venerdì 27 ottobre 2017

Esprimiamo il nostro appoggio e stima al Card. Robert Sarah

Cultura Cattolica ha lanciato una raccolta di firme in sostegno al Cardinale Sarah.
Per aderire potete cliccare qui.
Ѐ importante, in questo momento, che Sua Eminenza il Card. Sarah senta il nostro sostegno non solo con la preghiera, ma anche in modo concreto. E che a Santa Marta prendano atto che dietro ai Cardinali Cattolici c’è un popolo fedele a Cristo Signore.

75 commenti:

Marisa ha detto...

Io ho già aderito.
Che Nostro Signore protegga, benedica e consoli sempre il Cardinal Sarah e tutte le altre vittime di questa follia devastatrice.

irina ha detto...

OT: Preoccupazione per Ratzinger: spunta una foto con l'occhio nero
Spunta una foto del papa emerito con un vistoso ematoma sotto l'occhio, dovuto a una caduta avvenuta settimana scorsa. Ratzinger si starebbe indebolendo fisicamente


Ivan Francese - Ven, 27/10/2017 - 14:50

Anonimo ha detto...

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sarah-diritto-distinguere-migranti-economici-e-rifugiati-1456356.html

Anonimo ha detto...

LA TRISTEZZA DI UNA CHIESA NORMALISTA
Su facebook Piero Mainardi ha stilato i punti dolenti della Chiesa odierna.
La parabola dei normalisti è tanto triste quanto comica:
1) Prima Rivoluzione, protestantesimo. Oggi la Riforma si dice che sia un portato dello Spirito Santo, il papa va a Lund a commemorare Lutero e Aleteia si aggroviglia per dimostrare che tutto torna.
2) Seconda Rivoluzione: rivoluzione francese. Oggi anche la Santa Sede difende la laicità delle istituzioni e quindi deve difendere il processo che lo ha generato smentendo la propria storia.
3) Terza rivoluzione: il socialcomunismo. Centri sociali e dittatorelli socialisti e "benedetti" ricevuti dal papa, smentiti pure sulla pressione fiscale considerata (giustamente) come una forma di socialismo alternativa e di statalismo oppressivo.
4) Quarta rivoluzione: il sessantotto e i costumi morali. Il divorzio non è neppure più segnalato come problema da ribaltare, i riaccompagnamenti - previo discernimento e situazione particolari (in fondo tutte sono particolari) - non sono poi neanche un gran problema, anche sul piano sacramentale ..., le convivenze pure e in fondo anche l'omosessualità ... non costituisce più un problema ... salvo non sia una lobby ....
Altre variazioni.
- Filosofia, teologia e dottrina: sostanzialmente azzerate perché irrilevanti se non addirittura dannose perché dividenti.
- Il tomismo. Lo si rispolvera solo per dimostrare che San Tommaso avrebbe apprezzato le variazioni.La carità (o meglio le azioni filantropiche) è sufficiente sostituisce tutto.
Sacramenti: tendere favorire sempre l'accesso senza limitazioni.
- Liturgia: altro che ritorno alla liturgia di sempre ...Le indicazioni vanno verso la libera creatività.
- Rapporto con la modernità: assolutamente positivo, integrato e dialogico.
- Altre religioni: tutte portano a Dio.
- Apologetica e storia del cattolicesimo: una storia lunga 2000 anni di errori e mistificazioni cui faticosamente e coraggiosamente il Santo Padre e i suoi collaboratori stanno cercando di rimediare.
- Identità nazionali ed europea: immigrazione no limits.

Anonimo ha detto...

https://www.gloria.tv/audio/DYBQNQfEN7oR1wkGQvJDtDS42
Germi protestanti nel messalino Novus Ordo 1° ottobre 2017

Luisa ha detto...

Qui le foto di Benedetto XVI:

http://benoit-et-moi.fr/2017/benot-xvi/peter-seewald-et-mgr-oster-chez-benoit-xvi.html

Leggete il commento del vescovo di Passau, sì Papa Benedetto è caduto la settimana scorsa ma sta bene nei limiti della sua età.

Anonimo ha detto...

Sbaraccato anche lui ? Ai posteri...
http://www.lafedequotidiana.it/esclusivo-lislamologo-benedetto-xvi-trasferito-sorpresa-al-cairo/

Anonimo ha detto...


OT - però importante: la Catalogna ha proclamato l'indipendenza mentre Madrid ne sta sospendendo l'autonomia per via parlamentare e costituzionale.

Lo scontro è ormai frontale. Riappaiono gli orridi fantasmi della Guerra Civile spagnola del 1936-1939? Staremo a vedere. E'da notare che in questa crisi la Chiesa cattolica non è riuscita a giocare alcun ruolo. Sembra che un certo numero di preti catalani appoggino gli indipendentisti anche se sono quasi tutti di estrema sinistra. La spinta alla rottura con Madrid viene soprattutto dall'estrema sinistra.
Nelle tragiche vicende del 1936 e oltre Barcellona era chiamata "la rossa". Città portuale e di industrie, era dominata soprattutto dal movimento anarchico (F.A.I.), dalla bandiera rossonera, che si distinse nell'odio feroce per la Chiesa e la religione, la distruzione e la profanazione delle chiese, le torture e le uccisioni dei preti e delle suore.
La situazione oggi è diversa nel senso che la Catalogna appare isolata, almeno per il momento, mentre la Spagna rossa era appoggiata in modo attivo dalla Francia del Fronte Popolare e dall'Unione Sovietica di Stalin. Sembra che Barcellona sia anche diventata oggi una delle città preferite dal popolo "arcobaleno". Ma anche la Rivoluzione Sessuale era in pieno svolgimento nella Spagna rossa.
H.

Anonimo ha detto...

http://www.lafedequotidiana.it/esclusivo-lislamologo-benedetto-xvi-trasferito-sorpresa-al-cairo/

e cosa se ne faceva Ratzinger di un islamologo! La Chiesa ha sempre insegnato che ogni altro supposto dio è un demonio, cosa altro c'è da sapere? La religione maomettana va pubblicamente aborrita e messa al bando!

Roger de Bourneville ha detto...

Cosa c'entra in un thread di appoggio al cardinale Sarah un OT che stigmatizza il sacrosanto diritto di una nazione alla libertà ? Perché confondere qui politica e religione ? Non è più accettabile nel 2017 il metamessaggio, l'equazione stato centralista = legittimazione divina, separatismo = rivoluzione anticristica. In un contesto come quello attuale lo stato centralista è massone, immigrazionista e anti-cristiano, mentre il separatismo è quasi sempre il tentativo di riaffermare l'identità, soprattutto le radici cristiane di una nazione.

Luigi Rmv ha detto...

Brava Maria!
Hai fatto benissimo a evidenziare il sostegno al card. Sarah
Nell'altro post di qualche giorno nessuno ha apprezzato quello che di cattolico ha detto, benche' raro a sentirsi, tutti a criticare la sua frase positiva sul CVII.

Intanto facciamo anche sentire il nostro sostegno ai pochissimi cardinali e vescovi ancora cattolici, anche se cadono nel "peccato originale" di non evidenziare a dovere gli errori del cvII e del suo post.
Non lasciamo solo chi comunque combatte, perche' abbiamo bisogno di pastori, soprattutto di alto rango.

In questo rapporto di stima e sostegno e' piu' facile far sentire anche le nostre voci sulle vere cause di questo svuotamento della Chiesa cattolica, cioè le crepe del cvII da cui è entrato il fumo.di satana.

Già sono pochi i veri prelati cattolici, se poi critichiamo pure quelli e basta (come capita spesso), senza manifestazioni di sostegno, a quali pastori terreni ci rivolgeremo per far se tire meglio la nostra voce ?

Quindi, prima di firmare quella petizione, esprimo qui, in questo blog, tutto il mio piccolo sostegno e il mio impegno di preghiera al card. Sarah, sperando che lo legga.

mic ha detto...

e cosa se ne faceva Ratzinger di un islamologo! La Chiesa ha sempre insegnato che ogni altro supposto dio è un demonio, cosa altro c'è da sapere? La religione maomettana va pubblicamente aborrita e messa al bando!

Affermazione trollesca, semplicistica e superficiale.

Il Papa non è un tuttologo e ha bisogno di collaboratori fidati, esperti in diverse discipline. Samir Khalil Samir è noto per la sua competenza oltre che per la serietà delle sue analisi e sintesi.
Premessa la consapevolezza di qual è la vera fede, è necessario conoscer meglio chi ci si trova di fronte, soprattutto oggi che la minaccia islamica è sotto gli occhi di tutti.
Benedetto XVI non era uno sprovveduto e, nonostante la sua cultura aveva l'umiltà di ascoltare voci commestibili.

Luisa ha detto...

D`accordo al 100% con Luigi.

E poi nella parentesi politica di questo post vorrei solo dire, senza alimentare la polemica, che l`affermazione secondo la quale "il separatismo è quasi sempre il tentativo di riaffermare l'identità, soprattutto le radici cristiane di una nazione" riferendosi alla Catalogna non sta nè in cielo nè in terra, se la Spagna è un Paese ex-cattolico che ha legalizzato tutte le derive morale e etiche, la Catalogna è rossa e le sue rivendicazioni non hanno nulla da che vedere con le "radici cristiane".

Troll dopo troll, idem come già detto da mic per padre Samir, un esperto dell`islam purtroppo per lui non Bergoglio conforme, non islamofilo come lo vorrebbe il pensiero unico anche nella chiesa attuale, una nuova probabile vittima di questo regime che esautora, allontana, sospende, dimissiona , tutti coloro che non cantano all`unisono col coro, padre Samir disturba la vulgata attuale sull`islam, è una voce coraggiosa e libera da compromessi che non teme di richiamare tutti alla realtà di un islam che non è una religione solo di pace e amore, informa e testimonia, ma ci sono testimoni e voci che il regime al potere in Vaticano mette in avanti e altri che allontana, nasconde e tenta di zittire.
È la chiesa della misericordia e della tenerezza.

Luisa ha detto...

Così termina il suo articolo Tosatti:

"Tutto questo sarebbe anche divertente e folcloristico, se la fazione al potere nei Sacri Palazzi non fosse, come si dice in parole semplici semplici, cattiva; e non praticasse simpatici modi staliniani per esprimere il suo disappunto verso chi osi esprimere opinioni diverse da quelle del Piccolo Padre.
Vi consiglio di leggere un interessante – e drammatico articolo di Infovaticana (è molto chiaro e comprensibile anche per chi non è ispanofono) per capire la persecuzione in atto nella Chiesa.
Proprio ieri, fra l’altro, ho saputo che tre vescovi italiani hanno cancellato conferenze già fissate a cui doveva partecipare e/o essere protagonista un importante e stimato professionista laico, cattolico di tempra, ma giudicato troppo critico verso alcuni aspetti della realtà di Chiesa che stiamo vivendo.
È l’icona del dialogo nel tempo di papa Bergoglio, e l’icona del servilismo cortigiano clericale.

http://www.marcotosatti.com/2017/10/28/bestiario-clericale-le-prede-della-settimana-e-soprattutto-notizie-di-persecuzione-interna/

Anonimo ha detto...

ANDREA GRILLO, UN “TEOLOGO” ASCOLTATO (MOLTO)

Oggi è sabato e ci manteniamo leggeri e allegri (si fa per dire).

Andrea Grillo Andrea Grillo insegna dal 1994 Teologia dei sacramenti e Filosofia della Religione a Roma, presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo e Liturgia a Padova, presso l’Abbazia di Santa Giustina. È anche colui che ha scritto: il card “Sarah ha mostrato, da anni, una sostanziale inadeguatezza e incompetenza in ambito liturgico”.

Ma noi sappiamo che papa Benedetto XVI ha scritto nella post-fazione al libro del card. Sarah, “la forza del silenzio”, le seguenti parole: «Con il cardinal Sarah la liturgia è in buone mani». E stiamo quindi tranquilli.

Grillo, però, è anche uno dei teologi che in certi ambienti, importanti, è molto ascoltato. Riprendo la foto da Tosatti. Come ci dice lo stesso Tosatti, sembra che Grillo sia coinvolto nel lavorio per creare una messa ecumenica.

Guardate ora il commento di Andrea Grillo: “Transubstantiatio non è un dogma e come spiegazione ha i suoi limiti. Ad esempio contraddice la metafisica”.

Allora avrebbero ragione i protestanti (secondo Grillo).

Anche in questo post, dopo aver letto questa frase, vi chiedo di stare tranquilli e di non sganasciarvi dalle risate.

Keep calm!!!

http://www.marcotosatti.com/2017/10/28/bestiario-clericale-le-prede-della-settimana-e-soprattutto-notizie-di-persecuzione-interna/

Luisa ha detto...


Fra il dire e il fare c`è di mezzo...Amoris laetitia:

http://www.lanuovabq.it/it/curia-in-pensione-dopo-cinque-anni-non-tutti

Anonimo ha detto...


A proposito dell'OT che sarebbe fuori posto e del mito separatista buono/centralista cattivo

La prassi degli OT è tollerata su questo blog e a volte appare anche eccessiva. Però l'appena avvenuta svolta separatista in Catalogna sembrava meritevole di segnalazione.

Anche per segnalare l'assenza della Chiesa ufficiale in tutta la grave vicenda, che potrebbe segnare l'inizio di una serie di forti lacerazioni civili in tutta Europa. Giustamente è stato ricordato che la secessione catalana è sostenuta soprattutto dall'estrema sinistra anticristiana, gli eredi dei sanguinari Anarchici degli anni Trenta. Aggiungo che almeno la metà dei catalani è decisamente contraria a separarsi dalla Spagna. L'anticristianesimo della Generalitat catalana si era visto in diverse occasioni. Sembra che volessero anche iniziare una procedura di espropriazione della famosa chiesa della Sacra Famiglia per toglierla alla Chiesa e farla dichiarare bene degno di tutela Unesco o qualcosa del genere. (Durante la guerra civile le chiese che non erano state distrutte venivano trasformate in depositi, caserme e anche latrine: vedi G. Orwell, Homage to Catalonia, 1938, Penguin, 1962, p. 8 e p. 19. Orwell combattè per un certo tempo come volontario con le milizie anarchiche catalane e ci scrisse a caldo un saggio-reportage in cui si sforzava di essere obiettivo).

Che i separatisti e secessionisti nostrani, i Bossi e gli Zaia, agiscano avendo di mira la restaurazione dei valori cristiani contro lo Stato centralista "massonico", è affermazione a dir poco risibile. Si sente parlare sempre e solo di soldi, di pagare meno tasse, di diventare più ricchi, di godere di maggiori benefici sociali. Il Veneto e la Lombardia sono tra le regioni più ricche d'Europa, quanto a reddito e godono di una non piccola autonomia. L'appartenere ad uno Stato unitario tanto male non gli ha fatto. La Catalogna è addirittura la quarta in Europa, per reddito, ricchezza diffusa. Produce il 20% del reddito della Spagna, una sua secessione rovinerebbe la Spagna economicamente (c'è anche quest'aspetto). Godeva inoltre di una molto ampia autonomia, come il resto delle regioni spagnole. Forse bisognerebbe chiedersi perché sono proprio le regioni più ricche a volersi separare, la spinta principale sembra essere l'avidità e il pregiudizio razziale (contro il resto dei propri connazionali), rinfocolati dalla presenza avvolgente e dissolutrice dell'Unione Europea.
Lo Stato centralizzato non è il male in sé, le amministrazioni locali quanto a burocrazia sono spesso peggiori di quella centralizzata. E' attualmente occupato, in nostro Stato, da una fazione che va mandata a casa, dissolverlo sarebbe cadere dalla padella nella brace. E va certamente riformato ma con un federalismo serio, non di facciata, se si vuole usare questa forma istituzionale.
H.

Anonimo ha detto...

Maria, oltre 9 milioni di visite e non strombazzi?

Anonimo ha detto...

Domande per Historicus :

1) E chi li mandera' a casa visto che questi dittatori non ci fanno piu' votare ?
2) Ecco perche' spingono tanto con lo ius soli perche' una volta che si decideranno a riaprire i giochi avranno il loro portafogli di voti bello gonfio
3) Per fare un federalismo serio non di facciata dovrebbero guardarsi dentro , fare un esame di coscienza , chiedersi " sono amministratore di cose non mie , lo faccio seriamente con responsabilita' , onestamente ? Quando un domani saro' giudicato dal Padrone della Messe riusciro' a guardarlo negli occhi senza arrossire ?"
4)Quanto alla Catalogna : c'e' la possibilita' che l'islam ne faccia un sol boccone , una sua piattaforma?

Per quanto riguarda il Card.Sarah , non avendo io una email , lo ringrazio qui di vero cuore e gli assicuro la mia preghiera affinche' abbia la forza necessaria per sopportare tutte le altre croci che il Signore vorra' affidargli per la salvezza delle anime .

mic ha detto...

Maria, oltre 9 milioni di visite e non strombazzi?

Cosa dovrei strombazzare? Andiamo avanti pregando e rispondendo giorno dopo giorno. :)
Tra l'altro grazie per la segnalazione. Le avevo perse di vista.

Anonimo ha detto...

La Spagna, forse a causa del sangue innocente versato nella Guerra Civile, e' da tempo terra rinnegata dal bene e agitata dal male. Barcellona in particolare, terra del "regista" Almodovar, del commercio di ovuli e sperma, di travestitismo e prostituzioni varie, oltreché da sempre di terrorismo rosso (basta guardare le facce dei manifestanti in piazza)....sta pagando lo scotto di tutti i mali che ospita. Secondo me la faccenda finirà nella violenza....per cosa, non si sa.

Anonimo ha detto...

Caro mio, ce ne accorgeremo quando ci arriverà la cartolina di chiamata alle armi per sostenere una terra che neanche e' la nostra quanto e' divertente la secessione catalana!

Luisa ha detto...

Segnalo:

UNA NUOVA ACCADEMIA PER LA VITA NEL SOLCO DI GIOVANNI PAOLO II. PER DIFENDERE VITA E FAMIGLIA. MA SUL SERIO.


http://www.marcotosatti.com/2017/10/28/una-nuova-accademia-per-la-vita-nel-solco-di-giovanni-paolo-ii-per-difendere-vita-e-famiglia-ma-sul-serio/

Sacerdos quidam ha detto...

Riguardo alla segnalazione dell'Anonimo delle 9.39:

Dedicato al Grillo Ciarlante scomunicato, secondo il quale “Transubstantiatio non è un dogma e come spiegazione ha i suoi limiti. Ad esempio contraddice la metafisica” :

Concilio Ecumenico di Trento (Sessione XIII dell'11 ottobre 1551), Decreto sul Santissimo Sacramento dell’Eucaristia (capitolo IV):

" La transustanziazione.
Poiché, poi, Cristo, nostro Redentore, disse che era veramente il suo Corpo ciò che dava sotto la specie del pane, perciò fu sempre persuasione, nella Chiesa di Dio, - e lo dichiara ora di nuovo questo santo Concilio - che con la consacrazione del pane e del vino si opera la trasformazione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue.
Questa trasformazione, quindi, in modo adatto e proprio è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione."

Come di norma, il medesimo Concilio faceva poi seguire i Canoni di condanna:

" Canoni sul Santissimo Sacramento dell'Eucaristia:

[...] 2. Se qualcuno dirà che nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia assieme col Corpo e col Sangue di nostro Signore Gesú Cristo rimane la sostanza del pane e del vino e negherà quella meravigliosa e singolare trasformazione di tutta la sostanza del pane nel Corpo, e di tutta la sostanza del vino nel Sangue, e che rimangono solamente le specie del pane e del vino, - trasformazione che la Chiesa cattolica con termine appropriatissimo chiama transustanziazione, - sia anatema.

http://www.internetsv.info/Text/CTrento.pdf

Anonimo ha detto...


E chi li manderà a casa, etc.?

1. L'anno prossimo c'è la scadenza naturale della legislatura, bisogna votare per forza.
La speranza è che vinca il centrodestra, non c'è scelta, e che sia poi capace di fare le riforme essenziali, anche se non bisogna illudersi troppo.
2. Il "federalismo" serio sarebbe quello di Salvini e Co. non dei presenti governanti, che non ci pensano per niente. Serio, nel senso, che dovrebbe definire un programma chiaro, che a mio avviso ancora non c'è. Innanzitutto, far chiarezza sui limiti dell'autonomia regionale, stabilire dei paletti, non lasciarla aperta all'infinito, come si è fatto finora, cosa che presuppone concepire lo Stato come un nemico cui strappare sempre nuove concessioni. Su questi presupposti non si può costruire nulla.
3. Non saprei dire sul rapporto islam-Catalogna. C'è una prova di forza in corso, dalla quale il governo spagnolo non può tirarsi indietro senza perdere la faccia. Deve andare sino in fondo. Per ora i Paesi europei più importanti si tengono fuori ed esprimono solidarietà a Madrid. La Russia per ora tace, mi sembra.
4. Il cardinal Sarah è finora l'unico uomo di governo della Chiesa ad aver fatto la distinzione tra profughi e migranti economici. Speriamo che la approfondisca e ne tragga le debite conseguenze.
H.

Anonimo ha detto...

@ “Intanto facciamo anche sentire il nostro sostegno ai pochissimi cardinali e vescovi ancora cattolici, anche se cadono nel "peccato originale" di non evidenziare a dovere gli errori del cvII e del suo post. ….. abbiamo bisogno di pastori….. se poi critichiamo pure quelli ….a quali pastori terreni ci rivolgeremo per far sentire meglio la nostra voce ?”

E’ la ricorrente questione del male minore, del “turiamoci il naso, meglio che niente”, che contrappone “puri e duri” e “prudenti ed equilibrati”.

In primo luogo io credo che, nel caso specifico, il “male minore” non stia nel non avere, il “pastore di riferimento” evidenziato gli errori del CVII, ma nel, più grave, mancato riconoscimento del vero male in campo liturgico, che riguarda l’essenza stessa della Messa, cioè il Santo Sacrificio (attualizzazione incruenta del Sacrificio sul Calvario), e che è , a sua volta espressione un grave problema di fede, e non è la modifica di alcune forme del rito. Quelle forme di cui parla (il silenzio, la posizione del sacerdote) sono funzionali al Sacrificio che si compie. Sganciate, sono forme vacue atte a stimolare emozioni di pancia verso un non definito senso del “sacro”. E sta anche nel non riconoscere la vera causa (il CVII) dei mali che vuole combattere, e nel conseguente intento di usare come arma a difesa della Santa Messa proprio lo strumento col quale questa è aggredita ed il mandante di queste aggressioni. Non è un particolare trascurabile.


Ma, al di là del merito, io contesto in radice il principio del male minore. Di principio del male minore (“cedere per non perdere”, “limitare i danni”) si parla generalmente in campo etico e politico, ma credo che le argomentazioni contro valgano ancor di più nel campo della fede e nel campo, strettamente legato al primo, liturgico. dato che la fede non può che essere integrale, per sua natura, e che la liturgia non può che rispecchiarla interamente e chiaramente. Con le relative conseguenze in ordine alle scelte che ognuno di noi è chiamato a fare in questo momento di crisi nella Chiesa, dove il male (apostasia) prevale nettamente e pare quasi avere oscurato il bene. Al riguardo ho trovato molto interessante il post Il “male minore” porta Male (1° parte: Male minore, nuovo nome della barbarie?), pubblicato su Libertà e persona. Sintetizzo.

Anna (segue)

Anonimo ha detto...

Contro questo principio si è espressa la scrittrice e filosofa tedesca Hannah Arendt, di origini ebraiche che scrisse il libro “La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme”, dove, con l’argomento del “male minore”, Arendt spiega come i “buoni cittadini” possano essere resi partecipi di politiche del male.L’idea espressa da Arendt è quella secondo cui i Consigli ebraici, optando ogni volta per il male minore della mitigazione degli orrori nazisti, avevano inconsapevolmente contribuito alla distruzione del loro stesso popolo e, in ultima analisi, alla loro stessa rovina; mentre se avessero evitato di collaborare con i tedeschi nel tentativo di moderare le loro politiche, avrebbero potuto avere più chances di sopravvivenza.

Afferma Arendt: “La pura verità, è che se il popolo ebraico fosse stato disorganizzato e senza capi ci sarebbero stati caos e miseria, ma il numero totale delle vittime difficilmente avrebbe raggiunto i 4,5-6 milioni di persone”. A chi giustificava le autorità ebraiche, in nome della loro scelta per il male minore, la filosofa tedesca ribatteva affermando che, se ogni resistenza vera e propria era irrealizzabile, c’era pur sempre la possibilità di “non fare niente”, e in quella circostanza “non fare niente” era proprio ciò che i capi ebraici avrebbero dovuto fare. Nell’ambito della collaborazione dei tedeschi qualunque, soprattutto di quelli impegnati nel servizio civile, Arendt riesce a dimostrare come “l’argomento del male minore” sia diventato il più importante “armamentario terrorista e criminale”, e come questo sia stato usato “per abituare i funzionari e la popolazione ad accettare in generale il male in sé”, al punto tale per cui “chi sceglie il male minore dimentica rapidamente di aver scelto a favore di un male”.

Di recente le sue osservazioni sono state riprese dall’architetto israeliano Eyal Weizman, che nel suo libretto intitolato “Il male minore”, dove afferma “Nella nostra postutopica cultura politica contemporanea, il termine [male minore] è così profondamente naturalizzato e invocato in una serie di contesti incredibilmente diversi tra …che esso sembra aver completamente preso il posto che precedentemente era riservato al termine ‘bene’”. Optare per il “male minore conduce all’accettazione e normalizzazione di un determinato male e, quindi alla sua reiterazione e diffusione, per questo egli arriva a suggerire che il “male minore” possa essere in realtà “il nuovo nome della nostra barbarie”. Anche Weizman, al pari di Arendt, arriva alla conclusione secondo cui sia preferibile “non fare niente” piuttosto che collaborare con il male. Scrive: quando nient’altro è possibile “fare niente è l’ultima forma effettiva di resistenza, e le conseguenze pratiche del rifiuto, e perciò del caos, sono quasi sempre migliori, se abbastanza persone rifiutano […] Dobbiamo avere il coraggio di pensare oltre … l’ordine aritmetico ‘del più e del meno’ … oltre le interminabili negoziazioni, complessità, contingenze e complicità del pragmatismo miope della ‘politica del male minore’”.

Anna (segue)

Anonimo ha detto...

Il noto proverbio “Le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni”, ci mostra qual è la meta finale di chi accetta di compiere il male a “fin di bene”, di scendere cioè a compromessi con il male, seppure con la buona intenzione di prevenire un male più grande. Uno scenario ben rappresentato anche dal seguente racconto:

C’era una volta un eremita così perfetto che aveva già un piede in Paradiso. Il diavolo lo tentò. Gli disse:
• “Dio mi ha dato il permesso di tentarti. Vorrei che tu commettessi un peccato grave”.
• “Parla”, disse l’eremita. “Ti ascolto”.
• “Assassina qualcuno”.
• “No. È fuori discussione”.
• “Allora assali una donna”.
• “È una cosa bestiale e disgustosa. Non lo farò mai.”.
• “Almeno bevi un sorso di vino. Non è neanche un peccato. Accontentami”.
• L’eremita sospirò: “Va bene. Un sorso non è nulla di male”.
Immediatamente gli comparve tra le mani una brocca di vino fresco e frizzante. Ne bevve un sorso. Prese fiato e ne bevve un altro. E un altro ancora. Cominciò a ridere stupidamente. Poi riprese a bere, malfermo sulle ginocchia.
Una ragazzina saliva per il sentiero.
• “Buongiorno sant’uomo”, disse. “Ti ho portato qualche mela e del pane”.
Ululando, con gli occhi annebbiati, l’eremita afferrò la ragazzina per i capelli e la sbatté a terra. La poverina urlò con tutte le sue forze. Suo padre, che lavorava nei campi, la udì e accorse. L’eremita vedendo arrivare l’uomo afferrò una grossa pietra e lo colpì con tutte le sue forze.
Quando ritornò in sé, l’eremita vide l’uomo che giaceva ai suoi piedi in un lago di sangue.
• “Credo sia morto”, disse Satana, con aria virtuosa.
• L’eremita si gettò in ginocchio inorridito: “Signore Dio, che cosa ho fatto?”.
• Il diavolo rispose: “Di tre mali hai scelto il minore. Questo ti farà passare lunghe giornate in mia compagnia”.

Il racconto mostra non soltanto che la scelta del male minore non ha prevenuto alcunché ma che, anzi, proprio quella scelta, la scelta del male minore, è stata decisiva per il verificarsi del male maggiore che altrimenti non ci sarebbe stato.

Anna (fine)

Anonimo ha detto...

Leggete il decreto legislativo 66/2010, articolo 1929, comma 2b...e poi pregherete che crisi internazionali non ce ne siano più...qui qualcuno crede che Catalogna contro Spagna sia come dire Barca contro Real Madrid...

Anonimo ha detto...

Rispondo alle domande 3 e 4, per le altre non ho alcuna risposta. Secondo Lei, caro fratello, le persone che attualmente dispongono dei nostri destini politici credono nell'esistenza e nella possibile punizione divina..?! A me sembra proprio di no...Quanto alla domanda 4, la Catalogna, e Barcellona in particolare, fu una delle "basi" da cui partirono le orde di terroristi picchiatori ("black blocs") che misero a ferro e fuoco l'inerme città di Genova durante il G8 del 2001. Se tanto mi dà tanto...Barcellona e' già Stato Islamico.

Anonimo ha detto...

Nel silenzio , come a Nazareth ci e' stato fatto un grande dono ! Voi ne sapevate ?
http://www.lanuovabq.it/it/manuel-il-bambino-che-parlava-con-gesu-eucarestia

http://www.elledici.org/ecom/article/05821-manuel#.WfUDERO0N3l

marius ha detto...

Hai fatto benissimo a evidenziare il sostegno al card. Sarah

Luigi, ha forse dimenticato le gravissime offensive affermazioni del Cardinale verso i fedeli che frequentano la Messa di sempre, di cui abbiamo parlato ampiamente in questo post? http://chiesaepostconcilio.blogspot.ch/2017/09/convegno-summorum-2017-il-silenzio-e-il.html

- Sarebbe bello che coloro che utilizzano il messale antico osservino i criteri essenziali della costituzione sulla sacra liturgia del Concilio.
- È indispensabile che queste celebrazioni integrino una giusta concezione della "participatio actuosa" dei fedeli presenti (SC 30).
- La proclamazione delle letture deve poter essere capita dal popolo (SC 36).
- Così pure, i fedeli devono poter rispondere al celebrante e non contentarsi di essere degli spettatori estranei e muti (SC 48).
- Infine, il Concilio fa appello a una nobile semplicità del cerimoniale, senza ripetizioni inutili (SC 50).
(Card. Robert Sarah)

Ma quel che è peggio, è che il Cardinale evidentemente non si limita a prendersela con i poveri fedeli, perché nel contempo palesa una totale mancanza di stima, anzi un disamore per il venerabile rito bimillenario: e ciò nientemeno che da un prefetto della congregazione per il culto divino !!!

Da parte mia, dopo aver letto queste sue inaccettabili altisonanti considerazioni, non posso certamente sostenerlo.
Queste non sono affatto quisquilie. Qui è questione la verità della fede che poggia sul Santo Sacrificio di Cristo, a meno che si voglia metterla solo nei termini di una solidarietà "sindacale" a causa dei maltrattamenti del capo.

Luigi Rmv ha detto...

Anna, lei ha preso spunto dal mio intervento, ma lo ha travisato del tutto.

Io non ho affatto elogiato il "male minore", non ho mai sostenuto che gli errori del CVII non vadano condannati, al contrario ritengo chr dia giusto proclamarli sinovallo sfinimento.

Ne' ritengo che sia necessario "turarsi il naso" per manifestare il proprio apprezzamento al card. Sarah, in quanto non emana alcun puzzo di eresia e infedeltà.
Al contrario, è uno dei pochi che emana ancora odore di cattolicesimo, quindi apro bene le narici.

Tale espressione indica un suo travisamento: La uso' infatti, Indro Montanelli, se non sbaglio, per le elezioni politiche.
Ma lei dimentica che, nella Chiesa cattolica, noi laici possiamo solo far sentire la nostra voce ai membri del clero, e basta.

Con la differenza che cardinali come Sarah, Burke, o mons. Schneider, la ascoltano, e c'è una speranza che ascoltino anche le grida di denuncia degli errori del CVII e la speranza che adottino iniziative che SOLO LORO possono prendere.

Al contrario, cardinali/vescovi come Galantino, Parolin e il papa stesso, non solo non la ascoltano, ma fanno di tutto per metterla a tacere, con le buone o con le cattive

Per questo e' importante far sentire il nostro apprezzamento ai primi, non ci sono altre possibilità.

Noi piccoli fedeli laici non mandiamo al potere nostri candidati cardinali a seconda che condannino o meno gli errori del CVII.
Quindi la sua, pur interessantissima, argomentazione sul male minore, non c'entra nulla nella situazione attuale.

E soprattutto non significa che io non sia fedele come lei e dia destinato all'interno per questo.
La mia anima non sarà certo a rischio inferno da "male minore", per aver manifestato il mio apprezzamento al card. Sarah per la sua difesa della dottrina e dell'Eucarestia, anche se non ha condannato pubblicamente gli errori del CVII.

Un conto sono i problemi della Chiesa/Istituzione, anche dottrinali, sotto il potere ESCLUSIVO del clero - come e' giusto che sia - un conto l'integrità, senza compromessi, nella fede, che mi sta a cuore come sta a cuore a lei.

Luigi Rmv ha detto...

Marius, il mio sostegno al card. Sarah è puramente morale, non certo politico, ne' sindacale come dice lei.

Quelle da lei elencate non sono quiquilie, è vero, anche io non condivido la posizione di Sarah sul CVII.
Ma a mio avviso, che non conta nulla, è importante manifestargli comunque un consenso per le altre posizioni, altrettanto importanti e per nulla scontate, di questi tempi.

In ogni caso, si sta opponendo alle modifiche liturgiche ecumeniche, quindi continui a farlo, questo e' il segnale che voglio dare.
E quindi è bene e giusto, per me, che non sono nessuno, in questa situazione, fare quello che si può fare, cioe' un segnale simbolico.

Scrittori, teologi, professori e giornalisti possono scrivere e pubblicare il loro pensiero, i cardinali possono votare il papa e guidano la Chiesa e io do un segnale come posso.

La questione del sostegno a Sarah e' simbolica poiché ne'io ne' voi possiamo cambiare il CVII ne' scegliere i cardinali e il papa che lo vogliano fare.

Comunque chiedo lei ad Anna, dall'alto della vostra sapienza di "duri e puri":
chi è attualmente il cardinale di vostro gradimento, degno del vostro sostegno morale, visto che non avete anche voi alcun potere, escluso, naturalmente, mons. Lefebvre?
E chiedo ancora: veramente andrò all'inferno per aver firmato il mio sostegno al card. Sarah, anche se ancora non si è reso conto degli errori del CVII?

Luisa ha detto...

Senza entrare nelle zone grigie care a Bergoglio, senza approvare e applicare i "sì ma", "no, ma , "forse sì, forse no", gli "et et", che permettono al papa argentino, alla sua corte e a chi lo ha portato là dove si trova oggi, senza scendere a compromessi, mi sembra sia possibile di non rinchiudersi in pensieri e comportamenti di tipo manicheo che vedono tutto in bianco o nero, comportamenti che tendono a dar ragione a chi accusa certi cattolici tradizionali (quando sono loro ad avere quelle posizioni estreme) di essere fondamentalisti radicali e rigidi convinti detentori della sola e pura verità ...dico questo per chi non vuole sostenere il card. Sarah, colpevole-accusato di essersi espresso in favore del ritorno ad un rito comune dandone qualche"pista" e di non stimare la Messa "tradizionale".
Se è vero che le sue frasi riportate più sopra (tratte da una sua intervista alla Nef) ci dicono che il cardinale fa parte di coloro che auspicano una concordanza fra le due forme, se è vero che alcune sue espressioni possono ferire riprendendo alcuni mantra triti e ritriti che mostrano sopratutto una profonda e triste incomprensione di quel che È la Santa Messa Antica, è altrettanto vero che nel caos attuale, dove una commissione all`opera in Vaticano ci sta preparando una messa ecumenica, dove un papa ha non solo di fatto esautorato il card. Sarah a profitto di certi suoi subalterni ma lo ha umiliato in pubblico, mentre se ne sta zitto( o incoraggia) quando ogni giorno e ovunque la nostra fede è tradita da chi dovrebbe proteggerla,
prendersela con un prelato dala fede retta, coraggioso, isolato, che per il momento cerca sopratutto di ridare (o dare) alla liturgia riformata quella sacralità che ha perso( taluni diranno che mai l`ha avuta), rifiutare in questo contesto di manifestare un sostegno alla sua persona, anche se non si è d`accordo con tutte le sue idee, mi sembra essere una posizione molto simile (speculare) a quella dei vari Grilli parlanti, e lo trovo assai triste in una chiesa dove i Pastori coraggiosi e di retta fede sono più che rari.

Anonimo ha detto...

@ Luigi Rmv

Mi dispiace che abbia inteso quanto ho scritto come un giudizio personale su di lei: come lei stesso scrive, io ho solo preso spunto dal suo intervento per affrontare un problema che, secondo me, è importantissimo, perché riguarda il modo di affrontare il male, in generale, male che, nel caso specifico è l’apostasia che dilaga nella Chiesa, ad opera dei suoi stessi pastori, compresi, e per primi, quelli gerarchicamente di grado più elevato.

Quindi sorvolerei sulle questioni personali che pone, salvo a rassicurarla sull’inferno, che era solo una metafora ed a precisare che i termini “puri e duri” sono stati usati da me secondo il senso comune, politicamente corretto, cioè in senso offensivo. Secondo questo senso i “puri e duri” sono privi di sapienza, perché psico-rigidi, fissisti, manichei ecc. ecc. (rinvio all’elenco stilato, e sempre in aggiornamento del pontefice regnante). Quindi non mi ponga “nell’alto della sapienza”.

Quanto al gradimento di cardinali, non mi pongo il problema di cercarne uno da gradire. La Chiesa non è un’istituzione politica, non ci sono partiti politici, elezioni da parte del “popolo di Dio”. Così io non debbo sostenere candidati.

Semmai la questione sarebbe capire se vi è, nella gerarchia, qualcuno che abbia effettuato una diagnosi corretta della malattia che sta facendo agonizzare la Chiesa e della sua causa e la risposta, purtroppo è: no. Non c’è ancora nessuno, o, almeno, non c’è nessuno che l’abbia espresso ad alta voce ed a chiare lettere (mons. Schneider si è avvicinato più degli altri, ma è ancora lontano, dato che spezzetta il CVII in parti commestibili e non commestibili, quando il veleno del liberismo e del modernismo è sparso ovunque per l’ambiguità che lo caratterizza).

Cito Cesare Baronio: “Noto con vivo piacere che di giorno in giorno si va facendo più chiaro il nesso di consequenzialità tra il Concilio e l'attuale rivoluzione della neo-chiesa. il semplice uso del raziocinio di cui ci ha dotato il Creatore sta mostrando ciò che era evidente fin dal principio, e cioè che il deliberato indebolimento dottrinale ha consentito nel tempo il proliferare di gravissime deviazioni, la cui condanna non può prescindere dal ritorno a quella chiarezza tutta cattolica che il Concilio volle evitare per non scontentar nessuno”.

Anna (segue)

Anonimo ha detto...

Il problema, comunque è di metodo, prima che di merito. Nel senso che, secondo me, quando il “pastore di riferimento” insieme a cose giuste e vere porta avanti anche cose che non sono né giuste né vere, sostenendo il pastore di riferimento si sostengono inevitabilmente anche le cose non giuste e non vere (male minore). Ad esempio (ma ce ne sono tanti sul cardinale in questione): se io esprimessi il mio appoggio al card. Sarah, poi non avrei che da imputare anche a me stessa la riforma della riforma, e quindi l’assorbimento del VO nell’ibrido costruito a tavolino, che dovesse (Dio non voglia) riuscire a realizzare. Questo sarebbe il male minore (rispetto alla messa ecumenica) del caso specifico che io non intendo minimamente avallare. Naturalmente poi dalla riforma della riforma si finirebbe comunque, in questo caso in modo definitivo ed irrimediabile, senza più opposizione, perché digerita lentissimamente – noto criterio della rana bollita gradualmente – alla messa ecumenica, per poi andare oltre.

Ma, allora, che si fa, non si sostiene nessun pastore, si rimane senza pastori di riferimento? Si. Se non ce ne sono di “buoni”, non si scelgono i meno “cattivi”, nella speranza che si ravvedano e rimuovano quelle ombre o lacune che li caratterizzano. Cito Weizman “fare niente è l’ultima forma effettiva di resistenza”, se non si può sceglier e il bene.

Quanto a quello che secondo me può e deve essere fatto, in questo momento di tenebre, mi unisco a Mario Palmaro, che cito: “..i cattolici si alzino, una buona volta, in piedi. Si alzino in piedi e si mettano a gridare dai tetti tutta la loro indignazione. …: io mi rivolgo ai singoli cattolici. ….faccio appello alle coscienze dei singoli, al loro cuore, alla loro fede, alla loro virilità. Prima che sia troppo tardi.” E’ un po’ quello che già facciamo da questo blog e nelle nostre vite private. Probabilmente dovremmo farlo di più e meglio.

Purtroppo credo che non sia più tempo di pastori di riferimento. Nel senso che, mi pare di capire, sono i pastori che hanno bisogno di un riferimento. Hanno bisogno di un terreno solido su cui muoversi. Hanno bisogno, persino, di un colpo di vento forte che gli strappi dagli occhi la benda che li acceca. Purtroppo credo che siamo nel tempo in cui il pastore è stato colpito e il gregge è disperso.

Credo che ognuno di noi sia chiamato a prendere posizione. Ad individuare la Verità. A trovare la Via. Da solo, umanamente parlando. Credo che quella Via non porti grandi soddisfazioni, terrene. Non porti a possibili soluzioni della crisi. Terrene. Porti solo a persecuzioni. Nell’immediato e per molto tempo.

Il cerchio si stringe sempre di più. Non c’è spazio per mezze verità, per nessuna gradualità dalla mezza verità alla verità tutta intera. Perché dalla menzogna (mezza verità), non potrà mai sgorgare la verità. La casa sulla sabbia (male minore) crolla al primo soffio di vento.

Anna


mic ha detto...

Semmai la questione sarebbe capire se vi è, nella gerarchia, qualcuno che abbia effettuato una diagnosi corretta della malattia che sta facendo agonizzare la Chiesa e della sua causa e la risposta, purtroppo è: no.

Cara Anna,
devo smentire il tuo "no" per mia esperienza personale, che riguarda più d'uno di loro tra le cariche più elevate. Il problema è che ne fanno alcuni accenni ma non affrontano pubblicamente i nodi più volte anche qui evidenziati.
Evidentemente la situazione è tale per cui il loro discernimento (che non è il nostro) induce loro a non esporsi adesso.
Invece non conosco al 100% la posizione del card. Sarah, che tra tutti è il più ratzingeriano, ma lo metto insieme agli altri miei pastori di riferimento e, non credo che prendere le distanze da certe sue dichiarazioni sulla liturgia sia scegliere il male minore.
In ogni caso la perfezione tra gli uomini di chiesa non esiste neppure tra i "duri e puri". E non lo dico in senso spregiativo. Per esempio, ammiro e apprezzo la loro fedeltà alla tradizione costante della Chiesa, ma non altrettanto quando sento affermare che assistere alla Messa NO è peccato mortale. In questo caso è da loro che prendo le distanze perché, pur conoscendo tutte le pecche e i possibili e purtroppo frequenti abusi della messa riformata, conosco molti e molti sacerdoti che la celebrano degnamente e con fede retta. E, in questo caso, non riesco ad essere così intransigente. Anche se non smetto di pensare che occorra pregare e adoperarsi perché si torni ad un culto degno del Signore, che è il fulcro di tutto.

irina ha detto...

Noi laici siamo diversi dai consacrati e i consacrati sono diversissimi tra loro. Non ho quasi mai fatto vita assidua di parrocchia, mediamente ho girato, cercando un porto che non ho mai trovato, anche se a volte ho avuto il convincimento di averlo trovato, solo per provare poi un cocente dolore nello scoprire di aver preso un altro abbaglio. Ora dovrei alzarmi, da me sola , tra gente che non conosco e non mi conosce, che il più delle volte rimane in chiesa, al calduccio, perchè lì ha i suoi amici, con cui si confida e nessuno sa chi sia amico di Cristo e chi in Lui confidi; dunque mi alzo prendo la parola e, cominciando dal sacerdote, rivolgo a lui il mio sermone, per poi allargarlo a tutta la gerarchia, a tutti i cattolici, al mondo intero. Potrei farlo solo sotto un possente soffio dello Spirito Santo che mi sostenesse e mi desse le parole. Fin qui non è mai avvenuto. Avviene invece che la matta, in me, comincia a rotolarsi urlando nella navata centrale, disgustata di tutte le tiritere che ha udito, delle sceneggiate che ha visto, allora la prendo per mano, la tengo vicino a me, insieme preghiamo, in ginocchio, e sfinite, in silenzio, restiamo al nostro posto.
Quando lavoravo, la mattina presto andavo a Messa, di solito stavo sempre in ginocchio, non per un di più di devozione ma, per essere certa che almeno il mio corpo fosse in posizione preghiera, ben sapendo che radunare cuore e mente non sarebbe stato semplice. Un giorno un vecchio conoscente si avvicina ironizzando sulla mia devozione, allora gli ho spiegato che era uno stratagemma per tenere insieme le potenze dell'anima irrequiete, capaci di mandare a quel paese chiunque. Sono certa che NSGC, che ci conosce come noi non conosciamo noi stessi, sa quali montagne stiamo spostando restando in silenzio e/o in ginocchio al nostro posto. E quello sforzo lo usa meglio di quanto noi saremmo in grado di fare, in quel momento, diversamente.

Anonimo ha detto...

Cara Maria, non posso che essere contenta che ci siano vescovi e magari cardinali che abbiano questa consapevolezza. Non l’ho escluso, infatti, ma mi sono limitata a constatare che nessuno, al momento, ha espresso questo giudizio (“Non c’è ancora nessuno, o, almeno, non c’è nessuno che l’abbia espresso ad alta voce ed a chiare lettere”). Posso comprendere che qualcuno ritenga prudente non esporsi in questo momento e non posso escludere che abbia ragione.

Però, avrò torto, e spero di averlo, questi pastori di riferimento non hanno solo omesso di indicare la Causa della malattia, ma hanno indicato nella Causa il Rimedio, invertendo letteralmente i termini della questione, incensando la Causa quale evento felicissimo per la Chiesa (sia pure con qualche piccola pezza, ovviabile). Questa strategia di prudenza non mi sembra buona (il vostro parlare sia si - se è - si, no - se è - no). Sembrano procedere in applicazione del principio del male minore (minimizzare i danni collaborando con lo sterminatore, per riprendere l’esempio del nazismo), di cui ho parlato, che, nonostante le ottime intenzioni, produce danni enormi (il card. Sarah, poi, è un caso a parte: quello che pensa e che vuole fare, lo ha espresso chiaramente e al riguardo non aggiungo altro: rinvio anche a Marius).

Quanto alla perfezione degli uomini di Chiesa, sono d’accordo con te. Perfetto è solo Dio. Ma la questione che ho posto non riguarda gli uomini, la loro responsabilità, la loro santità, ma l’inganno di un modo di approccio ad un problema, detto “il principio del male minore”, che dà l’impressione di risolvere il male, quando invece, a lungo termine, lo aggrava e induce ad accettare e a farsi promotori del male (minore, prima e, maggiore, poi).

Siccome non ho fatto alcun riferimento ai famigerati scismatici mangiatori di cattolici, detti “lefebvriani”, indicandoli come uomini di Chiesa perfetti, e siccome il tema della partecipazione alla messa NO che hai richiamato è caldissimo, eviterei di soffermamici, perché devierebbe il discorso. Comunque, come ho già detto, non sono mai stata “minacciata” di peccato mortale durante tutto il lungo periodo in cui, prima di capire, continuavo ad assistere a questa messa equivoca ed ambigua, che si allontana in maniera impressionante dalla teologia cattolica della messa ed è nociva per la fede (Ottaviani e Bacci, padre Calmel). Né pressata a non andare. Peraltro il peccato mortale richiede, oltre alla materia grave, anche la piena avvertenza, oltre al deliberato consenso. E chi assiste al NO generalmente non ha affatto né l’una, né l’altro, anzi, pensa di offrire il suo dolore a Dio (se avverte in essa qualcosa di inadeguato a rendere a Dio il culto di cui è degno e che esprime la fede cattolica in modo ambiguo) oppure pensa direttamente di fare cosa a Dio gradita.
Sul tema, ampiamente dibattuto su questo blog, rinvio qui: http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/03/s-messa-novus-ordo-due-prospettive.html
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/07/si-puo-partecipare-alla-messa-novus-ordo.html

Anna




marius ha detto...

Comunque chiedo lei ad Anna, dall'alto della vostra sapienza di "duri e puri": chi è attualmente il cardinale di vostro gradimento, degno del vostro sostegno morale, visto che non avete anche voi alcun potere, escluso, naturalmente, mons. Lefebvre? (Luigi RMV)

mi sembra sia possibile di non rinchiudersi in pensieri e comportamenti di tipo manicheo che vedono tutto in bianco o nero, comportamenti che tendono a dar ragione a chi accusa certi cattolici tradizionali (quando sono loro ad avere quelle posizioni estreme) di essere fondamentalisti radicali e rigidi convinti detentori della sola e pura verità ...dico questo per chi non vuole sostenere il card. Sarah, colpevole-accusato di essersi espresso in favore del ritorno ad un rito comune dandone qualche"pista" e di non stimare la Messa "tradizionale". (Luisa)

prendersela con un prelato dalla fede retta, coraggioso, isolato, che per il momento cerca sopratutto di ridare (o dare) alla liturgia riformata quella sacralità che ha perso (taluni diranno che mai l`ha avuta), rifiutare in questo contesto di manifestare un sostegno alla sua persona, anche se non si è d`accordo con tutte le sue idee, mi sembra essere una posizione molto simile (speculare) a quella dei vari Grilli parlanti, e lo trovo assai triste in una chiesa dove i Pastori coraggiosi e di retta fede sono più che rari. (Luisa)

In questi tre spezzoni noto un pesante giudizio sulle uniche due persone che sono intervenute esprimendo semplicemente il proprio parere fuori dal coro: Anna ed il sottoscritto.
Ma qui cantare in quel coro sembra quasi sia un must, e guai a chi non ci sta! Allora fioccano le etichettature,
da... "duri e puri"
a... "lefebvriani" (epiteto indiretto inteso in senso spregiativo citando a sproposito il defunto mons. Lefebvre definendolo prelato di potere),
a... "manichei che vedono tutto in bianco-nero",
a... "fondamentalisti radicali e rigidi convinti detentori della sola e pura verità",
ad... "accusatori di un cardinale", a... "grilli parlanti" (naturalmente in senso spregiativo perché il riferimento non è certo al personaggio positivo di Collodi).

Beh, è risaputo che chi non fa altro che lanciare invettive significa che non ha argomenti. E infatti sembra proprio che non ne abbia.
Dopo due interventi sostanziosi di Anna veramente degni di nota, dove non è possibile non prendere atto che ella sta cercando di dare il meglio di sé per offrire un apporto qualificato al dialogo sul blog, tutto quanto si riesce a rispondere non è altro che questo povero bollare le persone a buon mercato sorretto soltanto da un previo appoggio partigiano?
Francamente, anche se di certo non mi aspettavo di essere osannato, rimango alquanto deluso.
Ribadisco: da quando in qua è ora diventato moralmente obbligatorio sostenere un cardinale tramite una pubblica firma?
Io reclamo il sacrosanto diritto di non appoggiarlo per i miei buoni motivi (che ho già espresso, se serve un supplemento di spiegazione me lo si chieda), ci mancherebbe!
Posso, di grazia (senza subire vituperio)?



mic ha detto...

mi sono limitata a constatare che nessuno, al momento, ha espresso questo giudizio (“Non c’è ancora nessuno, o, almeno, non c’è nessuno che l’abbia espresso ad alta voce ed a chiare lettere”). Posso comprendere che qualcuno ritenga prudente non esporsi in questo momento e non posso escludere che abbia ragione.

Cara Anna, avevo risposto al tuo netto "la risposta è no".
Ho tirato in ballo la Fraternità perché conosco le tue esperienze ed opportunità di frequentarla.
Su quel che ho riferito sulla Messa credo sia noto che purtroppo anche nella Fraternità come nel resto della Chiesa c'è una spaccatura e mi consta personalmente che il fatto che partecipare al NO sia peccato mortale c'è chi lo dice e chi no e comunque si invita a non frequentarla.
Ed è da questo che in coscienza prendo le distanze, per chi non ha scelta e può frequentare una messa NO celebrata degnamente.
Così come da sempre prendo le distanze da tutti gli scollamenti e distorsioni che riscontro in Sarah e in chiunque altro.

Per Marius,
Nessuno pretende qui che tu debba sostenere Sarah nella circostanza ben nota se no sei d'accordo. Quello che intendo io ed altri è che sostenerlo in questo frangente, considerando peraltro le sue posizioni chiare e ferme su altre questioni basilari, non significa aderire a tutto quello che dice sul concilio e persino sulla liturgia.
Punto.

irina ha detto...

"... è che molti fedeli per lo più agiscono in modo istintivo ed irriflessivo, e vanno presi con un'infinita pazienza..."

prendo spunto da queste poche parole di 'sacerdos quidam', nel post precedente, perchè sono lo specchio della mia situazione, non solo in campo liturgico.Spesso ho impiegato molto tempo per mettere in parole,per argomentare, per comprendere,per capire io stessa certe mie reazioni a pelle, anche se non manifestate al prossimo. Ad esempio certe antipatie al primo sguardo.Di queste reazioni 'istintive ed irriflessive' mi sono sempre vergognata, le ho volutamente ignorate ed ho proceduto al loro superamento attraverso la conoscenza più approfondita del soggetto che quella antipatia aveva suscitato. Passati gli anni spesso ho dovuto riconoscere che quella prima antipatia motivi ne aveva. Ma ho imparato col tempo che anche le grandi simpatie istantanee si possono trasformare in silenzi ed in distanze siderali. Ora da vecchia cerco di non prendere me stessa e il prossimo troppo sul serio, con serenità.Ammiro gli interventi di Anna e Marius, mi piacciono ed hanno ragione. Sono tra i firmatari del sostegno 'a sentimento'.

irina ha detto...

"... è che molti fedeli per lo più agiscono in modo istintivo ed irriflessivo, e vanno presi con un'infinita pazienza..."

prendo spunto da queste poche parole di 'sacerdos quidam', nel post precedente, perchè sono lo specchio della mia situazione, non solo in campo liturgico.Spesso ho impiegato molto tempo per mettere in parole,per argomentare, per comprendere,per capire io stessa certe mie reazioni a pelle, anche se non manifestate al prossimo. Ad esempio certe antipatie al primo sguardo.Di queste reazioni 'istintive ed irriflessive' mi sono sempre vergognata, le ho volutamente ignorate ed ho proceduto al loro superamento attraverso la conoscenza più approfondita del soggetto che quella antipatia aveva suscitato. Passati gli anni spesso ho dovuto riconoscere che quella prima antipatia motivi ne aveva. Ma ho imparato col tempo che anche le grandi simpatie istantanee si possono trasformare in silenzi ed in distanze siderali. Ora da vecchia cerco di non prendere me stessa e il prossimo troppo sul serio, con serenità.Ammiro gli interventi di Anna e Marius, mi piacciono ed hanno ragione. Sono tra i firmatari del sostegno 'a sentimento'.

Anonimo ha detto...

Il problema è che siamo pecore senza pastore.

Luisa ha detto...

@marius.

Lascio chi ha letto per intero i miei commenti, e non solo i passaggi scelti e messi in neretto, di giudicare se fossero invettive e pesanti giudizi di chi non ha argomenti, quanto ai Grilli parlanti, marius mi riferivo al teologo che va per la maggiore in questi tempi, Andrea Grillo, ed è vero che talvolta, non sempre e non su tutti i temi, l`intransigenza (ancora un giudizio...) senza sfumature alcune, di certi ambienti tradizionalisti mi sembra speculare a quella di chi sta sul campo opposto.
Raggiungo maria( quando dice :
"Quello che intendo io ed altri è che sostenerlo in questo frangente, considerando peraltro le sue posizioni chiare e ferme su altre questioni basilari, non significa aderire a tutto quello che dice sul concilio e persino sulla liturgia.
Punto."

Luisa ha detto...

In poche parole: si può in un certo contesto dare il proprio sostegno alla PERSONA di un cardinale senza per questo condividere CERTE sue IDEE e anche essere pronto a combatterle.

Luisa ha detto...

Parlavo di contesto, ecco il contesto nel quale ci troviamo:

http://www.marcotosatti.com/2017/10/29/motus-in-fine-velocior-pezzo-grosso-e-terrorizzato-da-cio-che-vede-nella-chiesa-e-teme-che/

mic ha detto...

Il problema è che nella Chiesa manca il dibattito, che non è semplice dialogo, e dovrebbe essere disputa costruttiva tra pastori e teologi. Questo perché, com'è noto, la tendenza rivoluzionaria dominante ha cambiato tutti i paradigmi ecclesiologici e non si riesce a far risuonare in modo efficace le nostre voci, che restano di nicchia.

marius ha detto...

@ Mic
avrei tante cose da replicare, ma ora ho anche tanto da fare e quindi mi limito alla questione del "peccato mortale nell'assistere al NO" da te sollevata.
Oltre a quanto a già molto bene osservato da Anna, ti ricordo che in passato io e te avevamo già affrontato insieme questa questione. L'avevo sollevata con un prete della Fraternità e ti avevo subito ragguagliato al riguardo via WA. Egli l'aveva spiegata in modo molto semplice e mnemonicamente efficace:
parlando riguardo a se stesso aveva dichiarato che "se egli in un domani avesse celebrato una Messa NO senza ombra di dubbio avrebbe commesso peccato mortale".
È forse questa la condizione dei milioni di fedeli cattolici sparsi del mondo? Non mi sembra.

Allora perché è sorto tutto 'sto scandalo basato su questa particolare severa affermazione?
Molto probabilmente perché qualcuno l'ha messa in giro senza contestualizzarla, e l'ha fatto forse in modo ingenuo ed avventato, o altri forse in modo volutamente fuorviante, al fine, neppure molto dissimulato, di screditare la Fraternità.
Così molti che la sentono si appigliano alla nuda affermazione senza approfondire, senza domandarsi alcuna motivazione, perché tanto ormai si sa... da quegli esaltati non c'è da spettarsi niente di buono, sono talmente beceri che non v'è da meravigliarsi che facciano simili sortite fuori di testa. Cosa che va a confermare e a perpetuare il pregiudizio costruito ad arte fin dall'inizio degli anni settanta e che, come ben vediamo senza andar tanto lontano, si manifesta ancora hic et nunc ad ogni piè sospinto.
Beh, da un certo momento in avanti mia moglie ed io abbiamo voluto controllare di persona se questi pregiudizi, di cui pure noi eravamo intrisi, erano veri sì o no. E non lo erano affatto. Ma non so se la cosa può interessare.

Mi accodo dunque all'esperienza personale narrata da Anna.
Anche mia moglie ed io per oltre due anni abbiamo frequentato sempre più assiduamente la Fraternità continuando nel contempo con la parrocchia NO, e dichiarandolo apertamente sia ai preti che ai fedeli, senza aver mai ricevuto, non dico rimbrotti o giudizi o smorfie di disapprovazione, ma neppure la più minuscola spintarella a cambiare le nostre abitudini liturgiche.
In seguito, prima dell'estate scorsa, accadde un fatterello interessante: durante uno studio di canto gregoriano una brava gentile ragazza con la quale nel discorso era emerso questo nostro "biritualismo", con gli occhi lucidi e con la discrezione ed il pudore che una ventenne può avere con chi ha il triplo della sua età, e che potrebbe essere loro figlia, ci ha detto: "ma non dovreste... vi fa male...". Al che io ho risposto: "magari, può darsi che ci faccia male, ma noi siamo per così dire vaccinati, non siamo inconsapevoli della luteranizzazione conviviale della Messa, vi assistiamo traducendola interiormente nel Sacrificio di Cristo; e non è in base ad una semplice considerazione di questo tipo che noi possiamo cambiare di punto in bianco le nostre abitudini che affondano le radici in un'esperienza pluridecennale. Se è vero quel che dici, bisogna farne un discorso serio ed approfondito, devi poterci convincere a suon di argomenti incontrovertibili, e noi siamo disponibilissimi al riguardo".
Dopo un po 'di tempo riceviamo da lei la segnalazione di un articolo in francese "peut on assister à la messe nouvelle" (in seguito da me proposto su questo blog) leggendo il quale abbiamo trovato l'anello mancante per fare il passo completo verso la scelta univoca, faticosa ma altamente motivata e motivante della Messa di sempre. Per chi volesse rievocare questo episodio rinvio a http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/07/si-puo-partecipare-alla-messa-novus-ordo.html.

(continua)

marius ha detto...

(continuazione)

Dici che anche all'interno della Fraternità vi sono due anime, e suppongo ti riferisca alla questione del cosiddetto "accordo".
Ma non mi risulta che la posizione verso il NO sia soggetto a diversità di vedute a seconda delle due anime.
È tipico della FSSPX il rimanere fedele in modo intransigente (è forse negativo essere intransigenti su questioni vitali?) alla Messa Cattolica di sempre senza cedimenti di sorta.
Ma non escludo affatto che nella mens dei curiali fautori del cosiddetto "accordo" vi sia la speranza, la pretesa, il progetto, le macchinazioni, i sotterfugi variamente camuffati per condurre "a più miti consigli" questi vituperati "duri e puri" e accomunarli così alla suadente comunione con le società Ecclesia Dei, che in casi eccezionali non escludono di celebrare (= riconoscere) il NO.

Anonimo ha detto...

1. L'anno prossimo c'è la scadenza naturale della legislatura, bisogna votare per forza.
La speranza è che vinca il centrodestra, non c'è scelta, e che sia poi capace di fare le riforme essenziali, anche se non bisogna illudersi troppo.
Salvo che una eventuale guerra civile in Spagna non venga presa a pretesto per rinviare le elezioni, anche oltre la scadenza naturale.

mic ha detto...

Marius,
Sai bene che in linea di principio concordo perfettamente con te e Anna ma di fatto vivo sulla mia pelle e nella mia anima la lacerazione di questi tempi difficili.
Non mi è nuova la tua coerenza e la capacità di sviscerare ogni contenuto, che apprezzo, mentre io per forza di cose che in parte conosci resto più sul generale.
Mi limito a precisare questo.
Sul discorso del "peccato mortale" non ho raccolto delle voci. Specie di argomenti delicati non parlo mai per sentito dire e l'ho ascoltato con le mie orecchie, ad Albano, da un ex Seminarista uscito per questo motivo dal seminario. Conosco anche i sacerdoti che lo dicono a porte chiuse.
Che ti devo dire se non che è a questo che non riesco ad allinearmi?
Non pretendo che il mio discernimento sia quello giusto e definitivo. Ma è qui che sono, in attesa di ricevere maggior Grazia e luce...

marius ha detto...

Non pretendo che il mio discernimento sia quello giusto e definitivo. Ma è qui che sono, in attesa di ricevere maggior Grazia e luce...

Lo dico nella consapevolezza di rivolgermi alla mia maestra, secondo me la prima cosa da appurare dentro di sé è di sapersi rispondere alla seguente domanda: "io sono biritualista per convenzione, per necessità, o per convinzione?"

Ma se ci fosse una domanda particolare che ti brucia dentro, se ti mancasse l'anello mancante, tu sai per certo che noi siamo a tua completa disposizione, perché come è capitato a noi (e non era certo per merito nostro) può capitare a te.
E il Signore ti presenterà sul piatto d'oro un mix di condizioni pratiche e di consapevolezza di fronte al quale ti dirai: "ci siamo".

marius ha detto...

@ Raggiungo maria( quando dice :
"Quello che intendo io ed altri è che sostenerlo in questo frangente, considerando peraltro le sue posizioni chiare e ferme su altre questioni basilari, non significa aderire a tutto quello che dice sul concilio e persino sulla liturgia.
Punto."


Mi pare che la nostra divergenza si giochi intorno all'importanza data all'importanza esclusiva da attribuire alla Messa di sempre. Chiaro che se si è possibilisti verso il nuovo rito firmato PVI di conseguenza non vi è alcun problema ad appoggiare il card. Sarah.

Ritengo che il sostenere una persona per suoi tanti diversi aspetti positivi sia una posizione molto ben giustificabile a livello politico. P.es. "quel tal politico non ha proprio le mie idee, magari non è neppure del mio partito, ma lo sostengo perché in mezzo a tutto è (a seconda dei casi) il migliore o il meno peggio riscontrabile sulla piazza."
Ma ciò che è giustificabile o addirittura auspicabile a livello politico per il bene della società civile non è applicabile alla Chiesa, che è una realtà spirituale, dove ciascun pastore ha il preciso compito di affermare ed insegnare esclusivamente la costante dottrina bimillenaria, e non altro.

In pratica noi cattolici del 2017 siamo già rane talmente bollite che non riusciamo più a concepire questo principio basilare, e così ci adeguiamo, prendiamo per buono come punto di partenza il fatto di accettare un irrinunciabile compromesso, rappresentato da pastori incarnanti ciò che c'è di meglio o di meno peggio nella situazione concreta attuale.

Qualche giorno fa è uscito su questo blog il caso estremo dei giapponesi che mantennero intatta la fede cattolica per 250 anni senza neppure un sacerdote, potremmo dire... senza neppure un pastore di riferimento.
Ma una cosa è certa: hanno avuto più chances loro stando soli ed isolati che non noi, con i nostri legami affettivi con pastori caratterizzati da tanti buone qualità ed da un'aderenza "solo pochino" discostante dalla retta ortodossia.
pihttp://chiesaepostconcilio.blogspot.ch/2017/10/i-cristiani-nascosti-del-giappone.html

Un'altra cosa è certa: è molto più facile riconoscere il male là dove è palese che non dove è dissimulato tra le pieghe.
Stando così le cose non ci rimane che ringraziare NSGC di averci dato un papa argentino di averci dato un devastatore manifesto.
Ma a che serve questo apparentemente contraddittorio intervento della Provvidenza se poi continuiamo a rifugiarci nel "quasi"?

Anonimo ha detto...

Ribadito che, mancando gli elementi soggettivi, non c’è nessun peccato mortale, riporto le parole di padre Calmel, dalle quali si evince chiarissimamente che la materia grave del peccato mortale c’é. Io condivido queste parole, che sono un vero e proprio grido di amore e fedeltà a Dio E le faccio mie.

“La Messa appartiene alla Chiesa. La NUOVA MESSA NON APPARTIENE CHE AL MODERNISMO. Mi attengo alla Messa cattolica, tradizionale, gregoriana, poiché essa non appartiene al modernismo […]. IL MODERNISMO E’ UN VIRUS. È contagioso e BISOGNA FUGGIRLO.

La testimonianza è assoluta. Se rendo testimonianza alla Messa cattolica, OCCORRE CHE IO MI ASTENGA DAL CELEBRARNE ALTRE. E’ COMEL’INCENSO BRUCIATO AGLI IDOLI: o un grano o nulla. Dunque, nulla”.

“Mi attengo alla Messa tradizionale, quella che fu codificata, ma non fabbricata, da San Pio V, nel XVI secolo, conformemente ad un uso plurisecolare. Rifiuto dunque l’Ordo missae di Paolo VI.
Perché? Perché, in realtà, questo Ordo Missae non esiste. Ciò che esiste è una rivoluzione liturgica universale e permanente, permessa o voluta dal Papa … stimo mio dovere di sacerdote rifiutare di celebrare la messa in un rito equivoco.
Se accettiamo questo nuovo rito, che favorisce la confusione tra la Messa cattolica e la cena protestante ..allora passeremmo senza tardare da una messa intercambiabile … ad una messa completamente eretica e quindi nulla. ……la riforma rivoluzionaria della messa porterà all’inferno. COME ACCETTARE DI RENDERSENE COMPLICI?

… il sacerdote che si conforma al nuovo rito, composto di vari pezzi da Paolo VI, COLLABORA .. AD INSTAURARE progressivamente UNA MESSA MENZOGNERA dove la Presenza di Cristo non sarà più autentica ….

RIFIUTO DI COLLABORARE all’INSTAURAZIONE RIVOLUZIONARIA di una messa EQUIVOCA, ORIENTATA VERSO LA DISTRUZIONE DELLA MESSA …

… Sostengo che il papa Paolo VI ha commesso un ABUSO D’AUTORITA’ DI UNA GRAVITA’ ECCEZIONALE quando ha costruito un nuovo rito della messa su una definizione della MESSA CHE HA CESSATO DI ESSERE CATTOLICA. “La messa – ha scritto nel suo Ordo Missae – è il raduno del popolo di Dio, presieduto da un sacerdote, per celebrare il memoriale del Signore”. Questa definizione insidiosa omette a priori ciò che fa la Messa cattolica, da sempre e per sempre irriducibile alla cena protestante.

…. la Messa cattolica …contiene realmente il sacrificio della Croce,…. Orbene, mentre ciò è certamente evidente nel rito della Messa prescritta da San Pio V, è invece dissimulato se non addirittura eliminato nel nuovo rito.

…..in una MATERIA DI UNA GRAVITA’ DIVINA , non c’è autorità al mondo, fosse pure un’autorità pontificale, che possa fermarmi…... È anzitutto su questa prova di fedeltà e d’amore che io sarò giudicato dal Giudice supremo. Confido che la Vergine Maria, Madre del Sommo sacerdote, mi ottenga la grazia di rimanere fedele fino alla morte alla Messa cattolica, vera e senza equivoco. Tuus sum ego, salvum me fac (sono tutto vostro, salvatemi)”.

Anna

mic ha detto...

Anna,
dunque confermi quello che Mario nega che venga detto. E cioè che partecipare alla Messa NO è peccato mortale per chi ne ha piena avvertenza perché esiste la materia grave.
Del resto lo avevo dedotto da un tuo precedente intervento; ma avevo glissato per lasciar cadere una questione che fa tremare le vene e i polsi e della quale non possiamo essere noi a trarre conclusioni simili.

E dunque significherebbe che ogni volta che partecipo alla Messa NO nella mia parrocchia (non potendo avere a distanza per me ragionevole quella VO) sono a rischio di peccato mortale perché ho la piena avvertenza di ciò che separa i due riti? E questo nonostante il Signore vi si faccia comunque presente? E Lui è presente nello stato di Vittima, perché - al di là di ogni altro distinguo - si tratta di ciò che attualizzano le parole della Consacrazione, e cioè il Suo Sacrificio! Di fatto è ciò che accade perché questa è l'intenzione di fare ciò che fa la Chiesa della quale il mio Parroco assolutamente non difetta!
Peccato nel quale peraltro non incorrono tutti coloro che non hanno la piena avvertenza. Ma forse neppure io, visto che non do il mio deliberato consenso ad una celebrazione sicuramente monca e falsata durante la quale mi càpita di versare calde lacrime per i più svariati motivi ma anche per questo...

Convengo (ci ho scritto un libro) sui rischi di affievolimento della fede e quant'altro comporta l'orrenda diminutio che ho analizzato in tutte le sue pieghe. Ma non mi prendo l'autorità e dunque neppure la responsabilità né di affermare né di avallare l'affermazione del "peccato mortale" dalla cattedra impropria di un blog.

E mi sto ponendo seri interrogativi sull'opportunità di continuare questo impegno che in una situazione di Babele totale rasenta l'assurdo!

Luisa ha detto...

Maria, innanzitutto grazie per la tua testimonianza, sei in buona compagnia nel senso che come te ci sono cattolici, e poco importa se sono pochi o tanti, che per diversi motivi, salute, distanza, possono andare solo ad una Messa riformata, e magari hanno percorso chilometri per trovarne una degnamente celebrata, preferiscono farlo piuttosto che rinunciare, pretendere che commettono un peccato mortale è di una gravità inaudita, è semplicemente inaccettabile, chi sostiene quella tesi non avvicina la gente alla fede ma li allontana, come si possa colpevolizzare e condannare alle fiamme dell`inferno chi partecipa alla Messa riformata pur essendo consapevole delle sue mancanze sfugge ad ogni comprensione.
E quale sarà la sorte del 99,99% dei cattolici per i quali la sola Messa è quella di Paolo VI, sapendo che gli stessi che parlano di peccato morale la considerano non cattolica?

Anonimo ha detto...

Maria, la questione del peccato mortale, in questi termini non mi è stata posta mai da nessuno. Quindi non confermo quello che Mario nega venga detto. Mi è stato sconsigliato il NO perché pericoloso per la fede, come ho detto molte volte. Nè ho mai collegato il pericolo per la fede dato dalla partecipazione a questa messa alla materia grave del peccato mortale. Ho continuato a lungo a partecipare alla messa NO, senza che nessuno mi dicesse più nulla. E, ad un certo punto, mi sono resa conto che effettivamente era proprio nociva e ho smesso di parteciparvi. Alcuni, da parecchi anni, continuano a frequentarlo, quando manca il VO e nessuno gli dice niente. Praticamente lo spunto sulla questione “peccato mortale” me l’hai dato tu, proprio ora, attribuendo questa affermazione ai sacerdoti della fraternità. Io ho cercato nel sito loro ma non ho trovato niente con la parola “peccato mortale”.

Ci ho riflettuto sopra e ho cercato ancora. Nel post su padre Calmel ho trovato proprio le parole “materia grave divina”, ed effettivamente la materia non mi pare di poco conto. Forse ho fatto un superficiale due più due fa quattro. Non saprei dirti. Ma se padre Calmel ha ragione sul fatto che il NO è modernista e non cattolico, siccome il modernismo è la cloaca di tutte le eresie, allora, valida o meno che sia (e, in sé, essendo equivoca e non chiaramente eterododossa, valida può esserlo benissimo) allora sarebbe comunque illecita, come quella scismatica, che è pure valida.

Come è noto, i sacerdoti della FSSPX non sono biritualisti. E non lo sono, non per vezzo o scelta estetico-sentimentale, ma perché ritengono che essa, come sostenuto dai cardinali Ottaviani e Bacci, nonché padre Calmel, sia nociva per la fede. Padre Calmel esprime bene, credo, come e perché questa messa, equivoca e volutamente ordinata, mediante un processo rivoluzionario graduale, alla eliminazione totale del Sacrificio, sia nociva per fede, cioè possa condurre alla perdita della fede (e ciò è dimostrato dalla effettiva perdita della fede di moltissimi, e anche dall’analogo processo attuato nell’anglicanesimo: tutto si ripete).

Quanto al rischio di peccato mortale che tu poni, io lo escluderei nettamente. Mi pare di capire che tu non pensi di porre a rischio la tua fede. Avere piena avvertenza della differenza tra i due riti non equivale ad avvertire chiaramente la nocività del NO. Se tu l’avvertissi non lo frequenteresti nemmeno con la pistola puntata.

In questo momento di tenebre penso che sia una ipotesi scolastica la sussistenza di piena avvertenza in questa materia (appena la consapevolezza diventa piena e totale, il rifiuto scatta automaticamente). Forse per questo non ho mai sentito porre la questione sotto il profilo del peccato mortale. Forse non ne ho sentito parlare perché la questione non va posta nei termini del peccato mortale e sto ragionando male io, che ho provato semplicemente a capire se possa essere ritenuto o meno, piena avvertenza e deliberato consenso sussistendo, peccato mortale, avendomi dato tu spunto per questo interrogativo.

Mi dispiace se ho creato confusione. Se ritieni non pubblicare.

Anna

mic ha detto...

Anna,
la confusione non l'hai creata tu. Ma nemmeno io.
Nella confusione purtroppo siamo immersi. Solo cerchiamo di non aumentarla.
A me sembra di essere stata chiara. Per il resto ne ho fin sopra in capelli.

mic ha detto...

E quale sarà la sorte del 99,99% dei cattolici per i quali la sola Messa è quella di Paolo VI, sapendo che gli stessi che parlano di peccato morale la considerano non cattolica?

E' stato detto chiaramente che chi non ha consapevolezza non pecca. E' tuttavia a rischio di assimilare una fede non retta (lex orandi, lex credendi). E del resto la 'mutazione' riscontrabile nelle generazioni post-conciliari è più che evidente.
Noi non stiamo facendo altro che gridare, al Cielo e a chi è in grado di intendere.
Quel che mi preme è di non arrivare a conclusioni estreme che non ci competono e corrono il rischio di scandalizzare chi non ha approfondito più di tanto.
Ma come vorrei che arrivasse una benedetta "correzione canonica", da chi ne ha autorità e competenza, e non solo per l'AL...

Anonimo ha detto...

Parlare di peccato mortale mi sembra eccessivo. E fors'anche di peccato non mortale.

Se uno si trova nella necessità di dover andare sempre o quasi sempre a Messa nella sua parrocchia, dove si celebra il NO, perchè dovrebbe cadere in peccato mortale? Ci cadrebbe se si rendesse conto del carattere poco cattolico di questa Messa? Ma se è certo che il sacerdote celebra la Messa secondo le intenzioni della Chiesa di sempre e quindi con retta intenzione, dov'è il peccato? E anche se non ne è certo, non vedo comunque il peccato. Che colpa ne ha lui se il Papa gli impone un rito ambiguo?

E se uno, resosi conto di come stiano le cose, non andasse mai alla Messa NO, standosene a casa la Domenica, quando non può andare a quella VO, commette peccato? Pur di non andare alla Messa di Paolo Sesto e Bugnini, sta a casa a leggere il Vangelo del giorno e a dire delle preghiere in sostituzione della Messa. Andrà all'inferno, per violazione del precetto festivo?
P. Calmel inveisce comunque, nel passo citato, contro i preti che celebrino questa Messa capendone l'ambiguità, non contro i fedeli. Dire poi, come dice, che questa Messa avrebbe addirittura "eliminato il sacrificio della Croce" (se la citazione è esatta) non mi semba corretto. Se fosse vero, allora la Messa NO sarebbe a priori invalida. Le modifiche delle formule della Consacrazione sono tali da spostare il senso della Messa sulla Resurrezione, con il mutamento di luogo del "mistero della fede"; non sono però tali da render invalide le formule di consacrazione. Questo l'ha ammesso, se non erro, anche mons. Lefebvre. Lui ha sempre insistito (e a ragione) sul carattere ambiguo che questa Messa assume, pericoloso per
la fede (e difatti, non nega il Sacrificio ma sposta l'accento sulla Parusia quindi sulla resurrezione, avvicinandosi ai Protestanti e mutando il significato della Messa).

Ci troviamo tutti in stato di necessità. Se vado alla Messa NO della mia parrocchia, vado a un rito che so non buono e pericoloso e mi sento in contraddizione con me stesso; se non ci vado, me ne sto a casa, quando non posso frequentare la lontana Messa VO, e violo il precetto festivo. Secondo me, non lo violo se sostituisco la Messa con preghiere e letture pie, però altri sostiene che lo violo ugualmente. E tra questi magari ci sarebbero le eminenze Burke e Sarah.

Ci troviamo in una confusione veramente diabolica. Ferma restando l'opposizione irriducibile al rito NO, nel giudicare le difficoltà pratiche non facilmente sormontabili nelle quali si trovano tanti fedeli costretti dalle circostanze ad andare sempre o quasi alla Messa NO della parrocchia, bisognerebbe forse mostrare una maggior comprensione e non ergersi a giudici implacabili nei loro confronti.
PP

marius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
marius ha detto...

bisognerebbe forse mostrare una maggior comprensione e non ergersi a giudici implacabili nei loro confronti.

PP, a chi si riferisce?

irina ha detto...

"...io sono biritualista per comodo, per necessità o per convinzione? ..."

Il rischio è finir col non cercar più rito.

marius ha detto...

Quel che mi preme è di non arrivare a conclusioni estreme che non ci competono e corrono il rischio di scandalizzare chi non ha approfondito più di tanto.

Carissima, ricordi che l'interrogativo sul peccato mortale nel NO l'hai sollevato proprio tu in questo post? ("Per esempio, ammiro e apprezzo la loro fedeltà alla tradizione costante della Chiesa, ma non altrettanto quando sento affermare che assistere alla Messa NO è peccato mortale.") Esattamente come mesi fa, quando poi lo girai al sacerdote della Fraternità che mi diede quella risposta che ti avevo riferito e qui sopra io ti ho rievocato.
Come Anna, anch'io non l'avevo mai sentita nell'ambito della Fraternità, né nelle omelie, né a dottrina, né nei discorsi con i sacerdoti e neppure nei frequentissimi pranzi domenicali con i fedeli della cappella.

Come bene fa rilevare PP è una problematica di ardua soluzione in questa temperie, affrontabile soltanto riconoscendo un oggettivo stato di necessità che ci coinvolge tutti anche nella nostra soggettività.
Ma ora prendiamo un po' di salutare distanza emotiva, evitiamo di declinare su noi stessi e sugli altri un giudizio che compete solo al Padre Eterno.
Soprattutto evitiamo di scandalizzare chi non può capire, (dico non può capire non per sminuire qualcuno ma semplicemente perché si inserisce improvvisamente a metà della discussione e quindi non può conoscere i termini del problema). Esattamente come ben dici tu quando affermi Quel che mi preme è di non arrivare a conclusioni estreme che non ci competono e corrono il rischio di scandalizzare chi non ha approfondito più di tanto.

Ragioniamo dunque a mente fredda, anzitutto per noi stessi, per chiarirci le idee. Dovremmo e potremmo farlo anzitutto privatamente, perché se qualcosa ci brucia dentro non dovremmo lasciarlo come lettera morta. Ma già che ci siamo, perché non tentare di farlo tutti assieme?
Il bello di questo blog è sempre stato proprio di dare questa bella possibilità di mutuo confronto e di approfondimento.
Ultimamente però il livello emotivo ogni tanto prende il sopravvento, si considerano le cose in un'ottica di tifoseria, di gara nel difendere la propria posizione.

Qui sopra mettevi a confronto la mia posizione con quella di Anna:
Anna,
dunque confermi quello che Mario nega che venga detto. E cioè che partecipare alla Messa NO è peccato mortale per chi ne ha piena avvertenza perché esiste la materia grave.
Del resto lo avevo dedotto da un tuo precedente intervento; ma avevo glissato per lasciar cadere una questione che fa tremare le vene e i polsi e della quale non possiamo essere noi a trarre conclusioni simili.
E dunque significherebbe che ogni volta che partecipo alla Messa NO nella mia parrocchia (non potendo avere a distanza per me ragionevole quella VO) sono a rischio di peccato mortale perché ho la piena avvertenza di ciò che separa i due riti?


Non c'è differenza: il sacerdote della Fraternità diceva esattamente la stessa cosa, ma molto saggiamente applicandola direttamente a sé. Del resto le conseguenze che ci riguardano personalmente sono materia da discernere col proprio direttore spirituale, che in tal caso non può essere di certo un prete conciliarista. Ma in mancanza di quello, per cominciare a discernere personalmente proviamo a rispondere dentro di noi a questa semplice domanda: io sono biritualista per comodo, per necessità o per convinzione? Facendo un po' di ordine dentro di noi in tal senso con l'aiuto della Provvidenza qualcosa cambierà. E così un'affermazione forte come quella in oggetto, pronunciata apoditticamente e non contestualizzata non ci sarà più di turbamento, ma di sprone e di supplica alla Provvidenza.
Senza giustamente impegolarsi in proclami pubblici controproducenti sul blog.

Luisa ha detto...


Sottoscrivo in toto il commento di PP.

Mi sembra, marius, che coloro che vengono chiamati "biritualisti" devono piuttosto qui giustificarsi, difendersi, di fronte a chi, dopo un cammino personale, ha scelto di rigettare "definitivamente" la Messa riformata giudicata non cattolica, sono pregati caldamente di fare un po' di ordine dentro di loro, di porsi delle domande per discernere, insomma viene suggerito loro una specie di esame di coscienza in foro interno.
Sapendo che chi fa quelle suggestioni ha già fatto quel cammino, si è posto quelle domande e ha trovato la SUA risposte, intuendo facilmente il desiderio di convincere che quella risposta è la sola ammissibile e la sola corretta, aggiungendo che un blog, malgrado la qualità e la sincerità e anche passione di chi vi partecipa, non è un confessionale , che i blogger non sono guide spirituali, che su temi caldissimi e che toccano in profondità quel che c`è di più intimo in una persona, ancor più in questo tempo di marasma, di drammatica confusione, ci vuole un rispetto, una prudenza e una sensibilità che spesso purtroppo trascuriamo, e pur ringraziando chi testimonia del suo cammino, vorrei solo che quella testimonianza resti appunto tale, che possa essere convincente o fonte di "questionnement" come tale e non abbia altri fini, che, anche se nel cuore e nella mente di chi testimonia c`è la speranza di convincere, di "far capire", sia un dono fatto gratuitamente a chi legge.

mic ha detto...

Senza giustamente impegolarsi in proclami pubblici controproducenti sul blog.

Sono la prima ad evitare di scendere in dettagli e a chiudere (ricorderai quante volte l'ho fatto) i commenti ogni volta che si parla della FSSPX, per evitare il polverone che inevitabilmente si solleva che non fa bene a nessuno, a loro per primi. E mi spiace.
Questa volta, torno a ripetere, ho riferito qualcosa che ho sentito direttamente e torno a ribadire quanto già detto. Serve ora me e per tutti, insieme alle tue condiderazioni, perché purtroppo siamo al punto in cui siamo, di uno stravolgimento ulteriormente ingravescente. Ci sono dei limiti non oltrepassabili di cui chi di dovere dovrebbe preoccuparsi ancor più che dell'AL.

mic ha detto...

Ricordo la nostra conversazione. Quel sacerdote ovviamente dice ciò che viene detto più spesso... Ciò non cambia nulla di quanto ognuno di noi ha visto sentito e cerca di vivere Deo adiuvante.

marius ha detto...

Cara Luisa,

la definizione "biritualista" è stata coniata quando una parte di sacerdoti ha iniziato a celebrare la cosiddetta forma straordinaria accanto a quella ordinaria. Penso che possa essere estesa anche ai fedeli: con una sola parola si rende bene l'idea.

Devono giustificarsi? Devono difendersi?
Mi sembra piuttosto che quella di difendersi e giustificarsi sia solo una Sua scelta personale.
Anzi, più che una difesa ha l'aria di essere piuttosto un attacco, nemmeno tanto velato.

Ma osserviamo bene: a chi era diretto l'intervento che La infastidisce così tanto?
Quando scrivevo "carissima" mi stavo rivolgendo a Maria, la quale evidentemente si mostrava perplessa sulla questione del "peccato mortale e il NO", al punto di citarla di sua spontanea volontà pur senza svilupparla. Mi rivolgevo a lei nel tentativo di rendere in un'ottica più definita e meglio circostanziata una problematica che, enunciata in modo generico a mo' di titolo a caratteri cubitali, risulta ovviamente incomprensibile e inaccettabile per la maggior parte della gente.

Quindi cara Luisa, se lei non si sente coinvolta in questa risposta da me data a Maria in quanto la Sua situazione è magari completamente diversa (veda poi Lei, non deve certo confessarsi sul blog), basta che ne prenda atto personalmente, senza necessità di biasimare il sottoscritto per supposto abuso di potere mediatico e apostrofarlo con tono ostile, tacciandolo di presunta guida spirituale addirittura con secondi fini e consimili. Se Lei vuol impartire lezioni di rispetto, p.f. almeno sia coerente e le applichi dando il buon esempio Lei per prima. Grazie.

L'invito ad un eventuale esame di coscienza in foro interno è abominevole se il presunto guru mediatico pretende di ricevere una risposta come se fosse davvero un padre spirituale, figura privilegiata per trattare il tipo di problematiche in questione, a cui -se ha letto bene- io stesso rimandavo.
Maria, persona alla quale -ripeto- mi stavo rivolgendo, più volte aveva espresso con grande rammarico la sua impossibilità pratica a frequentare il VO. Ciò malgrado la frase incriminata continuava visibilmente a turbarla nella sua coscienza anche a distanza di mesi. Così il mio invito a "fare ordine" cioè a fare degli opportuni distinguo, a considerare i condizionamenti, a valutare le priorità, a non vedere tutto in un groviglio unico, lungi da ogni pretesa di condizionamento era piuttosto un tentativo accorato e fraterno (anzi, filiale) affinché lei potesse vedere la problematica in modo più pacato, giacché già ben sapevo che lei non è di certo il tipo di persona che va al NO per consuetudine o per pigrizia, ma piuttosto solo per evidente necessità, in quanto, essendo lei stessa autrice di libri sopraffini al riguardo, risulta sia da escludersi che ci vada per l'altra eventualità, cioè per convinzione.

(Scusa Maria se ho parlato di te in terza persona, ma ci ero costretto dalla situazione).

Luisa ha detto...

Il suo commento rivolto a Maria, marius, può essere collegato a tanti altri suoi interventi sullo stesso tema in altri post, dunque è anche pensando a quelli che ho reagito, senza alcuna ostilità che lei sembra invece leggere, senza nessun attacco nemmeno velato, una semplice osservazione e una suggestione che confermo e mantengo.
Et de hoc satis, per quel che mi riguarda.

marius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
marius ha detto...

de hoc satis anche per me,
confidando nella libertà di espressione
e in un dialogo aperto e soprattutto propositivo,
laddove un'eventuale censura rimane prerogativa della padrona di casa

mic ha detto...

Sulla discussione credo si sia già detto abbastanza.
Mi colpiscono, negli interventi di Marius e Luisa, i termini "attacco", "difesa"... Ma dove siamo? E cosa stiamo facendo quando la mettiamo sul personale?

Inoltre:
... al punto di citarla di sua spontanea volontà pur senza svilupparla. Mi rivolgevo a lei nel tentativo di rendere in un'ottica più definita e meglio circostanziata una problematica che, enunciata in modo generico a mo' di titolo a caratteri cubitali, risulta ovviamente incomprensibile

Non c'era niente di incomprensibile o da sviluppare, se non a livello soggettivo, e ne ho già ampiamente espressi i motivi.
Mi è capitato di tirare in ballo una tendenza alle conclusioni estreme che esiste nella Fraternità (o per lo meno in quella frangia con cui sono venuta in contatto, perché quel che è certo è che non me la sono sognata) perché esiste nella Chiesa.
E penso che su uno strumento come questo non sia possibile permetterci conclusioni estreme e sia opportuno fermarci qui perché il dibattito dovrebbe svilupparsi sul piano teologico generale non potendosi basare soltanto su citazioni specifiche (es. Calmel).
Il de hoc satis vale anche per me.

Luigi Rmv ha detto...

Penso che questo dibattito sia stato aperto e molto istruttivo, positivo.
Non credo affatto ci siano stati i vituperi e le invettive denunciate da Marius, nè preclusioni alla libertà di espressione.
Non ho aggiunto altro perchè Luisa e Mic hanno anticipato, in meglio, quello che avrei scritto anche io su tutti i temi trattati, dal card. Sarah al NO e VO.

Mi limito a chiarire ad Anna e Marius il motivo della mia espressione ironica e un pò pungente 'dall'alto della vostra sapienza di duri e puri'.
Traduco quest'ultimo termine in 'persone che assumono posizioni intransigenti su principi, valori e dogmi', in quanto la considerazione è di carattere generale, non solo religiosa e non solo riferita ad Anna e Marius, che tra l'altro conosco solo attraverso interventi sul blog (apprezzandone anche gli interventi e condividendo numerose posizioni, sebbene dica francamente quello che non condivido).

La verità presenta spesso vari aspetti e sfaccettature.
Ebbene, mi capita spesso di parlare con amici e parenti che, sui temi più svariati, assumono questa posizione intransigente su questioni varie e io condivido in pieno, nella sostanza, la stessa posizione.

Faccio un piccolo esempio che mi è capitato: l'obbligo di pagare le tasse.
Premesso che per noi credenti è un peccato mortale evaderle, oltre che illegale per lo Stato, che condivido con questi interlocutori il fatto, ovvio, che le persone oneste pagale pagano comunque a prescindere da ogni nefandezza e malcostume, succede spesso che, nel momento in cui allargo il discorso su altri aspetti, divento irrimedianilmente uno che vuole giustificare l'evasione (aggravata dal fatto di essere libero professionista, e quindi, per definizione, evasore presunto, pur non essendolo).

Se ad esempio dico che è colpevole anche (e sottolineo anche) chi ha un lavoro dipendente e fa il doppio lavoro in nero, o è colpevole anche chi propone uno sconto "pago in contanti così non mi addebita l'iva tanto la fattura non mi serve", o che lo stato stimola l'evasione quando aggrava i cittadini di tasse esagerate senza perseguire davvero l'evasione, senza dare servizi corrispondenti, o quando è lentissimo a rimborsare e velocissimo a escutere, o quando è forte con i deboli e debole con i forti, o quando spreca e divora denaro pubblico, divento automaticamente un difensore degli evasori.

Le tasse vanno pagate comunque, punto, altre considerazioni fanno parte della fazione degli evasori, sei un suo difensore.
Discussioni interminabili, perchè tento di far capire che non voglio giustificare l'evasione, non evado il fisco e che sostenere quelle argomentazioni non vuol dire giustificare l'evasione.

Quindi provo questo: nel corso della conversazione, chi assume la posizione intransigente diventa il vero tutore del principio, morale, giuridico o religioso, mentre io, che pur condividendo introduco altri aspetti, automaticamente non lo sei più.
Nella conversazione vengo posto a un livello morale più basso, forse non si rendono conto, ma è così.

Per questo ho detto 'dall'alto della vostra sapienza di duri e puri' (che traduco in 'persone che assumono su certi temi posizioni intransigenti')
Anche se, lo riconosco, ho punzecchiato ironicamente (ma senza cattiveria) e non dovevo, questa è la mia impressione e testimonianza, non solo con voi, prendetela come tale, nessuno vi vuole imporre nulla o cambiare i vostri pensieri, che per la maggior parte condivido.

Si conversa, ci si scontra, si pecca, si sbaglia, ci si esprime male, si comprende male, ma ma alla alla fine, tra cristiani, come tutti noi del blog, fermi i nostri peccati e difetti, alla fine ci si riesce a capire un pò meglio.
Preghiamo la Madonna perchè ciò avvenga e sforziamoci vicendevolmente di impedire al diavolo dissidi insanabili
Una stretta di mano virtuale ad Anna e Marius.