mercoledì 4 gennaio 2017

Mons Schneider: "Ho chiesto a Mons Fellay di non ritardare ulteriormente gli accordi

Riprendiamo, nella nostra traduzione, da Rorate Caeli.

"Il movimento per ripristinare la Messa tradizionale è opera dello Spirito Santo, ed è inarrestabile"
I nostri collaboratori di Adelante La Fe (Rorate in spagnolo) pubblicano oggi un'intervista esclusiva con Sua Eccellenza il Vescovo Athanasius Schneider. Le sue risposte sono molto schiette e audaci, anche per il grande vescovo. Ѐ abbastanza evidente, anche da uno sguardo veloce alle sue risposte, che egli ritiene sia giunto il momento del rientro della Fraternità San Pio X (FSSPX).

In primo piano
  • "Ci sono molti posti dove i sacerdoti agiscono come ministri protestanti piuttosto che come sacerdoti cattolici"
  • "Ci sono famiglie che devono viaggiare più di 100 km per partecipare a una Messa dignitosa e sentire la sana dottrina"
  • "I fedeli devono chiedere ai sacerdoti inginocchiatoi per poter stare in ginocchio"
  • "Abbiamo una malattia al cuore-eucaristico, e finché non riusciremo a guarire, l'intero corpo rimarrà malato e non produrrà frutti"
  • "Nel clima di oggi, è un vero miracolo che ci siano vocazioni"
  • "L'ideologia di genere è una depravazione, una forma definitiva del marxismo"
  • "I genitori dovrebbero fare il possibile per ritirare i propri figli dalle scuole in cui si insegna l'ideologia di genere"
  • "C'è una mentalità di relativismo radicale all'interno della Chiesa"
  • "Dovremmo parlare in modo che il Magistero possa parlare chiaramente"
  • "Con il relativismo morale, soprattutto per quanto riguarda la ricezione della Comunione da parte dei divorziati risposati, vogliamo che Dio faccia la nostra volontà, e non noi la sua"
  • "Un diaconato sacramentale femminile contraddice la natura della Chiesa"
  • "Dobbiamo amare il papa in modo soprannaturale, pregando per lui, non praticare una forma di papolatria"

Fraternità San Pio X - mons. Lefebvre
  • "Sono convinto che nelle attuali circostanze, mons. Lefebvre avrebbe accettato la proposta canonica di una prelatura personale senza esitazione "
  • "Mons. Lefebvre è un uomo con un profondo sensus ecclesiae "
  • "Le ordinazioni episcopali sono state fatte nel 1988, perché in buona coscienza, egli pensava di doverlo fare, come atto estremo e, allo stesso tempo, ha detto che questa situazione non sarebbe dovuta durare a lungo"
  • "Se si rimane canonicamente autonomi per troppo tempo, si corre il rischio di perdere una caratteristica della Chiesa cattolica, cioè, di essere soggetti al papa"
  • "La nostra sudditanza al Vicario di Cristo, non deve dipende dalla persona del Papa; ciò non è di fede. Non si può dire : "io non credo in questo papa, non mi sottometto, ho intenzione di aspettare fino a quando ne arrivi uno che mi piace". Questo non è cattolico, non è soprannaturale; è umano. Si tratta di una mancanza di soprannaturalità e fiducia nella Divina Provvidenza, perché è Dio che guida la Chiesa. Questo è un pericolo per la Fraternità San Pio X"
  • "Ho chiesto a mons. Fellay di non ritardare ulteriormente la sua accettazione, e ho fiducia nella Provvidenza, anche se non è possibile avere certezze al 100% ".
  • "Ѐ mio grande desiderio che la Fraternità San Pio X possa essere riconosciuta e costituita all'interno della struttura regolare della Chiesa nel più breve tempo possibile, e questo sarà per il bene di tutti, per loro e per noi. In realtà sarà una nuova forza in questa grande battaglia per la purezza della fede".
  • "Ho detto a mons. Fellay: "Monsignore, abbiamo bisogno della vostra presenza per il ricongiungimento di tutte le forze buone della Chiesa per raggiungere questa unione".
Messa tradizionale
  • "Il movimento per ripristinare la Messa tradizionale è opera dello Spirito Santo, ed è inarrestabile"
  • "Se i Padri del Vaticano II avessero assistito ad una Messa come quelle che conosciamo oggi e ad una Messa tradizionale, la maggioranza direbbe che ciò che vogliono è la Messa tradizionale, e non il contrario"
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

65 commenti:

Anonimo ha detto...

Mgr Lefebvre qualifiait le révolutionnaire Ratzinger, inventeur de la papauté bi-pape, de "serpent".
Comment qualifierait-il le conservateur Schneider, réinventeur, après le mirifique Nicolas de Cusa, de la "coïncidence des contraires" ?

Andrea Carradori ha detto...

"La nostra sudditanza al Vicario di Cristo, non deve dipende dalla persona del Papa; ciò non è di fede" la frase che riassume l'essenza del difficilissimo cammino tutto in salita ( verso la santità) del cattolico.
Leggendo questa frase scorgo tutte le mie responsabilità di peccatore per NON avere tante volte, troppe volte, voluto comprendere nell'attuale Successore di Pietro la pesante croce che la Provvidenza ha messo sulle mie spalle per farmi arrivare , con mani innocenti e cuore puro, alla cima della santa montagna.
E' già difficile chinare il capo a siffatto Papa : lo è ancor di più a causa del massiccio appoggio delle organizzazioni a-cattoliche e palesemente nemiche del Vangelo a questo tipo di Pontificato.
Che il Signore ci aiuti!

mic ha detto...

Caro Andrea, la sudditanza al Vicario di Cristo non ha impedito e non impedisce a mons. Schneider, ai 4 cardinali (ed altri fedeli, noi compresi) di non tacere di fronte ad evidenti sviamenti di questo papa.
Si tratta solo di mantenere, pur nella parresia dell'esprimersi, il dovuto rispetto. Ma la prima obbedienza è dovuta alla Verità.

Anonimo ha detto...

LA VERA MISERICORDIA: QUELLA CHE CONVERTE.

La delicatezza e il rispetto del card. Burke con gli omosessuali
In un articolo su Celebrate Life Magazine, intitolato “Uscendo da Sodoma”, Eric Hess, uno dei principali attivisti gay nella storia del Wisconsin (Stati Uniti), racconta lo stile spirituale del cardinale Raymond Leo Burke con gli omosessuali.

http://cardinalburke.blogspot.it/2016/12/la-delicatezza-e-il-rispetto-del-card.html

Altrimenti , dedicatevi ad altro ! ha detto...

Sacerdoti, ritornate a occuparvi di noi!
http://www.veniteadme.org/sacerdoti-ritornate-occuparvi/

Anonimo ha detto...

Un commentatore scrive, i contrari coincidono.... Concordo, i contrari non possono coincidere , il sì è sì e il no è no. Ora dal corso accelerato di magistero obbligatoriamente sostenuto risulta che è vero che si deve obbedire al Papa, sia in foro interno che esterno, ma che altrettanto vero è che non si deve obbedire a chi ci predica un Vangelo diverso, San Paolo docet. A questo punto la soluzione proposta di finire sottomessi ad un vangelo nuovo, di netta denominazione satanica, non mi aggrada e neppure mi è lecito. Non mi risulta neppure che sia la prima volta che ciò sia successo ma che pure quando ci fu l'eresia ariana, e nel period dei 3 papi del grande scisma d'occidente (scisma è stato chiamato a post, si faccia attenzione a ciò), i veri cattolici furono lo scomunicato Anastasio e fedeli mentre il resto in massa "si vegliarono ariani" come scrisse qualcuno. E i fedeli del vero Papa, che tra i 3 fu uno solo: ma c'era uno vero. Oggi pure ci siamo svegliati TUTTI modernisti, e modernismo è pure accettare un papa che predica un vangelo diverso come Papa, quando San Paolo a chiare lettere lo definisce ANATEMA.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Quanto vale il riconoscimento canonico della FSSPX? E quanto vale la coerenza con Lefebvre? Sta tutta lì la questione.

Chi considera il primo più importante della seconda, brama il riconoscimento illudendosi che la FSSPX non sarà mai ridotta a un semplice club per i «picchiatelli della talare e del latino», un movimentino fra i tanti sullo stesso piano di neocatecumeni e azionecaotica (ma ve l'immaginate i discorsini in piazza san Pietro fra appartenenti a diversi club? "Sapete, noialtri abbiamo il carisma del manipolo e del ferrajolo", disse amabilmente il lefebvrino al focolarino fra un applauso e l'altro in attesa del discorsetto papale).

Il bello è che si può essere legittimamente interessati al primo piuttosto che alla seconda (come mons. Schneider), perché legittimamente convinti che Lefebvre nel giugno 1988 andò un po' troppo overboard con una mossa più azzardata del necessario. Ma la tifoseria lefebvriana cosidera quelle ordinazioni illecite un dogma indiscutibile (salvo poi applaudire all'espulsione di Williamson). Cioè di fatto considera sé stessa un club (dotato per giunta dell'Esclusiva sulla Tradizione), che è proprio uno dei principali obiettivi strategici dei modernisti.

Anonimo ha detto...

Come si puó pensare di sottomettersi ad un Papa che sta demolendo le fondamenta della Chiesa? Il problema non è sottomettersi ad un Papa che ci piace ma ad uno che professi la fede cattolica. Fare un accordo con questa, o meglio con questi uomini di Chiesa devastati dalla metastasi modernista credo sarebbe la fine per la FSSPX e per tutto il bene che ha fatto finora.
Cosa resterebbe della Fraternità se i suoi sacerdoti dovessero sottomettersi ai rispettivi Vescovi in stragrande maggioranza modernisti?
Ho conosciuto personalmente don Petrucci, lui mi ha portato alla fede e so che non avrebbe mai accettato un accordo con questa Roma apostata. La sua rimozione da Superiore del distretto italiano non può che farmi pensare male riguardo le intenzioni di mons.Fellay.
Prego perchè rifletta bene su quello che intende fare.
Che la Madonna lo assista.
Che Dio ci aiuti.

Anonimo ha detto...

Condivido Cesare Baronio qui:

https://opportuneimportune.blogspot.it/2017/01/dubia-alle-esternazioni-di-mons.html

Anna

marius ha detto...

@ EP
"Ma la tifoseria lefebvriana cosidera quelle ordinazioni illecite un dogma indiscutibile (salvo poi applaudire all'espulsione di Williamson). Cioè di fatto considera sé stessa un club (dotato per giunta dell'Esclusiva sulla Tradizione), che è proprio uno dei principali obiettivi strategici dei modernisti."

EP, non Le sembra di semplificare, anzi banalizzare un po' troppo?
Lei sta esprimendo sotto forma di giudizio categorico ciò che sarebbe più opportuno formulare come opinione soggettiva, anche perché poi le affermazioni dovrebbero essere confortate da validi argomenti, non certo da percezioni esterne ed esteriori.

Felice ha detto...

Mi chiedo se il cambio al vertice del distretto romano della FSSPX sia da leggere in relazione alla possibilità di un accordo e di un riconoscimento da parte della Santa Sede, e se sì come. Qualcuno ne sa qualcosa di più?

Anonimo ha detto...

Lei crede che tutti i cattolici siano gente a cui piace spugn.....si nel tempo libero si sbaglia di grosso...ecco, appunto! Detto proprio chiaramente: I preti, i religiosi, i laici che hanno a cuore la Fede e la sua diffusione, pur nella diversità dei carismi che è propria di ogni "giuntura" del corpo mistico, che quindi ha una sua propria funzione, non dovrebbe avere paura di perdere proprio un bel niente!!! Anzi...come il Santo e Vivificante Evangelo del Signore nostro Gesù Cristo"gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date"; e ancora, dal libro della Sapienza " Senza frode imparai la Sapienza e senza frode la dono". Questo siamo chiamati a fare! Non le pugn..te! E scusate i termini! Grazie
In Christo rege
Joseph1903

Anonimo ha detto...

C'è chi dice che sia tutto un tranello per commissariare e smantellare la Fraternità. Io la trovo un'occasione per salvare la Chiesa cattolica. Rafforzerebbe molto le nostre posizioni, considerando che, a lungo termine, la messa modernista verrà disertata, quella tradizionale no. In ogni caso il rischio c'è.
MD

mic ha detto...

Che io sappia, Felice, non è così.
In ogni caso non mi pare che l'obbedienza dimostrata da don Pierpaolo e la sua ben nota serena prudenza possa far pensare a disaccordi insanabili sulle decisioni così importanti che sembrano imminenti.
C'è da prendere atto che anche in seno alla Fraternità, come pure all'esterno, i dubbiosi non mancano.
A questo punto - anziché alimentare i "rumors" che, strumentali o in buona fede che siano, rischiano di sollevare un polverone analogo a quello che abbiamo visto in circostanze precedenti e quindi di compromettere gli auspicabili accordi - sarebbe molto meglio tacere e pregare, affidandosi.
Concordo in pieno col seguente pensiero espresso da Andrea Sandri. Se Francesco è il Papa, l'accordo ha comunque senso. Poi si va avanti a fare quello che si è sempre fatto senza pensarci troppo. Tutti i dubbi nascono da una concezione falsa (sovranista e iperinfallibilista) del papato che purtroppo molti tradizionalisti condividono.

Cristiano Scandali ha detto...

Grazie! Deo gratias!!! Questo si che è un commento!!!

mic ha detto...

Per Anna 13:28

Baronio non fa altro che riproporre riflessioni reiterate infinite volte dai "dubbiosi" o dai "restii" agli accordi.
Mi esprimo sulle generali perché non ho né il tempo né l'energia per mettermi a fare le contro-riflessioni punto per punto, che del resto sono state fatte miriadi di volte.
Baronio trae conclusioni, sul papa, che un fedele può porsi come ipotesi ma che non possiamo far nostre se non vengono dalle autorità.
Il tutto contribuisce a sollevare quel polverone che sono stata così attenta ad evitare finora, almeno qui.
E' per questo motivo che non pubblico gli interventi allarmisti dei soliti anonimi. Almeno, se non fossero tali (non bastano nick posticci, sempre Anonimi restano), si potrebbe tentare di discuterne, anche se sono discussioni (con argomenti peraltro ormai triti e ritriti) che so per esperienza non portano da nessuna parte.
Certo il momento è quello che è. Preghiamo e rimaniamo fiduciosi. Non ho mai visto e non vedo mons. Fellay e i suoi in atteggiamenti passivamente rinunciatari come quello dei FI, che penso siano basati su un loro carìsma specificamente oblativo...

Alessandro ha detto...

Io non so se questo cambio al vertice sia da collegarsi ad un accordo (imminente). Però, rilevo alcune coincidenze (prego di leggere chi è interessato ogni parola, che ho cercato di ben soppesare):

1) Don Petrucci, come tutti i sacerdoti residenti in Italia, a parte du Chalard, è contrario agli accordi; andrà in Inghilterra, dove non potrà far "danni" (percorso inverso rispetto al "duro" don Tranquillo, che dalla Scozia fu messo ad Albano, per non cadere tra le grinfie di Mons. Williamson, espulso dalla San Pio X ufficialmente per motivi disciplinari, in realtà perché ostacolo al dialogo del Vaticano coi fratelli maggiori e con la Fraternità);
2) Don Nély, invece, è favorevole agli accordi; egli, proprio ora, sostituisce don Petrucci in un ruolo chiave (siamo a 30 km dal Vaticano, e non si tratta solo di un fatto "simbolico");
3) Qualche mese fa, du Chalard, che ha molti e risalenti agganci col Vaticano (si veda il libro sul GREC), ha traslocato a Rimini (v. p. 1), dove forse potrà controllare meglio l'altro priorato "storico" in Italia; du Chalard e don Petrucci non erano in buoni rapporti, e solo apparentemente la partenza del primo per Rimini poté essere considerata una vittoria del secondo (visti i fatti recentissimi);
4) Il vescovo Schneider spinge pubblicamente Fellay a "rientrare", con argomentazioni abbastanza criticabili: ma tant'è;
5) Fellay, che nel 2001 affermò che il Vaticano II è buono per il 95%, si è esplicitamente mostrato favorevole agli accordi nel 2013 (cf. la lettera contraria dei 3 vescovi), e quest'estate ha messo ai voti questa possibilità (per lui, du Chalard, Nély, Schmidberger da tramutare in atto), perdendo, visto che circa i 2/3 dei superiori di distretto hanno votato contro (luglio 2016, Albano). Ma le "alte sfere" rimangono favorevoli ad un accordo, che secondo me ci sarà;
6) Come valutare --è questo forse l'elemento più significativo -- da un lato lo strano silenzio su Bergoglio della più parte della San Pio X, e soprattutto la concessione da parte di Bergoglio ai sacerdoti della San Pio X di confessare e assolvere (si noti: prima questa concessione era "a tempo", ora è stata estesa, apparentemente "sine die": segno di colloqui che stanno andando a buon fine)?

Come diceva qualcuno che se ne intendeva, a pensar male...

Se gli accordi ci saranno (presto), si verificherà una strana situazione, in cui Fellay e le sue truppe saranno ricoverati nell'ospedale da campo diretto da Bergoglio verso il caos, mentre Burke and co. preparano le monizioni canoniche (efficaci? Questo non si è ancora ben compreso) contro l'argentino.

mic ha detto...

Chi considera il primo più importante della seconda, brama il riconoscimento illudendosi che la FSSPX non sarà mai ridotta a un semplice club per i «picchiatelli della talare e del latino», un movimentino fra i tanti sullo stesso piano di neocatecumeni e azionecaotica (ma ve l'immaginate i discorsini in piazza san Pietro fra appartenenti a diversi club? "Sapete, noialtri abbiamo il carisma del manipolo e del ferrajolo", disse amabilmente il lefebvrino al focolarino fra un applauso e l'altro in attesa del discorsetto papale).

Caro EP, conosco la tua efficace vena ironica. Ma trovo il momento così grave e serio che non riesco ad apprezzarla. Anche perché non posso condividere neppure in un discorso figurato il mettere la FSSPX sullo stesso piano di focolarini e neocatecumenali.

Il bello è che si può essere legittimamente interessati al primo piuttosto che alla seconda (come mons. Schneider), perché legittimamente convinti che Lefebvre nel giugno 1988 andò un po' troppo overboard con una mossa più azzardata del necessario. Ma la tifoseria lefebvriana cosidera quelle ordinazioni illecite un dogma indiscutibile (salvo poi applaudire all'espulsione di Williamson). Cioè di fatto considera sé stessa un club (dotato per giunta dell'Esclusiva sulla Tradizione), che è proprio uno dei principali obiettivi strategici dei modernisti.

Il discorso è troppo complesso per liquidarlo in questi termini...

mic ha detto...

Quanto vale il riconoscimento canonico della FSSPX? E quanto vale la coerenza con Lefebvre? Sta tutta lì la questione

La questione non sta né nel "quanto vale", né nella "coerenza" con Lefebvre.
La coerenza non è con Lefebvre ma con Cristo Signore e Rivelazione Apostolica che ci ha consegnato.
Lo stesso Lefebvre non si è mai posto come punto di riferimento. Era lui e riferirsi al Signore e alla tradizione bimillenaria ininterrotta.

mic ha detto...

Se gli accordi ci saranno (presto), si verificherà una strana situazione, in cui Fellay e le sue truppe saranno ricoverati nell'ospedale da campo diretto da Bergoglio verso il caos, mentre Burke and co. preparano le monizioni canoniche (efficaci? Questo non si è ancora ben compreso) contro l'argentino.

Rispondo anche e chi, più su dice:
Fare un accordo con questa, o meglio con questi uomini di Chiesa devastati dalla metastasi modernista credo sarebbe la fine per la FSSPX e per tutto il bene che ha fatto finora.

Ma, insomma, non vi rendete conto che se la FSSPX si "sottomette" al "Vicario di Cristo" non fa altro quello che ogni cattolico è chiamato a fare?
E' ovvio che se ci sarà una evoluzione in questa ingarbugliata situazione la FSSPX non farà corpo a sé ma starà dalla parte della Verità!
Del resto il nostro "sottometterci", significa forse aderire "de fide" a proposizioni in odore di eresia?

Alessandro ha detto...

No, io non mi rendo conto, cara signora. Non mi rendo conto neanche cosa sia cambiato dal 2010, quando Fellay dichiarò gli accordi con Roma "umanamente impossibili", ad oggi. Forse è colpa mia, ma non riesco a capire: da Ratzinger a Bergoglio c'è stato forse un mutamento in positivo? A me non pare, anzi, ma quasi sicuramente sbaglio: non sono realista e non ho il senso del sovrannaturale che altri rivendicano come loro esclusiva. Ma per un accordo non servono né un pragmatismo esacerbato, né qualità mistiche. Io mi limito ai fatti, cerco di essere pragmatico in un altro senso (quello etimologico), anche se sono totalmente contrario a questo imminente accordo pragmatico: che tra l'altro, come vuole Bergoglio secondo l'antico detto romano (lui che più antiromano non potrebbe essere!), dividerebbe la San Pio X in almeno 3 fazioni.

mic ha detto...

Alessandro,
Non possiamo ignorare che la differenza tra Ratzinger e Bergoglio (a prescindere da quanto ci scandalizza) sta nel fatto di quel "senza condizioni",
cioè nel non estere costretti ad accettare in blocco il concilio.
Per il resto sono consapevole dei rischi. Ma credo anche che la situazione di 'sospensione' possa essere rischiosa in altro modo.
Per il resto non ho soluzioni, né illusioni e neppure paure paralizzanti ma solo moderati timori superabili con l'aiuto del Signore e speranze...

gianlub ha detto...

La differenza tra Ratzinger e Bergoglio è quella che passa tra un Papa ed un antipapa; non essersi ancora accorto di ciò è estremamente preoccupante.

mic ha detto...

Ho pubblicato questo tra le decine di interventi di "gianlub" per farvi capire in che caos ci troviamo: affermazioni apodittiche che né lui né io possiamo permetterci.
E piovono insulti di ogni genere e da ogni dove se insisto a non tenerne conto.

Luisa ha detto...

Vorrei segnalare che è morto oggi Guy André Louis FELLAY, padre di Mons. Fellay.

E in questa disputa fra il per e contro il ""rientro"" della FSSPX, e malgrado tutte le mie riserve, non posso ignorare che due prelati di riferimento come il card. Burke e Mons. Schneider auspicano la firma di quell`accordo, dal momento che mettiamo in loro la nostra fiducia, perchè dovremmo ritirarla ora a causa del loro assenso e anche incoraggiamento ?

Esistenzialmente Periferico ha detto...

L'anonimo delle 12:02 mi pare purtroppo un altro di quegli esempi - oggi molto frequenti - di malumore personale che viene adornato di quisquilie para-teologiche per estrarne autoconsolazione.

La sua fortuna è che le pagine di questo blog, anche soltanto limitandosi a citare o tradurre articoli pubblicati altrove, documentano ciò che probabilmente lui non sarebbe in grado di spiegare. Solo che la demolizione della Chiesa - a cui i cattolici assistono generalmente desolati, impotenti, addolorati, ma non rassegnati, altrimenti tacerebbero ed eviterebbero - non comporta automaticamente la negazione di ciò che il Signore ha personalmente istituito (per di più su un soggetto documentamente non troppo affidabile come Simon Pietro). Un corto circuito del genere dà la stura ai normalisti che per sentirsi smart chiamano "tradiprotestanti" tutti quelli che non sono d'accordo con loro.

Identico corto circuito è quello di chi pur riconoscendo il gran bene fatto dalla FSSPX fin dal suo primo giorno, la considera il baluardo unico ed ultimo della Tradizione cattolica. Questo genere di tifoserie e piccinerie è graditissimo ai modernisti, ai quali non par vero trasformare la Tradizione in un numero circoscritto di persone e potersi quindi limitare ad attaccare le persone anziché gli argomenti. Persone che statisticamente non sono comparabili ad un san Pio da Pietrelcina.

Penso che Marius e Mic abbiano la fortuna - che io non ho - di conoscere persone (magari laiche) molto addentro alla FSSPX che non considerano la FSSPX il baluardo unico e ultimo e insostituibile. Magari il riconoscimento canonico avrà come effetto collaterale il far venire più allo scoperto ciò che in diverse occasioni ho tentato di far notare.

mic ha detto...

Caro EP
Sono una di quelle persone che non considerano la FSSPX il baluardo uno e unico ma ciò non di meno spero nell'accordo che credo possa giovare a tutta la tradizione.

Felice ha detto...

Se Bergoglio pensa di riservare alla FSSPX, una volta regolarizzata, lo stesso trattamento che ha riservato ai Francescani dell'Immacolata o a mons. Olivieri non credo che troverà un atteggiamento remissivo. Non credo che la Fraternità sia disponibile a lasciare annacquare il proprio carisma.

Anonimo ha detto...


@ Gli insulti a Mic

Perche' perdere tempo e rovinarsi il fegato a cancellare i vergognosi insulti anonimi che ti vengono di frequente rivolti? Non converrebbe abolire tutti i commenti, almeno per un po'? Non credo che il blog ne scapiterebbe piu' di tanto. A. P.

mic ha detto...

Ha ragione EP quando afferma che in ogni caso vengono allo scoperto molte cose su tutti i fronti....

Anonimo ha detto...

Non credo però che si possano negare le buone intenzioni di mons. Schneider. Io personalmente accetterei (con tutte le cautele) un riconoscimento da Roma... ma con un accordo c'è il rischio di fare la fine dei FFI. Al tempo stesso, tanti nella Chiesa vedono la Fraternità come un punto di riferimento, e un riconoscimento unilaterale aiuterebbe molti dubbiosi o titubanti. In ogni caso speriamo che il buon Dio aiuti i superiori a capire qual'è la scelta giusta... e che loro si facciano aiutare!

Anonimo ha detto...

Il fatto è che finché si riconosce Francesco come papa - e nessuno nella fraternità ha l'autorità per procedere alle monizioni canoniche o dichiarare la vacanza formale della Sede Apostolica - non si può rigettare a priori una sistemazione canonica offerta dal papa, dato che rimane l'obbligo di obbedirgli in ciò che non è peccato o pericolo di peccato. I rischi ci sono, ma se alcuni sacerdoti diocesani sono riusciti a superarli (es. don Secci) perché non dovrebbe riuscirci la Fraternità che è molto più grande e abituata a combattere?
In ogni caso, è prudente aspettare fino alla fine della vicenda dei dubia. Potrebbero esserci notevoli sorprese...

mic ha detto...

Sarebbe forse opportuno che la Fraternità stesse a vedere come evolve la prova di forza tra i 4 cardinali e il Papa, per "rientrare" (da dove in realtà non è mai uscita). Il "confronto" cardinali-Papa innescato dai Dubia non dovrebbe farci aspettare a lungo, a Dio piacendo.
C'è poi il problema degli equilibri interni: sono problemi che non risparmiano neppure la Fraternità nei quali entrano in ballo anche elementi umani, per quanto mi par di capire da fonti interne, al di là di accordisti o non accordisti...

Sacerdos quidam ha detto...

Chi non conosce la FSSPX non tiene conto di un pericolo reale: quello che lo stesso mons. Fellay, in passato, definì come l'evoluzione verso una 'petite Église', che in francese equivale a 'chiesa scismatica'.
Il trascorrere del tempo - sono passati ormai più di 40 anni - non gioca a favore della Fraternità, e rischia di concretizzare questo pericolo.
Ecco perché Mons. Fellay cerca di realizzare l'accordo, pur prendendo tutte le precauzioni possibili.

Purtroppo molti cattolici tradizionalisti, avendo una mentalità da 'byzanteens', non comprendono la gravità di un possibile futuro scisma: autentico, questa volta, non come quello inesistente del 1988.
Non sempre i 'duri e puri' (e nient'altro) sono anche saggi.


Lorenzo Caperchione ha detto...

Segnalo che i due commenti qui sopra sono miei (pubblicati sulla pagina fb del blog) benché un anonimo autore li abbia ripresi senza citarne la provenienza.

marius ha detto...

Anch'io, Mic, non capisco tutta quest'ansia di regolarizzare la pur ingiusta situazione della FSSPX proprio alla vigilia di quello che ha tutta l'aria di manifestarsi come scisma in seguito al molto presumibile incapponimento di Bergoglio sulla sua Amoris Laetitia.
Forse che la metastasi del bergoglismo filoluterano infestante e infettante la quasi totalità del corpo ecclesiale potrebbe essere magicamente sanata dall'inserimento di un vaccino autenticamente cattolico? Suvvia...

La FSSPX potrà essere completamente integrata anche dopo l'eventuale prevedibile scisma.
Allora lì sì che potrà avere un ruolo altamente positivo e costruttivo in armonia con le altre componenti ecclesiali fedeli alla Tradizione.

Apprezzo e stimo mons. Schneider, ma una motivazione tipo quella che Mons. Lefebvre nella situazione attuale sarebbe favorevole ad un accordo mi fa venire il latte alle ginocchia. Non ha niente di più pregnante e realistico da dire che lanciarsi in ipotesi storicamente fantasiose e a dir poco azzardate?

mic ha detto...

Anch'io, Mic, non capisco tutta quest'ansia di regolarizzare la pur ingiusta situazione della FSSPX proprio alla vigilia di quello che ha tutta l'aria di manifestarsi come scisma in seguito al molto presumibile incapponimento di Bergoglio sulla sua Amoris Laetitia.

Io invece capisco ma non condivido del tutto tutti questi timori.
Mi spiegate chi o cosa impedirebbe a mons. Fellay e alla Fraternità di stare dalla parte giusta in base all'evolversi della situazione, ma intanto assicurarsi il rientro formale?

marius ha detto...

"Baronio trae conclusioni, sul papa, che un fedele può porsi come ipotesi ma che non possiamo far nostre se non vengono dalle autorità."

Mic, io mi son letto il testo di Baronio citato da Anna ma non ho riscontrato alcuna conclusione sul Papa nel senso da te menzionato. A cosa ti riferisci?

marius ha detto...

"Mi spiegate chi o cosa impedirebbe a mons. Fellay e alla Fraternità di stare dalla parte giusta in base all'evolversi della situazione, ma intanto assicurarsi il rientro formale?"

Personalmente ritengo che la FSSPX abbia tutti i numeri per resistere e stare dalla perte giusta anche in una situazione ante presumibile imminente scisma.
La discussione qui verte piuttosto sulle pressioni di Mons. Schneider il quale sembra aver una gran fretta di regolarizzazione, quasi che essa possa avere un effetto terapeutico miracoloso sul malato terminale. E ciò suona piuttosto strano.

mic ha detto...

In mons Schneider non vedo una gran fretta ma una sollecitudine paterna.

mic ha detto...

Caro Marius,
Sulle considerazioni di Baronio ho riscontrato molte cose che vanno tutte nella direzione del timore e del rifiuto ad oltranza mettendo in risalto tutti gli elementi corrispondenti.
Sai il perché non riesco a trovare tempo ed energia per un'analisi più approfondita. Ma ci sono già molti elementi in quanto già detto da chi è più ragionevolmente possibilista.

Cesare Baronio ha detto...

Cara Mic,

io non sono propenso ad un rifiuto ad oltranza: sono il primo ad auspicare che la Fraternità possa finalmente trovare una regolarizzazione canonica. Ma ritengo - come credo si possa evincere da tutti i miei scritti, ed in particolare dall'ultimo - che la situazione presente consigli di attendere. In dubio abstine. Già sarebbe stato rischioso siglare un accordo sotto Benedetto XVI; ora sarebbe sconsiderato. E ripeto: ora.

Lungi da me sostenere il costituirsi di una "chiesa parallela". Ma non capisco perché, visto quel che sta avvenendo, si debbano prender decisioni, allorché non lo si è fatto per anni ed anni. E soprattutto quando si han sotto gli occhi le sorti di quanti, sedotti dalle sirene vaticane, ora son ridotti al silenzio.

Quand'era ancora Papa Benedetto XVI ho scritto queste righe:

[...] Il nostro timore è che si giunga ad ammettere, in seno alla medesima Chiesa, tesi opposte e inconciliabili, cercando di annullare le occasioni di scontro: si darà spazio ai tradizionalisti e ai modernisti, si arriverà forse ad avere degli Atenei cattolici a fianco ad Università eretiche, a dar la Comunione in ginocchio e a tollerare che vi sia chi la profana amministrandola in mano. Una Chiesa in cui si veda il Papa pontificare in rito antico un giorno, presiedere un incontro di preghiera con gli idolatri il giorno dopo, abbracciare gli Ebrei come padri nella fede quello dopo ancora. Un grande, enorme supermercato della Religione, in cui ognuno può sceglier ciò che più gli aggrada, a patto che non bestemmi l'idolo conciliare: tutto questo ti darò, se prostrato mi adorerai. Gli uni citeranno la Gaudium et Spes, gli altri la Sacrosanctum Concilium, ciascuno nei passi che ritiene accettabili per il proprio modo di credere. Alcuni chierici useranno la talare e il cappello romano, altri gireranno in borghese; i conservatori citeranno le omelie del Card. Ranjit o Canizares, i moderati quelle del Card. Cafarra, i progressisti quelle del Card. Ravasi e di mons. Muller. Si potrà scegliere se sentire la Messa antica in una Basilica barocca, la Messa riformata in una chiesa di cemento armato o la Messa neocatecumenale in uno stadio. L'Anglicano e il Luterano che si sentiranno uniti a Roma ancorché eretici potranno contare su un Ordinariato né più né meno che la Fraternità San Pio X, e a ciascuno sarà riconosciuto il diritto di conservare i propri riti, le proprie idee. Tutti contenti, tutti sotto il grande manto della nuova chiesa conciliare, che sarà unita e divisa ad un tempo, santa e dannata, cattolica ed eretica, apostolica ed ecumenica. Una terrificante visione orizzontale che ricorda la torre di Babele più che la Gerusalemme celeste di cui è figura la Santa Chiesa. [...]

Cosa vi è di sbagliato in quel che dicevo allora e che dico oggi?

mic ha detto...

Tutti contenti, tutti sotto il grande manto della nuova chiesa conciliare, che sarà unita e divisa ad un tempo, santa e dannata, cattolica ed eretica, apostolica ed ecumenica. Una terrificante visione orizzontale che ricorda la torre di Babele più che la Gerusalemme celeste di cui è figura la Santa Chiesa.

Questo è quello che temiamo a prescindere dalla regolarizzazione canonica della FSSPX.
E quel che penso io è in sintonia con l'affermazione di mons. Schneider circa l'unione delle "forze buone" per una sana resistenza che del resto è già in atto, che una pastorale tradizionale promossa dalla FSSPX dall'interno aiuterebbe a rafforzare.
Non mi dilungo sul resto. Letteralmente ho tanto da dire ma non ce la faccio...

Luisa ha detto...

Quando penso ai kilometri di parole spese, al tempo passato a discutere ad ogni volta che era questione di un accordo, ai fuochi amici, alle interminabili e sterili querelles, sempre con gli stessi argomenti, per o contro, agli oggi diventati turiferari massimi ma un tempo i primi a dare fughe di notizie sulla FSSPX con secondi fini, mi domando se non sarebbe più saggio pazientare nel silenzio orante.

Luisa ha detto...

"Letteralmente ho tanto da dire ma non ce la faccio..."

E ti suggerisco di non farcela, la tua priorità, cara Maria, è di pensare alla tua salute, sei la prima e ben piazzata per sapere quanto logoranti e inutili siano le dispute attorno ad un possibile accordo, anche se immagino che hai informazioni di prima mano...

Silente ha detto...

Cara Mic,
capisco molto bene che l'ipotesi di un accordo tra la FSSPX e il Vaticano presenti aspetti positivi non disprezzabili. Tuttavia occorre considerare anche le non poche argomentazione contrarie. Mi sembra onesto che questo sito non le ignori.
L'ipotesi dell'accordo, salvo una "blindatura" rigidissima ma assai improbabile a favore della Fraternità (indipendenza nella nomina dei Vescovi, liberalizzazione totale della S. Messa, assoluta libertà di parola, di dottrina e di presenza in tutte le diocesi senza possibilità di interferenze vescovili, libertà di rifiuto del cvii) è rischiosissima. La FSSPX potrebbe fare la fine di altre entità tradizionaliste "entriste" (e rientrate, non tanto nella Chiesa - la FSSPX non ne è mai uscita - ma nella "canonicità"), oggi totalmente distrutte. Poi c'è il caso dei FFI. In sostanza: i precedenti sono tutti sfavorevoli rispetto ai possibili esiti, soprattutto di lungo periodo, di un accordo.
Poi c'è il tema del rischio - concretissimo - di uno "scisma" all'interno della Fraternità nel caso di un accordo con il Vaticano (e con questo Papa, poi...).
Mi sembra di capire che se i vertici della Fraternità sono divisi sull'ipotesi accordista, ma con una prevalenza dei perplessi, man mano che si scende nella gerarchia della FSSPX cresce la percentuale dei fermamente contrari. Mi si riferisce (i sondaggi demoscopici sono ovviamente impossibili), che un'ampia maggioranza dei superiori e dei sacerdoti (il caso Petrucci lo dimostra) sono contrari. Tra i fedeli, l'opposizione all'accordo raggiunge la quasi totalità. Molti di loro non hanno accettato la discutibilissima (nel metodo, nel merito e nelle motivazioni) espulsione di Mons. Williamson: figuriamoci se potrebbero accettare un accordo con un Papa in odore di eresia, se non già eretico. Poi esistono anche i sentimenti: per molti simpatizzanti della Fraternità non si possono dimenticare le feroci persecuzioni, le menzogne, le false accuse di cui si è reso colpevole il Vaticano nei confronti della FSSPX.
L'adesione ad un accordo sarebbe quindi, per la FSSPX, un'operazione verticistica di Mons. Fellay: dubbia l'adesione di tutti i Vescovi, certa l'opposizione della maggioranza dei "quadri intermedi", certissima quella della stragrande maggioranza dei fedeli.
Infine è evidente la tattica vatican-secondista: costruire un condominio in cui ci siano tutti, ciascuno in un appartamento più o meno grande: ultra-progressisti e pseudo-conservatori, focolarini e neo-catecumenali, pentecostali e residui dei Legionari di Cristo. Se la FSSPX si adatta a uno scantinato in fondo a destra, purché, silente, obbedisca e non protesti, tanto meglio.

Tutti vogliamo che la Fraternità riconquisti una piena unità e comunione, anche canonica, con la Chiesa (la comunione reale, con la Chiesa eterna c'è già). Ma ciò non può avvenire a scapito della Dottrina, della Verità e, se mi si consente, anche del rispetto dei fedeli tradizionalisti.

marius ha detto...
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Anonimo ha detto...

Che giorno di grazia anche quest'oggi : la Rivelazione del Verbo di Dio fatto carne a tutte le nazioni e il primo venerdì del mese !
Ricorrero' alla Vergine Madre per bussare al Tuo Sacro Cuore , Signore , perche' la stella ( la Parola di Dio ) continui a guidare la Santa Chiesa Cattolica affinche' tutte i popoli della terra Ti onorino mio Signore , secondo la Tua Volonta' !
Rendi umile il nostro cuore e forte la nostra fede .
Amen
http://dominameaetmatermea.blogspot.it/2014/10/il-sacro-cuore-di-gesu-e-i-primi-9.html

mic ha detto...

L'adesione ad un accordo sarebbe quindi, per la FSSPX, un'operazione verticistica di Mons. Fellay: dubbia l'adesione di tutti i Vescovi, certa l'opposizione della maggioranza dei "quadri intermedi", certissima quella della stragrande maggioranza dei fedeli.

Questo è quello che dicono di dubbiosi e i contrari.
Ma, ammesso che sia vero, da quando in qua la verità e la giustizia di una decisione devono essere subordinate al 'sentire' dei più?
Ora io non affermo, col mio possibilismo, di essere nella posizione vera e giusta. Ma credo che chi ha la responsabilità di decidere non può lasciarsi condizionare anche dai rischi interni.

Sacerdos quidam ha detto...

Sarei davvero curioso di conoscere la situazione canonica (che riguarda anche i semplici fedeli, non solo il clero) di coloro che su questo blog si dicono contrari all'accordo: loro sono canonicamente 'in regola' oppure no?

Perché se costoro fossero - come immagino - tutti comodamente ben piazzati nella 'regolarità canonica', sarebbe davvero piuttosto strana tutta questa loro foga e preoccupazione perché la FSSPX invece non ottenga un riconoscimento del genere.
O no?

Alessandro ha detto...

Io non sono canonicamente in regola, e della mia sistemazione canonica non me ne frega niente. Dio non è un burocrate, anche se qualcuno pare crederlo.

irina ha detto...

Una unione delle forze buone...

Se guardiamo indietro vediamo che la Chiesa ha santificato se stessa ed il mondo, intendo uomini e cultura, quando era Chiesa e al suo interno uomini e donne che credevano realmente; la Fede di questi pochi, non la pletora di vescovi e cardinali con pattuglie sparute di sacerdoti e fedeli in genere con pretese di star sulla cresta dell'onda, come oggi vediamo. Se fosse solo Bergoglio lo stravagante e tutto il resto cattolico, questi problemi non ci sarebbero.La contro- semina è da più di un secolo in azione, ora siamo al raccolto.Se c'è qualcuno che sa discernere le forze buone dalle bastarde, discerna. Neanche questo sta a noi, come ben sappiamo.Quello che possiamo fare è cercare noi di essere ricche spighe di grano.

Sacerdos quidam ha detto...

A Mons. Marcel Lefebvre la sistemazione canonica invece interessava molto, perché Monsignore era cattolico. Certo, non a prezzo del rinnegamento della Fede. Ma cercò sempre di ottenerla, nei limiti della liceità morale.
Vedo invece che 'Alessandro' in questo la pensa diversamente: anzi esattamente come Papa Bergoglio. Diritto canonico? Chiesa gerarchica? Tutte sciocchezze...

Il che, tra l'altro, non fa che confermare quanto scrivevo ieri: più si va avanti in questa situazione che inizialmente doveva essere solo di emergenza, più la coscienza cattolica svanisce, specialmente nelle ultime generazioni.

S. Eutizio ha detto...

Pur essendo un possibilista (andiamo a vedere il servito) e pur apprezzando l'equilibrio, e non solo quello, di sacerdos quidam,lascerei perdere la situazione canonica,di un laico poi....E cosa bisognava fare mi dica? Chi doveva immolarsi e per chi? E chi sono i canonicamente in regola? Quelli che sono sempre scappati dal puzzo delle sagrestie e dallo schitarramento dei cori ed orchestrine parrocchiali? Non sono canonicamente sistemato, mi sono fatto il mazzo negli ultimi dieci anni, non rinnego niente perché chi rinnega è un rinnegato. Il Signore mi ha fatto grazia così come ero e come sono.

Felice ha detto...

Mons. Lefebvre non ha mai fatto nulla di contrario al diritto canonico se non quando, in coscienza, si è sentito in dovere di farlo. Rifiutare una regolamentazione canonica senza condizioni, con le dovute garanzie (sulla tutela dei beni della Fraternità, sul mantenimento del carisma proprio etc.) , non mi sembrerebbe, in coscienza, giusto. E poi la questione di Bergoglio: come fidarsi di un Papa come questo. Ma come si può prevedere il futuro? Se si fosse regolarizzata la Fraternità con Benedetto XVI nel 2010, pensando che Benedetto fosse un Papa "amico", nessuno si sarebbe aspettato, allora, che dopo breve tempo ci si sarebbe trovati davanti un Francesco. Occorre un po' più di fiducia nella Provvidenza. Se una cosa è giusta, secondo Dio, va fatta. Il Signore non abbandonerà la sua Chiesa, e nemmeno la Fraternità!

Sacerdos quidam ha detto...

Volevo dire che non possiamo comportarci come elettroni liberi (neppure i semplici fedeli): ed anche nelle situazioni di emergenza non possiamo dimenticare che appena possibile, ossia allorché ciò non contraddica la fede o la morale, bisogna rientrare nella normalità delle cose, così come Nostro Signore Gesù Cristo ha voluto quando ha fondato la Chiesa Cattolica su Pietro.
Per il resto, Felice nel suo intervento più sopra ha già detto tutto ottimamente.

Cesare Baronio ha detto...

"Da quando in qua la verità e la giustizia di una decisione devono essere subordinate al 'sentire' dei più?"

Cara Mic,

qui stiamo parlando del governo di una società di vita apostolica, regolata da un proprio Statuto e proprie regole.
Il Superiore Generale dell'Istituto non esercita, come vien fatto di credere dalle Sue parole, un ruolo di Magistero (relativo alla verità ed alla giustizia), ma un ruolo di moderazione e di governo, ben vincolato dalle norme statutarie.

La decisione di trasformare una società di vita apostolica in una Prelatura personale solleva alcuni problemi:

- anzitutto essa dev'essere decisa dai membri dell'istituto stesso, riuniti in Capitolo Generale, e quindi non può esser materia di decisione unilaterale del Superiore o di un numero ristretto dei membri, poiché questo violerebbe la libertà di adesione dei singoli, i quali hanno prestato giuramento di fedeltà alle Costituzioni della Fraternità, e nel momento in cui essa dovesse cambiare, il loro giuramento decadrebbe immediatamente;

- in secondo luogo, i membri devono esser messi nelle condizioni di poter scegliere se confluire nella Prelatura o se continuare a vivere la propria vocazione secondo le Costituzioni dell'Istituto: in questo caso si dovrebbe quindi ipotizzare la creazione della Prelatura per quanti desiderano entrarvi, e mantenere la Fraternità San Pio X per quanti non lo vogliono, e ci si troverebbe esattamente nella stessa situazione della Fraternità San Pietro o dell'Istituto Buon Pastore.

- in terzo luogo, la Prelatura è un'innovazione del Nuovo Codice di Diritto Canonico: come ben sa, alcuni punti controversi del Nuovo Codice sono materia di discussione perché strettamente correlati con le riforme conciliari, di cui esso è espressione giuridica: è quindi ragionevole che i membri della Fraternità, pur accettando l'ipotesi di una regolarizzazione, non ritengano di dover stravolgere le Costituzioni e lo Statuto.

Qui non stiamo parlando del governo della Chiesa, o di materia dottrinale, ma di una delicatissima questione giuridica, che va al di là delle valutazioni di opportunità del riconoscimento giuridico da parte della Santa Sede. Quindi il criterio di maggioranza, inaccettabile laddove si discuta di questioni di Fede o di Morale (e pure adottato dalla chiesa conciliare con la collegialità), qui ha viceversa ragion d'essere e trova conferma anche nella Regola di altri Ordini.

D'altra parte, non si capisce come mai il Superiore Generale possa rimuovere un Superiore di Distretto a causa della sua scarsa inclinazione al confronto con i Confratelli, e poi si debba accettare supinamente che lo stesso Superiore Generale prenda autonomamente decisioni che vanno a modificare la natura stessa dell'Istituto, del quale egli è chiamato a difendere le Costituzioni. Diciamo pure che, anche se sedesse sul Soglio Pio XII, sarebbe assolutamente legittimo che i membri della Fraternità rifiutassero di veder trasformata la Fraternità in qualcos'altro.

irina ha detto...

l'aspetto drammatico di tutto questo è che ognuno di noi è diviso in se stesso, siamo tutti dilaniati, chi tanto chi poco. E questo è causato dall'essere la parte spirituale contaminata profondamente. Questi signori non solo non credono in NSGC ma non credono in nessun dio; come ho scritto pochi giorni or sono le anime si stanno ammalando, comprese le loro che sono ad un livello di metastasi avanzata. Non capiscono che stanno scherzando col fuoco; la loro superbia in qualsiasi altra professione avrebbe danneggiato alcuni, qui si riversa su tutti. Perchè in principio era il Verbo, ed il Verbo era preso Dio ed il Verbo era Dio. Loro stanno giocando con il Verbo di Dio, dicendo cxzzxtx quotidiane a raffica. E' come se uccidessero, perchè avvelenano ogni giorno le anime dando loro parole vuote, illusorie, menzognere, velenose. E non capiscono che una parola vuota detta da loro è come un colpo di pistola alla testa di un numero imprecisato di fedeli. Non esercitano il mestiere del salumiere, del calzolaio, del panetterie, nè alcuna altra professione, un tempo, di prestigio, se loro credessero in quello che indegnamente esercitano, saprebbero che il loro mestiere riguarda il Cielo, la parte spirituale, che permea tutto l'essere umano.Se la FSPX, vuole entrare in questo inferno traballante nel vuoto, deve fare un comunicato interno chiarissimo a tutti i sacerdoti e fedeli, andiamo tra la perduta gente, tra tentatori, manipolatori,seduttori, calunniatori, corruttori, ladri e assassini, gente senza parola e senza onore, nessuno è obbligato. Chi vuole venga ma, pronto al martirio e preparato ad evangelizzare tagliatori di teste.

mic ha detto...

Baronio,
Le faccio notare che il capitolo è costituito dai superiori generali. Io rispondevo ad un commento che parlava della maggior parte dei fedeli... Pare che si tenda a dimenticarlo, ma in qualunque società ben ordinata si deve dar fiducia ai superiori.
Noi stessi non siamo cani sciolti e abbiamo i nostri punti di riferimento nella pars sanior della gerarchia e del clero.

irina ha detto...

San Josemaria Escrivà, era lui stesso laureato in Giurisprudenza; prima di arrivare alla definitiva forma canonica, ci furono fasi successive, non pienamente rispondenti a quello che il Fondatore intendeva, che furono accettate in vista del pefezionamento ancora da calare in concetti. Sicuramente persone esperte, appartenenti all'Opus Dei ed alla Fraternità San PioX hanno avuto confronti, auspicabili sempre,tali da mettere in comunione le difficoltà di allora sostenute da un gruppo che stava nascendo e quelle odierne di un gruppo che ha storia di custode del buon seme, completamente diversa.Ritengo che tale confronto sia importante, non è detto che si debba imitare pedissequamente. Spunti e idee possono venir fuori se due uomini, che conoscano alla perfezione la storia del proprio ordine e sappiano di diritto da giureconsulti, si incontrino e vicendevolmente si aiutino.

irina ha detto...

le ultime due righe da leggere:
Spunti ed idee potrebbero venir fuori se due uomini, che conoscano alla perfezione la storia del proprio ordine e sappiano di diritto da giureconsulti, si incontrassero e vicendevolmente si aiutassero.

Alfonso ha detto...

Ho cercato di capire e di farmi un giudizio sulla questione, leggendo attentamente i commenti qui postati da tanti amici. Del problema sono osservatore ignorante, ma da fedele disorientato, che vorrebbe smettere di orbitare come un "elettrone libero" intorno all'incertezza ontologica, mi sento forzato ad affermare: 1) da un punto di vista spirituale faccio mia la considerazione di Felice: "Occorre un po' più di fiducia nella Provvidenza. Se una cosa è giusta, secondo Dio, va fatta. Il Signore non abbandonerà la sua Chiesa, e nemmeno la Fraternità!"; 2) dal punto di vista psicologico concordo invece con il giudizio di Irina: "l'aspetto drammatico di tutto questo è che ognuno di noi è diviso in se stesso, siamo tutti dilaniati, chi tanto chi poco". Concludo, dicendo che dal punto di vista corporale, a questo punto, mi vedo costretto a far uso di benzadiazepine.
"Dal profondo io grido a te,
ascolta la mia preghiera;
oh, il tuo orecchio sia ben attento
al grido della mia voce.
Signore, Signore, salvaci tu!"

Anonimo ha detto...

Mons. Richard Williamson

"I tradizionalisti diranno che i quattro cardinali e Jalsevac sono vittime del Vaticano II e che si sono svegliati un po’ tardi, ma che nessuno dica che non sono o non intendono essere cattolici. La Chiesa guarirà solo quando la vera dottrina e la vera Gerarchia saranno di nuovo insieme, così i tradizionalisti devono pregare con urgenza per queste anime che hanno aperto gli occhi sulla guerra conciliare. Possa Dio illuminarli e dar loro forza."

Anna

Cesare Baronio ha detto...

"che nessuno dica che non sono o non intendono essere cattolici"

Ecco, questa è la cosa più importante: riconoscerci come cattolici, combattere insieme, e insieme far fronte comune contro l'eresia dilagante. Non servono in questo né regolarizzazioni frettolose, né preconcetti controproducenti. Serve fiducia della divina Provvidenza, spirito di sacrificio e penitenza, vita di grazia nei Sacramenti.

Anonimo ha detto...

...
Dopo aver letto i punti salienti di questa intervista, ci stiamo ancora chiedendo se le risposte le abbia date Mons. Schneider o Mons. Fellay.
E’ nota la particolare amicizia che lega i due vescovi, ed è quindi naturale che nei loro diversi incontri abbiano scambiato i loro pareri su questa spinosa questione della regolarizzazione canonica della Fraternità San Pio X. Non ci stupiamo neanche della concordanza di vedute dei due vescovi, ma siamo rimasti meravigliati per i vari passi in cui questa concordanza diventa perfino identità, così che ci siamo anche chiesti fino a che punto queste dichiarazioni siano spontanee o concordate preventivamente tra i due vescovi.

Detto questo, per onestà intellettuale, cerchiamo di intendere cosa abbia voluto suggerire Mons. Schneider, soprattutto su certi punti sensibili dell’intera questione.
...

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1797_Belvecchio_Mons-Schneider_e_FSSPX.html