lunedì 21 maggio 2012

Socci, fuga di notizie. Un grande Papa tradito

Un prete infedele che trafuga documenti esplosivi dal Vaticano per consegnarli ad estranei, oltre le mura leonine. Essendo questo l’incipit del mio romanzo “I giorni della tempesta” mi sono sentito chiedere in questi giorni se ho preso spunto dalla cronaca. In realtà ho scritto la storia l’estate scorsa, quindi ben prima che – in autunno – iniziasse la valanga dei cosiddetti Vatileaks. 

Non sono un indovino. L’idea mi era venuta semplicemente percependo certi scricchiolii nei sacri palazzi e un grave sfilacciamento generale della macchina di governo vaticana che faceva presagire esplosioni di guerre intestine. 

Non potevo però immaginare che il crollo e l’inondazione sarebbero state di queste dimensioni. Infatti i documenti pubblicati nel libro di Gianluigi Nuzzi, “Sua Santità” sono un fatto inedito. Se perfino le carte private di papa Benedetto XVI hanno potuto essere prelevate, fotocopiate, portate fuori dai sacri palazzi e passate per la pubblicazione a un giornalista, significa che nemmeno più la riservatezza del Santo Padre è protetta, che il Vaticano ormai sembra una macchina fuori controllo e che è scoppiata una guerra aperta senza precedenti, la quale finisce per colpire la Chiesa stessa. 

Ieri il Vaticano ha reagito con estrema durezza alla pubblicazione del libro di Nuzzi. Il comunicato della Sala Stampa parla addirittura di “atto criminoso”, afferma che stavolta sono stati “violati” i “diritti personali di riservatezza e di libertà di corrispondenza” del Papa e di altre persone. Infine preannuncia denunce. 

Mentre in qualche precedente “fuga” di carte il Vaticano ostentò noncuranza, subito rilanciata da qualche vaticanista ingenuo (o rosicone per gli scoop altrui), in questo caso l’allarme scoppiato oltretevere emerge esplicitamente, in tutta la sua drammaticità. 

 Il comunicato ufficiale infatti parla di “atti di violazione della privacy e della dignità del Santo Padre – come persona e come suprema Autorità della Chiesa e dello Stato della Città del Vaticano” e minaccia durissime azioni legali. Voglio dire subito che lo stato d’animo delle autorità vaticane è del tutto comprensibile. Hanno il diritto e il dovere di individuare e punire i dipendenti infedeli che – per qualche oscuro motivo – sottraggono documenti riservati e perpetrano questo gioco al massacro, sleale e devastante. 

 Invece temo che sia controproducente lo scagliarsi contro il giornalista che sinceramente, nelle sue pagine, non manifesta alcuna acrimonia laicista, personale o ideologica, e che si limita a fare uno scoop giornalistico. Ritengo che per quella via la Chiesa rischi di attirare contro di sé una battaglia anticlericale sulla libertà di stampa e il diritto di cronaca che sarebbe disastrosa, perché farebbero passare la vittima – la Chiesa stessa – come un potere intollerante, oscurantista e liberticida. 

 Resto anche sorpreso dall’inedita durezza del comunicato della Sala Stampa vaticana perché non mi pare che vengano usati toni simili, denunciando gli “atti criminosi” e minacciando durissime azioni legali, “se necessario” con “la collaborazione internazionale”, quando vengono arrestati, detenuti e torturati dei cristiani, a causa della loro fede, in tanti paesi del mondo. Cosa purtroppo frequente e tragica. Eppure la vita e la dignità di una madre cristiana come Asia Bibi (ma ce ne sono molti altri, sottoposti a mille vessazioni e violenze) sono importanti almeno quanto i documenti che imbarazzano la Curia. 

Ma nei casi di persecuzione dei cristiani sembra che la Segreteria di stato vaticana faccia di tutto per non irritare quei regimi tirannici. 

 Ribadito comunque che anche il Vaticano, come tutti, ha il diritto di avvalersi delle vie legali per tutelare i suoi interessi (specie nei casi di vilipendio o oltraggio nei confronti del Papa o quando si infanga la fede dei semplici), io che da cattolico cerco di impegnare tutta la mia vita di giornalista e intellettuale in difesa della Chiesa, ritengo che sarebbe desolante se essa demandasse alla magistratura la tutela della propria dignità. 

 Forse si dovrebbero rileggere le “apologie” scritte dai cristiani come san Giustino o Tertulliano, quando – nei primi secoli – si doveva difendere la comunità cristiana da calunnie infamanti e da persecutori feroci. La Chiesa in fin dei conti ha sempre affidato a Dio la difesa della sua dignità. Anzitutto rimettendola nelle mani di Colui che si fece accusare, infamare, condannare e massacrare senza profferire parola, come un agnello portato al macello. In secondo luogo con la santità della vita e la testimonianza di una bellezza e di un amore offerti a tutti. In questa direzione va tutto l’insegnamento di Benedetto XVI. 

In caso contrario, se il Vaticano cioè si scatenasse in una risposta tutta e solo giudiziaria, peraltro senza smentire l’autenticità dei documenti, rischierebbe di fare un grosso autogol. Perché parrebbe a tutti un modo per eludere il vero, enorme problema che la Santa Sede si trova a dover guardare in faccia: il fatto cioè che – nei meccanismi di governo della Chiesa – qualcosa di fondamentale si è completamente inceppato. 

Niente è più al sicuro. Con conseguenze gravi anche a livello di rapporti con gli stati. Se si considera che fino a pochi anni fa la diplomazia vaticana aveva fama di essere la migliore del mondo e la macchina di governo della Chiesa la più seria e affidabile, si può facilmente misurare la dimensione della crisi e del crollo di credibilità. Perché è accaduto? Com’è possibile che in uffici così delicati e dov’è richiesta una fedeltà più che giuridica, un’adesione al fine soprannaturale della Chiesa, finiscano persone così pronte a tradire come mai era prima si era verificato? E cosa scatena in loro un comportamento così grave? Infine quante persone hanno accesso a documenti così riservati? E’ così difficile controllare tali accessi? Perché fino ad ora nulla si è scoperto? 

I fatti sembrano denotare una débacle della Segreteria di Stato vaticana che è il centro di governo della Santa Sede e della Chiesa. 

 Del resto i contenuti stessi del libro – al di là della legittimità della pubblicazione dei documenti – fanno riflettere proprio sul funzionamento della macchina vaticana. Che talora, invece di aiutare il Santo Padre, rischia di costituire una zavorra pesantissima. Penalizzando per esempio un papato che sarebbe meraviglioso come quello di Benedetto XVI. 

Del resto c’è qualcuno che sul ceto ecclesiastico nel suo insieme ha tuonato con parole ben più pesanti di quelle di Nuzzi (che, per la verità, fa il giornalista ed evita di dare giudizi). E’ proprio Joseph Ratzinger che da papa, più volte, duramente ha deplorato “carrierismo” e smania clericale per il potere. Ma non solo: ha richiamato tutta la Chiesa alla conversione. 

Alla vigilia della sua elezione al pontificato, nella via crucis del 25 marzo 2005, davanti a Giovanni Paolo II, in mondovisione, il cardinale Ratzinger pronunciò parole pesantissime, invitando a riflettere su “quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa”. 

Invitò a meditare su “quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il sacramento della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! Tutto ciò è presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore”. 

 Del resto Nuzzi nel suo libro cita una frase del cardinale Ratzinger addirittura del 1977, nella quale si metteva in guardia il mondo ecclesiastico. Poco propenso, già allora, a fare i mea culpa. 
 Antonio Socci
 Da “Libero”, 20 maggio 2012

23 commenti:

Dante Pastorelli ha detto...

D'accordo con Socci. Non si può salvar la Chiesa con le denunce. Ma, aggiungo io, non soltanto con le denunce. Se si scoprono i responsabili non li di può dare un buffetto. Si deve ricorrere alle azioni civili e penali, che non dovrebbero esser escluse in partenza, alle punizioni più severe secondo le norme ecclesiastiche.
Nella Chiesa le spie ed i traditori ci son sempre stati. Ci son sempre stati i carrieristi, gli sporcaccioni, persino gli assassini anche sul soglio di Pietro. Quindi io di niente mi meraviglio. Però non si può reagire soltanto a parole.
La tolleranza, la bonarietà, l'eccessiva fiducia in individui che pur si sarebbero dovuti ben conoscere per tanti aspetti della loro "carriera", deve lasciare il posto alla massima severità nella selezione del personale.
E, ancora, occorre formare sacerdoti santi, in seminari rinnovati nei programmi di studio e nella disciplina, con un ricambio di professori e rettori che ne han fatto strame.
Noi più che esser vicini spiritualmente al Papa e pregare non possiamo fare. Però, benedett'uomo, reagisca con la potenza di tutte le sue armi.

viandante ha detto...

Settimana scorsa tutti a gongolare ridacchiando per le fughe di notizie dei tradizionalisti della FSSPX...
Che strano il destino: da un momento all'altro le parti si scambiano!
Comunque Gesù si era scelto un vicario per la sua Chiesa; chissà se siano poi tutti indispensabili quegli uffici e tutte quelle commissioni!

Anonimo ha detto...

da una intervista rilasciata dal'autore:

Chi sono queste talpe?
Non le chiamerei talpe, sono fonti confidenziali, persone che hanno voluto render pubbliche vicende rimaste sempre segrete. Io penso che spesso erroneamente leggiamo tutto in una chiave di scontri tra cordate. Ecco, questo fa male alla Chiesa perché lì dentro c’è gente che crede nel Santo Padre, gente che crede nella trasparenza. Questi uomini vedono in lui la guida e il pastore. Ma vedono anche troppi mercanti nel tempio. Quindi queste fonti hanno iniziato a confrontarsi tra di loro e hanno deciso di render pubbliche queste vicende.

Anonimo ha detto...

Ma vedono anche troppi mercanti nel tempio. Quindi queste fonti hanno iniziato a confrontarsi tra di loro e hanno deciso di render pubbliche queste vicende.

Persone delle quali i mercanti del tempio soffocano voce e vita e che ricorrono a mezzi poco ortodossi, ma efficaci.

Verrebbe comunque da scandalizzarsi invece credo che c'est la guerre!

Anonimo ha detto...

Hanno costruito una struttura elefantiaca e molte delle persone che la mandano avanti non hanno più niente a che vedere col vangelo.

Velester ha detto...

Troppa burocràzja e poca comunione, ma il concilio non aveva scoperto la chiesa-comunione secondo Paolo vi?

hpoirot ha detto...

"Hanno costruito una struttura elefantiaca e molte delle persone che la mandano avanti non hanno più niente a che vedere col vangelo... "

Commento giusto ma non credo vada alla radice del problema: hanno applicato nel modo "giusto" l'ERRORE conciliare che si chiama COLLEGIALITA'...

Anonimo ha detto...

Troppa burocràzja e poca comunione, ma il concilio non aveva scoperto la chiesa-comunione secondo Paolo vi?

Questa cosa mi ha sempre colpito e mi sono chiesta: ma, prima del concilio, cos'era la Chiesa se non "comunione", a parte l'aspetto istituzionale che c'era e ci sarà sempre?

La Chiesa, da sempre - concilio o non concilio con tante magniloquenti parole al vento - o è "comunione" in Cristo Signore o non è Chiesa, anzi non-è e basta...

Anonimo ha detto...

... finchè non ho scoperto che tutto il discorso Paolo VI lo ha tirato fuori per giustificare la collegialità...

hpoirot ha detto...

si cara Mic, se la Chiesa postCV2 fosse cartesiana vedremmo asini volare...

questo commento sulla comunione mi fa pensare a un'altra cosa. Il card. Ratzinger diceva ai vescovi del Cile nell'88:

La verità è che questo particolare concilio (CV2) non ha affatto definito alcun dogma e deliberatamente ha scelto di rimanere su un livello modesto, come concilio SOLTANTO PASTORALE, ma molti lo trattano come se si sia trasformato in una specie di superdogma. . . ."
(Card. Ratzinger, Cile 18 giugno 1988).

Ora, se cio' é vero la SPX non PUO' avere nessun accordo DOTTRINALE da firmare con Roma!!!

Un accordo dottrinale su un concilio pastorale ?????


La Chiesa o è "comunione" in Cristo Signore o non è Chiesa.

E il Concilio o è "pastorale" e NON implica riconoscere dogmi o non é per niente pastorale!

Anonimo ha detto...

Il fatto è, Poirot, che non esiste una pastorale asettica.
Sappiamo tutti che il termine 'pastorale' è stato usato come un grimaledello.

Al punto in cui siamo arrivati, però, è ora di finirla di giocare con le parole è andare ai FATTI.
Dunque, mi state prendendo per i fondelli e state stravolgendo la mia fede con una pastorale che non posso condividere perché mi allontana dalla verità?

Bene, metterò in campo anch'io una pastorale con i miei parametri (il discorso ovviamente riguarda la Tradizione) e vedremo cosa succederà!

E, se consideri che il fondamento è il Santo Sacrificio, cosa c'è da temere?

hpoirot ha detto...

sarà ma a me questo giocare sul significato della pastorale-grimadello mi sembra sempre essere una grossa "allungatoia".

Basterebbe che il papa domani mattina dichiarasse che la SPX é per forza di cose nella Chiesa perché chi si é fermato al pre-CV2 porta ll tesoro di 1962 anni di Cristianesimo verso i quali il CV2 deve avere non solo massimo rispetto ma anche un forte desiderio di "emulazione ermeneutica" (cosi' scopriremo infine che la continuità non c'émai stata)

Capisci cosa voglio dire ? la SPX che per grazia della Provvidenza é il modello puro perché non contaminato dal concilio, viene trattata dall'ED come la sostanza impura che infesta e rovina i progressi dogmatici che sono
1) inesistenti per via del "pastorale"
2) tuttora indefiniti nella sostanza

Anonimo ha detto...

Capisci cosa voglio dire ? la SPX che per grazia della Provvidenza é il modello puro perché non contaminato dal concilio, viene trattata dall'ED come la sostanza impura che infesta e rovina i progressi dogmatici che sono

Non badare a questo.
Vediamo cosa farà il Papa.
Il seguito è nella mani del Signore, che dovrà pur mettere un confine a tutto questo male che si è insinuato nella Chiesa, ma vuole servirsi di noi!

ads ha detto...

insomma, secondo la tesi dei pro-accordo, è valido il:
*se voi suonerete le vostre trombe....noi suoneremo le nostre campane !
oppure:
*rendere pan per focaccia ,
oppure:
*tutti in pista, cattolici veri e misto-eretici, tutti ai blocchi di partenza, e....vinca il migliore !

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questo mi pare il succo del discorso di Mic:
un ipotetico VINCA IL MIGLIORE.
Ma Mic non si accorge che quest'idea non fa altro che avallare e legittimare (inconsciamente) la legge del ipiù forte che è in vigore nella Chiesa da quando i modernisti si sono imnpadroniti del governo, in sede conciliare....
e che questa strategia si può rivelare perdente, proprio nel senso soprannaturale, perchè ADERISCE al concetto di GARA, di selezione NATURALE, secondo le FORZE IN CAMPO, che stanno giocando un gioco simile alla guerra (umana, carnale, non spirituale, secondo l'istinto di sopravvivenza, il voler PREVALERE sull'avversario, per poter VEDERE gli sperati frutti che finora in 30 anni non si sono visti, con gli occhi CARNALI, cara Mic, e ora si vogliono per forza vedere e SPERIMENTARE, con il pretesto di farlo per il Signore: ma chi ci garantisce che questa strategia sia voluta da Dio? nessuno).
E' come stare in una giungla, e accade ora che le forze spiritualmente sane si fanno contagiare dall'idea di GARA, o di "scendere in campo", nel "vivo" della battaglia, si dice, come quando un cittadino per la prima volta scende in politica; ma appunto egli potrà soltanto acquisire i vizi degli altri politici, perchè la politica comntamina TUTTI, essendo ARTE DEL COMPROMESSO.
Vorrei che Mic riflettesse su questo, prima di farsi intrappolare dal pensiero dominante, seguendo il miraggio dell'innesto tangibile-forzato di una pastorale sana nell'ambito bacato.

Anonimo ha detto...

Questo articolo ipotizza una Santa Sede molto inquinata. Ma il Santo Padre non se li è scelti lui i suoi collaboratori?

Anonimo ha detto...

questa strategia si può rivelare perdente, proprio nel senso soprannaturale, perchè ADERISCE al concetto di GARA, di selezione NATURALE, secondo le FORZE IN CAMPO, che stanno giocando un gioco simile alla guerra (umana, carnale, non spirituale, secondo l'istinto di sopravvivenza, il voler PREVALERE sull'avversario, per poter VEDERE gli sperati frutti che finora in 30 anni non si sono visti, con gli occhi CARNALI, cara Mic, e ora si vogliono per forza vedere e SPERIMENTARE, con il pretesto di farlo per il Signore: ma chi ci garantisce che questa strategia sia voluta da Dio? nessuno).

Caro ads,
hai completamente frainteso il senso delle mie parole!

Ma quale 'strategia'? Ma quale vinca il migliore....
Se ho detto che il fulcro di tutto è il Santo Sacrificio (non altro che il Soprannaturale richiamato da mons. Fellay), come fai a trarre le conclusioni che hai tratto?

ads ha detto...

Il seguito è nella mani del Signore, che dovrà pur mettere un confine a tutto questo male che si è insinuato nella Chiesa, ma vuole servirsi di noi....
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ma il punto è il seguente:

come facciamo a sapere con certezza il MODO in cui il Signore si serve di noi ?
perchè questo e non altri, o non quello usato finora ?

e chi l'ha detto che in 45 anni il Signore non si è servito di noi o di TUTTE quelle anime (dentro o fuori della FSSPX) che nella croce quotidiana hanno collaborato alla redenzione di altre anime, della Chiesa e del mondo ?

chi ci assicura che il Signore vuole ora QUESTO diretto entrare in battaglia corpo-a-corpo ? nessuno.
Nessuno dal cielo è venuto a dirci che sacerdoti e fedeli della FSSPX devono -PER VOLONTA' DI DIO- combattere la santa battaglia a contatto fisico con la parte corrotta e malata della Chiesa.
Infatti la FSSPX E' già dentro la Chiesa di Cristo, unita sempre alla roma eterna, al Pietro di sempre, celebrando la Messa di sempre, insegnando la Dottrina di sempre.
I seguaci di mons. Lefebvre non si sono MAI staccati dalla Roccia su cui Gesù ha fondato la Chiesa, poichè non hanno MAI tradito nè abbandonato la Verità eterna, che è UNA e STAT.
Non hanno alcun bisogno di "rientrare" in qualche posto da cui sono -come molti credono- usciti.

La chiave del grande-perverso bluff derivato dal concilio è proprio questa: lo stravolgimento dell'idea DENTRO/FUORI, chi sia/dove siano i confini della Chiesa Cattolica eterna / ecumenica allargata ai vario-credenti.
Si dice e si diceva sempre:
fuori della Chiesa non c'è salvezza; ma di quale Chiesa parliamo? certo di quella eterna, che NON MUTA mai il suo Magistero, ricevuto da Cristo stesso.

Ora invece, ecco il perverso inganno derivato dall'accecamento conciliare: fanno credere ai piccoli osservatori inebetiti, nell'orbe intero (e ignari di storia, sulla quale non hanno meditato, per vederne i FILI conduttori) che la FSSPX -se NONrientra dentro QUESTA Chiesa modernizzata- non potrà salvarsi o salvare le anime.
Ma chi lo dice questo ?
E' una grande "potenza d'INGANNO", venuta dalle somme autorità ecclesiastiche, in essa coinvolte e compromesse, che lo sta facendo credere a tutti, da 50 anni a questa parte.
E molti fedeli della FSSPX saranno trascinati in quest'inganno, avverando così le parole stesse di Nostro Signore.

ads ha detto...

cara Mic, voglio dire che per forza di cose (anzi vedremo per "forza maggiore") la FSSPX dovrà ADEGUARSI agli ostacoli che le verranno frapposti; dovrà entrare nel gioco (o chiamiamolo dialogo o SISTEMA INCLUSIVO) onni-ecumenista, per il quale essa non potrà più condannare gli errori e le eresie, dovrà auto-silenziarsi, (come subito dovrà fare nei confronti di certi poli-valenti discorsi del Papa) accettarle per FRATERNA e benevola CARITA', detta meglio "rispetto umano" (anticamente); cercherà un suo spazietto di pastorale, liturgia ecc., ma sarà visto "un metodo pari agli altri" e, ciò che mi preoccupa è proprio quell'ingresso in una GALASSIA RELATIVISTA, dove già si vede da fuori che "una forza vale l'altra, una dottrina vale l'altra, una fede vale l'altra"!
Anch'essa cioè, dovrà stare al "gioco dei PARI onorevoli DIGNITARI e maestri"; e saprà, purtroppo accorgendosi tardi del passo illusorio, che la Verità eterna da essa finora custodita, la sua Fede cattolica integerrima, da qui in poi diventerà alla lunga, nel fraterno gomito-a-gomito, UNA OPINIONE COME TANTE ALTRE.
Opinabilissima, non più vera o più santa di altre.
Ne' più nè meno valida/vera che quella di Kiko et al., ripetendo in tal modo le scene-panteon di Assisi.
Il paradigma di tutti gli scenari futuri sarà sempre Assisi: riunione fraterna-egalitaria di TUTTI I vario-credenti-opinanti-oranti.

Dante Pastorelli ha detto...

C'è sempre e soltanto un vincitore nella Chiesa: Cristo. Anche quando par che dorma.
Quanto ai progressi dogmatici, così com'espresso il concetto è erroneo. Non c'è alcun progresso nel dogma ch'è una verità che oggettivamente resta sempre qualla e non altra. Soggettivamente può darsi una miglior comprensione.
Il Vaticano II non ha promulgato nuovi dogmi e neppure ne ha più profondamente esplicitati. Semmai ha fatto confusione.

Anonimo ha detto...

come facciamo a sapere con certezza il MODO in cui il Signore si serve di noi ?
perchè questo e non altri, o non quello usato finora ?


C'è un Superiore, che ha una grazia di stato e sta prendendo delle decisioni che riguardano tutta la Chiesa.
Non pensi che sia un valido indicatore di percorso?

Come facciamo a fare per scontato che ci sarà contagio?
come spieghi che nella Chiesa c'è ancora un "piccolo resto" al di fuori della Fraternità?

E se la Fraternità molto ha contribuito, perché non si deve pensare che la necessità che l'ha tenuta fuori per tutto questo periodo sia ora tale da richiederne il rientro?

Dare per scontato quello che in diversi temete, non significa davvero chiudere il cuore all'Opera del Signore?

Se Assisi e compagnia bella è un modello per molti, non lo è per tutti; ma rischia di diventarlo se non c'è qualcuno che cerca di correre ai ripari e lo fa non presumendo di sé, ma tutto confidando in Colui che salva sempre la sua Chiesa.

Secondo me c'è solo da temere che, se c'è chi si sottrae dal fare del proprio meglio dal di dentro (canonicamente perché è l'unico modo per come stanno le cose) il Signore interverrà Lui; ma il rischio è a quale prezzo, perché nel frattempo il male quali livelli dovrà ancora raggiungere?

Anonimo ha detto...

Non confondete la Chiesa visibile con la VERA Chiesa che è misteriosamente viva nel Suo Signore. E noi è da essa che traiamo la nostra vita-in-Cristo: dalle oasi di Grazia ancora presenti. E se le oasi si infittiscono, il deserto diventerà un giardino!
Ci vogliono operai nella Vigna per evitare che inselvatichisca!
Non possiamo pensare che la Vigna si è trasferita ad Econe o altrove, se il Papa è ancora il Papa...

b.T. ha detto...

Tutti a lamentarsi della "fuga di notizie" che, invece, conferma l'andazzo generale nei Sacri Palazzi (che non stupirà né scandalizzerà chi è sinceramente fedele al Papa).

Confermano inoltre che mentre per i cristiani perseguitati non si spende una parola, le alte sfere vaticane furiosamente minacciano un giornalista che non manifestava né rancore né acrimonia nel presentare il suo dossier (che in fin dei conti è anche meno severo delle parole dello stesso Papa che tuonava contro il "carrierismo" degli ecclesiastici)

Anonimo ha detto...

E se le oasi si infittiscono, il deserto diventerà un giardino!

Mi correggo. la Terra, diventerà un giardino, in senso biblico - dal luogo di prova che è - solo quando verranno "cieli nuovi e terra nuova", secondo la promessa del Signore, nei tempi che solo Lui conosce.
Ma nel frattempo, ognuno di noi deve fare la sua parte perché ci siano il maggior numero di anime che coltivino, per il Signore e col Signore il giardino del loro cuore e il contagio positivo si espanda...

In tutte le epoche, ma forse mai come ora, la Chiesa è stata attraversata da crisi e ha mostrato pecche nei suoi membri; ma questo non esime gli operai dall' andare a lavorare nella Vigna...