venerdì 16 novembre 2018

La vicenda dei fratelli Viganò. Tra verità da chiarire e facili strumentalizzazioni

Un milione e 824 mila euro: è quanto monsignor Carlo Maria Viganò, arcivescovo ex nunzio apostolico negli Usa, deve pagare al fratello. Lo ha deciso un giudice monocratico civile di Milano il 9 ottobre scorso, sostenendo che il monsignore avrebbe sottratto al fratello l’eredità paterna.

Monsignor Viganò dovrà risarcire il fratello Lorenzo, anche lui prete, per aver gestito autonomamente l’eredità avuta dal padre che, nel 2010, ammontava a 7 milioni in contanti e quasi 20 milioni e mezzo in beni immobili. Nel corso della causa civile, è emerso che monsignor Viganò “ha beneficiato di operazioni per un importo netto di 3 milioni e 649 mila euro” e “di fondi pagati a suo favore per 4 milioni e 800 mila euro, mentre al fratello sono arrivati complessivamente un milione e 700 mila euro”. Da qui la sentenza emessa dal giudice Susanna Terni per bilanciare tra i due fratelli i proventi dell’eredità del padre.

Questi sono, in sintesi, i fatti al momento. Che hanno provocato un’offensiva da parte di chi sostiene che monsignor Viganò sarebbe una sorta di lupo travestito da agnello, uno che mentre fa di tutto per passare come martire della verità e moralizzatore sottrae l’eredità di famiglia al suo fratello disabile.

Noi non siamo gli avvocati difensori di  monsignor Viganò e quindi non aggiungiamo nulla alle cronache delle ultime ore. Eventualmente sarà lo stesso Viganò, anche attraverso i suoi legali, a illustrare la sua versione. Ci limitiamo a notare che le cronache ostili a Viganò parlano di restituzione di beni sottratti dal monsignore, mentre si tratta di una causa di divisione di un patrimonio in comunione di beni. Se si fosse trattato di sottrazione, ci sarebbe stato un procedimento penale, invece la sentenza riguarda una causa civile. Inoltre Viganò ha già versato al fratello la somma decisa dal tribunale.

Chi in queste ore sta utilizzando la vicenda familiare nella quale è coinvolto Viganò per gettare discredito sulle sue testimonianze a proposito del caso McCarrick compie un’operazione facile, ma non per questo meno disonesta. Perché si tratta di vicende completamente diverse e perché, comunque, quella familiare non è ancora conclusa. E va chiarita sotto molti aspetti.

Già nel 2013 gli altri quattro fratelli del monsignore avevano smentito le accuse nei confronti di Carlo Maria formulate da Lorenzo. In ogni caso, per avere un quadro più completo aspettiamo di conoscere la versione di Viganò e le sue eventuali iniziative legali.
Aldo Maria Valli - Fonte

17 commenti:

irina ha detto...

Intanto ricordiamo che a sinistra appena si sente odore del dioquattrino tutti i sensi si risvegliano e si mettono in moto e pensano...alla spartizione 'legale' del malloppo, ovviamente democratica all'apparenza! Sostanzialmente a come farla ricadere, pur incanalata in tanti rivoli, nelle tasche dei soliti noti schermati dai vetri fumè.

Valeria Fusetti ha detto...

Ho letto ieri l'articolo di Vatican Insider che "descrive" lo sviluppo legale di una vicenda famigliare di monsignor Viganò. In realtà non descrive, manipola.I fratelli avevano già rilasciato dichiarazioni in merito a questa dolorosa vicenda famigliare, ma di questo nell'articolo non si fa parola. Che l'autore, giornalista navigato, non ne sapesse nulla non è credibile, ha avuto tutto il tempo per informarsi dettagliatamente. La sua è stata una scelta, la scelta di mentire per fare gli interessi non di un padrone, che non può mai chiederti l'anima, bensì di un idolo,che al contrario sempre la pretende. Il Signore,attraverso San Giacomo ammonisce che la calunnia uccide più persone della spada." La lingua è un mondo di iniquità (...) non mentite contro la verità. Perché non è questa una sapienza che vien dall'alto, ma terrena, carnale, diabolica. " E di questo tipo di "sapienza" si rendono colpevoli entrambi i soggetti: lo scribacchino e il mandante che però, per disimmetria di potere, il secondo è più colpevole del primo. Più che una storia triste è la tristissima, tragica storia di un mandato divino gestito come fece il Re Saul a suo tempo. La Sacra Bibbia ci descrive quali sviluppi ebbe e come finì. Da qualche parte c'è un Davide che il Signore sta preparando per la Sua Chiesa ? I Salmi ci permettono di osare una supplica : O Signore, sino a quando ? Affrettati Signore !

Anonimo ha detto...

La sorella intervistata ha raccontato che Viganò si è impossessato di una sua casa in Svizzera che non era ereditata ma che lei aveva intestato al fratello per facilitazioni tributarie.
La sorella ha detto parole gravi. Se non lo lasci comandare il Viganò diventa pericoloso feroce e vendicativo.

Anonimo ha detto...

Immaginavo che o prima o poi avrebbero trovato qualcosa per incriminare mons. Viganò, come se torti personali (veri o presunti) levassero verità alle denunce eccleisali da lui fatte. È il solito metodo di stornare l'attenzione e tentare d'infangare l'avversario per cercare di levare attendibilità a quello che dice, metodo politico per rovinare l'oppositore, che indica l'indisponibilità, da parte delle gerarchie ecclesiastiche di cambiare. L'importante per chi comanda è dare un'immagine e continuare come (e peggio) di prima.

mic ha detto...

La sorella intervistata ha raccontato che Viganò..

La fonte?

Anonimo ha detto...

Io me ne infischio di cosa ha fatto o non ha fatto Viganò ai fratelli. Solo i farisei ed i sepolcri imbiancati (ma che nascondono il verminaio) possono preoccuparsi di questo. Il mio (e non solo mio) personale giudizio su Bergoglio non è minimamente influenzato da Viganò, ma risale a pochi mesi dopo la sua elezione, ed è basato su cosa dice e come opera, e non su cosa gli altri pensino di lui. Mi chiedete quale sia questo giudizio? Massone e apostata totale, da scomunicare lui. Ma succederà, eccome se succederà. Con buona pace di tutti i corvi e gli avvoltoi.

Perdonatemi questa osservazione : ha detto...

La questione chi riguarda ?
No , riguarda i fratelli Vigano' .

Il denaro in oggetto proviene dalla Chiesa Cattolica ?
No , proviene dalla eredita' dei loro avi/genitori.

Qual'e' l'oggetto ?
Il patrimonio altrui ereditato .

Il patrimonio altrui ereditato e' oggetto di pettegolezzo ?
Sì : la sorella ha detto , si dice che il fratello sia manovrabile , si dice..

Ci riguarda ?
No , non ci riguarda .

Riguarda la nostra Fede ?
No, non ci riguarda.

Allora preghiamo perche' tra i fratelli ritorni il sereno e forse converra' non occuparcene .
Sono fatti loro .

fabrizio giudici ha detto...

E soprattutto: le accuse di mons. Viganò sono legate alle sue questioni personali? No. Sono state smentite? No. Eppure se fossero false, sarebbero smentite senza bisogno di tirare in ballo questioni personali. Chi cade in questo tranello lasciandosi distrarre dalla vera questione è un vero pirla.

Anonimo ha detto...

Della questione, pardon della lite giudiziaria tra i fratelli Viganò si era già parlato circa 7o giorni fa, quando era stato diffuso il memoriale di accuse a Bergoglio. Perdonami Mic, se non ricordo la fonte, ma si diceva, in quei giorni che i due fratelli, di comune accordo, avevano stabilito di utilizzare una parte dei loro beni per le missioni cattoliche in Africa. Poi, Lorenzo ci ripensò, prese una parte di quella cifra ed acquistò una farmacia alla figlia di una sorella. Al che Carlo Maria pensò di essere tradito dal fratello. Da qui la lite con conseguenze e strascichi giudiziari.
ora mi sembra di ricordare che chi avesse divulgato queste notizie fosse un avvocato, marito della nipote e mi sembra di ricordare che l'incartamento riguardante la notizia fosse stato inviato a Don Farinella che pubblicò il tutto sul Fatto quotidiano. Ricordo che si commentò la cosa sul blog di Tosatti, e i forumisti si domandarono cosa c'entrasse il farinella nella questione tra i due Viganò.
Ricordo anche che il fratello derubato, per così dire, è un gesuita, mentre il nunzio non lo è.

mic ha detto...

Non ricordo nulla di tutto questo. Ma anch'io sono del parere che la vicenda venga strumentalizzata per delegittimare il resto, su cui non ci sono risposte.

Anonimo ha detto...

Poniamo caso che io sia stato colto in flagranza di un reato che chiamiamo A.
Sono palesemente colpevole, ma vedo un conoscente commettere un delitto, che chiamiamo B.
Vado al commissariato a raccontare quello che ho visto, per evitare guai a molti altri.
Dato che sono preciso, dettaglio la deposizione con una serie di elementi a sostegno.
Secondo voi il commissario, che è a conoscenza della gravità del delitto B, mi ignorerebbe?
O indagherebbe, garantendo alle vittime del delitto B l'accertamento dei fatti?
Le vittime del delitto B sarebbero tutelate risolvendo tutto dicendo che io ho commesso A?
Tutto questo dando per scontato che io sia effettivamente colpevole del reato A.
Dando per scontato anche che il commissario sia leale e desideroso di far luce sui fatti.
L'opinione pubblica ritiene B un delitto grave, più di A, al netto di campagne d'odio.
Sta lì il problema: se A diventa così grave perché può delegittimare me, B non lo è?
Se il commissario c'entra con il conoscente da me visto commettere B e l'opinione pubblica non deve sapere troppo di B, una folla spinge perché il mio A diventi grande così...
Tanti saluti all'etica, alla democrazia, all'informazione, alla giustizia e alle vittime!
Tanti saluti ai valori fondativi della cultura che rendo culto all'uomo nella sua libertà.
Tanti saluti qui, nei nostri processi avviati, in cui il tempo è superiore allo spazio.
Poi il tempo scadrà e lo spazio diventerà quello di un faccia faccia senza coperture.
Il mio A resterà quel che già si sapeva, ma di B sapremo che in Sede Opportuna era noto.
Eh la "salus animarum" che sciccheria... Persino chi commette A cerca di salvare chi fa B.
La verità rende liberi: non si può passar secoli a tradurre le parole per il Comodo nostro.
Com'è che aveva detto il Nazareno di certi modi, anche se non c'era il registratore?
Si, misericordiosamente, con tutta la pazienza del caso, ma si resta fuori dalla porta.
Anzi, Lui che è così amato dai misericordiosi, è arrivato persino a dir "non vi conosco".
E per chi resta fuori, nemmeno un centro d'accoglienza: no, solo pianto e stridor di denti.

irina ha detto...

"... il fratello derubato, per così dire, è un gesuita,..."

il fratello...è un gesuita

gesuita

Anonimo ha detto...

USA, ROMA: TE LA DO IO LA SINODALITÀ.
http://www.marcotosatti.com/2018/11/17/usa-roma-te-la-do-io-la-sinodalita-la-trappola-ai-vescovi-usa-preparata-da-wuerl-cupich-e-il-vaticano/

Anonimo ha detto...

Germania. Il Vaticano dà il via libera al rettore gesuita pro Lgbt

https://www.aldomariavalli.it/2018/11/17/germania-il-vaticano-da-il-via-libera-al-rettore-gesuita-pro-lgbt/

Aloisius ha detto...

Come al solito Bergoglio sfugge, non risponde nel merito alle accuse.
Stessa cosa con i dubia.
O fa rispondere ai suoi lacche', chierici e laici, oppure tace e fa tirare fuori accuse che non c'entrano nulla col merito, evitando di rispondere.

Predica misericordia e dialogo e si comporta da tiranno ipocrita.

E questo sarebbe l'esempio di comportamento cristiano?

Se il vicario di Cristo in terra insegna questo comportamento disonesto e scorretto, cosa potranno fare gli altri della.gerarchia e i fedeli

Un papa dovrebbe insegnare e confermare nella fede anche con il suo comportamento.
Ma anche sotto tale profilo non vedo nulla di spirituale e cristiano in Bergoglio, non lo seguirei nemmeno se fosse un capo di partito.

irina ha detto...

Avendo letto una breve sintesi della pregressa questione tra i fratelli Viganò, capisco che il provenire da famiglia più che benestante sia per il povero Nunzio Carlo Maria una colpa originale imperdonabile agli occhi della Junta al comando.

Anonimo ha detto...

È ricco di spirito il Viganò, non solo di denaro.