martedì 31 ottobre 2017

Una scomunica invalida - Uno scisma inesistente. Due studi sulle consacrazioni lefebvriane di Écône del 1988 - Paolo Pasqualucci

P. Pasqualucci : Una scomunica invalida - Uno scisma inesistente. Due studi sulle consacrazioni lefebvriane di Écône del 1988, Solfanelli, 2017, pp. 164, € 13 [qui]

Da parte di alcuni, comprese autorevoli personalità ecclesiastiche, si continua a ritenere in qualche modo “scismatica” la FSSPX. Che mons. Marcel Lefebvre non abbia mai attuato né voluto attuare scisma alcuno, viene ribadito con ricchezza di argomenti in questi due studi del 1999, pubblicati ora per la prima volta in volume da Paolo Pasqualucci, autore del secondo (Una scomunica invalida – Uno scisma inesistente), da lui ampiamente rielaborato per l’occasione. 

Si tratta di due lavori “tecnici”, come si suol dire, ma scritti in modo chiaro e semplice, alla portata di tutti. Questi studi hanno indubbiamente il merito di mettere nel dovuto rilievo un aspetto essenziale, in genere trascurato nelle discussioni e polemiche sulla FSSPX: l’esistenza effettiva dello “stato di necessità”, sempre invocato da mons. Lefebvre a giustificazione delle sue “resistenze”. Tale status, riconosciuto dal diritto canonico, viene indagato, come principio e concetto, sia nei suoi aspetti teologici (primo studio) che in quelli canonistici (secondo studio), con puntuale utilizzo della dottrina tradizionale e più autorevole in materia. 

Di particolare interesse mi sembra, nel secondo studio, l’esposizione della Tesi Murray. Nel luglio del 1995 una “tesina di licenza”in diritto canonico del sacerdote nordamericano P. Gerald Murray, discussa ed approvata con il massimo dei voti alla Pontificia Università Gregoriana, sosteneva (destando un certo scalpore) che la scomunica latae sententiae dichiarata a suo tempo a mons. Marcel Lefebvre, a mons. Antonio de Castro Mayer e ai quattro vescovi consacrati da mons. Lefebvre senza mandato pontificio, non sarebbe stata valida in punto di stretto diritto canonico né lo sarebbe stata la connessa imputazione di scisma in senso formale. Mons. Lefebvre avrebbe agito convinto (ancorché secondo P. Murray erroneamente) di trovarsi in grave stato di necessità e non avrebbe comunque effettuato uno scisma in senso formale, non dimostrando alcuna volontà né comportamento in questo senso.

La “tesina” non fu pubblicata ma se ne rese disponibile un sunto sufficientemente chiaro e preciso, con sufficienti citazioni di passi, apparso sulla rivista americana The Latin Mass, nel numero di autunno 1995, unitamente ad un’intervista con lo stesso P. Murray. 

Nel 1996 il P. Murray fece una ritrattazione parziale della sua tesi, per ciò che riguardava la presenza dello stato di necessità: ora egli affermava che tale situazione non si sarebbe verificata. Tuttavia, continuò a non attribuire a mons. Lefebvre atti dal significato scismatico.

Nell’incandescente temperie attuale, credo che questi due lavori offrano ampio ed utile materiale di riflessione sul tema sempre scottante della natura della FSSPX  e dei suoi rapporti con la Gerarchia, al fine di una visione dell’intera questione più equilibrata e più vicina al vero. 

Il presente saggio, del quale riproduco, per gentile concessione dell’editore Solfanelli, la breve Nota introduttiva, si situa in continuità di studio e controversia con il precedente lavoro dell’Autore sulla soppressione illegale della FSSPX, effettuata dall’Ordinario locale nel 1975 senza la prescritta autorizzazione pontificia (P. Pasqualucci, La persecuzione dei “lefebvriani” ovvero l’illegale soppressione della Fraternità Sacerdotale San Pio X, Solfanelli, 2014, pp. 148 , € 12 - qui).   
Maria Guarini
* * *

Nota  introduttiva

Potrebbe sembrare pleonastico occuparsi ancora, a ventinove anni di distanza, della vicenda delle consacrazioni di quattro vescovi effettuate ad Écône da mons. Marcel Lefebvre il 30 giugno del 1988, disattendendo l’ingiunzione del Papa a soprassedere ulteriormente; consacrazione con la quale l’anziano presule, invocando lo stato di necessità suo (in quanto vescovo) e della Chiesa universale devastata dalla crisi, troncò estenuanti ed inconcludenti trattative, trascinantesi da mesi, per stabilire la data della consacrazione di un vescovo da scegliere tra i sacerdoti della Fraternità Sacerdotale S. Pio X, da lui regolarmente eretta nel 1970, indispensabile per le future ordinazioni dei seminaristi della stessa Fraternità.  Le scomuniche allora applicate latae sententiae a mons. Lefebvre e ai quattro vescovi, non sono forse state rimesse a questi ultimi da Benedetto XVI nel 2007?  La questione non deve pertanto considerarsi chiusa?

In realtà, sulla Fraternità S.Pio X continuano a circolare pregiudizi di ogni tipo e c’è che continua a dipingere mons. Lefebvre come un “eretico” (?), uno “scomunicato”(?), uno “scismatico”(?).  Di costoro si può ben dire “non ragionar di loro ma guarda e passa”.  Più importante è invece applicare il principio secondo il quale bisogna sempre ricercare la verità, per quanto modeste siano le nostre  forze. Ora, nell’opinione dei più, l’atto di generosità con il quale Benedetto XVI ha rimesso le scomuniche ai quattro vescovi, è stato comunque applicato a scomuniche a suo tempo dichiarate validamente da Giovanni Paolo II. Ma bisognerebbe una buona volta render giustizia alla memoria di mons. Marcel Lefebvre, intrepido difensore della fede, e al vescovo brasiliano, mons. Antonio De Castro Meyer, l’unico vescovo che l’abbia per tanti anni affiancato nella lotta, presente nonostante l’età avanzata alle consacrazioni di Écône per testimoniare la sua solidarietà. Infatti, molti ritengono erroneamente che i due presuli siano morti validamente scomunicati e quindi fuori della Chiesa, da nemici della Chiesa, cosa falsissima.   

In realtà, vi sono più che fondati motivi per ritenere quelle scomuniche invalide sia dal  punto di vista teologico che del diritto canonico.

Mi sembra pertanto utile riproporre due studi del 1999, composti in occasione del decennale di consacrazioni e scomuniche, apparsi entrambi in quell’anno su sì sì no no, dal n. 1 al n. 9, tesi per l’appunto a dimostrare con accurata analisi  l’invalidità delle scomuniche stesse.  

Il primo inquadra la questione dal punto di vista teologico, il secondo da quello canonistico. Sono scritti entrambi sotto pseudonimo, come da prassi di quel periodico, tuttora vigente.  Io sono l’autore dello studio di taglio canonistico, sotto il nom de plume di Causidicus. Hirpinus è invece l’autore dello studio che esamina la questione teologica e che mi è sembrato opportuno riprodurre per primo, rispettando l’ordine di pubblicazione sulla rivista. Il suo autore preferisce mantenere a tutt’oggi l’anonimato. Il mio testo l’ho rivisto in diversi punti,  tenendo conto che sono passati diciannove anni dalla sua prima uscita, apportandovi sensibili modifiche, tagli e in sostanza miglioramenti.  L’altro è rimasto immutato.  Vi ho apportato solo qualche modifica di tipo redazionale, oltre ad aver corretto qualche refuso. Le parentesi quadre nelle citazioni sono di Hirpinus

Pubblico questi due studi anche perché mi sembra doveroso render giustizia a mons. Lefebvre in un altro e più ampio senso. Vale a dire: il perdurare e l’aggravarsi della crisi della Chiesa hanno dimostrato a fortiori che egli aveva ragione nell’agire come ha agito, invocando uno stato di necessità  che oggi continua più che mai ad esistere. Senza quella sua sofferta disobbedienza, imposta dalle gravi circostanze, sarebbe poi stato molto difficile e forse impossibile conservare i due beni preziosi e fondamentali rappresentati dal Seminario conforme alla Tradizione della Chiesa e dalla S. Messa di rito romano antico, per la cui salvaguardia è nata la Fraternità Sacerdotale S. Pio X.  Beni preziosissimi poiché è su di essi che, a Dio piacendo, si potrà procedere (speriamo presto) alla ricostruzione della Chiesa cattolica, devastata da un’apostasia quale mai si era vista nella sua bimillenaria storia.  

Ringrazio sentitamente il direttore responsabile di sì sì no no, Maria Caso, per aver gentilmente autorizzato la pubblicazione di questi due articoli.
Paolo Pasqualucci 

23 commenti:

Luisa ha detto...

"...invocando uno stato di necessità che oggi continua più che mai ad esistere."

Effettivamente, oggi siamo a questo punto, un punto in cui un teologo tedesco vicino a Bergoglio afferma che questo papa è una chance unica per i protestanti che interpreta il pensiero di Lutero meglio della maggior parte dei vescovi Luterani, che il suo modo di leggere la Sacra Scrittura fa di lui un vero erede di Lutero.
Interessante anche l`osservazione su chi Bergoglio sta facendo cardinali in vista del futuro Conclave...
"Le persone da lui nominate e che nel prossimo conclave avranno diritto di voto sono tutti semplici Pastori, che hanno davvero a cuore le loro comunità e la dimensione ecumenica, oppure che sono molto attivi nel dialogo inter-religioso"

http://www.marcotosatti.com/2017/10/31/lutero-2-quanto-e-protestante-il-papa-unintervista-del-teologo-tedesco-suo-amico-a-die-zeit/

Anonimo ha detto...

Nell'intervista segnalata da Luisa un paio di chicche:

In ogni caso è visibile come Francesco non abbia problemi a mettere da parte la pretesa dell’infallibilità.

Domanda: in questo modo vacillano i pilastri del Cattolicesimo …

Schirrmacher: Papa Francesco, durante una discussione, una volta ha detto: anche Benedetto XVI e Giovanni Paolo II non furono infallibili e per quanto sia noto non avrebbero mai esercitato la loro prerogativa (dell’infallibilità). Con il dogma dell’infallibilità Bergoglio non può dare inizio a nulla. Lui è realmente pronto a raggiungere i limiti dell’impossibile nella sua Chiesa.


Io ho scommesso che una delle ultime azioni che compirà sarà quella di attaccare il dogma del Primato Petrino: perché lui, di fatto, pretende di essere infallibile ben oltre i paletti del dogma - tant'è che chi osa avanzare critiche viene silurato - ma penso che vorrà mettere i bastoni tra le ruote al prossimo Papa veramente cattolico, che tenterà di rimettere ordine.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Non vedo l'ora di leggerlo, poiché finora mi risultava che Lefebvre sapeva bene quel che faceva e sapeva bene che Giovanni Paolo II era contrario alle ordinazioni illecite e che gli avrebbe concesso un vescovo per il 15 agosto successivo.

Anonimo ha detto...

questioni note da anni ed anni. In base alle norme del Diritto Canonico la scomunica non c'era perché Lefebvre agì in istato di necessità, e il CJC stabilisce che chi credeva, anche erroneamente, di trovarsi in quello stato.......non era passibile di alcuna pena. A Roma si pasticciò su questo come su tanti argomenti. E si continua a pasticciare. Verrà giorno in cui la Chiesa dirà quello che disse il cardinale Silvio Oddi: "grazie monsignor Lefebvre, per quello che ha fatto".
Alfredo G.

Anonimo ha detto...


C'è un errore di stampa.

La foto della copertina del libro non è quella giusta.
E' stata messa la foto della copertina del libro dello
stesso autore sulla soppressione illegale di Econe.

Anonimo ha detto...

OT Una notizia agghiacciante:

https://anonimidellacroceblog.wordpress.com/2017/10/31/esclusiva-terrificante-dichiarazione-congiunta-tra-la-cei-e-la-chiesa-evangelica-luterana-da-oggi-sdoganate-le-liturgie-e-le-catechesi-ecumeniche-di-fra-cristoforo/

mic ha detto...

Grazie della segnalazione. Più tardi, quando torno in.posfaziknr coreggerò.
Intanto mi scuso con voi e con Pasqualucci.

mic ha detto...

EP,
Quella di Giovanni Paolo era l'ennesima di molte promesse disattese all'ultimo minuto... inoltre c'è una dettagliata relazione, che dovrò ripescare, sui reiterati intrighi della curia, mentre Lefebvre si sentiva prossimo a morire e temeva le ulteriori dilazioni.

Anonimo ha detto...


A proposito della data del 15 agosto 1988 concessa dal Papa per la consacrazione di un vescovo per la FSSPX. Si trattava solo di una disposizione a concedere, a certe pesanti condizioni.

"Cosa scrisse, infatti, il cardinale Ratzinger, nella lettera del 30 maggio 1988 nella quale annunciava la concessione della data da parte del Papa?
Che il Papa si dichiarava "disposto"a nominare un vescovo da un gruppo di sacerdoti indicati da mons. Lefebvre, ma a condizioni ben precise: 1. richiedendo un ampliamento della rosa dei candidati, per non esser condizionato nella sua libertà di scelta. Era questa un'esigenza del tutto nuova rispetto ai desiderata posti in precedenza. Portando di fatto ad un allungamento dei tempi, dava l'impressione di togliere con una mano quel che si concedeva con l'altra (la data del 15 agosto per la consacrazione); 2) esigendio una lettera di richiesta di perdono e di sottomissione, richiesta già avanzata anteriormente ma ora arricchita di nuovi contenuti: mons. Lefebvre avrebbe dovuto prender pubblicamente l'impegno di non effettuare la nel frattempo annunciata consacrazione di tre vescovi e di rimettersi ad ogni decisione del Papa in merito. Quest'ultima richiesta sembrava indicare una mancanza di fiducia nei confronti dell'anziano presule francese.

Chi affermava che la S. Sede aveva concesso sic et simpliciter la data del 15 agosto 1988 per l'ordinazione a vescovo di un sacerdote indicato da mons. Lefebvre, si sbagliava di grosso. Il Papa non aveva concesso nulla: si dichiarava disposto a concedere ma solo a certe condizioni, che erano, a ben vedere, autentiche condizioni capestro, contenenti persino clausole umilianti per mons. Lefebvre. Come a dire: senza dossier di nuovi candidati e senza la lettera pubblica di cui sopra, niente consacrazione (e di un solo vescovo) per il 15 agosto. Condizioni del genere facevano chiaramente intendere che cosa Roma intendesse per "riconciliazione": un riassorbimento, forse graduale, ma che nello stesso tempo assomigliava in modo impressionante ad una resa senza condizioni..."(P. Pasqualucci, Una scomunica invalida-Uno scisma inesistente, cit., pp. 146-148).
PP

Sacerdos quidam ha detto...

A quanto detto sopra da Mic (alle 14.17) aggiungo che i neomodernisti al potere stavano comunque cercando tra i membri della FSSPX il candidato "giusto", vale a dire adeguatamente malleabile, sul quale avrebbero cominciato a "lavorare" dopo la dipartita di Monsignor Lefebvre, per la graduale rieducazione conciliare della FSSPX stessa.

La stessa tattica Giovanni Paolo II e Ratzinger la adoperarono in seguito (negli anni dal 2000 al 2002) per la successione di Mons. Rangel gravemente malato (ed immediato successore di Mons. de Castro-Mayer nella diocesi brasiliana di Campos) scegliendo il "malleabile" don Rifan, per anestetizzare progressivamente preti e fedeli di quella diocesi fino ad allora resistente al neomodernismo conciliare.
Operazione perfettamente riuscita, come chiunque può constatare: oggi Mons. Rifan ed i sacerdoti di Campos sono neutralizzati (si limitano a celebrare in V.O., mentre Mons. Rifan è anche biritualista).

Per me è sempre più un mistero: ma come si fa a non vedere lo stato di necessità del 1988?

Sacerdos quidam ha detto...

Inoltre, anche ammettendo (per assurdo, è ovvio) che non vi fosse alcuno stato di necessità, Mons. Lefebvre non avrebbe potuto in nessun caso essere colpito da sentenza di scomunica, a norma di Diritto Canonico (CJC 1983). Infatti ecco cosa stabilisce il Codice medesimo a questo proposito:

Can. 1323 - Non è passibile di alcuna pena chi, quando violò la legge o il precetto:
[...]
4) agì costretto da timore grave, anche se solo relativamente tale, o per necessità o per grave incomodo, a meno che tuttavia l'atto non fosse intrinsecamente cattivo o tornasse a danno delle anime; [...]
7) senza sua colpa credette esserci alcuna delle circostanze di cui al n. 4 o 5.

Can. 1324
- §1. L'autore della violazione non è esentato dalla pena stabilita dalla legge o dal precetto, ma la pena deve essere mitigata o sostituita con una penitenza, se il delitto fu commesso [...] da chi per un errore, di cui sia colpevole, credette esservi alcuna delle circostanze di cui al  can. 1323, n. 4 o 5;
[...]
- §3. Nelle circostanze di cui al §1, il reo non è tenuto dalle pene latae sententiae.

Anonimo ha detto...

Mic,
ti segnalo:
http://www.arcsanmichele.com/index.php/apologetica/42-difesa-della-fede/9719-motus-in-fine-velocior-pezzo-grosso-e-terrorizzato-da-cio-che-vede-nella-chiesa-e-teme-che

E' impressionante.
Antonio (napoli)

Anonimo ha detto...

Germania: musulmano chiama un prete in pubblico "maiale" - nessuna reazione
https://gloria.tv/article/uJuyLprvHiwc1VuaabKP2pJXz
Penitenza e preghiera .

Anonimo ha detto...


Cara Mic
grazie per la Presentazione del saggio. Col piccolo involontario errore dello scambio di copertina, ci ho guadagnato perché adesso vedo stampate le copertine di tutti e due i saggi sulle vicende della FSSPX. Ringrazio allora due volte.

Con l'occasione, mi viene questa riflessione, se puoi concedermi ancora spazio. Oggi, 31 ottobre 2017, è un giorno particolarmente triste per la Chiesa. Si celebrano i 500 anni dall'inizio della rivolta di quella bestia feroce che era Lutero e chi lo esalta di più è proprio il presente e regnante Pontefice, che ne condivide apertamente la falsa dottrina sulla Giustificazione, espressamente condannata come eretica dai Papi e dal dogmatico Tridentino! Se non è tradimento della fede questo, quale lo è?
Nella Gerarchia nessuno si alza in piedi a confutare queste enormità mentre sembra al contrario ingrossarsi la schiera dei reggicoda e conformisti di ogni ordine e grado. La massa dei fedeli si ispessisce sempre più nell'apatia o nell'errore, preda felice di ogni altra credenza o moda che la legittimi. Oggi, per di più, festeggiano Halloween, una festa del tenebroso paganesimo celtico. Era la festa dei morti, per loro, col 1 Novembre finiva il raccolto e si iniziava l'inverno, sino a Maggio;inizio dell'anno, per loro, la notte che si apriva sul mese di novembre, nella quale dalle tenebre si risvegliavano e venivano fuori tutti i morti, un impasto impressionante di superstizione, spiritismo, magia. Si era depotenziata da tanto tempo a festa per bambini. Ma la decadenza della vera religione, il riapparire della passione per la magia, l'esoterismo, i peggiori culti pagani, unitamente alle strategie di mercato che se ne sono impadronite, la ripropongono di nuovo a livello di massa, accentuandone l'aspetto orrifico.
Elogio dell'eresia da parte del Papa, protestantizzazione sempre più accentuata della Chiesa, celebrazione di massa di sfrenate festività pagane... E sarebbe solo l'inizio di un lungo elenco. Rosmini scrisse un libro sulle 5 piaghe della Chiesa del suo tempo. Quante sono le piaghe che affliggono la Chiesa, oggi?

Tuttavia, proprio tenendo presente la figura di mons. Lefebvre non dobbiamo scoraggiarci. A 65 anni, costretto a dimettersi da Superiore Generale degli Spiritani stravolti dalle riforme conciliari, quando pensava di doversi ormai ritirare a vita privata, con la morte nel cuore per lo sfacelo della Chiesa nell'immediato Postconcilio, la Provvidenza gli mandò una dozzina di seminaristi francesi in fuga dai Seminari ufficiali, in pieno marasma postconciliare. Chiesero il suo aiuto per poter continuare i loro studi, la loro vocazione. Dopo vari tentativi,trovato l'appoggio di mons. Charrière, vescovo di Friburgo (CH) nonché modesti aiuti finanziari sempre in Svizzera e alcuni insegnanti, si affittarono dei locali...Così cominciò, nell'estate del 1969, quasi dal niente, la vicenda della FSSPX, istituzione grazie alla quale il Signore ha voluto evidentemente che si conservassero la Messa VO e il vero Seminario cattolico, le fondamenta sulle quali ricostruire domani la Chiesa.

Continuiamo in serenità d'animo la buona battaglia per render gloria al vero Dio. Quando meno ce lo aspetteremo, il gigante dai piedi d'argilla che ora sembra schiacciarci, crollerà di schianto.
PP

Alex da roma ha detto...

@ Fabrizio Giudici
...Vorrà mettere i bastoni al prossimo papa veramente cattolico ...

Il prossimo papa veramente cattolico, non avrà paletti se dichiarerà, in maniera infallibile, eretico Bergoglio. sarà L unico modo per rimettere a posto tutto.... come del resto già avvenuto nella Chiesa e nella storia del papato.

Anonimo ha detto...

Noi pregheremo la Madonna, tutti i Santi, i santi Angeli, e avremo sempre la Santa Eucarestia e l'Adorazione Eucaristica come punti di riferimento perenni.

Mi chiedo però se questa nuova "messa ecumenica" toglierà la Presenza Reale. A quel punto non ci sarebbe più Eucarestia.

E' quello che vogliono, ormai è chiaro.
Come è chiaro che sarà quel momento il famoso "abominio della desolazione", senza più Presenza Reale avremo un idolo, un vero culto al dio di questo mondo.

Dio sia Bendetto e bendetto il Suo Santo Nome!

Anonimo ha detto...

@Alex

Io non entro nella questione se il prossimo Papa cattolico dichiarerà eretico Bergoglio, eccetera, in quanto i dettagli della materia presuppongono una competenza che non ho. Certamente prenderà misure drastiche contro le eresie e certamente lo farà nel pieno rispetto della Tradizione. Ma nel suo rapporto con i fedeli, per la loro incapacità di comprendere, gli si potranno creare difficoltà. Dopotutto è questo il vero cuore del problema, quello che la gente capisce: se non fosse questo il problema, neanche AL farebbe danni, perché Francesco non avrebbe seguito e San Pietro sarebbe già totalmente vuota da anni..

Alex da roma ha detto...

@ Fabrizio Giudici ore 23:37

Concordo perfettamente. Ma un papà cattolico, autenticamente cattolico, dovrà avere a cuore prima di tutto la Verità è la dottrina della Chiesa di Sempre. Chi ci starà bene. Chi non ci starà si porrà automaticamente fuori. Meglio pochi. La non condanna netta e chiara degli errori e di coloro che li propagano famorisce la corruzione e questo è quello che avvenuto e sta venendo ancora oggi nel mondo cattolico.

Luisa ha detto...

Per che possa esserci in un futuro più o meno prossimo o lontano un papa autenticamente cattolico già bisognerebbe che quello attuale cessasse di influenzare post mortem il futuro Conclave nominando in vita cardinali in linea con il suo pensiero e i suoi progetti.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

L'oggettivo "stato di necessità" è una prerogativa personale di Lefebvre?

Per esempio, io direi che Williamson ha ordinato vescovi perché si trovava in oggettivo "stato di necessità".

mic ha detto...

Lo "stato di necessità" esisteva all'epoca e nel caso di Lefebvre e oggi è divenuto più che mai evidente.
Che poi, quando il pastore è percosso e le pecore sono disperse, ci sia il rischio che chiunque, compresi noi, lo facciamo valere ad libitum, è altrettanto evidente.
Per questo, preghiera e prudenza.

P.U. ha detto...

Qualche giorno fa, c'è stata una lunga discussione circa l'annosa questione su N.O o Messa di Sempre.
Mi trovo in una problematica un po' diversa. Vivo in una (liturgicamente parlando) "Isola (relativamente) FELICE". Mi trovo ad avere, in un raggio di meno di 70 KM da casa ben quattro Messe Tridentine al giorno. Non è stato sempre così. Per anni l'unica è stata quella che oggi è la più lontana.Quando potevo ci andavo, quando non potevo santificavo la festa in altro modo. HO sbagliato? Ho fatto bene? La sapremo all'altro mondo. Ma non è di ciò che voglio parlare. Dopo il SP, dei preti più vicino a casa (siamo sempre nell'ordine dei 30 Km) che già celebravano saltuariamente e non proprio "semi-clandestinamente", ma senza grande pubblicità, hanno cominciato a farlo alla luce del sole ed in modo esclusivo. La Messa che sto frequentando più spesso è quella di uno di questi preti. Ed è quella che trovo meno "scomoda", per orario e distanze. Ed anche per un altro motivo. Inutile nascondersi dietro un dito. Non ho più le disponibilità economiche che avevo anche solo 5 anni fa. Uno spostamento piu' lungo, specie se fatto di frequente, e non una tantum, rappresenta un impegno economico (tra carburante, autostrada e parcheggio), non dico gravoso, ma che non posso affrontare a cuor leggero, senza farmi prima conti etc.
Putroppo, per questo prete, debbo dire che 30 anni di N.O. hanno lasciato tracce. Tipo: domenica scorsa non ha solennizzato Cristo Re, ma la XXI Domenica dopo PENTECOSTE. dOVENDO andarmene subito dopo la Messa, non ho avuto il tempo di chiedere perchè. Forse perchè (come mi sembra anche da altro) si serve di un messale ante-1925? O perchè ormai i parrocchiani sono abituati a legare Cristo Re con la fine dell'anno liturgico e non cone quella del mese di ottobre? o forse perchè ha reputato che le letture della XXI domenica si prestassero bene alla lunga filippica anti-Hallwine che ha pronunciato all'omelia? Probabile, visto che è anche esorcista. Non è che il Signore (a monte della motivazione) lo ha permesso perchè mi vuole lanciare messaggi del tipo:"Goditela finchè dura, questa relativa facilità ad avere la liturgia tridentina, ma ricordati che non devi abbandonare i contesti nei quali la hai conosciuta"? Signore, lo sapete che NON voglio. Aiutatemi anche nelle mie faccende concrete e lo sapete che vi tornerò. Intanto potrebbero anche essere i preti di quegli altri contesti a farsi vivi.

Anonimo ha detto...

"Leggiamo da un trafiletto di cronaca del quotidiano La Tribuna di Treviso..: Domani, …si svolgerà una inedita processione. Bambini vestiti da angioletti percorreranno le vie del centro, dalla chiesa di San Martino fino al Duomo, per prendere le distanze dalla festa pagana di Halloween e celebrare la solennità cristiana di Ognissanti. ...iniziativa organizzata da un gruppo di genitori dell’associazione Famiglie di Marca….I piccoli in processione vestiti con una tunica bianca porteranno un cero votivo e nell’altra l’effigie di un santo. A guidare la processione saranno i sacerdoti della fraternità di San Pio X.

In che cosa consiste la notizia? Nel fatto che i cristiani esistono, che si fanno vedere e sentire…? ….Se c’è una notizia, allora significa che qualcosa, forse, non sta andando per il verso giusto; se, poi, succede che a guidare una processione come quella dei bambini di Treviso saranno i sacerdoti della fraternità San Pio X, la cosa fa ancor più riflettere. Dunque, per agire e per mostrarsi pubblicamente in qualità di cattolici, bisogna aspettare che a prendere l’iniziativa siano dei sacerdoti lefebvriani:
…ma non ci era stato detto che monsignor Lefebvre si era posto al di fuori della Chiesa cattolica, e che per questo, e non per degli errori dottrinali, non per aver aderito a qualche eresia, era stato scomunicato, semmai proprio il contrario, per aver voluto rimanere attaccato alla dottrina cattolica, così come l’aveva ricevuta a suo tempo, cioè prima delle novità introdotte dal Concilio Vaticano II? E allora, vuoi vedere che monsignor Lefebvre, …aveva visto giusto, mentre tutti gli altri vescovi …avevano avuto la vista corta? Che cosa significa che i …preti cattolici, i vescovi … cattolici, il papa cattolico, stanno zitti ….. mentre, per trovare qualcuno disposto a dire a voce chiara e forte che la festa di Halloween …è una sfida aperta al cristianesimo, non si trova un solo sacerdote o vescovo cattolico disposto a farlo, ma bisogna aspettare che a muoversi siano gli esponenti della fraternità San Pio X? A nostro parere, ciò significa una cosa sola: che monsignor Lefebvre aveva visto giusto, e la sua scomunica fu ingiusta e illegittima; mentre parecchi esponenti della Chiesa cattolica, che allora rivendicarono a se stessi il “merito” di essere stati all’avanguardia nella stagione delle cosiddette riforme, meriterebbero, quelli sì, di essere scomunicati, in quanto oggettivamente lontani dalla Verità cattolica, incoraggiati peraltro da un papa che dice apertamente, senza tema di smentita, che Dio non è cattolico?
….. ...chi aveva ragione, dunque, ..quando si consumava il drammatico “strappo” fra la Chiesa cattolica e i seguaci di monsignor Lefebvre? E prima ancora, quando, proprio nelle sessioni del Concilio, erano in gioco i destini della Chiesa, ..della sua coerenza .. con la sacra Tradizione? Eppure, allora ci fu detto … che si trattava “solo” di rinnovare le forme, ..di promuovere il dialogo con i non cattolici… e noi ci abbiamo creduto! …. Eppure, sarebbe bastato …lasciarsi guidare dal proprio buon senso, per vedere quanto i frutti fossero ben diversi da quelli sperati; e come la Chiesa stesse letteralmente svendendo il proprio patrimonio, il sacro Deposito della fede, per correr dietro alla chimera, o peggio, per compiacere intenzionalmente (nel qual caso, si dovrebbe propriamente parlare di tradimento da pare di alcuni) ..gli anticristiani e gli anticattolici di tutte le tendenze e di tutti gli orientamenti: altro che realizzare un’opera ispirata dallo Spirito Santo! Qualunque fosse lo "spirito” che sospingeva la Chiesa verso la deriva postconciliare, tutto poteva essere, tranne che lo Spirito di Dio: …Era tutto terribilmente chiaro, fin troppo, se solo avessimo saputo vederlo e comprenderlo per tempo. …" di Francesco Lamendola

Anna