lunedì 19 settembre 2022

Svezia, «come si fa a vivere qui se i bambini rischiano un proiettile al parco giochi?»

E questa è solo una delle facce della grande crisi identitaria, spirituale e socio-antropologica, di tutto l'Occidente una volta cristiano. “Tutti in Svezia riconoscono che il modello “porte aperte” ha trasformato in una polveriera la società un tempo più pacifica e indicata come modello d’Europa. «Abbiamo due società parallele ora» non è una frase di Salvini ma di Magdalena Andersson, premier socialdemocratica svedese che si è dimessa”. (Ovviamente Rai e Mediaset unanimi nel censurare)

C'è chi iscrive la parabola dei nazionalisti, decisivi per la vittoria alle elezioni, nel solco delle destre europee, ma il paradiso umanitario dell'Ue è diventato un inferno di ghetti, gang e sparatorie da cui i progressisti non sanno come uscire
«Pensateci due volte prima di definire i successi elettorali dei nazionalisti e anti-immigrati Democratici svedesi una pericolosa svolta nella politica svedese ed europea. La democrazia e lo Stato di diritto in Svezia non sono a rischio. Né lo sono i passi decisivi del Paese a favore della piena integrazione nelle strutture di sicurezza transatlantiche». Alla vigilia della vittoria della coalizione di destra, il Financial Times era tornato sul successo di Sverigedemokraterna (Democratici svedesi), il partito “dei sobborghi” nel Regno di Svezia dove il centrosinistra resisteva solo nelle grandi città, Stoccolma, Göteborg e Malmö.

C’è chi ha iscritto la parabola del partito di Jimmie Åkesson (miglior risultato da quando hanno vinto per la prima volta un seggio in parlamento nel 2010) nel solco delle destre nazionaliste europee e della polarizzazione, eppure Åkesson ha condannato l’invasione dell’Ucraina («Oggi la Russia è poco meno di una dittatura a tutti gli effetti»), il partito ha abbandonato le vecchie ostilità all’adesione alla Ue e democrazia e stato di diritto restano solidi, cosa che secondo il giornale dell’establishment finanziario europeo rende la Svezia un caso molto diverso dall’Ungheria di Viktor Orbán, e dalla Polonia, «probabilmente, i maggiori motivi di preoccupazione hanno a che fare con le elezioni italiane del 25 settembre».

Svezia, il paese dei record di sparatorie
Ma non esistono solo Stoccolma, Göteborg e Malmö, né la demagogia elettorale; tutti i partiti in Svezia riconoscono che il modello “porte aperte” ha trasformato in una polveriera la società un tempo più pacifica e indicata come modello d’Europa. «Abbiamo due società parallele ora» non è una frase di Salvini ma di Magdalena Andersson, premier socialdemocratica svedese che si è dimessa ieri in serata. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, nel paese dei sessanta ghetti da anni impenetrabili da autorità e polizia, è stata la recente sparatoria a Eskilstuna, cittadina da 100 mila persone, dove una mamma e il suo bambino di 5 anni sono rimasti feriti durante un regolamento di conti tra bande.
Nell’ultimo decennio, scriveva sempre il Ft, «la Svezia è passata da uno dei tassi pro capite di sparatorie mortali più bassi d’Europa al più alto, secondo i dati del Consiglio nazionale svedese per la prevenzione del crimine. Quest’anno è sulla buona strada per superare il record di sparatorie mortali, con un totale di 44 morti a metà agosto, non lontano dal precedente picco di 47 nel 2020». - Fonte

26 commenti:

Anonimo ha detto...

Beh, là almeno si dimettono ministri o primi ministri, cose a noi italioti sconosciute, oltre alle sparatorie ci sono furti, scippi, stupri e molestie sessuali da parte degli immigrati, non da ora, ma da molto tempo, oltre all'aumento dei suicidi in ogni fascia d'età, se questa è la splendida realtà UE di cui le tv unificate neppure per sbaglio parlano, un'altra notizia viene dall'UA, il cardinale elettricista di cui non ricordo il nome, è stato oggetto di colpi d'arma da fuoco mentre portava aiuti alla popolazione, siccome la zona è sotto il controllo ucraino, mi chiedo chi sparasse.......intanto continuano le menzogne dei media di regime sulla guerra con abbondante uso di falsità ideologiche, di informazione e pure di immagini...... la Regina è stata finalmente sepolta, non ho seguito la cerimonia, se non qualche breve scorcio, un rito bellissimo, grazie al Cattolicesimo d'antan, anche se loro fanno di tutto per distruggere quello di oggi, con l'aiuto solerte dei nostri chierici di ogni ordine e grado..

Anonimo ha detto...

Vedere l'arcivescovo (anglicano) di Canterbury predicare dall'alto del pulpito dell'abbazia di Westminster ci rammenta che l'omelia dal pulpito in epoca preconciliare nella Chiesa cattolica aveva un senso non solo pratico (quello di farsi sentire da tutti quando non esistevano ancora i microfoni), ma anche spirituale, quella del ministro di Dio che spiega la Parola di Dio dall'alto poiché tale Parola viene appunto dall'alto. Nelle Messe e nelle chiese di oggi, viene predicata dal basso (certi buontemponi scendono anche in mezzo ai fedeli, giusto per completare l'opera) e sembra quasi una parola di uomo. Perché tale è ormai diventata.

Anonimo ha detto...

Uno dei grandi vantaggi del fatto che trascorro una parte dell'anno non in Italia è che qui, dove mi trovo, non ho la televisione. Anche perché, da quello che intuisco dalla visione delle home page dei principali giornali italiani, sono una decina di giorni che lo spazio mediatico è invaso da re e regine, prìncipi e principesse, (per giunta britannici!) il che ha dell'assurdo. Rispetto ai prìncipi, seguo altri princìpi.

Anonimo ha detto...


Angela Polin
Non ho simpatie particolari per gli Anglicani, tuttavia riconosco, in riferimento al potere temporale della Regina, o del Re che le è succeduto, che danno a Dio quel che è di Dio in riferimento alla loro incoronazione- cioè che il loro potere in terra viene da Dio - e i loro sudditi li amano anche per questo.

Noi in Italia, invece, ma anche in tutto l'Occidente, il potere temporale è staccato dal potere spirituale che è lasciato al Papa, come quasi una concessione. Retaggio, questa divisione, della Rivoluzione francese e dell'Illuminismo che ha sopraffatto e quasi annullato tutta la tradizione bimillenaria cattolica e greco-romana.
Il Regno Unito ha tutta un'altra storia, ma certo non si è lasciata troppo influenzare dai francesi.

Dissertando un po' l'argomento, bisogna sapere che in politica il concetto di "Sinistra" nasce in Francia dopo la Rivoluzione del 1789, all'assemblea Generale Nazionale, per volontà dei Tagliateste come Danton e Robespierre in contrapposizione alle parole riferite a Gesù : siede alla "Destra" del Padre, con cui i cattolici si identificavano.
E gli italiani si sono nutriti volentieri di quelle ideologie.

Le mie considerazioni nate osservando il rito finale delle esequie: la riconsegna all'autorità religiosa dello Scettro e della Corona - simboli del potere monarchico -, non voleva offendere la cattolicita', ma incoraggiarla ad uscire allo scoperto.

Anonimo ha detto...

Dai frutti si conoscono gli alberi, l'imperante buonismo con il politicamente corretto sono nati dal seme 'inganno', spargono solo veleno.

Anonimo ha detto...

Concordo pienamente.

Anonimo ha detto...

Questo è il livello della classe politica.
La scelta antropologica
https://www.maurizioblondet.it/la-scelta-antropologica/

Anonimo ha detto...


Interpretazione oltre le righe del potere che si vuole attribuire alla monarchia inglese.

Il monarca in Inghilterra dal punto di vista politico, del potere, conta come il due di coppe. È una monarchia costituzionale, come lo era quella dei Savoia diventati Re d'Italia con i plebisciti. Da allora si firmavano infatti "re per grazia di Dio e volontà della Nazione".
Certe formule, usate nella cerimonia funebre odierna, vengono ripetute per tradizione ma ad esse non corrisponde più il contenuto di un tempo. Anche il monarca inglese governo per grazia di Dio e volontà della nazione, anche se non espressa formalmente.

Si porta sempre ad esempio negativo la Riv. Francese. Si dimentica che il Parlamentarismo moderno e lo Stato costituzionale sono nati in Inghilterra, dopo lotte feroci e sanguinose. Nelle guerre civili del 1642-45 sembra sia perito un decimo dei maschi inglesi. Il primo processo politico con la sentenza di morte già scritta per il Re non fu in Francia, fu in Inghilterra. Carlo I fu decapitato, auspice Cromwell, il capo dei Puritani, uno dei capi politici e militari più spietati mai esistiti.
Dopo la Restaurazione della Monarchia con Carlo II Stuart - il Re fu richiamato dall'esilio in Francia da un generale di Cromwell nel frattempo deceduto, data l'ingovernabilità della situazione - la lotta tra Re e Parlamento ricominciò con i due Giacomo Stuart. Erano proprio le pretese assolutistiche dei due Re, che consideravano di origine divina il loro potere, il pomo della discordia.
Stava per scoppiare di nuovo la guerra civile ma si giunse ad un compromesso con l'avvento al trono di una dinastia protestante olandese (Guglielmo d'Orange) che si impegnò a rispettare la "libertà del Parlamento" (Gloriosa riv. del 1688). Da allora, quel sistema costituzionale, nel quale prevale il Parlamento, regge l'Inghilterra e il Regno Unito.
La monarchia svolge una funzione importante sul piano morale e del costume, nonché dello stile. Tiene insieme la nazione.
L'attuale monarchia, comunque, non sembra aver evitato la sinistra deriva dei tempi. Risulta che abbia cercato in qualche modo di contrastarla?
Recentemente sono anche venuti a galla passate frequentazioni scabrose del principe Andrea, dalle quali si è smarcato sborsando "compensazioni" robuste, dicono le cronache.

(Il "potere spirituale" non è lasciato al Papa quasi come una concessione, gli spetta di diritto in quanto Papa e nessuno Stato può interferire su di esso; caso mai concessione può essere il potere temporale del Papa, a seconda degli accordi o concordati con lo Stato sul cui territorio il potere spirituale del Papa abbia la sua sede naturale).
H

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=NGB3dmp_aV4

Pieni potere a Draghi? Cosa c'è di vero? Risponde l'avv. Musso

Anonimo ha detto...

Da che pulpito viene la predica? Stavolta, incredibile a dirsi, viene dalla chiesa anglicana. Da una chiesa scismatica e fatiscente, dalla quale tanti uomini sinceramente cristiani sono usciti o stanno uscendo per riunirsi con la Chiesa cattolica, fondata non da un re uxoricida ma da Cristo in persona. Eppure stavolta è questa piccola confessione assurda a offrire una lezione: i bellissimi funerali della Regina Elisabetta sono stati talmente rituali da presentare aspetti cattolici preconciliari. Innanzitutto l'uso del pulpito. I magnifici pulpiti delle cattedrali italiane giacciono abbandonati, relitti della liturgia che fu, mentre a Westminster il primate d'Inghilterra proprio dal pulpito ha predicato. E il sermone è stato come doveva essere: breve e spirituale. Che differenza con le prediche sociologiche dei preti nostri (giusto domenica mi sono dovuto sorbire un'omelia pauperista, eccitata dalla tendenziosa traduzione di Luca 16,13), coi predicozzi parapolitici dei prelati Cei, più interessati all'elezione che alla resurrezione. Bisogna imparare da tutti: per una volta, perfino dall'arcivescovo di Canterbury.

Camillo Langone

Anonimo ha detto...

Gli anglicani è meglio che restino dove sono, altrimenti vanno a finire di male in peggio, poiché di peggio della chiesa cattolica conciliare non c'è niente.

A rotta di collo ha detto...

In Italia non si sarebbe mai dimesso nessuno. Tutti sanno, poi, che l'imminente farsa elettorale servirà unicamente a legittimare la corsa a rotta di collo verso il great reset e il nuovo ordine mondiale.

Anonimo ha detto...



Come Capo o meglio Patrono della Chiesa d'Inghilterra, il re ha una funzione meramente simbolica. Non sono più i tempi di Enrico VIII e di Elisabetta I.
La scomparsa regina ha dovuto inghiottire senza fiatare gli orrori della degenerazione della Chiesa d'Inghilterra.
La monarchia è anche patrona della Massoneria, nata a Londra e sempre ligia alle istituzioni inglesi, anche se (credo) nella persona di un membro della famiglia reale non del monarca. Ma probabilmente anche qui il "patronato" reale è simbolico.

Forse qualcuno un giorno noterà che sulla spaventosa decadenza dei costumi degli inglesi, che hanno fatto scuola al resto del mondo, la scomparsa regina nulla ha mai detto, nemmeno indirettamente.
Simbolo della nullità della presente aristocrazia europea (di quello che ne resta) completamente o quasi assimilatasi alle corrotte e via di testa classi dirigenti continentali.
Il fascino di antichi cerimoniali rispolverati per l'occasione non deve prevalere sul giudizio storico, vertente sui fatti.

Anonimo ha detto...

Assolutamente! Ci vogliono dei veri cattolici per risollevare la moralità in Europa e nel mondo.

Anonimo ha detto...

Eh mi sa che dovremo aspettare un bel po'! Il cattolicesimo ha figurato talmente male che non se lo fila più nessuno.

Anonimo ha detto...

Bisogna ricostruire le basi, andare e portare la famiglia nelle cappelle della fsspx, andare a fare gli esercizi di S. Ignazio…sono tutti toccasana contro l’inquinamento delle anime del mainstream e del grande reset!

Anonimo ha detto...


Il cattolicesimo non può risorgere se non si denuncia il Vaticano II con tutte le sue eresie. Tutto quello che fa, papa Francesco, non lo fa forse in nome del Concilio?
Bisogna affrontare il male alla radice. Invece si continua con la politica dello struzzo.

Anonimo ha detto...

Bisogna affrontare il male alla radice.

Va buttato il sale su quelle radici.

Anonimo ha detto...

Qui anglicano italiano e ne vado fiero.

Nel Regno Unito ha detto...

Da Leicester, la guerra civile fra musulmani e indù si sposta in altre città inglesi, come Birmingham, dove è stato assaltato un tempio indù al grido di “Allahu Akbar”. E, scrive il Telegraph, l’odio settario e religioso “può divampare in tutta l’Inghilterra”. Ne scrive anche Douglas Murray sullo Spectator: “L'Irlanda del Nord è ancora lacerata da tensioni etniche a causa dell'insediamento dei protestanti all'inizio del XVII secolo. Perché qualcuno dovrebbe aspettarsi che sia diverso l’insediamento di musulmani, indù e altre minoranze in Gran Bretagna?”.

A Bruxelles ha detto...

A Bruxelles, il Partito Democratico con il suo capodelegazione il deputato Brando Benifei fa da sponda ai Fratelli Musulmani e alla sua sigla giovanile Femyso in occasione della “Giornata europea contro l’islamofobia”. La Commissione Europea intanto usa l’immagine di una bambina velata per promuovere il premio all’innovazione dell’insegnamento. Da non credere quanto a fondo possano andare le nostre tendenze suicide, mentre in Iran le ragazze muoiono per volersi togliere il velo.

Anonimo ha detto...

Quel velo è proprio la negazione della cultura dell’apprendimento e, probabilmente, quell’immagine vuole dimostrare che, anche con quel velo, le ragazze hanno diritto di studiare.
Ecco a cosa porta una visione distorta della religione…e non è un caso che ho conosciuto personalmente diversi cattolici tradizionalisti ammiratori del regime iraniano, mentre diversi preti lefebriani guardano con sospetto alle ragazze che vanno all’università e si laureano, promuovendo le “mamme a tempo pieno”.
Senza parole.

Anonimo ha detto...

22 settembre 2022 19:05

...moglie e buoi dei paesi tuoi!

Anonimo ha detto...

22 settembre 2022 19:05

...moglie e buoi dei paesi tuoi!

Anonimo ha detto...

Quanto fa schifo la sinistra liberal progressista gender europeista che schiaccia il debole cristianesimo attuale e tace vigliaccamente sugli omicidi commessi da genitori ed autorità islamiche in Italia e Iran su giovani donne solo perché non accettavano certe idee tradizionali islamiche
Che silenzio assordante

Anonimo ha detto...

Quando non c'è politica di assimilazione, il wokismo arriva con le sue tesi comuniste importate dagli USA, e l'Islam chiede il separatismo, il risultato è la società libanese. L'antirazzismo porta al razzismo.