lunedì 7 maggio 2012

La storia è sempre fatta dalle minoranze determinate.

Uno dei testi di riferimento più interessanti per nutrire le nostre riflessioni e approfondimenti sul Concilio Vaticano II e sulle sue dinamiche, è l'intervento del Prof. de Mattei tenuto al Convegno di dicembre 2010 sul Concilio Vaticano II, organizzato dai Francescani dell'Immacolata. Un evento che fornisce materiale e spunti rilevanti per le nostre riflessioni e approfondimenti. [Per chi fosse interessato, gli Atti sono stati pubblicati]. Anche le altre relazioni, che riprenderemo, saranno importanti per l'evoluzione ulteriore di un discorso serio, ormai ineludibile per il futuro della nostra Chiesa. E se diventassimo anche noi, con l'apporto della Fraternità di San Pio X, una minoranza determinata e dotata dell'intelligenza strategica, che si chiama parresìa ed è frutto della Grazia?

Approfondiamo un poco la prima delle numerose suggestioni che questo primo testo ci offre:
... il successo dei progressisti può essere spiegato. La minoranza progressista prevalse anche grazie alla migliore strategia e organizzazione, occorre dire che la storia è sempre fatta da minoranze e ciò che prevale, nello scontro, non è il numero e neanche l’organizzazione, ma la determinazione e l’intensità con cui queste minoranze combattono le loro battaglie. Fu questa una delle cause del successo dell’ala progressista. Successo o sconfitta? Le rivendicazioni dell’ala giacobina furono certo respinte. I documenti non corrisposero alle attese dei progressisti più audaci ed è grazie ai compromessi raggiunti in extremis che oggi quei documenti possono essere letti anche alla luce della Tradizione. Ma l’immagine che il mondo aveva della Chiesa cambiò. Quando il 12 ottobre 1963 mons. Franić, vescovo di Spalato, propose che nello schema De Ecclesia al nuovo titolo di Chiesa “pellegrinante” fosse aggiunto quello, tradizionale, di “militante”, la sua proposta fu respinta. L’immagine che la Chiesa doveva offrire di sé al mondo non era quella della lotta, della condanna, della controversia, ma del dialogo, della pace, della collaborazione ecumenica e fraterna.
  1. Interessante e sorprendente la constatazione - che diventa un monito per noi - che la storia è fatta dalle minoranze che esprimono nelle loro azioni tutta la determinazione e l'intensità del 'sentire' da cui sono mosse
  2. Interessante anche l'interrogativo: successo o sconfitta delle forze giacobine? Sconfitta, si potrebbe dire, tenendo conto che alla fine i compromessi frutto delle estenuanti discussioni - riconoscibili nelle ambiguità denunciate da Amerio e che ora tutti constatiamo - consentono anche l'interpretazione "secondo continuità"... e tuttavia la prassi consolidata delle applicazioni secondo 'rottura' è quella che è prevalsa e ha modificato i connotati della nostra Chiesa (che chi è fedele alla Tradizione non ha mai perso...)
  3. le motivazioni dell'esclusione della definizione di "Chiesa militante" rispetto al'immagine di "Chiesa pellegrina" non hanno preso in considerazione gli aspetti metafisici presenti nell'una e assenti o per lo meno nascosti nell'altra, edulcorando l'immagine stessa e svilendone la sostanza e lo spessore per due motivi:
  1. innanzitutto la Chiesa militante è strettamente connessa, innescata e compresente a quella Trionfante e Purgante (nella Comunione dei Santi) e supera i confini dello Spazio e del Tempo e di ogni contingenza, pur comprendendola in tutta la sua concreta presenza nel mondo e nella storia e nella drammatica realtà della lotta che non è rivolta alle persone: “La nostra battaglia non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.” (Ef. 6,12) Ragion per cui il discorso della "misericordia" riguarda le persone e non gli errori, che purtroppo sono entrati a pieno titolo a oscurare le verità di fede da sempre professate.
  2. la Chiesa "pellegrina" è solo un aspetto del suo essere nel mondo e non del mondo - in cammino verso il Regno, ma già NEL Regno, sia pure non ancora in pienezza - e non ne coglie il mistero teandrico del suo essere Corpo Mistico di Cristo, ma sembra confinarla nell'orizzonte soltanto terreno... sembra quasi evocare un Esodo infinito, quando la vera Terra Promessa noi l'abbiamo già raggiunta, perché è Cristo Signore il compimento di ogni promessa.
(continua)

25 commenti:

don Camillo ha detto...

posto il mio nel pomeriggio

Anonimo ha detto...

Quello sulla lite giudiziaria OR vs Don Putti?

Anonimo ha detto...

Lascia tutto com'è.
Intanto perché appena pubblichi si attivano gli RSS e, quindi cancellare crea confusione.
E, poi, è sempre meglio cercare di non sovrapporre troppo gli articoli, per dare il tempo alla discussione di svilupparsi; il che è utile per tutti.

Vorrei dirti anche che sono contraria a fare da ripetitore ad altri testi. Penso sia preferibile renderli disponibili con il link e estrarne il succo con una riflessione pertinente, a meno che non si tratti di testi particolarmente significativi come quello di Carusi, ad esempio.
Però anche per quello avrei preferito la soluzione precedente.

Potevamo dirci queste cose a voce; ma penso che anche questo scambio d'idee pubblico faccia parte della trasparenza che ci contraddistingue nella ricerca di una efficace armonizzazione dei nostri contributi.

Anonimo ha detto...

Che ne pensi del discorso delle "minoranze determinate"?

Riusciremo a diventarlo?

In ogni caso penso che il termine attenga più all'agire umano e al velleitarismo che ne deriva, che può essere vincente; ma, se non è secondo il cuore del Signore, non dura e comunque, rischia di far danni.

Penso che dovremmo aspirare ad essere con l'aiuto del Signore quella minoranza-lievito che imprime alla storia le spinte e i dinamismi secondo la volontà del Padre....

don Camillo ha detto...

La sala macchine interna al blog è un po' farraginosa, tu prepari le bozze (diverse sono aperte) di cui io non vedo il contenuto quindi non so mai se stai per editare. Vebbe' mo ci penso come fare per trovare un canale comunicativo più efficace.

Per le minoranze creative? Non ci credo! Le prospettive politiche ben profetizzate da Louis Salleron, mi han fatto comprendere che ci vuole un cambio di "politica" mondiale per sperare che la "nostra" minoranza ridiventi determinante. Siamo ancora in guerra e gli occupanti ancora comandano in Vaticano. Ma tutto può succedere.

Circa poi sisinono, sono abbastanza sconvolto, quando successe il fatto io avevo 4 anni, e quel che è riportato da don Putti, vicende e altro è attualissimo ancora oggi, si utilizzano gli stessi linguaggi, ma vi renderete conto di quel che dico non appena completo il lavoro!

Assemblo e entro al massimo domani posto.

Jacobus ha detto...

mic,
grazie per la riflessione su "Chiesa militante" e "Chiesa pellegrina".

C'è vizio di fondo che sta nell'orizzontalità antropocentrica impressa dal concilio.

Anonimo ha detto...

De Mattei è esagerato come quando ha detto quelle stupidaggini sul terremoto in Giappone.

Anonimo ha detto...

De Mattei è uno storico ed è docente di storia moderna all'Università Europea di Roma.

Ovvio che dei fenomeni naturali parla come fedele, non come scienziato.

In ogni caso, a quanto mi risulta, l'intervento a Radio Maria che ha fatto scalpore e con il quale lei sembra identificarlo molto riduttivamente non si è discostato dai termini in cui parlano del male e delle sue conseguenze S. Tommaso e Sant'Agostino.

Speravo che il brano del suo intervento, come storico credente, che ha ispirato la mia riflessione ci portasse un po' più in là...

Dante Pastorelli ha detto...

"Tu, che da tanti secoli,
soffri, combatti e preghi,
che le tue tende spieghi
dall'uno all'altro mar;
campo di quei che sperano...
--------------
Così Manzoni nella Pentecoste.
La Chiesa è un esercito che combatte contro il male, soffre persecuzioni, e prega, e via via s'accampa da un mare all'altro, conquista terre e popoli. Campo di battaglia spirituale di coloro che credono.
Leviamo, dopo "mmilitante" pure "purgante" che suona male, e poi cosa c'è da purgar nella Chiesa d'oggi? Leviamo il "trionfante" perché il trionfalismo è costantiniamo. Resta il peregrinare. Senza meta, come pecore matte? o verso la chiesa inclusiva di tutte le religioni?
Ecco, i militanti come noi non posson non spinger la Fraternità a dar il suo robuso appoggio.

Anonimo ha detto...

Grazie Dante,
era proprio quel che pensavo quando ho inserito il post.

Anonimo ha detto...

...il discorso della "misericordia" riguarda le persone e non gli errori, che purtroppo sono entrati a pieno titolo a oscurare le verità di fede da sempre professate.

Prolusione di Paolo VI 7 dicembre 1965
L’umanesimo laico profano alla fine è apparso nella terribile statura ed ha, in un certo senso, sfidato il Concilio. La religione del Dio che si è fatto Uomo s’è incontrata con la religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio. Che cosa è avvenuto? uno scontro, una lotta, un anatema? poteva essere; ma non è avvenuto. L’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio. Una simpatia immensa lo ha tutto pervaso. La scoperta dei bisogni umani (e tanto maggiori sono, quanto più grande si fa il figlio della terra) ha assorbito l’attenzione del nostro Sinodo. Dategli merito di questo almeno, voi umanisti moderni, rinunciatari alla trascendenza delle cose supreme, e riconoscerete il nostro nuovo umanesimo: anche noi, noi più di tutti, siamo i cultori dell’uomo.

L'umanesimo laico e profano si è mostrato per quello che è, cioè la religione dell'uomo che si fa Dio, ed ha sfidato (e continua a sfidare) la Chiesa. Ed in questo incontro-scontro la Chiesa ha innanzitutto rivolto il suo sguardo misericordioso all'uomo peccatore, omettendo però di condannare l'errore. Ed è del tutto evidente la simpatia di Paolo VI verso l'umanesimo laico e profano della quale trasudano tutti i documenti conciliari; il che dimostra che era una simpatia condivisa proprio da quella minoranza determinata...

In effetti l'attenzione verso i "bisogni umani" non è una prerogativa della Chiesa, anche un ateo si può preoccupare della povertà o del bene pubblico. Ma è diverso lo spirito con cui si risolvono i problemi a seconda di ciò che muove le scelte personali: nell'umanesimo può esserci buona volontà, ma anche velleitarismo che prima o poi degenera. Nel cristianesimo, invece, ad agire sono cuori redenti dalla grazia di Cristo che, sola, rende feconde le azioni umane.

Quello che appare preoccupante è che da Paolo VI in poi sono finiti gli scontri e gli anatemi, e il richiamo costante e preciso all'azione del Signore. E' questa la funzione della Chiesa, custode della verità e della salus animarum, da cui essa può deviare se continua a non condannare l'errore e anzi a lasciarlo entrare e addirittura operare al suo interno per 'simpatia' verso gli erranti... E non è bene neanche per gli erranti non venire corretti e lasciati nell'inganno; il che tra l'altro è fonte d'inquinamento anche per la presente generazione e, se non si corre ai ripari, per quelle future.

bedwere ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
bedwere ha detto...

Murray Rothbard (filosofo ed economista) fa notare che la lezione piu` importante per una strategia di cambiamento radicale e` quella che possiamo imparare dai comunisti. Questa lezione e` utile anche al movimento tradizionalista.
Bisogna evitare due deviazioni, quella di sinistra (settarianismo) e quella di destra (opportunismo).
Gli opportunisti guardano solo a cambiamenti graduali e pratici e finiscono per sacrificare l'obiettivo finale. Non c'e` niente di male a sostenere una migliore traduzione per il Novus Ordo o la sua celebrazione in latino, ma mai a scapito del ritorno della Messa di sempre. I settari invece condannano ogni tappa intermedia come tradimento dell'obiettivo finale. Ad esempio, considerano una contaminazione fare una dimostrazione di canto gregoriano in una parrocchia Novus Ordo.

Tede ha detto...

bedware, ottima riflessione quella riportata. A volte anche il mondo tradizionalista dovrebbe riflettere la strategia da adottare prima di agire. Il servitore scaltro ed astuto é citato anche nel Vangelo!

hpoirot ha detto...

@bedwere Per il momento chi ha "imparato dai comunisti" mi sembra piuttosto Mons.Pozzo.

Ci sono due cose che la SPX in 40 anni non ha mai constatato ogni volta che si sia avvicinata alla Chiesa ufficiale. 1) l'indifferenza 2) la franchezza di un parlare che sia SI SI NO NO.

Ci sono invece due cose ha sempre constatato. 1) una feroce opposizione o 2) uno sporco doppio-giochismo.

(fanno eccezione, per ora, certi gesti - dovuti - del papa che hanno ristabilito pur con immenso ritardo giustizia)

A pochi giorni da una ri-integrazione che potrebbe essere storica (e che il papa - non si sa perché - ma vuole a tutti i costi ) Mons.Pozzo tira fuori un CAPOLAVORO di DOPPIOGIOCHISMO chiedendo al BuonPastore di abbandonare le condizioni del loro statuto speciale firmato solo pochi anni fa!!!


L'Ecclesia Dei che dovrebbe essere il nostro primo alleato contro il modernismo e il progressismo bla bla bla... ci fa una guerra preventiva (alla Bush in Iraq) ancor prima che le carte siano sul tavolo! impiegando una disonestà senza ritegno che mi stupirei di trovare financo in un marxista del 1917.

Se il buon giorno si vede dal mattino...

Anonimo ha detto...

Caro Bedwere,
anche nella determinazione non deve mancare l'equilibrio, che deve entrare in campo anche nelle scelte radicali e non solo in quelle episodiche come quelle dei tuoi esempi.

hpoirot ha detto...

Se ho seguito bene la prima ragione per 'rientrare' é che il papa chiama e che rifiuto=sedevacantismo. Allora Mons.Pozzo sta ostacolando la volontà stessa del papa?

Pozzo ha la sindrome del Tettamanzi: "Il papa comanda a Roma, qui (nell'Ecclesia Dei) comando io."

Anonimo ha detto...

Infatti,
sembra che gli ultimi incresciosi intoppi sul "suo" preambolo sia stato proprio lui a porli.

Speriamo e preghiamo che il Papa sia forte e deciso di fronte a tutte queste sponde curiali che non si possono definire amiche e che, comunque, penso e spero, non riusciranno ad arrestare un processo arrivato alla sua maturazione.

hpoirot ha detto...

menomale che stanno 'rinitegrando' i disubbidienti...

Anonimo ha detto...

Secondo me c'è la San Pietro (quella parte influente vicino a EC) che monta gli animi in negativo e occultamente!

Se ci fosse veramente una vera rentrée alle condizioni poste dalla SPX sarebbero davanti alla storia post-moderna gli unici "veri" perdenti, con il rischio di una vera emorragia di quelle "nuove generazioni" molto più lefreviane che ecclesiadeiste-sanpietrine!

Dante Pastorelli ha detto...

Non ho mai riposto molta fiducia in mons. Pozzo e l'ho detto da tempo. Ma non è lui il Papa e il premabolo non è "suo", anche se vi ha molto lavorato, per cui se non l'ha voluto modificare è rimasto scornato. Ma naturalmente spesso si argomenta su voci, anche autorevoli.
Non esagererei poi l'influenza della S. Pietro, che dal ritorno della S. Pio X ha tutto da guadagnare in libertà d'azione, perché non può esser loro negato ciò che sarà concesso alla prima.

Anonimo ha detto...

con il rischio di una vera emorragia di quelle "nuove generazioni" molto più lefreviane che ecclesiadeiste-sanpietrine!

Dovranno tutti arrendersi, da una parte e dall'altra al fatto che sarà quello che Dio vorrà!

hpoirot ha detto...

per ora devono "tutti arrendersi" al fatto che il match tanto atteso sia FSSPX contro EcclesiaDei&SanPietro

Ma non doveva essere Forze della Tradizione contro ConciliaroProgressisti ?

Divide et impera...
et impAra (a non farti fregare la prossima volta)

Anonimo ha detto...

Ma no Poirot, che hai capito?

Con tutti intendo tutti, compresi noi.
La rivalità tra istituti ED e Fraternità in parte è enfatizzata ad arte in parte è fondata sulle debolezze umane.

Se la FSSPX rientrerà, si creeranno molti equilibri nuovi.

Dante Pastorelli ha detto...

Questo presentare il
papa come un fagocitatore non è condivisibile. Veramente la razionalitrà umana prende il sopravvento sulla fiducia nella Chiesa santa di Cristo.