venerdì 11 maggio 2012

Comunicato dalla Casa Generalizia della Fraternità San Pio X

Comunicato dalla Casa Generalizia della Fraternità San Pio X (11 maggio 2012)

Uno scambio di lettere private tra il Superiore generale della Fraternità San Pio X e gli altri tre Vescovi è stato diffuso su internet, il 9 maggio 2012. Un tale modo di procedere è condannabile. Colui che ha infranto la confidenzialità di questa corrispondenza interna ha peccato gravemente. Tale pubblicazione incoraggerà i fautori della divisione, ai quali la Fraternità San Pio X invita a non rispondere se non con una insistente preghiera, affinché si faccia unicamente la volontà di Dio, per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime.
Menzingen, 11 maggio 2012


29 commenti:

Anonimo ha detto...

Ottimo mons.Fellay,giusto pregare in queste ore, riguardo all'unità dei vescovi è interessante anche la proposta lanciata da http://deovolente-tradidiquodetaccepi.blogspot.it/
che invita a non dimenticare dei giovani seminaristi della fraternità,essi sono quelli che hanno maggiormente bisogno di oreghiere.

Orante

Anonimo ha detto...

E' un pensiero troppo ottimista?

Non è il caso di distinguere tra l'espressione dell'opposizione ad un accordo prima della sua conclusione, e la possibilità di separarsi nel caso l'accordo andasse in porto?

Anche perchè pare che le condizioni precise le conosca solo Fellay e la sua ristretta cerchia di collaboratori

Drama ha detto...

La Chiesa è di Dio. Nell’occasione da Lui prevista vedremo la Sua straordinaria e sublime risposta. Fino ad allora, la sete di giustizia e di fiducia ci tocca soffrire. Ci tocca sopportare ciò che non possiamo guarire.

Luisa ha detto...

Oggi, Monsignor Fellay ha parlato alla CNS, agenzia delle Conferenza episcopale americana:

http://rorate-caeli.blogspot.com/2012/05/fellay-speaks-to-usbishopss-catholic.html#more

Dixit ha detto...

"Mi auguro di sì," ha detto, alla domanda se il Vaticano II appartiene alla tradizione cattolica. "Il papa dice che ... il Concilio deve essere messo all'interno della grande tradizione della Chiesa, deve essere inteso in conformità con essa. Con queste affermazioni sono pienamente d'accordo ha detto il Vescovo: "Il problema potrebbe essere nella domanda, ovvero: ciò che accade è realmente in coerenza o in armonia con la tradizione?"

Anonimo ha detto...

Dall'ultima intervista emerge che Fellay ha aderito in pieno alla tesi della continuità quando invece è chiaro che alcuni documenti non possono essere interpretati in continuità e vanno rigettati. Chi va con lo zoppo impara a zoppicare si dice... Chi va a Roma... Lasciamo perdere. Ormai ho smesso di fidarmi. Io sto con gli altri vescovi.

don Camillo ha detto...

Pensierino della buona notte.

Historia Magistra vitae!

Se un Concilio Dogmatico ha detto una eresia nel 1415 ossia che il Concilio è superiore al Papa mi domando e dico perché tutto questo sconcerto di ripiegamenti puristi per dei testi dubbi di un Concilio, per altro, pastorale del 1962?

Buonanotte e state in pace.

Anonimo ha detto...

Anonimo 22:43

vedo che parla senza rendersi conto di quel che dice.
Il commento che la precede sembra significhi tutt'altro!

In ogni caso è vero che se il concilio fosse letto in continuità con la Tradizione perenne non ci sarebbero problemi.
Il problema sta nella domanda che giustamente e simpaticamente pone mons. Fellay.

Anonimo ha detto...

Da quello che è scritto, io leggo e capisco che ci sarebbe la possibilità, secondo Fellay, di intendere il Concilio in conformità con la Tradizione della Chiesa... O mi sbaglio? Se sbaglio e non ho capito bene la frase, come mi auguro, correggetemi... voglio credere che non sia così, perchè questo non è possibile.

Marco ha detto...

Buonanotte don Camillo.

Ho capito il riferimento al Concilio di Costanza "Haec sancta sinodus". Con quel decreto il Concilio non voleva promulgare una dottrina come rivelata, ma porre in atto un decreto disciplinare temporaneo per tentare di risolvere la gravissima crisi dello scisma d'Occidente, dove c'erano tre persone che pretendevano di essere il Papa legittimo:

http://www.unavox.it/044b.htm

Per cui non è un'eresia detta da un Concilio, ma un decreto temporaneo disciplinare. Solo in questo senso il decreto fu approvato dal legittimo Papa.

Marco Marchesini

Dante Pastorelli ha detto...

Mic, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Luisa ha detto...

Quanto detesto la malafede di chi riporta farsi altrui troncandole e finendo per far dire quello che non è stato detto.

Ecco parte di quel che ha detto Mons. Fellay alla CNS:


" Bishop Fellay spoke appreciatively of what he characterized as the pope's efforts to correct "progressive" deviations from Catholic teaching and tradition since Vatican II. "Very, very delicately -- he tries not to break things -- but tries also to put in some important corrections," the bishop said.

Although he stopped short of endorsing Pope Benedict's interpretation of Vatican II as essentially in continuity with the church's tradition -- a position which many in the society have vocally disputed -- Bishop Fellay spoke about the idea in strikingly sympathetic terms.

"I would hope so," he said, when asked if Vatican II itself belongs to Catholic tradition.

"The pope says that ... the council must be put within the great tradition of the church, must be understood in accordance with it. These are statements we fully agree with, totally, absolutely," the bishop said.
"The problem might be in the application, that is: is what happens really in coherence or in harmony with tradition?".

Dicendo questo Mons. Fellay conferma quel che già aveva detto durante il suo ultimo soggiorno a Roma, riportato da Tornielli, il problema sono le applicazioni, quel che è successo dopo il Vaticano Ii è veramente in coerenza e in armonia con la Tradizione?
Una domanda che non è il solo a porsi!

Anonimo ha detto...

ciò che accade è realmente in coerenza o in armonia con la tradizione?
,,,,,,,,,,,,,,,,,,,
Questa domanda è del tutto fuorviante per le coscienze, ed in perfetta sintonia con la mentalità modernista.
Infatti essa fa credere che il concilio IN SE' sia cosa innocua e che SOLO gli eventi successivi -abusi e derive- siano cattivi e si debba inquadrarli nella Tradizione.
Dobbiamo invece chiederci tutti se il concilio Vat. 2. ESSO STESSO, per come si è svolto, con tutti gli eventi che furono veri ASSALTI alla Tradizione, alla Giustizia e alla Verità, se esso stesso sia conforme alla Trradizione, o non sia una autentica RIVOLUZIONE del tipo francese 1789; rivoluzione i cui FRUTTI OGGI si vogliono riportare nell'alveo della Tradizione.
Il Vescovo Fellay sta cadendo vittima del grande inganno epocale suscitato da satana attraverso il mitico concilio 21.mo, PER MEZZO SUO.
Poichè come dice Nostro Signore "da un albero buono non possono nascere frutti cattivi", è evidente che i frutti, gli eventi cattivi sono connessi alla cattiva NATURA dell'albero stesso.
Ma Fellay lo sta dimenticando: potenza di satana che sparge polvere di OBLIO NELLE ANIME, di cattolici che si ostinano a parlare di cattive interpretazioni, credendo che quei testi siano in sè buoni.
Il vescovo Fellay dovrebbe chiedersi seriamente se ciò che accade, in lui e attorno a lui (e a noi) è secondo la volontà di Dio, comprese le sue personali decisioni, chiedersi QUANTO delle affermazioni che sta facendo sono conformi alla Chiesa perenne (o Comunione dei Santi, compresi Martiri e Papi di tutti i secoli)
e chiedersi anche se il suo personale concetto di Tradizione è cambiato nel tempo recente.
Si vedono in realtà enormi contraddizioni tra come Fellay parlava fino all'anno scorso e come parla ora.
Contraddizioni inaudite, inspiegabili, che si inseriscono nel grande mysterium iniquitatis che la Chiesa vive da mezzo secolo, grazie al concilio, vaso di pandora di tutti i veleni eretici, cosa che Fellay ha dimenticato, per effetto della NARCOSI di regime, che sta avviando tutti al pensiero unico, dittatura alla quale si sottomettono anche molti bloggers, compresi molti qui presenti, animati da buone intenzioni di "pregare per l'accordo e l'armonia".
Ma chi garantisce che questo accordo sia secondo la volontà di Dio e non dei poteeri umani e volontà carnali/politiche ?
Quando si dice: Lo vuole il papa! (ergo è cosa buona a cui aderire a qualunque condizione).
Ma chi vi ha detto che ciò che ora vuole il papa coincide con la volontà di Dio ?
Davvero: chi va con lo zoppo impara a zoppicare.
Ma anche:
Corruptio otpimi pessima.

hpoirot ha detto...

e risposta del superiore francese che ha 100% ragione!

http://laportelatine.org/publications/presse/2012/fideliter207/cacqueray_207.php

Anonimo ha detto...

Don De Cacqueray dice, con tono rispettoso ma fermo quello che pensiamo e talvolta diciamo anche noi.

E mi pare giusto che non smetta di dirlo anche in prossimità dell'accordo. Perché davvero, se la Fraternità non potesse più affermare - con rispetto e non lanciando cannonate - i principi cattolici, l'accordo in questi termini non avrebbe alcun senso.

Ma non credo che sia in questi termini, altrimenti non vedo neppure Fellay sottoscriverlo...

hpoirot ha detto...

Avete visto il discorso apparso ieri su GLORIATV dei mons. Ravasi e Fisichella sulle due glorie del CV2: la Parola di Dio e la Cultura che attraversano come una filigrana la società e devono farci sperare la nuova evangelizzazione di paesi di vecchia cultura cristiana????

http://it.gloria.tv/?media=288041&postings

Collegando col discorso di papa Ratzinger ripreso dall'abbé de Cacqueray

"I testi del concilio Vaticano II ed il Catechismo della chiesa cattolica sono gli strumenti essenziali che c'indicano in modo autentico ciò che la chiesa crede a partire dalla Parola di Dio. E, naturalmente anche, tutto il tesoro dei documenti che il papa Jean-Paul II ci ha dato, e che è ancora lontano da essere stato sfruttato fino alla fine, partita in effetti. "

la sintesi é più che evidente
"Rome a perdu la foi, mes chers amis. Rome est dans l'apostasie."

Anonimo ha detto...

Quando si dice: Lo vuole il papa! (ergo è cosa buona a cui aderire a qualunque condizione).
Ma chi vi ha detto che ciò che ora vuole il papa coincide con la volontà di Dio ?


Non credo assolutamente che Mons. Fellay intenda a qualunque condizione. Credo anzi che il suo impegno più grande sia stato e sia quello di indicare le condizioni accettabili.

Non sono d'accordo sulla demonizzazione dell'intero concilio perché, anche se contiene molte ambiguità e - più o meno in nuce -molti elementi di discontinuità, fa parte della storia della Chiesa e non possiamo ignorarlo. La soluzione non sta nel cambiare Chiesa ma nel ripareggiare le verità oscurate per effetto del Concilio.

Credo che sia dai punti di rottura che ci si debba guardare. E mi pare che siamo in molti a denunciarli, come nani sulle spalle di giganti, come Amerio Gherardini e molti altri compresa la Fraternità...

Anonimo ha detto...

Non dici niente di nuovo Hpoirot, abbiamo denunciato molte volte anche questo "partire dalla Parola"...

Ma, se una parte della Roma visibile è nell'apostasia, la Roma eterna nutre sempre i suoi figli...

Dobbiamo partire da noi, caro Hpoirot. Basta recriminare.
Sì denunciare quando è necessario e nei modi opportuni e, poi, andare avanti custodendo vivendo testimoniando pregando.

Quando leggerò un tuo messaggio di speranza ne sarò ben felice...

hpoirot ha detto...

speciale MIC !!!
ecco un mio "messaggio di speranza" contento di farti ben felice

http://it.gloria.tv/?media=288048

Saluto l'intervento di ieri piuttosto eccezionale in contenuto del papa, che per una volta dice cose abbastanza NORMALI... ne vengano 1000 cosi a brevissimo termine!

"Una campagna mondiale attraverso la preghiera del Santo Rosario accompagnerà l'opera di evangelizzazione nel mondo e per tanti battezzati la riscoperta e l'approfondimento della fede... la crescita del Regno di Dio nel mondo, infatti, non di rado avviene a prezzo del sangue dei suoi servi. Il messaggio di Cristo, oggi come ieri, non può adeguarsi alla logica di questo mondo...

Antonio ha detto...

La speranza deve essere fondata. Lei confonde la fiducia in Cristo con la fiducia in un accordo tra una cricca di politicanti e chi rappresenta la Fraternità --una minoranza--, che si è rimangiato ciò che diceva pubblicamente fino a pochissimo tempo or sono. La Fraternità, bene o male, ha salvato la fede cattolica negli ultimi 40 anni. Se fosse stato per Ratzinger, oraeravamo tutti liberali ed hegeliani. O forse lo siamo, e non ce ne siamo accorti.

Anonimo ha detto...

.. che si è rimangiato ciò che diceva pubblicamente fino a pochissimo tempo or sono.

Lo vedremo tra breve Antonio.
Sta di fatto che non siamo tutti liberali o hegeliani, senza misconoscere i meriti, grandissimi, della Fraternità.

Luisa ha detto...

Il testo dell`abbé de Cacquerait NON È AFFATTO la sua risposta a mons. Fellay.
Siamo seri e in buona fede,per favore!
Quel testo è stato scritto 1 mese fa per Fideliter, e pubblicato come ogni due mesi su Porte Latine.
Il Superiore del distretto francese ha saputo di quella corrispondenza l`altro ieri, perchè avvisato che figurava su blog americani ( ce lo dice Ennemond, persona molto bene informata, su fecit).

Luisa ha detto...

Mi correggo: abbé de Cacqueray.

Dante Pastorelli ha detto...

Brava Luisa, come al solito. E' facile distorcere le parole altrui quando si parte da preconcetti.

hpoirot ha detto...

Luisa é come se lo fosse. Credimi, ogni 4 ore ho nuove news e dalle informazioni che ricevo la spaccatura comincia a vere proporzioni abissali... presto (se ci saranno altre prevedibili fughe epistolari) avremo notizie da S.Nicolas...

Amicus ha detto...

Certo che se Mons. Fellay avesse sostenuto veramente che la crisi deriva solo da una cattiva interpretazione del Vaticano II e non dai falsi princìpi illuministi e liberal-ecumenici contenuti in diversi documenti conciliari, sarebbe cosa veramente grave, un vero rinnegamento della lotta sostenuta per decenni da Mons. Lefebvre e dalla FSSPX. Francamente, pur conoscendo la volubilità dell'animo umano, mi sembra molto strano: penso che si tratti della classica intervista 'taroccata' dai cronisti per motivi editoriali. Del resto, piuttosto che fare illazioni e dare giudizi affrettati e temerari, è meglio attendere gli sviluppi ormai imminenti di questa vicenda, con la pubblicazione dei contenuti dell'accordo e del preambolo. E poi, soprattutto, attendiamo Mons. Fellay alla prova dei fatti.

Praeceptor ha detto...

Perché continuare a dissentire? Le letture della realtà e della situazione sono troppo divergenti, soprattutto da parte di coloro che non si fidano delle autorità romane.

Questo può essere comprensibile. Ma Fellay stesso riconosce che ci sono dei rischi e tuttavia l'esperienza che ha avuto evidentemente gli fa concludere che sono rischi gestibili. Penso che non porterebbe mai la Fraternità a cose contrarie alla fede.

Perché non avete fiducia nel suo giudizio e nel suo operato?

Non date ai nemici la soddisfazione di autodistruggervi, ma soprattutto pensate al bene della Chiesa e delle anime vostre, che non sono in pericolo, se vi lasciano continuare ad essere quello che siete e chi vuol essere fedele resta fedele.

Dante Pastorelli ha detto...

La verità non si basa sui numeri.
Il fuoco interno era scontato.
Stiamo a veder cosa accadrà quando si conosceranno i termini dell'accordo. Ci potrebbero esser sorprese e ripensamenti. E qualora ciò non accadesse in pochi anni le defezioni sarebbero compensate da nuovi arrivi.

Anonimo ha detto...

Certo che se Mons. Fellay avesse sostenuto veramente che la crisi deriva solo da una cattiva interpretazione del Vaticano II e non dai falsi princìpi illuministi e liberal-ecumenici contenuti in diversi documenti conciliari, sarebbe cosa veramente grave, un vero rinnegamento della lotta sostenuta per decenni da Mons. Lefebvre e dalla FSSPX

Non lo deduco assolutamente dalle parole di Mons. Fellay. Leggete meglio senza pregiudizi:

"Mi auguro di sì," ha detto, alla domanda se il Vaticano II appartiene alla tradizione cattolica. Non poteva dire che non appartiene del tutto, perché è parte della storia della Chiesa e non può essere ignorato.

"Il papa dice che ... il Concilio deve essere messo all'interno della grande tradizione della Chiesa, deve essere inteso in conformità con essa".

Cosa c'è di sbagliato nel dire che il concilio deve essere messo all'interno della tradizione? Significa secondo me che va letto (e quindi applicato) in continuità.

Che poi non sia accaduto e non accada Fellay lo fa capire con la domanda che segue:

Con queste affermazioni sono pienamente d'accordo ha detto il Vescovo: "Il problema potrebbe essere nella domanda, ovvero: ciò che accade è realmente in coerenza o in armonia con la tradizione?"

Ma questo non significa necessariamente che la crisi sia stata determinata dalla cattiva applicazione di un concilio buono: i buchi le ambiguità le rotture restano. Fellay ha semplicemente messo in discussione che ciò che viene applicato sia in coerenza e in armonia con la tradizione. E allora? cos'ha detto di tanto strano?

In fondo poi si tratta di una intervista al volo nemmeno molto meditata penso, alla quale non va dato tutto questo peso.

Mons Fellay in molte occasioni ha dimostrato ben altro. Capisco la diffidenza nei confronti di possibili trappole romane, ma nei confronti di Fellay mi pare eccessiva. E penso di non sbagliarmi.