Ave Crux, Spes unica [vedi parte finale inno Vexilla Regis]. Oggi ricordiamo anche la celebrazione del Rito antico – dopo 39 anni di cattività babilonese, alla quale ancora oggi stiamo resistendo – grazie al Summorum Pontificum di Benedetto XVI [precedenti qui tra i primi - qui tra i più recenti].
In exaltatione Sanctae Crucis Domine Nostri Iesu Christi
Il 14 settembre la Santa Chiesa cattolica, con quella solennità e quella maestà che da secoli caratterizzano la sua preghiera liturgica, celebra la festa della Esaltazione della Santa Croce, la Croce gloriosa di nostro Signore Gesù Cristo, segno augustissimo della nostra Redenzione, trono regale del Divino Salvatore, altare sul quale l'Agnello immacolato consumò, nell'obbedienza al Padre, il Sacrificio per la salvezza del genere umano.
La Croce, che agli occhi del mondo apparve quale strumento d'infamia e di morte, è divenuta per il cristiano il vessillo della vittoria, il segno della grazia, la sorgente della vita soprannaturale e il pegno sicuro della gloria eterna.
Storicamente legata alla dedicazione della Basilica del Santo Sepolcro in epoca costantiniana. Fu la scoperta della Santa Croce da parte di sant'Elena che motivò la costruzione di una chiesa che collegava entrambi i luoghi della morte e della resurrezione di Cristo.
In questa occasione, i Francescani di Terra Santa portano in processione una magnifica stauroteca francese in oro e argento, offerta nel 1629.
Nel Rito Romano antico questa festa riveste una dignità liturgica particolarmente solenne e con il suo austero splendore, con il silenzio sacro, con il canto gregoriano, con l'incenso, con la venerazione dell'altare e con la compostezza dei sacri riti, conduce l'anima a fermarsi davanti al mistero della Croce, non come davanti a un semplice ricordo storico, ma davanti al mistero vivo della Redenzione.
Accanto al Crocifisso, con il cuore trafitto dal dolore ma illuminato dalla fede, sta la Vergine santissima, l'Immacolata, Madre del Redentore e Madre nostra, colei che rimase fedele presso la Croce quando gli uomini fuggivano, partecipando con materna compassione al sacrificio del Figlio.
Ells ci insegna a stare presso la Croce, a non fuggire davanti al dolore, a custodire la fede
nelle ore oscure e a trasformare la sofferenza, unita a Cristo, in offerta d'amore.
Essendo stata l'adorazione della Croce un rito della festa di oggi per molto tempo, riportiamo la preghiera composta da sant'Anselmo per la cerimonia del Venerdì Santo.
O Croce Santa, la vista della quale ci ricorda un'altra croce, quella sulla quale Nostro Signore Gesù Cristo ci ha strappati con la sua morte alla morte eterna, nella quale stavamo precipitando miseramente, risuscitandoci alla vita eterna perduta per il peccato, adoro, venero, glorifico in te la Croce che rappresenti e, in essa, il misericordioso Signore. Per essa egli compì la sua opera di misericordia. O amabile Croce, in cui sono salvezza, vita, e resurrezione nostra! O legno prezioso per il quale fummo salvati e liberati! O simbolo di cui Dio ci ha segnati! O Croce gloriosa della quale soltanto dobbiamo gloriarci!Come ti lodiamo? Come ti esaltiamo? Con quale cuore ti preghiamo? Con quale gioia ci glorieremo di te? Per te è spogliato l'inferno; è chiuso per tutti coloro che in te sono stati riscattati. Per te i demoni sono terrificati, compressi, vinti, schiacciati. Per te il mondo è rinnovato, abbellito, in virtù della verità che splende e della giustizia che regna in Lui. Per te la natura umana peccatrice è giustificata: era condannata ed è salvata; era schiava del peccato e dell'inferno ed è resa libera; era morta ed è risuscitata. Per te la beata città celeste è restaurata e perfezionata. Per te Dio, Figlio di Dio, volle per noi obbedire al Padre fino alla morte (Fil 2,8-9). Per questo egli, elevato da terra, ebbe un nome che è al di sopra di ogni nome. Per te egli ha preparato il suo trono (Sal 9,8) e ristabilito il suo regno.Sia su di te e in te la mia gloria, in te e per te la mia vera speranza. Per te siano cancellati i miei peccati, per te la mia anima muoia alla sua vita vecchia e sorga a vita nuova, la vita della giustizia. Fa', te ne prego, che, avendomi purificato nel battesimo dai peccati nei quali fui concepito e nacqui, tu ancora mi purifichi da quelli che ho contratto dopo la nascita alla seconda vita, e che per te io pervenga ai beni per i quali l'uomo è stato creato per il medesimo Gesù Cristo Nostro Signore, cui sia benedizione nei secoli.

6 commenti:
https://www.youtube.com/shorts/5lrH0jBD2N8
Una volta, quando io facevo l'Infermiera Professionale
nella CRI, chiamare il Sacerdote o il rabbino al
capezzale del paziente moribondo, questa era una prassi
perche' in cartella clinica c'era anche la voce : confessione
religiosa.
Dieci medici di Roma denunciati per rifiuto al consenso del suicidio assistito e per omissione di atti d'ufficio per il caso di una donna portata poi dal solito Cappato a morire in Svizzera. Così i Radicali stanno rendendo l'aiuto al suicidio un dovere per lo Stato.
https://lanuovabq.it/it/medici-obbligati-al-suicidio-assistito-ci-stiamo-arrivando
«Crux Sancta sit illis lux». ( dedicato a Cappato e soci )
Capire il senso della festa della Santa Croce: Tra i fuochi del Libano e l'aneddoto di San Francesco
Robert Cheaib
https://www.youtube.com/watch?v=tsK7Pxvvof4
E voi lo sapevate cosa si fa in Libano in questa solennita'?
-La vittoria del popolo sia nella luce dello Spirito Santo-
Nicodemo è un nome greco che significa "la vittoria del popolo"; egli era parte del sinedrio, e cercando la luce andò da Gesù. Siamo in tempi nei quali il popolo vuol vincere e far parte delle potenze che reggono le genti: democrazia, comunismo, socialismo, e persino fascismo e nazionalsocialismo, con tutti gli -ismi più o meno autentici dei sottoprodotti, dicono di tendere alla vittoria del popolo; possiamo dire che siamo nel regno di Nicodemo. Ma se nella notte delle convulsioni sociali i popoli non vanno a Gesù, e non rinascono di nuovo alla fede, nell'acqua e nello Spirito Santo, per la Chiesa e nella Chiesa, la loro vittoria è una leggenda, e la realtà è invece la loro rovina e la loro morte.
Quello che a Nicodemo sembrò un assurdo: rinascere quando si è vecchi e rientrare nel seno materno, deve essere una realtà per i popoli cosiddetti civili, invecchiati ormai nell'apostasia da Dio: devono rinascere, ridiventare popoli giovani per la fede, e rientrare nel seno materno della Chiesa. Non sono rinati e giovani i popoli che non vanno a Gesù, ma guardano piuttosto ai loro idoli, elevati nel deserto dell'esilio come vitelli d'oro! Quello che è nato dalla carne è carne, e non può stare in un uomo la salvezza, né può un uomo presumere di fare lui un nuovo Vangelo.
Il mondo non rinasce per l'impetuoso vento di una rivoluzione, rinasce invece per la luce e la grazia dello Spirito Santo. Deve riporsi in trionfo la Croce di Cristo; e solo la Croce, come il serpente innalzato da Mosè nel deserto, può sanare le ferite brucianti e mortali degli insidiosi serpenti dell'errore e dell'apostasia. I popoli si illudono per l'amore che i diversi mestatori dicono di portar loro, e non sanno che solo Dio li ama e li ha amati, fino al segno di dar loro il suo Figlio, affinché credendo siano salvi per il tempo e per l'eternità. Se si capisse che solo da Gesù Cristo può venire la salvezza, non si cadrebbe nei terrori del giudizio giustissimo di Dio, che abbandona i popoli apostati alle loro forze ed ai loro capricci e permette che si consumino l'uno con l'altro.
Signore Gesù, il tuo discorso a Nicodemo è tuttora di attualità, poiché, ecco, noi siamo nella notte più profonda. Siamo tuoi figli, ma dolorosamente veniamo a Te fra le tenebre del vile rispetto umano, ed abbiamo timore di manifestarci tuoi seguaci, senza pensare che Tu solo sei la nostra vera ed unica salvezza. Donaci la Grazia di rinascere nell'acqua delle tribolazioni che ci angustiano, e nella grazia dello Spirito Santo che ci rinnova, e fa che sospiriamo non a ciò che è carne ma ai beni celesti. Spiri nella nostra vita il vento divino della tua Volontà e la orienti tutta a Te, come il vento orienta la bandiera che sta sulle alture; ridonaci la fiducia nella tua Parola e nella tua Verità, ridonaci l'amore a Te Crocifisso per amore, affinché non amiamo le tenebre ma la luce, e troviamo per Te la pace in terra e l'eterna salvezza nei Cieli.
(Dal commento al Vangelo di San Giovanni del Sacerdote Dolindo Ruotolo)
In Exaltatione Sanctæ Crucis
Dulce lignum, dulces clavos,
dúlcia ferens póndera:
quæ sola fuísti digna sustinére
Regem cœlórum et Dóminum.
O dolce legno, amati chiodi,
che sostenete l’amato peso:
tu che solo fosti degno di sostenere il
Re dei cieli, il Signore.
Amica (vedo che sei o eri infermierA, io non metto asterischi...) delle 15:54 di ieri,
attualmente il solo documento pubblico in cui viene scritta la religione è il foglio matricolare militare, e quindi la piastrina identificativa. Forse la cosa ancora succederebbe appunto in un ospedale militare, ma non so se possa ancora avvenire quando un militare non in servizio (quindi privo di piastrina) viene ricoverato in un ospedale civile.
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