venerdì 21 marzo 2014

«Sì alla globalizzazione ma con l'uomo al centro». Quid?

Cos'è che è cambiato? Il mondo o la Chiesa? [naturalmente la Chiesa non cambia. Sono alcuni uomini di Chiesa che ne mostrano un volto diverso]

« La dottrina cattolica ci insegna che il primo dovere della carità non sta nella tolleranza delle convinzioni errate, per quanto sincere possano essere, né nell’indifferenza teorica o pratica per l’errore in cui vediamo cadere i nostri fratelli… Se Gesù è stato buono con gli sviati e i peccatori, Egli non ha rispettato i loro erronei convincimenti, per quanto apparissero sinceri : Egli ha amato tutti per istruirli, convertirli e salvarli ». (Pio X, Notre charge apostolique, 25 agosto 1910)
Oltre a quanto commentavamo qui, colpisce un'altra dichiarazione del papa nelle interviste al Corriere della Sera e a La Nacion, il 5 marzo scorso. L'affermazione si avventura in orizzonti purtroppo nemmeno più inediti, le cui caratteristiche risultano ben definite nell'incipit dell'enciclica di San Pio X sopra citata: « La nostra carica apostolica ci rende doveroso vigilare sulla purezza della fede e sull'integrità della disciplina cattolica, preservare i fedeli dai pericoli dell'errore e del male, soprattutto quando l'errore e il male sono loro presentati con un linguaggio trascinante, che velando l'incertezza delle idee e l'equivocità dell'espressione con l'ardore del sentimento e con l'altisonanza delle parole, può infiammare i cuori per cause seducenti, ma funeste ». (Pio X, Notre charge apostolique)

L'affermazione sotto riportata non è magistero. Ma purtroppo l'uso reiterato di tribune mediatiche alimenta la vulgata dominante. Non faccio commenti, se non una piccola chiosa e vi invito a confrontare l'affermazione dell'attuale pontefice con la Dottrina perenne, per non dimenticare la nostra Sorgente, che è Colui che la rende viva e feconda.
Sì alla globalizzazione, ma con l'uomo al centro e nel rispetto della particolarità di ogni popolo : è ciò che auspica il papa, in una lunga intervista pubblicata in Italia sul Corriere della Sera e in Argentina su La Nacion, il 5 marzo scorso. Per la Chiesa, ha aggiunto il Papa, la globalizzazione deve essere l'immagine del « poliedro » con « le sue varie facce, dove ogni nazione conserva la sua cultura, lingua, religione, identità ».
Non è altro che il sogno « montiniano » che don de Nantes designava con la sigla MASDU (Movimento di Animazione Spirituale per la Democrazia Universale) : il Messianismo rivoluzionario di Lamennais, sistematizzato da Jacques Maritain, amico personale di Paolo VI nel suo Umanesimo integrale. Ma la Chiesa di Cristo non può proclamare il puro e semplice « rispetto per l'individualità di ogni popolo », nel quale risulta inclusa qualsiasi forma di religione, senza annunciare e inverare l'Azione del Suo Signore, ch'è anche verità e vita.

Riprendo dunque l'insegnamento di San Pio X sul concetto di fratellanza universale del solco nella sua enciclica Notre charge Apostolique del 25 agosto 1910 per constatare qual è la vera dottrina della Chiesa in questo campo, quella non transeunte a seconda della moda del tempo. Riporto semplicemente  il testo dell'enciclica con la sola accortezza di schematizzare le affermazioni per sottolinearne la cristallina chiarezza:

« [Coloro che] o rifiutano di ascoltare la Chiesa, oppure si formano un concetto della giustizia e dell'uguaglianza, che non è cattolico.... stabiliscono la base del concetto di fraternità :
  • nell'amore degli interessi comuni, oppure,
  • al di là di tutte le filosofie e di tutte le religioni, nella semplice nozione di umanità, comprendendo così nello stesso amore e in un'eguale tolleranza tutti gli uomini con tutte le loro miserie, tanto intellettuali e morali quanto fisiche e temporali.
Orbene, la dottrina cattolica ci insegna che il primo dovere della carità
  • non consiste nella tolleranza delle convinzioni erronee, per quanto sincere esse siano,
  • né nella indifferenza teorica o pratica per l'errore o per il vizio in cui vediamo immersi i nostri fratelli, 
  • ma nello zelo per il loro miglioramento intellettuale e morale, non meno che per il loro benessere materiale.
Questa stessa dottrina cattolica ci insegna che :
  • la sorgente dell'amore per il prossimo si trova nell'amore di Dio, padre comune e comune fine di tutta l'umana famiglia, e nell'amore di Gesù Cristo, di cui siamo le membra al punto che consolare un infelice equivale a far bene a Gesù Cristo stesso. 
  • Ogni altro amore è illusione o sentimento sterile e passeggero. 
  • Certamente, l'esperienza umana sta a provare, nelle società pagane o laiche di tutti i tempi, che in certi momenti la considerazione dei comuni interessi o della naturale somiglianza è di scarsissimo peso di fronte alle passioni e agli affetti disordinati del cuore. 
  • No, Venerabili Fratelli, non vi è vera fraternità al di fuori della carità cristiana, che per amore di Dio e del suo Figlio Gesù Cristo, nostro Salvatore, abbraccia tutti gli uomini per confortarli tutti e tutti condurre alla stessa fede e alla stessa felicità celeste. 
  • Separando la fraternità della carità cristiana intesa in tal modo, la Democrazia, lungi dall'essere un progresso, costituirebbe un disastroso regresso per la civiltà. Infatti, se si vuol arrivare, e noi lo desideriamo con tutta l'anima nostra, alla maggior quantità di benessere possibile per la società e per ciascuno dei suoi membri, per mezzo della fraternità, oppure, come ancora si dice, per mezzo della solidarietà universale, sono necessarie l'unione degli spiriti nella verità, l'unione delle volontà nella morale, l'unione dei cuori nell'amore di Dio e di suo Figlio, Gesù Cristo. 
  • Orbene, questa unione è realizzabile soltanto per mezzo della carità cattolica, la quale solamente, di conseguenza, può condurre i popoli sul cammino del progresso, verso l'ideale della civiltà ». (Pio X, Notre charge apostolique)
Ricordiamo anche, dal Radiomessaggio di Pio XII (Santo Natale 1953) ai popoli di tutto il mondo, sullo « spirito tecnico » :
« ...la creazione gli apparirà illuminata in tutte le dimensioni, specialmente quando... si sforzerà di comprendere « quale sia la larghezza, la lunghezza, e l’altezza, e la profondità, e la conoscenza della carità di Cristo ». In caso contrario l’era tecnica compirà il suo mostruoso capolavoro di trasformare l’uomo in un gigante del mondo fisico a spese del suo spirito ridotto a pigmeo del mondo soprannaturale ed eterno ».

113 commenti:

Anonimo ha detto...

Siete superati.
La storia va avanti.

rosa ha detto...

Grazie ancora una volta Mic!
Rosa
Ps: forse nel formattare il brano per il sito, ti si sono sovrapposti due paragrafi, e l' inizio risulta un po' confuso, non comprendendosi se ti riferisci a Pio X o PF.

Anonimo ha detto...

Superati?
Christus heri, hodie, semper!

rosa ha detto...

Ieri agli operai di Terni, Pf ha parlato di...SOLIDARIETA' !
Ma la buona, vecchia CARITA', virtu' teologola, dove se n' e' andata ? In cielo?
Rosa

mic ha detto...

Sicuro, Anonimo che la storia va avanti?
Verso dove, se il centro, il fondamento, da rendere comune, non è la S.S. Trinità?

Turiferario ha detto...

Devo averlo già detto, ma pazienza mi ripeto, che quelle affermazioni sulla globalizzazione sono prive di senso comune. Cosa vuol dire in effetti che "la globalizzazione deve essere l'immagine del « poliedro » con « le sue varie facce, dove ogni nazione conserva la sua cultura, lingua, religione, identità»"? Globalizzazione significa appunto che ogni differenza locale viene assorbita in un nuovo ordinamento sovranazionale. Se questo non avviene, non c'è la globalizzazione. L'affermazione bergogliana equivale a dire che mettiamo in comune tutti i nostri beni, ma ciascuno conserva la proprietà privata di ciò che ha. Un controsenso. Evidente la volontà di tenere il piede in due scarpe: siamo a favore della globalizzazione perché siamo moderni e up to date, ma siamo anche contro.

Rafael B. ha detto...

sono turbatissimo da queste parole del Papa... davvero... ma del resto il concilio aveva già sancito la "libertà di religione", giusto? E allora non c'è nulla da dire... Il Papa segue il concilio e basta... il problema è altrove!

Mazzarino ha detto...

Massoneria Ebraica. In purezza.

mic ha detto...

Grazie della segnalazione, Rosa, spero che ora sia più chiaro.

mic ha detto...

E allora non c'è nulla da dire... Il Papa segue il concilio e basta... il problema è altrove!

Purtroppo il problema non è altrove. Il problema è qui!

Perché in effetti il papa segue proprio quei punti del concilio che sono stati riconosciuti e dimostrati in discontinuità. Questo è uno, insieme alla collegialità, al dialogo senza rete, al falso ecumenismo, al linguaggio non più definitorio...

Mazzarino ha detto...

@Rosa
"Solidarietà" Ho sentita nominare questa parola tante di quelle volte che ora mi da la nausea. La definirei Carità senza Cristo. Cioè tempo perso

Anonimo ha detto...

Al posto della Chiesa, l'Umanità
Al posto del Vangelo, la Carta dei diritti dell'uomo
Al posto del Regno di Dio, una Democrazia universale
Al posto del culto a Dio, animazione spirituale della Città ideale

Anonimo ha detto...

Turifario
la globalizzazione, come viene studiata, è un processo verso un mercato unico, con libera circolazione di merci, capitali e persone.Ma questo non implica la fusione di tutti gli Stati in un unico Stato sovranazionale, ogni Stato conserva la sua cultura ecc, ecc.. Non c'è contraddizione in quello dichiarato dal papa.
E che troppo spesso si tutelano i capitali e le multinazionali più delle persone in questo processo è un fatto.
Paola

Franco ha detto...

Mi sono fatta l'idea che, data la necessità onnipresente di unificare il mondo, il Papato al suo apogeo, da Gregorio VII a Bonifacio VIII abbia tentato di porsi esso stesso alla testa della globalizzazione del tempo, realizzando l'ecumene occidentale, ovvero la Cristianità del Sacro Romano Impero. Crisi con lo schiaffo di Anagni, la cattività avignonese e lo scisma della Cristianità divisa tra due papi. Nuovo tentativo con il papato del doposcisma a partire dalla metà del '400 ( la cui grandiosità edilizia e magnificenza artistica trovano facile e non abietta spiegazione nel bisogno di ostentare prestigio e imponenza a fini di accentramento universale )e poi con la Controriforma. Dal 1648 ( pace di Westfalia che chiude la guerra tra Cattolici e Protestanti ) si deve rinunciare all'idea di riaffermare l'unità della societas christiana mondiale anche con le armi e il trend è continuamente in discesa, con accelerazione progressiva ( vedasi Rivoluzione Francese ) fattasi velocissima dopo la Seconda Guerra mondiale.
Non potendo più mettersi essi stessi a capo dell'ecumene universale, i papi cercano un "appeasement" con il nuovo ecumenismo ONU, che però è laicista, multiculturalista,individualista, edonista, tendenzialmente agnostico e infiltrato dall'ideologia illuministico-massonica.
Vale a dire che il papato attuale sembra volersi mettere alla testa come "direttore di coscienza" ( Paolo VI ) o come animatore ( papa Francesco ) di un movimento che solo in parte ha radici nettamente cristiane e cattoliche.

bernardino ha detto...

caro anonimo delle 17.17 -
Purtroppo la storia insegna che ogni qualvolta l'uomo si è messo contro le Divine Leggi di Dio, la Potenza dell'Altissimo, l'ha rimesso con i piedi per terra, e gli ha fatto pagare un prezzo davvero sonoro. Qui si che la storia è andata avanti, mentre Dio è rimasto sempre Dio, il Padrone del cielo e della terra e sopratutto il padrone dell'uomo in quanto suo Creatore. Aspetta e vedrai. Troppe volte l'uomo si è ribellato a Dio, ma se conosci l'Antico e Nuovo Testamento, dovresti saperlo cosa è successo all'uomo. La storia è storia e non si cancella. Un popolo specialmente sà cosa è capace Dio, quando ci si ribella. Niente di personale. Ma studia e rifletti, e vedrai, se Dio vuole.
Quando l'uomo vuole prendere il posto di Dio (esempio dell'angelo più bello del Paradiso, che fine ha fatto? chi comanda Dio o satana?) si ritrova in un baratro, tra le fiamme. Ricordati che c'è un solo Dio trinitario che comanda su tutto l'universo, niente può prevalere su l'Onnipotente. Quando avrai cominciato a capire questo, avrai capito appena qualcosa.

Anonimo ha detto...

E turifario
non è per essere moderni che si parla di globalizzazione, ma perchè questa esiste ed ha cambiato il nostro modo di vivere, lavorare e consumare.
Che oggi a far concorrenza alle nostre imprese ci siano imprese lontanissime da cui possiamo acquistare via internet è un fatto, le delocalizzazioni anche. Negli anni 80 esistevano forse a milano dei parrucchieri cinesi?Nel mio paesello esiste una fiorente comunità di indiani...solo per fare pochi esempi.
Paola

mic ha detto...

Paola minimizza, banalizza e tenta di "normalizzare", facendo orecchie da mercante sul ribaltamento del "centro" (l'uomo al posto di Cristo) e sulle drammatiche conseguenze che comporta, di cui si vedono non poche avvisaglie.

mic ha detto...

Sempre per Paola.
Il fatto che ci siano dei cambiamenti già innescati non significa che sia tutto innocuo, ineluttabile, irreformabile.

Iustitia et Veritas ha detto...

Ed ecco il classico, esemplare esempio di persone stra-parlano tanto per, come il primo Anonimo:

"superati" da chi o da cosa?
Si può forse mai "superare" ciò che è avanti in eterno ed è eternamente Presente nella sua stabilità e verità?
Può forse mai dirsi "superato" ciò che è eternamente ATTUALE?

Quale la Legge (eterna) di Dio?
Non è sempre fresca, attuale, nuova ieri come oggi e domani, appunto perchè legata all'Eterno?

Non saranno invece i "tempi e il mondo" a doversi ADEGUARE e subordinare all'Eterno, allo Stabile, al Vero, ieri come oggi e domani?

Tornando invece al discorso dell'articolo:
si delinea sempre meglio il vero orientamento ecclesiale della chiesa (la minuscola è d'obbligo) post-conciliare:
cioè umanesimo, antropocentrismo, accento sulla creatura, su tutto ciò che è terreno e materiale a scapito dell'immortale e soprannaturale.
In sintesi, a scapito del Cattolicesimo genuino.

Una "chiesa"... che viaggia sempre più a braccetto col mondo, col profano e di conseguenza col "principe di questo mondo", di peccato.
Una "chiesa", che invece di attrarre il mondo ad Essa e dentro Essa, si comporta all'opposto.

Il Pontificato di bergoglio si mostra sempre meglio come "alterazione profana e profanatrice" della vera Istituzione del Signore.

- FIRMARE - PER DIFENDERE IL SANTO CULTO EUCARISTICO:
http://www.change.org/it/petizioni/difendiamo-il-sano-culto-no-a-degradazioni-devianze-e-abusi-liturgo-cultuali-no-al-dissacrare-oltraggiare-trascurare-sminuire-la-divina-eucaristia-nel-suo-corretto-e-legittimo-culto

rosa ha detto...

a proposito di PF e un piede in due scarpe- nere of course - articolo su Effedieffe.
Se volete, lo invio email a Mic
Rosa

Anonimo ha detto...

L'immagine del poliedro è magisteriale essendo stata usata da Francesco nella sua ultima esortazione Gaud. Ev.

Franco ha detto...

Si capisce che la peculiarità di ogni popolo e di ogni cultura rappresenta una ricchezza e un elemento di coesione sociale nel senso "identitario" ( basta pensare ai Tirolesi ). Anche nell'ambito del Cattolicesimo storico e tradizionale ci sono accentuazioni e stili diversi, da cui varietà di ordini e congregazioni religiose, nonché di "spiritualità" e di forme artistiche.

Il discorso si fa più difficile con la pacifica ammissione della diversità di religione, come elemento su cui sembra non si debba più lavorare con spirito missionario ( nel senso proprio e tradizionale, anche se non sostenuto dalle armi ).
Non rimpiango L'Inquisizione e i roghi, però di fronte a certo irenismo a 360 gradi mi chiedo se la conseguenza sottintesa o meno non sia la rottamazione o "musealizzazione" delle encicliche dell'800
( "Mirari vos" di Gregorio XVI e "Quanta cura" ( con il "Sillabo" ) di Pio IX, espressamente rivolte contro il cattolicesimo "liberale" ovvero "aperturista".
Ad esempio nella "Mirari vos" del 1832 si condannava il diritto alla "libertà di coscienza", nel "Sillabo" del 1864 si riproponeva come vincolante almeno idealmente il modello dello Stato Cristiano. Chiaramente occorre contestualizzare e chiarire ( il che a me personalmente è costato una fatica terribile, trattandosi di affermazioni apparentemente insostenibili nell'attuale clima della società della comunicazione ).

Il nucleo del discorso è che per quei papi la verità della dottrina cattolica era talmente chiara a ogni persona disponibile all'ascolto dell'Annuncio con il cuore e con la mente, da apparire quesi come 2 + 2 = 4. Di fronte a una verità matematica si dà "libertà di coscienza"? E il maestro ha o non ha il diritto e il dovere di imporre o proporre fortemmente 2 + 2 = 4 ?

Se rottamiamo queste encicliche e altri dogmi ufficiali, come quello del Peccato Originale, non potremo prenderci la libertà di rottamare molto altro, compresa la Divinità di Gesù Cristo come seconda persona della SS Trinità? Il che mi sembra accada di fatto nell'ambito di certo "cattolicesimo" nordeuropeo.

Anonimo ha detto...

Per Avvenire, "la sostanza" dell'articolo de l'Unità è "davvero condivisibile".
http://blog.messainlatino.it/2014/03/cristianesimo-e-marxismo-si-davano-la.html
un'attitudine umana
http://it.gloria.tv/?media=584984
questa esaltazione
“sentire” è la caratteristica del modernismo, “l’eresia di tutte le eresie”, condannata già dalla Chiesa.
http://www.fedeecultura.it/file/nrm.pdf

rocco ha detto...

anonimo delle 17 e 17
talmente superati che ci leggi, talmente superati che persino il papa ha trovato il tempo di chiamarci superati, tempo prezioso sprecato per noi superati e non usato meglio chessò magari per denunciare le persecuzioni dei cristiani in siria, o le abominevoli imposizioni ai bimbi d'asilo e elementari da parte di alcuni stati per promuovere l'omosessualita, e l'autoerotismo, cioe masturbazione ai bimbi, avallando la pedofilia. pensa infatti, se una bimba di 9 anni o 10 fa certe cose, che male c'e' se va a letto con un adulto.
caro anonimo tieniti stretto questo generi di sorpasso. se e' cosi' preferisco starti dietro...

una sola fede ha detto...

“facendo orecchie da mercante sul ribaltamento del "centro" (L’UOMO AL POSTO DI CRISTO) e sulle drammatiche conseguenze che comporta, di cui si vedono non poche avvisaglie”.

-Paolo VI, 49 anni fa nel suo discorso di chiusura del CONCILIO VATICANO II: “La religione del Dio che si è fatto Uomo s’è incontrata con LA RELIGIONE (PERCHE’ TALE E’) DELL’UOMO CHE SI FA DIO”.

E ancora dichiara senza problemi:

-"ANCHE NOI, NOI PIU’ DI TUTTI, SIAMO I CULTORI DELL’UOMO"(non di Dio, ovviamente, ci mancherebbe),

- "TUTTA QUESTA RICCHEZZA DOTTRINALE E’ RIVOLTA IN UN’UNICA DIREZIONE: SERVIRE L’UOMO" (e certo, e chi è mai quell'antiquato tradizionalista che pensi ancora di servire Dio attraverso la Dottrina della Chiesa??)

-"LA CHIESA SI E’ QUASI DICHIARATA L’ANCELLA DELL’UMANITA’ (forse era lui e quelli come lui a dichiararsi tali, perchè Maria Santissima disse, dando l'esempio di come la Chiesa avrebbe SEMPRE dovuto dire: "Eccomi, sono l'ancella del Signore...")

- "L’UOMO, diciamo, NON COME STRUMENTO, MA COME PRIMO TERMINE VERSO IL SUPREMO TERMINE TRASCENDENTE" (e da lì a poco infatti il "ribaltamento" da teorico sarebbe stato completato in fattivo...quanto poco?beh, direi che oramai ci siamo arrivati, no, e così viene messa DEFINITIVAMENTE in pratica l'affermazione iniziale di Paolo VI: "LA RELIGIONE (PERCHE’ TALE E’) DELL’UOMO CHE SI FA DIO”)

-PER CONOSCERE DIO BISOGNA CONOSCERE L’UOMO (eh sì, certo, perchè ormai per lui e similari successori non basta pensare ad una religione "paritaria" in cui possa convivere il culto dell'uomo e quello di Dio, ma addirittura il primo è propedeutico al secondo...)

A proposito quindi del "RIBALTAMENTO DEL CENTRO", come lo chiama giustamente mic, rileggiamoci almeno questi estratti da due fondamentali (ahimé) discorsi del pontefice di allora, dei quali mi sono permesso di evidenziare alcune parole in maiuscolo. E non stupiamoci più, però, di fronte alle dichiarazioni dell’attuale vdr, perché, come ogni volta può essere facilmente dimostrato, la voragine è stata accuratamente preparata per decenni, senza pause di sorta.

Il primo discorso:

Dall’ ULTIMA SESSIONE PUBBLICA DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO II
ALLOCUZIONE DI PAOLO VI

Martedì, 7 dicembre 1965

[…] « La religione del Dio che si è fatto Uomo s’è incontrata con LA RELIGIONE (PERCHE’ TALE E’) DELL’UOMO CHE SI FA DIO (sic!). Che cosa è avvenuto? uno scontro, una lotta, un anatema? poteva essere; ma non è avvenuto. L’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio. Una simpatia immensa lo ha tutto pervaso. LA SCOPERTA DEI BISOGNI UMANI (e tanto maggiori sono, quanto più grande si fa il figlio della terra) HA ASSORBITO L’ATTENZIONE DEL NOSTRO SINODO. Dategli merito di questo almeno, voi umanisti moderni, rinunciatari alla trascendenza delle cose supreme, e riconoscerete il nostro nuovo umanesimo: ANCHE NOI, NOI PIU’ DI TUTTI, SIAMO I CULTORI DELL’UOMO (sic!). […]

E un’altra cosa dovremo rilevare: TUTTA QUESTA RICCHEZZA DOTTRINALE E’ RIVOLTA IN UN’UNICA DIREZIONE: SERVIRE L’UOMO (sic!). L’uomo, diciamo, in ogni sua condizione, in ogni sua infermità, in ogni sua necessità. LA CHIESA SI E’ QUASI DICHIARATA L’ANCELLA DELL’UMANITA’ […].

[…]il nostro umanesimo si fa cristianesimo, e il nostro cristianesimo si fa teocentrico; tanto che possiamo altresì enunciare: PER CONOSCERE DIO BISOGNA CONOSCERE L’UOMO.

Sarebbe allora QUESTO CONCILIO, CHE ALL’UOMO PRINCIPALMENTE HA DEDICATO LA SUA STUDIOSA ATTENZIONE, destinato a riproporre al mondo moderno la scala delle liberatrici e consolatrici ascensioni? non sarebbe, in definitiva, un semplice, nuovo e solenne insegnamento ad amare l’uomo per amare Iddio? AMARE L’UOMO, diciamo, NON COME STRUMENTO, MA COME PRIMO TERMINE VERSO IL SUPREMO TERMINE TRASCENDENTE, principio e ragione d’ogni amore.[…]”

http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/speeches/1965/documents/hf_p-vi_spe_19651207_epilogo-concilio_it.html

una sola fede ha detto...

Infine dal secondo discorso di Paolo VI in cui si colgono più di una volta inquietanti echi di affratellamenti globali ed esortazioni esplicite ad "INSTAURARE UN'AUTORITA' MONDIALE" di muratoria memoria. C'è qualcosa di strano in ciò che sta accadendo oggi, che non sia già stato in qualche modo indicato esplicitamente allora da un Sommo Pontefice? e se no, di che cosa ci stupiamo ancora?


Dal DISCORSO DI PAOLO VI ALLE NAZIONI UNITE (ONU)
Lunedì, 4 ottobre 1965

“[…] La vostra VOCAZIONE è quella di AFFRATELLARE non solo alcuni, ma tutti i Popoli. Difficile impresa? Senza dubbio. Ma questa è l'impresa; questa la vostra nobilissima impresa. Chi non vede il bisogno di giungere così, progressivamente, a INSTAURARE UN’AUTORITA’ MONDIALE, capace di agire con efficacia sul piano giuridico e politico?
Anche a questo riguardo ripetiamo il Nostro voto: PERSEVERATE. Diremo di più: procurate di richiamare fra voi chi da voi si fosse staccato, e studiate il modo per chiamare, con onore e con lealtà, AL VOSTRO PATTO DI FRATELLANZA chi ancora non lo condivide. Fate che chi ancora è rimasto fuori desideri e meriti la comune fiducia; e poi siate generosi nell'accordarla.
Noi diamo la NOSTRA LODE e il Nostro appoggio: voi promovete la collaborazione fraterna dei Popoli. […] Questo aspetto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite è il più bello: è il suo volto umano più autentico; è l'ideale dell'umanità pellegrina nel tempo; è la speranza migliore del mondo; è il riflesso, osiamo dire, del disegno trascendente e amoroso di Dio circa il progresso del consorzio umano sulla terra; un riflesso, dove scorgiamo IL MESSAGGIO EVANGELICO DA CELESTE FARSI TERRESTRE. […]”

http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/speeches/1965/documents/hf_p-vi_spe_19651004_united-nations_it.html


...e solo per un attimo tornando al primo discorso, quello di chiusura del Concilio Vaticano II, ecco evidenziarsi il nuovo spettro aleggiante sulla Chiesa intera: il "DIALOGO", la "CONVERSAZIONE", IL SENTIMENTO CORDIALE", cioè il cercare di accomodare le cose, il venire incontro a mezza strada, il volemosebbene...quindi niente più insegnamenti, niente più carattere definitorio, niente più autorità. Anche questa una storia lunga mezzo secolo almeno...


Sempre PAOLO VI, dal discorso di chiusura del CONCILIO VATICANO II:

"Ma una cosa giova ora notare: il magistero della Chiesa, pur non volendo pronunciarsi con sentenze dogmatiche straordinarie, ha profuso il suo autorevole insegnamento sopra una quantità di questioni, che oggi impegnano la coscienza e l’attività dell’uomo; E’ SCESO, PER COSI’ DIRE, A DIALOGO CON LUI; e, pur sempre conservando la autorità e la virtù sue proprie, HA ASSUNTO LA VOCE FACILE ED AMICA DELLA CARITA’ PASTORALE; ha desiderato farsi ascoltare e comprendere da tutti; non si è rivolto soltanto all’intelligenza speculativa, ma ha cercato di esprimersi anche CON LO STILE DELLA CONVERSAZIONE oggi ordinaria, alla quale il ricorso alla esperienza vissuta e L’IMPIEGO DEL SENTIMENTO CORDIALE dànno più attraente vivacità e maggiore forza persuasiva: HA PARLATO ALL’UOMO DI OGGI, qual è.[…]

http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/speeches/1965/documents/hf_p-vi_spe_19651207_epilogo-concilio_it.html

Anacleto ha detto...

L'unico Stato, che potrebbe, pur con tutte le miserie umane, essere contro il NOM è la Russia, dove i valori cristiani sono difesi, dove anche le altre religioni sono tollerate e rispettate e dove la Chiesa ha il posto che le spetta (all'interno del Cremlino).
L'attacco delle potenze anti-cristiane (USA ed UE) alla Russia è palese e ridicolo: tra le persone colpite dalle sanzioni c'è anche la deputata, che ha formulato le leggi contro la propaganda gay, che con la Crimea non ha nulla a che fare.
Cerchiamo di leggere tra le righe dei media servitori e chi parla inglese, consulti il sito di Russia Today.
E che certi cattolici la smettano di inveire contro la Chiesa cattolica ortodossa, che ha conservato integra la Fede del primo millennio ed ha pagato (URSS) e sta pagando cara (Siria e affini) la propria fedeltà.
Purtroppo il Papa non sta dalla loro parte, visto che è più preoccupato dei non cristiani, che delle sue pecorelle:
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=285842&Itemid=142

mic ha detto...

I cattolici non inveiscono contro la fede ortodossa, Anacleto. Semplicemente non è la loro, che peraltro faticano a custodire.

Anonimo ha detto...

Pio XII profetico:

 ». *In caso contrario l’era tecnica compirà il suo mostruoso capolavoro di trasformare l’uomo in un gigante del mondo fisico a spese del suo spirito ridotto a pigmeo del mondo soprannaturale ed eterno* ».

una sola fede ha detto...

" trasformare l’uomo in un GIGANTE"

A tal proposito ecco alcune parole lasciate da PAOLO VI agli astronauti il 13 luglio 1969, prima dell’impresa lunare:

"L'UOMO..., al centro di questa impresa, ci si rivela GIGANTE… Onore, dunque, all'uomo, onore alla sua dignità, al suo spirito, alla sua vita".


Mentre poi, a luna “conquistata”, si noti, dopo appena un “Gloria a Dio!”, la sfilza di “ONORE A VOI, UOMINI!”:

Estratti dal “MESSAGGIO DI PAOLO VI AI COSMONAUTI NEIL ARMSTRONG, EDWIN ALDRIN E MICHAEL COLLINS IN OCCASIONE DELL'IMPRESA LUNARE”
Lunedì, 21 luglio 1969

“Gloria a Dio!

E ONORE a voi, uomini artefici della grande impresa spaziale!

ONORE agli uomini responsabili, agli studiosi, agli ideatori, agli organizzatori, agli operatori!

ONORE a tutti coloro che hanno reso possibile l’audacissimo volo!

A voi tutti ONORE, che vi siete in qualche modo impegnati!

ONORE a voi, che, seduti dietro i vostri prodigiosi apparecchi, governate, a voi, che notificate al mondo l’opera e l’ora, la quale allarga alle profondità celesti il dominio sapiente e audace dell’uomo.

ONORE, saluto e benedizione!”

http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/speeches/1969/july/documents/hf_p-vi_spe_19690721_impresa-lunare_it.html


E ora, al termine di questo stancante ma importante ripasso montiniano circa gli onori da tributare all’uomo (che a suo dire si fa Dio!), ripasso dove per trovare citata la Santissima Trinità, o almeno la Seconda Persona, le verità insegnate da sempre dalla Chiesa, i Sacramenti si fa grande fatica, finalmente una boccata d’aria per chiudere la giornata in bellezza:

SAN PIO X- Dalla Lettera Enciclica “E SUPREMI”
“[…]E invero, con un atteggiamento che secondo lo stesso Apostolo è proprio dell’“Anticristo”, L’UOMO, CON INAUDITA TEMERITA’, PRESE IL POSTO DI DIO, elevandosi “al di sopra di tutto ciò che porta il nome di Dio”; fino al punto che, pur non potendo estinguere completamente in sé la nozione di Dio, rifiuta tuttavia la Sua maestà, e DEDICA A SE STESSO, COME UN TEMPIO, QUESTO MONDO VISIBILE E SI OFFRE ALL’ADORAZIONE DEGLI ALTRI. “Siede nel tempio di Dio ostentando se stesso come se fosse Dio”[…]
Dobbiamo dunque rivolgere il nostro impegno a questo, al fine di ricondurre il genere umano sotto l’impero di Cristo; raggiunto tale fine, l’uomo ritornerà a Dio medesimo. A un Dio, diciamo, non inerte e indifferente verso gli uomini, come lo ritrassero, delirando, i materialisti; ma un Dio vivo e vero, uno di natura, in tre persone, creatore dell’universo, onnisciente, e infine giustissimo legislatore che punisce i colpevoli e assicura premi alle virtù.
[…]I tempi infatti esigono l’azione; ma questa deve essere TUTTA RIVOLTA A RISPETTARE INTEGRALMENTE E SANTAMENTE LE LEGGI DIVINE E LE PRESCRIZIONI DELLA CHIESA, a professare liberamente e apertamente la religione, e infine a compiere opere di carità di ogni genere, senza alcun riguardo per sé o per gl’interessi terreni. I luminosi esempi di tanti soldati di Cristo varranno assai più a scuotere e a trascinare gli animi che non le parole e le ricercate disquisizioni; e facilmente accadrà che, rimosso ogni timore, deposti i pregiudizi e le titubanze, moltissimi saranno ricondotti a Cristo, e quindi recheranno ovunque la conoscenza e l’amore di Lui: questa è la via della fraterna e durevole felicità. Certamente, se nelle città e in ogni villaggio saranno fedelmente seguiti gl’insegnamenti divini, se si onoreranno le cose sacre, se sarà frequente l’uso dei sacramenti, se verranno osservati tutti i princìpi che informano la vita cristiana, allora, Venerabili Fratelli, non vi sarà più alcuna ragione di affaticamento ulteriore perché tutto si risolva in Cristo”.[…]
Dato a Roma, presso San Pietro, il 4 ottobre 1903, nel primo anno del Nostro Pontificato.
PIUS X

http://www.vatican.va/holy_father/pius_x/encyclicals/documents/hf_p-x_enc_04101903_e-supremi_it.html

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=aiZsatycAXQ

Anonimo ha detto...

Di che stupirsi? La Nuova Chiesa ha fatto del conformarsi (aprirsi...lo chiamano nella loro neolingua orwelliana) al Mondo in ogni suo aspetto e dogma la propria missione suprema.
Prima si poteva pensare che la Chiesa Cattolica fosse l'ultimo baluardo contro la dissoluzione, il degrado, le sopraffazioni e le ingiustizie. Ora si può avere la certezza che, invece, è diventata uno dei cardini del cosiddetto Nuovo Ordine. Infatti la suddetta Chiesa (povera, sobria, semplice, buona...) è diventata onoratissima dai potentissimi straricchi salotti finanziari che decidono le sorti materiali e spirituali del pianeta. Chissà come mai?
Miles

Turiferario ha detto...

A Paola (il mio nick è comunque turiferario...): ridurre la globalizzazione a mero fenomeno economico è ingenuo. Globalizzare i mercati implica l'eliminazione progressiva di tutte quelle forze (in primis i governi nazionali, ma non solo, anche una Chiesa "non allineata" per esempio) che potrebbero mettere i bastoni fra le ruote. Una vera globalizzazione presuppone un governo unico e una cultura dominante unica. In effetti non ha senso dire sì alla globalizzazione dei mercati ma ognuno resti ben fermo e saldo nella sua identità, nella sua cultura, nella sua autonomia e nella sua identità particolare: è il contrario della globalizzazione, è semplicemente un accordo di interscambio come ce ne sono da sempre e che un domani potrebbe essere rimesso in discussione. Il Papa quindi ha prospettato la pacifica convivenza della capra, dei cavoli e del lupo, bell'idea, ma dovrebbe anche spiegarci come si possa attuare.

Che poi la globalizzazione sia un fatto (o meglio un processo in atto), non si discute. Ma un fatto non è automaticamente buono.

mic ha detto...

Anonimo 9:23 ha messo il link al canto di Alfonso M. De Liguori:

O fieri flagelli, che al mio buon Signore
le Carni squarciate con tanto dolore,
non date più pene
al caro mio Bene,
non più tormentate l’amato Gesù,
ferite quest’alma, che causa ne fu.

Anacleto ha detto...

Mic.

La religione cattolica ortodossa è stata la religione comune per quasi tutto il primo millennio. Poi quella romana (o meglio quella franco-romana) si è "evoluta":
- nuova teologia basata su quelle teorie di Sant'Agostino, che più si distaccavano sia dai Padri orientali, sia da Sant'Ambrogio (peccato originale, predestinazione e teologia trinitaria), con il Filioque imposto dal potere politico in funzione "anti-bizantina";
- importanti modifiche alla liturgia, sempre imposte dai franchi (p.es. il "Gloria");
- sostituzione del pane lievitato con l'azzimo e abolizione della comunione sotto le due specie;
- abolizione della sinodalità e concentrazione del potere nelle mani del Vescovo di Roma.

Sono cambiamenti altrettanto e, per l'epoca, forse più importanti di quelli del CVII.
Ciò non toglie che gli ortodossi siano più vicini alla religione cattolica romana, di quanto lo siano le autorità vaticane da Paolo VI in poi.

Quanto ai cattolici che non "inveirebbero" contro gli ortodossi, ho visto che anche su questo blog qualcuno l'ha fatto.
Non dimentichiamo che l'avversione verso l'ortodossia fu una delle concause della prima guerra mondiale: anche il Vaticano aveva spinto Francesco Giuseppe a "dare una lezione" alla Serbia e v'era chi sperava addirittura nel Kaiser protestante per annientare lo Czar: ci sono riusciti, ma a quale prezzo?

rosa ha detto...

Che poi la globalizzazione sia un fatto (o meglio un processo in atto), non si discute. Ma un fatto non è automaticamente buono.

anche perchè NON è un fatto di natura, della serie:il sole sorge ad est e tramonta a ovest, o le maree ci sono quando c'è la luna piena.
La globalizzazione è stata pensata e voluta e realizzata, Alcuni ingenui pensavano così di ridurre i conflitti tra Stati e promuovere "l'amicizia tra i popoli", utili idioti al servizio dell'arricchimento sfrenato di pochi, della servitù, per non dire schiavismo di molti, dell'omologazioen di tutti ad un modello deciso a tavolino e da gran tempo.
Rosa

mic ha detto...

Anacleto,
possiamo dare delle vicende toriche tutte le chiavi di lettura possibili.
Quella che chiami "evoluzione" della Chiesa cattolica romana non ha tradito i fondamentali fino al XX secolo.
Teologicamente, il Filioque e tutto il resto (te l'ho già detto) a me pare più che valido, a prescindere dalle possibili ragioni storiche da te addotte che io non ho approfondito e che non mi dicono nulla, avuto riguardo all'essenziale.

Turiferario ha detto...

Anacleto, hai una visione un po' troppo romantica della storia e in particolare di quella del mondo orientale-ortodosso, che è rimasto fedele a se stesso semplicemente perché è rimasto imprigionato in una bolla ai margini delle trasformazioni che avvenivano nel mondo occidentale-cattolico. Il mondo ortodosso russo è rimasto fermo al Medioevo fino al 1917 con l'ultraretrivo regime degli zar, e dopo il 1917 è stato sotto il tallone del comunismo. Quanto al mondo ortodosso greco-balcanico, è stato sotto il tallone dei turchi dal XV al XX secolo. Questo mentre nell'Europa occidentale si succedevano il Rinascimento, la filosofia e la scienza moderne ecc. Tutte cose con cui la Chiesa ha direi giustamente fatto i conti, senza rinunciare a rimanere se stessa, almeno fino alla metà del Novecento. Gli ortodossi i conti con queste cose non li hanno fatti perché non le avevano in casa e perché avevano altre preoccupazioni più pressanti, tipo non farsi definitivamente cancellare dai turchi o dai bolscevichi. Se ora che le cose sono cambiate anche in Russia e nei balcani manterranno questa fedeltà noi non lo sappiamo, ci diamo appuntamento fra un secolo e ne discuteremo. Il risentimento degli ortodossi verso i cattolici comunque è fortissimo, come sa bene chiunque li abbia frequentati. I cattolici, anche quelli non affetti da ecumenismite acuta, non nutrono simili sentimenti, hanno invece simpatia per gli ortodossi e li considerano dei "fratelli separati" molto simili a loro anche se un po' arretrati e bislacchi.

mic ha detto...

Che poi la globalizzazione sia un fatto (o meglio un processo in atto), non si discute. Ma un fatto non è automaticamente buono.

E non tutto ciò che è possibile è buono e lecito.

E quello che chiamiamo "progresso" perché realizzazioni tecniche sempre più sofisticate lo inducono in un certo modo, se non è finalizzato, orientato, fondato sul Fine soprannaturale posto - e addirittura realizzato - dal Signore che ce lo rende possibile in Lui, si trasforma in degrado e, alla fine, in "regresso".
Attenzione che non diventi tragicamente irreversibile!

mic ha detto...

Ho esattamente la stessa percezione di Turiferario, che l'ha motivata in maniera essenziale efficace e pertinente.

RIC ha detto...

Parole chiarissime del Cardinale Burke contro il Cardinale Kasper


http://rorate-caeli.blogspot.com/2014/03/card-burke-there-are-many-difficulties.html

Anonimo ha detto...

Blondet di ritorno dall'Argentina:
"El Bergoglio descuvierto"

"Quando a Buenos Aires servì un uomo di polso, abile e rude nel comando, al bisogno capace di tagliare teste, e disinteressato all’arricchimento personale, Bergoglio – al rientro dal suo esilio – dimostrò presto la sua utilità. I nemici accumulati negli anni sono molti. Le trame tentate per allontanarlo dalla capitale argentina e dal papato, sono tutte fallite. E adesso, sono i suoi avversari veri o presunti a tremare. Ma allora qual’è la teologia del Papa attuale? "

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=285842&Itemid=142

mic ha detto...

Burke (da Rorate):

Ci sono molte difficoltà con il testo del Card. Kasper, è un "errore"

"Confido che l'errore del suo approccio diverrà sempre più chiaro."

una sola fede ha detto...

"Perché in effetti il papa segue proprio quei punti del concilio che sono stati riconosciuti e dimostrati in discontinuità."


A proposito anche di quanto ha scritto mic, mi sono permesso di postare degli estratti dalla”Dignitatis humanae” e di inserire qualche mia modesta nota...

PAPA PAOLO VI, UNITAMENTE AI PADRI DEL SACRO CONCILIO,

DICHIARAZIONE SULLA LIBERTÀ RELIGIOSA “DIGNITATIS HUMANAE”

1) “[…]La verità, però, va cercata [...] PER MEZZO DELLO SCAMBIO E DEL DIALOGO con cui, ALLO SCOPO DI AIUTARSI VICENDEVOLMTENTE NELLA RICERCA, GLI UNI RIVELANO AGLI ALTRI LA VERITA’ CHE HANNO SCOPERTA O CHE RITENGONO DI AVERE SCOPERTA.

-(Nota mia: quindi egli fa capire che in fondo per lui non è Cristo L’UNICA VIA, L’UNICA VERITA’, L’UNICA VITA e che non c’è da cercare niente, ma basta aderirVi perché già c’è, bensì a suo parere e a parere dei padri del concilio occorre aiutarsi vicendevolmente per comunicare ognuno all’altro la verità personale che ognuno va scoprendo, o che RITIENE di avere scoperto! Antipasto di ciò che è venuto dopo, a forza di incontri e "dialoghi interreligiosi", dove ognuno pare che porti un suo pezzetto di verità, ma sempre in modo da non disturbare la parte di verità che porterebbe l’altro, magari per costruire la grande chiesa interreligiosa senza religione e senza Dio…)

2)[…]comunichi con altri in materia religiosa e PROFESSI LA PROPRIA RELIGIONE IN MODO COMUNITARIO.
[…]deve essere riconosciuto il diritto [...] nel prestare alla SUPREMA DIVINITA’ il culto pubblico, nell'aiutare I PROPRI MEMBRI ad esercitare la vita religiosa, nel sostenerli con il proprio insegnamento e nel promuovere quelle istituzioni nelle quali i loro membri cooperino gli uni con gli altri ad informare la vita SECONDO I PRINCIPI DELLA PROPRIA RELIGIONE.

-(Nota mia: QUALE suprema divinità? visto che una equivale ad un’altra, secondo ciò che fa intendere quando dice “secondo i principi della propria religione”, e quindi che in fondo non ce ne sarebbe SOLTANTO UNA VERA)

3) "Parimenti AI GRUPPI RELIGIOSI compete il diritto di non essere impediti […] di COMUNICARE CON LE AUTORITA’ E CON LE COMUNITA’ RELIGIOSE CHE VIVONO IN ALTRE REGIONI DELLA TERRA, di costruire edifici religiosi, di acquistare e di godere di beni adeguati.

[…]la società goda dei beni di giustizia e di pace che PROVENGONO DALLA FEDELTA’ DEGLI UOMINI VERSO DIO E VERSO LA SUA SANTA VOLONTA’.

-(Nota mia: a questo punto ci si chiede: QUALE Dio? E perciò, QUALE volontà?)

4) "[…]Con coraggio [GLI APOSTOLI] annunziavano a tutti il proposito di Dio salvatore [...]; NELLO STESSO TEMPO, PERO’, AVEVANO RIGUARDO PER I DEBOLI, SEBBENE FOSSERO NELL’ERRORE, mostrando in tal modo come «ognuno di noi renderà conto di sé a Dio» (Rm 14,12) e SIA TENUTO AD OBBEDIRE SOLTANTO ALLA PROPRIA COSCIENZA.

-(Nota mia: NIENTE AFFATTO, gli Apostoli insegnavano invece che bisognava pentirsi, credere in Gesù Cristo, farsi battezzare e cambiare vita, per potere essere salvati (cfr. Atti degli Apostoli, capp. 2, 3, 10, ad esempio), e insegnando questo non avevano riguardo per alcuno, semplicemente perché non potevano averne in quanto tenevano seriamente alla salvezza altrui!)

5) "[…]Il SACRO SINODO […] ESORTA I CATTOLICI E INVITA TUTTI GLI ESSERI UMANI A CONSIDERARE con la più grande attenzione QUANTO LA LIBERTA’ RELIGIOSA SIA NECESSARIA.

-(Nota mia: SOLO UNA COSA E’ NECESSARIA, la SANTISSIMA TRINITA’, e per la nostra salvezza amarLa AL DI SOPRA di ogni altra cosa con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, e il prossimo come noi stessi)

6)"TUTTE E SINGOLE LE COSE STABILITE in questo Decreto SONO PIACIUTE AI PADRI DEL SACRO CONCILIO [...].

Roma, presso San Pietro 7 dicembre 1965.

-(Nota mia: ahimé, sì, sono proprio piaciute, non solo ai padri del concilio vaticano II, ma temo che siano piaciute molto anche a molti tra i gerarchi che sono venuti dopo, fino ad oggi, e sempre di più, papi compresi)

RIC ha detto...

Per anonimo delle 11.07
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Anonimo ha detto...

Beh, certo la globalizzazione porterà ad un livellamento globale di imbecillità e di acquiescenza, chi non si assoggetta sarà perseguito in tutti i modi, sicuramente fare tutti obbligatoriamente le stesse cose perché decise da lorsignori porterà alla cancellazione delle diversità di ogni tipo, anche quelle sessuali, è il progresso, che diamine, tutti alla pari......anzi non proprio tutti l'ineffabile moretti, non il regista, ma cambia poco, la matrice è la stessa, pare 'avere il mondo in gran dispitto' perché hanno minacciato, (non lo faranno mai per ovvii motivi) di toccargli i soldini degli emolumenti e minaccia di andarsene , ma che eleganza nel glissare sui suoi trascorsi rivoluzionari 68ini quando manifestava contro i capitalisti e gli sporchi borghesi....memoria corta, intanto i 3,5.000.000. di disoccupati in questo sciagurato paese solidarizzeranno senz'altro con lui e quelli come lui, mai avesse a mancar loro il pane.....ha ragione crozza ci mettono la faccia, sì sul cuscino della sedia. Anonymous.

rosa ha detto...

Turiferario,
il regime degli zar, cioe' piu' correttamente la monarchia imperiale degli zar, asoluta fino al XIX sec, non e' sempre stata retriva. Indietro di alcuni decenni rispetto a quello occidentali si, ma non molto piu' retriva in realta'. Bisognerebbe studiare di piu' la storia russa, utilizzando testi russi tradotti.
Sulla Russia, infatti, grva un grosso pregiudizio, frutto di varii padri, alcuni piu' influenti di altri.
Rosa

Garabandal ha detto...

L'Umilta' Di Bergoglio.

Diario Vaticano / In pochi mesi sei nuovi santi canonizzati fuori dalle regole

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350746



"Come si può notare, Giovanni Paolo II, che pur da solo ha proclamato più santi e beati di tutti i suoi predecessori messi assieme – da quando i papi hanno riservato a sé tale potere – ha usato una sola volta la procedura della "canonizzazione equipollente".

Anche Benedetto XVI l’ha usata una sola volta, con Ildegarda di Bingen proclamata santa il 10 maggio 2012.

Papa Francesco invece ha già usato questa procedura eccezionale due volte. Il 9 ottobre 2013 con Angela da Foligno (1248-1309) e il successivo 17 dicembre con il gesuita Pietro Favre (1506-1546).

E la userà per una terza volta, proclamando tre nuovi santi, il prossimo 2 aprile, con il gesuita Anchieta, con suor Maria Guyart e con il vescovo Francesco de Montmorency-Laval.

In pratica l’attuale papa, in un solo anno di pontificato, ha fatto ricorso a questa modalità speciale in una quantità di casi inferiore al solo Leone XIII, che l’ha usata un poco di più, anche se in un arco di vent’anni (tra il 1880 e il 1899) e applicandola a personalità del primo millennio dell’era cristiana, con l'unica eccezione di Silvestro abate, vissuto comunque nel lontano XIV secolo."





Garabandal ha detto...

"Non ho mai compreso l'espressione valori non negoziabili",

Eccome, egli capisce molto bene, ma egli non VUOLE capire.Questo e' il punto.
Anche i nostri due gatti capiscono quello che possono e non possono fare.Il gatto sa che non deve mordere la sua tenera sorellina.Entrambi sanno, che nn possono saltare sul fornello.
Che comunque sia, appena io nn li vedo, essi saltano, e' un'altra questione.Poi se vengo e vedo impronte sul piano di cotture in vetroceramica liscia,il gatto si nasconde a fronte bassa dietro il divano e si comporta come se stesse dormendo,anche se la ciootola e' vuota.

E la sensibilita' ,perlomeno. l'intelligenza di F. non dovrebbe essere inferiore ad un animale domestico.
E divieto di adulterio e' assolutamente chiaro, che piu' chiaro nn puo' essere.E' cosi la chiesa ha sempre tenuto anche nelle situazioni piu'avverse,anche nel periodo della corte dei gentili.(HeideMission)

un commento di Zeitschnurr
http://www.katholisches.info/2014/03/06/die-nicht-verhandelbaren-grundsaetze-die-papst-franziskus-nie-verstanden-hat/

Non una parola per questi bambini in belgio.

Anacleto ha detto...

Mic, Rosa e Turiferario.

Avete sicuramente ragione in molti punti, però se per mille anni con quella religione comune si andava in Paradiso, non vedo, perché non debba funzionare ancora oggi!
Il Rinascimento e la filosofia moderna, specie dopo Cartesio, non sono il massimo dal punto di vista cristiano.
Se poi N.S. avesse voluto trasmettere certi concetti, lo avrebbe fatto da sé o attraverso gli Apostoli e non avrebbe atteso Sant'Agostino, Carlo Magno, San Tommaso d'Aquino o il B. Duns Scoto.
Un fatto curioso è che, quando si legge un teologo ortodosso, si capisce esattamente, quello che vuol dire, mentre quelli occidentali sono molto complicati e poi Ti dicono, come P. Cavalcoli:
"Per comprendere la portata del Filioque, occorrono dunque concetti metafisici di non facile intendimento e che effettivamente non sono alla portata di tutti, per cui il comune fedele, anche se non può seguire il ragionamento che porta a mostrare la necessità del Filioque, è invitato a compiere un atto di fede nella dottrina della Chiesa."
http://www.libertaepersona.org/wordpress/2012/12/rivisitiamo-il-filioque/
Ovvero state tranquilli e non seccateci.

Come già scrissi, occorrerebbe, che le Chiese procedano all’aggiornamento alle decisioni dei Concili Ecumenici, l'Occidente alla maturazione dei tesori spirituali dei Concili V-VIII e, per gli Ortodossi, l'adesione ai Concili del II millennio, rivisti nella luce della fedeltà ai Concili del primo millennio. Se questo accadesse, il Maligno se la vedrebbe male e qui (Fatima docet) potrebbe stare il mistero del "non prævalebunt".

mic ha detto...

"Per comprendere la portata del Filioque, occorrono dunque concetti metafisici di non facile intendimento e che effettivamente non sono alla portata di tutti, per cui il comune fedele, anche se non può seguire il ragionamento che porta a mostrare la necessità del Filioque, è invitato a compiere un atto di fede nella dottrina della Chiesa."
http://www.libertaepersona.org/wordpress/2012/12/rivisitiamo-il-filioque/
Ovvero state tranquilli e non seccateci.

Ci porti come citazione un Cavalcoli. Non è certo il nostro punto di riferimento, pur meritando rispetto come studioso, a causa del suo indubbio cerchiobottismo...

Ti prego di non sfidarmi sul Filioque, perché non concordo con questa affermazione ma non ho nessuna intenzione di mettermi a disquisire qui e in questo modo sulla SS. Trinità (mi sembra mancanza di timor di Dio).

Quanto al resto, che fai? Butti amare tutti i Padri Latini e la storia millenaria dell'occidente cristiano? Ha le sue luci e le sue ombre, ma è intrecciata con la storia della Salvezza, checché tu ne dica.

Guarda che noi cattolici non tagliamo con l'accetta separandoli di netto, i "due polmoni" della spiritualità, come sembri fare tu, tranne che nelle conclusioni.

Più che sulla revisione dei concili (attenzione a non cadere nel conciliarismo), bisogna puntare alla salvaguardia dei fondamentali.

Un concilio da "rivedere" semmai è il V2... questa sigla era anche il nome di un'arma letale tedesca, se non ricordo male!

Silente ha detto...

"Separando la fraternità della carità cristiana intesa in tal modo, la Democrazia, lungi dall'essere un progresso, costituirebbe un disastroso regresso per la civiltà." La citazione di Pio X è quanto mai opportuna.
Fino a Pio XII, la sana diffidenza - con i suoi fondamenti nel pensiero platonico, aristotelico e tomistico - della Dottrina sociale nei confronti della democrazia era un dato di fatto, nonostante i Murri, gli Sturzo e i De Gasperi.
La democrazia è, per essenza sua, naturaliter relativista e dunque anticristiana.
Oltre a essere, come diceva il laico J.L. Borges, "un curioso abuso della statistica".

Silente ha detto...

Da Cattolico, Apostolico, Romano, e che tale vuole restare, anche per quanto concerne i dogmi stabiliti, compreso il Filioque, trovo interessanti le osservazioni di Anacleto. Ritengo che l'unico ecumenismo possibile, dottrinariamente, sia nei confronti dei Fratelli Ortodossi. Poi, riguardo agli Zar, giudico semplicemente ridicola, politicamente e storicamente, l'espressione "ultraretrivo" usata da qualcuno qui riferita al loro "regime".
In un angolo del mio studio, conservo l'immagine di Nicola II,
martirizzato con la sua famiglia dai bolscevichi ispirati dalle lobby innominabili e giustamente santificato dalla Chiesa Ortodossa.

Mi auguro che i cavalli dei cosacchi si abbeverino presto alle fontane di San Pietro. Potrebbero salvarci.

una sola fede ha detto...

“Un concilio da "rivedere" semmai è il V2... questa sigla era anche il nome di un'arma letale tedesca, se non ricordo male!”

Mic, non ricordi male per niente: V2, cioè “Vergeltungswaffe 2”, (che significa “arma di rappresaglia 2”). Eccolo in procinto di andare a schiantarsi contro la Chiesa di sempre:

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3c/Bundesarchiv_Bild_141-1880%2C_Peenem%C3%BCnde%2C_Start_einer_V2.jpg


…e qui la Chiesa di sempre dopo l’arrivo del terribile CV2…oops V2 (appunto, vera e propria “arma di rappresaglia”), con vicina però la Madre Santissima che intensifica la sua intercessione presso il Signore:

http://www.papaboys.org/wp-content/uploads/2014/01/cristiani.jpg

“IL NOSTRO TEMPIO, SANTO E MAGNIFICO,,
dove i nostri padri ti hanno lodato,
è DIVENUTO PREDA DEL FUOCO;
TUTTE LE NOSTRE COSE PREZIOSE SONO DISTRUTTE”.
(Is 64,10-11)


Però il Signore ci esorta e ci promette:

“SALITE SUL MONTE, portate legname, RICOSTRUITE LA MIA CASA. IN ESSA MI COMPIACERO’ E MANIFESTERO’ LA MIA GLORIA - dice il Signore -.
Perché LA MIA CASA E’ IN ROVINA, mentre ognuno di voi si dà premura per la propria casa.

Chi di voi è ancora in vita che abbia visto QUESTA CASA NEL SUO PRIMITIVO SPLENDORE? MA ORA IN QUALI CONDIZIONI VOI LA VEDETE? In confronto a quella, non è forse ridotta a un nulla ai vostri occhi? ORA CORAGGIO, […] popolo tutto del paese, dice il Signore, e AL LAVORO, PERCHE’ IO SONO CON VOI - oracolo del Signore degli eserciti –[…] IL MIO SPIRITO SARA’ CON VOI, NON TEMETE”.
(Ag 1, 8-9; 2, 3-5)

Anacleto ha detto...

I Padri latini sono fuori discussione, S. Agostino compreso, però ho qualche difficoltà con quelle sue tesi distanti dagli altri, compresi S. Ambrogio e S. Gregorio Magno. Se ricordo bene anche S. Girolamo aveva qualche controversia col vescovo di Ippona.
Dogmatizzare queste sue opinioni per motivi politici e "pastorali" in modo autoritario non fu un'ottima idea, salvo che dal punto di vista economico: senza il peccato originale esposto in modo agostiniano il commercio delle indulgenze non sarebbe stato possibile.
La spiegazione ortodossa del peccato dei progenitori è molto interessante: lo paragonano all'erede il cui padre ha dissipato il patrimonio e che ne subisce le conseguenze, ma non ne porta la colpa.
Il Purgatorio ha certo una sua logica e sembra trovare riscontri in alcuni testi patristici e nel Pastore di Erma, un testo del II secolo, dove sono chiari ed espliciti riferimenti ad uno stato, successivo alla morte terrena, in cui è necessario purificarsi prima dell'ingresso in Paradiso, però la dottrina relativa venne definita solo dal secondo Concilio di Lione del 1274, da quello di Firenze del 1438 e infine ribadita nel Concilio di Trento, nel 1563.
Ci si va, semmai, per le conseguenze dei peccati personali, non per quello dei progenitori. Bisogna dare merito a BXVI di aver abolito la dottrina del Limbo, mai dogmatizzata ed anch'essa di origine agostiniana.

Non è l'esistenza di un Purgatorio, che sembrerebbe confermata da da 1 Cor 3, 11-15, a porre dei problemi, ma l'applicazione che ne fu fatta: 500 € = tot anni di indulgenza, una crociata = tutto perdonato (anche i peccati futuri). La nuova basilica di San Pietro è costata la perdita di oltre la metà della cattolicità nordica e con la Guerra dei Trent'Anni anche la distruzione di metà della popolazione del centro Europa.

Non so se queste discussioni coinvolgano più di tanto i frequentatori del blog, però a me sembra, che possano aiutare a capire quel che succede oggi nella Chiesa, dove Papa Francesco sta usando l'infallibilità a modo suo, come strumento di potere, al di fuori del "sensus ecclesiæ". Un Patriarca, che facesse cose simili, sarebbe contestato dai fedeli e finanche deposto.

rosa ha detto...

Silente, concordo completamente con te.
Rosa

Inni & Canti ha detto...

mic: "Anonimo 9:23 ha messo il link al canto di Alfonso M. De Liguori"

Sì, ma è un'esecuzione davvero orripilante! Era proprio necessario farcela ascoltare e rovinarci la preparazione alla Quaresima!!??

una sola fede ha detto...

..e a proposito dell'esortazione del Signore a ricostruire sempre col Suo indispensabile aiuto la Sua Casa in fiamme (quella visibile, si intende) colpita dal (C)V2, riporto in tal senso quei miei versi:


RICOSTRUIAMO LA NOSTRA CASA!

Mosè stendeva
le braccia in alto:
Giosuè vinceva
e con lui Israele.

Così per noi:
preghiera e azione,
coraggio e fede
e con Maria
vittoria sia!

Fratelli cari,
irrobustiamo
le mani fiacche,
non permettiamo
alle ginocchia
di vacillare.

Da troppo tempo
il cuore è in pianto,
è giunto il tempo
della speranza
e delle grida
di nuova gioia…

RICOSTRUIAMO
LA NOSTRA CASA,
IL RE E' CON NOI!

Anonimo ha detto...

Articolo di Hans Kung pubblicato da "La Repubblica" - (Traduzione di Emilia Benghi)
"..discutibile (?!) posizione teologica e pastorale di Müller.."

"...Da vescovo di Ratisbona, Müller, fonte di numerosi conflitti con parroci, teologi, organi laici e il comitato centrale dei cattolici tedeschi per le sue posizioni ultraclericali, era discusso e malvisto. Il fatto che nonostante ciò fosse stato nominato da papa Ratzinger, in qualità di fedele sostenitore nonché curatore della sua opera omnia, prefetto della congregazione per la dottrina della fede, non stupì quanto sorprende ora che sia stato da subito confermato in questo incarico da papa Francesco..
Il Papa vorrebbe andare avanti - il "prefetto della fede" frena.
Il Papa ha in mente l'umanità concreta - il prefetto soprattutto la dottrina tradizionale cattolica..."
http://www.dagospia.com/rubrica-29/Cronache/colpo-di-kung-fu-sulla-curia-kung-il-papa-stia-attento-alle-pressioni-del-67321.htm

http://www.antoniosocci.com/2014/03/il-drammatico-bivio-di-bergoglio-vogliono-spingerlo-alla-demolizione-della-chiesa-ma-io-penso/
(..e spero..) m

Anonimo ha detto...

L’ateologia del gesuita Karl Rahner
Chiunque voglia sintetizzare il pensiero ecclesiastico della Chiesa Cattolica nella fase conciliare e post- conciliare può presentare tre principali sistemi sostenuti da tre teologi: la “cristogenesi” di Pierre Teilhard de Chardin, la “teologia dell’amore” di Hans Urs von Balthasar e la “riduzione antropologica” o “trascendentale antropologia” di Karl Rahner...
http://www.papalepapale.com/strega/?p=2146
Karl Rahner, un cristianesimo senza radici
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3430
m

Anonimo ha detto...

Tra una Nuova Chiesa che è diventata l'alfiere di ogni campagna e di ogni slogan del globalismo da salotto e il Putin ex KGB non ho il minimo dubbio a stare dalla parte del secondo.
Miles

Anonimo ha detto...

"la carità è la via maestra della dottrina sociale della Chiesa". D’altro canto, dato "il rischio di fraintenderla, di estrometterla dal vissuto etico", va coniugata con la verità. E avverte:
"Un Cristianesimo di carità senza verità può venire facilmente scambiato per una riserva di buoni sentimenti, utili per la convivenza sociale, ma marginali". (1-4)"..

http://www.zenit.org/it/articles/sintesi-dell-enciclica-sociale-di-benedetto-xvi
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html

Anonimo ha detto...

Torno dall’Argentina: il nostro triste futuro
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=285887:torno-dallargentina-il-nostro-triste-futuro&catid=83:free&Itemid=100021

Anonimo ha detto...

Intanto il vdr ha nominato una nuova commissione per gli abusi dei sacerdoti un altro g8, ma BXVI non gli aveva lasciato tutti i dossier in mano? Che senso ha promuovere i 2 cardinaloni per un altro inutile consesso per scoprire l'acqua calda....

rosa ha detto...

quando non si vuole varamente risolvere un problema, si crea un tavolo, una commissione, una task force...che producono parole, parole, parole, e niente o pochi fatti.
Invece di ridurre la burocrazia vaticana, la sta aumentando. Pero' cosi' ora un po' di donne lavorano in Vaticano e Kasper sara' contento. E anche all' ONU lo saranno.
Rosa

Anonimo ha detto...

O Reconquista, o fine della Civiltà
http://www.papalepapale.com/develop/i-catari-al-potere-a-volte-ritornano-e-si-dicono-grillini-un-colloquio-con-roberto-dal-bosco/
m

Anonimo ha detto...

@Anacleto

Da quando sono venuto a sapere che nell'Ortodossia c'è la possibilità del 2° matrimonio (e successivi) non riesco a considerarla più come prima.

Questa questione per me basta e avanza per capire che l'Ortodossia è fuori strada. Come lo sarebbe la Chiesa Cattolica se volesse fare la stessa cosa seguendo gli auspici dei vari Kasper&co.

Ora l'Ortodossia viene addirittura presa a modello dalla Chiesa Cattolica (e ciò non mi piace per nulla).
Come unica soluzione, per l'Ortodossia non rimane che il reditus verso il futuro autentico cattolicesimo.

Marius

Pietro C. ha detto...

Invito Anacleto a lasciar perdere il suo approccio in favore del mondo ortodosso.

Non è in questo modo che si porta avanti una proposta anche perché, se non se ne è accorto, si stanno lentamente sollevando diversi scudi contro le sue preposizioni e la gente si difende anche a prescindere dalle sue ragioni. Questo non va bene!

Il punto nodale che non viene afferrato (e questo mi dimostra che Anacleto è un simpatizzante di un'Ortodossia molto libresca) è il lato specificamente spirituale.

La chiave di volta di tutto il Cristianesimo è che ogni cristiano è chiamato a divenire "alter Christus" o cristophoros.

Questa coscienza in occidente si è appannata (questo è certo!) e ci si è limitati a fare i "buoni" o i semplicemente virtuosi non credendo che si può essere degli altri Cristi. La stessa storia della mistica occidentale è alquanto difficile proprio perché si scontra con una mentalità avversa a quella che sostiene la "divinizzazione", per dirla bizantinamente.

Detto questo non si deve dire che in Occidente i tentativi generosi di molti cristiani non valgano niente: chi crede di stare in piedi badi di non cadere!

Se la chiave di volta di tutto il Cristianesimo - il divenire altri Cristi - non è chiaro in Occidente, non sempre lo è stato in Oriente. Prendiamo un qualsiasi cristiano ortodosso (io ne ho incontrati e ne incontro diversi) e vediamo se oggi, chiededogli qualcosa, ha le "idee" chiare.

Penso che rimarremo molte volte sorpresi, come assai sorpreso rimase un cardinale di Genova, in visita ad una parrocchia ortodossa, quando, anni fa, qualche membro di quella comunità gli confessò di credere ... negli extraterrestri!

Poi, in verità, ci sono molti che si sbracciano per l'Ortodossia (in Italia) e che sono persone di infimo livello culturale e spirituale (e nonostante ciò fanno pure associazioni credendo di essere "importanti"!).

Direi che ogni confronto deve nascere da questa consapevolezza e con questa umiltà e onestà. Altrimenti si inizia a fare un'apologetica il cui risultato è quello di chiudere gli uni e porli contro gli altri.

A che serve? A nulla, tempo perso!

Inni & Canti ha detto...

Ecco, se proprio vogliamo ascoltare un'esecuzione decente di "O fieri flagelli" provate qui:

https://www.youtube.com/watch?v=eTqwfj_eGN4


Non male questa voce solista, con chitarra classica:


https://www.youtube.com/watch?v=PPtO-ht6ILE

Buona Quaresima a tutti. Adesso sì!!

Anonimo ha detto...

"Fare la morale a Wojtyla"

Presto sugli altari,

http://www.karol-wojtyla.org/It/Home%20Page.aspx

ma la sua etica è sotto attacco nella chiesa.

E Ratzinger (oggi) ribadisce: si erano persi i fondamenti metafisici, Giovanni Paolo li ha ristabiliti

rintracciare nuovamente un fondamento metafisico nell’antropologia, come anche una concretizzazione cristiana nella nuova immagine di uomo della Sacra scrittura”. Da ciò deriva l’invito quasi perentorio di Benedetto XVI: “Studiare e assimilare questa enciclica rimane un grande e importante dovere”...

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_06081993_veritatis-splendor_it.html

Un esempio in tal senso è relativo al “turbine che si era sviluppato intorno alla dichiarazione Dominus Iesus” del 2000, sull’ecumenismo.

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000806_dominus-iesus_it.html

Dopo aver precisato, a distanza di quattordici anni, che quel documento “riassume gli elementi irrinunciabili della fede cattolica”, Ratzinger rivela che il Pontefice polacco gli disse “che all’Angelus intendeva difendere inequivocabilmente il documento. Mi invitò – sono parole di Benedetto XVI – a scrivere un testo per l’Angelus che fosse a tenuta stagna e non consentisse alcuna interpretazione diversa. Doveva emergere in modo del tutto inequivocabile che egli approvava il documento incondizionatamente”. Allora, racconta Ratzinger, “preparai un breve discorso; non intendevo però essere troppo brusco e così cercai di esprimermi con chiarezza ma senza durezza. Dopo averlo letto, il Papa mi chiese ancora una volta: ‘E’ veramente chiaro a sufficienza?’. Io risposi di sì”.

http://www.ilfoglio.it/soloqui/22379

ps "..Un ulteriore motivo mi induce a stendere queste riflessioni. Nella Lettera enciclica Veritatis splendor, ho richiamato l'attenzione su « alcune verità fondamentali della dottrina cattolica che nell'attuale contesto rischiano di essere deformate o negate ».(4) Con la presente Lettera, desidero continuare quella riflessione concentrando l'attenzione sul tema stesso della verità e sul suo fondamento in rapporto alla fede. Non si può negare, infatti, che questo periodo di rapidi e complessi cambiamenti esponga soprattutto le giovani generazioni, a cui appartiene e da cui dipende il futuro, alla sensazione di essere prive di autentici punti di riferimento. L'esigenza di un fondamento su cui costruire l'esistenza personale e sociale si fa sentire in maniera pressante soprattutto quando si è costretti a costatare la frammentarietà di proposte che elevano l'effimero al rango di valore, illudendo sulla possibilità di raggiungere il vero senso dell'esistenza. Accade così che molti trascinano la loro vita fin quasi sull'orlo del baratro, senza sapere a che cosa vanno incontro. Ciò dipende anche dal fatto che talvolta chi era chiamato per vocazione a esprimere in forme culturali il frutto della propria speculazione, ha distolto lo sguardo dalla verità, preferendo il successo nell'immediato alla fatica di una indagine paziente su ciò che merita di essere vissuto. La filosofia, che ha la grande responsabilità di formare il pensiero e la cultura attraverso il richiamo perenne alla ricerca del vero, deve recuperare con forza la sua vocazione originaria. E per questo che ho sentito non solo l'esigenza, ma anche il dovere di intervenire su questo tema, perché l'umanità, alla soglia del terzo millennio dell'era cristiana, prenda più chiara coscienza delle grandi risorse che le sono state concesse, e s'impegni con rinnovato coraggio nell'attuazione del piano di salvezza nel quale è inserita la sua storia.."
http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_15101998_fides-et-ratio_it.html

Anonimo ha detto...

Rosa and company:

se ci sono solo "parole, parole, parole e niente e pochi fatti" come tu dici, perchè da mesi perdete tempo a scrivere post e commenti sull'operato di papa Francesco?
Mario

rosa ha detto...

Mario,
perchè esiste la libertà di espressione e di critica, o siamo già in un Gulag ? e non ci occupiamo solo di quel che fa o non fa o si dice che faccia o non faccia PF.
Anzi ti offro un altro mio pensiero: perchè è stata scelta una donna vittima di abuso e non anche, o soprattutto, un uomo, visto che l'80% come minimo degli abusi sono stati a carico di ragazzini ed adolescenti ? Per evitare omosessualità=pederastia, che ò vero, am non si può dire se no la lobby LGBT ti fa fuori ?
Rosa

mic ha detto...

..Un ulteriore motivo mi induce a stendere queste riflessioni. Nella Lettera enciclica Veritatis splendor, ho richiamato l'attenzione su « alcune verità fondamentali della dottrina cattolica che nell'attuale contesto rischiano di essere deformate o negate ».

Ringrazio per la segnalazione, certamente illuminante.
Anche perché ci offrirà lo spunto per scoprire come le verità fondamentali siano a volte deformate dagli stessi ultimi papi.
Ad esempio, vedremo, attraverso citazioni dei loro scritti, come sia Giovanni Paolo II che Benedetto XVI espungono dalla "Redenzione" il concetto di "espiazione", che implica non solo "riparazione" ma anche il ripristino della giustizia violata.

E' proprio da qui, credo, che nasce il grande equivoco, tuttora irrisolto, sulla riforma liturgica di Paolo VI (la mensa al posto dell'altare del Sacrificio, non più Azione del Signore, ma rappresentazione dell'assemblea col suo presidente).

Ne abbiamo accennato qui e in molti altri punti strada facendo. Ma sarà bene approfondire

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/04/romano-amerio-stat-veritas-redenzione-e.html

Anonimo ha detto...

Rosa
molto probabilmente è stata scelta una donna perchè anche Benedetto XVI in un'intervista durante il viaggio Usa aveva affermato che omosessualità non corrisponde a pederastia e bisogna fare attenzione a non cadere in quell'equivoco.
Mario

una sola fede ha detto...

" da qui, credo, che nasce il grande equivoco, tuttora irrisolto, sulla RIFORMA LITURGICA DI PAOLO VI"


Dall’UDIENZA GENERALE di PAOLO VI

Mercoledì, 19 novembre 1969

[…]La Messa sarà celebrata in una FORMA ALQUANTO DIFFERENTE DA QUELLA CHE, DA QUATTRO SECOLI AD OGGI, CIOE’ DA SAN PIO V, dopo il CONCILIO DI TRENTO, siamo soliti a celebrare.

IL CAMBIAMENTO HA QUALCHE COSA DI SORPRENDENTE, DI STRAORDINARIO, essendo considerata LA MESSA COME ESPRESSIONE TRADIZIONALE E INTANGIBILE DEL NOSTRO CULTO RELIGIOSO, DELL’AUTENTICITA’ DELLA NOSTRA FEDE.

[…]Come mai tale cambiamento? Risposta: esso è dovuto ad una VOLONTA’ ESPRESSA DAL CONCILIO ECUMENICO, testé celebrato. Il Concilio dice così: «L’ordinamento rituale della Messa sia riveduto in modo che apparisca più chiaramente la natura specifica delle singole parti e la loro mutua connessione, e SIA RESA PIU’ FACILE LA PIA E ATTIVA PARTECIPAZIONE DEI FEDELI. Per questo, i riti, conservata fedelmente la loro sostanza, siano resi più semplici; si sopprimano quegli elementi che col passare dei secoli furono duplicati […]
[…]È una legge pensata da cultori autorevoli della sacra Liturgia, a lungo discussa e studiata; FAREMO BENE AD ACCOGLIERLA CON GIOIOSO INTERESSE e ad applicarla con puntuale ed unanime osservanza.

[…]La coralità della preghiera nella Chiesa è uno dei segni e una delle forze della sua unità e della sua cattolicità. Il cambiamento, che sta per avvenire, non deve rompere, né turbare questa coralità: deve confermarla e farla risonare con spirito nuovo, CON RESPIRO GIOVANE.

[…]LE CONSEGUENZE PREVISTE, O MEGLIO DESIDERATE, SONO QUELLE DELLA PIU’ INTELLIGENTE, PIU’ PRATICA, PIU’ GODUTA, PIU’ SANTIFICANTE PARTECIPAZIONE DEI FEDELI AL MISTERO LITURGICO, cioè alla ascoltazione della Parola di Dio, viva e risonante nei secoli e nella storia delle nostre singole anime, e alla realtà mistica del sacrificio sacramentale e propiziatorio di Cristo.

NON DICIAMO DUNQUE «NUOVA MESSA», MA PIUTTOSTO «NUOVA EPOCA» DELLA VITA DELLA CHIESA".

Da:
http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/audiences/1969/documents/hf_p-vi_aud_19691119_it.html

Perciò, tracciando dopo più di 40 anni un bilancio possiamo dire che “LE CONSEGUENZE PREVISTE, O MEGLIO DESIDERATE”, che erano “QUELLE DELLA PIU’ INTELLIGENTE, PIU’ PRATICA, PIU’ GODUTA, PIU’ SANTIFICANTE PARTECIPAZIONE DEI FEDELI AL MISTERO LITURGICO” sono state TUTTE e del tutto disattese con una crisi spirituale sia tra i religiosi che tra i laici che definire paurosa è un eufemismo, con in più ogni genere di vergognoso abuso liturgico che da allora è continuamente perpetrato.
E perciò anche l’ultima sua espressione, cioè “NON DICIAMO DUNQUE «NUOVA MESSA», MA PIUTTOSTO «NUOVA EPOCA» DELLA VITA DELLA CHIESA” alla luce di quanto è accaduto in questi decenni pare oramai essere stata non solo velleitaria, ma, peggio ancora, TEMERARIA, visto che si è andati a scardinare (non solo a dare un ritocco) l’impianto della Messa come era stato voluto da San Pio V CENTINAIA DI ANNI PRIMA secondo le direttive del Concilio di Trento (e a tal proposito fa bene ricordare ogni tanto la Bolla di San PIO V “Quo primum tempore” del 1570: “NESSUNO dunque, e in nessun modo, si permetta con TEMERARIO ardimento di VIOLARE E TRASGREDIRE questo Nostro documento. Che se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo”).

E in più la “NUOVA EPOCA DELLA VITA DELLA CHIESA” si è certamente aperta, su questo aveva visto giusto Paolo VI… ma è stata aperta quale epoca nefasta senza che ci siano segnali che ne facciano intravedere finalmente una chiusura per sempre, anzi, i predoni sono all’opera giorno e notte...e ne spuntano sempre di nuovi, tutti rigorosamente figli del micidiale (C)V2.
Potendo parafrasare Dante diremo: "NUOVI TORMENTI E SOLITI TORMENTATI"

Signore, ascolta le nostre suppliche! Vergine Santa, Madre della Chiesa, prega per noi!

Anonimo ha detto...

"anche Benedetto XVI in un'intervista durante il viaggio Usa aveva affermato che omosessualità non corrisponde a pederastia"

e questo che significa?
Effettivamente la quasi totalità degli abusi segnalati sono nel novero dell'omosessualità maschile. Ma forse l'allusione non piace alle lobbies gay dominanti in vat.? E non sarà proprio per questo che l'omosessualità non viene condannata apertamente?

Anonimo ha detto...

E' la Gaystapo che imperversa nel nuovo ordine mondiale in UE e Vaticanland.......le femmine abusate sono meno dell'8% del totale.....da farci una Ricca riflessione.....Passante per caso2

rosa ha detto...

Omosessualità non corrisponde a pederastia nel senso che l'omosessualità è anche femminile, mentre per pederastia s'intende un rapporto sessuale tra un uomo adulto ed un adolescente, perchè questo è il significato storico del termine, mentre con lesbismo s'intendono i rapporti tra donne, e si dovrebbe usare il termine "saffismo" o rapporti saffici per quelli tra una donna ed una ragazzina (cfr la poetessa Saffo). Basta leggere un qualsiasi libro scritto da un omosessuale o leggere i loro blogs o ascoltarne le confidenze per sapere che questa è la realtà vera,non quella deformata dai masss media, in primis cinema e TV americane.
Ricordo benissimo quando Bertone affermò quello che io ho scritto prima, e tutto lo scatenarsi della solita gazzarra per cui dovette far marcia indietro. Ma a forza di far marcia indietro, ci troveremo le spalle al muro.
Si legga l'ultima dichiarazione del vescovo nigeriano capo della locale Conferenza episcopale, che dice chiaramente come stanno le cose.
A me personalmente gli omosessuali di entrambi i sessi fan più pena che schifo, perchè so che sono in raltà malati e,come tutti i malati non curati, fanno una brutte fine.
Rosa
le condifenvi vien

mic ha detto...

Caro una sola fede, quel che hai postato è più che giusto, ma preferirei rimanere più aderente allo specifico.

Vedi, siamo caduti - io per prima -nell'effetto, forse non voluto, del "normalizzatore" di turno, che ci ha dato splendide citazioni anche in tema, ma che non esauriscono l'argomento e mi hanno fatto deviare con l'aprire una parentesi che svilupperemo più avanti (sto preparando un articolo che inserirò appena riesco).

Anonimo ha detto...

Xché si vuole convincere la gente che ogni rapporto sessuale è lecito indifferentemente da sesso ed età, si promuove il sesso infantile e la pedofilia è depenalizzata in molti paesi 'progressisti', tutto è lecito fuorché far notare che non lo è affatto......gulag, killing fields polpottiani e laogai......NWO "architettato" alla perfezione col silenzio assenso delle gerarchie ecclesiastiche che ci sguazzano fino al collo.....

Anonimo ha detto...

UN PIANO BEN CONGEGNATO

Un piano ben congegnato, quello dei modernisti, servirsi dei nemici della Chiesa per far sì che siano loro a distruggerla, a minarne le fondamenta, per poi scardinarla. Prima però era necessario mettere a tacere i “defensor fidei”, i veri amanti della Chiesa bimillenaria, del suo Magistero e della Tradizione Cattolica (coloro che possono affermare senza tema di smentita “lo zelo per la Tua casa mi divora”). Ed ecco allora le epurazioni, i commissariamenti, gli allontanamenti (veri e propri esili, come quello dei santi frati Francescani dell’Immacolata).
Tolte di mezzo le truppe a difesa della dottrina e della tradizione cattolica, ecco che i modernisti possono aprire le porte della città e far entrare i nemici, mascherando l’invasione con la misericordia, la tenerezza, l’accoglienza, l’aggiornamento (senza però alcuna richiesta di pentimento e penitenza). Dopo che il gregge sarà stato disperso e sbranato dai lupi, i falsi pastori potranno pur sempre sostenere che i lupi, ai quali avevano aperto le porte dell’ovile, accogliendoli con tenerezza e misericordia, ne hanno approfittato fingendosi ammansiti, per poi poter liberamente avventarsi sulle pecore, lasciate alla loro mercé. Ancora, una volta entrati nella città di Dio dentro al cavallo di Troia dell’accoglienza misericordiosa, senza pentimento né cambiamento di vita, i nemici potranno tranquillamente incendiarla e distruggerla; oppure, infine, una volta saliti a bordo della barca di Pietro, accolti “ecumenicamente” senza alcun invito alla conversione (“il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo!”), lentamente e senza dare nell’occhio, i falsi amici potranno aprire una falla dopo l’altra nello scafo, fino a far affondare la barca di Pietro nelle acque del mare in tempesta (il secolo con i suoi miti e le sue false certezze).
Fuor di metafora gli anticlericali, gli atei, i pervertiti, una volta accolti nella Chiesa, ne cambieranno radicalmente il volto (con relativismo, apostasia, ecumenismo, protestantesimo, comunismo, ecc.), fino a renderla irriconoscibile, niente di più di una qualunque agenzia sociale umanitaria.

Nasce perciò spontaneo dal cuore un grido, forte ed irrefrenabile: Cattolici, in alto i cuori! “nessun dorma”, perché il diavolo non dorme mai, non va mai in ferie, come un leone ruggente è sempre in cerca di pecore da sbranare. La battaglia sarà lunga e cruenta, ma se la combatteremo sotto le insegne dell’Immacolata, Fortezza Inespugnabile, Vergine potente contro il male, possiamo star sicuri della vittoria finale (“alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà” ha detto la Madonna a Fatima).
Maria Santissima, debellatrice di ogni eresia, artefice delle vittorie di Lepanto (7 ottobre 1571), Czestochowa (26 dicembre 1655), Vienna (12 settembre 1683), non può essere sconfitta dal maligno, a Lei arriderà sempre la vittoria; infatti uno dei suoi innumerevoli titoli è quello di Regina delle Vittorie (“de Maria Numquam Satis”). E’ piaciuto infatti al Suo Divin Figlio di concedere a Lei il privilegio di riportare la vittoria finale sul serpente infernale (satana) al quale schiaccerà la testa sotto il Suo tallone.
Accorriamo fiduciosi, quindi, sotto la sua bandiera, al grido di “Viva Maria”, come gli insorgenti italiani antinapoleoniici ed antigiacobini (Arezzo 1796), e combattiamo con lei la buona battaglia, poiché “Deus Vult”, come gridava Pietro l’Eremita all’epoca della prima crociata.

Pietro C. ha detto...

Gentile Mic,

a parte che non capisco perché nei siti cattolici si deve sempre e comunque parlare di omosessualità, pure in post che necessariamente non la trattano, sono rimasto abbastanza infastidito dal commento di rosa la quale scrive:

A me personalmente gli omosessuali di entrambi i sessi fan più pena che schifo, perchè so che sono in raltà malati e,come tutti i malati non curati, fanno una brutte fine.

Ora che la dottrina cattolica sia chiara in proposito non ci sono dubbi. Ma che auspicare e neppure in modo tanto velato che costoro facciano "una brutta fine" in quanto malati non curati mi sembra troppo. Poi costei troverà sempre modo di girare la frittata e di non aver mai inteso questo in senso personale ma impersonale. Tanto io non ci credo.

A chi sta la vita di ognuno di rosa compresa se non nelle mani di Dio? E non sta pure nelle mani di DIo la vita degli omosessuali? Che facciano brutta o bella fine non è affar suo ma di Dio.

Trovare questa amarezza in certi cattolici è indice che costoro non sanno vivere bene o quanto meno non si pongono nella prospettiva corretta con la quale si lascia fare a Dio (non sta a voi strappare la zizzania dai campi).

Altrimenti ricominciamo con i roghi e con i semi di finocchio cosparsi sulle carni vive degli omosessuali, tanto per accellerare l'ira divina. Che ne dite? Rosa ti candidi per accendere il primo rogo?

Mi si permetta l'ironia ma quando si passa il segno ci vuole!

mic ha detto...

Cato Pietro C.,
Mi limito ad osservare che Rosa non ha espresso un auspicio ma una constatazione. E che nel suo esprimersi vedo più vigore e realismo che amarezza.

mic ha detto...

Sono d'accordo sul fatto che la gravità della situazione nin giustifichi lo zelo amaro, dal quale dobbiamo comunque guardarci.

Pietro C. ha detto...

Cara Mic,
ti stimo per molte cose ma su questa non sono d'accordo.
Non è realismo pensare che chi è malato fa una brutta fine.
Può anche farla bellissima nella grazia di Dio.
Viceversa chi si crede sano può fare una pessima morte: chi pensa di stare in piedi badi a non cadere.
Questo è vangelo.

Turiferario ha detto...

Vedo che ha suscitato dissenso l'affermazione che il regime degli zar fosse retrivo. Mi sorprende: è un dato oggettivo. Basta dire che la servitù della gleba in Russia fu abolita nel 1861. Basta leggere Dostoevskij. E la rivoluzione d'ottobre, e prima ancora quella del 1905, non scoppiarono per un caso (lo dico pur considerandola per quello che fu, ovvero una calamità, viste le sue conseguenze). Quello sulla retrività è un giudizio storico, non morale. Si può anche sostenere che questo "chiamarsi fuori" rispetto al resto d'Europa abbia fatto del bene alla Russia, anche se poi l'Europa alla fine il modo per farsi sentire lo trovò e non poteva essere altrimenti. Ma non era mia intenzione fare in dettaglio la storia della Russia: il tema era la "fedeltà alle origini" degli ortodossi. E notavo che questo in Russia è accaduto perché quella parte del mondo ha vissuto fino ai primi del Novecento in una condizione particolare rispetto all'Europa occidentale. Una condizione che non era generata tanto dal fatto di essere ortodossi, ma da altri fattori.

mic ha detto...

Non è realismo pensare che chi è malato fa una brutta fine.
Può anche farla bellissima nella grazia di Dio.


Assodato questo, non possiamo tuttavia neppure darlo per certo (vale per tutti), anche se di sicuro non spetta a noi stabilirlo.
Ripeto, asodato questo, possiamo concedere una 'uscita' un po' forte senza strapparcene troppo le vesti, ad una blogger che spicca per il suo equilibrio e la sua profondità?

Certe cose, se si insiste a focalizzarle, acquistano un peso maggiore di quello che effettivamente possono avere originariamente.

Inoltre emerge ancora una volta che questo particolare tipo di "malattia" suscita reazioni (in negativo o in positivo) più di altre...

annarè ha detto...

A me inquieta molto la globalizzazione con l'uomo al centro, perchè, l'uomo al centro della globalizzazione viene solo schiacciato. Mentre se al centro ci fosse Dio difficile schiacciarlo.

rosa ha detto...

Sig. Pietro,
il mio "fanno un brutta fine" NOn esprime affatto un giudizio -e coem potrei io o chiunque altro di noi ? - sulla "fine" spirituale degli omosessuali. La "fine" dell'anima di ognuno di noi è nella mani di Dio. Io intendevo, e pensavo fossi stata chiara, una "fine" in senso FISICO, medico, com' è dimostrato dall'epidemiologia: sono molto più depressi, si suicidano molto di più, vanno incontro di più a morti violente, e si ammalano di più di certe patologie (in primis l'AIDS). Per non parlare degli aspetti che si configurano come reati (la già citat pederastia ed il saffismo).
Io sono convinta come medico che si tratti di persone malate, la cui patologia, purtroppo,non è adeguatamente studiata nella sua etiologia e patogenesi - è biologica o psicologica? genetica o ambientale? monofattoriale o plurifattoriale? - perchè NON lo si vuole fare per motivi ideologici e politici, NON scientifici. Non parliamo poi dei problrmi mrdici di quelli che, essendo nati geneticamnete e cromosomicamente maschi o femmine, decidono di cambiare sesso, sottoponendosi a terapie ormonali pesantissime, ad interventi altrettnto pesanti ed esponendosi quindi a elevati rischi di patologie che, poi, una volta verificatisi, finiscono per essere (così come i problemi medici degli omosex in genere) anche un peso per la società, le cui risorse economiche sono sempre meno.
Io RIFIUTO nel 2014 di sottostare a questa logica, che NON si possano fare ricerche scientifiche su fatti umani, quando persino l'esistenza di Dio, secondo S. Tommaso, può essre dimostrata razionalmente.
Mi dimostrino che essere attratti dallo stesso sesso ha un "senso" biologico, secondo natura, ed allora sarà giusto considerarli come quelli che sono attratti dal sesso diverso. MA finchè questa dimsotrazione NON ci sarà, essi non sono altro che "extra natura", se non "contro natura". Padronissimi di fare quello che vogliono, ma NON di imporre la loro anormalità sui normali.
La malattia è uno sregolamento di processi fisiologici naturali, che le cure cercano di ripristinare. Quindi se il loro è un processo fisiologico naturale, bene, ma se NON lo è, va curato.
Questa è la mia posizione.
Ritengo infine che bisogna, ad ogni livello e situazione, politica, scientifica, religiosa, occuparsi finalmente della MAGGIORANZA delle persone, e non delle minoranze, perchè altrimenti, come la Storia insegna, ci sarà un tal movimento di rivolta che gli esiti saranno catastrofici.
E' brutto dirlo, non è caritatevole ? MA E' REALISTICO e RAZIONALE.
Rosa

rosa ha detto...

...l'affermazione che il regime degli zar fosse retrivo. Mi sorprende: è un dato oggettivo. Basta dire che la servitù della gleba in Russia fu abolita nel 1861. Basta leggere Dostoevskij. E la rivoluzione d'ottobre, e prima ancora quella del 1905, non scoppiarono per un caso (lo dico pur considerandola per quello che fu, ovvero una calamità, viste le sue conseguenze). Quello sulla retrività è un giudizio storico, non morale.

"retrivo", "arretrato" non è un giudizio storico,ma di valore, quindi morale, ammesso che "progressivo" sia bene e "retrivo" sia, come ormai sembra che sia, male.
Giudizio storico, o meglio fatto storico, è l'abolizione della servitù della gleba.
Senza farla lunga, sottolineo come la servitù della gleba, che nasce in un contesto storico ed economico quale l'alto Medioevo (e non bisognerebbe dare valutazioni morali su epoche così differenti dalle nostre), andò a finire lentamente in Europa occidentale, man mano che si affermavano i Comuni, si riducevano i diritti dei feudatari a favore di formazioni politiche di tipo statuario, si scoprivano le Americhe, ecc. Per altro in Gran Bretagna e sue colonie rimase a lungo, fin credo la metà dell'Ottocento, la figura dell' "indentured servant" (è difficilmente traducibile in Italiano, cfr Wikipedia) che non era molto differente dalla servitù della gleba. Spesso gli indentured servants stavano peggio degli schiavi neri, perchè considerati di nessun valore commerciale. Tutti però ritengono la Gran Bretagna NON retriva come l'autocrazia zarista. Per non parlare della tratta degli schiavi, praticata, più o meno fino a due terzi dell'Ottocento, dalle varie potenze europee occidentali che criticavano la Russia retriva per la servitù delle gleba.
Infine si ricorda che le rivoluzioni del 1905 e del 1917, così come i vari tentativi prima, gli assassini eccellenti, ed il ricorso alla violenza e al terrore,NON furono MAI iniziate e portate avanti dai poveri contadini servi della gleba, ma da borghesi più o meno piccoli e grandi e più o meno russi. I contadini furono usati poi come massa d'urto, ma NON ebbero mai ruoli di comando.
Rosa
PS: suggerirei di lasciar perdere le discussioni con ortodossi più o meno espliciti, perchè i problemi per i cattolici vengono semmai, come si è visto nel CVII, dallo stare a sentire troppo i protestanti, non gli ortodossi.

mic ha detto...

L'avevo intuito che il "fare una brutta fine" diRosa fosse inteso in senso fisiologico o così l'avevo preso da subito.
Sulla reazione di Pietro abbiamo focalizzato anche altro.

mic ha detto...

A proposito di Zar et alia, quante diverse letture della storia dovremmo fare, possibilmente senza lenti di nessun genere....

Amicus ha detto...

"Rosa
PS: suggerirei di lasciar perdere le discussioni con ortodossi più o meno espliciti, perchè i problemi per i cattolici vengono semmai, come si è visto nel CVII, dallo stare a sentire troppo i protestanti, non gli ortodossi."

Veramente, i problemi del Vaticano II son cominciati proprio a causa degli pseudo-ortodossi (Giovanni XXIII fu pesantemente influenzato dal filo-pseudoortodosso dom Beaudoin OSB, suo intimo amico e 'profeta' dell'odierno falso ecumenismo).
Inoltre le drammatiche innovazioni progettate oggi da 'Francesco', Kasper & Maradiaga seguono pedissequamente proprio l'iter degli scismatici orientali nel corso dei secoli: collegialità episcopale e chiese autocefale da una parte, e riaccoppiamento dei divorziati in nuove unioni adultere e sacrileghe 'benedette' dal pope.
Resta da capire come ciò che, giustamente, viene rigettato con orrore dai cattolici che scrivono su questo blog allorché è proposto in ambito cattolico, venga poi non dico ammirato, ma almeno ignorato quando si tratta degli pseudo ortodossi. Forse perchè è nascosto dagli ori, incensi e canti di una 'bella liturgia'... Mistero delle menti 'tradizionaliste'.
Guardate che più una banconota falsificata è simile all'originale, più è pericolosa.
Quanto a questo blog, mi sembra purtroppo diventato la cassa di risonanza degli scismi di Fozio e di Michele Cerulario, luogo di continua sottile propaganda filoscismatica.
Ribadisco dunque che il massimo pericolo, per le anime e per la Chiesa Cattolica Romana, viene oggi dalla pseudoortodossia, che - per far un esempio - si comporta come quelle disgraziate che approfittando della grave malattia della moglie legittima (la Chiesa Cattolica), tentano di 'soffiarle' il marito. A buon intenditore, poche parole.

Turiferario ha detto...

Rosa, uso il termine "retrivo" invece di "conservatore" o "reazionario" perché questi ultimi termini valgono per quei regimi che hanno sperimentato sulla propria pelle il progressismo e vi si oppongono, "retrivo" è piuttosto un regime che non ha nemmeno conosciuto o cerca di impedire sul nascere il progressismo. E do a tutti questi termini un significato neutro, anche se oggi è invalso dare un significato positivo ad esempio a "progressista" e negativo a "conservatore", il che non è affatto scontato, per dire il regime bolscevico era molto più progressista di quello degli zar ma non mi avventureri a dire che i russi abbiano guadagnato nel cambio.
Ricordo che fino ai tempi di Pietro il Grande (fine Sei - inizio Settecento) la Russia vietava perfino l'accesso nei suoi territori agli occidentali, e i pochi che erano autorizzati a entrare dovevano vivere segregati in quartieri appositi senza neanche potere entrare in contatto con la popolazione. In quest'epoca gli zar erano senz'altro retrivi, forse quelli più tardi, di fine Otto-inizio Novecento si avvicinavano un po' di più ad essere dei reazionari. Quanto alla rivoluzione, come sempre è avvenuto i suoi capi appartenevano alle classi medio-alte: ma senza l'appoggio di un popolo scontento non si è mai fatta nessuna rivoluzione.

La discussione non riguardava comunque il mondo ortodosso in sé, a me gli ortodossi sono pure simpatici, ma una visione un po' troppo idealizzata dello stesso presentata da Anacleto. Però in effetti quello che pensavo ormai l'ho detto.

rosa ha detto...

A me sinceramente non interessa molto di disquisre sugli ortodossi: 1) perchè sono già abbastanza ignorante di cattolicesimo, quindi il tempo che ho libero da impegni domestici e professionali lo dedico a conoscere di più e meglio la mia Fede, e non credo che per questo sia opportuno, e men che meno necessario, leggersi dotte disquisizioni sull'Ortodossia, vera o pseudo-che sia,
2) GXXIII sarà stato anche influenzato da un pseudo-ortodosso, ma mi sono fatta l'idea che in realtà sia stato molto più influenzato da ciò che fece a Parigi, che gli tornò indietro come un "boomerang" una volta eletto (sempre che non sia stato eletto proprio per quello).Comunque il CVII fu molto più influenzato da Paolo VI, le sue simpatie e amicizie francesi, nonchè da vescovi e cardinali francesi e tedeschi con i loro esperti, che mi sembra fossero molto più filoprotestanti che filoortodossi. Del resto la Messa NO è molto più vicina ad un service protestante che non a un rito ortodosso.
Sulla Russia, mi sono già espressa. Credo che se non ci fosse stata la I Guerra mondiale (voluta da chi ? dagli ex servi della gleba russi "?), la Rivoluzione d'Ottobre sarebbe fallita come nel 1905.
So che prima in almeno 2 casi zar o primi ministri stavano "occidentalizzando" la Russia con le loro riforme, e furono uccisi perchè altrimenti la Rivoluzione (voluta non certo per amore dei servi della gleba, che erano invece aborriti dall'élite rivoluzionaria) non si sarebbe potuta attuare.
Fossero sopravvissuti, forse la Russia si sarebbe avviata ad un porcesso di "occidentalizzazione " pacifico con sbocco in una monarchia costituzionale. Meglio, molto meglio per loro, e per tutti noi.
Ma alla Madonna di Fatima nessuno ha voluto dare veramente retta.
Rosa

Turiferario ha detto...

Dubito anch'io fortemente che gli ortodossi abbiano a che fare con il concilio e il postconcilio. Era uscito un commento mi pare del solito Anacleto secondo cui Papa Roncalli sarebbe stato influenzato dagli ortodossi durante la sua nunziatura a Sofia e a Istanbul, ma quest'influenza francamente non ce la vedo. E non ho nemmeno detto che la rivoluzione russa sia stata fatta per i servi della gleba (che non c'erano più fra l'altro nel 1917): ho solo detto che il popolo russo era scontento degli zar. Che poi abbia incanalato nel modo migliore questo scontento è un altro paio di maniche.

rosa ha detto...

Turiferario,
se per "popolo" intendi i tantissimi contadini, i pochi operai, gli artigiani e commercianti e la piccola borghesia russa, non credo che, prima della guerra, fossero così scontenti.Lo erano l'intellighenzia, una grossa parte della quale NON era russa, e la grande borghesia, una grossa parte della quale NON era russa e dalla quali proveniva l'intellighenzia di cui sopra. La grande aristocrazia se ne infischiava, tutta presa a villeggiare a Venezia o a Sanremo o in altri resorts europei alla moda. La piccoal e media aristocrazia era solitamente impiegata nell'esercito o nell'amministrazione zarista, quaindi il regime le stava bene così com'era.
Mai letto il Dottor Zivago (per non citare opere storiche sul tema NON marxiste) ?

Rosa

Turiferario ha detto...

Conosco bene il Dottor Zivago, ma non mi pare vi si sostenga che i russi fossero contenti dello zar! Anche Checov e Tolstoj sono istruttivi in questo senso. In effetti non si capirebbero le due rivoluzioni del 1905 e del febbraio 1917 (che non furono marxiste, i bolscevichi fecero la rivoluzione di ottobre non contro lo zar ma contro il governo "borghese") se il popolo fosse stato soddisfatto. Che i russi, e in generale i sudditi dell'impero, fossero incavolati neri non mi pare possa essere oggetto di discussione storica. Come anche che lo zar (Nicola II era un brav'uomo ma di vedute limitate) e la sua classe dirigente siano stati impari alla situazione che si trovarono a fronteggiare. Che si possa fare del revisionismo su quest'analisi generale mi pare assai difficile. Sarei invece del tutto d'accordo (ed è ormai una posizione storiografica acquisita) sul fatto che la rivoluzione d'ottobre fu un pessimo rimedio, che le condizioni dei russi per molti versi peggiorarono e il nuovo regime si resse sul terrore fin dai primi momenti. Su questo si sono raccontate molte balle, e quando le balle non hanno più retto si è cercato di addossare tutta la colpa al degenerato e cattivo Stalin corruttore di un sistema in fondo buono, versione in cui c'è ancora chi crede. Ma adesso rischiamo di uscire dal seminato.

Pietro C. ha detto...

Non è un mio fine aprire un dibattito sugli omosessuali.
Faccio solo notare queste espressioni di rosa:

"il mio "fanno un brutta fine" NOn esprime affatto un giudizio -e coem potrei io o chiunque altro di noi ? - sulla "fine" spirituale degli omosessuali. La "fine" dell'anima di ognuno di noi è nella mani di Dio. Io intendevo, e pensavo fossi stata chiara, una "fine" in senso FISICO, medico, com' è dimostrato dall'epidemiologia: sono molto più depressi, si suicidano molto di più, vanno incontro di più a morti violente, e si ammalano di più di certe patologie (in primis l'AIDS). Per non parlare degli aspetti che si configurano come reati (la già citat pederastia ed il saffismo)".

Rosa in quanto medico - lei lo afferma - dice che gli omosessuali sono più portati alla depressione.
Ora io le chiedo: un omosessuale è depresso a causa della sua omosessualità o a causa del fatto che c'è chi gli fa notare che la sua omosessualità è un male?

Dal punto di vista psicologico - quindi medico - è vale la seconda risposta: non è l'omosessualità in sé origine di depressione ma il valore (giusto o sbagliato che sia) che le si attribuisce e, di conseguenza, questo può generare in alcuni soggetti la depressione.

Faccio questa precisazione per mostrare come, nelle nostre valutazioni, proprio perché siamo animati dall'idea che l'omosessualità sia comunque in se una cosa negativa, facciamo dei corto circuiti logici.

Non aggiungo altro.

mic ha detto...

Caro Pietro, innanzitutto la precisazione di Rosa, già intuibile dalla locuzione usata, fa cadere la tua obiezione iniziale sul giudizio finale.

Ora vogliamo metterci a cavillare sulle cause della depressione, che sono molteplici, al di là dello stesso giudizio che può essere solo uno dei fattori?

E perché questo dovrebbe acquistare maggior peso per gli omosessuali?
Il discorso vale per tutti. La maggiore o minore ricaduta del giudizio dipende dal carattere della persona e dalle circostanze.
In ogni caso, fermo restando il rispetto per la persona, possiamo obbiettivamente dire che l'omosessualità sia un bene?
Il discorso è complesso, ma anche non abbastanza studiato e approfondito, come dice Rosa, solo perché liquidato in certi termini da quella che vuole imporsi come cultura dominante...
In ogni caso la Bibbia l'atto lo condanna.

Pietro C. ha detto...

Fermo restando che l'omosessualità è condannata dalla Bibbia, e su questo non si discute, la percentuale della morte degli omosessuali è legata alla vita disordinata che essi fanno, non tanto al fatto che uno è omosessuale.
Lo ribadisco, altrimenti facciamo come negli anni '60 in cui si diceva omosessuale=criminale.

Che ci siano omosessuali criminali ce ne sono, esattamente come ci sono eterosessuali criminali e malati di aids (perdiana!).
Ma, cavolo!, ci sono eccome!, omosessuali casti. Uno tra questi pare sia stato pure san Simeone il Nuovo Teologo (XI sec.).
Egli, si dice, lo fosse ma non pratico' la sua omosessualità. La natura è rimasta quella che è ma è stata elevata dalla grazia. Egli ha fatto una "brutta fine"???
Io direi che a qualificare l'omosessuale in senso negativo non è tanto la sua inclinazione ma cosa fa con essa. Io non credo che un omosessuale in quanto tale, verificato dalla psicologia, possa cambiare orientamento e se questo succede sono casi sparuti.
Chi è di fatto ci rimane e ho modo di constatarlo, dal momento che lavoro con il pubblico e ci parlo.
Ma chi è può anche essere un santo indipendentemente dal suo orientamento.
Ora qualificare che omosessuale=brutta fine, automaticamente, perché inclinato alla depressione o a quant'altro è una equivalenza tutta da verificare (non è un cavillo, cavolo!), caso per caso.
Ergo NON E' AUTOMATICA la cosiddetta brutta fine, che poi è brutta fine solo quella non in grazia di Dio, ricordiamolo!
Leone X (che le cronache dicono essere stato omosessuale) ha fatto una fine "mondanamente bella"! E quanti oltre lui?

Morale: non è per nulla logico quanto soggiace a questo dibattito che spero sia finalmente finito.

mic ha detto...

Ma, cavolo!, ci sono eccome!, omosessuali casti. Uno tra questi pare sia stato pure san Simeone il Nuovo Teologo (XI sec.).
Egli, si dice, lo fosse ma non pratico' la sua omosessualità. La natura è rimasta quella che è ma è stata elevata dalla grazia. Egli ha fatto una "brutta fine"???


Pietro C.

é evidente che la "brutta fine", di cui parlava Rosa, portando anche esempi concreti non riguarda gli omosessuali casti!

E chi di noi arriva mai ad assimilare l'omosessualità alla criminalità?

Io avevo un collega di lavoro, anche caro amico, omosessuale per di più non casto; il che non mi impediva di volergli meno bene condividendo con lui pensieri (di vita) ed esperienze (di lavoro).
La condanna non è nel chiamiamolo deficit o alterità o non o cosa, imputabile non so se alla natura alla biologia alla genetica all'ambiente alla psicologia.
In fondo è una forma di alterità, nel senso di estraneità, anche ogni tipo di disadattamento, che può assumere livelli e sfaccettature le più diverse; quello che fa la differenza è sempre la scelta libera, a partire da ogni situazione. E nel Signore, qualunque occasione di deficit o altro è suscettibile di trasformarsi in grazia, (che non cambia la natura ma la sublima in ogni caso), proprio in virtù di questa scelta libera. O no?

mic ha detto...


In fondo mi pare che sosteniamo la stessa cosa.

mic ha detto...

Voglio essere precisa. Mi accorgo che scrivendo di getto e di corsa corro il rischio di essere approssimativa.
Ho parlato di "sublimazone", ma penso che in questo caso restiamo sempre nell'ordine della natura. Invece, nell'ordine della grazia interviene l'azione soprannaturale di Cristo che opera la 'cristificazione', la progressiva 'configurazione' a Lui, come autentica immagine del Padre...

rosa ha detto...

Mic, scusa: a me di parlare degli omosessuali importa poco, pero' qui mi sembra di stia uscendo da ogni discorso razionale e scientifico, che io ho cercato di i postare. Per molti disturbi del comportamento, per anni si e" cercata una causa organica. Poi, ad un certo punto, e' prevalsa un' impostazione ideologica che vedeva in questi disturbi l' effetto di condizionamenti sociali, di classe, economici, ecc., un' impostazione sostanzialmente marxista che ha portato, tra l' altro, alla chiusura dei manicomi. Alcuni erano senz' altro delle case di orrori, ma non tutti. In realta' , andando avanti con la ricetca, soprattutto in quei paesi meno afflitti dal marxismo, si e' visto che molte patologie psichiche e disturbi del comportamento dipendono da cause prganiche, che oggi vengono trattate con farmaci. Anche la depressione, che ha varie for,me, e' ricondicibile in molti casi ad alerazioni di sostanze attive nel nostro cervello.
Ora, ripeto, il non so quale malattia abbiano gli omosessuali. So che NON viene studiata, e trovo questo, come medico, SCANDALOSO. NON esprimo alcun giudizio morale, ma, dopo aver letto racconti autobiografici, testimonianze autobiografiche e dopo averne avuti alcuni come pazienti, oltre che come colleghi, mi e vi chiedo: ma vi sembra giusto, morale, cristino, lasciarli a loro stessi, come si faceva per gli epilettici nell' antichita', perche' il dio li voleva cosi?
No commentero' oltre, ma inviterei i bloggers a sviluppare conoscenze di base sugli studi epidemiologici, onde evitare di scrivere certe cose.
Anche perche' se passa, come sta passando, che sono cosi come sono perche' cosi li ha lvoluti la natura, il DNA o Dio stesso, HANNO tutti i diritti di essere considerati uguali agli ETEROSESSUALI! incluso quindi il matrimonio e l' adozione.
Rosa

A

rosa ha detto...

Per Turiferario: leggi " 200 anni insieme" di Solgenitsyn e le biografie di illustri russi, e poi, forse, anche tu ti chiederai come me: ma cosa ci han fatto studiare a scuola sulla Russia zarista?
Et de hoc satis
Rosa

una sola fede ha detto...

Riguardo l'affermazione:"Io non credo che un omosessuale in quanto tale, verificato dalla psicologia, possa cambiare orientamento e se questo succede sono casi sparuti"...


...a dire la verità pare non siano così tanto sparuti, se si considera che solo questi di cui si parla nelle pagine sottolinkate, ma insieme a moltissimi altri, sono venuti allo scoperto, e quindi si può immaginare che altri non lo dichiarino pubblicamente…

Ho ridotto SOLO a tre i links ai siti sull’argomento, perché sono veramente tanti, ma se uno vuole veramente approfondire c’è l’ottimo sito uccronline che dà amplissimo spazio all’argomento, con molti rimandi ad articoli e a interviste in lingua originale.

Qua al secondo link è raccontata la vicenda anche di un medico (e si riconoscerà che non deve essere stato molto facile fare certe dichiarazioni per lui) , con tanto di nome, cognome e fotografia, come per altri che è facile trovare. In fondo all’articolo del sito succitato ci sono ulteriori rimandi a numerosi articoli che segnalano analoghe vicende.


http://www.tempi.it/alberto-perez-racconta-vivevo-il-disagio-dellomossessualita-oggi-sono-felice#.UzGmKvl5ORY

http://www.uccronline.it/2013/03/20/miguel-gordon-medico-spagnolo-ho-lasciato-lomosessualita/

http://www.iwasgay.com/

mic ha detto...

Rosa ,
Sulle ipotesi sulla omosessualità e sue cause nonché sulle visioni ideologiche convengo con te. Ho tuttavia voluto rispondere alla lettera a Pietro e sui casi da lui esemplificati.
Del resto il giudizio morale sull'atto in sé è la Bibbia a darlo. Tuttavia effettivamente possibili rimedi e aiuti anche dal punto di vista umano non sono possibili se non si riconosce la tendenza come anomala e non se ne studiano le cause.
Constatarla come presente ab immemorabile non significa riconoscere che sia naturale.

rosa ha detto...

Sai, Mic, se non avessi una figlia, mi preoccuperei meno di certi problemi.Ma da quando un'assistente sociale, madre di un suo compagno, cattolica "adulta", elettrice di Pisapia, mi ha raccontato di quanti casi le erano capitati negli ultimi 5-6 anni di ragazzini e ragazzine che "provavano rapporti con lo stesso sesso, semplicemente per provare, perchè tanto:che male c'è?", rischiando di finire in pessime mani, ho cominciato a documentarmi e preoccuparmi molto di più. E sono arrivata alle conclusioni sopra esposte.
R

mic ha detto...

semplicemente per provare, perchè tanto:che male c'è?"

Da non credere... Ti capisco.
C'è da tremare per tutti i giovani e i bambini...

Anonimo ha detto...

C'è da tremare per tutti i giovani e i bambini...

per questo Gesù ha detto, salendo al Calvario, col carico della Croce sulla spalla, rivolto alle donne di Gerusalemme:

"Non piangete su di me, ma su voi stesse e sui vostri figli! Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato” . Allora cominceranno a dire ai monti: ‘‘Cadete su di noi!’’, e alle colline: ‘‘Copriteci!’’..."

(VIII Stazione della Via Crucis)

parole del Signore da riferire ai nostri tempi, più gravemente che ad ogni secolo già passato.

Anonimo ha detto...

rileggere anche un art. risalente al

20.12.2012
(propongo spec. a Pietro C.):

Che tra i sacerdoti ci siano alcuni omosessuali non è una novità e non è questo il problema posto da don Dariusz Oko nell’intervista che pubblichiamo in Primo Piano.
Nessuno vuole criminalizzare una tendenza sessuale né ergersi a giudice di coloro che – per debolezza o altro – peccano gravemente. Siamo i primi noi a dover chiedere perdono per i nostri peccati. Ma la Chiesa ha sempre distinto tra peccato – da condannare – e peccatore, da salvare.

Quello che invece è un grave problema per la Chiesa è il tentativo in atto di trasformare il peccato in dottrina, ed è quello che intende espressamente don Oko quando parla di omoeresia e di lobby gay. Che ci siano oggi diversi sacerdoti tranquilli nel conciliare la vocazione con il comportamento omosessuale è purtroppo emerso con chiarezza sia da indagini giornalistiche – vedi due anni fa il servizio di Panorama sulle notti brave dei preti gay a Roma – sia da recenti casi di cronaca. Ma certa tranquillità non può non mettere in discussione ciò che si insegna nei seminari, e alcuni piani pastorali per omosessuali approvati anche nelle diocesi italiane sono la prova che il pensiero omosessualista, che mette sullo stesso piano tendenze etero e omosessuali, si sta diffondendo anche nelle gerarchie.

(Intervenire con decisione, di Riccardo Cascioli)
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-intervenirecon-decisione-5441.htm
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ciò che sta accadendo, in rapida accelerazione da un anno)è il fenomeno per cui
"il delitto diventa diritto",
diritto al peccato, la pretesa di operare il male, rivendicato come se avesse "pari dignità" rispetto al bene: aberrazione mai vista (credo) nella storia dell'umanità,e che sta dilagando nell'accecamento delle coscienze.
Tutto è iniziato con la proclamazione del DIRITTO ALL'ERRORE, contenuta nei nuovi orientamenti del cv2, quella libertà per cui "ognuno sceglie la propria religione" (v. Assisi1-2-3- "tutte vie buone per arrivare a Dio") e deve essere rispettato nel suo falso culto, quindi non deve/può essere più convertito a Cristo.
Fine della Chiesa APOSTOLICA e missionaria, che da 50 anni viene obbligata al dialogo indifferentista.
Regno del relativismo religioso, dottrinale, morale.

Così il falso viene detto vero, il peccato detto "giusta e legittima aspirazione a realizzarsi ecc."
(cfr. "chi sono io per giudicare", scuola definita e ora compiuta di indifferentismo)...
e nell'arco di pochi decenni la menzogna rovescia la Verità dal suo trono.

ilfocohadaardere ha detto...

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2928

LA TENDENZA omosessuale ha origini e cause PSCIOLOGICHE, e niente affatto BIOLOGICHE/GENETICHE. ciò è dimostrato dallo studio dei gemelli omozigoti e dalla GUARIGIONE CLINICA avvenuta in molti casi di iniziale tendenza (conclamata) omosessuale. La TENDENZA OMOSESSUALE pertanto, non è assolutamente "NATURALE", ma è un "disturbo di identificazione di genere" che può essere curato con una terapia psicologica (c.d.RIPARATIVA) che oggi è ostracizzata e perseguitata dalla cultura unica dominata dalle lobby omosessualiste (gli stessi Ordini degli Psicologi in gran parte, per ragioni opportunistiche e di conformismo, "scoraggiano"- per usare un eufemismo i propri associati ad applicare le terapie riparative.....), con gravissimo danno delle persone che soffrono di quelle tendenze....