Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 31 dicembre 2025

Il silenzio che pesa

Cari amici, in queste ore di festa siamo tutti immersi nel rumore. Ho scelto di condividere con voi queste riflessioni perché credo che, tra un brindisi e l'altro, abbiamo bisogno di uno sguardo lucido per non perdere di vista ciò che conta davvero.

Il 27 dicembre ho letto con attenzione un’intervista del Cardinale Angelo Bagnasco. Il titolo evita ogni effetto speciale e proprio per questo resta impresso: «Sulle persecuzioni c’è troppo silenzio per interessi politici. La fede? Fa paura». Avrei potuto parlarne subito, mentre le parole erano ancora calde e l’attualità invitava a reagire, eppure ho preferito attendere.

Ho aspettato questa sera di fine anno, sapendo che sarebbe stata rumorosa. È una di quelle notti in cui tutto sembra dover fare chiasso per segnare un passaggio, quasi che il tempo si lasciasse convincere a colpi di suoni e di luci. Proprio in questo contrasto le parole di Bagnasco trovano il loro posto ideale.

I toni sono misurati. L'intervista evita la rabbia o gli scenari drammatici per dare spazio a una constatazione che pesa più di molte analisi: il silenzio sulle persecuzioni è frutto di interessi politici. Si tratta di un silenzio voluto, nato dal calcolo, dall’opportunità e dalla paura di esporsi. Bagnasco chiarisce subito che non si parla solo di terre lontane, verso cui è facile provare una commozione a distanza; il fenomeno riguarda da vicino l'Occidente e l'Europa.

Qui la persecuzione assume un volto diverso. Piuttosto che togliere la vita fisica, essa svuota l’anima e manipola le menti attraverso una forma di violenza educata, presentabile e spesso mascherata da neutralità. Invece di vietare apertamente, questa cultura lascia che la fede evapori. La tolleranza proclamata si trasforma in intolleranza praticata: la fede viene accettata finché resta un sentimento privato o una tradizione folkloristica, diventando invece scomoda quando ricorda che l’uomo non può costruirsi interamente da solo.

In questo quadro appare chiara l’ostilità verso segni che, di per sé, non impongono nulla. Il presepe ne è l'esempio perfetto. Bagnasco usa una semplicità disarmante spiegando che la libertà di rifiutarlo dovrebbe convivere con il rispetto per le nostre radici. Si chiede soltanto il rifiuto di essere rimossi dalla memoria comune. Il presepe disturba proprio perché ricorda, senza bisogno di provocare o rivendicare.

Il passaggio più serio riguarda le ragioni profonde di tale silenzio. L'ipotesi è realistica: difendere i cristiani spesso non porta consenso, non conviene e non favorisce la carriera. L'opportunismo politico, economico e commerciale spinge a spostare lo sguardo altrove.

Così, mentre la notte di fine anno fa rumore per non pensare, su ciò che conta davvero cala un silenzio pesante. Ci troviamo di fronte a due silenzi opposti: uno pieno di suoni e l’altro colmo di omissioni. In mezzo resta una fede che evita di chiedere privilegi e, allo stesso tempo, rifiuta di diventare invisibile.

Forse il vero problema è proprio la capacità della fede di continuare a ricordare. In un tempo che preferisce il frastuono alla verità, questo ricordo diventa insopportabile. In questa notte che passa urlando, fermarsi un momento rappresenta un atto di lucidità. È il modo più onesto di consegnare l’anno che si chiude e di entrare in quello nuovo senza fingere di non aver visto.
don Mario Proietti

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma un link all'intervista?

Anonimo ha detto...

Luci, scoppi, brilla sfarzoso il cielo vicino e lontane le campagne sono tutto un accendersi e scintillare: è il benvenuto al nuovo anno che arriva, quasi come un ospite ansiosamente atteso da cui ci si aspetta chissà quale consolazione, quale bella sorpresa. Eppure già tutto è avvenuto l' anno passato e in quelli passati da tempo, tanto che dacché lo ricordo - e sono ormai molti decenni - è stato sempre così, nell' ingenua speranza che giunga chissà quale benessere, quale novità che renda la vita migliore, che la renda appagante. Siamo così piccoli nell' accontentarci di canti e di balli persino soffrendo il gelo delle piazze in festa non si sa per cosa, per quale scopo. Festeggiamo la speranza di grandi desideri in realtà piccolissimi e quasi miserevoli di fronte alla grandezza della vita che ci è stata donata e di quella che ci è stata promessa. Una prospettiva che in questa notte di brindisi e spari, di salti e di ore piccole, ci sfugge e si nasconde ai nostri occhi che vedono poco, troppo da vicino, colpiti da estrema miopia. Sorride il Padreterno dall' alto del Suo trono celeste e ancora attende paziente e misericordioso che ci si ricordi di Lui, Signore del tempo e della storia, principio e fine di tutte le cose. Fra tutto il grande fracasso Gli basterebbe l' offerta di un lumicino acceso col cuore pensando a Lui per trattenersi ancora dalla Sua santa ira.
Ravvediamoci e Preghiamo la Sua Santa Madre perché ancora abbia pietà di noi.
Nonna

Anonimo ha detto...

FOA: CADRANNO LE MASCHERE DELL'UNIONE EUROPEA
APPENA SCOPPIERÀ LA PACE, DI CUI HANNO IL TERRORE

Marcello Foa: «Secondo me, Trump vuole a tutti i costi la pace in Ucraina. E oggi per lui la cosa più importante è ritrovare un rapporto costruttivo con la Russia, anche in funzione anti-cinese. Questa è la rotta che Trump perseguirà con forza nelle prossime settimane, ed è la rotta che l'Unione Europea più teme: se, come credo, si arriverà alla pace tra Russia e Ucraina, esploderanno tutte le contraddizioni che oggi gli analisti più acuti vedono, e che il grande pubblico intuisce, anche se non ne è ancora del tutto consapevole. Quello sarà un “momento della verità” tra i più importanti della storia europea: molte maschere cadranno».

«Il vecchio potere europeo, che ormai è diventato un regime – e infatti censura e perseguita i dissidenti in modo inaccettabile – è terrorizzato all'idea che si arrivi alla pace. Non a caso, Germania, Francia e Gran Bretagna stanno tentando in ogni modo di far saltare i nervi a Putin, sperando in una reazione russa così spropositata da sabotare i negoziati in corso. Quindi è importante che l'Italia abbia la freddezza, la saggezza (e anche un po' di fortuna) per compiere le scelte giuste ed evitare di legarsi a doppio filo al carro franco-tedesco, che in questo momento è storicamente perdente. Si è già smarcata l'Ungheria, che però rispetto a noi ha un vantaggio decisivo: non avendo adottato l'euro, ha ampi margini di manovra».

Anonimo ha detto...

C'è silenzio e silenzio.
Quello della desolazione si potrebbe ben appiccicare alla grigia Torino, già capitale d'Italia e già avamposto Fiat. Città di circa 850/Mila abitanti, dove la S.Messa di Capodanno (quella odierna) in versione vetus ordo presso la Chiesa della Misericordia si è tenuta in formato Mini. Intendo dire che è stata celebrata la sola Messa letta, non essendoci la presenza del Coro. Uno potrebbe dire: che cosa c'è di strano? Lo strano sta nel fatto che non è ammissibile che in una città di tale peso la Messa di capodanno sia in formato minore. Ma ormai il peggio non fa più notizia, visto che ci siamo assuefatti.

mic ha detto...

È già una grazia che ci sia la messa tradizionale letta!

Ancora Foa ha detto...

Stiamo assistendo a uno scontro tra due establishment, quello uscente che faceva capo alla rete globalista di Biden, Obama e Bush, che ora ha perso la sua parte più consistente, quella americana, e quello nuovo di Trump, che ha nuove priorità geostrategiche. L’Ucraina è uno dei terreni di scontro, forse il più importante, perché il vecchio establishment vuole far fuori Putin a ogni costo, mentre quello nuovo è su posizioni decisamente diverse. La grande novità è che per la prima volta Londra e Washington non sono più allineate.
Ai tempi di Blair e Bush, Cameron e Obama, c’era accordo tra presidenti e premier, qualunque parte politica fosse al potere. Oggi questa alleanza vacilla, è così fortemente incrinata che potrebbe anche scomparire.
È uno dei passaggi della mia intervista a @ilsussidiario

Leggila qui:

https://www.ilsussidiario.net/news/ucraina-trump-starmer-lo-scontro-degli-establishment-che-puo-ancora-cambiare-leuropa/2919748/

Anonimo ha detto...

Accontentarsi della "Messa letta".
Non ammetto che un coro si assenti nelle festività dirimenti.
E' un problema spirituale oltre che culturale-artistico.

Anonimo ha detto...

Non ammetto... fly down..

Anonimo ha detto...

Caro amico anonimo 21:44, purtroppo temo che ci sia da aspettarsi di ben peggio della semplice assenza del coro alla messa di Capodanno...magari fosse solo quello il problema! .....e la cacciata di Tucho il teologo-pornografo? e le benedizioni ai pezzi di ghiaccio? e lo spirito di Bergoglio, così caro a Papa Leone, che lo ha addirittura sentito aleggiare su di sé durante la messa di intronizzazione? conseguenza: Prevost non ha cancellato una sola virgola delle oscenità e blasfemie messe in atto dall'argentino in 12 anni di pontificato, e non lo farà mai, anzi, sta facendo di tutto per portare a termine la cancellazione di ogni residua traccia di cattolicesimo dall'orbe terracqueo e dalla "Chiesa militante". Preghiamo quindi per l'anticipo del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria SS.ma, unico rimedio a tanto scempio e tanta devastazione. LJC Catholicus

da ex studente di Giurisprudenza ha detto...

amico delle 21:44 di ieri, nella mia parrocchiale non abbiamo un coro da... non lo so, quando mi sono stabilito lì non c'era più da tempo, l'attuale parroco (che già c'era) mi ha detto che non c'è mai stato. Cantiamo noi da noi alla bisogna (un po' come, ho scoperto, fanno... i protestanti), diversi "per finta" facendosi coprire dalle voci degli altri.
Almeno nel mio paese, e in altri comuni minori del Friuli-Venezia Giulia, i botti sono stati vietati; in qualcuno, per far baccano, si riuniscono alcuni motociclisti e fanno dei caroselli con le loro moto (poi i gommisti si fregheranno le mani, visto che lasciano metà pneumatici sull'asfalto), ma ieri notte ne ho solo visti passare una mezza dozzina, hanno girato una volta in una rotatoria e poi sono andati via.

Anonimo ha detto...

Ricordo che questa situazione era in essere, a volte sottotraccia altre volte alla luce del sole, fin dal Rinascimento, passando poi nella Rivoluzione francese ed uscendo sempre più e sempre meglio allo scoperto. Sintetizzando si potrebbe dire che il CVII sia stato il battesimo dell'indifferentismo religioso e del cammino ufficiale verso la religione universale, cioè ognuno faccia come gli pare. Sulle notizie l'altro ieri,di pima mattina da google news, un articolo, con foto del teologo laico Mancuso, il titolo recitava, ripeto a memoria, che erano due i salvatori, Gesù e Cristo. I creativi teologi vanno proliferando...!?!?

Anonimo ha detto...

Rimando tutti all'intervento odierno del prof. Porfiri su Messa in Latino, in merito all'importanza della musica sacra.
La decadenza, perché di questo in fondo si tratta, della Chiesa cattolica non è solo liturgica, dottrinale e morale, ma anche culturale e artistica. E la scadente musica sacra ne è la fiammante testimonianza.

Anonimo ha detto...

Caro amico Anonimo 17:08, lei ha pienamente ragione, “la decadenza non è solo liturgica, dottrinale e morale, ma anche culturale e artistica”; quanto all’architettura sacra modernista in particolare, mi permetta di segnalarle un mio modesto contributo in materia, appena uscito (scusandomi per l’autocitazione) : http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV7540_Catholicus_Architettura_sacra_modernista.html - LJC Catholicus

Anonimo ha detto...

La scadente musica sacra. E che dire delle orribili chiese? Alcune delle quali addirittura circolari?
L ' architettura sacra è forse ancor più scadente della musica sacra...
Questo regno della bruttezza non può venire che dal Demonio.

Anonimo ha detto...

Proprio così, caro Anonimo 23:12, la bruttezza viene sicuramente dal diavolo, anche se per interposta persona, nel nostro caso il clero ribelle e rivoluzionario, traditore ed apostata. Ricordo che Padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti, scrisse che in Vaticano si facevano messe nere sataniche, e che un vescovo lo prendeva in giro, dicendogli che era da sciocchi credere all'esistenza del diavolo. Satana ha fatto una grande campagna acquisti tra il clero nel secolo scorso, e vontinua tutt'ora...rileggiamoci "Il colpo da maestro di Satana", di mons. Lefebvre.