Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

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giovedì 16 ottobre 2014

Strategie di sopravvivenza in tempi di “eclissi del Papato” secondo il pensiero di padre Calmel

Riprendo dal Sito ilconciliovaticanosecondo [qui], un testo da tener bene a mente.

Quando, negli anni del Concilio Vaticano II e dell’immediato post-Concilio, venti rivoluzionari soffiavano sulla Chiesa di Cristo, un teologo domenicano, padre Roger-Thomas Calmel, levò il suo vessillo contro-rivoluzionario e, con la sua penna e con la sua parola, fece sentire la sua voce che invitava i fedeli alla resistenza nella fedeltà inflessibile alla Tradizione di sempre con un atteggiamento spirituale di pace e finanche di gioia nella prova.
Il messaggio di padre Calmel non ha mai cessato di essere attuale. Ma torna di particolare interesse quando – ed è il nostro caso – su verità “sempre, ovunque e da tutti” affermate inizia ad aleggiare il soffio funesto del dubbio, a partire dai vertici della gerarchia cattolica.
Padre Calmel, spirito profetico come pochi negli ultimi 50 anni, aveva previsto questa tragica possibilità ed aveva messo in guardia i fedeli fornendo loro le armi per rimanere fedeli alla Chiesa di sempre ed evitare in tal modo la tentazione del sedevacantismo o quella ancor più funesta della disperazione.
Poiché si tratta di una crisi dell’autorità, dal momento che gli errori vengono propugnati da chi avrebbe il compito di condannarli, il punto di partenza, fondamentale ed imprescindibile, è comprendere a fondo fin dove arrivi il potere dell’Autorità, a partire dal suo vertice, il Papa.

mercoledì 5 febbraio 2014

Resistenza e fedeltà di Padre Roger-Thomas Calmel O.P.

Abbiamo spesso citato padre Roger-Thomas Calmel (1914-1975), domenicano, teologo e tomista di grande sapienza che ci ha lasciato una testimonianza di grande fermezza e scritti di elevato spessore spirituale, esemplari sia sul piano dottrinale che su quello liturgico.
La sua di celebrare soltanto il Rito Romano tradizionale è stata una scelta radicale portata fino in fondo. Lo prendiamo come esempio di fortezza e fedeltà e intercessore anche per noi, che non ci sentiamo di condannare il biritualismo di tanti sacerdoti che conosciamo secondo il cuore del Signore e che, nella situazione in cui siamo, cercano di salvare il salvabile.
Su conciliovaticanosecondo.it, ne parla Cristiana de Magistris. Metto il link a MiL perché ne pubblica il testo preceduto dalla sentita e interessante introduzione di Cristina Siccardi, che sottolinea la Resistenza di Padre Calmel. E colgo l'occasione per proporre, di seguito, due  citazioni tratte da suoi scritti. Il secondo, sulla Messa, ripreso dal testo della de Magistris.

P. Roger-Thomas Calmel, O.P., Autorité et sainteté dans l’Église, in Itinéraires n. 149, gennaio1971, pp. 13-19.
La falsa Chiesa che si presenta fra noi a partire dal curioso concilio Vaticano II, si allontana sensibilmente, anno dopo anno, dalla Chiesa fondata da Gesù Cristo. La falsa Chiesa post-conciliare si contrappone [separazione/opposizione] sempre più alla santa Chiesa che da venti secoli salva le anime (e in sovrappiù illumina e sostiene la società). La pseudo-Chiesa in costruzione si contrappone sempre più alla Chiesa vera, alla sola Chiesa di Cristo, con le più strane innovazioni, sia nella costituzione gerarchica sia nell’insegnamento e nei costumi.
Il 27 novembre 1969, tre giorni prima della data fatidica in cui entrò in vigore il Novus Ordo Missae, padre Calmel espresse il suo rifiuto con una dichiarazione d’eccezionale portata, resa pubblica sulla rivista Itinéraires.

martedì 5 agosto 2014

Padre R.T. Calmel - La tentazione del Vaticano II e i dogmi immutabili

Del P. Calmel [*] abbiamo già pubblicato [qui].

È per un'esigenza umana naturale e, al tempo stesso, per un'esigenza della Rivelazione divina che le definizioni della Chiesa sono rigorose ed irreformabili. Il Concilio Vaticano II, però, col suo rifiuto sistematico di definire ed anatemizzare, ha indotto in tentazione molti cattolici, spingendoli a domandarsi se la vera Fede non sia ormai al di là dei dogmi irreformabili, se non si possa intravedere ormai legittimamente, nella Chiesa unica dell'unico vero Dio, il pluralismo della dottrina che ci manifesta il vero Dio. A tali interrogativi venti secoli di Tradizione immutata vivente ci obbligano a rispondere con un “no” categorico. Il ventunesimo Concilio si contrapponga pure, se vuole, ai venti Concili precedenti, noi non ci muoveremo e continueremo a studiare e a meditare le definizioni e gli anatemi già formulati. Noi non cesseremo di nutrire la nostra preghiera, perché essi soli ci consegnano la Rivelazione dell'amore trascendente: “Dio ha tanto amato il mondo da dargli il suo unico Figlio” (Gv 3,16).

martedì 3 novembre 2015

"Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto"? Ama la Chiesa!

Editoriale "Radicati nella fede" - Anno VIII n° 11 - Novembre 2015


  Quanto più la crisi della Chiesa si fa terribile, vasta e profonda, tanto più occorre amare la Chiesa stessa.
  Quanto più aumentano gli scandali nella casa di Dio, tanto più bisogna amare la Chiesa.
  E questo amore deve essere molto concreto e operativo.

  Il dovere della reazione non va mai disgiunto da un amore profondo per la Sposa di Cristo, la Santa Madre Chiesa; e su questo nessuno può scherzare.

sabato 1 novembre 2014

Il falso profetismo del clero mondano

Editoriale di novembre di Radicati nella fede

Scoppia la guerra in qualche parte del mondo e il clero, alto o basso che sia, esprime solidarietà con le vittime e le popolazioni colpite. C'è un'alluvione o un terremoto, ed esprime vicinanza nella preghiera, aggiungendo un'invettiva contro le autorità civili che non hanno saputo prevenire il disastro o sono state insufficienti nei soccorsi. Siamo in crisi economica e questo clero insegna agli economisti cosa bisogna fare per affrontarla, propinando allo stato o agli industriali la propria ricetta ricordando i diritti dei lavoratori.
Ci siamo ormai abituati a questi immancabili e scontati bollettini ecclesiastici sulla situazione, partoriti nelle altrettanto immancabili riunioni delle conferenze ecclesiastiche.
Ma tutto questo è compito davvero del sacerdozio cattolico? E se lo è in qualche misura, è tutto qui il suo compito?
Dopo aver tanto parlato di Chiesa profetica, manca la profezia, quella vera, quella cattolica secondo Dio. Manca il richiamo del ritorno a Dio.

sabato 14 marzo 2015

Video della V giornata della Tradizione

Ci facciamo portavoce dei veri testimoni: l'8 marzo si è svolta la Quinta giornata della Tradizione a Verbania, sul tema Quale attitudine di fronte alla questione della Messa? Da Radicati nella fede [qui] i due filmati sull'evento:
- Video-Documentario su vita e opera di P. Calmel e M.Davies, don Stefano Coggiola
   [Vedi nel blog: Resistenza e fedeltà di p. Calmel - Riforma Liturgica Anglicana in pdf
   e alcune notazioni su M. Davies]
- Da Calmel a Davies: no ad una Messa intercambiabile, don Alberto Secci 

sabato 7 febbraio 2015

8 marzo. Quinta Giornata della Tradizione organizzata da "Radicati nella fede"


La Giornata della Tradizione è un'importante occasione per approfondire il problema della riforma della Messa, valutandone tutte le conseguenze.
Guarderemo particolarmente alla dottrina e alla testimonianza di père Calmel e di M. Davies, due fulgidi esempi nel lavoro di recupero e salvaguardia della Tradizione.

 __________ PROGRAMMA __________ 
 ore 14.30 Accoglienza

ore 15.00 Quale attitudine
 di fronte alla questione della Messa?
Père Calmel e M. Davies.

ore 17.30 S. Messa in rito antico 

Possibilità di cena al ristorante:
prenotazioni entro il 1° marzo [tel. n° 349/2848054]
"Chiostro Hotel" Verbania, via F.lli Cervi 14

venerdì 11 ottobre 2013

padre Calmel. Il solo Soprannaturale che esiste è cristiano e cattolico

Una ventata di aria fresca autentica rintracciata (e integrata) by Letturine (Esistenzialmente periferico). La riaggiorno qui, perché ieri è rimasta sommersa dalla cronaca incalzante:

D’altra parte, il soprannaturale non si può né volatilizzare né modificare: esso è fermo e preciso; ha un volto determinato, una configurazione completa e definitiva: dopo l’Incarnazione del Verbo, dopo la Croce redentrice e la discesa dello Spirito Santo, il solo soprannaturale che esiste è cristiano e cattolico. Esso è reale solo in Christo Jesu et Virgine Maria et Ecclesia Christi. Perciò se ancora si conserva nel proprio animo il punto di vista del Vangelo di Gesù Cristo e dei primi venti Concili, si vede con tutta chiarezza ciò che ricaccia nel niente la chimera dell’unità ecumenica: l’obbligo di piegare il ginocchio davanti al Figlio dell’Uomo, autore e dispensatore sovrano della salvezza, sì, ma unicamente nell’unica Chiesa da Lui fondata.

martedì 28 gennaio 2014

Andare fino in fondo alla propria grazia e alla propria autorità

Le recenti vicende, legate alla Chiesa e alla sua Tradizione, unite alla confusione ormai sempre più palese, suscitano in molti di noi apprensione, senso di smarrimento e a volte anche moti di ribellione e sfiducia. La crisi della Chiesa è un dato di fatto con cui siamo chiamati a confrontarci. Ma cosa possiamo fare noi concretamente? Come dobbiamo reagire per poter continuare a vivere la nostra fede? Come organizzarci? Credo che il testo di Padre Calmel qui riportato possa essere un valido punto di riferimento per tutti noi.

Andare fino in fondo alla propria grazia e alla propria autorità

Ciò che sarà sempre possibile nella Chiesa, ciò che la Chiesa assicurerà sempre, nonostante i tentativi diabolici della nuova Chiesa post-vaticanesca, è questo: tendere alla santità realmente, potersi istruire, in un gruppo reale anche se molto piccolo, sulla dottrina immutabile e soprannaturale, sotto un'autorità reale e conservando la sicurezza che resteranno sempre dei veri sacerdoti e dei Vescovi fedeli, che non avranno dimissionato (forse anche senza accorgersene) nelle mani delle commissioni e della collegialità.

Mi sembra che il mezzo per permettere alla battaglia cristiana di raggiungere la sua massima espansione, evitando i conflitti interni e le rivalità esterne, è quello di condurla per piccole unità, che si aiutino se necessario, ma che si rifiutino di far parte di non so quali organizzazioni sistematiche e universali. In queste varie unità, come una modesta scuola, un umile convento, una confraternita di pietà, un piccolo gruppo di famiglie cristiane, un organizzazione di pellegrinaggi, l’autorità è reale e indiscussa; il problema del capo praticamente non si pone; l’opera da svolgere è precisa. 

Si tratta solamente di andare fino in fondo alla propria grazia e alla propria autorità nella piccola sfera della quale si ha certamente la responsabilità, tenendosi uniti, senza grandi organizzazioni amministrative, a coloro che fanno la stessa cosa. 

Il Signore sfalderà la collegialità; accorderà dei Vescovi che eserciteranno personalmente e santamente i loro poteri; susciterà un grande e santo Papa quando vedrà dei gruppi sufficientemente ferventi per accoglierli. Fino a quel momento, il Signore non permetterà mai alla collegialità e alla democratizzazione di prevalere. Non lo permetterà perché concederà sempre alla sua Chiesa, per restare santa, cioè per fare i Sacramenti e santificare le anime, la quantità indispensabile di potere gerarchico e di potere sacerdotale ordinario. 

La Vergine innalzata ai cieli, e che non cessa di intercedere per la Chiesa del suo Figlio, è sempre sicura di essere esaudita. Ci è concesso di dirLe: “Regina pastorum omnium ora pro nobis”, “Regina di tutti i pastori, prega per noi”.
(R. T. Calmel, Breve apologia della Chiesa di sempre, Editrice Ichthys, pag. 51-52).

venerdì 2 ottobre 2015

Venerdì 2 ottobre. Preghiera di riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione. Ecco le consuete preghiere, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Su Riscossa Cristiana.[qui] si formulano le intenzioni di preghiera per questa settimana, insieme agli avvisi. In particolare il discorso è centrato sulla nuova disciplina in materia di nullità matrimoniale di cui molto si dibatte in questi giorni. Siamo tutti invitati a pregare perché i sacerdoti non vengano meno all'insegnamento secondo verità e gli sposi cristiani si ricordino che la prima obbedienza è dovuta alla Verità e che l’adesione a norme sacrileghe (perché riducono un Sacramento a un atto unicamente umano) può portare solo alla perdizione dell’anima. Preghiamo perché nessuno, tentato di risolvere situazioni familiari umanamente difficili, dimentichi che una “consolazione” solo mondana può causare la perdita del più grande bene a cui dobbiamo aspirare: la salvezza eterna. Ricordiamoci che nella preghiera e nella frequenza ai sacramenti va ricercata la grazia di poter superare le difficoltà che spesso nascono nella vita familiare.

Come lettura di formazione questa settimana proponiamo “LA SANTA VERGINE AI TEMPI DELL’ANTICRISTO”, Estratto dal libro “Breve apologia della Chiesa di sempre”, di Padre Roger-Thomas Calmel O.P., ed. Ichthys

sabato 2 maggio 2015

I martiri non piacevano al dialogo

Editoriale "Radicati nella fede" - Anno VIII n° 5 - Maggio 2015

E siamo di nuovo in tempo di Martirio.

  Ciò che sta accadendo ai cristiani in Asia e in Africa ha riportato prepotentemente sulle nostre labbra la parola “martirio”. Cristiani uccisi, e in massa, nelle maniere più orrende, semplicemente perché cristiani; tutto questo ci fa dire che è tornata l'era dei martiri.

  Per la verità la Chiesa non è mai uscita dal tempo del martirio. Gli studi pubblicati in occasione dell'ultimo anno santo, quello del 2000, ci avevano già ricordato che il numero dei martiri, in venti secoli di cristianesimo, è enorme: circa 80 milioni! e dato ancora più impressionante, di questi 80 milioni, circa la metà appartiene all'ultimo secolo concluso, il '900!

  Nonostante questi dati, noi cristiani pasciuti d'occidente facciamo fatica, tanta fatica, a credere che la Chiesa sia in perenne stato di martirio. Siamo stati abituati, dalla scuola e dalla cultura laica, a pensare, piuttosto, che la Chiesa debba chiedere perdono del suo passato violento e impositivo: è la leggenda nera che dipinge la Sposa di Cristo come strumento di potere. Per questo resistiamo nel vedere invece la verità, e cioè che i cristiani nel mondo hanno sofferto e hanno continuato a versare il proprio sangue per la fede.

sabato 2 novembre 2013

Rivoluzione e Tradizione

Editoriale di Novembre di Radicati nella Fede:

Cosa fare quando tutto sembra immerso in una confusione tremenda? Cosa fare quando non sembra sussistere nulla di certo?

 L'uomo è fatto per vivere di fronte a Dio, e in Dio trovare la propria consistenza e pace. Un tempo la Chiesa Cattolica comunicava questa pace. Era il mondo, quello lontano da Dio, ad essere in continua agitazione, ma la Chiesa no. La Chiesa era la stabilità.

 Era il mondo senza Dio ad essere immerso in una continua Rivoluzione e questa Rivoluzione continua era amata dalle anime instabili e disperate che, scontente della vita, cercavano affannosamente un’impossibile novità che appagasse il loro vuoto interiore.

 La Chiesa no; sempre uguale a se stessa, composta e pacifica nella stabilità di Dio, avanzava nel mare della storia ed era il vascello sicuro per le anime che non amavano la Rivoluzione riconoscendola falsa e ingannevole.

domenica 6 dicembre 2020

Mons. Viganò: «Ho deciso di combattere». Noi siamo con lui!

Precedente qui. Indice articoli qui.
Occorre tenere bene a mente la differenza che intercorre tra il pastore e il mercenario - cujus non sunt oves propriae (Gv 10, 12) - perché proprio nella diversità del loro comportamento si distingue e definisce colui che ha a cuore il gregge e chi viceversa, al sopraggiungere del lupo, fugge. Servire la Chiesa significa anzitutto comprendere che la vita del cristiano è una militia, e che a maggior ragione questo vale per coloro che la Provvidenza si è degnata di chiamare nei gradi dell’ordine sacerdotale. Immagino che questo suoni quasi blasfemo per i fautori del buonismo e del pacifismo amorfo. Eppure, è stato Nostro Signore stesso a ricordarci di non essere venuto a portare la pace, ma la spada (Mt 10, 34). Alla Chiesa di Laodicea ha rivolto questo severo monito: “Poiché sei tiepido, non sei né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap 3, 16). E san Paolo ce lo ribadisce: “Bonum certamen certavi"(2 Tim 4, 7). La vita cristiana è vita di battaglia: contro la carne, contro il mondo, contro il diavolo. La carne, in ragione del peccato originale e della conseguente inclinazione al male; il mondo, che oggi è additato come “luogo teologico” mentre è il regno del Nemico, il diavolo, che ha come unico scopo quello di pervertire quante più anime può, allontanandole dalla salvezza eterna. Mi ritrovo quindi, quamvis indignissimus, a rispondere alla mia vocazione. E nonostante l’età avanzata non posso sottrarmi alla chiamata di Dio: non l’ho fatto il giorno in cui ho iniziato la mia vita sacerdotale; non lo farò ora che, come successore degli apostoli, presto dovrò rispondere dinanzi a Dio non solo di me stesso, ma anche del gregge di Cristo. 

domenica 10 maggio 2015

don Pierpaolo Petrucci. La Santa Messa e la rivoluzione liturgica

Se vi è una caratteristica che possa definire per eccellenza la vita del nostro fondatore è senz’altro il desiderio di instaurare il regno di Cristo nelle anime e nella società. Per questo Mons. Marcel Lefebvre si inserisce pienamente sulle orme di san Pio X che fece dell’«Instaurare omnia in Christo» tutto il programma del suo pontificato.

La realizzazione di questo regno comporta una lotta contro coloro che lo rigettano e questo spiega l’opposizione acerrima di san Pio X prima e di Mons. Lefebvre poi, contro il modernismo penetrato nella Chiesa.

Certamente Gesù è Re perché è Dio, e quindi a lui tutte le creature devono rendere omaggio, ma è Re anche in quanto uomo poiché ci ha riscattati dal potere di Satana, versando il suo sangue sulla Croce. Per questo a lui apparteniamo e a lui dobbiamo sottomettere prima di tutto la nostra mente con un’adesione completa alle verità che ci ha rivelato e che ci indicano il cammino per giungere alla salvezza. A lui dobbiamo sottomettere anche la volontà conformando sempre più la nostra vita alla sua legge.

venerdì 16 ottobre 2015

Venerdì 16 ottobre. Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione. Ecco le consuete preghiere, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Su Riscossa Cristiana [qui] trovate anche gli avvisi. Ieri ricorreva la festa di Santa Teresa d’Avila; siamo tutti invitati a meditare sugli insegnamenti contenuti nel “Libro della mia vita”. In particolare vi ricordiamo le preziose indicazioni sulla preghiera, già pubblicate nel corso di varie settimane, che trovate tutte riepilogate  [qui].
Questa settimana possiamo pregare per l'Assemblea dei vescovi e, in particolare, per riparare alla 'commozione' dell'assemblea - invece del consapevole rammarico - di fronte al gesto di un bambino che spezza l'Ostia a suo padre senza rendersi conto della profanazione ma, soprattutto, senza che se ne renda conto il celebrante e vi ponga rimedio. Segno che non viene più insegnato che il Signore vivo e vero è Presente e che non Lo si può ricevere se non con grande rispetto, amore e trepidante devozione. C'è da temere tuttavia che possa essere un episodio costruito: tutto serve ad alimentare, nella massa inconsapevole di fedeli e non, l'accettazione di compromessi sul Sacramento dell'Eucaristia.

Come lettura di formazione questa settimana proponiamo “EPILOGO”, Estratto dal libro “Breve apologia della Chiesa di sempre”, di Padre Roger-Thomas Calmel O.P., ed. Ichthys [vedi qui]

mercoledì 30 ottobre 2013

Gnocchi – Palmaro. Parole (e persino bit) che prevalgono sulla Presenza ovvero: "L'ospedale da campo dei follower"

Una magistrale lezione laica. Da tener bene a mente. Ringrazio gli Autori per il testo pubblicato da Il Foglio di oggi, ma non ancora online. Conosceremo presto il titolo redazionale. La critica non è sull'uso, ma sull'uso smodato dei mezzi di comunicazione più avanzati. E al trascurare la disambiguazione su cui dovremmo garantirci ed essere garantiti.

Non è necessario essere così vecchi per avere un’idea di che cosa fosse un Cronicon e, magari, averci anche data un’occhiata. Era il diario in cui ogni sacerdote annotava i fatti salienti della parrocchia che gli era stata affidata in cura. Alcuni brillavano come piccoli gioielli letterari, perché i vecchi preti, finito il breviario, non avevano da stare dietro alla tv, a Facebook o a Twitter. Pregavano, studiavano, leggevano e, se avevano del talento per la scrittura, lo riversavano nelle cronachette quotidiane del loro gregge. In ogni caso, ciascuno a suo modo, tramandavano memoria del memorabile, tra cui non mancavano mai di annotare quante comunioni avessero distribuito.

Oggi, invece, si fa il censimento dei follower di Twitter. Ma  una cosa è contare le comunioni di un gregge di cui si conosce pecora per pecora e un’altra cosa è contare i clic di un universo sconosciuto. Una cosa è unirsi al Corpo Mistico di Cristo cibandosi fisicamente della sua carne e del suo sangue e un’altra cosa è sentirsi parte di una community senza la necessità di mostrare il proprio corpo. 

L’enfasi sui dieci milioni di follower raggiunti su Twitter da papa Francesco non contribuisce a tenere separati i piani. Anzi, finisce per sostituire il concetto di conversione con quello di successo, l’unico che il mondo sia in grado di capire e di promuovere. I mezzi di comunicazione, che sono naturaliter mondani, non possono permettersi di trattare merce che comporti fatica come il cambiamento radicale di vita. Tutto deve essere facile e alla portata di tutti: se la chiesa cattolica vuole esserci, deve diventare un fenomeno che possa essere trattato come tutti gli altri. La pax mediatica non si estende oltre i confini e le leggi della mediasfera.

venerdì 23 ottobre 2015

Venerdì 23 ottobre. Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione. Ecco le consuete preghiere, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Su Riscossa Cristiana [qui] trovate anche gli avvisi.
Gentili amici, perché sia corretto il nostro modo di affrontare il drammatico tempo di prova in cui ci troviamo e sia efficace la nostra preghiera, questa settimana proponiamo, come lettura di formazione, alcuni brani su:
“La prova più grave per la Chiesa” e sui “Doveri dei fedeli”, tratti dal libro

Breve apologia della Chiesa di sempre,
di Padre Roger-Thomas Calmel O.P., ed. Ichthys

venerdì 9 ottobre 2015

Venerdì 9 ottobre. Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione. Ecco le consuete preghiere, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Su Riscossa Cristiana [qui] trovate anche gli avvisi. Questa settimana preghiamo in riparazione del grave scandalo suscitato da Mons. Krzysztof Charamsa con le sue dichiarazioni che pretendono di trovare giustificazione a un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio. Preghiamo anche perché le gerarchie ecclesiastiche esprimano una chiara condanna e non si limitino alle timide dichiarazioni di P. Lombardi, che ad altro non servono se non a generare ulteriore confusione ed equivoco. Al proposito vi invitiamo anche a leggere l’articolo pubblicato oggi, dal titolo “Krzysztof Charamsa. Un assordante silenzio” (qui)

Come lettura di formazione questa settimana proponiamo “Due aspetti inseparabili del mistero della Chiesa”, Estratto dal libro “Breve apologia della Chiesa di sempre”, di Padre Roger-Thomas Calmel O.P., ed. Ichthys [vedi qui]

N.B. - Purtroppo questa settimana non ho avuto tempo di trascrivere in formato testo la lettura. Spero di riuscire a provvedere presto, per renderla più facilmente acquisibile.

giovedì 26 dicembre 2013

La tara dei modernisti è la menzogna


Il nostro lettore Viandante ci invia, lo ringrazio e volentieri pubblico, il seguente testo tratto da: “Breve Apologia della Chiesa di sempre” di R.T. Calmel O.P. (Editrice Ichthys 2007)


EPILOGO
La menzogna modernista

È utile smascherare gli stratagemmi dei modernisti, far vedere che questi eretici mentono quando pretendono di non toccare la Chiesa, ma di aiutarla soltanto a rinnovarsi e ad espandersi. In realtà la tradiscono, vogliono farla morire, perché le strappano ipocritamente ciò che è necessario alla sua vita, per sostituirvi ciò che dovrebbe farla morire se non avesse la promessa divina di superare qualsiasi disastro. In effetti alla Chiesa, che è maestra di verità, i modernisti pretendono di imporre un modo di dire e un tipo di magistero che la muterebbero in una pseudo-profetessa diabolica, che impartisce al mondo una dottrina infinitamente fluida in una fraseologia vagamente cristiana. Alla Chiesa, che dispensa la grazia di Dio tramite i sette Sacramenti e che offre al Signore l’unico vero Sacrificio, pretendono di imporre un altro Messale ed un altro rituale che generalizzerebbero la liturgia in una misera impresa di rappresentazioni sedicenti religiose.

giovedì 4 gennaio 2018

Il metodo di Dio: la Chiesa

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XI n° 1 - Gennaio 2018 

Un Tradizionalismo individualista è un puro non-senso.

Spieghiamoci subito riguardo al termine “tradizionalista”: lo usiamo qui per farci capire dai più, ma questo termine non ci piace. Vorremmo semplicemente dire “un Cattolicesimo”, ma usiamo volutamente il termine “un tradizionalismo” perché è quello usato contro di noi per definirci nel nostro attaccamento alla Tradizione della Chiesa. Se allora questo termine ci individua nella nostra accanita salvaguardia di ciò che la Chiesa ha fatto, e non solo detto, nel passato, questo ci piace.

Ma dicevamo, un tradizionalismo individualista è un puro non senso, perché il metodo di Dio si chiama Chiesa.

Qual è il pericolo più grande che corre oggi una parte dei fedeli legati al mondo della Tradizione? Quello di rinchiudersi in una osservanza individualista della vita cristiana.