venerdì 27 gennaio 2017

La battaglia di Silvana De Mari prosegue - di Cristiano Lugli

La dottoressa Silvana De Mari, come è ormai noto, è scesa in campo in una battaglia ardua e compromettente, specie per il ruolo che la signora ha all'interno del mondo dei medici.
Penso non serva tornare su quanto accaduto, poiché si presume che tutti sappiano i violenti attacchi ricevuti dalla dottoressa a seguito delle sue decise dichiarazioni su omosessualità e dintorni, o meglio - come lei stessa definisce senza mezzi termini - sodomia e dintorni.
Le associazioni LGBT sono ancora in rivolta per il livore scaturito nei loro ventri ricolmi di orgoglio e superbia dalle verità finanche mediche apportate dall'endoscopista chirurgo.
Così tanta è la rabbia che è stata posta sul tavolo dell'Ordine dei Medici la richiesta di "immediata rimozione dall'albo", alla quale l'Ordine - oltre allo scandaloso silenzio mostrato da parte di tutti i colleghi - ha pure dato un'occhiata. Già, perché ad essere giudicate saranno fondamentalmente le opinioni motivate razionalmente dalla dottoressa, e non tanto il discorso medico contro cui, evidentemente, non riescono ad opporre bufale convincenti.

Guido Giustetto, Presidente dell'Ordine, ha così commentato con fine ed agghiacciante disinvoltura la richiesta posta dalle comunità gay: "Apriremo il processo disciplinare, chiedendole spiegazioni... Il mondo è pieno di medici che dicono cose strane."

Eppure pare proprio che tutto questo calderone non abbia toccato minimamente Silvana De Mari, che continua imperturbabile percorrendo la sua strada, dicendosi pronta ad affrontare qualsiasi processo. 
Aldilà di tutte le posizioni che uno può avere, va detto che nel compito che è stato a lei affidato la De Mari sta facendo molto, gridando fortemente ciò che prima nessuno aveva osato fare, nonostante ora tutti leader del Circo Massimo esultano e lodano a seguito del classico fenomeno anche conosciuto come "ARMIAMOCI E PARTITE".

Qualche giorno fa la dottoressa ha rilasciato una lunga ma interessantissima intervista, fatta in diretta web ad Angela Ciconte. Pareva utile trascrivere, con minuzioso lavoro, alcuni passaggi della medesima davvero degni di particolare nota, specie su tutto il discorso legato alla psichiatria ed alla psicologia, materie poco esplorate anche quando si parla di gender e omosessualismo. 
"La psichiatria - dice Silvana De Mari - è una non scienza perché non ha basi scientifiche naturali.  Magari in futuro cambierà ma al momento è una non scienza.
Essendo una non scienza ha commesso nel secolo scorso crimini atroci. La psichiatria sovietica, quella statunitense, sono servite alla CIA per fare esperimenti sul lavaggio del cervello: esperimenti su bambini, esperimenti su pazienti inconsapevoli e tutt'altro che volontari.
La psichiatria dichiara che la "gaietudine" sia una forma di normalità, ma allora come mai non ce ne siamo accorti prima? Se questa è normalità hanno ragione gli LGBT e quindi è giusto chiudere le chiese, visto che nella Chiesa Cattolica c'è San Paolo, il quale dice che la sodomia è una colpa, non una malattia. La tubercolosi è una malattia, la scabbia è una malattia. L'omosessualità è piuttosto un atto volontario."
(...) Tutto è fondato sulla menzogna, - continua nella diretta video - perché tutto è nelle mani di psichiatri e psicologi. Uno psichiatra non sa fare una rettoscopia, cosa farnetica allora su cosa sia sano di mente, o se fare sesso anale lo sia o meno?
Lo psichiatra sa seguire una gravidanza? No! E allora cosa farnetica idiozie su quando sia possibile separare il figlio dalla madre; lui deve essere convinto che il bambino nasca il giorno in cui nasce ma non capisce che quando il bambino nasce ha nove mesi, e quei nove mesi sono stati per lui fondamentali.
(...) Un pugno di tizi hanno in mano l'etica del mondo; un pugno di tizi ci hanno detto "guarda che è giusto", perciò se questo è vero crolla tutta una civiltà. Un pugno di tizi del movimento LGBT stanno commettendo un etnocidio, tutta la civiltà occidentale deve rinnegare se stessa e il  proprio passato. Non abbiamo più identità religiosa, identità familiare e tanto meno nazionale. Ed ora manco quella sessuale ci è rimasta: questa si chiama dittatura delle minoranze."
Ancora riferendosi a San Paolo e all'insegnamento della Chiesa la dott.ssa De Mari dice:
"San Paolo non ci sono dubbi che condanni la sodomia. Io ho il diritto di condannare la sodomia! E che nessuno osi condannarmi o discriminarmi perché altrimenti violate l'art. 3 della Costituzione a cui voi spesso fatte riferimento: io non posso essere discriminata per il mio Credo. Il diritto alla critica della sodomia ci tocca. Punto e basta.
Dobbiamo far saltare questa dittatura mondiale, e a questo proposito mi viene in mente quella buon anima di Tolkien che diceva: "Un uomo, una donna o un hobbit possono fermare l'oscurità." Nessuno di noi è così insignificante da non poter essere il sassolino che blocca il meccanismo e io ho deciso di essere il sassolino che blocca il meccanismo (...) l'importante è seguire la strada della Verità."
Poco dopo la De Mari espone un'interessante analogia tra transessualità e aborto:
"In entrambi i casi si passa da una sala operatoria anzitutto, e sempre in entrambi i casi c'è qualcosa di sano che viene buttato nel pattume; un feto vivo ( che per carità dai più viene chiamato "ammasso di cellule" ) il quale a volte, mentre ancora si sta muovendo, viene gettato - insieme a delle garze - nell'immondizia; nell'altro caso vi è un organo sano e funzionante che viene scartato per essere anch'esso buttato nel pattume. Permettete che qui qualcosa non mi quadri. La teoria secondo la quale un trans, puta caso una donna, la cui mente è finita nel corpo di un uomo: sta roba poteva venire in mente solo ad uno psicologo, convinto evidentemente che psiche e corpo siano lontani, ignorando come sia la psiche a nascere dal corpo, ragion per cui non è possibile che il corpo di un uomo abbia la psiche di una donna.
Lo psicologo non ha mai dato un esame di fisiopatologia chirurgica, quindi come fa a pensare che un uomo possa diventare donna e viceversa?! La vagina è assolutamente un organo irripetibile. Se non c'è, non c'è."
Anche le considerazioni circa le nuove forme di "operazione chirurgica" sono interessanti, se non altro perché evidenziano - e questo lo diciamo noi - il chiaro processo operativo di quella famosa Finestra di Overton di cui un bravo giornalista italiano ha iniziato a parlare in modo molto esaustivo qualche tempo fa:
"La medicina dice di fare l'interesse del paziente, quindi il medico non può fare ciò che vuole il paziente: se ti arriva uno che ti chiede di volersi amputare una mano, tu devi amputargli la mano?!
Si badi che adesso, oltre a quelli che si castrano, ci sono degli altri tizi ( forse sono anche meno bizzarri ) i quali esigono di essere amputati. "Io non amo il mio braccio, voglio il braccio amputato e voglio una protesi all'ultima moda". Questa non è fantascienza! Stanno davvero iniziando questi tizi. Prima inizi con i testicoli poi con il braccio, tanto cosa cambia?
Si sta scatenando una psicosi collettiva! Questi hanno in mano il mondo!
Qualche giorno fa sentivo alla radio che un gruppo di ragazzotti ha insultato una persona dell'Arcigay. Mi chiedo, questa è una notizia da dare alla radio? Tutti nella vita veniamo insultati almeno una volta. E poi, guarda caso, viene fuori che il gay si suicida. Perché? Semplice, la "gaietudine" è la nuova razza ariana."
Palese è poi il riferimento al misericordiosismo tanto in auge, quello pel quale nessuno tra i grandi tifosi della De Mari interni al Popolo della Famiglia ha speso mai una parola. Tant'è che la stessa Costanza Miriano ha specificato di difendere la De Mari a rispetto di ciò che dice sull'omosessualità, ma prendendo le assolute distanze sulle dichiarazioni-frecciatine fatte verso l'attuale pontificato.
Dice a questo proposito la dottoressa-scrittrice:
"Le persone vanno svegliate, io posso amare qualcuno e detestare ciò che fa, e ho il dovere di dirlo.
E adesso piantiamola di sprofondare nella misericordia - dice convinta la dottoressa - dipinta come lo zucchero filato, il nostro compito è essere il sale della terra, quindi il mio primo dovere è di dire "stai sbagliando!".
L'adultera non può essere punita fisicamente, lei deve essere salvata come Gesù Cristo che le dice "va e non peccare più". La convivenza è peccato.
Quindi signori, "sale della terra. Lo zucchero filato fa venire il diabete."
Vi è poi un lucido prospetto sulle sorti di questa nostra civiltà così affranta e senza Dio, che ha ridotto la donna ad essere qualcosa che non può essere, salvo invertire i criteri naturali e tradizionali della civiltà concepita in modo organico. Il tutto è esposto sagacemente in questo passaggio del suo intervento:
"Signori stiamo morendo... Il compito della società è proteggere la maternità; se abortisco è gratis, se lo metto al mondo dopo quattro mesi devo tornare al lavoro perché le tasse sono talmente alte che il marito non riesce a mantenermi.
Vogliono che le donne non abbiano la possibilità di stare a casa. E poi gli asili nido: secondo voi un bambino può stare bene con una sconosciuta a 4 mesi? Gli salgono gli ormoni da stress, si ammala e noi cosa gli diamo? Gli antibiotici! Ma il vero rimedio è che il bambino stia in braccio alla propria madre. Ovviamente un uomo vorrebbe guadagnare abbastanza per poter dire alla propria moglie di stare a casa con il bambino, ma non si può, perché le tassazioni sono troppo alte, abbiamo un milione di disoccupati. Ma in compenso, signori, ci hanno dato le "unioni civili", evvai! Va tutto bene: l'ha detto la Boschi.
(...) I bambini invece devono stare a casa loro, poiché è la madre che deve dare l'educazione al proprio figlio. La donna in questa società viene falsamente improntata verso la carriera, il nostro compito è dunque quello di rieducare la donna all'istituto e alla voglia di maternità.
Il nostro cervello è molto malleabile, e noi convinciamo le nostre bambine che il ruolo della maternità non serve. Prima ti realizzi, fai carriera, poi se ti rimane del tempo diventi madre.
Siamo la società del nulla!"
A conclusione di questa coraggiosa intervista, riassumendo, la dottoressa De Mari pone una questione ben importante e su cui ognuno di noi è tenuto a riflettere per partecipare con impegno alla lotta che si prospetta essere quella finale:
"Questa è l'Apocalisse di una società che si sta estinguendo. Le società non muoiono per assassinio ma per suicidio ed annientamento della famiglia."
Se alla famiglia non sarà restituito il proprio assetto tradizionale, in campo spirituale, politico sociale e morale, concepito con una perfetta ed ordinata definizione dei ruoli, allora ecco che il baratro sarà senza ritorno.
Giunti ad uno stadio così basso la situazione non può essere ribalta nello stesso modo in cui è stata sovvertita. Senza compromessi e viltà, armiamoci dunque per ricostituire la famiglia tradizionale, alveo e focolare della Luce di Cristo. 
Se poi qualcuno pensasse ( come mi è capitato di sentire ) che Silvana De Mari "non ha detto nulla di straordinario", rientrando nelle cose che dovrebbero dirsi normalmente, invitiamo quel qualcuno a prendere matura coscienza dei tempi in cui viviamo. Tempi in cui la così tanto sminuita normalità va sudata con la fronte, con il massacro morale e sociale, cose insomma che alla carne e alle ossa - umane e perciò soggette a sconforto - un qualche fastidio possono recarlo.
Cristiano Lugli

14 commenti:

irina ha detto...

Ho molte volte consigliato alle giovani amiche di starsene a casa con i loro bambini. Annuiscono. Poi non ce la fanno. La pressione esterna ed interna, alla stessa giovane famiglia, è fortissima. Spesso è il marito che spinge per timore di perdere il lavoro o di ammalarsi e non essere più in grado di mantenere tutti. A volte sono le madri o le suocere che, più o meno larvatamente, con il loro stesso esempio tacitamente spingono, sia che non abbiano mai lavorato, sentendosi per una vita la cenerentola di casa, sia che abbiano lavorato, come dinamica virago, organizzando casa e ufficio alla prussiana. Non solo, nella scuola elementare frequentata da mio nipote c'era una mamma che non lavorava ed era evidente la sua condizione di libertà dal bisogno. Durante una festa di fine anno,arriva questa giovane mamma, dal gruppetto di mamme, vicino a me, parte un sibilo: la strxnzx! Quindi questo, che dico perchè visto, è parte della flagellazione a cui una donna va incontro. Può prendersi questi spruzzi e/o secchiate se è sostenuta dalla certezza che sta facendo il volere di NSGC, il bene dei suoi figli, della sua famiglia e se gode della reale stima ed appoggio del marito, capace di apprezzare il lavoro che giace nel dettaglio della educazione dei suoi figli e della economia domestica.

Anonimo ha detto...


# Onore al coraggio e alla lucidita' della dr.ssa De Mari

Ha ribadito verita' elementari ma oggi, per far questo, occorre un coraggio leonino, a quanto pare. Si esprime a volte in modo eccessivo? Peccato veniale. Guardiamo alla sostanza di quello che dice.
Alcune postille:
1. S. Paolo oltre alla sodomia condanna anche il lesbismo, insomma l'omosessualita' in tutti i suoi aspetti: Rm 1, 26-32, riportandone la causa profonda all'odio verso Dio e ai suoi comandamenti: "Per questo Iddio li ha abbandonati a delle turpi passioni. Le loro donne [dei pagani] infatti hanno cambiato l'uso naturale in quello che e' contro natura e gli uomini pure...". Si ricorda con livore questa severa condanna di san Paolo, passando sotto silenzio quello che dice nella Prima Lettera ai Corinti, 6, 9 ss.: chi pecca contro natura ("effeminati, sodomiti") se si pente in Cristo e cambia vita sara' salvato, come gli altri peccatori pentitisi, fornicatori, adulteri, ladri, avari etc.:"E tali eravate alcuni di voi, ma siete stati lavati [dal peccato], ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signore Gesu' Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio".
2. Nostro Signore porta poi almeno due volte ad esempio la condanna di Sodoma e Gomorra quale condanna esemplare di un grave peccato, praticato addirittura da un'intera societa'. Ma quando abbiamo vescovi che pubblicamente falsificano le Scritture dando da credere ai giovani che l'intercessione di Abramo ha salvato Sodoma quando invece essa e' stata distrutta all'improvviso dal fuoco inviato dal cielo proprio perche' era totalmente corrotta, che dobbiamo pensare?
Quello che dice la dr.ssa De Mari non avrebbero dovuto dirlo da tempo sacerdoti, vescovi, cardinali, ergendosi apertamente contro la deriva omosessualista e femmninista che minaccia di travolgerci? Invece, oltre al silenzio, abbiamo anche le ambigue dichiarazioni di Papa Francesco sull'educazione sessuale nella Amoris Laetitia, che sembrano contenere una sorta di apertura al "genderismo".
3. Il perverso sistema economico attuale vedendo le donne solo come forza-lavoro soffoca la maternita'. C'e' pero' anche un problema di mentalita' nelle donne di oggi, la gran parte delle quali ha assorbito la distorta filosofia della vita del femminismo, odiatore del maschio, della famiglia, del matrimonio, della maternita', di Dio e delle sue leggi.
Paolo Pasqualucci

Anonimo ha detto...

Pur avendo respirato i vapori dell'H2SO4 non ha bisogno di terapie antiossidanti .
Alleluja !

Anonimo ha detto...

Una vera cattolica, un vero medico, una vera donna.

Onore e stima Dottoressa e auguri e preghiere per la Sua battaglia.

Non bisogna lasciarLa sola.

Anonimo ha detto...

Un GRAZIE grandissimo a questa dottoressa, una delle pochissime personalità di scienza che ha osato dire la VERITA'. Spero solo che altri prendano posizione su questi temi che stanno stravolgendo, in modo fraudolento, menzognero VERITA' Divine o Naturali (per i non credenti). Pensare che una manciata di pseudo politici abusivi ed arroganti stanno distruggendo la "dignità umana", penso a quello spaurito gruppo di ennecciddini (politici sedicenti cattolici) che pur di mantenere per qualche altro mese il potere, hanno barattato, senza vergogna, le loro coscienze innescando una vera reazione a catena su quello che potrà accadere in seguito - utero in affitto, eutanasia ecc. Proprio questo spaurito qruppo di "senzaVergogna" ha permesso questo scempio; gli Alfano i Lupi ecc. dovranno comparire davanti al giudizio di Dio per quello che hanno fatto

Anonimo ha detto...

"Tant'è che la stessa Costanza Miriano ha specificato di difendere la De Mari a rispetto di ciò che dice sull'omosessualità, ma prendendo le assolute distanze sulle dichiarazioni-frecciatine fatte verso l'attuale pontificato."

Invito di nuovo a non cercare contrapposizioni dove non ce n'è bisogno. Ognuno ha il suo stile di comunicazione; d'altronde non esiste un esercito fatto tutto di fanteria, o tutto di cavalleria, o tutto di cecchini. Quelli che dobbiamo stigmatizzare sono le persone che fanno il pesce in barile. La Miriano non è certo una di quelle: ormai da molto tempo, nel suo blog, riceve frequentemente commenti di "benpensanti cattolici" scandalizzati perché, in qualche modo, ha criticato atti o gesti di Francesco. Inoltre i commentatorii sul suo blog possono esprimersi papale-papale senza censure.

Anche Aldo Maria Valli non ha mai scritto niente di esplicitamente critico su Francesco come p.es. fa Socci. Eppure i suoi post sono molto "pesanti". Ognuno ha il suo tipo di pubblico e il suo stile, su cui fa presa. Lo dico avendo una personale preferenza molto chiara per chi dice le cose papali papali; ma mi rendo conto che non tutti sono come me.

E se seguite i blog che in qualche modo possono essere ascritti al "popolo della famiglia", anche lì noterete un lento cambio di toni. Per esempio:

https://berlicche.wordpress.com/2017/01/20/la-prova-dei-santi/

Se quello che penso vero e l’autorità che rispetto e seguo sostenessero cose contraddittorie, che cosa sceglierei? Questo mi domandavo.
Poi mi dicevo, oh, non accadrà.
Questo la dice lunga sulla mia preveggenza. Sapevo che quando sinceramente chiedo ottengo, ma ad essere sincero questa prova avrei davvero voluto evitarla.

Perché adesso devo affrontarla.


--
Fabrizio Giudici

Alfonso ha detto...

A proposito di questo passaggio dell'articolo: "Così tanta è la rabbia che è stata posta sul tavolo dell'Ordine dei Medici la richiesta di "immediata rimozione dall'albo", alla quale l'Ordine - oltre allo scandaloso silenzio mostrato da parte di tutti i colleghi - ha pure dato un'occhiata. Già, perché ad essere giudicate saranno fondamentalmente le opinioni motivate razionalmente dalla dottoressa, e non tanto il discorso medico contro cui, evidentemente, non riescono ad opporre bufale convincenti."

La "Ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell'esercizio delle professioni stesse" risale al D.Lgs.C.P.S. 13 Settembre 1946, n. 233. Cosa siano oggi per i medici gli Ordini è meglio sorvolare per pietà cristiana. Dico solo che alle votazioni il quorum viene difficilmente raggiunto. Gli Ordini dei Medici sono sostanzialmente agli "ordini" di una oligarchia che a sua volta è all'ordine del potere politico.
Non ci si stupisca del silenzio dei medici sulla questione "De Mari" . Si pensi che la categoria professionale medica vive un vero e proprio disorientamento etico. Si presta attenzione in particolare alla propria personale tutela giuridica, oltre che ovviamente a procurarsi con difficoltà il guadagno per vivere, che per la maggior parte dei medici è a dir poco modesto!
Comunque, nelle azioni e nelle dichiarazioni della dottoressa De Mari non si potrà rilevare nulla che sia in contrasto con il Giuramento professionale e con il Codice deontologico, infatti "Doveri del medico sono la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera." La richiesta di "rimozione dall'albo" è stata fatta da una entità socio-politica che vuole criminalizzare l'espressione di un pensiero etico-religioso non gradito. La professione medica non centra nulla. A mio parere va denunciata come atto di violenza privata. Un buon avvocato saprebbe di sicuro cosa fare! Potrebbe essere questa una buona opportunità per controbattere mediaticamente l'assurda pretesa di imporre una ideologia mirante a distruggere la famiglia e la società naturale. Da parte mia che sono medico non mancherà il sostegno ed il contributo su questo fronte di battaglia.

mic ha detto...

Interessante e da portare avanti il discorso di Alfonso.

Anonimo ha detto...

Molti considerano le donne sono il sesso debole.....Basta venire su questo blog per accorgersi che non è vero.bobo

Anonimo ha detto...

Molte cose giuste, però dire che la psichiatria e la psicologia non sono scienze è assai discutibile. C'è qui un po' di positivismo?

Anonimo ha detto...


# Scienza e non scienza a proposito di psicologia e psichiatria

In effetti su questo punto, la dr.ssa De Mari e' stata "eccessiva", ha generalizzato troppo, facendo di ogni erba un fascio, salve restando sempre le sue precise osservazioni nel merito della questione in esame.
Il fatto e' che negli ultimi decenni, psichiatria e psicologia, per cio' che riguarda certe patologie, si sono lasciate infiltrare da orientamenti non scientifici ma "politically correct", come si suol dire; orientamenti che hanno finito col gettare il discredito su quelle branche della medicina. La cosa e' stata stigmatizzata p.e. dallo psicologo olandese Van Aardweg, i cui lavori ben conosciamo. Da qui, a mio avviso, la tendenza errata a condannarle in blocco come non-scienze, nel fuoco delle polemiche provocate dal settarismo della parte avversa.
Da un punto di vista piu' ampio, mi ricordo che in passato ci furono atteggiamenti polemici nei confronti della psicologia e della psicoanalisi, che secondo alcuni non si potevano cosniderare vere scienze, stante il carattere aleatorio dei loro risultati. Anche la scientificita' della sociologia fu messa in discussione, soprattutto di una certa sociologia. Mi ricordo che Karl Jaspers (cito a memoria), uno dei piu' importanti filosofi tedeschi del 900, laureato in psichiatria, della quale scrisse un manuale, sosteneva che la psicologia doveva fondarsi rigorosamente sulla psichiatria, per esser vera scienza.
Non saprei dir altro su questa querelle, che fu scientifica e filosofica.
Possiamo dire che il problema sulla effettiva "scientificita'" di alcune scienze esiste, ma andrebbe affrontato senza generalizzare e in modo concettualmente rigoroso. (Esiste anche il problema della "scientificita'" della scienza in generale, ma qui entriamo in un altro campo). PP

Rr ha detto...

Sulla psicologia come "non scienza" concordo con la Dott.ssa De Mari. Sulla psichiatria: alcuni psichiatri sono sicuramente scienziati, ma di tutte le branche della Medicina è ancora la meno scientifica di tutte.

Per la mia esperienza molti psicologi e parte degli psichiatri NON dovrbbero esercitare, perché sono essi stessi, più o meno, "disturbati".
Sulla psicanalis, nasta questa battuta da un film americano di 20 anni fa: - Caro- dice una mamma ebrea al figlio - i Cattolici vanno dal prete a confessarsi e chiedere consiglio, noi andiamo dallo psicanalista - . Se vi smbra scienza...

Rr ha detto...

La De Mari sembra eccessiva, semplicemente perché chiama le cose col suo nome, quello che si usa nei trattati anatomici, fisiologici, patologici, per indicare i nostri organi, come funzionano e come si ammalano.
Certo io uso un linguaggio diverso, mam solo perche' mi occupo del cuore, che è un muscolo cavo la cui funzione è di pompare sangue nei cari organi e tessuti. E quando questo muscolo si sfianca e le sue cavità si allargano, non perde il suo contenuto. Ed inoltre non e' possibile usarlo in modo improprio.
Pero' anch'esso risente, se si usano ormoni e stili di vita in modo improprio perché non si vuole accettare che si è un XY e non un XX, e viceversa.

Anonimo ha detto...

http://www.enzopennetta.it/2016/09/la-storia-di-moira-greyland-un-caso-di-esperimento-gender/