Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 5 novembre 2022

Mortalium animos, un’enciclica profetica (1928)

Qui l'indice dei precedenti sul falso ecumenismo.
Come già aveva fatto capire bene la Pascendi di san Pio X, dietro ogni cattiva teologia c’è sempre una cattiva filosofia. La filosofia moderna nelle sue varie ramificazioni e correnti è sempre un posporre la verità ad altro (la libertà, la storia, la materia, l’economia, la società…). Questo avviene anche nell’ecumenismo già condannato da Pio XI nella Mortalium animos, che qui presentiamo a novant’anni da quando venne promulgata: con la scusa della fraternità e della pace dei popoli si vogliono annullare i diritti della Verità e della vera Religione.
Dall’enciclica Mortalium animos di papa Pio XI sono passati novant’anni (1928-1918), ma sembrano essere passati millenni. Perché? Perché tutto è cambiato. E, cosa ancor più significativa, oggi nella Chiesa si fa proprio il contrario di ciò che Pio XI condannò e profeticamente previde.

Un “no” chiaro all’ecumenismo
Nell’enciclica si condanna un certo tipo di ecumenismo, che finisce inevitabilmente per aprire le porte al relativismo religioso: «Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici [quei] tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni. I seguaci di siffatta teoria non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio».

Oggi invece si pensa che, di fatto, tutte le religioni si equivalgano. Addirittura si condanna il cosiddetto “proselitismo”, che poi altro non è che l’evangelizzazione. Così l’uomo, anzi il “fedele” della strada, ormai convinto che ogni confessione vada bene, che le religioni altro non siano, se non tante “vie” che conducono comunque alla stessa meta.

Ma non solo. Nella Mortalium animos papa Pio XI proibiva la partecipazione ai cosiddetti incontri ecumenici: «A tali condizioni è chiaro che la Sede Apostolica non può in nessun modo partecipare alle loro riunioni e che in nessun modo i cattolici possono aderire o prestare aiuti a siffatti tentativi; se ciò facessero, darebbero autorità ad una falsa religione cristiana, assai lontana dall’unica Chiesa di Cristo». Oggi invece gli incontri ecumeni non si contano. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Con lo scandalo continuo di far perdere la fede a chi ce l’ha e di invitare chi sia nell’errore a rimanere nelle sua condizione.

Mortalium animos: inviti incondizionati
Perché si è arrivati a questo punto e perché ha trionfato questo modello ecumenico? Pio XI nell’enciclica afferma una cosa molto interessante, proprio all’inizio del documento:
«Forse in passato non è mai accaduto che il cuore delle creature umane fosse preso come oggi da un così vivo desiderio di fraternità – nel nome della stessa origine e della stessa natura – al fine di rafforzare ed allargare i rapporti nell’interesse della società umana. Infatti, quantunque le nazioni non godano ancora pienamente i doni della pace ed anzi, in talune località, vecchi e nuovi rancori esplodano in sedizioni e lotte civili, né d’altra parte è possibile dirimere le numerosissime controversie che riguardano la tranquillità e la prosperità dei popoli, ove non intervengano l’azione e l’opera concorde di coloro che governano gli Stati e ne reggono e promuovono gli interessi, facilmente si comprende – tanto più che convengono ormai tutti intorno all’unità del genere umano – come siano molti coloro che bramano vedere sempre più unite tra di loro le varie nazioni, a ciò portate da questa fratellanza universale.
Un obiettivo non dissimile cercano di ottenere alcuni per quanto riguarda l’ordinamento della Nuova Legge, promulgata da Cristo Signore. Persuasi che rarissimamente si trovano uomini privi di qualsiasi sentimento religioso, sembrano trarne motivo a sperare che i popoli, per quanto dissenzienti gli uni dagli altri in materia di religione, pure siano per convenire senza difficoltà nella professione di alcune dottrine, come su un comune fondamento di vita spirituale. Perciò sono soliti indire congressi, riunioni, conferenze, con largo intervento di pubblico, ai quali sono invitati promiscuamente tutti a discutere: infedeli di ogni gradazione, cristiani e persino coloro che miseramente apostatarono da Cristo o che con ostinata pertinacia negano la divinità della sua Persona e della sua missione».
Cattiva teologia, cattiva filosofia
Ecco dunque una chiave di lettura importante. Dietro una certa richiesta di fraternità si nasconde il tipico errore della categoria filosofica della modernità ovvero la dimenticanza della verità. Come già aveva fatto capire bene la Pascendi di san Pio X, dietro ogni cattiva teologia c’è sempre una cattiva filosofia. La filosofia moderna nelle sue varie ramificazioni e correnti è sempre un posporre la verità ad altro (la libertà, la storia, la materia, l’economia, la società…). Questo avviene anche nell’ecumenismo già condannato da Pio XI nella Mortalium animos: con la scusa della fraternità e della pace dei popoli si vogliono annullare i diritti della Verità e della vera Religione.
Corrado Gnerre - Fonte by Radici Cristiane n. 137

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Si, spostare sempre di poco l obiettivo, questa è la tecnica della rivoluzione permanente. Il che permette ai tecnici di stare al potere sempre e sempre di più.

Anonimo ha detto...

5 NOVEMBRE.
In ogni cosa e sempre, più rettitudine di intenzione, più esattezza, più puntualità, più generosità nel servizio del Signore e allora sarai quale il Signore vuole che tu sia (GB, 48).

Anonimo ha detto...

Da Il Buon maestro della Dottrina Cristiana, Prontuario teorico-pratico per il catechista, secondo il catechismo di San Pio X, anno 1959

Un cacciatore un giorno era andato a caccia e per un imperdonabile distrazione non aveva preso le cartucce per il fucile. Ad un tratto gli passa dinanzi una lepre, una magnifica lepre. Il cacciatore imbraccia il fucile e prende la mira. “Ma sciocco -gli dice il compagno- il tuo fucile è scarico!” “Taci -risponde il cacciatore- la lepre non lo sa…” Scatta il grilletto e la lepre casca. Era morta dalla paura. Caso strano, non è vero? Ma il male della paura non infierisce soltanto tra le lepri. No, esso fa strage, eccome, anche tra i cattolici. Il rispetto umano, questo spauracchio così privo di senso, quanti vuoti va scavando nelle nostre file! Sono uomini, sono donne, che allo scattare del grilletto d’un sogghigno, di un frizzo, d’un motto sarcastico cascano morti dalla paura di parer figli di Dio, fratelli di Gesù Cristo. Voi che soffrite di questo terribile mal della lepre, è tempo di scuotervi, di muovervi, di mostrarvi pubblicamente come la fede e la coscienza vi dettano.

Una Clarissa ha detto...

Amici miei, non smarrite il cuore.
Sono tempi, i nostri, di stupori quotidiani e di rabbia spesso giustificata
per il degrado ultimo di ciò che maggiormente sta a cuore
alle persone civili e idealiste.
Non perdete la speranza, perché siamo stati fatti per questi tempi.
Sì. Per anni abbiamo imparato, praticato, ci siamo allenati proprio
in attesa d’incontrarci esattamente sul campo di questo impegno.
Guardate oltre la paura.
In ogni periodo buio c’è la tendenza a perdersi d’animo per quanto
è sbagliato o non guarito nel mondo. Non focalizzatevi su questo.
C’è anche la tendenza a indebolirsi indugiando su ciò che è fuori
dalla propria portata, su ciò che non può ancora esserci.
Non focalizzatevi lì.
Noi siamo necessari, ecco tutto quello che possiamo sapere ora.
Il nostro compito è quello di prodigarsi per migliorare la parte
del mondo nel nostro raggio d’azione.
Ogni piccola e pacifica cosa che un’anima può fare per aiutare
un’altra anima, per assistere una parte di questo povero mondo sofferente, sarà d’immenso aiuto.
Ciò di cui c’è bisogno per un cambiamento sostanziale è una miriade
di azioni, aggiungendo, aggiungendo ancora, aggiungendo di più,
in continuazione.
Una delle azioni più rasserenanti e potenti che potete fare
per intervenire in un mondo in tempesta è stare in piedi
e mostrare la vostra anima.

Anonimo ha detto...

"Il multiculturalismo è il suicidio di una nazione". Il Canada vuole 1,5 milioni di migranti in soli tre anni (con l'Islam che è già triplicato in brevissimo tempo e metà delle chiese che dovranno chiudere). Il premier progressista Trudeau si è avvantaggiato andando a pregare in moschea. Intervista per la newsletter a una dissidente iraniana che vive in Canada: "Sono certa che anche in Italia siete frustrati dai subdoli piani di reinsediamento di questi globalisti il cui scopo è una rivoluzione silenziosa che distrugga l'eredità giudaico-cristiana..."

P.S. Abbonarsi alla newsletter per accedere ai contenuti

https://meotti.substack.com/p/il-multiculturalismo-e-il-suicidio

mic ha detto...

E dai con l'eredità giudaico-cristiana... non vogliono capire che la nostra civiltà è fondata sull'eredità greco-romana fecondata dal cristianesimo che è il compimento dell'ebraismo puro della Torah, da cui si è dissociato il giudaismo talmudico dei rabbini dopo Yavne...

Anonimo ha detto...

Con buona pace dei preti che insistono con l'appellativo 'assemblea liturgica' in luogo, se non di Divino Sacrificio, almeno di Santa Messa - Posto che le 'assemblee' sono condominiali / studentesche / sindacali / societarie - E che 'assemblea liturgica' potrebb'essere stricto sensu anche un coro sacro (se ne esistono ancora, NB)

https://www.ncregister.com/blog/cardinal-burke-bishop-schneider-oct-21-talk-remarks


Anonimo ha detto...


Zelensky, che è andato in Canada, non ha forse detto che Trudeau è il suo modello di premier?
Preghiamo Iddio che i Repubblicani vincano queste elezioni di midterm.
Molto probabilmente molte cose comincerebbero a cambiare.

Anonimo ha detto...


Assemblea o sinassi liturgica, non è forse termine usato dal Concilio Vaticano II?
Cost. Sacrosactum concilium sulla liturgia, art. 33.2 : "Anzi, le preghiere rivolte a Dio dal sacerdote che presiede l'assemblea nel ruolo di Cristo [qui coetui in persona Christi preest], vengono dette etc".
T.

Anonimo ha detto...

Speriamo che Dominion non si intrometta di nuovo, ma, visto che è andata bene una volta, la tentazione di ripetere l'operazione sicuramente c'è.

Anonimo ha detto...

Sembra quasi che paganesimo, gnosticismo, eresie siano tornati in superficie mettendo in angolo il Cattolicesimo, parimenti sembra che ogni buon governo sia scomparso dalla terra

Anonimo ha detto...


Ancora sulla Sinassi o Assemblea liturgica.

Che la Messa sia da intendersi come "assemblea liturgica" oltre al Concilio lo dice anche la Institutio del Nuovo Messale Romano, nel famigerato art. 7.

Alla variazione ha dato il giusto rilievo Romano Amerio.
"L'analisi della definizione [della Messa] rivela tosto la variazione dottrinale. Sino al Vaticano II tutte le teologie e tutti i catechismi definivano la Messa come il vero e proprio sacrificio con cui, per il ministero del sacerdote, il Cristo offre il suo corpo e il suo angue al Padre in remissione dei nostri peccati.
Nella Institutio, invece, la Messa cessa di essere atto sacrificale compiuto dal prete in persona Christi e viene identificata in un'assemblea : "Coena Domini vel Missa est synaxis". Ometto di rilevare la novità del termine, frequentato dai protestanti, ma affatto ignoto al popolo cattolico.
Rileverò l'incongruo logico emergente dal predicato. La Messa, che è un seguito di operazioni sacre, non può identificarsi in un'assemblea, adunata o da adunare, la quale è un'entità morale. Né si riduce a far memoria del Signore, perché la memoria è un fatto dell'ordine intenzionale. È vero che il Cristo comandò "hoc facite in meam commemorationem (Lc 22, 19 - 1 Cr 11, 24) ma il ricordare è conseguente al fare. Non si comanda di ricordare quel che il Cristo ha fatto, bensì di fare quel medesimo che il Cristo ha fatto (hoc facite) e di farlo per ricordare. L'imperativo ha per termine il fare e non già il ricordare. È d'altronde significativo che nel Messale antico tutte le parole commemorative e operative del canone stiano sotto la rubrica "infra actionem". La Messa è un'azione reale e la memoria è il fatto ideale a cui è finalizzata l'azione reale. Eppure il valore puramente anamnestico della Messa è proclamato dall'episcopato di intere nazioni..." (Iota Unum, par. 273 Analisi dell'art. 7.). Proclamato, ricorda A., contro il dettato del Tridentino.
Tacendo la transustanziazione, prosegue Amerio, si tace la base extrasoggettiva del sacramento. "Tutto si scioglie nel sentimento che l'assemblea ha della proria fede. La rinnovazione del sacrificio, che nella dottrina tradizionale si realizza in senso vero e proprio, qui diviene rinnovazione metaforica e puramente mnemonica di esso. Tale soggettivismo eucaristico ha però carattere sociale: non è il singolo ma la comunità in corpore che attualizza la presenza del Cristo" (ivi). Questa presenza, conclude, non è quella reale nell'Ostia ma solo quella "morale del Cristo nella Chiesa".
Insomma, concezione sostanzialmente protestante e quindi materialmente eretica della Messa. Non per nulla, la c.d. Assemblea liturgica "concelebra" con il sacerdote, ce lo dice già la Sacrosanctum Concilium.
T.

Unam Sanctam ha detto...

Commemoratio, del resto, è distinto da memoria; e difatti traduce ανάμνησις, parola usata da N.S., che ha un significato ben diverso da μνήμη: non un semplice ricordare, ma un ri-chiamare, ri-attuare.