lunedì 30 gennaio 2017

Il marito di una puerpera turca ha fatto spostare l’altra gestante perché non voleva che in quella camera entrassero altri uomini!!

Un episodio emblematico che dovrebbe farci capire che è necessario aumentare la guardia e non cedere neppure solo per quieto vivere, che è la soluzione meno impegnativa.
Se i musulmani residenti nel nostro Paese usufruiscono delle nostre strutture sanitarie, devono sottostare alle nostre regole e non imporci le loro. Se cominciamo a cedere anche su piccole cose andrà a finire che ci troveremo sottomessi. 

Imperia - Chiedere al personale ospedaliero di spostare una gestante dalla camera in cui è ricoverata anche la moglie, per evitare che quest'ultima possa essere vista da altri uomini. A Imperia, evidentemente, si può. È quanto accaduto al Reparto di Ostetricia e Ginecologia, dove un immigrato turco avrebbe chiesto e ottenuto il trattamento privilegiato dietro esplicita richiesta.
Utilizziamo il condizionale, in quanto l'Asl, nel confermare lo spostamento della paziente, tuttavia, non conferma anche le ragioni. Anzi, si limita a dichiarare, in una nota, che: "Gli spostamenti in questione sono stati disposti per esclusivi motivi sanitari". Di parere diverso, invece, è la madre della neo mamma che replica: "Ma quali motivi sanitari. Mia figlia è stata spostata, perché il marito della sua compagna di stanza, un turco, non voleva altri uomini e visto che c'era anche mio genero, alla fine l'hanno trasferita - afferma Vittoria S. -. Tutte bugie. Ho saputo da mia figlia e da mio genero, che il turco si era lamentato. E infatti, quando sono tornata in ospedale, nella stanza dov'era ricoverata prima mia figlia, c'erano solo donne col velo e l'abito lungo".
Prosegue il genitore. "È davvero vergognoso quanto accaduto. Se a questa gente non sta bene adeguarsi alle nostre tradizioni, è libera di rivolgersi a una clinica privata. In alternativa può partorire in casa o tornarsene al proprio Paese. Ma non capisco, perché abbiano spostato proprio mia figlia". Conclude Vittoria: "Questo è razzismo al contrario, con l''italiano che, come al solito, deve adeguarsi allo straniero". [Fonte]

10 commenti:

Luisa ha detto...

Ma quella raccontata qui è l`ordinario degli ospedali in Francia, e immagino ovunque la dhimmitudine è in stato già molto avanzato, evidentemente i media e i responsabili TACCIONO le agressioni, le liti, che vedono coinvolti musulmani che ESIGONO venga rispettata la loro religione, anche se c`è da dire che la dhimmitudine già installata fa che non hanno nememno più bisogno di domandare ...appena arriva in ospedale una musulmana il personale già sa che di lei DEVONO occuparsi solo donne!

Anonimo ha detto...

Per noi si devono rispettare le regole del paese ospitante ma , evidentemente , alla nostra classe politica va bene il contrario !

carmenFatima ha detto...

Se il marito dell'italiana avesse chiesto di spostare la donna turca, l'avrebbero accusato di razzismo ...

Anonimo ha detto...

OT

https://www.lifesitenews.com/news/maltese-catholics-rebuke-abominable-communion-guidelines-in-stinging-full-p

Alfonso ha detto...

Chiunque grida e minaccia viene temuto ed esaudito. Il personale sanitario ragiona così: se la pretesa si può soddisfare, perché oppormi e semmai aver dei grattacapi o peggio? E' la resa! Dal direttore all'ultimo inserviente, ognuno pensa al suo quieto vivere sul posto di lavoro. Una rassegnazione che potrà essere guarita solo da un elettroshock!

Poverini! ha detto...

Vediamo i bambini italiani essere espropriati delle loro tradizioni all'interno della scuola, perchè c'è qualche bambino mussulmano, ma poi vediamo tale bambino mussulmano doversi adeguare al diktat delle lobby gay che hanno più diritti, addirittura degli extracomunitari (roba da non credersi). Bisognava dunque mettere la gestante islamica in camera con un trans con sindrome gestazionale(credersi incinta) e vedere che effetto faceva ai medici ed infermieri, chi avreebbero spostato in tal caso? Dilemma!!!! Sono le solite ridicolaggini dei lacisti, che calpestano i diritti dei cittadini italiani (paganti le tasse) per i diritti (non conquistati) degli invasori. Chissà se in quella stanza potevano entrare evventuali ginecologi maschi, o li hanno fatti travestire? Roba da matti! Allora un sacerdote o una suora devono essere messi in una stanza a se, un cattolico può chiedere di far uscire dalla stanza un paziente ateo o bestemmiatore, un tifoso dell'Inter pretendere che il milanista del letto accanto venga trasferito e così via. Poverini!

Anonimo ha detto...

Comunicato del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso sull’attentato di Québec, 30.01.2017

Il Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso ha appreso con profonda tristezza e indignazione dell’efferato attentato perpetrato contro fedeli musulmani raccolti in preghiera a Quebec City in un loro luogo di culto.
Con questo gesto insensato sono stati violati la sacralità della vita umana, e rispetto dovuto a una comunità in preghiera e al luogo di culto che l’accoglieva.
Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso condanna fermamente quest’atto di inaudita violenza e desidera far pervenire la sua piena solidarietà ai musulmani del Canada, assicurando la sua fervida preghiera per le vittime e le loro famiglie.
http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2017/01/30/0067/00154.html

Vergogna!!!
Nessun comunicato per i Cristiani massacrati, decapitati, impalati...

Anonimo ha detto...

"Capisco l’ansia di Papa Francesco, che è un grande comunicatore, di costruire ponti con tutti: con gli islamici e con i non credenti (Eugenio Scalfari). Ma per costruire i ponti ci vogliono due cose. Primo: bisogna che dall’altra parte non ci sia chi ti vuol sgozzare o annientare, altrimenti è un autogol. Secondo: bisogna che i pilastri siano saldi, tutti e due. E il dubbio è proprio questo: il pilastro dell’Islam è saldo, quello dei non credenti pure. Ma il pilastro cattolico? È incerto. Barcollante. Sradicato. In effetti: non abbiamo radici. Le stiamo perdendo. L’Europa non ce le riconosce. Le chiese si svuotano. I preti invecchiano. I ragazzi non vanno più a catechismo. Dopo la cresima c’è la fuga. I valori del matrimonio e della vita sono messi costantemente in discussione. La famiglia tradizionale è massacrata. Come si può dialogare se non si hanno più valori da rappresentare? Come si possono aprire le porte agli altri, se non si è fortemente saldi dei propri principi? Se i propri valori sono stati attaccati, messi in vendita e liquidati?"
http://tg24com.altervista.org/giordano-massacra-papa-francesco-pregare-allah-suo-gesto-resa-nei-confronti-massacra-motivi-religiosi-vi-spiego-perche/

Luisa ha detto...

Patetico vedere l`ondata di sdegno sollevata da vescovi, cardinali e stampa di regime per le misure prese da Trump per evitare durante 90 giorni l`entrata di persone di Paesi a rischio di terrorismo, gli stessi Paesi che Obama stesso aveva nominato, ma non ho visto nemmeno una piccolissima onda farsi spazio per applaudire Trump per le misure in favore della vita,
grottesco e anche sintomatico paragonare l`altra ondata di sdegno per l` attentato contro la moschea di Quebec City con l`assordante silenzio degli stessi quando sono i cristiani ad essere vittime del terrorismo islamico.
Lo scenario al quale assistiamo con la dhimmitudine come futuro per i nostri figli è assai terrificante a meno che, uno scenario non meno terrificante, ci penserà una guerra civile a rimettere la chiesa al centro del villaggio Europa.

Voxnews ha detto...

Una folla di un centinaio di musulmani ha assaltato una chiesa. Picchiato i fedeli presenti alla Messa e stuprato 15 donne cristiane. E’ avvenuto nel villaggio di Katira, in Uganda.