domenica 26 giugno 2016

don Elia. La sagra delle corbellerie

Sembra che non ci sia proprio fine al getto continuo di bestialità cui ci ha abituato, nostro malgrado, il pontificato targato AL (America Latina). Come però è stato opportunamente osservato, anche nella Chiesa c’è un limite di sopportabilità, pur con tutto l’aiuto della grazia, specie se chi dovrebbe rappresentare Nostro Signore si diverte a bestemmiarlo come un ragazzino che sa di farla sempre e comunque franca. Il tempo massimo di sopportazione di una prova permessa da Dio, secondo la Bibbia, si aggira intorno ai tre anni e mezzo; possiamo quindi chiedere convintamente al Cielo che, dal 13 settembre prossimo, dia un’occhiata verso Santa Marta e provveda, in un modo o in un altro, a porre fine a questo interminabile scandalo che devasta la vita delle anime.

Ce ne siamo convinti subito, fin dall’inizio: anche le più madornali sciocchezze sparate dall’innominabile personaggio sono ben studiate e calibrate secondo un preciso progetto di demolizione controllata. E tuttavia si stenta a credere che un individuo dotato di un’ignoranza così crassa che più crassa non si potrebbe sia giunto alla posizione che occupa. Metteteci pure la mafia di San Gallo e tutte le lobby gay del Vaticano, ma almeno un po’ più di buon gusto avrebbero potuto averlo, se non altro per rispetto dell’istituzione. Che ingenuo: gente rotta alla perversione morale e intellettuale più ripugnante, che rispetto e che buon gusto può avere? Ma quel che lascia veramente basiti è il rapimento mistico di un’assemblea di migliaia di persone, teoricamente qualificate dal punto di vista pastorale, che nella cattedrale romana si bevono estasiate un discorso blasfemo e sovversivo.

Tanto per cominciare, il Messia non si è affatto preso la licenza di fare il burlone dinanzi a una donna trascinata alla lapidazione. Come Dio, con il Suo dito, aveva scritto i Dieci Comandamenti sulle tavole di pietra (cf. Es 31, 18), così Gesù si mise a scriverli per terra per rivelare di esserne l’autore: Egli è il Verbo, fonte e garante della legge divina. Il Figlio di Dio non ha certo violato né la legge né la morale, di cui è principio e fondamento; ha invece perfezionato una legge ancora imperfetta, data in forma provvisoria a causa della durezza dei cuori (cf. Mt 19, 8). La legge morale da Lui portata a compimento è invece completa e definitiva: non ha bisogno di integrazioni né di reinterpretazioni di sorta; sostenere il contrario è eretico.

Chi, in un’occasione, asserisce che il Signore avrebbe mancato alla Sua legge in una disposizione caduca, in un’altra pretende di sfruttare un’altra disposizione caduca di quella stessa legge per giustificare l’adulterio permanente delle seconde nozze. Disonestà intellettuale, carenza cognitiva o schizofrenia latente? È esattamente quell’uso della legge, contorto, interessato e strumentale, che il medesimo comiziante rimprovera ai farisei, i quali, come insegna san Paolo (cf. Fil 3, 19), avevano per Dio il loro ventre (eufemismo indicante il prepuzio) e, di conseguenza, si vantavano della loro vergogna (altro eufemismo designante i genitali). Era inevitabile che stravolgessero la legge divina, visto che non ne riconoscevano più l’Autore; ma qui si va oltre, perché si offende direttamente Dio e ce ne si getta allegramente alle spalle la Rivelazione.

Come se gli spruzzi di veleno non fossero già stati letali, la dose più micidiale era nascosta nella coda, proprio alla fine: la maggior parte dei matrimoni sacramentali sarebbero nulli perché gli sposi non sarebbero consapevoli dell’indissolubilità, in quanto un impegno definitivo per tutta la vita non sarebbe nella loro cultura. Chissà che si saranno inventati i missionari – gesuiti e non – che, per secoli, hanno insegnato il matrimonio cristiano a popolazioni la cui cultura non lo comprendeva… Non risulta che, per questo, abbiano ammesso divorzi e convivenze; al contrario, hanno trasformato le culture pagane e diffuso la civiltà cristiana, almeno fino a mezzo secolo fa. Ma quegli ingenui evangelizzatori non avevano letto gli scrittori esistenzialisti e personalisti: non sapevano che la verità oggettiva non ha valore di per sé stessa e non è sempre e ovunque vincolante, ma solo nella misura in cui il soggetto, nella sua concreta, complessa situazione esistenziale, la riconosce e le dà un significato personale. Le stesse norme morali e gli impegni liberamente assunti in modo pubblico valgono nella misura in cui l’individuo, soggettivamente, riesce a dare ad essi un senso che gli sembri accettabile.

La vita, così, è diventata un’interminabile ricerca di senso, un’interrogazione pensosa della storia, un continuo confronto con una realtà spesso ostile, indecifrabile, matrigna… Poteva forse andare diversamente, una volta spento il lume della ragione e rifiutata ogni regola? L’imperativo è porre domande e lasciarle rigorosamente in sospeso; chi si azzarda a tentare una risposta è ipso facto radiato dal consesso civile come fanatico e intollerante fondamentalista. Sarà per questo che il nostro campione di slalom gigante non dà mai risposte precise, nemmeno alle domande più chiare, se non provocatorie? Quando però vuole imporre assurdità pacchiane col tono di chi definisce un dogma, ritrova di colpo una perentorietà apodittica che non lascia spazio ad obiezioni, come  nella bordata conclusiva: le convivenze, quando c’è la fedeltà, avrebbero la grazia del sacramento.

È come voler le ciliegie senza il ciliegio o le uova senza la gallina; è l’elementare principio logico-metafisico di causa ed effetto. Se non c’è il sacramento, come posso averne la grazia? La res di un sacramento (la grazia soprannaturale da esso comunicata) è inseparabile dal sacramentum (il segno visibile ed efficace della grazia): ogni volta che il secondo è realizzato in modo valido, la prima è infusa nell’anima che non vi pone ostacolo; senza l’uno, viceversa, non può esserci nemmeno l’altra. Colui che ha ricevuto da Cristo il compito di confermare nella fede i suoi fratelli (cf. Lc 22, 32) non può cadere su queste conoscenze basilari; o forse deve prima consultare qualche cardinale germanofono? Oltretutto, presenta la grazia sacramentale non come dono divino (che richiede certo fede e cooperazione), ma come frutto della fedeltà umana (che, per inciso, come fedeltà al peccato mortale non è certo una virtù). Puzza tanto di quel pelagianesimo che il Nostro rimprovera così spesso ai cultori della legge, senza saper bene, evidentemente, di che si tratti.

Ma – come avevamo già intuito – siamo ormai entrati (parola sua) nei tempi dello spirito. Questo cambia tutto: logica, dottrina, competenza… nulla è più come prima; prodigiosamente, lo “spirito” ha tutto trasformato perché si incontri con il suo opposto: assurdo, eresia, ignoranza… Pur con tutto lo “spirito”, l’esistenzialismo e il personalismo che volete, quando la misura è colma… è colma! Possibile che non ci sia un vescovo o un cardinale che si alzi a dire: basta? Se ci rimette la diocesi o la reputazione, sarà più libero di andare in giro a visitare i cattolici fedeli che gemono come pecore senza pastore. Sono tante le fiammelle che si sono accese per l’Italia con la consacrazione al Cuore immacolato di Maria: non solo quelle di quanti erano presenti in San Pietro il 4 giugno e sono poi ritornati nelle loro terre, ma anche quelle di tanti – non possiamo contarli – che si sono uniti a noi dalle loro città alla stessa ora. Riusciremo a trovare una guida? Chiediamola a Lei.

39 commenti:

irina ha detto...

Le lingue si sono confuse, peggio di allora.Ora una stessa lingua si è divisa in se stessa in molte lingue e la parola in molti significati,alcuni dei quali opposti a quello originale. Il conflitto delle interpretazioni è solo il titolo principale dei conflitti nella interpretazione.La malizia degli uomini, come ogni altro nostro vizio,è cedimento alla tentazione diabolica. Questa se viene accolta, viene accolta come bene, nel migliore dei casi minore e immediato, nel peggiore dei casi come permanente illuminazione esistenziale. Luciferina.

Luigi Rmv ha detto...

Grazie Don Elia, posso dire che 'io c'ero' il 4 giugno, anche se nella confusione e per timidezza non sono stato capace di presentarmi.
Mi unisco alle Sue preghiere alla Santissima Madre nostra perché ci dia una guida, chiedendo che mi renda degno di questa consacrazione e mi aiuti ad esserne degno e a superare le mie insufficienze e miserie.

Condivido parola per parola, contenuto e forma del Suo scritto, abbiamo bisogno di Sacerdoti che siano tali, senza timori mondani.
Ma ormai un vero problema trovarli perché 'il pesce puzza dalla testa'.
È una prova durissima quella stiamo vivendo, ma farà una prima cernita nella Chiesa, un taglio di spada purificatrice, anche se di sangue ne dovrà uScirea parecchio.
Non vedo l'ora che avvenga e il Suo scritto mi incoraggia e da speranza.

Tra le tante cose che i modernisti non capiscono è che noi 'identitari', non ci consideriamo senza peccati, ma all'esatto contrario, ci troviamo per scelta a percorrere semplicemente la via stretta indicata da Gesù, che ti fa sentire un pidocchio minuscolo pieno di peccati, ma sereno, vivo e soprattutto VERAMENTE LIBERO.
Non capiscono che questo non vuol dire diventare automaticamente buoni e santi senza merito, ma in continua caduta sulla via giusta per arrivarè alla meta pieni di ferite, ma con la gioia nel cuore.

Ed e' questo che non piace ai nuovi fedeli della 'Chiesa di Francesco'.
Loro preferiscono sentire la voce del nuovo papa che parla come il mondo vuole e che noi 'integralisti cattivi' non conosciamo più
Una voce che addolcisce e modernizza quella Parola perche' troppo dura, riservata ai santi e non adatta ale nuove situazioni (anche questo ha detto e fatto).

Preferiscono camminare a tutta velocità sull'autostrada, con un bel suv e comode aree di servizio, vogliono sentirsi dire che è quella la via insegnata da Gesu, illudersi che alla fine la meta sarà la stessa e contenti, anziché insospettiti, che e' la stessa autostrada a dodici corsie in pianura e senza curve, percorsa dai nemici di sempre della Chiesa di Cristo, eletti a nuovi esempi di vita cristiana.
E costruita con i finanziamenti e gli aiuti del Nemico di sempre di Cristo, di cui ovviamente negano l'esistenza...

Un abbraccio fraterno e che Dio benedica Lei i pochi Sacerdoti come Lei.

Anonimo ha detto...

Mons. Gänswein ha rilasciato una nuova intervista:

https://cruxnow.com/vatican/2016/06/25/aide-pope-benedicts-resignation-nature-spoken/

Gli hanno chiesto qualche spiegazione sul "ministero allargato", ma non ne sono arrivate (solo un generico "sono stato male interpretato"). Ma... poi c'è una nuova bomba sul finale:

During the interview, Badde referenced an old alleged prophecy that has recently gained traction in some clerical discussions: The “Prophesy of the Popes.” Also known as the “Prophesy of Malachy,” the prediction is attributed to Saint Philipp Neri – according to which, Pope Francis may be considered to be the last pope.
“Indeed, when looking at the prophecy, and considering how there was always a sound reference to popes mentioned in its history – that gives me the shivers,” Gänswein admitted.
Although Catholics aren’t required to accept the prophecy, “speaking from historical experience, one has to say: Yes, it is a wake-up call.”

Onestamente, sarà che stamattina sono ancora intontito dopo la sveglia, ma mi ha fatto strabuzzare gli occhi... La profezia di Malachia è un noto falso, e non ha affatto una "sound reference" per tutta la sequenza. E poi "attribuita a San Filippo Neri"? Che c'entra?

--
Fabrizio Giudici

tralcio ha detto...

Pazienza carissimo don Elia e tutti noi... Ci vuole ancora pazienza.

Dio è paziente! Se Dio non fosse paziente non avrebbe patito. Dal Suo patire siamo stati salvati: perchè lo Spirito (Santo), che è il frutto incontestabilmente buono -della fede in Dio- maturato sull'albero della croce, convince il mondo (Gv 16,8-11) quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio.

"Convinti" dallo Spirito Santo, possiamo non essere "del mondo" pur essendo "nel mondo".
Veniamo trasformati, rinasciamo dall'alto a vita nuova, facciamo la Sua Volontà.
Intanto sperimentiamo anche noi la pazienza di Dio, che ci attende mentre ci lasciamo trasformare in creature nuove, liberate dalla signoria del principe di questo mondo!

Il matrimonio-sacramento fa della coppia l'immagine privilegiata dell'intimità che c'è tra Cristo sposo e la Chiesa sposa. Una fedeltà inossidabile al tempo, che feconda di vita spirituale, che fa dei cuori una casa ospitale per lo Spirito Santo e abitata dallo Spirito Santo. Fa quindi la differenza tra una casa vissuta e una casa sfitta, tra un potenziale e sedicente tempio per Dio e il tempio in cui Dio è presente e può essere adorato da chi vi entra! Il matrimonio-sacramento non è un "ideale", ma è l'esperienza reale di una Presenza Reale! E' luogo di santità perchè lo Spirito che vi risiede è quello Santo di Dio, non è più soltanto il tuo, il suo o il mio! Ma per contemplare una simile grandezza e per affacciarsi sul mistero bisogna essere umili, lasciando a Dio tutto lo spazio, ripulendo il cuore dalla mentalità del mondo e lasciandoci sorprendere dalla paziente inesauribilità dell'Infinito Amore che ci ama!
L'ascesi necessaria questa purificazione ci attrezza di sempre maggior capacità di gustare il sapore della sapienza, di avvertire il profumo di Cristo, vedere la Sua Luce, udendo la Sua Parola, toccati dalla Sua grazia. Sono queste consolazioni dell'esperienza che ci rendono pazienti, cioè capaci di fare comunione anche sotto la croce. E' una brutta pagina per la Chiesa. Credo sia necessaria, essendo in molti cascati in tutte le trappole tese... Dobbiamo avere ancora pazienza. Patire con Lui.

Che ha promesso che alla fine farà "giustizia". Misericordiosa, ma giusta!
Gesù non fa mai ideologia religiosa. Non manda il lebbroso al tempio da lebbroso (non accusa come "insensibili" o dei "rigidi legalisti" quelli che a quei tempi, senza antibiotici, evitavano il moltiplicarsi di contatti contagiosi!). Guarisce prima guarisce il lebbroso e da guarito, risanato dalla fede e dall'Autore della fede, lo manda SANO nel tempio, perchè il sacerdote lo veda sano e lo accolga da sano!

L'esperienza della realtà smaschera l'ideologia. Smaschera i "piazzisti" del tempio.
Ma ci vuole pazienza, bisogna attrezzarsi e diffidare dall'ideologia religiosa.

Alfonso ha detto...

Grazie don Elia. Leggerla da sollievo allo spirito, gioia all'animo e fiducia alla mente che sempre cerca le ragioni del proprio credere. Mi permetto di rivolgerle questa riflessione con domande.
Nella preghiera del Signore chiediamo : "Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra".
La volontà del Padre nostro (a prescindere dalle tante e variegate interpretazioni che ad essa oggi vengono attribuite, in ossequio al principio che la verità è relativa ed ognuno la riempie del significato che più gli aggrada) come sia "in cielo" ritengo che ormai ai "molti" non interessa alcunchè, essendo questi in tutto e per tutto indaffarati a vivere su questa terra un'esistenza la più piacevole e tranquilla possibile, rifiutando di considerare ancora il mondo "una valle di lacrime". Se quindi i "molti" si considerano appartenenti a questo mondo e dell'altro mondo non vogliono più curarsi, se oramai anche la Chiesa si è fatta "mondana" ed opera in totale sintonia con le potenze di questo mondo, se solo in "pochi" continuano a credere che il Padre nostro voglia "che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" (1Tm 2,4) e che la Sua volontà sia fatta "su tutta la terra" affinchè dalla "terra sia eliminato l'errore e sulla terra regni la verità, sia distrutto il vizio, rifiorisca la virtù, e la terra non sia diversa dal cielo (San Giovanni Crisostomo), allora mi chiedo perchè le potenze del mondo, avendo già realizzato il loro programma libertino, insistono così pervicacemente ad idolatrare l'attuale vescovo di Roma con una propaganda tanta assidua e perfettamente organizzata da far sfigurare quella pur tanta efficace messa a suo tempo in atto dal Goebbels.
Vogliono forse che sia totale l'annientamento dei fedeli cattolici che ancora credono nelle parole del Signore: "Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù". Hanno così tanta paura dei pochi e sparpagliati resistenti che ancora osano dire : "Viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo" (Gv 17, 14)?

Anonimo ha detto...

fabrizio mi sa che molti giornalisti purtroppo ci mettono del loro. L profezia di malachia non è rivelazione privata, è un falso e mi pare impossibile che padre Georg abbia commentato quella profezia, sarebbe come se avesse commentato dandolo per veritiero un romanzo di dan brown.
Antonino

Anonimo ha detto...

Grazie ancora Don Elia, purtroppo questi tre anni hanno dimostrato la completa unificazione dei normalisti inconsapevoli o meno con i modernisti più o meno sovversivi e, di conseguenza, la "normalizzazione" e appiattimento dell'intera Chiesa sulla ideologia bergogliana, sui suoi dogmi che sono quelli del Mondo. Un'operazione perfetta che non avrei mai creduto potesse avvenire in termini così perentori e rapidi. Dall'interno della Chiesa temo non arriverà nulla in soccorso per cui al momento non ci restano che la catacombe più o meno telematiche. Non voglio fare Nostradamus ma credo che se ci sarà una svolta sarà dovuta a qualche fattore esterno di grandissima rilevanza, imponderabile e nemmeno ipotizzabile.
Miles

Anonimo ha detto...

Ma noi ci sentiremmo offesi da chi fa una battuta così nei nostri confronti, senza cattiveria, se poi ci portasse il cibo se affamati, ci dissetasse se assetati, ci vestisse se nudi, ci alloggiasse se pellegrini, ci visitasse se infermi o carcerati, con amore ci seppellisse se morti e, chiunque fossimo, pregasse per noi?
Ci sentiremmo invece amati se, trovandoci nella buona sorte, fossimo accolti da perfetti inchini, elogi, onorificenza, ma se caduti nella cattiva sorte (fra gli affamati, assetati, nudi, pellegrini, infermi, carcerati, morti) non fossimo riconosciuti e abbandonati, ignorati, schivati, dimenticati?
Ci tengo anche a evidenziare che papa Francesco non ha mai messo in dubbio l’indissolubilità del sacramento del matrimonio cristiano: «nessun intervento ha messo in discussione le verità fondamentali del Sacramento del Matrimonio, cioè: l’indissolubilità, l’unità, la fedeltà e l’apertura alla vita. Questo non è stato toccato» .
Vi lascio, augurandomi che anche i pareri discordi dai vostri vengano pubblicati (non ho offeso nessuno), con le parole dette da papa Francesco, all'Angelus del 13 marzo 2016, riguardo all'episodio di Gesù che scrive col dito nella sabbia: "Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo di questa Quinta Domenica di Quaresima (cfr Gv 8,1-11) è tanto bello, a me piace tanto leggerlo e rileggerlo. Presenta l’episodio della donna adultera, mettendo in luce il tema della misericordia di Dio, che non vuole mai la morte del peccatore, ma che si converta e viva. La scena si svolge nella spianata del tempio. Immaginatela lì, sul sagrato [della Basilica San Pietro]. Gesù sta insegnando alla gente, ed ecco arrivare alcuni scribi e farisei che trascinano davanti a Lui una donna sorpresa in adulterio. Quella donna si trova così in mezzo tra Gesù e la folla (cfr v. 3), tra la misericordia del Figlio di Dio e la violenza, la rabbia dei suoi accusatori. In realtà, essi non sono venuti dal Maestro per chiedere il suo parere – era gente cattiva –, ma per tendergli un tranello. Infatti, se Gesù seguirà la severità della legge, approvando la lapidazione della donna, perderà la sua fama di mitezza e di bontà che tanto affascina il popolo; se invece vorrà essere misericordioso, dovrà andare contro la legge, che Egli stesso ha detto di non voler abolire ma compiere (cfr Mt 5,17). E Gesù è messo in questa situazione.

Questa cattiva intenzione si nasconde sotto la domanda che pongono a Gesù: «Tu che ne dici?» (v. 5). Gesù non risponde, tace e compie un gesto misterioso: «Si chinò e si mise a scrivere con il dito per terra» (v. 7). Forse faceva disegni, alcuni dicono che scriveva i peccati dei farisei… comunque, scriveva, era come da un’altra parte. In questo modo invita tutti alla calma, a non agire sull’onda dell’impulsività, e a cercare la giustizia di Dio. Ma quelli, cattivi, insistono e aspettano da Lui una risposta. Sembrava che avessero sete di sangue. Allora Gesù alza lo sguardo e dice: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei» (v. 7). Questa risposta spiazza gli accusatori, disarmandoli tutti nel vero senso della parola: tutti deposero le “armi”, cioè le pietre pronte ad essere scagliate, sia quelle visibili contro la donna, sia quelle nascoste contro Gesù. E mentre il Signore continua a scrivere per terra, a fare disegni, non so…, gli accusatori se ne vanno uno dopo l’altro, a testa bassa, incominciando dai più anziani, più consapevoli di non essere senza peccato. Quanto bene ci fa essere consapevoli che anche noi siamo peccatori! Quando sparliamo degli altri - tutte cose che conosciamo bene -, quanto bene ci farà avere il coraggio di far cadere a terra le pietre che abbiamo per scagliarle contro gli altri, e pensare un po’ ai nostri peccati!"

Anonimo ha detto...

LA CHIESA CHE SI CONDANNA ALLA PEGGIORE MONDANIZZAZIONE
Ho ascoltato la breve, ma incisiva, omelia di don Pusceddu. Omelia ormai diventata famosa perché, “sbattuta” sui media, ha provocato una tale reazione che si parla ormai di oltre 30.000 firme rivolte a papa Francesco affinché si prendano provvedimenti contro il sacerdote.
Ebbene, l’omelia (come potete aver modo di ascoltare), non ha nulla di scandaloso, è condivisibile, e soprattutto risponde pienamente a quello che deve essere il dovere di ogni cattolico, in particolar modo di ogni sacerdote e pastore: predicare la Verità e difendere il gregge da lupi che vorrebbero diffondere gli errori più nefasti.
Intanto il vescovo di Cagliari, monsignor Miglio, è intervenuto, ma non per difendere il sacerdote come era suo dovere, bensì per imporgli il silenzio.
Un atto del genere non solo è un tradimento alla Verità, ma è un ulteriore segno di una pericolosissima deriva, che sembra ormai inarrestabile nella Chiesa contemporanea. Mi riferisco alla deriva di una completa “mondanizzazione”.
Sono tempi, questi, in cui sentiamo “belle parole” contro la ricchezza, contro le tentazioni di potere che minaccerebbero tanti ambienti ecclesiali... Eppure, mai come in questi tempi, la Chiesa, dai vertici fino al basso, sta patendo la peggiore mondanizzazione che possa esistere.
La mondanizzazione più pericolosa, infatti, non è farsi condurre da un’auto di lusso né tantomeno soggiornare tra arazzi e dipinti rinascimentali, bensì “acconciarsi” alla mentalità del mondo, aver paura del suo giudizio e ridursi al silenzio. Ubbidire al mondo, piuttosto che lavorare per la sua salvezza.
Ma è mai possibile che non si riesce a capire che con questo atto monsignor Grillo non costringe al silenzio un suo sacerdote ma se se stesso?
Scrivo queste cose nella festa di san Giovanni Battista e mi chiedo: cosa farebbe monsignor Miglio se avesse tra i suoi il Battista, ridurrebbe anch’egli al silenzio?
San Giovanni Battista la cui predicazione era troppo “escludente”. San Giovanni Battista che non sapeva giudicare tenendo presente i casi particolari. San Giovanni Battista che pretendeva ammonire l’errante e rammentargli il triste destino della dannazione eterna. San Giovanni Battista espressione di un cristianesimo troppo “ideologico”, “rigoroso”, poco “misericordioso” e “integrista”.
Ma dove stiamo andando?
Che il Signore e Maria Santissima ci rendano quanto prima la grazia di far sì che nella loro Chiesa possa risplendere pienamente - e senza vergogna alcuna! - la Verità nella sua bellezza e integrità.
(Corrado Gnerre)

Anonimo ha detto...

http://www.imolaoggi.it/2015/04/21/londra-conferma-colpo-di-stato-contro-il-cav-ordito-da-merkel-sarkozy-e-napolitano/

Alfonso ha detto...

Caro anonimo delle 13:31: in piena coscienza e libertà, le dico : lei è senza dubbio in numerosissima compagnia nel lodare il vdr, ne sia felice. Aggiungo senza volontà di offendere: meno male che il passo evangelico della donna adultera abbia avuto in quella occasione una interpretazione cattolica. Scusi l'ironia benevola, ma quanto coraggio cattolico ci vuole per affermare : " mettendo in luce il tema della misericordia di Dio, che non vuole mai la morte del peccatore, ma che si converta e viva" . "Quanto bene ci fa essere consapevoli che anche noi siamo peccatori! Quando sparliamo degli altri - tutte cose che conosciamo bene -, quanto bene ci farà avere il coraggio di far cadere a terra le pietre che abbiamo per scagliarle contro gli altri, e pensare un po’ ai nostri peccati!"
Noto quasi un ritornello maniacale contro lo "sparlare" e il " fare chiacchiere" sugli altri, azioni etichettate come "arme del diavolo" ( ma su questa terra ben utilizzate nel mondo latino e latino-americano!). Il problema è che il suo sempre lodato vdr ha la grande capacità di parlare (di scrivere non so!) gesuiticamente, cioè di dire e non dire, etc. Ma dobbiamo ancora dirci che nessuno è senza peccato, perchè la natura umana è segnata dal peccato? Sant'Agostino ne ha consumato di inchiostro scrivendo a tal riguardo! Nella realtà, ciò che poi si lascia credere è che la conversione e la volontà di non peccare non sia più necessaria: si continui pure ad aggiungere magagne su magagne, tanto chi ci giudicherà? Godiamoci le gioie di questo mondo ed ognuno si assolva da se stesso. Questo è l'attuale messaggio percepito dal popolo, inteso in senso lato. Ma così si crocifigge nuovamente Gesù e si buttano alle ortiche le sue Parole.

irina ha detto...

@anonimo 14:56
In Italia poco dopo il fatto, furono presentate, ad almeno tre Questure, denunce di Colpo di Stato. Non rilevanti evidentemente.Menomale che oggi Londra lo conferma. Non abbiamo creduto fin qui ai fatti nostri.Ora ci crediamo. E andiamo soavi intervistando quali "esperti" gli artefici del Colpo di Stato. Dal punto di vista patologico non capisco se sono più da tenere sotto osservazione gli intervistati o gli intervistatori,per non dire del popolo che davanti al sussiego si confonde sempre e per anni. Grazie, Londra.

Anonimo ha detto...

Alfonso, una discussione ha senso se si cerca la “ragione” (la verità), non di “aver ragione”.
Lei, per esempio, su che basi afferma che la conversione e la volontà di non peccare più non sarebbero più necessarie?
E con quell’allusione al “tanto chi giudicherà” cosa vorrebbe dire?
Le riporto io la frase completa di papa Francesco: “Se uno è gay, cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?”. Ci trova qualcosa di incoerente con gli insegnamenti del Vangelo? E mi sa dire perché, chi non stima papa Francesco, ne omette sempre la prima parte stravolgendone il senso? Eppure un cristiano dovrebbe amare la verità!

Anonimo ha detto...

>Anonimo 13:31: a proposito di parlare contro, però il Papa non cessa di attribuire ogni connotazione negativa e deteriore con tanto di aggettivi a quei cattolici sconcertati che sono semplicemente restati fedeli alla versione dei primi duemila e 13 anni e non si sono adeguati a quella in vigore da tre anni a questa parte notando le differenze. Poi a proposito della parabola in questione nella attuale versione di Bergoglio manca il"...e non peccare più" resta solo il "va!". Non sono un teologo ma non credo sia una differenza secondaria tra quella originaria e la nuova conforme ai dogmi del Mondo ora in vigore. Poi, ripeto, non sono un teologo possiamo dire che abbiamo scherzato per duemila anni, ci siamo sbagliati e non è vero niente e ognuno per la sua strada ma non diciamo che la Chiesa dei precedenti duemila anni è la stessa degli ultimi tre.
Miles
PS: ridateci almeno il "Si, si, no, no". Almeno quello, basta col gioco delle tre carte!

Anonimo ha detto...


Dall'omelia del Papa riportata, sembra in effetti che sia del tutto assente il concetto evangelico fondamentale secondo il quale, per esser perdonati, occorre pentirsi sinceramente e cambiar vita. Il Papa sembra preoccuparsi soprattutto di chi condanna il peccatore, accusandolo in sostanza di ipocrisia, poiche' anch'egli e' peccatore. Questo aspetto e' ben messo in rilievo nel Nuovo Testamento: "O uomo, chiunque tu sia, se ti atteggi a giudice, tu sei per questo inescusabile; perche' giudicando gli altri tu condanni te stesso: infatti tu che giudichi, commetti le stesse azioni" (Rm 2,1).
Ma l'eventuale ipocrisia di chi giudica il peccatore non modifica la situazione del peccatore, non gli consente di giustificarsi, a causa di questa ipocrisia, che riguarda terze persone non il suo peccato. Che resta tale, in tutta la sua drammaticita', se il peccatore appunto non si ravvede e non cambia vita. L'omelia del Papa verte dunque su un aspetto secondario, quanto al peccato di colui che ha peccato; non da' una risposta, quanto alla sua salvezza. Non risponde percio' al punto fondamentale, al quale rispondono invece i VAngeli. DAl punto di vista della salvezza, non ci dice nulla ed anzi distorce il messaggio evangelico perche' sembra che il suo annuncio di misericordia per il peccatore consista in sostanza nel non giudicarlo e accettarlo cosi' com'e'. Il che e' mostruoso, oltre che falso dal punto di vista del dogma. A. P.

Rr ha detto...

Brevi comsiderazioni:
- all'anonimo papolatra, si legga tutti gli scritti di Don Elia qui pubblicati (penso si trovino riuniti in un "file" sulla destra delle pagine) e forse, forse, aprirà gli occhi. Ma dubito capiterà, perche chi ancora si ostina a difendere il VdR che è ormai a ruota libera nel suo "ultimo tango", manifesta deficit di logica e di conoscenza anche elementare della nostra Dottrina di Fede. Quindi è inutile continuare a parlar
- sul Don Pusceddu ed il vescovo: in questi giorni a Cagliari c'è o c'è stato o ci sara' l'orrido Gay Pride che, come succede ovunque, annovera tra le sue file dei pagliacci e guitti varii che arrivano in citta' da fuori ( succede anche a Milano.), novelleco pagnie si giro, verosimilmente anche pagate da chi organizza per far numero ( sec. voi a Milano ci sono 200.000 invertito ?).
Sono soldi che entrano nelle casse dei negozianti, ristoratori, albergatori, locali notturni, e di questi tempo servono tanto. Non roviniamo quindi il business enon gaustiamo i rapporti col giovane Sellino appena rieletto sindaco (-Quant' è bellino lui, cosi fine, mica come il pretaccio, ex pugile -eh, ma allora, un vero macho, però-) di una citta' che si avvia a diventare sempre più Babilonia (anche per come dallla Regione trattano il resto dell'isola).
- forse il VdR con la famigerata frase "chi sono io per..." , non voleva intemdere quello che TUTTI hanno inteso. Ma viste le sue amicizie e frequentazioni e successive frasi in merito, non ne sarei certa. E comunque da allora la lobby LGBTQ....e' sempre più presente e potente, anche in ambiente cattolico ed ecclesiale ( che abbia qualcosa in mano contro Miglio ?)
- infine anche da parte mia, che a Roma non ho potuto essere presente, un grazie aDon Elia. Rinfranca e rincuora leggere sempre le sue chiare, franche ed oneste parole, si sì, no no.
)
-

Alfonso ha detto...

Cara mic le chiedo di pubblicare questa breve ed unica precisazione rivolta all'anonimo delle 13:31: mio caro anonimo, penso che lei non abbia ben compreso il mio argomentare precedente. Comunque, dalle sue osservazioni ho la ennesima conferma che è sacrosanto attenersi al motto "pares cum paribus facile congregantur" . E' proprio vero che non c'è ipocrisia peggiore di chi addebita ad altri i propri pregiudizi e le proprie manchevolezze.
Che il bue chiami cornuto l'asino ne è un esempio popolare, ma chiarissimo. Ma se è così lampante la ripetuta scorrettezza degli estimatori del vdr che ricorrono a citazioni parziali e in contesti fuori luogo! Riconfermo quindi che non si possa dialogare proficuamente ricorrendo ad infinitum a parziali citazioni, estrapolate pro domo sua, asserendo che così è se vi pare e tutto il resto è poco o niente. Le dico anche che sono oramai trascorsi molti decenni da quando con la fides et ratio cerco la verità, l'aletheia, che è svelamento tutto intero!
Ad un altro estimatore del vdr che affermava: "Comunque le parole di Francesco sanno difendersi da sole, non hanno bisogno delle mie che sono tanto povere. Io mi affido e credo che veramente il Signore mi parla attraverso il legittimo successore di Pietro, anche se ci sono delle cose che necessitano di un po' di tempo per essere metabolizzate, preferisco fidarmi di quello che mi dice lui, stabilito dal Cristo come roccia della Chiesa" risposi tempo fa "ribadisco qui e lo ripeterò sempre che il problema è del tutto psicologico e sta proprio in questo: tu ti fidi io no! Tu credi che parli, anzi sproloquia, il successore di Pietro, a me questo Bergoglio mi sta come un boccone acido che si è fermato in gola. Conclusione, non potrà mai esserci un vero dialogo fra sordi affetti per giunta anche da paralisi di Bell! Questo parlare è senza malizia. Cordiali saluti.

Anonimo ha detto...

All'anonimo delle 13:31 ho da dire solo una cosa: se legge bene le critiche (specialmente quelle di Aldo Maria Valli) troverà che quello che viene contestato non è che il Papa dica tutte cose sbagliate, ma che dice troppe cose sbagliate ed è contraddittorio. Quindi non può convincere nessuno se va a prendere frasi ortodosse scelte. Oltretutto ormai sappiamo che l'ambiguità è voluta, perché l'hanno confermato i diretti collaboratori del Papa.

Sulla frase dei "gay da non giudicare", qui può trovare una dettagliata lista dei danni che ha causato in tre anni oltreoceano, senza che il Pontefice abbia mai sentito il bisogno di precisare le "misinterpretazioni":

https://www.lifesitenews.com/blogs/evidence-of-a-trail-of-wreckage-from-pope-francis-who-am-i-to-judge

Ma è una lista parziale e l'ultimo danno è recente:

https://www.lifesitenews.com/opinion/dutch-priest-jubilant-after-giving-pope-francis-his-book-of-pro-gay-homilie

Per non parlare del governo. Il disastroso Galantino, che ha fatto di tutto per "regalarci" la Cirinnà, è sua nomina. Così come ritroverà la stessa ambiguità in quasi tutti i vescovi che ha nominato in Italia e nel mondo. E qui mi fermo, perché ci sarebbero da scrivere pagine e pagine.

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Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

“Il tempo massimo di sopportazione di una prova permessa da Dio, secondo la Bibbia, si aggira intorno ai tre anni e mezzo.”

Questa non l’ho capita: dove sta scritto?

Maso

micheli ha detto...

Genesi 11,1-9: il racconto è ambientato all'epoca dei grandi imperi della Mesopotamia e al versetto 1 recita: "la terra aveva un'unica lingua", ma il versetto non parla affatto di "lingua" (lashon) ma di un "solo labbro" (safah ehat) e di una "Città" e di una "Torre" che erroneamente evoca un edificio religioso, tipo le immense ziggurat, perchè il termine "migdal" che viene tradotto con "Torre" indica un edificio di tipo militare, un baluardo di difesa privo di connotati religiosi di cui erano dotate le città più significative di quel periodo storico.

Il contesto è politico, non religioso. L'espressione "un solo labbro e uniche parole"(dabar) ricorre spesso in documenti di corte Assira, che indicava con tale termine la pacificazione che seguiva alla conquista militare del grande impero, che sradicando e deportando i popoli conquistati li privava della loro lingua e della loro identità culturale al fine di sottometterli e utilizzarli come manovalanza.

Anonimo ha detto...

"La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni." (Ap.). Penso che si riferisse a questo.

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Fabrizio Giudici

marius ha detto...

“Il tempo massimo di sopportazione di una prova permessa da Dio, secondo la Bibbia, si aggira intorno ai tre anni e mezzo.”

Me lo sono domandato anch'io.
Caro don Elia, ci può p.f. edocere al riguardo?
Grazie.

mic ha detto...

Apocalisse XVI 11, 21 (vedi Don Curzio Nitoglia - Il succo dell'Apocalisse in varie puntate) http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/04/don-curzio-nitoglia-il-succo.html
....
Il quinto angelo versa la sua coppa “sul trono della bestia” che è l’Anticristo (v. 10), trono che gli è stato dato dal dragone (satana, cfr. XIII, 2). Dio ora attacca direttamente e frontalmente il capo degli empi, il cui trono, ossia il suo regno (di 3 anni e mezzo), diventa tenebroso, cioè sta per finire, sia per il dolore causato dalle tenebre, sia per quello procurato dalle quattro piaghe precedenti. I suoi adepti che prima spadroneggiavano e perseguitavano i fedeli ora, nella disperazione di un dolore senza fondo, “si mordono le proprie lingue per la disperazione”, ma non fanno penitenza delle loro opere e muoiono disperati come Giuda, perché: “bestemmiarono il Dio del cielo a motivo dei dolori e delle loro piaghe” (v. 11). La conversione, la penitenza e le opere sono il motivo morale che percorre l’intera Apocalisse, che è tutta un invito alla conversione.

Infine (v.21) Si abbatte sul mondo nemico di Dio un flagello inaudito che porta la vendetta di Dio al culmine. L’iniquità umana da una parte e le misure vendicative di Dio dall’altra parte hanno raggiunto l’apice. Siamo alla fine del dramma, alla catastrofe. Questo versetto apre alle visioni che dipingono l’immoralità di Babilonia e il castigo che Dio le riserva inevitabilmente come monito ai fedeli per la loro conversione e come contrappasso delle tribolazioni dei martiri, i quali saranno glorificati dopo aver tanto sofferto.

mic ha detto...

E ancora:
Il tempo della persecuzione, che comprende il regno dell’anticristo (M. Sales, cit., p. 645, nota 2), è di “quarantadue mesi” ossia di “un tempo, due tempi e mezzo tempo” (tre anni e mezzo) o di “1260 giorni”. In alcuni versetti dell’Apocalisse si parla di giorni, in altri di mesi, in altri ancora di tempi ossia anni, ma il risultato è lo stesso: 1260 giorni, 42 mesi, 3 anni e ½. Alcuni Padri interpretano questa cifra in senso stretto, altri in senso largo o simbolico, asserendo che come 7 è il numero perfetto, il quale indica pienezza e perfezione, così 3 e ½ è la metà di 7 e indica imperfezione. Ma siccome S. Giovanni non usa solo l’espressione di 3 anni e ½, ma anche 1260 giorni e 42 mesi sembrerebbe che l’interpretazione letterale sia la più giusta. Marco Sales (cit., p. 645, nota 2) e Pier Carlo Landucci (cit., p. 111, nota 2) lasciano libertà d’interpretazione; invece Dom Jean de Monléon interpreta in senso stretto la cifra dei 42 mesi, 1260 giorni e i 3 anni e ½ (Le sens mystique de l’Apocalypse, cit., p. 175), mentre mons. Romeo in senso simbolico o largo (cit., p. 801, nota 2).

La persecuzione del re di Siria Antioco Epifane (175-164 a. C.) contro la religione dell’Antico Testamento e la conseguente profanazione del Tempio di Gerusalemme (Dan., IX, 27) durò egualmente 42 mesi. La stesso tempo di 42 mesi lo si ritrova nel medesimo profeta Daniele (XI, 3; XII, 6 e 14; XIII, 5). Antioco è la figura dei persecutori della Chiesa e la ripetizione per ben 5 volte del numero esatto dei mesi della durata della persecuzione veterotestamentaria dovrebbe essere presa alla lettera anche per quanto riguarda il suo rinnovarsi verso la fine del mondo al tempo dell’anticristo finale.

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/12/don-curzio-nitoglia-apocalisse-1-breve.html

mic ha detto...

Sappiamo infatti che con l’Incarnazione del Verbo il dragone rosso ossia il diavolo, che è il “principe di questo mondo” (Gv., XII, 31), è stato incatenato e non ha potuto fare tutto il male che avrebbe voluto fare. Ma verso la fine del mondo apparirà l’Anticristo finale e l’impero di satana o del dragone rosso riprenderà tutta la sua forza persecutrice e tenterà l’ultimo assalto contro Dio stesso, portando dietro a sé la maggior parte degli uomini, che “non sono scritti nel libro della vita”, ossia non entreranno nel Regno dei Cieli. Tuttavia il suo trionfo durerà solo tre anni e mezzo (“un tempo, due tempi e mezzo tempo”; “42 mesi”; “1260” giorni) poiché Gesù lo ucciderà col soffio della sua bocca (Ap., XIX, 20 ss.).

L’Anticristo, come spiega il profeta di Patmos nel versetto 8, “salirà dall’abisso”, cioè dal mare (come inviato dall’inferno e dal dragone rosso) e ciò ci fa capire quanto intimamente sia legato al diavolo l’Anticristo finale e come riceva tutto il suo potere da satana stesso, di cui sarà il principale strumento. Infine, però, “andrà in perdizione”. Il veggente di Patmos stabilisce una sorta di analogia tra la parusia di Cristo alla fine del mondo e quella dell’Anticristo verso la fine del mondo e predice una “parusia” dell’uomo del peccato, che è l’Anticristo. Allora i reprobi, ossia coloro “i cui nomi non son scritti nel libro della vita”, di fronte alla venuta e alla sconfitta del loro caporione “resteranno meravigliati” vedendo la “bestia che era e non è più”, anche se “riapparirà” (v. 8), dopo la sua pseudo-resurrezione dalla ferita apparentemente mortale: l’Anticristo che dominava il mondo con gran potenza, alla fine cessa subitaneamente di esistere, ucciso realmente dal soffio della bocca di Cristo.

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/04/don-curzio-nitoglia-il-succo_10.html

mic ha detto...

Ora, non siamo all'Anticristo finale, ma don Elia ha parlato, credo, in analogia...

Luigi Rmv ha detto...

Mons. Lefebvre, nella stupenda intervista qui pubblicata - rilasciata nel '78 ma perfetta per la nuova 'Chiesa di Francesco' - ha dato la giusta definizione circa l'operare del modernismo (ed è pacifico che Francesco è il 'Maradona' del modernismo): fare un "MISCUGLIO" di principi cattolici, laicisti e di altre religioni.

Nel miscuglio ci sono ingredienti che, presi singolarmente, sono buoni, ma accoppiati fanno vomitare, come ad esempio una salsiccia spaccata con la cassata siciliana dentro.
Il modernismo e' peggio: mischia il sacro col profano.
E se non crea scandalo, fa una grande confusione.
Ho raccontato la mia esperienza personale in famiglia che dimostra come persone di fede già debole e con gravi errori e confusioni dottrinali, trovino in Francesco conferma autorevole nei primi errori.
E lì io mi arrendo, perché non sono un sacerdote e devo anche stare attento a non fare danni peggiori.

Lo scopo del modernismo è evitare che il Vangelo sia causa di conflitto e, per farlo mescola, cerca di conciliare opposti inconciliabili e cerca l'appoggio della massa attraverso i media, esaltata dalla via facile s età dal nuovo corso.
Bergoglio non sta facendo do forse questo? Una lunga lista di fatti e affermazioni lo dimostra in modo oggettivo.

I miei complimenti a Anonimo-Corrado Gnerre h. 14.10:
"La mondanizzazione più pericolosa, infatti, non è farsi condurre da un’auto di lusso né tantomeno soggiornare tra arazzi e dipinti rinascimentali, bensì “acconciarsi” alla mentalità del mondo, aver paura del suo giudizio e ridursi al silenzio. Ubbidire al mondo, piuttosto che lavorare per la sua salvezza"

Verissimo, non a caso il danno peggiore è l'eresia e nessuno può dubitare che Francesco abbia rinunciato aLa salvezza e ubbidisca alla logica mondana

Anonimo ha detto...

Ho risposto in difesa di papa Francesco (in modo educato) più di una volta e non mi avete mai pubblicato. Vi manca il coraggio per un confronto?

mic ha detto...

Chi fa reiterate domande basate su contenuti parziali come i suoi ha tanto l'aria di un troll.
Anche perché alle sue domande già rispondono molti interventi di questa discussione. Se poi vuole approfondire maggiormente si legga i testi dei "memoranda" dei quali è stato posto l'indice linkabile dalla colonna destra del blog e vi troverà le ragioni teologiche basate sul Magistero con le quali confliggono molte (troppe) affermazioni del vdr.

mic ha detto...

Chi fa reiterate domande basate su contenuti parziali come i suoi ha tanto l'aria di un troll.
Anche perché alle sue domande già rispondono molti interventi di questa discussione. Se poi vuole approfondire maggiormente si legga i testi dei "memoranda" dei quali è stato posto l'indice linkabile dalla colonna destra del blog e vi troverà le ragioni teologiche basate sul Magistero con le quali confliggono molte (troppe) affermazioni del vdr.

Anonimo ha detto...

Mic, le mie erano risposte, non domande. Conosceva anche quelle?

mic ha detto...

C'erano sia domande che affermazioni che non tengono alcun conto di quanto già obiettato. Non intendo tirar per le lunghe uno pseudo-dialogo che non porta da nessuna parte.
Pubblico solo ciò che risponde, con argomenti, non con difese d'ufficio e citazioni incomplete o selezionate tra quelle commestibili - che peraltro non sono quelle prevalenti -, agli argomenti presenti sia in questa pagina che in tutto il blog.
Se non li conosce, correttezza vorrebbe che approfondisse, come già suggerito prima.
Saluti.

Elena ha detto...

Uniti nella fedeltà a Dio , alla Sua Parola e alla Sana Dottrina della Chiesa.

Anonimo ha detto...

E nel poco coraggio che avete di confrontarvi!

mic ha detto...

Ma quale poco coraggio, se continua a inviare battute da troll invece di argomenti?

Anonimo ha detto...

Ma toglimi una curiosità (a questa puoi rispondermi): don Elia esiste o è una creazione della vostra fantasia?

mic ha detto...

don Elia esiste veramente ed è un Sacerdote. E ringraziamo il Signore che ancora ce ne sono come lui!

sacerdos quidam ha detto...

All'anonimo trolleggiante (ultimo suo intervento alle 16.27):
guardi che il suo giochetto è vecchio, l'ho visto fare con tutti i Papi da Paolo VI a Benedetto XVI. Estrarre alcune (poche) cose buone da un coacervo di errori e di assurdità neomoderniste facendo finta di non vedere la realtà, è stato lo sport preferito di innumerevoli schiere di beati/beoti normalisti ad oltranza, in questi ultimi cinquant'anni.
Ed è proprio per questo che oggi stiamo come stiamo.
Lasci perdere, non funziona.

Elia ha detto...

Per Alfonso (26 giugno,ore 10,12).
Alle potenze del mondo non basta vincere, vogliono stravincere, Sì, con la propaganda e le pressioni socio-politiche vogliono annientare anche la più piccola resistenza cattolica, perché la sua sola presenza è una smentita della loro ideologia. Il totalitarismo, per conservarsi, deve eliminare ogni minima opposizione. Siamo sparpagliati, ma non così pochi come vorrebbero far credere: perciò hanno paura di noi.

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La cifra di tre anni e mezzo presentata da Daniele e ripresa dall'Apocalisse (che sia simbolica o reale) si riferisce in effetti al regno dell'Anticristo, non alla propaganda con cui è preparato dal falso profeta. Tuttavia l'ho evocata come una sorta di provocazione al Cielo perché si sbrighi a intervenire, anche se l'intervento sarà sicuramente del tutto imprevisto e molto doloroso.

Elia