domenica 22 gennaio 2017

Gesuiti viennesi: Lutero e Ignazio - Testimonianza di fede. Sono forse equivalenti?

Che dire dei Gesuiti viennesi, che preparano esercizi spirituali ecumenici all'insegna di Lutero e Ignazio - Testimonianza di fede. Sono forse equivalenti?
(cliccare sull'immagine per ingrandire) 

Del resto se il Papa arriva a dire
"a Lund è stato ricordato che l’intento di Martin Lutero, cinquecento anni fa, era quello di rinnovare la Chiesa, non di dividerla". 
Il resto non è che conseguenza

56 commenti:

irina ha detto...

L'unica domanda a cui rispondere è: fanno gli storditi o sono storditi?

Epiphanio ha detto...

Io non ho la loro credenza, io ho ricevuto per grazia di Dio la Fede Cattolica.

Rr ha detto...

I Gesuiti, una volta soppressi, NON andavano MAI PIU' re-instituiti.

Luigi Rmv ha detto...

Un'altra domanda e':
come fa il Vescovo di Rieti, mons. Pompili, adesso, mentre scrivo, a dire in televisione, da Maria Annunziata, a non sapere cosa rispondere alla domanda 'Dov'è Dio durante queste disgrazie, a citare Lutero, dicendo che c'è talvolta più presenza di Dio nel dire una bestemmia in un momento di sofferenza, a parlare solo di responsabilità per le opere dell'uomo, che uccidono, che ha svincolato sulla domanda del castigo di Dio, dissociandosi da ogni e a non pronunciare, UNA parola di fede e di speranza i nostro Signore Gesù Cristo, parlando di ricostruzione di opere dell'uomo?

La Annunziata è insolitamente mite e pacifica, evidentemente trova un interlocutore tanto politicamente corretto e poco cattolico.

Una risposta alla mia domanda me la diede una persona tempo fa: "quel prete è bravo perché non parla come un prete".
Appunto.

tralcio ha detto...

Azzardo questa risposta: sono storditi dal logico approdo del loro errore.

Il cosiddetto rahnerismo ha condotto i suoi epigoni a considerare il rapporto con Dio dentro una trascendenza esistenziale comune a ogni essere umano, fatta innanzitutto di domande e temendo ogni risposta dogmatica un potenziale muro rispetto alle domande altrui, da condividere. Ogni risposta è meritevole di stima: si cammina tutti insieme nella comune esistenza, scoprendo Dio. La fede è una domanda sugli avvenimenti, sostenuta non da una qualche risposta, ma dalla speranza di averne.

Perciò Dio si rivelerebbe in tanti modi e ognuno può offrire il proprio senza pretese di verità, dato che ogni "verità" non sarebbe che una delle possibili interpretazioni, ognuna delle quali condizionata da ciò che sostanzia i condizionamenti di chi se ne fa interprete e messaggero.

Ogni dogma non è che un prodotto storico e la storia lo reinterpreterà. Prima, ingannati dall'ipotesi che la Verità ci precedesse e stesse fuori di noi, ci si ammazzava se qualcuno ne mutava i contorni, ma ora che sappiamo non essere vero, non ha senso combatterci e ciò che fu un'eresia è in realtà utile al dialogo ed espressione della libertà di pensiero (cfr Stefano Fontana: Filosofia per tutti).

Esistiamo nella storia, interpreti della fede nella comune ricerca vissuta anche da chi lo faccia anonimamente... Non c'è peccato se ognuno è in contatto diretto con Dio; è al mondo che devo chiedere che cosa voglia Dio; Dio opera nel mondo e non certo solo nella Chiesa, tanto meno nella Chiesa che dichiarò eretico Lutero. E che sciocchi quelli che morirono in battaglia!

Dal rahnerismo alla protestantizzazione il passo è brevissimo.
Lutero non è un eresiarca, ma tutto sommato equivale a Sant'Ignazio. Cercavamo di "migliorare".
E' tutto una questione di interpretazione. Basta l'intenzione buona. Nulla è definitivo.
Non c'è trascendenza, ne' rivelazione esterna all'uomo, perciò comandamento o dogma.
Mi sveglio al mattino e interagisco con altri, comunque credenti.
La vita eterna? Ci penseremo dopo.
Intanto tutti insieme cerchiamo risposte. Anche quelle sbagliate servono al dialogo.
E sbagliate oggi, le giudicheremo giuste domani.
Guai ad accusare chicchessia, a meno che edifichi dei muri.
Se invece fai ponti, tutto è lecito. Dio è lì. Questa è la nostra fede! Da storditi funziona...

Franco ha detto...

"Mein Leben reformieren" cioè "Riformare la mia vita" è scritto in alto a sinistra sulla copertina. La frase va senz'altro bene per Ignazio di Loyola; ma che dire per Lutero, con i suoi principi "simul iustus et peccator" e "pecca fortiter et crede fortiter"?
In ogni caso si pone il problema di come l'essere cattolico o protestante influisca sulle decisioni morali, soprattutto nei casi estremi, come il divorzio, l'aborto e l'eutanasia.In particolare, l'etica protestante luterana va interpretata in senso massimalistico ( "pecca pure quanto vuoi, basta che tu abbia fiducia di essere salvato e lo sarai") oppure in senso minimalistIco ("comportati da brava persona, ma non pretendere di poterlo fare anche nelle strette di circostanze estreme, tanto da poterti sentire sempre a posto di fronte a Dio")? In breve, c'è una differenza fra la "misericordia" in senso cattolico e in senso protestante?

Ettb ha detto...

All'antonianum hanno fatto una conferenza simile: Lutero visto come riformatore al pari di Santa teresa d'Avila, Beato Angelico, Savonarola, S. Ignazio ....
http://www.nev.it/nev/2017/01/16/nuove-letture-della-riforma/

irina ha detto...

Al fondo di tutto c'è il fatto che la chiacchiera è superiore in quantità alla vita onestamente devota.
Tutti costoro hanno parlato e scritto tanto ma hanno praticato poco l'orazione, poco vissuto il catechismo, poco assimilato il Nuovo e Vecchio Testamento, poco compreso la storia, della Chiesa in particolare.
Il concetto duro da sradicare è quello del progresso, dell'evoluzione, dei tempi che cambiano e bla bla. L'uomo, quando sarà disponibile, dovrà solo cercare di vivere respingendo le tentazioni, volte a farne un vizioso, afferrando le virtù, volte a santificarlo. Allora sì, a ragione, si potrà parlare di progresso,infatti saremo diversi, saremo santi, cioè la Parola sarà per noi Via, Verità e Vita, cioè ognuno riceverà in dono ,per Grazia, quei doni fantastici che alcuni, Santi, hanno già ricevuto e dal Cielo continuano ad indicarci. Perchè per riconoscere un Santo, si aspetta il miracolo? Molti hanno impetrato il miracolo fin qui dalla terra ma, dopo la Santità è conclamata con evidenza.Ma già qui sulla terra la nostra vita sarà diversa,ognuno avrà i suoi doni celesti, chi come San Pietro, chi come San Paolo, San Bonifacio, San Luigi IX, San Tommaso, Santa Caterina e via elencando fino a Padre Pio e oltre. Abbiamo perso la percezione della Verità e di noi stessi tanto da confonderci, davanti ai nostri stessi occhi, con gli altri. E non sapere più dove siamo noi e dove sono gli altri, chi siamo noi e chi sono gli altri. Un po' come accade dopo un incontro con una persona, si torna a casa e ci risuonano nelle orecchie le parole dell'altro, i pensieri dell'altro, ci immedesimiamo nell'altro fino a capire, a comprendere i suoi errori. I giorni seguenti, tornati in noi stessi, riprendiamo le distanze e sappiamo dire quali sono i nostri pensieri e quali i loro e siamo in grado di aiutarli, se gli altri ce lo chiedono, senza farci loro complici. Il vero filtro , sono proprio certa, è il Signore, altrimenti come dice il proverbio, chi va con lo zoppo impara a zoppicare.

irina ha detto...

@RR 14.28

Spesso ho pensato alla zoppia di sant'Ignazio.

Anonimo ha detto...

STeresa d'avila l'hanno fatta diventare una malata mentale, anoressica, mentre santificavano Lutero... cioè nuova religione

Esistenzialmente Periferico ha detto...

OT - Trovo particolarmente interessante l'articolo di Gnocchi, al di là delle risposte dei diretti interessati. Specialmente nella parte finale:

Se non si vuole rimanere intrappolati in un mondo da cartone animato, bello e consolatorio ma irreale, cara Roberta, la domanda da porsi davanti alla tragedia che stiamo vivendo è: “Che cosa significa tutto questo?”. Ci vuole un po’ di coraggio, perché le risposte magari non saranno tranquillizzanti, ma è l’unica via possibile per trarre un insegnamento da quanto il Signore permetta che accada.

Luisa ha detto...

Segnalo l`ennesima intervista del VdR questa volta sono i giornalisti del Pais a interrogarlo, non ho letto tutta l`intervista in spagnolo ma da quello che ho letto nulla di nuovo, segnalo solo il passaggio sui quei ribelli di tradizionalisti :

"Yo no me siento incomprendido. Me siento acompañado, y acompañado por todo tipo de gente, jóvenes, viejos… Sí, alguno por ahí no está de acuerdo, y tiene derecho, porque si yo me sintiera mal porque alguien no está de acuerdo habría en mi actitud un germen de dictador. Tienen derecho a no estar de acuerdo. Tienen derecho a pensar que el camino es peligroso, que puede dar malos resultados, que… tienen derecho. Pero siempre que lo dialoguen, no que tiren la piedra y escondan la mano, eso no. A eso no tiene derecho ninguna persona humana. Tirar la piedra y esconder la mano no es humano, eso es delincuencia. Todos tienen derecho a discutir, y ojalá discutiéramos más porque eso nos pule, nos hermana. La discusión hermana mucho. La discusión con buena sangre, no con la calumnia y todo eso…"


Radio vatican riassume così:

"Sì alle critiche aperte e fraterne
. Ad una domanda sulle reazioni dei settori tradizionalisti che vedono qualsiasi cambiamento come un tradimento della dottrina, il Papa risponde:

“Non sto facendo nessuna rivoluzione. Sto solo cercando di fare andare avanti il Vangelo”. “Ma la novità del Vangelo crea stupore perché è essenzialmente scandalosa”. Afferma però di non sentirsi “incompreso”, ma “accompagnato da tutti i tipi di persone, giovani, anziani…”. “Se qualcuno non è d’accordo” – è il suo invito – “però sempre che dialoghino, che non tirino la pietra e nascondano la mano”. Questo “non è umano, è delinquenza. Tutti hanno il diritto di discutere”: la “discussione affratella molto”, non la calunnia."

Chi lancia pietre e nasconde la mano?
Chi rifiuta di discutere, di dialogare con chi non lo calunnia ma, n con il massimo rispetto, gli pone domande e chiede risposte chiare?
Chi calunnia, trattando ( vedi auguri natalizi alla Curia)), in modo per niente velato, i cardinali, vescovi, teologi, e semplici fedeli che gli chiedono di prendere posizione sull`AL come persone con "resistenze malevole che germogliano nelle loro menti distorte e con intenzioni cattive ispirate dal demonio?


http://internacional.elpais.com/internacional/2017/01/21/actualidad/1485022162_846725.html

http://it.radiovaticana.va/news/2017/01/22/el_pa%C3%ADs_pubblica_intervista_a_papa_francesco/1287483


Anonimo ha detto...

Testimonianza di fede , 5 minuti di penitenza .
https://gloria.tv/video/mxRjjGkuzffR68QYaTok33EGL

Anonimo ha detto...

E' UNO SFACELO!

“Brasile, Africa, Germania… Geografia di una Chiesa a pezzi”
“nella diocesi di Roma la comunione ai divorziati risposati che vivono “more uxorio” è ammessa, mentre nella diocesi di Firenze non ancora; a San Diego sì e a Philadelphia no. E così in tutto l’orbe cattolico, dove tra diocesi e diocesi e tra parrocchia e parrocchia vigono ormai le prassi più diverse ed opposte, e tutte si richiamano alla rispettiva lettura di “Amoris laetitia”.
In gioco non ci sono solo i sì o i no alla comunione, ma la fine dell’indissolubilità del matrimonio e l’ammissione del divorzio anche nella Chiesa cattolica, come già avviene tra protestanti e ortodossi.
Quattro cardinali, l’italiano Caffarra, lo statunitense Burke e i tedeschi Meisner e Brandmüller, questi ultimi all’opposto di altri loro connazionali, hanno chiesto pubblicamente al papa di sciogliere una volta per tutte con una parola chiara i “dubbi” dottrinali e pratici messi in circolo da “Amoris laetitia”.
Francesco non ha risposto. Né lo potrà fare, a meno di contraddire se stesso.”

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/01/21/brasile-africa-germania-geografia-di-una-chiesa-a-pezzi/

Anonimo ha detto...

Molto semplicemente: non sono VERI gesuiti, sono modernisti travestiti.

E chi schiuma rabbia contro Sant'Ignazio di Loyola e la Compagnia di Gesù autenticamente cattolica (che con i suoi numerosissimi martiri ha fatto la storia della vera Chiesa, che ha vinto tra le altre le eresie di Lutero e di Giansenio e a suo tempo ha contribuito efficacemente alla lotta contro il modernismo) dovrebbe correggersi e non augurarsi un altro Giovannipaolo modernista che in base alle calunnie di eretici e massoni chieda scusa per l'operato della VERA Chiesa cattolica del passato.

Comincio a pensare che l'accusa di criptoprotestantesimo fatta dai modernisti ai tradizionalisti tuttavia si attagli a talune flange di moderati: i quali, così abituati a criticare (a ragione) "el papa" e "la chiesa" modernista, ma probabilmente solo per un odio personale contro qualunque genere di autorità, anche legittima, sparerebbero tranquillamente a zero anche contro un futuro Papa antimodernista e contro degli Ordini religiosi autenticamente cattolici, cercando di rendere impossibile qualunque restaurazione. A costoro, la cui critica è ossessivo-compulsiva, solo l'anarchia religiosa è accettabile. Ma dove sta l'amore per l'unica vera Chiesa cattolica?

Eppure basterebbe ricordare che la Chiesa gerarchica fu presa per infiltrazione progressiva, esattamente come la Compagnia di Gesù e tutti gli altri Ordini religiosi, ed oggi più che mai vediamo come è diventata "altra" da quella vera.

Correggetevi, finché siete in tempo.

tralcio ha detto...

A proposito di "altra" rispetto a quella vera...

Piccola scintilla dopo aver ascoltato il vangelo di oggi

Tutti i peccati saranno perdonati… lo dice Gesù.

Non lo saranno “automaticamente”, ma basta chiedere sinceramente perdono (un iper-dono) e cioè:
a) riconoscere il peccato come cosa sbagliata
b) pentirsene e non volerli ripetere
c) sapere a chi chiedere (lo può fare) che sia rimesso il debito
d) tale remissione deriva da ciò che ci ha “meritato” Gesù presso il Padre con il Suo sacrificio.

Il battesimo ci incorpora in una esperienza di fede che dice e fa di un uomo un cristiano.

Un solo peccato non sarà perdonato: la bestemmia contro lo Spirito Santo.

Infatti chi bestemmia lo Spirito Santo di fatto:
e) vanifica il proprio battesimo
f) non riconosce Gesù come il Figlio nella Santissima Trinità
g) non ha in sé i doni che permettono di resistere al peccato
h) non ha in sé i doni che permettono di riconoscere il peccato e pentirsene
i) rifiuta l’indispensabile per la salvezza, necessaria ai peccatori nati con il peccato originale

Ogni sacramento manifesta l’azione efficace della grazia, per mezzo dello Spirito Santo, presente il Signore Gesù, nella volontà del Padre. E’ Gesù a inviare lo Spirito Santo ed è lo Spirito Santo, abitante in noi e non scacciato dal bestemmiarlo, a rivelare chi è Gesù, rendendolo nostro Salvatore.

Nel cristianesimo c’è molta misericordia per i peccatori, ma nessuna svendita della giustizia.
Lo Spirito Santo permette la miracolosa fattibilità di questa apparentemente impossibile meraviglia.
L’uomo lo bestemmia tanto più quanto se ne serve per giustificare il peccato, senza timor di Dio.
Lo bestemmia rinunciando ad aver fortezza, consiglio e pietà, intelletto, scienza e sapienza, non per fare la propria volontà, ma per fare la volontà del Padre: è qui che casca l’arroganza modernista.

Il peccato contro lo Spirito Santo dà la morte eterna (la dannazione).
L’inferno c’è e non è vuoto.
Il rischio c’è e negarne l’inveramento, con probabilità più o meno elevate a seconda dei casi, è tradire la cura della salus animarum, ovvero la missione della Chiesa che amministra i sacramenti.

Sant'Ignazio, da ex combattente ci presenta l'esercizio dei due stendardi e bisogna sceglierne uno. Non si può combattere stando contemporaneamente in due eserciti nemici... I gesuiti odierni, viennesi e non, non c'entrano con Sant'Ignazio.

Bisogna correggersi, finchè siamo in tempo.
Poi scade, per tutti. Non si sa ne' il giorno, ne' l'ora.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Quando Bergoglio gesuiticamente dice di sentirsi incompreso, gesuiticamente evita di chiedersi se non sia stato lui stesso a non comprendere quel che c'è da comprendere. Ma ormai ciò non fa più notizia. (Questo genere di argomenti mi è particolarmente caro perché in tempi non sospetti, Giovanni Paolo II regnante, sono stato ripetutamente accusato di essere troppo critico nei confronti dei gesuiti, arrivando persino a dire - involontariamente profetico - che per rovinare la Chiesa sarebbe bastato un papa gesuita. Perciò oggi invidio coloro che riescono ad essere cattolici senza sentire il bisogno di commentare gli scandali bergogliani).

L'aspetto tragicomico è che il prossimo Papa, fosse anche un Ravasi, un Paglia, un Tagle (Dio ce ne scampi e liberi!), ai più farà tirare un sospiro di sollievo: "vedete? è meno peggio". Come se la riduzione della malattia da 100 a 98 fosse da festeggiare almeno quanto la guarigione da 100 a 0. Intanto, a noialtri che imploriamo Dio di mandarci piuttosto un papa del calibro di Pio IX o Pio IX, ci verrà ripetuto come al solito: ma non vi va bene mai nulla?! (che tradotto in italiano si legge così: “ma ogni volta che la Chiesa cattolica azzecca una figuraccia o viene ferita in altro modo, voi vi addolorate come per un'offesa personale?”).

Intanto mi chiedo come mai gli esponenti della tifoseria papista siano ancora tanto taciturni e incapaci di un serio ripensamento.

irina ha detto...

In un commento precedente ho citato la zoppia di Sant'Ignazio e non vorrei aver alzato un polverone nel polverone, nè tanto meno era mia intenzione schiumare. Cercherò di spiegarmi. Credo che la vita dia dei moniti a noi stessi, e attraverso noi stessi a quelli che ci sono intorno e a quelli che seguono. Quante volte in casa si parla di quel parente, vicino o lontano che sia, e di quella sua certa esperienza difficile, strana ma, ammonitrice per tutti quelli che l'ascoltano con attenzione. Ora Sant'Ignazio non solo è stato gran soldato, ma ha steso e messo a punto gli esercizi che sapientemente scavano, puliscono e restaurano l'interiorità. E' stato un altro Sant'Agostino, con metodo da spadaccino. E' questa interiorità pulita e ubbidiente al massimo grado che ha consentito alla Compagnia di seminare e raccogliere frutti tanto copiosi. Da un lato. Dall'altro questa interiorità tanto pulita e ubbidiente, a mio parere, assorbendo l'altro nel conoscerlo per convertirlo rischia di assimilarsi a l'altro, dimenticando di convertirlo. Di far suo quello che è dell'altro, assomigliandogli. Giacomo Biffi sosteneva che le nostre virtù poggiano su qualche debolezza, vizio. Ricordo che in gioventù un'amica mi mandò dall'India dei fogli con la presentazione di corsi di Yoga dove i Padri gesuiti svolgevano la parte teorica, se non ricordo male. Questo farsi altro, questo mettersi nei panni dell'altro ha, a mio avviso, in sè il rischio di diventare come l'altro. Ed è qui che nella zoppia di Sant'Ignazio vedo un monito per i suoi figli di allora e di ora. Per tornare a noi Papa Francesco, fa sue le istanze di tutti i feriti e reietti, benissimo. Ma è chiamato ad indicare a tutti la strada giusta, la Via; a dir loro che continuando sulla loro strada, rimangono feriti e reietti, anzi peggiorano, cioè deve dir loro, la Verità; solo così feriti e reietti torneranno, sul serio, alla vera Vita.

Anonimo ha detto...

La schiuma è di colui che, senza distinguere tra eretici modernisti e veri appartenenti alla Compagnia di Gesù cattolica, si permette di usare espressioni disgustosamente generiche tipo "gesuiticamente gesuitico gesuitante" (che direi anche piuttosto ossessivo-compulsiva) applicate ad eresiarchi modernisti (pur se sedicenti gesuiti).

Un altro saggio schiumoso è:

«L’esposizione gesuitica è invece, al solito, un saggio di semantica sibillina applicata: la formula dubitativa («mi domando se...»), i termini equivoci («espressione di una frustrazione e di una rassegnazione»), il luogocomunismo («il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria»), lo slogan multifunzione in cui tutti possono riconoscersi e che ciascuno è legittimato a brandire («l’impegno a favore di una società più libera e più giusta»).»

Eppure, riferendosi ai modernisti usurpatori del nome di Gesuiti come pure di quello di Cattolici), si poteva dire esattamente lo stesso così:

L’esposizione modernistica (del SEDICENTE gesuita xyz) è invece, al solito, un saggio di semantica sibillina applicata: la formula dubitativa («mi domando se...»), i termini equivoci («espressione di una frustrazione e di una rassegnazione»), il luogocomunismo («il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria»), lo slogan multifunzione in cui tutti possono riconoscersi e che ciascuno è legittimato a brandire («l’impegno a favore di una società più libera e più giusta»).

Così non funzionava? Certo che avrebbe funzionato: ma come lo schiumoso poteva perdere l'occasione per una delle sue migliori prestazioni anticattoliche?

E quando glie lo si fa notare, lo schiumoso afferma che "si vuol spaccare il capello in quattro", salvo citare qua e là opere di Pascal o Gioberti condannate dalla Chiesa cattolica.

Un altro saggio schiumoso è: «I Gesuiti, una volta soppressi, NON andavano MAI PIU' re-instituiti. ». Affermazione gravemente calunniosa se volontariamente ignorante delle vere motivazioni che portarono a quella soppressione; oppure proveniente da chi non ha mai aperto un testo preconciliabolare autenticamente cattolico di storia della Chiesa.

Non ci si stupisca poi se in questo clima, mai interrotto da una qualche pur debole difesa della verità cattolica sui veri Gesuiti e su Sant'Ignazio, qualcuno celia con leggerezza disarmante sulla zoppia del Santo, mostrando di farsi un baffo della sua Canonizzazione solenne (12 marzo 1622 da Papa Gregorio XV che non mi risulta fosse un modernista). Senza averne l'intenzione, sì sì: ma oggettivamente il seme anticattolico è sparso lo stesso.

Insomma, il clima è questo, sebbene le correzioni siano state molte (e spesso non pubblicate).

Badate perciò di correggervi, finché siete in tempo.

Anonimo del 23 gennaio 2017 07:09

Anonimo ha detto...

Avete letto su l'OR un commento estasiato di prelato musicologo sulle doti musicali e sui componimenti musicali di Lutero? Azz, non sapevo che cotal genio religioso faidate fosse anche un piccolo Bach........ma zitti mai? A 8.1/2 sabato sera, Fittipaldi pubblicizzava il suo nuovo libro sulla lussuria della chiesa e tesseva le lodi del vdr CVD, infamando tutti coloro che non condividono le geniali uscite miracolosamente misericordiose dell'uomo dell'altro mondo e blablabla, tra il silenzio sconcertato di Massimo Franco e quello professional di Lilli Grueber, per la serie che s'ha da fa' per vendere, altro che Wanna Marchi. Napoleone distrusse tutti gli ordini religiosi, tranne che i gesuiti, meditate gente, meditate.Anonymous

Luigi Rmv ha detto...

Mi associo a Luisa.
Non ha risposto ai dubia dei 4 cardinali, li ha costretti a rendere pubblica la loro lettera, continua a non rispondere consentendo risposte indirette dei suoi vicini, per viunta diverse tra loro, e poi osa pure dire:

"Se qualcuno non è d’accordo...però sempre che dialoghino, che non tirino la pietra e nascondano la mano....non è umano, è delinquenza. Tutti hanno il diritto di discutere...la “discussione affratella molto... non la calunnia."

Veramente scandaloso.
Non aggiungo altro solo per rispetto alla carica di VdR.

Luigi Rmv ha detto...

"Napoleone distrusse tutti gli ordini religiosi, tranne che i gesuiti...."

Ma a Sant'Elena si è convertito al cattolicesimo, come documentato storicamente dalle sue lettere prima di morire, con bellissime riflessioni sul cristianesimo cattolico che sare bello sentire da Bergoglio. E probabilmente si comunicò prima di morire.

"Conversazioni sul cristianesimo - Ragionare nella fede, con prefazione del card.Biffi
http://www.edizionistudiodomenicano.it/Libro.php?id=847

Luisa ha detto...

Scive Luigi Rmv:
"Se qualcuno non è d’accordo...però sempre che dialoghino, che non tirino la pietra e nascondano la mano....non è umano, è delinquenza. Tutti hanno il diritto di discutere...la “discussione affratella molto... non la calunnia."

Veramente scandaloso.
Non aggiungo altro solo per rispetto alla carica di VdR."

Concordo Luigi.
Solo chi segue con attenzione l`attività di Bergoglio, parole e atti, vede subito la discrepanza fra certe sue affermazioni e quel che egli fa nella realtà, capisce che gli innumerevoli suoi interventi, interviste, lettere ecc. sono finalizzati a rinforzare la sua immagine di papa buono, misericordioso, tollerante, umano, umile, semplice e aperto alle discussioni (!!), e vittima di quei cattivoni di tradizionalisti che osano resistere alle sue novità e sono animati da cattive intenzioni, disturbati mentalmente e ispirati dal demonio (ipse dixit) !

Insomma c`è la facciata che chi ignora la realtà può ammirare e c`è tutto quel che si agita, si attiva e si concretizza dietro quella facciata lustrata con cura dalla sua corte mediatica.

I "disinformati" sono legione ma bisogna dire che fuori dall`Italia, malgrado lo sforzo benemerito di cattolici che, come Maria, si assumono l`impegno di informare, di tradurre i testi del VdR, la maggioranza ignora quella dicotomia spesso scioccante fra le parole e gli atti di Jorge Bergoglio, ha del suo operato solo gli echi esultanti e esaltati dei media e si rallegra della simpatia che oggi la Chiesa gode presso quei media laicisti e nemici della nostra religione, non vanno oltre nel loro ragionamento e poi le novità bergogliane vanno nel senso delle loro scelte da tempo non cattoliche.
Non penso di esagerare se dico che chi legge ad esempio quell`intervista al Pais, è informato e conosce ad esempio il rifiuto irrispettoso e altezzoso del papa di rispondere ai Dubia, la confusione dilagante, la divisione, il "casino" (per riprendere il suo linguaggio) provocate dall`AL, conosce i suoi discorsi alla Curia come gli auguri natalizi successivi, è in diritto di domandarsi se Jorge Bergoglio non sta prendendoci in giro, il filo con cui tesse il suo racconto è bianco e molto spesso, difficile ignorarlo.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Dall'alto del suo anonimato l'illustre commentatore delle 7:09 avrebbe potuto benissimo citare le fonti ma si è limitato a distribuire etichette senza elencare fatti.

Sant'Ignazio di Loyola, in punto di morte, per i suoi gesuiti chiedeva persecuzioni. Bisogna necessariamente dedurre che già intuiva la differenza tra gesuiti e gesuitismo.

Visto che di questi tempi gli esempi di gesuitismo sono particolarmente abbondanti (quello indicato in questa pagina riguarda gli Esercizi Spirituali Luterano-Ignaziani) dovremmo riflettere piuttosto su che fine abbiano fatto i gesuiti ancora cattolici, come mai siano così latitanti, silenziosi e invisibili, e perché mai i loro difensori (come l'esimio delle 7:09) non li nominano neppure di striscio, potremmo chiederci come mai un certo Bergoglio ha dimenticato sant'Ignazio in almeno due momenti cruciali - nel momento in cui gli veniva offerto l'episcopato e quello in cui gli veniva offerto il soglio di Pietro.

Per tornare al fulgido esempio della facoltà gesuitica di Posillipo, il gesuita che teneva il corso di Cristologia batté un record tutto particolare: fu convocato dal cardinale Ratzinger a Roma per le eresie che insegnava, almeno due volte, ed in entrambi i casi non perse la cattedra. Anche i più modernisti dei suoi ex allievi gli storpiavano il cognome in "Gamberetico", tale era la fissa del voler riabilitare gli eretici (Nestorio in particolare), appresa da chissà quale ambiente. In sede d'esame, se al candidato sfuggiva un'espressione come "l'episodio in cui i farisei..." lo bloccava con un "no! non adoperiamo termini che possono suonare offensivi ai nostri Fratelli Maggiori..."

Non voglio tediare i lettori con altri esempi della stessa ricca antologia (come il gaio rettore gesuita sculettante che comandava di "distinguere tra orientamento omosessuale e comportamento omosessuale", come il gesuita che dal solo termine Πορνεία credeva di poter estrarre modifiche alla morale cattolica, come il gesuita che per insultare qualche studente lo definiva "apologetico", ecc.), se non il fatto che gli unici due gesuiti che si inginocchiavano al Santissimo e che non avevano infatuazioni per qualche eretico erano - ma guarda che combinazione - esattamente i più emarginati, ignorati e disprezzati dai loro cari confratelli.

Ora, si tratta sì di un avamposto di periferia (dove i gesuiti pontificavano da cattedra e altare contro le encicliche del Papa: "non va bene, io non l'avrei scritta così", o facevano articolatissime elucubrazioni per dimostrare che bisogna votare a sinistra, ecc.), ma non dovrebbe essere difficile riconoscervi l'andazzo postconciliare oltre che un significativo campione dello stato in cui versa quello che in tempi ormai remoti era un glorioso ordine.

Quando Bergoglio corre a Caserta per incontrare il protestante Traettino ma non i cattolici, e per di più chiedere perdono ai protestanti, è esattamente esempio del deprecabile gesuitismo di cui il florilegio poco fa. Quando corre a Lund per celebrare san Lutero protettore degli eretici, è esattamente il gesuitismo in atto. Quando esala la mastodontica Amoris Laetitia per infilarci la comunione ai divorziati risposati, è esattamente il casuismo gesuitico all'opera. Quando tenta di vendicarsi di Burke, credendo di umiliarlo privandolo del "potere" (come se per Burke fosse una gran perdita), o di metterlo in cattiva luce con l'Ordine di Malta (con l'effetto collaterale di far tornare alla carica un distributore di anticoncezionali), è sempre il gesuitismo all'opera: nulla di strano rispetto alla "spiritualità" ostentata dalla grandissima maggioranza dei gesuiti di oggi.

Dunque, se c'è qualcosa da correggere oltre a tale "spiritualità", è l'ossessione per il gesuitically correct esibita dal commentatore delle 7:09.

mic ha detto...

https://cooperatores-veritatis.org/2017/01/23/i-gesuiti-scristianizzazione-chiesa-1/

I Gesuiti e la scristianizzazione della Chiesa

irina ha detto...

Anonimo 7.09

Non era mia intenzione celiare. Non ho celiato. Altrimenti vengono chiamati segni. Di solito si comprendono dopo molto tempo. Non subito. Le interpretazioni, come sa, sono sempre molto opinabili. Inevitabilmente. Dopo molto tempo si riesce a capire meglio, perchè si sommano le prove a favore di un significato di quel segno.Se vuole posso dilungarmi ancora. Per il momento può bastare.
Tempo fa lessi su un blog che Pio XII aveva invitato i Gesuiti ad essere come Sant'Ignazio li aveva voluti. Sto citando a memoria. Cerchi. Anche noi stiamo cercando, cerchiamo come ricompattare la Chiesa secondo Verità, che è sempre urtante.

Franco ha detto...

Ho trovato l'articolo di "cooperatores veritatis" sui ģesuiti sopra consigliato estremamente ampio, dettagliato, ricco di indicazioni: davvero non potevo aspettarmi di meglio.Grazie.

Sacerdos quidam ha detto...

Scusi Mic, ma il link che ha dato (cooperatores veritatis) va su una pagina che definirei scritta da un paranoico...
Probabilmente nella fretta non l'ha letta attentamente: è una specie di pot-pourri di tutte le calunnie protestanti, illuministe e massoniche che sono state diffuse ad arte nei secoli per screditare la gloriosa Compagnia di Gesù, con i suoi Santi ed i suoi martiri.
Quella, poi, dei Beatles che erano imbeccati da "un allievo dei Gesuiti" (in mancanza di un Gesuita in carne ed ossa, a quanto pare va bene anche un ex allievo, purché si tiri in ballo quel nome lì...) è troppo spassosa per essere taciuta, e dà la misura della serietà di tutto il resto.


Sacerdos quidam ha detto...

Napoleone Bonaparte, poi, non soppresse la Compagnia di Gesù, nè avrebbe potuto farlo, per la buona ragione che era stata già soppressa nel 1773 da Clemente XIV...
Illuministi, massoni e giansenisti brindarono per l'occasione, vedendosi così spianata la strada per la Rivoluzione, in Francia e in tutta Europa, una volta eliminati i loro principali avversari.

Inoltre non ha alcun senso attaccare la Compagnia di Gesù per il fatto che negli ultimi decenni molti suoi membri si sono dottrinalmente e spiritualmente corrotti promuovendo il neomodernismo.
Così come non avrebbe senso attaccare San Domenico e l'Ordine dei Predicatori, per il fatto che le stesse identiche deviazioni si sono verificate negli stessi anni anche tra i Domenicani (i primi attacchi, terribilmente efficaci, durante il Vaticano II vennero dai Domenicani Yves Congar e Marie-Dominique Chenu i quali, prima ancora dei Gesuiti, indirizzarono i Padri conciliari sulla via dello sfascio).
Uno dei papabili più in vista - che Dio ce ne scampi - è proprio il Domenicano card. Schonborn, il più quotato teologo bergogliano del momento.

Non è, insomma, questione di Ordini o Congregazioni religiose, il neomodernismo è una peste che contagia tutti. Vediamo di non fare il gioco del nemico.

Rr ha detto...

Sacerdos quidam,
io penso che, se prima Clemente XIV li sciolse, e poi, più recentemente, pensava di farlo GPII, forse buone ragioni ci saranno state. E la quotidianità odierna ce lo dimostra. Inoltre dI solito rispetto quel che fanno i Papi.
Ecco spiegato il mio intervento di prima.

Rr ha detto...

Ritengo anche che se in un Ordine i membri discutibili o chiaramente eterodossi o eretici sono al stragrande maggioranza, proprio per il bene dei pochi onesti e retti religiosi, l' Ordine vada sciolto, condannati i reprobi ( e messi nella condizione di non nuocere ulteriormente) ed i pochi accolti o in altri Ordini o nel clero secolare.
Se in un recente passato si fosse fatto cosi, forse oggi le cose andrebbero meglio. E se non fu fatto, forse fu proprio per arrivare a questo. punto.A pensar male...

Anonimo ha detto...

Premessa importante: io affermo che i modernisti (sedicenti gesuiti) attuali non sono (veri) Gesuiti cattolici. Non scrivo per sostenere Bergoglio, che ritengo non cattolico, né l'attuale sedicente "gesuitismo" che ritengo un'accozzaglia di modernisti, né più né meno che gli altri cosiddetti ordini conciliabolari. Questo lo dico per spuntare l'arma principale degli schiumanti, che è quella di far di tutta l'erba un fascio accusando il cattolicesimo autentico, i veri Papi, la vera Chiesa e gli Ordini religiosi cattolici (insomma N.S.G.C.!!) di aver prodotto necessariamente il modernismo, di aver sempre posseduto in sé i semi di quell'eresia che solo ora sarebbe venuta alla luce: una tesi anticattolica e delirante spesso sostenuta da un linguaggio ossessivo-compulsivo (vedi http://letturine.blogspot.it/2015/04/gesuiticamente-gesuitico-gesuitante.html)

Detto questo, finalmente parlate chiaro e siete venuti allo scoperto. L'articolo di cooperatores-veritatis.org sostiene dall'inizio una calunnia che cito: «... strategia dei gesuiti che, fin dall’origine, nasce con l’intento di distruggere con ogni mezzo, sia lecito che illecito — il fine giustifica i mezzi — il protestantesimo.» Questa calunnia proviene da fonti anticattoliche assai precedente al modernismo, e basta a qualificarvi; le fonti cercatevele (la "richiesta di fonti" dell'anonimo "periferico" è chiaramente pretestuosa): sono stati scritti fior di libri cattolici sulle calunnie alla Compagnia di Gesù, ma voi volete credere a protestanti, massoni e giansenisti. Anche le calunnie sulla soppressione (atto esclusivamente politico di Clemente XIV) provengono da fonti anticattoliche; ed anche qui le fonti cattoliche cercatevele (se foste realmente interessati, come lo sono io, le avreste già trovate da soli, come avete trovato velocemente l'articolo anticattolico di cooperatores-veritatis, che la verità cattolica non sa nemmeno cosa sia).

D'altra parte far passare alla moderazione commenti riferentesi alla zoppia di sant'Ignazio dice già tutto. Una volta persino nelle osterie si diceva «scherza coi fanti...»

Vedo tuttavia che l'anonimo "sacerdos quidam" ha sull'argomento una posizione cattolica; se non volete ascoltare me, ascoltate almeno lui.

Personalmente vi garantisco che la mia grande preoccupazione di fronte ai vostri commenti non ha nulla di personale, e che avrei altro da fare che scrivere commenti che quasi sempre non passano la moderazione (forse perché dimostrano la vostra zoppia spirituale) oppure mi attirano la rabbia schiumosa di anonimi periferici. La mia preoccupazione è per la salvezza delle anime, le vostre e soprattutto di quelli, e sono tanti, che vi leggono senza commentare e che non hanno le coordinate cattoliche per valutare le vostre affermazioni errate: queste vostre sono esternazioni pubbliche, ed hanno un valore molto, molto più grande delle chiacchiere di sacrestia.

Perciò, lo ripeto: badate di correggervi, finché siete in tempo.

Anonimo del 23 gennaio 2017 07:09

irina ha detto...

"Vediamo di non fare il gioco del nemico"

Sia mai.Le mele marce sono ovunque. La cesta della Compagnia, volenti o nolenti, l'abbiamo sotto il naso ogni giorno. Si girano e si rigirano queste mele e si cerca di capire perchè alcune, di tanto in tanto, sono andate a male. Sbagliando si impara e si impara anche dagli errori del prossimo. Senza animosità alcuna.

Anonimo ha detto...

Il tema delle ‘chiacchiere’ nocive al benessere della comunità cattolica è ormai uno dei più ricorrenti in papa Francesco. Così come quello dei ‘cattivoni’, quei ‘dottori della legge’ pronti 24 ore su 24 a segnarti a dito come trasgressore della norma. Intanto ‘Avvenire’,quotidiano della Conferenza episcopale italiana e campione galantiniano della Nuova Misericordia, ‘bastona’ un membro eminente della stessa Conferenza.



http://www.rossoporpora.org/rubriche/papa-francesco/663-papa-chiacchiere-dito-puntato-intanto-avvenire-bastona.html

tralcio ha detto...

Santa Messa odierna e qualche pensiero… sui "dottori della legge"

La legge non basta: non perché non serva a nulla, ma perché se il sacrificio è di “cose” per “essere a posto” in realtà si cercherebbe soltanto di contabilizzare, mirando al “pareggio di bilancio”.

In un certo senso “acquisterei il peccato”, in una compravendita in cui mi barcameno con impegno.
Oggi è in grande spolvero il barcamenarsi… La nave ecclesiale eccelle soprattutto nel galleggiare, proponendosi come un gommone qualunque, quasi che qualsiasi scafista facesse parte del piano di “salvataggio” di poveri uomini peccatori in ristrettezze trasferiti nell’opulenza d’altri pure peccatori.

In effetti il rinunciare a me stesso, alla mia volontà, per fare quella di Dio, è sempre e comunque “ossequio alla legge”, anche se in un modo completamente diverso: il sacrificio infatti non è di “tori e giovenchi”, ma del mio io. E’ lì che perdo la mia vita per trovarla.
Nelle maglie della legge non cerco i cavilli che mi giustificano, ne’ uso le maglie della legge per legare gli altri… Così si “guadagna la salvezza”.
In questo modo il sacrificio del Figlio di Dio apre una via nuova alla legge, che non rende inutile la legge, ma rende inutili tori e giovenchi, chiedendo a noi ben altro, volgendo le stesse cose ad Altro.

Questo sfugge a molti moderni censori della legge, cioè a chi depreca il “legalismo”, quasi che il problema fosse “la legge”: invece il problema, come sempre, è il nostro cuore.

La Santa Messa allora non è la comunione del nostro rifiuto del legalismo, l’assemblea festosa dei salvati (quasi che fossimo stati salvati dalla legge e non dal peccato!), bensì ancora, come fu sul Calvario, l’offerta di noi stessi al Padre, facendo la Sua volontà, amaro calice incluso.

La fede cristiana consiste nella certezza che fare la Volontà del Padre (inclusa la legge) sia meglio di fare la nostra, specialmente comprendendo che è sovente ingannata da un astuto imbroglione.
Allora non sacrifichiamo animali, ne’ ci rendiamo simili ad animali, ma nella comunione all’Agnello ci rendiamo simili al Figlio dell’uomo, secondo la volontà di salvezza del Padre.

Chi si pone in questa sequela è “fratello, sorella e madre” del Signore: non certo per una diminutio scritturistica della Beata Vergine (vanto di certe letture riformate e riformiste di Maria), ma perché come lei, nel nascondimento e nell’umiltà, desideriamo soprattutto essere tutti di Dio e non apparire agli occhi del mondo: allora veramente in comunione con Colui che ha offerto sé stesso nell’unico sacrificio del quale ogni Santa Messa ripropone il mistero e la gloria. Sia fatta la Tua Volontà…

Certi misericordiosi sono molto legulei... Forse perchè la Messa riformata è meno sacrificio. Per loro è sempre festa e chi non è come loro un guastafeste...

mic ha detto...

La Santa Messa allora non è la comunione del nostro rifiuto del legalismo, l’assemblea festosa dei salvati (quasi che fossimo stati salvati dalla legge e non dal peccato!), bensì ancora, come fu sul Calvario, l’offerta di noi stessi al Padre, facendo la Sua volontà, amaro calice incluso.

mic ha detto...

Le vere ragioni dell'inquisitore Anonimo che torna alla carica alle 06:00
sono più che evidenti. Non gli interessa tanto la difesa dei gesuiti quando accusarci e delegittimarci, insieme a "Cooperatores veritatis" che in questa occasione (peraltro io mi ero limitata a copia-incollare un link che mi era stato segnalato fidandomi della fonte) ci sarà andato giù duro ma in genere non mi risulta inattendibile. In altre occasioni, invece, al pari di noi, è stato preso di mira in termini ancor più discutibili (qui l'inquisitore è stato più subdolo ma non meno sgradevole).
Non è la prima né sarà l'ultima volta che accade. Simili requisitorie, in un certo contesto tra il normalista e lo pseudo-tradizionale sono in genere ancor più sopra le righe, ma sono e restano dei flatus vocis...

irina ha detto...

@Anonimo 7:9

Non ritorno sull'argomento, visto che non è stato digerito e forse non lo sarà.
Provi lei stesso a guardare nella sua vita se ci sono stati moniti, segni che le sono stati dati, in modo occasionale, dagli altri in maniera inconsapevole. Quello che ho scritto non voleva essere mancanza di rispetto, chi modera lo sa, voleva essere spunto di riflessione, come lo è stato per me.
Che tutti si sia claudicanti non è mistero per nessuno, anche noi lo siamo. E' vero che le chiacchiere non giovano ma, giova lo sforzo di comprendere e insieme può essere più efficace, fatto salvo il fatto che il diavolo tenta di metterci la coda sempre, anche sul monte, in solitudine.
Comprendere come si è originata questa valanga, non è perdita di tempo, è tempo ben speso, ci consente di affilare le armi perchè non accada più. Un punto sul quale sarà bene pensare è il vaglio delle vocazioni; la preparazione degli aspiranti al sacerdozio.Se la casa è costruita sulla roccia non c'è modernismo che tenga, non c'è omosessualismo che si infili sornione tra le pareti del convento.
Se domani Papa Francesco comprendesse e corresse ai ripari, noi saremmo i primi a correre a Piazza San Pietro per ringraziare NSGC e far festa. E con noi l'orbe cattolico unito.

Anonimo ha detto...

@ MIC
segnalo azioni di disturbo e hackeraggio, il computer mi avverte di traffico sproporzionato verso questo sito, cosa non vera perché passo di tanto in tanto, ho dovuto fare il recaptcha, qualcun altro ha avuto problemi? Anonymous.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

La caratteristica di tutti i troll che credono di poter pontificare dall'alto del loro anonimato sullo spazio commenti alle 6:00 del mattino è il fatto di scrivere senza leggere, parlare senza ascoltare, interloquire ignorando completamente gli interlocutori.

Se l'articolo pubblicato su Cooperatores Veritatis conteneva qualche imprecisione, dev'essere stata già corretta (Napoleone non vi è nominato). Accusarlo di calunnie è più malizia che ignoranza, tanto più che le foto che presenta sono comparse ripetutamente nel corso degli anni su blog non proprio protestanti o illuministi (si veda ad esempio il caso del gesuita ballerino); similmente, gli Esercizi Spirituali Luterano-Ignaziani li vediamo propagandati dai gesuiti, non da una "calunnia". Qualcuno è in grado di smentire le foto e le locandine ufficiali degli stessi gesuiti?

L'articolo di Cooperatores Veritatis inoltre - continuo a riassumerlo perché dubito fortemente che il soggetto che si firma Sacerdos Quidam abbia intenzione di leggerlo davvero - già quando era stato segnalato ieri da Mic precisava che le critiche sono ai "gesuiti", cioè ad una corrente che non rappresenta la vera Compagnia di Gesù fondata da sant'Ignazio.

Il sottoscritto, come spiegato in più occasioni (e anche in questa stessa pagina commenti) è convinto invece che di quella Compagnia ci sia oggi ben poco da salvare, visto che il piccolo resto di gesuiti ancora cattolici, se c'è, è del tutto silenzioso, invisibile e assente. Sono graditissimi gli esempi concreti che lo smentiscano... qualora esistano. Si fa presto - come Irina - a dire che nel cesto c'è qualche mela marcia ma non si ricorda mai che basta una singola mela marcia a rovinare l'intero cesto. Orbene, tutte queste mele sane dove diavolo si sono nascoste? Non è che per smentire lo scempio (fin troppo dimostrato) basterà aver sentito dall'amico del cugino che c'è da qualche parte un gesuita che celebra decentemente e non nega i dogmi.

L'anonimo ossessivo-compulsivo che alle 6:00 tenta nuovamente di attribuire ai critici del gesuitismo l'intenzione di cancellare sant'Ignazio e i suoi veri seguaci, probabilmente era ancora in ottundimento per carenza di caffeina. Visto che insiste ossessivamente sul titolo redazionale di una pagina di uno sperduto blog di un anno fa che citava un articolo di Sandro Magister e aggiungeva un commento, e visto che da quella paginetta l'anonimo estrae schiumante di rabbia un generico «far di tutta l'erba un fascio», si direbbe che oltre alla materia nera (caffeina) sia a corto anche di materia grigia - tranne nella sezione insulti, che lavora a ritmo serrato, e lo qualifica ampiamente.

Rr ha detto...

All'interno di una massa tumorale NON tutte le cellule sono maligne, ce ne sono anche, a volte parecchie, sane.Ma il radio terapista bombarda TUTTA la massa, ed il chirurgo estirpa TUTTA la massa, ed i chemioterapici attaccano TUTTE le cellule.
Se la mano vi è di scandalo, tagliatela, se l'occhio vi da' scandalo, estraetelo...Nostro Signore, ottimo medico anche del corpo.

mic ha detto...

qualcun altro ha avuto problemi? Anonymous.

Il non ho riscontrato problemi. Né altri, almeno finora, me li hanno segnalati...

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Questo blog intenzionalmente non contiene riferimenti a risorse web esterne, se non i soliti tastini Twitter, Paypal, Facebook. La piattaforma Blogger/Blogspot è molto più blindata di Wordpress e affini. L'eccesso di "traffico" lamentato dal lettore è probabilmente dovuto a qualche "add-on del browser" (tipo quelli che scaricano automaticamente tutti i contenuti multimediali) se non ad un malware, possibilmente presente in un altro computer nella stessa rete locale (che perciò verso l'esterno viene identificata con lo stesso indirizzo IP, oppure è un indirizzo IP che è stato geograficamente censito da Google come sospetta fonte di spam, il che fa attivare i noiosi captcha antispam).

Tornando ai gesuiti, è notevole che il film di Scorsese (che bramava di rappresentare sul grande schermo gesuiti che perdono la fede) sia stato presentato in anteprima ai gesuiti stessi senza ricevere la meritata dose di uova marce e pomodori marci. Ve lo ritroverete presto nei cineforum parrocchiali e dalle suore. Oltre a quello di Blondet, c'è anche un altro commento su Radio Spada.

Piccolo OT che farà disperare tanti: l'avete letta la controrisposta di Gnocchi? è qualcosa di epico.

Anonimo ha detto...

@ Esistenzialmente periferico
Era un problema di IP, risolto non senza in.....cavolature. tutto OK, grazie.Anonymous.

Rr ha detto...

A me non sembra che Blondet abbia stroncato il film di Scorsese. Ne ha evidenziato alcuni errori di messa in scena, come i gesuiti rappresentati come giovani americani di oggi, o i Giapponesi che gridano ed espongono il loro dolore - quest' errore è forse più grave, perche' lo sanno tutti come i Giapponesi, ed in genere gli Asiatici, non mostrino mai i loro veri sentimenti in pubblico. Blondet poi dà la sua interpretazione del perché Scorsese abbia fatto il film, ma non lo stronca, Tutt'altro.
Per me e comunque positivo che un film cosi sia stato girato. Solo uno col nome di Scorsese, nella Hollywood di oggi, può fare un film che non sia dichiaratamente anticattolico. Per altro Scorsese si dichiara un "lapsed Catholic", ma pur sempre un Catholic. Finirà per morire riconciliato completamente con la Chiesa, come ho wcoperto avvenne per Frank Sinatra.

Quanto a Gnocchi, trovo che sia andato troppo sulle righe. Che poi a Lei, E.P., faccia piacere, è scontato: abbiamo tutti qui che ha ed ha avuto grossi problemi, irrisolti, con la FSSPX. Forse dovrebbe fare anche lei un film, cosi ce li racconta.

Anonimo ha detto...


# La risposta di Gnocchi

"Epica"? Piu' che "epica" scurrile e volgare nella forma, delirante nelle argomentazioni, come di persona che non riesca piu' a controllare i propri nervi. PP

mic ha detto...

Della risposta di Gnocchi abbiamo parlato altrove.
Beh, io ho trovato sopra le righe anche il primo articolo, figuriamoci la risposta... Ma voglio chiuderla qui. Perché mi fa dispiacere sia nei confronti di Gnocchi che della FSSPX. E non credo sia un bello spettacolo per chi già vede la tradizione come fumo negli occhi...

Silente ha detto...

Ho seguito con disagio e perplessità la polemica sui Gesuiti qui sopra.
Sine ira ac studio, voglio provare a proporre qualche punto fermo sull'Ordine.

1) La "Compagnia di Gesù" è stata fondata in nome di una fedeltà incondizionata alla Chiesa e al Papa e, per volontà del Fondatore, ispirata a una milizia cavalleresca e militare; i Gesuiti, con la loro stessa esistenza, la loro simbologia, la loro liturgia, la loro spiritualità, sono la negazione vivente di un presunto "pacifismo" e "buonismo" della Chiesa;
2) dalla loro fondazione, i Gesuiti hanno innervato la Cristianità di cultura e di sana filosofia; hanno educato le migliori aristocrazie europee, creato scuole, ispirato letteratura ortodossa, combattuto protestanti e giansenisti, e soprattutto rappresentato il più robusto antemurale alla miserabile filosofia illuminista;
3) anche per questo, le corti europee settecentesche, ormai in preda alle malvagie idee volterriane, li misero al bando e imposero a una Chiesa debole e rinunciataria la dissoluzione della Compagnia;
4) dopo la Santa Restaurazione e la ricostituzione dell'ordine, i Gesuiti hanno rappresentato, per tutto l'800 e il primo '900, uno dei bastioni della resistenza contro il liberalismo, il modernismo, il socialismo e tutte le altre demoniache aberrazioni moderne: scientismo, positivismo, evoluzionismo, psicologismo, storicismo, democraticismo, idealismo e così via;
5) la loro rivista "La Civiltà Cattolica" è stata per decenni la migliore forma di resistenza intellettuale al demonismo modernista;
6) Corruptio optimi pessima: la rovina intellettuale della Compagnia a partire dagli anni '50 del '900 e acceleratasi con il concilio e il post-concilio, fino alla suo miserabile stato attuale, è riconducibile a un Mysterium iniquitatis a noi oggi incomprensibile se non ponendoci da un punto di vista metafisico e metastorico, come in molti altri casi riguardanti la rovina della Chiesa;
7) il deplorevole stato intellettuale e spirituale attuale della Compagnia, di cui è esemplare la figura imbarazzante del Papa, non può comunque farci dimenticare gli immensi meriti spirituali, storici, politici e intellettuali della Societas Jesu.

mic ha detto...

Ho seguito con disagio e perplessità la polemica sui Gesuiti qui sopra.
Sine ira ac studio, voglio provare a proporre qualche punto fermo sull'Ordine.


Faccio notare che lo scopo di questo articolo non era criticare l'Ordine e la sua storia. Del resto tutti ne conosciamo gli esempi luminosi, ma anche le sbandate epocali nel corso dei secoli. Si dà il caso che anche prima del famigerato concilio sono tanti i gesuiti che hanno alimentato correnti di pensiero sviate e svianti. Non mi metto qui a enumerarli.
Ora stiamo criticando quelli viennesi e la loro deprecabile iniziativa. Punto

Rr ha detto...

Silente,
hai ragione sulla Storia dell'Ordine, ma se è ora uno sfacelo, va sciolto. O meglio, sarebbe stato bene scioglierlo ai tempi di Arrupe, ora è tardi. Ma grazie a Dio la crisi vocazionale che lo affligge, come molti altri Ordini, porterà ad un'estinzione per vie naturali. Poi, se Dio vorrà, qualcuno rifonderà un Ordine simile, ma nuovamente Cattolico.

Anonimo ha detto...


#La lotta contro i Gesuiti. Cenni storici

Comincio' ben prima dell'Illuminismo. Erano avversati dai protestanti poiche' erano tra i difensori piu' gagliardi del Papato e tra i piu' preparati. In Inghilterra c'era la paranoia del "complotto papista", organizzato naturalmente dai Gesuiti. Venivano criticati da due versanti opposti. Dai giansenisti con l'accusa di lassismo nel loro insegnamento morale. Basta ricordare le "Provinciali" di Pascal. Siamo nel Seicento. Accusa non del tutto infondata, credo, pero' portata anche in modo fazioso ed esagerato. Dai giurisdizionalisti, impegnati da secoli nella lotta ai "privilegi" della Chiesa nei confronti dello Stato, perche' erano quelli che difendevano i diritti e i privilegi del Papa nel temporale meglio di tutti gli altri. Da qui accuse fantasiose e calunnie di ogni tipo.
Nel Settecento, ad un certo punto, contro i Gesuiti si erano schierate quasi tutte le corti borboniche d'Europa, compresa quella di Napoli, chiedendo la loro testa al Papa, che alla fine cedette, e fu un grave errore oltre che un'ingiustizia. La difesa fatta dall'Ordine dei diritti del Papato nel temporale era piu' che valida sul piano giuridico e morale, anche se era il Papato a sbagliare la' dove si intestardiva a voler mantenere anacronistici privilegi di remota origine feudale, ormai privi di significato di fronte all'emergere dello Stato moderno e alle sue necessita'.
Oggi sono ridotti come sono, ma forse Domenicani e Francecani stanno meglio? Lo sfacelo, appunto, e' generale, non si salva nessuno, sino ad ora. Historicus

Anonimo ha detto...

Da https://cooperatores-veritatis.org/2017/01/23/i-gesuiti-scristianizzazione-chiesa-1/

«Con queste premesse iniziamo questo studio sull’ordine fondato da Sant’Ignazio di Loyola, focalizzando un punto centrale, cioè quello della strategia dei gesuiti che, fin dall’origine, nasce con l’intento di distruggere con ogni mezzo, sia lecito che illecito — il fine giustifica i mezzi — il protestantesimo.»
___________________________________________

Da Civiltà Cattolica anno 56° vol. IV, Roma 1905 pag. 16:

«Ricordiamo da ultimo il giudizio definitivo, con cui il protestante Fischer, consigliere di Stato, più di mezzo secolo fa, conchiudeva la sua critica di questa infame calunnia:

"Come mai si sia giunto a tanto, da attribuire a una intiera corporazione di persone, scelte per principio tra gli uomini più prudenti, una massima così stolta e affatto contraria alla costituzione fondamentale della stessa corporazione, anzi da designarla come la regola della loro attività, la è cosa tanto più incomprensibile, quanto meno possono mancare a persone prudenti i mezzi per raggiungere altrimenti il proprio scopo. In questo argomento ecco la verità: che l'Ordine dei gesuiti abbia quale statuto fondamentale segreto la massima: Il fine giustifica i mezzi, non è nè vero nè verosimile, nè fu mai asserito dagli studiosi serii tra i loro avversarii; sibbene è fondato unicamente sopra una opinione priva di fondamento e originata nel popolo dalle fonti più volgari della letteratura romanzesca e del ragionamento immaturo; la quale opinione è pero diventata una idea fissa." [Aburtheilung der Jesuitensache, Leipzig 1853 p. 54.]»

mic ha detto...

Sulle polemiche intorno alla FSSPX e non solo...
Molte delle difficoltà attuali derivano proprio dal fatto che, contro la stessa Tradizione della Chiesa, la auctoritas del Pontefice ha finito per dissolversi in una sola potestas suppostamente infallibile e perciò capace di fagocitare ogni distinzione tra autorità e potestà, tra amministrazione e magistero, tra magistero ordinario e magistero infallibile nella Chiesa. (Andrea Sandri)

Silente ha detto...

Cara Mic
non c'era alcun intento polemico contro il tuo post, nel mio memo. E perché mai avrebbe dovuto esserci?. Volevo solo ricordare i grandi meriti storici della Compagnia, soprattutto nella lotta contro il giansenismo razionalista e filo-protestante di Pascal e di Port Royal, l'illuminismo, l'anticlericalismo delle corti settecentesche, poi le pesti della Rivoluzione, del socialismo, del modernismo. Volevo anche ricordare la peculiare vocazione cavalleresca e militare e, al contempo, intellettuale e spirituale della Compagnia. Tutto qui. Lo sfacelo modernista attuale, peraltro perfettamente in linea con quello della Chiesa e di altri ordini, non può oscurare questi meriti.

Sulla Fraternità e l'intervento di Gnocchi non mi pronuncio. Mi sto informando. Mi auguro solo che, in qualsiasi direzione evolva la situazione, la Fraternità mantenga la sua indipendenza, la sua libertà di parola e di liturgia e non smetta di rappresentare una poderosa testimonianza di fedeltà alla Verità della Tradizione. E, soprattutto, un eventuale "accordo", anche riveniente da un'offerta unilaterale e senza condizioni (ma non credo che possa essere così), non rappresenti una forma distorta di "legittimazione" di Bergoglio e di una sua presunta e indimostrata "misericordia" anche contro gli "ottusi tradizionalisti".

mic ha detto...

Non avevo preso il tuo commento come un appunto ma con un eccesso fi difesa dei gesuiti non necessario.
Quanto alla Fraternità ritengo sia opportuno evitare ogni commento in fiduciosa attesa che la dolorosa vicenda possa trovare uno sbocco. Possibilmente mettendo da parte ogni timore, non perché sia ingiustificato, ma perché rischia di bloccare a metà del guado. E sono convinta che non sia un bene per nessuno.

Anonimo ha detto...


# Pascal filoprotestante? No

A leggere i suoi bellissimi e profondi "Pensieri" e altro che ha scritto, non si direbbe proprio. Fu sempre ligio agli insegnamenti della Chiesa. Se la prese parecchio contro il lassismo di cui si rendevano ai suoi occhi responsabili i Gesuiti, anche esagerando nella polemica contro questi ultimi. Si occupo' del delicato rapporto tra Grazia e Predestinazione, riempiendo un manoscritto di circa cento pagine, rimasto incompiuto. Gli sembrava che dai Testi e dal dettato tridentino non si potesse arguire sempre con sicurezza che il credente riceva in ogni caso l'aiuto sovrannaturale sufficiente a resistere alle tentazioni. E se non lo riceve sempre, allora bisogna concludere che c'e' una predestinazione alla dannazione per qualcuno? Questo problema lo tormentava. (Del resto e' un problema che non ha tormentato solo lui). Ma non pubblico' questi suoi scritti ne' (se non erro) li fece circolare tra i suoi amici. Almeno un anno prima di morire, molto malato, diede tutto ai poveri, vendette i suoi libri, tenendo solo le opere di s. Agostino e la Bibbia; disse poi al parroco che lo assistette negli ultimi tempi che si rimetteva in tutto agli insegnamenti della Chiesa, che non aveva mai discusso, del resto, come dimostra anche la sua vita esemplare. Forse in Pascal c'e' un eccesso di rigorismo nella sua polemica contro i Gesuiti. Ma da questo a farne un "filoprotestante" ce ne corre. Historicus