sabato 11 maggio 2013

Roma 12 maggio. III Marcia Nazionale per la Vita

Riprendo dal sito dedicato: « ...La terza edizione della marcia sarà a Roma, centro della cristianità e del potere politico. Le strade della capitale sono state attraversate, anche recentemente, da numerosi cortei indecorosi e blasfemi; il nostro corteo vuole invece affermare il valore universale del diritto alla vita e il primato del bene comune sul male e sull’egoismo.
L’iniziativa sarà una “marcia” e non una processione religiosa e come tale aperta anche ai pro life non credenti e a tutti i gruppi che potranno partecipare con i loro simboli ad esclusione di quelli politici... »

Purtroppo la blogosfera risulta divisa. Con sguardo miope ci si sofferma solo sull'aspetto non tanto politico, perché anche una questione etica può e deve riguardare la politica, quanto partitico: è diventato un fatto di destra inviso alla sinistra.

Purtroppo non meraviglia che l'informazione laica si esprima nei termini come, ad esempio de Il fatto quotidiano che così titola: Roma "marcia per la vita" tra integralisti cattolici e neofascisti e, tra l'altro, scrive:
« [...] Non è tollerabile che si impedisca ai cittadini romani di manifestare domenica contro la vergognosa manifestazione denominata “Marcia della Vita” in cui sfileranno formazioni dichiaratamente fasciste insieme a gruppi di cattolici oscurantisti e antisemiti. Insomma, il peggio del peggio. Una marcia che attraverserà il centro di Roma con la benedizione del sindaco Alemanno che si lamenta dei cortei solo quando vengono promossi da sindacati e da organizzazioni di sinistra”. Lo dichiara Giovanni Barbera, candidato del Prc al Consiglio comunale di Roma e a presidente del nuovo Municipio I con la coalizione che sostiene Sandro Medici sindaco.[...] »
Ma che neghino la loro adesione cattolici cosiddetti progressisti solo perché risultano coinvolte organizzazioni di destra, più ancora che miope, appare lontano dai principi che la nostra Fede ci induce ad accogliere e a vivere. Senza considerare che tra i partecipanti non mancheranno persone abituate a pregare, che amano la vita e vogliono solo affermare i valori in cui credono perché “Operatori di pace sono coloro che amano, difendono e promuovono la vita nella sua integralità”, come ci ha ripetutamente ricordato Benedetto XVI e come è fisiologicamente connaturale a coloro che si dicono cattolici. Amo ricordare le sue parole in occasione della Giornata della Pace nel gennaio 2013:
« 4. Via di realizzazione del bene comune e della pace è anzitutto il rispetto per la vita umana, considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale. Veri operatori di pace sono, allora, coloro che amano, difendono e promuovono la vita umana in tutte le sue dimensioni: personale, comunitaria e trascendente. La vita in pienezza è il vertice della pace. Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita. Coloro che non apprezzano a sufficienza il valore della vita umana e, per conseguenza, sostengono per esempio la liberalizzazione dell’aborto, forse non si rendono conto che in tal modo propongono l’inseguimento di una pace illusoria. La fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l’uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace. Come si può, infatti, pensare di realizzare la pace, lo sviluppo integrale dei popoli o la stessa salvaguardia dell’ambiente, senza che sia tutelato il diritto alla vita dei più deboli, a cominciare dai nascituri? Ogni lesione alla vita, specie nella sua origine, provoca inevitabilmente danni irreparabili allo sviluppo, alla pace, all’ambiente. Nemmeno è giusto codificare in maniera subdola falsi diritti o arbitrii, che, basati su una visione riduttiva e relativistica dell’essere umano e sull’abile utilizzo di espressioni ambigue, volte a favorire un preteso diritto all’aborto e all’eutanasia, minacciano il diritto fondamentale alla vita.
Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale. [...]». In precedenza il Papa non aveva mancato di ricordare : « ... il desiderio di pace corrisponde ad un principio morale fondamentale, ossia, al dovere-diritto di uno sviluppo integrale, sociale, comunitario, e ciò fa parte del disegno di Dio sull’uomo. L’uomo è fatto per la pace che è dono di Dio. »

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Chissà se il papa dirà alcune parole ai 'marcianti'?
Ma perchè la marcia si conclude a Castel S. Angelo?
Non confluisce a P.za S. Pietro per l'Angelus?

Anonimo ha detto...

Non confluisce a P.za S. Pietro per l'Angelus?

Ne ho trovato un accenno qui

http://www.aleteia.org/it/salute/news/in-italia-la-difesa-della-vita-si-fa-in-due-1255003

Anonimo ha detto...

Ricordo che nel tempo Pasquale il Papa recita il Regina coeli

Sarà ovviamente significativo se rivolgerà un saluto.
In ogni caso queste tematiche non le potrà eludere ancora a lungo, come Papa.
Non potrà sempre mandare avanti Becciu, come ha fatto per lo IOR, o altri...

Japhet ha detto...

Vi siete chiesti perchè i musulmani non si mobilitano?

Eppure tutte le religioni sono ripetutamente invitate, sollecitate ad accordarsi per il "bene comune"...

Anonimo ha detto...

@per Jafet
a parte che negli USA ci sono imam attivi nel moviemnto Pro-Life (come ci sono rabbini, vescovi di ogni Chiesa e personalità agnostiche), in genere l'Islàm (come anche i TdG) è dell'idea che ciò che è in atto, ha più diritti e valore di ciò che è solo in potenza. Ovvero che chi è nato, vale più di chi ancora non lo è.

Anonimo ha detto...

@per Japhet
a parte che negli USA ci sono imam attivi nel moviemnto Pro-Life (come ci sono rabbini, vescovi di ogni Chiesa e personalità agnostiche),ed anche in Francia se ne sono visti.

Louis Martin ha detto...

Tendenzialmente l'Islam non separa ordine naturale e ordine soprannaturale come fa la neo-chiesa (neo-chiesa ho detto, perché i padri della Chiesa cattolica e i papi fino a prima del CVII distinguono ma non separano questi due ordini).
Dunque l'Islam fatica a comprendere come si possano condividere battaglie con chi non ha la medesima fede soprannaturale.
Loro non hanno avuto Jacques Maritain!

dal web ha detto...

1 - I musulmani si sentono stranieri in casa nostra: le nostre leggi (civili o penali) non li riguardano. Per la maggior parte vivono una vita comunitaria e secondo i costumi della comunità (che possono essere diversi in base al luogo d'origine, Turchia o Algeria, ad esempio)

2 - non hanno alcuna cultura democratica: per loro la legge è la tradizione più o meno emendata dall'arbitrio dei capi (poco importa se politici o religiosi)

3 - Essi ci disprezzano profondamente e vedono nella decadenza dei nostri costumi il riflesso e la causa del nostro declino politico. Il "matrimonio per tutti", ad esempio, è un fattore di dissoluzione della società occidentale.

ce n’est qu’un début… ha detto...

Le CFCM (conseil français du culte musulman) fait savoir que si la loi sur le mariage gay ( auquel il est théoriquement opposé) est votée, il demanderait une loi sur le mariage multiple (polygamie) car il n’y a pas de raison que le mariage pour tous ne concerne pas les musulmans. On peut aimer plusieurs femmes en même temps, donc les épouser. Il propose même d’aller jusqu’à la cour européenne des droits de l’homme.

Anonimo ha detto...

Le sensibilità restano differenti. Però il fine condiviso è più importante.

In questo momento e anche più avanti sarà necessario dare un forte segnale in difesa della vita e anche della sua Sorgente e delle Leggi iscritte nella creazione. Un segnale, espressione di convinzioni e modi-di-essere-nel-mondo, di cui le forze politiche dovrebbero tenere conto anche se, purtroppo, ciò che le muove è qualcosa di più grande di noi, ma non del Signore...

Anonimo ha detto...

[...]
Papa Francesco ha quindi salutato i partecipanti alla “Marcia per la vita” che ha avuto luogo questa mattina a Roma, invitando “a mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento”:

“A questo proposito, mi piace ricordare anche la raccolta di firme che oggi si tiene in molte parrocchie italiane, al fine di sostenere l’iniziativa europea 'Uno di noi', per garantire protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza. Un momento speciale per coloro che hanno a cuore la difesa della sacralità della vita umana sarà la 'Giornata dell’Evangelium Vitae', che avrà luogo qui in Vaticano, nel contesto dell’Anno della fede, il 15 e 16 giugno prossimo”.


http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/12/regina_caeli:_appello_del_papa_per_la_difesa_della_vita_da/it1-691346