domenica 26 giugno 2016

Ancora mons. Gänswein. Sulle dimissioni di papa Benedetto 'la natura ha parlato'

Riprendiamo, nella nostra traduzione, un articolo del 25 giugno scorso di Anian Christoph Wimmer (Catholic News Agency). Stile molto colloquiale. In realtà nulla di nuovo rispetto all'intervento di Mons Georg Gänswein [qui] - da me commentato qui - che ha suscitato le reazioni di cui si parla. Tranne la notazione finale sulla cosiddetta 'Profezia dei Papi' di Malachia, che francamente appare sorprendente sia nella domanda che nella risposta. E anche col riferimento indecifrabile, che io ne sappia, a San Filippo Neri.

Mons Georg Gänswein, il collaboratore personale più stretto del Papa Emerito Benedetto XVI, in una nuova intervista parla delle dimissioni di Benedetto, della reazione negativa alle sue recenti affermazioni su un "ministero petrino allargato", e altro ancora.
Qual è il punto di vista di Benedetto XVI sulle sue storiche dimissioni? Il suo segretario monsignor Georg Gänswein com'è arrivato alla controversa osservazione su un "ministero petrino allargato"? Che dire della "Profezia di Malachia", che vede presumibilmente Francesco come l'ultimo pontefice?

In una recente e franca conversazione col veterano corrispondente da Roma di EWTN, Paul Badde, Gänswein ha espresso la sua opinione su queste ed una serie di altre questioni.
L'arcivescovo tedesco attualmente è al servizio di Papa Francesco come Prefetto della Casa Pontificia e ha inoltre mantenuto le sue funzioni di segretario del pontefice in pensione [!?] Benedetto XVI. La conversazione precede di poco il 65° anniversario della ordinazione sacerdotale di Papa Benedetto, per il quale è fissata una cerimonia in Vaticano il 28 giugno prossimo.

'La Natura ha parlato'
Quando un enorme fulmine ha illuminato la cima della cupola di San Pietro, la sera dell'11 Febbraio 2013, molti osservatori hanno voluto interpretarlo come una reazione divina all'annuncio storico delle dimissioni di Papa Benedetto, rese proprio quella mattina.
Come suo segretario personale, Gänswein, ha ricordato, circa il fulmine, come sia lui che Benedetto lo abbiano scoperto solo dopo l'evento.
"L'impressione è stata quella di un segno dall'alto, una reazione", ha detto Badde. Quando [Gänswein] ha mostrato a Benedetto le immagini dell'incidente spettacolare pochi giorni dopo, il Papa ha chiesto se si trattasse di una specie di montaggio digitale, Gänswein ha detto, aggiungendo: "Tuttavia, la natura ha parlato."

Come Papa Benedetto vede oggi la sua decisione sulle dimissioni.
Gänswein ha ricordato il doloroso impatto emotivo dell'addio di Benedetto all'ufficio papale e alla casa. "Infatti, mi sono trovato costretto a piangere apertamente", ha detto. Tuttavia, con i tre anni trascorsi, "c'è stata molta riflessione, inclusa quella personale."
Egli ha affermato che "Papa Benedetto era - e ciò vale ogni giorno di più - molto in pace con la sua decisione di dimettersi, e che fosse il passo giusto da fare. Mi ha aiutato personalmente a superare la mia resistenza iniziale e accetto che Papa Benedetto abbia preso, dopo molta battaglia interiore e preghiera, quella che si rivelava la decisione giusta. E poi ha deciso".
Gänswein ha detto che le gioie più grandi di Benedetto XVI dopo il ritiro sono: "avere il tempo per la preghiera, la riflessione e la lettura -, ma anche per gli incontri personali", nonostante viva anche "la vita di un monaco" nel monastero dove ora risiede..

Un 'Ministero petrino allargato?'
Paul Badde durante l'intervista ha accennato ad certo numero di cardinali che sono "sconvolti quando sentono che la Chiesa attualmente ha due successori di Pietro viventi. Recentemente lei ha parlato di un ufficio petrino allargato, che si dice Papa Benedetto abbia introdotto. Ci può spiegare qualcosa in più? "
"Ho esaminato le reazioni e mi è stato imputato di aver detto una serie di cose che non ho detto. Naturalmente, Papa Francesco è il papa legittimo e legittimamente eletto ", ha detto Gänswein.
"Qualsiasi affermazione riguardante due papi, legittimo uno, illegittimo l'altro, è quindi errata." Quello che in realtà intendevo dire, ha aggiunto Gänswein, è che Benedetto continua ad essere presente nella preghiera e nel sacrificio, che porta frutti spirituali.
L'arcivescovo ha anche respinto qualsiasi allusione a problemi o anche ad una qualche forma di rivalità. Ha detto: "Quando si applica il buon senso, la fede e un po 'di teologia, ciò dovrebbe essere chiaro".

La 'Profezia dei Papi'
Durante l'intervista, Badde fa riferimento ad una vecchia presunta profezia recentemente ripresa in alcune discussioni clericali: La "Profezia dei Papi", conosciuta anche come la "profezia di Malachia," - la previsione è attribuita a San Filippo Neri (?) - secondo la quale, Papa Francesco può essere considerato l'ultimo papa.
Gänswein. ha ammesso: "Infatti, se si considera la profezia, e come in essa ci siano precisi riferimenti ai papi citati nella sua storia - ciò mi dà i brividi".
Anche se i cattolici non sono tenuti ad accettare la profezia, "parlando per esperienza storica, bisogna dire: "Sì, è un campanello d'allarme"
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

27 commenti:

gianlub ha detto...

Segnalo questo illuminante articolo http://disputationes-theologicae.blogspot.it/2016/06/che-tipo-di-dimissioni-sono-quelle-di.html

tralcio ha detto...

Il tema proposto non può che riproporre le solite domande:

-sono valide le "dimissioni" di Benedetto XVI? Sembrerebbe di sì
-si è "dimesso" solo per fatica/inabilità? Non si sa.
-è stata dunque una "decisione libera"? Così ha detto lui.
-è stata una decisione "facile"? Per nulla
-lo ha fatto per compiacere gli uomini? Proprio no: sconcertando amici e nemici.
-lo ha fatto dopo lunga preghiera... decisione "mistica"? Non si può escludere.
-è valida l'elezione di Francesco? Pare sì, anche se con qualche anomalia formale.
-potrebbe Francesco essere "Petrus Romanus"? E' lui a dirsi Pietro e vescovo di Roma.
-può essere falsa la "profezia di Malachia"? Forse sì, essendo comparsa solo nel 1595.
-ma anche se non "di Malachia" è profezia? E' vero che dal 1595 inanella motti e papi.

Il campanello di allarme è dato dall'esaurirsi di una lista vecchia di oltre 4 secoli almeno, chiunque l'abbia stilata, e dalla pertinenza dei motti attribuibili, in particolar modo agli ultimi protagonisti.

Sibillina anche la frase, relativa all'accordo possibile e all'assenza di rivalità tra gli esponenti di vertice dei due partiti ecclesiali. Non è smentita l'esistenza del partito del "sale della terra" e del partito del "gruppo di Sangallo".

Ha detto: "Quando si applica il buon senso, la fede e un po 'di teologia, ciò dovrebbe essere chiaro".

La teologia sembra scarseggiare già nella Svizzera tedesca, figurarsi se poi a spiegarne l'approssimazione viene messo un sudamericano di origini piemontesi...
La fede che trapela dal Pietro Romano esprime un "centro" assai differente da quello della Dominus Iesus.
Il "buon senso" è un concetto assai vago: il buon senso comune potrebbe essere infatti proprio una prassi secondo il mondo, quando lo specifico del vangelo è di non essere affini alla mentalità del mondo. Dunque anche qui il "dovrebbe essere chiaro" latita.

E' come quando si tiene l'abito da Papa perchè "non ci sarebbero altri vestiti disponibili". Chiaro?
Benedetto XVI ha chiesto se la foto del fulmine sul Cupolone fosse un fotomontaggio.
Non lo era. Chiaro?
Allora ha capito. Almeno lui.
A quanto pare altri hanno fatto spallucce.
E' da decenni che si sbeffeggiano i "profeti di sventura".

Chi sta nelle mani di Dio non ha da preoccuparsi dei giudizi del mondo, anche ecclesiale. E' bastato qualche messaggio della "Postina".
Chi è nelle mani del mondo non ha proprio motivo di tener conto delle profezie di veggenti e mistici e della "Postina".

Il mondo reale sa che il tempo passa e a un certo punto, per scegliere, scade.
C'è una verità, c'è un criterio: c'è un tempo, finché dura, per accoglierne l'invito.
Il mondo delle idee è "atemporale", perciò giudica il tempo superiore allo spazio: non si sceglie oggi con i criteri di sempre, ma ci si prende il tempo per cambiar idea.

Anonimo ha detto...

Le parole del Segretario di Benedetto XVI, restano e sono macigni:
“Joseph Ratzinger, dopo una delle elezioni più brevi della storia della Chiesa, uscì eletto dopo solo quattro scrutini a seguito di una drammatica lotta tra il cosiddetto “Partito del sale della terra” (“Salt of Earth Party”) intorno ai cardinali López Trujíllo, Ruini, Herranz, Rouco Varela o Medina e il cosiddetto “Gruppo di San Gallo” intorno ai cardinali Danneels, Martini, Silvestrini o Murphy-O’Connor; gruppo che, di recente, lo stesso cardinal Danneels di Bruxelles in modo divertito ha definito come “una specie di mafia-club”. L’elezione era certamente l’esito anche di uno scontro, la cui chiave quasi aveva fornito lo stesso Ratzinger da cardinale decano, nella storica omelia del 18 aprile 2005 in San Pietro; e precisamente lì dove a “una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie” aveva contrapposto un’altra misura: “il Figlio di Dio e vero uomo” come “la misura del vero umanesimo”.
Ecco le due chiavi, i due ministeri, racchiusi nel munus petrino, di cui uno è autentico, quello spirituale, perché Benedetto XVI non vi ha rinunciato, mantenendo il nome di Papa anche se emerito, la residenza in Vaticano, l'abito, il titolo di Santità, mentre all'altro ha dovuto rinunciare, ed è ora esercitato dal Vescovo di Roma, la cui elezione è entrata come "dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo" dopo "una drammatica lotta" in cui ha vinto il "mafia-club". Questo dovrebbe farci capire che è suonato il campanello d'allarme, circa la straordinarietà, l'anomalia di questo pontificato, Troncato a metà. Il messaggio in codice, continua, anzi si fa pressante.

viandante ha detto...

"Quando si applica il buon senso, la fede e un po 'di teologia, ciò dovrebbe essere chiaro"

Mah, mi sembra un ragionamento un po' sempliciotto che dà per scontato (chiaro) quel che chiaro non è. Questo atteggiamento lascia trasparire una logica tesa a cercare argomenti per avvallare a posteriori decisioni e fatti poco difendibili. Il buon senso, la fede e un po' di teologia (non troppa per favore perchè non tutti la gradiscono...) porterebbe a ben altre conclusioni.

Mikael ha detto...

Raramente l'umanità ha dato ascolto alle "profezie". Però, ascoltare un "papa" che dà dello scemo a Gesù (e vedere che i "Cattolici" ridono e dopo alcuni secondi battono pure le mani), dovrebbe perlomeno farci venire qualche dubbio sulle reali intenzioni di questo "umile" personaggio.

http://www.antoniosocci.com/papa-bergoglio-gesu-un-po-lo-scemo-questa-inaudite-gravissime-espressioni-pronunciate-giovedi-scorso/

sul sito del Vaticano hanno già provveduto alle correzioni... Benedetta internet! e (youtube (1:04:37-40)):

https://www.youtube.com/watch?v=mmNOvTyDGBs

Anonimo ha detto...

Questo mons. Un po' di tempo fa sempre in un'intervista sulla vita del "papa emerito " quello cioè che avrebbe il "ministero contemplativo" aveva detto che passava le serate suonando il pianoforte o a volte guardando "rex" alla televisione. Non c'è male per in papa contemplativo. A me sembra che il Vaticano tutto, ormai, sia in mano o a pazzoidi o a gente che volutamente discredita la Chiesa creando confusione. Tali interviste e affermazioni senza senso lo dimostrano.

irina ha detto...

Abbiamo certamente superato la soglia della coerenza, il principio di non contraddizione ormai è considerato uno strumento obsoleto. Tutto scricchiola. Il Signore abbia pietà di noi e ci raccolga anche se impazziti.
Signore, pietà!

Anonimo ha detto...

San Filippo Neri, una missione svolta a Roma simile a quella che dovrebbe avvenire ora, ad opera di altri coraggiosi Santi, per contrastare la protestantizzazione della Chiesa?
Questo Santo visse dal 1515 al 1595, nel tempo in cui prende consistenza la Riforma cattolica, portata avanti da santi che, soprattutto a Roma, operano numerosi, nonostante la debolezza morale di certi papi e di certe istituzioni dell'epoca. Ma questa Riforma, pur ricca di vitalità e di originalità, rischiava di irrigidirsi in una «Controriforma», che traeva la sua linfa prevalentemente dalla reazione antiprotestante.
Dopo la contestazione e la lacerazione protestante, la Chiesa avrebbe dovuto affidarsi tutta ai suoi veri e santi riformatori, che allora erano numerosi; nella Spagna si contavano a decine nella sola Roma si potevano incontrare sant'Ignazio di Loyola, san Filippo Neri, san Camillo de Lellis, san Giovanni Leonardi, san Felice da Cantalice, san Pio V, san Carlo Borromeo.

Anonimo ha detto...

BARZELLETTA DEL GIORNO
Cameron non attiverà al Consiglio europeo la clausola per uscire dall'Unione.
Bruxelles: "Nessun negoziato senza loro richiesta"
Da un momento all'altro mi aspetto che uno dica: "Abbiamo scherzato!"
e Annamo bene! Popoli europei siete su "Scherzi a parte"!

Spirito/so ha detto...

La situazione creatasi è talmente surreale, e le spiegazioni fornite sono così incoerenti, che mi resta solo una spiegazione plausibile: stanno prendendo in giro i fedeli. Di proposito.

Anonimo ha detto...

Bah! Senza entrare nel merito che non se ne esce fuori con spiegazioni logiche, mi hanno fatto notare, dato che io evito di guardare la tv, che il vdr in Armenia indossava la stola con le insegne di Benedetto XVI.......dite la vostra che io penso la mia, senza scervellarsi sulla profezia del vescovo bianco.....alla prossima. Anonymous.

Anonimo ha detto...

Altra storiella, purtroppo vera, una delle cronies* di Cameron (* giornalisti al seguito di leader in campagna elettorale n.d.r.) ha appena annunciato su twitter di essere gay e di avere una nuova compagna, immediati i tweet di congratulazione da parte di Cameron and. co. annamo bene, che dice a' sora Lella ?

Stefano78 ha detto...

@Gianlub

Anche il buon don Stefano ha notato il paragone con Gregorio VII...

Stefano78 ha detto...

Diciamo che, alla luce di questi ulteriori tasselli, avvalorati da insigni uomini di Chiesa, ho una visione più chiara della situazione.

Dal mio punto di vista, ormai è assodato che Benedetto XVI non ha rinunciato affatto al Papato. Ha rinunciato, in modo assurdo e impossibile, al governo "pratico" della Chiesa. Con questa rinuncia, ha inteso affidare questo Governo "della diocesi di Roma", dove risiede chi esercita tale "potere pratico diretto", a un eletto, a seguito del conclave successivo. Il quale conclave, non è riunito per eleggere un "nuovo Papa", ma un "Super-Vescovo" a cui il Papa, affida questo compito di governo "attivo" (o pratico). E' il Papa che "usa" il conclave per affidare il compito a cui egli rinuncia. In linea di principio, e leggendo la spiegazione di don Stefano, ho capito che la rinuncia di una attitudine del Papa, e l'affido di tale attitudine ad un Vescovo "collaboratore", potrebbe essere possibile. Ma questa possibilità, come nota anche don Stefano con la citazione finale, può avere un senso "teologico" solo in presenza di un fato di gravità inaudita! Il paragone con Gregorio VII, che mi è saltato subito agli occhi, non è fatto a caso. E tale paragone, usato per eventualmente definire se sia tempo o no di giudicare il pontificato di Benedetto XVI, è per lo meno fuori luogo per l'apparente motivo per cui il segretario lo chiama in causa.
Benedetto XVI, a mio avviso (la conferma è venuta anche di recente dal suo amico teologo a commento del segreto di Fatima non del tutto svelato), è sfuggito di mano alla "Mafia di San Gallo". Che voleva un pontificato "simile" a quello Bergoliano, fidando del passato modernista di Ratzinger e della sua "moderazione strumentale". O che comunque era considerata tale. Invece il diavolo ha fatto le pentole, ma non i coperchi. Ratzinger è CAMBIATO, e dal modernismo "moderato" stava passando a una visione Tradizionale, anche se non pienamente tale (la concezione del Vaticano II era ancora in disputa...con se stesso! Forse cercava una quadratura del cerchio per non "archiviare" il Concilio e per tenere a bada la "Mafia di San Gallo"). E' PER QUESTO che ha DOVUTO rinunciare! E, quando gli interventi papali stavano virando verso il riconoscimento dalla basilarità della Tradizione, il pontificato di Ratzinger è stato costellato di ogni attacco interno. Fino ad arrivare alla rinuncia al "governo attivo". Rinuncia che andava anche bene alla Mafia di San Gallo, finchè si può strumentalizzare.
La realtà però vede il Papa Benedetto che è e rimane Papa legittimo e VERO Papa, e non regge la versione di chi "archivia" la volontà di Benedetto XVI come solo "assurda", e dunque da IGNORARE, in favore della Legittimità del Vescovo di Roma. Questo perchè, giustamente don Stefano fa notare che la decisione di Ratzinger viene dalla sua piena Potestà Pontificale, e dunque è DIRIMENTE rispetto a ciò che avviene successivamente! Dunque è tale potestà che è ARBITRA. E' da tale potestà esercitata, che proviene la legittimità di ciò che viene DOPO! Non il contrario!

mic ha detto...

La realtà però vede il Papa Benedetto che è e rimane Papa legittimo e VERO Papa, e non regge la versione di chi "archivia" la volontà di Benedetto XVI come solo "assurda", e dunque da IGNORARE, in favore della Legittimità del Vescovo di Roma.

Questo non possiamo affermarlo noi, Stefano.

Stefano78 ha detto...

@Mic

Questo non possiamo affermarlo noi, Stefano.


Mah. Invece sì. Fare 1+1 non è un atto di insubordinazione. E' chiaro che "non possiamo affermarlo" in modo autorevole. Don Stefano lo ha detto, ed è evidente che ha ragione. Sui Papati si deve pronunciare la Chiesa. Ma, contro i fatti non valgono argomenti. Non c'è il pronunciamento ufficiale, e forse verrà...chissà quando. Se verrà. Ma la lettura dei fatti io la posso fare. E le conclusioni, se ci sono elementi per trarle, le posso considerare eccome. Ripeto: per quanto MI riguarda, la situazione mi si rende sempre più chiara. Poi possiamo discutere sui singoli elementi specifici. Ma ormai mi sembra chiaro se Benedetto XVI abbia rinunciato o no; perchè lo abbia fatto; e perchè questa "rinuncia parziale".

Punti di domanda . ha detto...

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/cuore-debole-papa-fermi-tutti-benedetto-xvi-stato-operato-50774.htm
" non è mai apparso né turbato né provato " !?!

Alla clinica Pio XI e' stato operato veramente al cuore ? O molto probabilmente ( secondo me ) all'apparato digerente ? Come mai ci apparve visbilmente provato , moltissimo dimagrito , privo di forze al punto che all'ultimo non riusciva piu' a sorreggere neanche il turibolo per incensare l'altare ? Monsignor Paglia affermo' che Benedetto XVI non vedeva piu' dall'occhio sinistro e non lo aveva riconosciuto ( che discrezione !, dissi io ). Un altro aveva sbandierato ai 4 venti che Benedetto XVI aveva piu' o meno 1 anno di vita . Avrebbe potuto affrontare in quelle condizioni precarie di salute gli impegni previsti e il governo della Chiesa universale mentre il club di s.gallo e il club delle catacombe e i pedofili e i vescovi e cardinali infedeli ( e anche la sua squadra ) quasi ogni giorno gli scavava la terra da sotto i piedi ? Se fosse svenuto durante una faticosa cerimonia ? Se avesse dimenticato un discorso o scritto o detto delle corbellerie ? A chi si poteva appoggiare ? Di chi si poteva fidare ? Cosa ne sarebbe stato della Sposa di Cristo ?

Giovanni Paolo II ancorche' malato aveva il suo zoccolo duro di amici polacchi fidatissimi , era puntellato dal punto di vista dottrinale dal Card . Ratzinger e dal fidatissimo segretario DZwisz che vigilava su di lui giorno e notte sia dal punto di vista della salute che , sempre secondo me , sugli scritti .

Perche' la famiglia della bambina vaticana scomparsa ( al momento non ricordo le generalita' ) si e' " accanita " ad avere risposte da Benedetto XVI quando le poteva tranquillamente chiedere al Segretario Dzwisz che in ben 27 anni forse era a conoscenza di vita , morte e miracoli di quel che accadeva in Vaticano e sicuramente al corrente dell'accaduto ?

Da sotto la roccia spaccata , dall' ambiente umido , e' fuoriuscito di tutto ....

Anonimo ha detto...


Mons. Gaenswein ha detto,a proposito del famoso fulmine: "La natura ha parlato".
Ma lui, perche' continua a parlare?

Elia72 ha detto...

@ Mic quoto Stefano 78, concordo con lui 100%
E' chiaro che "non possiamo affermarlo" in modo autorevole. Don Stefano lo ha detto, ed è evidente che ha ragione. Sui Papati si deve pronunciare la Chiesa. Ma, contro i fatti non valgono argomenti.
Papa BXVI ha parlato da Sommo Pontefice e io da cattolico rimango fedele a quello che ha detto e deciso. Anche se la cosa ha dell'incredibile ed assurdo. Non sta a me discutere, senza avere elementi, una decisione del mio Sommo Pontefici. Il tempo chiarirà tutto. Ma per ora, anche se io è Stefano non siamo nessuno per affermare con autorità che Papa BXVI è il Pontefice, certamente possiamo avere autorità su noi stessi e decidere chi riconoscere autorità spirituale. A lui,man ora vivente,rimaniamo uniti è fedeli.per lui soffriamo e preghiamo. A lui con il cuore ci rivolgiamo in unione di preghiera. E se siamo convinti, come lo siamo, che i nostri fratelli non vedono ciò che è in bella evidenza sotto i loro occhi, abbiamo il dovere di parlare, con rispetto e carità. A maggior ragione quando ogni giorno ci troviamo di fronte a un magistero ordinario che cozza con il Vangelo, la Tradizione, l insegnamento dei Santi, il Magistero Infallibile della Chiesa. Non si può tacere, o continuare a fingere che siano solo "erroretti". Occorre certamente pregare molto e fare penitenza per i ministri di Dio e per la Chiesa, ma anche gridare dai tetti. Grazie per la possibilità che ci offrì di esprimere il nostro pensiero.
Sia Lodato Gesù Cristo
Elia72

Anonimo ha detto...

a chi dava fastidio il pontificato di BXVI ?
"....alcuni giorni fa il «populista» Nigel Farage ha fatto la «vera storia d' Europa» di questi anni in una mirabolante intervista al Corriere della Sera dove spiega come siamo diventati «una colonia tedesca».
Ma uno degli intoppi per questo progetto era rappresentato anche dalla Chiesa di Benedetto XVI. Paradossalmente il papa tedesco era un ostacolo per una Ue a guida tedesca, sotto l' egemonia «liberal» obamiana.
Fu prospettato a Benedetto XVI di accettare una «riunificazione ecumenica» con i protestanti del Nord Europa e del Nord America per dar vita a una sorta di «religione comune dell' Occidente».
Per la Chiesa Cattolica significava sciogliersi nel minestrone del pensiero unico «politically correct». Diventando un irrilevante museo folk in un' Europa «multiculturale»."
http://unafides33.blogspot.it/2016/06/socci-il-sospetto-terrificante.html
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concordanze: anche alcuni mistici nel mondo hanno svelato (pure con anni di anticipo, v. Anguera 2005, Madonna del pino 2011) che BXVI sarebbe stato "dimissionato" per la sua opposizione alla dittatura relativista: per non aver voluto varare la nuova religione mondialista, tesa a diluire e seppellire di fatto il cattolicesimo in una credenza fra le tante del calderone NWO.
Ma adesso Bergoglio-panzer fa e farà tutto ciò che BXVI non avrebbe mai fatto, e l'agenda massonica sarà compiuta(v. P. Roca, 1830
–
1893: "Ciò che noi dobbiamo domandare, ciò che noi dovremmo ricercare ed attendere, siccome gli Ebrei attendono il Messia, è un Papa secondo i nostri bisogni...
per
 spezzare 
con 
lui 
la
 roccia 
sulla 
quale 
Dio 
ha 
costruito
 la
 Sua
 Chiesa").
Noi però attendiamo pregando con Speranza il 13 maggio 2017.

Anonimo ha detto...

Don Elìa , compatibilmente con i Suoi impegni , che ne pensa di studiare per noi un percorso di fede in modo da farci trovare preparati per Fatima 2017 ? Luglio , dedicato al Preziosissimo Sangue di Gesu' , e' gia' alle porte .

Anonimo ha detto...

Beh che sia stato operato allo stomaco o al cuore non cambia nulla, adesso si è notevolmente ripreso, basta guardarlo in foto e ciò tranquillizza molto, che desse fastidio a lorsignori in quanto tedesco, era palese, fare la fine di GP2 non gli passava manco p'a capa, strumento nelle mani di Dio è un conto, in quelle dei cardinali un altro. Passo un link molto interessante www. mondayvatican.com./ Pope francis at the crossroads of history. Anonymous.

Anonimo ha detto...


@ Continua la fiction sulle dimissioni di BXVI - 2017 annus mirabilis?

Se e' vera la ricostruzione delle dimissioni fatta da Farage, in ogni caso Benedetto XVI
non doveva dimettersi ma denunciare il disegno eversivo e procedere agli opportuni chiarimenti dottrinali, usando gli strumenti che possedeva come Papa: Esortazioni, Encicliche, etc. Che un simile disegno (se c'era) dimostri essere state coartate le sue dimissioni, non mi sembra si possa dire. Anche perche' il dialogo con i Luterani e l'elaborazione di una dichiarazione comune sul tema della Giustificazione (un autentico abominio teologico) sono proceduti alla grande sotto Benedetto XVI. Cosi' come la svendita della teologia della sostituzione ai rabbini (senza la quale teologia, la Chiesa cessa di essere il vero "Israele dello Spirito", perdendo la sua stessa ragion d'essere). E sono continuate le mostruose aperture ecumeniche all'Islam del suo predecessore, non avendo Benedetto XVI piu' ripreso la critica di quella religione da lui fatta nel celebre Discorso di Ratisbona, intimorito com'era dalla vasta reazione ostile da esso provocata.
Se poi nel 2017 non dovesse succeder nulla e tutto dovesse continuare ad affondare come sino ad oggi, che faranno i consumatori di rivelazioni private all'ingrosso e al minuto, cambieranno religione? Se poi dovessero cominciare i grandi disordini, dei quali il Brexit potrebbe esser stato (per grazia di Dio) il punto d'inizio, sono preparati al fatto che le vie di Dio non sono le nostre e prendono spesso una direzione che non ci aspettavamo, con rovesciamenti, castighi e dolori inimmaginabili? Sono preparati a sopportarli? Che dice la favola del Re Travicello?
Parvus

Alessandro ha detto...

In merito alla questione del Papa emerito, stamattina mi premeva ragionarla in questi termini �� Ratzinger dice una cosa. Mons Gaenswein ne interpreta le parole.

Domanda. Ma visto che con Francesco il potere della comunicazione si è intensificato al punto tale che intervistare il Papa non è più un privilegio per pochi eletti,non si potrebbe prendere di petto Ratzinger;intervistarlo nella sua residenzae chiedergli una volta per tutte in nome di Dio :

1 - che cosa intenda LUI(dalla sua bocca)per ministero petrino allargato;

2 - e se si rende conto della portata delle sue parole in rapporto all'insegnamento della chiesa cattolica di sempre che Nostro Signore in Persona ha fondato e mantenuto stabile fino a un minuto prima delle sue dimissioni?

E' o non è un diritto dei fedeli conoscere la verità FINO IN FONDO?

E' o non è dovere del sommo pontefice confermare le pecorelle nella fede?

O saremo condannati alle disputazioni teologiche un giorno sì e un altro pure?

Me lo chiedevo seriamente.

Un saluto a tutti

Alessandro

tralcio ha detto...

Benedetto XVI è ancora (oggi) sotto pressione.

Mons. Gaenswein ha parlato, ambiguamente quanto si vuole, per inviare un messaggio.
Non sono in grado di capire tutto, ma intuisco che c'è molto più di quel che si legge.
Intanto abbiamo appurato/confermato/ribadito che:

-Benedetto XVI è ancora sostanzialmente Papa
-Ci sia arrivato quando si vuole, Benedetto XVI è diventato criticissimo verso il "cristianesimo moderno" (rileggere "Spe salvi" già dal 2007) ed è entrato in rotta di collisione con i potentati mondialisti e relativisti ab intra et ad extra.
-Esistono nella Chiesa due partiti (di fatto "due chiese"), uno dei quali "cosca".
-Il candidato della cosca vincente è il prototipo della "dittatura del relativismo" e ne cavalca la logica a partire dalle proprie clamorose falle teologiche.
-Lobbies varie e loro esponenti di punta (in Curia e non) sono più forti di prima, perchè il triennio ha prodotto soprattutto la rimozione dei meno allineati e dei meccanismi molto efficaci di intimidazione mediatica e non.

Di tutte queste cose la realtà più essenziale è che Benedetto XVI costituisce ancor oggi un problema per certe persone che, a mio avviso, non fanno il bene della Chiesa. Pregare per lui è doveroso.

PS amareggia davvero constatare che c'è ancora chi accomuna nel proprio giudizio le figure di Benedetto XVI e di Jorge Mario Bergoglio...

E non sembrerebbe nemmeno un troll, il che è un'aggravante.

Luigi Rmv ha detto...

In questo momento storico, comunque, la profezia più sorprendente è quella della beata Caterina Emmerich.
Anzi, sconvolgente. La conoscete tutti, lo so, ma nessuno l'ha ricordata:
"Vidi anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città (di Roma). Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità” (13 maggio 1820).

Ditemi voi in quale altro eriodo storico ci sono stati due papi.
E le interviste di mons. Ganswein lo confermano
E i quale periodo storico la n Chiesa cattolica sta diventando 'falsa' (gli effetti nefasti sono solo all'inizio).

E poi:
"Vidi che tutto ciò che riguardava il protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione. In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre” (1820

Ditemi voi il quale altro periodo storico addirittura il papa della Santa Romana Chiesa prende posizioni protestanti analoghe a quelle di Bergoglio.
Ma qui siamo ancora agli inizi, ne parleremo tra 2/3 anni.
Le altre sono ancora più sconvolgenti, ma non mi dilungo.

Evidenzio solo che, grazie alle sue profezie, è stata anche trovata, a Efeso, la casa dove hanno vissuto la Santissima Vergine Maria e San Giovanni apostolo.
Altro che Malachia!
E non venitemi a parlare di prudenza, forse nessuna profezia è stata così precisa.

Anonimo ha detto...

Leggete questa intervista di Minoli a Jessica De Gregori, la veggente di Civitavecchia, che conosce la parte mancante del terzo segreto di Fatima, discusso insieme a Suor Lucia e che sta attendendo di consegnare a Bergoglio (era desiderio della Madonna che lo conoscesse anche Giovanni Paolo II che, presumibilmente non lo conosceva completamente, dato che cerca in tutti i modi di mettersi in contatto con lui, mentre di Benedetto XVI dice, otto mesi prima delle sue dimissioni, che non può comandare come vorrebbe, i cardinali decidono per lui). Lo stesso dicasi per Cornacchiola, il veggente delle Tre Fontane, anche lui a conoscenza dello stesso segreto. Alle porte di Roma, ben due apparizioni prodigiose, entrambe con un segreto per il Papa e su ammissione dei veggenti, legato a Fatima. Ormai è chiaro che Maria sta ancora aspettando la Consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato, perché non è stata fatta come aveva richiesto.
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