella introduzione.

Anonimo ha detto...

Lister, la mia piccola reprimenda nei confronti del commento un pochino fuori luogo di Baronio non voleva essere una dichiarazione di apprezzamento per tutto quanto fatto da Paolo VI: per quanto mi riguarda personalmente, io gli sono grata giusto per la Humanae Vitae e le lacrime (spero non di coccodrillo ma non credo) versate sui guai del CV2; col nuovo messale ha fatto il danno e lo sappiamo tutti; l'altra cosa che non mi spiego come abbia potuto firmare è l'istruzione Memoriale Domini (era l'anno dopo la HV e forse, semplicemente, non ha avuto il coraggio di fare l'eroe una seconda volta...).
Ciò detto, tirare fuori vecchie dicerie, porcherie e pettegolezzi come ha fatto Baronio mi pare inammissibile in un consesso come questo... Mentre la sua osservazione, Lister, relativa a quella sciagurata rimozione, è del tutto pertinente.
humilitas

Anonimo ha detto...

Lodati e serviti siano i Sacratissimi Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe!
Il COPERCHIO SI INTRAVEDE: 1. GLI EFFETTI ED INTENZIONI DI RAVASI CON pope d'orse; 2. La "rifondazione ideologica" (vedi artic. di Liberta e Persona) della vita consacrata; 3. Il fine abominevole del Sinodo per la Famiglia (del prossimo anno) al quale è stato gìa votato dal "magistero del abominio desolante" al cui apartengono ormai dichiaratamente tanti vescovi e teologi insieme a famiglie snaturate ideologicamente.
COMUNQUE UN GRANDE CRIMINE PER LA FEDE E LA SPOSA DI CRISTO CIO CHE SUBISCE/SUBISCONO IL CARISSIMO CARD. BURKE/I CARDINALI FEDELI (SIMILMENTE AL TRADIMENTO SUBITO DAL CARDINAL MINDSENTY AL SUO TEMPO E DA TANTI VESCOVI MARTIRI DELLE CUI CHIESE NON HANNO AVUTO VOCE AL PARA-CONCILIO VATICANO II UNA COSA DELIBERATAMENTE VOLUTA DALLO STAFF GUIDATO DAI Pp. O.N.U. GIOVANNI XXIII E PAOLO VI; CON LA SUA MESSA CHE - spero uscirano più prove - HANNO PROMOSSO UNA MESSA ECUMENICA O.N.U. CONCEPITA A GINEVRA)!!!
Che Dio ci dia la forza della sua martirica fedeltà!
don +pazzo della Gustosa Verità Mariana e Petrina Cattolica

Silente ha detto...

Scrive Baronio:
"Padre Cavalcoli finge di non capire che la tattica bergogliesca - edotta dall'esperienza rivoluzionaria -
prevede un rigoroso gioco delle parti in cui un figurante, solitamente noto per estremismo ideologico, propone all'opinione pubblica una novità contraria alla dottrina o alla morale cattolica, per preparare il terreno al cambiamento prima parziale e poi ufficiale, prima derogatorio e poi definitivo.
Questi compagni che sbagliano trovano in Bergoglio il loro mandante, non il silente oppositore. E se qualcuno ha imbeccato Bianchi o Melloni, questi è proprio il gerarca argentino.


Come non essere d'accordo?

Silente ha detto...

Cara Rosa
vedo che siamo almeno in due in Italia a conoscere la "National Review". Certo, la preferivo quando - decenni fa - era diretta da Bill Buckley. Oggi è molto schiacciata su un conservatorismo "mondialista". La sua posizione anti-Putin mi è decisamente ostica.
Mi sento più vicino alle posizioni, minoritarie nei Reps, di un Pat Buchanan, cattolico, ultra-conservatore, tradizionalista in termini di costumi e di morale.
Da tempo non sono più abbonato all'edizione cartacea, ma comunque trovo interessanti alcune sue analisi che leggo su su quella on-line.
Mi fa piacere sapere che non sono il solo.
Silente

Rr ha detto...

Silente,
io sono stata abbonata all'NRO alcuni anni fa, poi ho disdetto quando hanno iniziato a seguire una linea "mondialista", come dici tu, epurando tutti coloro che ragionano con la loro testa e san fare due +due= quattro.e non cinque, cfr Orwell . Soprattutto han cognizioni scientifiche molto fondate (per es. sui problemi della delinquenza in USA e le sue cause).
Quindi, se persino la nuova NRO pubblica un articolo critico sulla demotion di Burke, è molto importante. In USA il vento sta, forse, cambiando, ma ora che in Italia ed in Vaticano se ne accorgono, passeranno, come al solito 10 anni.
Su Buchanan concordo con te.
RR
PS: se sei di Milano, domenica pomeriggio al Castello Sforzesco, in occasione di Bookcity, Gnocchi e Perfetti parleranno di Conservatori, in occasione di una riedizione di Prezzolini
Se t'interessa, posso fornirti ulteriori particolari.

lister ha detto...

Gentile humilitas,
che siano "vecchie dicerie e porcherie" è vero ma "pettegolezzi" no.
La gola profonda fu R. Peyrefitte, diplomatico e stimato scrittore francese, autore di numerosi romanzi ed apprezzati pamphlet e che, di quelle cose, s'intendeva.
Peraltro non fu mai querelato per le sue affermazioni.
All'epoca avevo 30 anni -più o meno- e ricordo che lo scandalo fu sapientemente e velocemente insabbiato.
Un eventuale zelante "avvocato del diavolo" (se non fossero stati inopinatamente aboliti da GPII) lo avrebbe certamente dissotterrato durante il processo di beatificazione. Ma tant'è...

Rr ha detto...

Lister,
Basta leggere i suoi discorsi a chiusura del Concilio o all' Onu, oltre alle nomine vescovili da lui fatte, specie in USa, al suo comportamento ambiguo per tutto il suo papato, per non citare l' invio su due piedi a Milano, per far capire le cose come stavano a chi vuole capire e non foderarsi il cervello di prosciutto.
Oltretutto certe situazioni rendono chi le vive ricattabile, ricattabilissimo, per es. da servizi segreti di potenze nemiche. Ostpolitik, by chanche .
Rr

Anonimo ha detto...

sono d'accordo con lister; ormai sono in molti, come me, ad essere scandalizzati su questa ennesima beatificazione lampo. Prima di mettere un uomo sugli altari, non si dovrebbe, come in 20 secoli accadeva, svolgere un serissimo e accurato processo, per esaminare la sua vita al fine di verificare le famose VIRTù cristiane vissute in grado EROICO (= al di sopra della media dei comportamenti, per lo più tiepidi-lassisti delle masse) ?
tutti promossi alla santità senza esami, purchè siano papi conciliari dal '60 in poi ? e questa sarebbe la serietà di questa chieesa docente e santificante ?
queste domande se le dovrebbe fare qualunque persona di buon senso, prima che di retta fede, per non bere supinamente qualunque assurdità ci venga imposta da questo regime di atroci inganni, scandali e confusione alla fede dei piccoli.
lg

lister ha detto...

Eppure, Rosa, ce lo siamo ritrovato "Beato".
...e l'omo campa!

Anonimo ha detto...

Di fronte a questo toalitarismo clericale, a questa accelerazione impressa alla deriva anticattolica dal Vaticano (filoprotestante, filocomunista, ecumenista e massonica, con epurazioni nella gerarchia, riabilitazione della TdL, spinta ecumenista e filoprotestante, simpatie massoniche per il NWO e l’ONU delle religioni, o nuova religione unica mondiale) ci sono tre distinte posizioni nella ricerca delle responsabilità e, in particolare, dell’accertamento se papa Francesco ne abbia la colpa o meno:
1) una è quella di Francesco Colafemmina (vedi “Totalitarismo vaticano” in Fide set Forma): il papa e la sua “giunta” sono colpevoli, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, ma la base è innocente, raggirata ed ingannata (candide colombe!);
2) un’altra è quella di Padre Cavalcoli de La Nuova Bussola: il papa è innocente, è all’oscuro di tutto, è tutta opera del suo entourage, che tradisce la fiducia che il papa ripone in loro (un po’ quello che faceva Montini quando era addetto alla Segreteria di Stato, nei confronti di Pio XII);
3) la terza, infine, è quella del bravo Antonio Socci: Bergoglio è colpevole, ma il papa no, e questo poiché Bergoglio non è papa, non è stato validamente eletto, il papa regnante è ancora Ratzinger; quindi Bergoglio è un usurpatore, un golpista , colpevole quanto coloro che ha chiamato accanto a sé per distruggere la Chiesa Cattolica.
Le posizioni 2) e 3) rivelano un assioma, tacitamente accolto e difeso : il papa non si critica mai (alla Padre Livio), né tantomeno si accusa o si giudica, per cui la colpa è dei suoi collaboratori (ma chi li ha nominati? chi ha allontanato i moderati?) oppure lui non è papa, è uno che usa poteri che non ha ricevuto validamente.
La posizione 1) mi sembra peccare un poco di ingenuità; ci sono certi pretini, certi curati, con la bava alla bocca da tanto odio che dimostrano verso la Chiesa preconciliare ed i cattolici tradizionalisti,e ciò vale anche per i religiosi, frati, suore, sacerdoti di ordini religiosi, ecc); eh no, la base non è affatto immune, salvo il “piccolo resto” di evangelica memoria. Sia lodato Gesù Cristo.