mercoledì 23 maggio 2012

Niente Confessione a Loreto: c’è lo “strizzacervelli” !

Leggo su Affaritaliani.it questo articolo che dir sconcertante è poco. Lo trovo un segnale davvero inquietante. Forse siamo davvero alla frutta!

“QUI NON SI CONFESSA” a caratteri cubitali e “Qui non confessioni, ma dialogo e ascolto”, sono i cartelli appoggiati sulla balaustra della “Cappella Slava” nel Santuario di Loreto, che vedete in foto qui a lato. Poi, ancora, un tabellone con ritratto della Madonna titolato “PUNTO DI ASCOLTO” e la scritta “IN ASCOLTO CON MARIA” davanti alla balaustra, che potete vedere assieme alle altre foto in fondo all’articolo. Di fronte all’altare, a pochi metri dalla Santa Casa della Sacra Famiglia, c’è un tavolino con due sedie contrapposte e altre dietro, come una sorta di sala d’attesa. 

Non c’è il classico lettino da clinica psicanalitica, ma gli orari delle “visite” non mancano: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00. La Casa di Nazareth fu qui miracolosamente traslata il 10 Maggio 1291. Milioni di pellegrini in tutti questi anni hanno lasciato la loro testimonianza in questo Santuario, dove si sono verificati molti e grandiosi miracoli, mirabili conversioni. La preghiera e la penitenza di tante persone hanno trovato dopo la Confessione Sacramentale il vero conforto cristiano, attraverso l’intercessione della Santa Vergine Maria, alla quale hanno affidato le loro angoscie, le loro sofferenze e tribolazioni. Questa è una delle Meraviglie della Misericordia e dell’Amore di Dio per i peccatori contriti dal dolore e desiderosi del perdono che si impegnano a non più offenderLo.

Il Sacramento fondamentale della Confessione, che salva dalle pene eterne dell’inferno e attraverso le parole dei sacerdoti dona al penitente sincero i suggerimenti necessari per il grande e unico conforto spirituale in Cristo, attraverso la Sua Parola, attraverso l’esempio dei Santi e dei Martiri, con le istruzioni del Magistero Perenne della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, che fornisce ogni mezzo spirituale per accrescere la Fede, per perseverare nella Speranza e non cadere nella disperazione dei momenti difficili, per praticare la Carità, viene oggi messo sullo stesso piano di un fantomatico “punto di incontro per il dialogo e l’ascolto”, addirittura in una cappella del Santuario, cui si giunge dopo aver paradossalmente attraversato un corridoio fatto solo di antichi e inutilizzati confessionali lignei.

L’antropocentrismo che rifiuta la Grazia e misconosce lo spirito soprannaturale, la “religione del dubbio” codificata dai nemici interni della Chiesa nel Concilio Vaticano II per contrapporla alla Rivelazione del Dogma, la giustificazione dell’ agnosticismo, secondo lo spirito modernista di Assisi, la psicologia, la sociologia hanno forse sostituito l’inestimabile valore e la straordinaria efficacia del Sacramento? Se queste cose avvengono in un grande Santuario Mariano, con tutta la Sua tradizione di devozione, non sa forse di sacrilegio?

E allora, abbiamo chiesto delucidazioni ad un chierico del Santuario di Loreto, non poco imbarazzato di fronte alle domande. A che cosa serve aver cambiato la  “destinazione d’uso” di quella splendida cappella a pochi passi dalla Santa Casa? 
“E’ un luogo dove possono accedere tutti indistintamente, parlare, discutere, eventualmente sfogarsi” - ci viene risposto- “ma senza che questo sia assolutamente una confessione”! L’ultima frase viene sottolineata con enfasi. 

E, allora, a che cosa serve la Confessione? 
“Mica tutti la chiedono e la desiderano. Ci sono persone che vogliono solo essere ascoltate da qualcuno”.

Beh, se si tratta di una semplice chiacchierata, uno la può fare in canonica, per strada, a casa propria, perché una cappella ad hoc? 
“Oggi molta gente preferisce così. Abbiamo esaudito il desiderio di chi ce l’ha chiesto”. 

Ecco, quindi, un’altra perla di quella “Chiesa” auspicata fin dai tempi di Giovanni XXIII, che scende a patti con i desideri del mondo, che, però, troppo spesso, non hanno nulla a che fare o che sono contrapposti alla “Casa di Dio”. Il semplice dialogo è deresponsabilizzante e sicuramente meno vincolante e impegnativo di una Confessione Sacramentale, ove occorrono sincero pentimento e ravvedimento. In più, in tal caso, non c’è neppure il vincolo del segreto da parte di chi ascolta i discorsi della persona che si accosta al tavolino. 

A prescindere dal fatto che troviamo strano che un sacerdote non desideri almeno proporre la Confessione Sacramentale, cosa che dovrebbe essere peculiarità del suo ministero per il bene e la salvezza delle anime, è opportuno che un luogo di culto che si dice ancora Cattolico venga adibito a questo scopo specifico? 
“Perché no, dimostramo di essere aperti a tutti”. 

Ma essere sacerdoti e custodi di un Santuario significa lavorare come si fosse degli psciologi? Quando si va dal prete si cerca lo “strizzacervelli” o l’uomo di Dio che impartisce i consigli principali in Confessionale? Questo “colloquio alla luterana” (lo chiamiamo così adesso, col chierico ci siamo limitati alla parola “colloquio”) è una procedura Cattolica? 
“Anche cattolica. Le ho già detto che qui vengono tutti per dialogare”.  

Questa conciliarissima parola ha sostituito quella bimillenaria e seriamente Cattolica, che è convertirsi! Con chi dialoga un laico qui dentro? 
“Con preti e anche tante suore; ce ne sono tante sa?”. 

Anche con medici specializzati, psichiatri o psicologi? 
“Magari ci fossero anche medici! Non ne abbiamo ancora trovati”. 

Confessare i propri peccati non è mai facile perché se ne prova vergogna, tanto che il Demonio cerca sempre di porre qualche ostacolo al fine di procastinare i tempi di una buona riconciliazione con Dio, come hanno scritto e predicato tutti i grandi Santi, Mistici e Padri della Chiesa. Con la vostra iniziativa di “dialogo psicanalitico” e, forse, anche sincretista ed ecumenico, non si aiuta un tantino il Serpente nella sua nefasta volontà di far perire le anime? 
“Siamo tutti figli di Dio, che perdona tutti, abbiamo tanto bisogno di parlare e di ascoltare per capirci”. 

Bah! Ci scusi, ma non essendo pratici né avendo mai visto niente di simile in una chiesa, la “seduta” (diciamo così) ha un costo? 
“Guardi, non lo so, per approfondire deve rivolgersi al Rettore”…
Matteo Castagna, 
portavoce del circolo cattolico Christus Rex
Orari delle sedute
Tavolo delle sedute
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[Fonte: Affaritaliani.it]

10 commenti:

Ester ha detto...

ah, vi stupite ?
ma questa non è che la normale evoluzione della Confessione che osserviamo da almeno 20 anni nelle nostre parrocchie: stanzetta di conversazione amichevole, senza timori o tremori (per aver OFFESO DIO), colloquio "comprensivo" di vari problemi uamni quotidiani che affliggono il "paziente(>non-molto penitente)", finchè il sacerdote (spesso privo di stola) si pone con aria asettica davanti al fedele (sempre seduto, mancando l'inginocchiatoio, o nella sacrestia tutti e due seduti) e talora racconta egli stesso fatti della sua vita privata o sociale, per "solidarizzare" con lui, come dire : "siamo tutti uguali, tutti siamo sicuramente perdonati...il Signore è buono e perdona tutti, CON o SENZA pentimento
(...e che cos'è mai il dolore dei peccati? che cos'è il proponimento di fuggire le tentazioni? chi le ricorda più queste cose? va' e pecca pure abitualmente, tanto il Signore ha già fatto tutto: ha vinto Lui, noi non dobbiamo fare nulla solo "lasciarci amare da Lui!", così ti dicono, non avere scrupoli, non ti fare problemi....va' dove ti porta il cuore, il Signore è più grande del nsotro cuore, tutto copre, tutto accetta, tutto rimedia, ti ama così come sei, ecco la frase risolutiva: ci ama come siamo, nessuna lotta è necessaria per vincere l'IO incline ai peccati fin dalla tenera età (così si ammoniva prima del cv2: la natura INCLINE al male), nessuna ascesi, nessuno sforzo, nessun SACRi-ficio nè mortificazione della nostra carnalità.....il sacrificio è finito anche in questo facilismo-perdonismo).
Così si spiega come tante persone, dopo la Confessione si mostrano peggiori di prima....si sfrenano nei peccati, perchè spesso (udito con le mie orecchie allibite) i confessori avallano i peccati: ad una madre preoccupata per il figlio che scivolava verso una relazione amorosa libera, è stato detto: "E che c'è di male se i due giovani convivono? facciano pure...."
altri esempi li leggete sui blogs...
Non esiste più il PECCATO, è stata cancellata piano piano dalla memoria dei cattolici la sua realtà e la sua gravità, e ci dicono "non bisogna essere duri con se stessi e con gli altri, si può solo cercare e raccontare l'esperienza-incontro personale col Signore (ma quale incontro, se prima non ci pentiamo? Davide, il profeta peccatore convertito insegnava "Dal profondo a Te grido o Signore!", oggi non più), quella sì converte, la "testimonianza" (sensazionale-sentimentale?) non la denuncia del male che offende Dio e degrada l'uomo, quella non è più necessaria, bisogna seguire la buona strada ma giammai avvisare nè ammonire chi sta su quella cattiva...lasciate fare, un giorno forse capirà...."

Anonimo ha detto...

Era così già 15 anni fa, nel frattempo la situazione è notevolmente peggiorata.
Seguendo, in questi giorni, le notizie riguardanti il mondo cattolico, mi chiedo perché i cattolici lefebv riani ci tengano tanto a rientrare in comunione con i protestanti di Roma. Anzi, se devo dire la verità, ho trovato più sollecitudine nell'apostolato, da parte dei "classici" protestanti.
Almeno loro lottano contro l'aborto e non temono di dire la verità sull'islam.
Cos'è rimasto della Chiesa cattolica? E' tempo di apostasia, non si può più negare l'evidenza e lo dico con una profonda amarezza e implorando da Dio il Suo aiuto, ormai senza il Suo intervento, davanti a noi c'è solo l'abisso.

Dante Pastorelli ha detto...

Fermo restando il dovere dei sacerdoti di confessare e dei fedeli di confessarsi, io non mi meraviglio e non mi scandalizzo affatto.
Ci sono nella basilica di Loreto i confessionali? Ci sono i sacerdoti a disposizione? Ecco, questo non lo so: sino al 1995 c'erano, se non ricordo male.
Se poi oltre al confessionale ed ai confessori ci sono sacerdoti che han seguito corsi di sana psicologia o sian comunque "viri probati" disposti all'ascolto, non vedo il motivo di tanta reazione.
Io ho inviato ad un sacerdote amico, molto preparato, comprensivo eppur severo, degno della massima fiducia, alcune persone che avevano bisogno di parlare, essere ascoltati ed avere pareri: volevano fare il punto sulla loro vita. Ma non avevano ancora la disposizione alla confessione abbandonata da oltre quarant'anni. Diversi casi hann'avuto esito positivo dopo alcuni incontri, in chiesa e fuori chiesa: costoro son tornati alla pratica religiosa. Uno ancora non ha preso una decisione, che indubbiamente nel suo caso è estremamente difficile, tale da richiedere una fede ardente.
Ecco, al di là della pubblicità stupida, io darei importanza alla sostanza.
L'importante è che non si faccia passar per confessione quello che è un colloquio con un uomo di Dio(se lo è)

Anonimo ha detto...

Caro Dante,
conosco molti sacerdoti che praticano un colloquio di aiuto al di fuori e al di là della confessione; ma non sostituisce la confessione e non viene pubblicizzato dicendo "Qui non si confessa"!

Anonimo ha detto...

Risposta del chierico intervistato:

“Oggi molta gente preferisce così. Abbiamo esaudito il desiderio di chi ce l’ha chiesto”.

Beh, un conto è rispondere ad un'esigenza, un altro conto è enfatizzare che non si tratta di confessione, alla quale molta gente è allergica.

Purtroppo è sempre più difficile trovare un sacerdote che nella predicazione o, essendo disponibile per il Sacramento, lo fa amare e cogliere per quello che veramente è!

sergio ha detto...

Mi viene in mente una predica qualche anno fa nella chiesa dei Santi Apostoli a Venezia,in cui il prete sottolineava il dovere di pagare i "colloqui" che i fedeli chiedevano, e citava come esempio gli psicologi,psicanalisti ecc che giustamente si fanno pagare. Pensavo fosse una gaffe di un singolo, vedo ora invece che la cosa è più diffusa. Povera Chiesa...

Dante Pastorelli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Dante Pastorelli ha detto...

MIC, mi sembrava d'esser stato chiaro: pubblicità stupida; necessità di non confonder confessione con colloquio.
Il "modo" è riprovevole, non la sostanza. Potevano scrivere: "Sacerdote a disposizione per colloqui riservati" e altrove: "Confessioni".

Anonimo ha detto...

.....o anche si poteva scrivere, come correttamente alcuni facevano anni orsono (su un cartellino accanto al confessionale)
"sacerdote a disposizione per confessioni e/o direzione spirituale....", ma ecco cadere nel dimenticatoio parole che contengono un intero mondo scomparso:
la direzione spirituale, chi l'ha piu' vista ? era un' ottima strada per chi avesse bisogno di guida sia per l'anima disorientata, sia per la psiche alterata /non a livelli patologici/, certo, e sofferente, che ne traeva grande giovamento, da quelle direzioni.
Ricordate che esistevano i CURATI, e la cura d'anime ?
cattolicesimo al tramonto, Freud avanza.....con tutto il suo materialismo/determinismo orizzontale, il fatalismo dei condizionamenti, una scienza che non ha mai guarito nessuno, perche' l'anima resta con tutta la sua fame di Dio, quando si alza da quel lettino (o da codesti centri di ascolto....dove la Grazia non passa!

amarcord

Dante Pastorelli ha detto...

Il secondo degli ultimi due commenti va eliminato: lo avevo annullato ma è tornato. Non capisco ancora come funzioni il tutto: a volte i commenti spariscono, altre volte si duplicano. Boh!