lunedì 24 marzo 2014

Da non dimenticare: il cristianesimo domanda, prima di tutto, la mortificazione per immolare in noi ciò che si oppone alla vita eterna

Molti dei mutamenti intervenuti negli ultimi cinquant’anni, più che a eresie esplicite sono da ricondurre alla dimenticanza (voluta o meno) di aspetti importanti della dottrina cattolica. In tempo di Quaresima è opportuno riaffermare e ribadire l’importanza, oramai negletta, dimenticata se non addirittura irrisa, della mortificazione.
Il testo che segue è un estratto del capitolo "Il sacramento e la virtù di penitenza" dell'opera “Cristo, vita di un’anima” del beato Columba Marmion.

Il sacramento e la virtù della penitenza

Suo scopo: ristabilire l’ordine e renderci simili a Gesù crocifisso. Principio generale e diverse applicazioni del suo esercizio

Osserviamo come si ottenga ciò [ndr: la mortificazione delle tendenze depravate della carne per vivere della vita divina]. Studiamo più particolarmente perché e come dobbiamo «morire» per «vivere»; perché e come noi dobbiamo, secondo la parola di Nostro Signore stesso, «perderci» per «salvarci» (Gv. XII, 25).

Dio ha creato il primo uomo nella rettitudine: Deus fecit hominem rectum (Eccl. VII, 30). In Adamo le facoltà interiori dei sensi erano interamente regolate dalla ragione e la ragione era perfettamente sottomessa a Dio. Col peccato, quest’ordine armonioso è scomparso: l’appetito inferiore è diventato ribelle e la carne lotta contro lo spirito. «Che uomo disgraziato io sono! – esclama san Paolo – Il bene che voglio compiere, non lo posso fare; il male che non voglio, lo compio» (Rom. VII, 19-24). La concupiscenza, movimento dell’appetito inferiore, ci inclina al disordine e ci spinge al peccato. Ora questa «concupiscenza degli occhi, della carne, dell’orgoglio» (1 Gv. II, 16), tende ad ingigantire, a portare dei frutti di peccato e di morte alla vita soprannaturale.

D’altronde perché la vita della grazia si mantenga in noi e si sviluppi bisogna mortificare, vale a dire ridurre fino a rendere impotente, «dare la morte», non alla nostra stessa natura, ma a ciò che nella nostra natura è sorgente di disordine e di peccato: gli istinti sregolati dei sensi, le deviazioni dell’immaginazione, le inclinazioni perverse.

Donde consegue la prima necessità della penitenza: ristabilire in noi l’ordine, rendere alla ragione, sottomessa essa stessa a Dio, l’impero sulle potenze inferiori, per permettere alla volontà di darsi interamente a Dio. È questa la vita. Non dimenticatelo mai: il cristianesimo domanda, prima di tutto, la mortificazione per immolare in noi ciò che si oppone alla vita. Il cristiano lavora, per mezzo della rinuncia, ad eliminare dalla sua anima ogni elemento di morte spirituale, affinché la vita divina possa svilupparsi in lui con maggiore libertà, facilità e pienezza.

Da questo punto di vista, la mortificazione è una conseguenza rigorosa del nostro battesimo, della nostra iniziazione cristiana. San Paolo ci dice che il neofita, immerso nel sacro fonte, vi muore al peccato e incomincia a vivere per Dio. Questa duplice formula condensa tutta la condotta cristiana; non si può essere cristiani se non si riproduce prima di tutto in sé, per mezzo della rinunzia al peccato, la morte di Cristo. Ita et vos existimate: vos mortuos esse peccato.
Mi domanderete forse in che consista questa morte al peccato, fin dove si estenda, quale debba essere in noi l’applicazione della legge di rinunzia.
Questa applicazione può naturalmente variare all’infinito. Lo stato delle anime non è uguale per tutte; le tappe che attraversa una stessa anima sono diverse.
San Gregorio Magno stabilisce come principio che più l’ordine soprannaturale è stato turbato dalla predominanza dell’appetito inferiore, più a lungo debba esercitarsi la rinunzia. Ci sono anime che sono state offese più profondamente dal peccato; in esse, le radici del peccato sono più vive, le sorgenti di disordine spirituale più attive, la vita della grazia più esposta. Per queste anime la mortificazione deve essere più vigilante, più rigorosa, più continua.
In altre anime, in quelle per esempio che non sono più all’inizio della vita spirituale, le radici del peccato sono più tenui, sono rimpicciolite, indebolite; la grazia trova un terreno più generoso, più fecondo. Per queste la necessità della penitenza, in quanto ha lo scopo di far morire al peccato, sarà meno imperiosa, l’obbligo della rinuncia meno esteso. Ma per quelle anime fedeli, in cui abbonda la grazia, sorge allora un altro motivo, che vedremo più avanti, quello d’imitare perfettamente Cristo, nostro capo e testa di un corpo mistico di cui tutti i membri sono solidali. Il campo, che si apre davanti a queste anime generose è illimitato.

È questo un principio generale; ma, qualunque sia la misura della sua applicazione, ci sono delle opere che ogni cristiano deve compiere: l’osservanza esatta dei comandamenti di Dio, dei precetti della Chiesa (osservanza della Quaresima, delle vigilie, delle Quattro tempora); la fedeltà quotidiana ai doveri del proprio stato, alla legge del lavoro; la vigilanza nel fuggire costantemente le occasioni tanto molteplici del peccato. Tutto ciò esige spesso rinunzia e sacrifici, che costano alla natura.

C’è poi la lotta contro i difetti speciali dominanti che indeboliscono la vita divina. In un’anima è l’amor proprio; in un’altra la leggerezza; in questa la gelosia o la collera, in quella la sensualità o la pigrizia. Questi difetti non combattuti sono la sorgente di mille colpe ed infedeltà volontarie, che impacciano l’azione di Dio in noi. Per quanto poco appariscano questi vizi, Nostro Signore vuole che ci sforziamo di vederli, che lavoriamo generosamente, con vigilante costanza su noi stessi, con l’esame accurato delle nostre azioni di ogni giorno, con la mortificazione corporale e con la rinunzia interna, ad estirparli. Vuole che non ci diamo tregua fino a che essi non possano più produrre frutti. Poiché, più queste radici sono ridotte, più la vita divina in noi è potente, per la maggiore libertà che ha di svilupparsi.

Ci sono infine le rinunce che, sotto la guida della Provvidenza, porta con sé il corso della vita e che noi dobbiamo accettare, da veri discepoli di Gesù Cristo: la sofferenza, la malattia, la scomparsa di esseri cari, i rovesci e le avversità, le contrarietà e le contraddizioni che inceppano il raggiungimento dei nostri progetti, l’insuccesso delle nostre imprese, le nostre disillusioni, i momenti di fastidio, le ore di tristezza, il “peso del giorno” che accasciava già così gravemente san Paolo (Rom. IX, 2) al punto che “la vita, dice egli stesso, gli era di peso”: Ut etiam taederet vivere (2 Cor. I, 8). Sono tutte miserie che ci distaccano da noi stessi e dalle creature, soltanto mortificando la nostra natura e “facendoci morire” a poco a poco: Quotidie morior (1 Cor. XV, 31).

40 commenti:

Anacleto ha detto...

Un testo splendido; Dom Columba Marmion non dovrebbe mancare in nessuna biblioteca.

Il primo passo verso gli obiettivi, che egli propone, è quello più semplice, che però viene respinto dalla maggioranza dei cristiani, anche fedeli alla Tradizione, è quello del rispetto dei tempi e delle modalità dei digiuni ecclesiastici.

Quando la Chiesa era unita essi venivano praticati come lo sono ancora oggi nella Chiesa ortodossa:
http://www.ortodossiatorino.net/DocumentiSezDoc.php?cat_id=27&id=772
Roba da spaventare il più ascetico dei tradizionalisti!

In Occidente, pure per un fatto di indole, i precetti furono fin dall'antichità moderati, come apprendiamo dalla Regola di San Benedetto, che, mantenendo sempre la disciplina, viene incontro alle esigenze dei meno forti e chiede solo di non mangiare e bere a sazietà e di ridurre un po' la quantità nei periodi delle quaresime ecclesiastiche e monastiche, dove però era rispettato il principio dell'unico pasto quotidiano.

Poi a partire dal IX secolo iniziarono le cd. "dispense", come ben narrato nella "Storia della Quaresima" di Dom Prosper Guéranger:
http://www.unavoce-ve.it/pg-quaresima-st.htm

Il maggior rilassamento (non solo nel cibo) si ebbe durante il Rinascimento; la Controriforma impose di nuovo un cambiamento di direzione, che durò poco, tant'è che Benedetto XIV si vide costretto a richiamare il popolo cristiano con l'enciclica "Nos ambigimus"". Poi di nuovo in discesa nel XIX sec., che limitò i giorni di astinenza in Quaresima ai venerdì e ai sabati (cfr. Catechismo di San Pio X) fino al ridicolo "Pænitemini" di Paolo VI, seguito "scrupolosamente" anche dai tradizionalisti.

Quando in precedenti miei interventi sottolineavo il fatto che gli Ortodossi avevano conservato la dottrina, la liturgia e le regole della Chiesa del primo millennio, lo valutavo positivamente.
L'Occidente, specie a partire dall'anno 1000 ha sempre avuto la fregola di cambiare, approfondire, ridefinire, "progredire", il che, se va bene per le cose temporali, per quelle spirituali può essere molto pericoloso ed ha portato ... al Concilio Vaticano II, che ha forse cambiato meno cose di quanto fece la Chiesa latina a partire dalla riforma di Gregorio VII.

Vengo da taluni amici del blog definito "filo-ortodosso", quasi fosse "anti-cattolico": non nego la mia ammirazione, però il mio obiettivo principale è quello di invitare tutti a non trincerarsi dietro pregiudizî formatisi e radicatisi nei secoli, ma di valutare i fatti storici, in cui scorgo molti "abusi" nella Chiesa latina, che rimangono tali anche dopo secoli ed anche se "confermati dogmaticamente", perché a suo tempo rappresentarono un "vulnus" al "sensus Ecclesiæ", oggi purtroppo quasi scomparso nei cristiani occidentali.

Anonimo ha detto...

"Cristo vita dell'anima"

una sola fede ha detto...

Grazie veramente mic per questo thread e l'invito implicito a leggere quest'opera che anche io ho messo da tempo tra i desiderata. Soprattutto oggi farebbe un gran bene incentivare tali letture, anziché ritrovarsi per leggere e meditare l'Evangelii gaudium di Bergoglio, come so per certo che sta avvenendo regolarmente in qualche parrocchia proprio durante questa Quaresima, a meno che non sia intesa proprio come penitenza aggiuntiva inflitta da qualche nostro zelante pastore per renderla ancor più Quaresima...


Da “IMITAZIONE DI CRISTO” ("De imitatione Christi") opera ascetica medievale cui si sono abbeverati molti santi.

“La sola strada che porti alla vita e alla vera pace interiore, è quella della santa croce e della mortificazione quotidiana. Va' pure dove vuoi, cerca quel che ti piace, ma non troverai, di qua o di là, una strada più alta e più sicura della via della santa croce.

Predisponi pure ed ordina ogni cosa, secondo il tuo piacimento e il tuo gusto; ma altro non troverai che dover sopportare qualcosa, o di buona o di cattiva voglia troverai cioè sempre la tua croce. Infatti, o sentirai qualche dolore nel corpo o soffrirai nell'anima qualche tribolazione interiore. Talvolta sarà Dio ad abbandonarti, talaltra sarà il prossimo a metterti a dura prova; di più, frequentemente, sarai tu di peso a te stesso. E non potrai trovare conforto e sollievo in alcuno modo; ma dovrai sopportare tutto ciò fino a che a Dio piacerà.
Dio, infatti, vuole che tu impari a soffrire tribolazioni senza consolazione, e che ti sottometta interamente a lui, facendoti più umile per mezzo della sofferenza.

Nessuno sente così profondamente la passione di Cristo, come colui al quale sia toccato di soffrire cose simili.

La croce è, dunque, sempre pronta e ti aspetta dappertutto; dovunque tu corra non puoi sfuggirla, poiché, in qualsiasi luogo tu giunga, porti e trovi sempre te stesso. Volgiti verso l'alto o verso il basso, volgiti fuori o dentro di te, in ogni cosa troverai la croce.

In ogni cosa devi saper soffrire, se vuoi avere la pace interiore e meritare il premio eterno”.

Pietro C. ha detto...

Un inserto fuori tema ma che, penso, essere d'interesse comune:

http://traditioliturgica.blogspot.it/2014/03/il-sacro-crisma-tra-oriente-e-occidente.html

Riporta testi liturgici greci e latini in traduzione (cosa che non si trova facilmente su internet).

Pietro C. ha detto...

Il "sensus ecclesiae" come dice Anacleto è quasi scomparso in Occidente poiché è quasi completamente sostituito dal "senso di me stesso". Di conseguenza non esiste "sesus fidelium" e veri fedeli!

Ma per avere il "sensus ecclesiae" si deve vivere nella grazia e per vivere nella grazia si deve preparare convenientemente la casa del cuore con la pratica dell'ascetismo il che significa morte al mondo.

Ma queste sono parole dure, chi le può intendere?

Così ci troviamo dinnanzi a persone che pensano di unire i cristiani a prescindere dalla pratica ascetica e di grazia, con artifici e sottoefuggi, con sistemazioni formali e di pura apparenza...

Ci siamo trovati davanti a chierici e gerarchi che accettano riforme liturgiche ed ecclesiali senza metterle alla prova della "vita nella grazia" perché forse per loro questo è un riferimento che oramai non dice più nulla. Risultato: il crollo della liturgia occidentale!

Senza la vera vita nella grazia, che chiede fatica perché anche se la grazia si dona gratuitamente, perché porti frutto chiede sudore e sangue, tutto diventa apparenza.

Ecco allora quelli che, come qualche utente qui, stabiliscono quali siano le erbacce e quali no (come se potessero leggere nei cuori) e vogliono stradicare tali erbacce dall'orto dell'umanità, come se loro fossero Dio. Non si accorgono che il vangelo indica il contrario, tanto sono prigionieri della loro "logica".

Sì, anche tra i cosiddetti tradizionalisti ci sono molte vittime delle apparenze e di un concetto assai disimpegnato e superficiale di Cristianesimo.

Se non è la grazia a funzionare (il che chiede una necrosi quotidiana) è il nostro cervello a stabilire regole logiche e matematiche e quando un uomo ragiona solo con la logica ci si accorge immediatamente: la parola porta morte, lo Spirito vivifica!

A qual pro criticare le "bravate" di chierici e del papa se poi, di fatto, si ragiona con la sola logica come loro (anche se con un altro stile), invece di scoprire le profondità dello Spirito?

Il mondo ortodosso ha valore per la sua tradizione ascetica che si sperimenta positivamente in alcune persone generose e reca i suoi bei frutti. Ma, non dimentichiamolo, anche lì è perfettamente entrato il secolarismo e un gran rilassamento che tocca tutti: chierici e laici!

Anacleto ha detto...

Pietro C.

Ha perfettamente ragione a dire, che anche nel mondo ortodosso sono entrati secolarismo e rilassamento, ma le "miserie umane", chi più e chi meno, le abbiamo tutti.
Ciononostante un 30% dei fedeli sembra praticare e seguire le regole e, soprattutto, documenti come la "Pænitemini" di Paolo VI (Paolo funesto, come diceva Mons. F. Spadafora) non potrebbero mai vedere la luce.

Anonimo ha detto...

1 sola fede, non in alcune parrocchie, pressoché nella totalità bisogna sciropparsi in varie salse più o meno scipite l'EG, all'uscita distribuiscono pure pamphlets per una migliore 'comprensione' (sic!) della stessa come se ci fosse da capire qualcosa leggendola.....ormai il farmacista quando mi vede prepara 2 scatole 1 bianca e 1 gialla di maalox, che fare???? Per non parlare dei tours trionfali di mancuso, bianchi, bettazzi ed altri fedelissimi....dell'eresia e del vat2....non c'è scampo. Lupus et Agnus.

mic ha detto...

Per nessun utente, o qui, Pietro C., le "erbacce" sono le persone e non le cattive tendenze o i vizi.
Il resto è storia diversamente travagliata in cui ognuno di noi è inserito e cerca di orientarsi e vivere con l'aiuto della grazia.

una sola fede ha detto...

"il farmacista quando mi vede prepara 2 scatole 1 bianca e 1 gialla di maalox..che fare????"


Lupus et Agnus, relativamente al giallo o al bianco, in questi casi dovrebbe funzionare meglio il primo perchè contiene pure quel gran simpaticone del dimeticone che almeno toglie anche un po' di meteorismo, assolutamente inevitabile che si manifesti in situazioni come quelle da te descritta (distribuzione pamphlets esplicativi dell'EG all'uscita della chiesa + tours trionfali)...

Anonimo ha detto...

"ciò che si oppone alla vita."

questa frase è molto ambigua

Dobbiamo evitare il naturalismo promosso da Gaudium et Spes, Paolo VI, GP 2 e i Modernisti che seguono Rahner...

ciò che si oppone alla vita eterna

ciò che si oppone alla Verità che è la Vita Eterna...

ma

se la vita è intesa come la vita naturale, la frase ha solamente un senso naturale, e propone solamente una dottrina di naturalismo...


Romano

mic ha detto...

Grazie Romano, ho aggiunto :)

una sola fede ha detto...

Scusami mic, spero di non disturbare, ma siccome in questo thread si richiama l'importanza della MORTIFICAZIONE, guarda che ciò che sta avvenendo con una suora proprio durante il momento clou per un cristiano in questo senso, cioè la Quaresima, a mio avviso non è casuale affatto... stiamo parlando non di noccioline, ma di ben 25 MILIONI di clic su youtube!!! non è mica uno scherzo… per questo penso che sia giusto postare almeno qualcosa...non si può passare in silenzio una cosa così..

E poi c'è pure il commento compiaciuto di RAVASI…

Siamo proprio in una grande Quaresima, questo è certo, quest’anno in particolare, caro Lupus et Agnus (facci magari un commento dopo aver visto e letto, sempre che tu abbia vicino una scorta della confezione gialla di cui sopra), Rosa, Luisa (che è un po' che non vedo in giro sul blog) e cari tutti miei.



1- Dal video
http://www.youtube.com/watch?v=TpaQYSd75Ak

-Domanda della Carrà dopo l’esibizione canora della suora: “MA SEI UNA SUORA VERA O…?”
Risposta: “Sono una suora verissima!”
Domanda della Carrà: “Ma come ti è venuto in mente di venire qua?
Risposta della suora: “Beh, HO UN DONO, VE LO DONO!”
Domanda della Carrà: “Secondo te cosa dicono in Vaticano di questa cosa?”
Risposta della suora: “MI ASPETTO UNA TELEFONATA DI PAPA FRANCESCO PERCHE’ LUI CI INVITA SEMPRE AD USCIRE, AD EVANGELIZZARE…”
…e al minuto 7.46 il cantante tatuato fino alla gola che lei ha scelto va sul palco, se la stringe ben bene, e tenendola stretta la alza e la fa roteare…


2-Dall’articolo qui sotto linkato (compreso il TWEET DI RAVASI):

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/suor-cristina-twitter-the-voice-of-italy-talent-rai2-ravasi-social-coach-j-ax-rapper-db600a20-950f-42fc-9ef6-07cf7044049e.html

“Cristina, la suorina siciliana di 25 anni che mercoledì scorso si è presentata sul palco di "The Voice of Italy 2" incantando il pubblico e spiazzando i 4 coach del talent show di Rai

Il primo a girarsi è stato il rapper J-Ax che si è letteralmente commosso: "Io e te insieme siamo imbattibili - ha detto a Suor Cristina – SIAMO IL DIAVOLO E L’ACQUA SANTA". E lei, emozionatissima, ha deciso di entrare a far parte del suo gruppo. J-Ax prima si è lasciato andare a qualche lacrimuccia e poi ha spiegato: "SE AVESSI INCONTRATO TE QUANDO ANDAVO A MESSA A QUEST’ORA SAREI PAPA. Se canti tu la domenica con le donazioni possiamo evitare tutti di pagare l'Imu".

A quel punto si è iscritta alla Star Rose Academy fondata dalle Orsoline, diretta dall'attrice Claudia Koll, dove ha frequentato l’accademia e ha seguito i corsi di canto e di ballo.
HA detto: “SOLO PERCHE’ SIAMO SUORE NON POSSIAMO ESIBIRCI? CHI LO HA DETTO? Il mio è un messaggio di fedeltà e amore che trasmetto tramite la mia voce. DEVO CONDIVIDERE LA MIA VOCE CON TUTTI".

Il CARDINAL RAVASI su twitter scrive: "Ciascuno, secondo il dono ricevuto, lo metta a servizio degli altri (1 Pietro 4,10) #suorcristina

Josh ha detto...

@Anacleto

"...Roba da spaventare il più ascetico dei tradizionalisti!"

"fino al ridicolo "Pænitemini" di Paolo VI, seguito "scrupolosamente" anche dai tradizionalisti. "

lei che ne sa, è alla loro mensa o regolarmente e in loro case private a monitorare?

mic ha detto...

perché a suo tempo rappresentarono un "vulnus" al "sensus Ecclesiæ", oggi purtroppo quasi scomparso nei cristiani occidentali.

Che pizza!
Il "sensus Ecclesiæ" ce lo dà il Signore man mano che lo conosciamo sempre più.
Non dico che non si debba leggere la storia, ci mancherebbe!
Ma non possiamo spiegarci tutto con i fatti storici e, quando non capiamo qualcosa, cioè raggiungiamo un nostro limite, dobbiamo arrenderci.
Infatti, se ogni ricerca della ragione è non solo degna di rispetto ma anche richiesta, ad un certo punto è necessario un saltus, possibile soltanto nell’ordine della Grazia. E questo è proprium del cristianesimo.
Dalla natura alla soprannatura non c’è un passaggio continuo, ma c’è un abisso: un salto, appunto.

una sola fede ha detto...

@Josh, ti quoto sicuramente e su questo tema quoto anche @Rosa che ha ben commentato nell'altro thread così: "A me sinceramente non interessa molto di disquisre sugli ortodossi perchè sono già abbastanza ignorante di cattolicesimo, quindi il tempo che ho libero da impegni domestici e professionali lo dedico a conoscere di più e meglio la mia Fede, e non credo che per questo sia opportuno, e men che meno necessario, leggersi dotte disquisizioni sull'Ortodossia, vera o pseudo-che sia"

e aggiungo io: se poi uno sta tanto bene con gli ortodossi e pensa in cuor suo che siano loro nella verità, magari ne tragga le conseguenze, perchè o si sta di qua o si sta di là, la via di mezzo col Signore non esiste.

A proposito, Josh, hai visto che roba ci tocca sentire e vedere in piena Quaresima? E' un caso, secondo te, quei quasi trenta milioni di contatti per quella roba? Siamo non alla frutta di questa "chiesa", ma al dolce..pardon, all'amaro ma di quello tremendo... si sta per ripartire e per iniziare la ricostruzione...teniamoci pronti.

Anonimo ha detto...

Magister:
Bagnasco difende la famiglia dalla "rieducazione" sul genere

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/03/24/bagnasco-si-ribella-ai-campi-di-rieducazione/

Anonimo ha detto...

Dalla prolusione di Bagnasco

...Colpisce che la famiglia sia non di rado rappresentata come un capro espiatorio, quasi l’origine dei mali del nostro tempo, anziché il presidio universale di un’umanità migliore e la garanzia di continuità sociale. Non sono le buone leggi che garantiscono la buona convivenza – esse sono necessarie – ma è la famiglia, vivaio naturale di buona umanità e di società giusta.

una sola fede ha detto...

"e aggiungo io: se poi uno sta tanto bene con gli ortodossi e pensa in cuor suo che siano loro nella verità, magari ne tragga le conseguenze, perchè o si sta di qua o si sta di là, la via di mezzo col Signore non esiste".


...e aggiungo ancora, se mi è consentito, che la mia era ovviamente una provocazione, perchè è chiaro che la verità si ritrova SOLO all'interno della Chiesa Cattolica, a prescindere da sviamenti dottrinali presenti in uomini che la compongono, fosse pure agli alti livelli gerarchici, fosse pure che si dimostrino talora indegni di rivestire certi ruoli. Perciò l'invito era rivolto ovviamente non ad abbandonare l'unica vera Chiesa, ma a decidersi anzi una volta per tutte A STARNE DENTRO CON ENTRAMBI I PIEDI E NON CON UNO SOLO o con mezzo, non nutrendo dubbi (o almeno lottare e pregare a questo fine) nè tanto meno seminandone, perchè AGLI OCCHI DEL SIGNORE QUESTO E' MALE; ma semmai impegnarsi DA DENTRO, E SENZA AMBIGUITA' (NE' TANTO MENO CONTRIBUENDO A PROPAGARNE, più o meno consapevolmente, fatta salva infatti la buona fede di tutti) a pregare, approfondire e darsi da fare perché la sana dottrina sia conosciuta, riaffermata, difesa, trasmessa.

Questo perché, appunto, chi non è con Gesù (e quindi con la Sua Chiesa) è contro di Lui, e chi con Lui (attraverso la Sua Chiesa) non raccoglie, disperde. E inoltre saremo giudicati anche su quante pecorelle, nel nostro piccolo o nel nostro grande, avremo contribuito a far tornare nell'ovile santo o al contrario a far allontanare verso il fosso...


Ebbe a scrivere, solo a modo di esempio, tra i tanti, PIO XI:

“[…]la Sede Apostolica non può in nessun modo partecipare alle loro riunioni [degli acattolici] e che in nessun modo i cattolici possono aderire o prestare aiuto a siffatti tentativi; se ciò facessero, darebbero autorità ad una falsa religione cristiana, assai lontana dall’UNICA CHIESA DI CRISTO. Ma potremo Noi tollerare l’iniquissimo tentativo di vedere trascinata a patteggiamenti la verità, la verità divinamente rivelata?

Potrà sembrare che questi pancristiani, tutti occupati nell’unire le chiese, tendano al fine nobilissimo di fomentare la carità fra tutti i cristiani; ma come mai potrebbe la carità riuscire in danno della fede? Nessuno certamente ignora che lo stesso apostolo della carità, San Giovanni (il quale nel suo Vangelo pare abbia svelato i segreti del Cuore sacratissimo di Gesù che sempre soleva inculcare ai discepoli il nuovo comandamento: « Amatevi l’un l’altro »), ha vietato assolutamente di avere rapporti con coloro i quali non professano intera ed incorrotta la dottrina di Cristo: « Se qualcuno viene da voi e non porta questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo nemmeno ». Quindi, appoggiandosi la carità, come su fondamento, sulla fede integra e sincera, è necessario che i discepoli di Cristo siano principalmente uniti dal vincolo dell’unità della fede.
Pertanto, Venerabili Fratelli, facilmente si comprende come questa Sede Apostolica non abbia mai permesso ai suoi fedeli d’intervenire ai congressi degli acattolici; infatti non si può altrimenti FAVORIRE L’UNITA’ DEI CRISTIANI CHE PROCURANDO IL RITORNO DEI DISSIDENTI ALL’UNICA VERA CHIESA DI CRISTO, dalla quale essi un giorno infelicemente s’allontanarono: a quella sola vera Chiesa di Cristo che a tutti certamente è manifesta e che, per volontà del suo Fondatore, deve restare sempre quale Egli stesso la istituì per la salvezza di tutti".

Pietro C. ha detto...

“SOLO PERCHE’ SIAMO SUORE NON POSSIAMO ESIBIRCI? CHI LO HA DETTO?

Evidente ignoranza!
San Giovanni Crisostomo vietava il teatro ai cristiani del suo tempo. Fatti dovuti adattamenti alla nostra epoca si deve dire che la tradizione antica invita ad evitare la mondanità in quanto occasione di dispersione dello spirito.
Chi lo dice? La Chiesa!
(Ovviamente non la sua rappresentazione beffarda moderna).

Pietro C. ha detto...

Vedo che Anacleto continua con il piglio dell'apologeta.

Questo significa che quanto di buono dice non verrà accolto. Se ne è accorto?

Per parte mia mi rendo conto che è sempre più saggio tacere...

Gederson Falcometa ha detto...

Oggi a una sorta de aborto praticato per gli pastori. Loro dovevano gerare Cristo nelle persone, ma proposte come quella di Kasper, sono una vera proposta de abortare Cristo. Mortificazione per loro, che cosa é? Non sembra che mortificano la dottrina, la liturgia e la teologia?

mic ha detto...

Caro Pietro C.
In effetti stiamo proprio cercando di orientarci in questa "beffarda rappresentazione moderna" che tuttavia non esaurisce tutta la realtà del mistero-chiesa dato che abbiamo diversi sacerdoti (e sai quanti che non conosciamo) che sono punti di riferimento sicuri. Purtroppo prevalgono gli abusi e la banalizzazione del sacro, ma la fede non è estinta. Siamo qui per custodire condividere e resistere.

Quanto ad Anacleto, ascoltare e a volte accogliere anche le provocazioni credo serva sempre per approfondire.

mic ha detto...

A proposito di "ascoltare" credo che nella tradizione orientale ci siano molte ricchezze condivisibili che chi non si ferma in superficie prima o poi incontra.

mic ha detto...

A proposito della suora Rock, ne parla con apparente equilibrio, ma alla fine col solito cerchiobottismo, la Nuova Bussola quotidiana:

....
Mi sono convinta della genuinità della suora e della semplicità con cui, nella sua vita e nella sua Congregazione, tutto è nato.
Ho visto il desiderio, certo sincero, di far emergere un'immagine diversa della suora e ho gioito del suo bel rapporto con le consorelle, attempate, e pur tuttavia capaci di accogliere l'imprevedibile novità di una sorella rock star.
Quello che però mi lascia molto perplessa e che mi porterebbe a mettere in guardia suor Cristina e le sorelle orsoline, è il mondo in cui sono piombate.
Non mi sono piaciute le riprese della trasmissione The Voice, volte più a tracciare il lato comico della faccenda che la serietà dell'impegno di chi stava cantando.
Non mi fido del mondo, almeno di certo mondo, dei media, che prima porta in alto le sue vittime e poi le lascia cadere nel baratro.
Sarebbero troppi i nomi da elencare, fra coloro che frati, suore o preti beat, hanno poi perso tutto, vocazione e talento. Non mancano, per fortuna, buoni esempi.
Alcuni sono stati capaci di dominare il mondo dei media, tuttavia non avendo accettato le regole del gioco, presto o tardi, sono caduti nell'oblio.

Salvo poi a concludere:
"Non sono oscurantista e sono convinta che non si possa fare a meno di utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione sociale e, in tal senso, anche apparire in TV può avere il suo valore."

Visti i rischi non è questione di oscurantismo, ma di snaturamento del vero carìsma.
Non c'è bisogno di avere una conoscenza approfondita delle leggi spirituali per sapere quanto certe manifestazioni più "corporee" distolgano da una vera maturazione spirituale, che è fatta anche di ascesi, come dicevamo qui.
Non mi pare che il genere musicale scelto dalla suora sia tra quelli che favoriscono una spiritualità più profonda.
L'inganno è tutto qui. Ma chi lo vede?

da MiL ha detto...

"Sconfinando dalle Conventuali ai Sacerdoti, a proposito del Sacerdozio e l’impegno sociale - che in questi giorni pare essere icona preferita dai mass media, il Ven. Paolo VI (""Non facciamo modello di rinnovato cristianesimo i principii pseudo liberatori"") il """25 febbraio 1974 "si era rivolto  al Clero della Diocesi di Roma con queste parole : "

SACERDOZIO E IMPEGNO SOCIALE  " "

una sola fede ha detto...

Nel suo intervento delle 00.42 dice bene Pietro C.
Aggiungerei anche SANT'AGOSTINO, dall’ESPOSIZIONE SUL SALMO 96, che dice:


“QUANTI OGGI HANNO CONVINTO DEGLI AMICI A RECARSI ALLO SPETTACOLO COMICO O ALL’ORCHESTRINA? Perché l'hanno fatto se non perché loro piaceva? EBBENE, VOI AMATE CRISTO, I CUI SPETTACOLI SONO SENZA CONFRONTO. Egli ha vinto il mondo; in lui nessuno può dirvi di aver trovato motivo di recriminazione.[…] ATTIRATE, DUNQUE, ACCOMPAGNATE, TRASCINATE TUTTI COLORO CHE VI SARA’ POSSIBILE. State tranquilli! Li portate a uno che non deluderà quanti lo vedranno. E pregatelo affinché li illumini e loro riescano a guardarlo per bene. I cieli annunziarono la sua giustizia, e tutti i popoli videro la sua gloria”.

Piccola riflessione: mi pare che oggi sia tutto capovolto, e addirittura i consacrati vengono convinti (o si convincono facilmente da soli) non solo a recarsi, già cosa disdicevole in sé, ma persino a partecipare agli spettacoli mondani, e in più tenendo pure loro atteggiamenti mondani (vedere ad esempio, in segno di esaltazione e partecipazione emotiva, il gesto delle "corna" della succitata suora al minuto 6.50 circa del video). Questo è il colmo: povero Sant'Agostino, lui che sosteneva, che il cristiano deve attirare, accompagnare il più possibile TUTTI a Cristo, stando fuori ovviamente dai teatri e dagli spettacolini vari, si ritrova da un po' ad assistere dal Cielo il triste spettacolo invece di chi porta l'abito religioso e si fa inghiottire dallo spettacolo stesso, dalla voglia di mondo, dall'esibizione (mascherata ovviamente dal pretesto di "evangelizzare"!), da tutto ciò insomma che non solo doveva ben fuggire, ma da cui avrebbe dovuto distogliere gli altri che sembrano goderne, reindirizzandoli, come dice appunto il Santo Vescovo, verso Colui che HA VINTO IL MONDO, cioè Cristo, "I CUI SPETTACOLI SONO SENZA CONFRONTO".

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Anacleto,

No lo so se lei conosce, ma la tesi che lui sostiene non è quella del prof. Enrico Morini? Per chi non conosce, lui ha fatto una tesi dove oppone la tradizione del primo milenio alla tradizione del secondo.

Questa tesi ha ricevuto una confutazione di Arnaldo Xavier da Silveira*(ritenuto per molti uno dei maggiori teologi vivo). Adesso non ho tempo (scrivo dal tablet), ma doppo posto qui qualcosa di questa confutazione.

*Il testo della confutazione é disponibile in portoghese nell'indirizzo:

Gederson Falcometa ha detto...

Il link per il testo (scrivo dal tablet....): http://www.spessantotomas.com.br/2012/05/tradicao-do-1.html

Anonimo ha detto...

1 sola fede, rispondo in ritardo perché come già avevo accennato sto vivendo un momentaccio in più mi sono pure rotto 1 dito del piede, così, dicono a casa, stai un po' fermo(;<I....purtroppo della novella sister act ho letto e visto qualche stralcio , dopo aver assistito sconcertato al festival francescano in piazza lo scorso settembre nella mia città, vero che Francesco (quello vero) era detto il giullare di Dio, ma francamente c'è una bella differenza fra giullare e buffone....dimeticone non me l'aveva mai detto nessuno, farò sondaggi ma se tu dici che funziona provvederò (:()tornando seri, non so più che pensare e dire, comincia a prendermi lo scoramento e mi chiedo cosa ci sia di sbagliato in questo triste show, io che non li approvo o loro che fanno cose assolutamente fuori asse....almeno BXVI mi confortava con le sue catechesi ed omelie, qua mi sento un pesce fuor d'acqua alla disperata ricerca di ossigeno.....Lupus et Agnus.

Anacleto ha detto...

Gentilissimo Genderson Falconeta,
La ringrazio di cuore per questa segnalazione. Non conoscevo il Prof. Enrico Morini, che fra l'altro ha avuto uno scambio epistolare con Sandro Magister (per trovare queste cose internet è formidabile):
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1348361

Ho letto con qualche difficoltà, non parlando il portoghese, il testo di Xavier da Silva e ne teaggo la conclusione, che Pio XII, quando nella "Humani generis" accusa "taluni" di ritenere "non assurdo, ma del tutto necessario che la teologia, in conformità ai vari sistemi filosofici di cui essa nel corso dei tempi si serve come strumenti, sostituisca nuovi concetti agli antichi; cosicché in modi diversi, e sotto certi aspetti anche opposti, ma come essi dicono equivalenti, esponga al modo umano le medesime verità divine.", di fatto fa ai modernisti lo stesso rimprovero, che la Chiesa romana orientale fece agli occidentali, dopo che le "nuove dottrine germaniche" presero possesso dell'antica Roma con Nicola I, ma soprattutto con Sergio IV e definitivamente con Gregorio VII.

Che l'intento di Giovanni XXIII fosse quello di riavvicinare gli Ortodossi è confermato da diverse fonti, però egli fece due errori gravi:
- invitare gli Ortodossi solo come osservatori, mettendoli sullo stesso piano dei protestanti;
- affidare il proseguimento del Concilio a G. B. Montini, che deviò verso il protestantesimo, anche se a parole lo negava.

Che quello di Giovanni XXIII fosse un intento condiviso dalla stragrande maggioranza dei Padri conciliari (Mons. Lefèbvre compreso) lo dimostrano le votazioni dei principali documenti, "Sacrosanctum Concilium" in testa. Questa potrebbe essere una spiegazione del perché il "Cœtus internationalis Patrum" si organizzò solo tardi (troppo) per fermare la deriva impressa da Paolo VI.

Grazie ancora e consiglio a tutti di leggere la pagina di Sandro Magister. Una sintesi della storia del grande scisma si trova anche su:
http://www.homolaicus.com/storia/medioevo/scisma_Oriente-Occidente.htm

Anacleto ha detto...

P.S.:
Prima di Obama è stao Giovanni Paolo II ad attaccare la Russia, suscitando fra l'altro anche una reazione del Ministero degli Esteri:
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7551

una sola fede ha detto...

"dopo aver assistito sconcertato al festival francescano in piazza lo scorso settembre nella mia città"

Caro Lupus et Agnus, intanto auguri di pronta guarigione...io ormai gli acciacchi che ho addosso non li conto neanche più...si offriranno quindi al Signore anche per questa Quaresima.
Se quello cui ti riferisci è il festival riminese, in un'intervista durante quell'"evento" Cantalamessa disse testuale: "per quanto riguarda papa Francesco, l'attrazione che esercita sulle folle HA LA STESSA SPIEGAZIONE di quella che esercitava GESU' CRISTO...quindi è chiaro che c'è qualcosa sotto..."

http://www.youtube.com/watch?v=KIkvCWi4sTo


D'altra parte è anche vero che Bergoglio e lui si sono trovati pure insieme durante quei noti raduni (se mai si potesse dir così) "interconfessionali" in l'allora CARDINAL BERGOGLIO si inginocchiava, mano sul petto e concentrazione massima, per prendersi la cosiddetta "benedizione" di laici, compresi quelli evangelici lì presenti, e del buon Cantalamessa in perfetto stile ultra-post-conciliare...

Ecco quindi il VIDEO DEL III Encuentro Fraterno della
Comunión Renovada de EVANGELICOS Y CATOLICOS en el Espíritu
(CRECES), si veda in particolare dal MINUTO 3...

(Lupus et Agnus, ti avverto, occhio allo stomaco...fai un bel pieno di dimeticone e antiacido puro perchè qua non è per tutti)


VIDEO DAL MINUTO 3:

http://www.youtube.com/watch?v=NnMsXm9DMK8

Anonimo ha detto...

1 sola fede, un vero cazzotto sul mio già dissestato stomaco,touché....sì Rimini è la mia città natale, ma non vi abito, però ogni tanto ci vado e obtorto collo ho assistito all'horror show.....che dici posso passare direttamente al pantecta in dosi equine?????Grazie per gli auguri, 3 settimane di prognosi.....che vuol dire avere una fortuna sfacciata (:X! Lupus et Agnus

una sola fede ha detto...

Lupus et Agnus..ehhh, io i -prazoli vari li conosco bene perché assumo 12-13 cpr al dì per i miei vari malanni, oltre a iniezioni e altro...e proprio esattamente un anno fa che cercavo in qualche modo di ridurre almeno le dosi dei gastroprotettori, ecco che...zac! non mi si è affacciato il 13 marzo proprio colui che nel video hai visto inginocchiato??...allora niente da fare, ho dovuto rinunciare all'intento...ma ho fiducia e ci ritento!

mic ha detto...

almeno BXVI mi confortava con le sue catechesi ed omelie, qua mi sento un pesce fuor d'acqua alla disperata ricerca di ossigeno.....Lupus et Agnus.

Lupus, auguri di pronta guarigione anche da parte mia :)

Guarda che catechesi e omelie di Benedetto sono sempre lì e non scadono di validità. E poi ci sono anche molti tesori bimillenari... bisogna non stancarsi di scavare nelle vena aurea, non in quelle di scarto... Coraggio!

rosa ha detto...

beh, Mic, potresti vendere spazi su tuo blog per la pubblicita' degli anti H2 , cioe' i- prazoli come dice una sola fede :)
rosa

Anonimo ha detto...

Grazie per gli auguri....il 13 è una data infausta preferirei non si rivangasse la tragica serata, omelie e discorsi di BXVI li ho quasi tutti, scaricati ed in libri, in più sto cercando di prendere in prestito in biblioteca Guardini e Benson, i 2 libri più famosi, kueng l'ho letto e pure rahner, delubac et affini per certe tesi di laurea dell'Issr, proprio digiuno non sono.....diciamo che taluni mi rimangono indigesti assai, prazoli a parte.....Lupus et Agnus.

una sola fede ha detto...

"E poi ci sono anche molti tesori bimillenari... "

già, mic, approfondire oltre alla Sacra Scrittura anche il Catechismo del Concilio di Trento e quello di San Pio X, oltre agli innumerevoli testi magisteriali dei papi ante-concilio vaticano II e gli scritti dei padri della Chiesa è uno dei modi più efficaci per arginare ciò che ci vorrebbe inghiottire tutti e per trasmettere a nostra volta la Verità che è stata custodita dalla Chiesa senza sbavature fino a cinquanta anni fa: questo, ritornando ai mal di stomaco evocati anche da Lupus et Agnus, ridurrebbe quanto meno il forzato utilizzo (almeno per alcuni di noi)degli "inibitori di pompa" e affini...

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Anacleto,

È stato un piacere segnalare il testo di Arnaldo Xavier da Silveira. La maggioranza dei articoli di lui è stato tradotto per l'italiano, ma purtroppo, non ho trovato questo in italiano.

In ciò che riguarda il Concilio, la deriva ha cominciato nel suo discorso di appertura, fatto per Giovanni XXIII. Quello discorso è troppo male e me sembra che lui ha datto forza ai progressistiper rifiutare gli schemi preparatorio. Nel rifiuto di questi schemi, comincia a deriva.

Riguardo alla dottrina e la tradiziine, prima di tutto se deve distinguere tra tradizione apostolica, di diritto divino, e tradizione ecclesiastica, di diritto ummano. La tradizione apostolica nessuno può cambiare, ma la tradizione ecclesiastica, questa può cambiare. Questo insegna santi, come Sant'Antonino da Firenze e altri. In questo senso ti segnalo il testo di P. Francesco Berardinelli, S. J., rivista La Civiltà Cattolica, Roma 1868:

La dottrina di S. Antonino
Arcivescovo di Firenze
Intorno alla infalibità dei papi

Gederson Falcometa ha detto...

link del testo ddi P. Francesco Berardinelli: http://progettobarruel.comlu.com/novita/11/dottrina_infallibilita_Papa_I.html

Anche ti segnalo una confutazione di Pe Matteo Liberatore al Patriarca Antimo di Constantinopla:

http://books.google.com.br/books?printsec=frontcover&id=2WT0fXkYUPAC&hl=pt-BR&output=html

P. Francesco e P. Matteo Liberatori sono veri teologi occidentale. Se non ricordo male esiste troppo inluenzia nel CVII del oriente. Me ricorso di testa che Soloviev ha influenziato qualcosa nel concilio e nel caso dell'anafora di Addai e Mari, la unica ragione per questa essere stata approvatta è chi per gli ortodossi la consacrazione del pane e del vino, nel corpo e nel sangue del Signore, accade con l' epicclese non per le parole della consacrazione. GP II ha parlato sul questo in uno discorso, non me ricordo bene quale. Ma se trova questo interessante, posso fare la ricerca.

La tesi del prof. Enrico Morini, la Chiesa di Roma doppo il anno mille ha rotto con la tradizione e il concilio Vaticano II sarebbe il rappresentante del ritorno di questa tradizione. È lo spirito della nuova teologia o teologia delle fonti. Interessante che al parlare di rottura abbiamo quelli che parlano di rottura con la Chiesa primitiva nell'epoca di Constantino, questi sono i protestanti, la maggioranza dei progressiti e il CN; altri parlano di una rottura nel 800 quando comincia la scolastica, altri parlano di rottura nel anno 1000 e adesso vediamo una rottura reale con il CV II. Una buona confutazione della Chiesa constantiniana e imperiale lasciaria tutti i progressisti senza dormire, perchè la tesi della Chiesa constantiniana è troppo fraca.

Tu sai dire percchè la Chiesa orientale venera Constantino come santo e la occidentale, no?

Un saluto dal Brasile