venerdì 27 gennaio 2017

Negli U.S.A. è girato il vento: si respira aria pro-vita. E da noi, fino a quando?

La Casa Bianca ha confermato che il Vice Presidente Mike Pence parteciperà oggi a Washington alla "Marcia per la Vita", evento pro-life che protesta contro l'aborto e l'eutanasia, tenendo anche un discorso.
È la prima volta nella storia degli Stati Uniti che un Vice Presidente partecipa in veste ufficiale ad un evento pro-life.
La posizione in merito di Pence, ex Governatore dell'Indiana, è sempre stata molto chiara. Solo pochi mesi fa aveva affermato: "Il mio più grande desiderio è poter vivere il giorno in cui la sentenza Roe v Wade (che introduce l'aborto in USA) sarà solo un brutto ricordo da relegare nel portacenere della storia".
Che differenza con l'ambiguo silenzio o con la posizione addirittura contraria dei nostri pastori (uno per tuti: Galantino e i "volti inespressivi" di chi dice il rosario davanti alle cliniche abortiste). Per non parlare dei governanti e delle recenti leggi contro la famiglia e corrispondenti inquietanti derive antropologiche.

Leggiamo su Sentinelle vesuviane:
Lasciateci sognare, saremo spiritualmente a Washington per la 44° March of life, edizione 2017. L’evento si presenta sotto i migliori auspici: il presidente Trump in persona ha bacchettato i media per la scarsa risonanza finora attribuita alla marcia, il vice presidente Pence, un prolife senza se e senza ma, interverrà personalmente come speaker dalla tribuna. Altro che la nostra marcetta di Roma, con i politici e le gerarchie colpiti da improvvisa afasia. Il tema della marcia sarà “The power of one, con una frase di Tolkien come motto: “Anche l’individuo più piccolo può cambiare il corso della storia”.

Il Card. Burke pro-life in Texas

Domenica 22 gennaio scorso, nel 44° anniversario della famigerata decisione della Corte Suprema di legalizzare l'aborto negli Stati Uniti il cardinale Raymond Leo Burke ha celebrato una Messa di Riparazione a Dallas, Texas. La Messa, organizzata da Catholic Action for Faith and Family, è stata uno dei numerosi eventi ai quali Sua Eminenza ha partecipato durante il fine settimana ed è stata ospitata nella Chiesa di Maria Immacolata a Farmers Branch, sobborgo di Dallas [qui].
La Messa è stata promossa come atto di riparazione per il peccato atroce dell'aborto negli Stati Uniti. Durante l'omelia il cardinale Burke si è rivolto ai fedeli dichiarando:
"Oggi, si celebra il 44° anniversario della decisione della Corte Suprema nel caso Roe v. Wade. Riconosciamo in questa decisione della più alta corte della nostra nazione una ribellione contro Dio e la sua legge scritta in ogni cuore umano nel suo primo e fondamentale principio: salvaguardare e promuovere la vita umana dal momento del concepimento fino al momento della morte naturale. Nel contesto della nostra riflessione fin dall'inizio del ministero pubblico di nostro Signore, ci rendiamo conto che il Vangelo che Egli predicava, chiamandoci al pentimento, è, prima di tutto, il Vangelo della Vita".

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Nell' immagine sembra una celebrazione n.o.. Questa volta il card. mi ha deluso.

irina ha detto...

In ginocchio,ringraziamo la Santa Trinità, la Santa Vergine Maria, San Giuseppe.

mic ha detto...

Anonimo 11:52
Mi spiace che sia deluso.
È noto che il nostro Cardinale, come del resto tanti nostri sacerdoti che nel tempo presente devono prendersi cura anche di un gregge che conosce solo il NO, lo celebra in diverse occasioni.
E questo cosa cambia sulla sua fedeltà alla Tradizione e sulla parresìa che ha dimostrato in più occasioni?

irina ha detto...

Personalmente sono afflitta da Messe secondo Tradizione con omelie moderniste doc.

Anonimo ha detto...

"Riconosciamo in questa decisione della più alta corte della nostra nazione una ribellione contro Dio e la sua legge scritta in ogni cuore umano nel suo primo e fondamentale principio: salvaguardare e promuovere la vita umana dal momento del concepimento fino al momento della morte naturale. Nel contesto della nostra riflessione fin dall'inizio del ministero pubblico di nostro Signore, ci rendiamo conto che il Vangelo che Egli predicava, chiamandoci al pentimento, è, prima di tutto, il Vangelo della Vita"."

Parole così alte, dall'attuale oltreTevere, ne abbiamo?

Anonimo ha detto...

@ Irina e anonimo 11.52
Condivido il pensiero di entrambi.
Se la lex credendi è stabilita dalla lex orandi, è innegabile che la fede proposta dal NO è una fede fortemente annacquata e protestantizzata rispetto a quella cattolica tradizionale.
Prego perché il card. Burke e i tanti sacerdoti che amano la Messa di sempre giungano a comprendere questa semplice ma profonda verità, e scelgano infine di celebrare solo il rito tradizionale.
Purtroppo, posso testimoniare anche che non è impossibile avere Messa antica e predica filomodernista. Quindi massima vigilanza anche in questo.
Placentinus

Felice ha detto...

Ma cosa dovrebbe fare Burke? Rifiutarsi di partecipare ad eventi in cui è prevista una celebrazione N.O.? Siamo seri, atteniamoci al tema in discussione e cerchiamo di uscire da questa mentalità che ci chiude in un ghetto, pur condividendo la preferenza per la Messa di sempre e tutte le riserve che ben conosciamo circa il N.O.!

S. Eutizio ha detto...

D'accordo con Felice,ogni occasione è buona, anche uma notizia come questa, di una ViCEPRESIDENZA AMERICANA che guida la marcia contro l'aborto,per i dotti distinguo dei soliti duri e puri. Mi piacerebbe guardarvi in faccia, chiedervi cosa fate tutto il giorno, chi frequentate, se vi sporcate le mani, se litigate col vostro parroco, se nelle comunità (ancorquando le frequentiate) fate sentire la vostra voce. State bboni se potete, lasciate agire chi sa, tenetevi pronti quando infuriera' la battaglia.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Da noi il vento girerà quando ci sarà il nuovo Papa. Fiat voluntas tua.

Lorenzo Caperchione ha detto...

Sono un normalissimo fedele e studente cattolico, il mio distinguo non è riguardo alla marcia (un grandissimo grazie al presidente Trump per il suo sostegno!) ma riguardo alla questione della Messa NO. Ribadisco comunque la mia stima per il cardinale Burke.
P.s. anche mons. Lefebvre era un "duro e puro"?
Placentinus

Felice ha detto...

Mons. Lefebvre ha vissuto in un altro periodo storico. Oggi un prete che celebri la Messa NO come si deve, e faccia di tutto per celebrare la Messa VO appena possibile secondo me agisce bene. In attesa di tempi migliori

Anonimo ha detto...


@ Mons. Lefebvre era un duro e puro?

Certamente, nel senso che non ha mai celebrato la Messa NO. Nella trattative convulse precedenti le Consacrazioni dei 4 vescovi senza mandato, nel 1988, inviati da Roma ad un certo punto gli dissero anche che se lui avesse celebrato una sola Messa NO tutto si sarebbe appianato. Magari era una trappola. Comunque, una sola Messa di Paolo VI celebrata da lui, avrebbe avuto un enorme significato simbolico, visto che il mantenimento della Messa OV era uno degli scopi fondamentali della perseguitata FSSPX. Non mi sembra pero' che abbia mai assunto atteggiamenti moralistici nei confronti dei sacerdoti che la celebravano. Attaccava l'errore non le persone. Si rendeva perfettamente conto della difficile situazione nella quale si trovavano tanti sacerdoti. La FSSPX non e' nata in odio al Papa, come credono sbagliando alcuni, ma per salvare il salvabile della dottrina e della liturgia dal naufragio spaventoso che segui' immediatamente al Concilio! Per mantenere la retta formazione cattolica dei sacerdoti!
E' sbagliato criticare il card. Burke perche' celebra nei due riti, da quanto ho capito. La maggior parte dei fedeli non conosce il rito OV, tanti addirittura non ne hanno mai sentito parlare, e' stato completamente cancellato. Se il cardinale lo ripudiasse formalmente molto probabilmente non capirebbero, resterebbero smarriti. Certo, e' una situazione che non puo' durare, questa dei due riti, uno dei quali poco buono, come il montiniano. Ma il processo e' ancora graduale, bisogna essere forti e avere pazienza e ricordarsi della Parabola del grano e del loglio. PP

Anonimo ha detto...


Chiarimento.
Nel mio intervento, volevo naturalmente dire: "se il cardinale ripudiasse formalmente la Nuova Messa", cominciando a celebrare solamente quella di rito antico. PP

Anonimo ha detto...

Ieri a Washington una mare di persone hanno marciato per la vita e contro l’aborto legalizzato, con il sostegno della nuova amministrazione della Casa Bianca e un cordiale saluto inviato dal Papa.

In questo contesto appare una scelta singolare, quella della Georgetown University, di non concedere un giorno di vacanza giustificata per gli studenti che volessero unirsi alla manifestazione. Anche perché La Georgetown University, fondata nel 1789, è la più antica università cattolica del Paese, gestita inoltre dai gesuiti, i confratelli del Pontefice che come potete leggere più in basso ha dato il suo appoggio alla manifestazione.

Stranezze del mondo cattolico. Ma su Hoya, il giornale studentesco, è apparso un articolo che criticava la scelta. “Noi, i cavalieri di Colombo della Georgetown University, partecipiamo ogni anno alla marcia in coerenza con il nostro desiderio di promuovere una cultura della vita nel campus e nella nazione….sebbene noi siamo testimoni dei valori di Georgetown marciando, noi andremo quest’anno, come abbiamo fatto in passato, senza l’appoggio dell’università. Mentre molti dei nostri compagni che frequentano istituzioni come l’Università di Notre Dame e l’Università Cattolica di America ricevono il permesso di assentarsi un giorno, la Georgetown University ha respinto le petizioni dei suoi allievi che chiedevano un eguale permesso”.

La Marcia, che è giunta alla sua 44° edizione, si tiene nell’anniversario del giorno in cui la Corte Suprema ha legalizzato l’aborto. “Noi continuiamo a sostenere che l’aborto è il tema più pressante del nostro tempo, anche 45 anni dopo la sentenza Roe, dal momento che circa 60 milioni di aborti sono stati legalizzati negli Stati Uniti, circa lo stesso numero di persone morte nella Seconda Guerra mondiale”.

Il Pontefice, con un messaggio firmato dal Segretario di Stato Pietro Parolin e inviato al nunzio negli Stati Uniti, mons. Christoph Pierre, ha salutato in questo modo i marciatori: “È così grande il valore di una vita umana ed è così inalienabile il diritto alla vita del bambino innocente che cresce nel seno di sua madre, che in nessun modo è possibile presentare come un diritto sul proprio corpo la possibilità di prendere decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine in sé stessa e che non può mai essere oggetto di dominio da parte di un altro essere umano”.

Il Papa esprime la sua fiducia che “questo evento, in cui molti cittadini americani manifestano a favore dei più indifesi dei nostri fratelli e sorelle, possa contribuire a una mobilitazione delle coscienze in difesa del diritto alla vita e a misure efficaci per garantire la sua adeguata protezione giuridica”.

Per la prima volta un Vicepresidente USA ha partecipato alla Marcia, che ha avuto anche l’appoggio di Donald Trump, pochi giorni dopo che sono stati aboliti dalla Casa Bianca i fondi per l’esportazione dell’aborto in altri Paesi.
(Marco Tosatti)

Anonimo ha detto...

While in Dallas Cardinal Burke also visited Holy Trinity Seminary where he prayed with the seminarians and addressed them about the importance of their vocation to be called to the sacred priesthood. The seminarians were pleased to be able to meet and greet His Eminence while some had him sign books and asked for his blessing.