sabato 10 novembre 2018

Sequestrato dalla polizia mons. Shao Zhumin, vescovo di Wenzhou

Indice dei precedenti sulla questione cinese qui.

Subirà isolamento e indottrinamento per 10-15 giorni. I fedeli domandano preghiere a tutta la Chiesa nel mondo. Mons. Shao è riconosciuto dalla Santa Sede, ma non dal governo. Nella diocesi comunità ufficiale e sotterranea sono unite. Proibito a sacerdoti ufficiali di andare a rendere omaggio a tombe di sacerdoti e vescovi sotterranei. Divieto di partecipazione a messa e catechismo per i giovani sotto i 18 anni. La Chiesa deve rimanere “indipendente” nonostante l’accordo sino-vaticano.
Roma (AsiaNews) – Il vescovo di Wenzhou (Zhejiang), mons. Pietro Shao Zhumin, è stato sequestrato dalla polizia questa mattina alle 9 e verrà tenuto lontano dalla diocesi per “10 o 15 giorni”.
Di solito tali sequestri che avvengono contro la volontà del vescovo, vengono definiti dalla polizia come dei “periodi di vacanza”. Essi in realtà sono periodi di interrogatori e indottrinamento. I fedeli della diocesi hanno invitato tutte le comunità e la Chiesa nel mondo a pregare per il vescovo.
Mons. Shao, 55 anni, appartiene alla comunità non ufficiale, non riconosciuta dal governo, ma egli è riconosciuto dalla Santa Sede come vescovo di Wenzhou. Negli ultimi due anni, è stato portato via dalla polizia almeno 5 volte. L’ultima volta è stato nel maggio 2017 e liberato dopo 7 mesi.
Essendo un vescovo “sotterraneo”, nei periodi di sequestro egli viene spinto a sottomettersi alla politica religiosa della Cina, che esige la registrazione presso il governo e l’appartenenza all’Associazione patriottica (Ap). Ma tale appartenenza implica l’adesione al progetto di una Chiesa “indipendente” [dalla Santa Sede], che mons. Shao rifiuta. Anche la Lettera ai cattolici cinesi di Benedetto XVI giudica lo statuto dell’Ap come “inconciliabile con la dottrina cattolica”.
Pur essendo un vescovo “sotterraneo”, mons. Shao è apprezzato anche dalla comunità ufficiale La comunità cattolica di Wenzhou ha circa 130mila fedeli, più di 80mila appartenenti alla comunità non ufficiale; i sacerdoti sono 70, divisi equamente fra i due rami. Per decenni la Chiesa di Wenzhou è stata fortemente divisa. Ma ormai le due comunità operano insieme.
Nella Chiesa unita di Wenzhou, anche i sacerdoti ufficiali subiscono restrizioni e controlli. Durante l’ottavario dei defunti, ai sacerdoti ufficiali è stato proibito di visitare la tomba di alcuni sacerdoti e vescovi sotterranei, molto stimati da tutti i fedeli.
Nelle chiese ufficiali e non ufficiali, alla domenica, la polizia proibisce ai minori di 18 anni di entrare in chiesa e vigila che non ci sia catechismo domenicale.
Dopo l’accordo fra Cina e Vaticano sulle nomine dei vescovi l’Ap ha incrementato i controlli e la persecuzione contro le comunità sotterranee, e ha ribadito negli incontri con il clero ufficiale che la Chiesa cinese rimane “indipendente”, nonostante l’accordo.

6 commenti:

irina ha detto...

La superbia, gemella siamese dell'ignoranza, porta l'essere umano a montarsi la testa; si diventa così sbruffoni e quando si parla non si è più veicolo della parola di Dio, Uno e Trino, ma si pretende da Dio, Uno e Trino, che convalidi le proprie parole pronunciate a vanvera, facendo diventar bianco ciò che è nero, facendo diventar buono ciò che è cattivo. Una magia degli ottusi, che neanche si son dati pensiero di imparare i primi rudimenti del mago vero. E vanno dietro al mondo nel pensier fingendosi che lo stanno guidando.

Anonimo ha detto...

Ma come il grande liberatore e assertore dei diritti di Dio non aveva ottenuto la libertà della Chiesa cinese?

Silente ha detto...

Già, ma il Regnate Pontefice (?) vuole a tutti i costi l'accordo con i comunisti cinesi. Al Regnante Pontefice (?) non frega nulla della persecuzione dei cattolici cinesi, come non gli frega nulla della vita di Asia Bibi messa in pericolo dalla ferocia musulmana (di tutti i musulmani: non esistono "musulmani moderati"), dei cristiani in Siria sotto attacco dei "ribelli moderati" anti-Assad (altra bufala, non esistono "ribelli moderati") finanziati, armati, appoggiati dall'Arabia Saudita, da Israele, dagli USA. Al Regnate Pontefice (?) non frega nulla dei cristiani assassinati in Egitto dai Fratelli Musulmani.
Al "Regnate Pontefice" non frega nulla dei "principi non negoziabili" e in particolare di milioni di bambini assassinati con l'aborto.
Al Regnante Pontefice (?) importa invece, e moltissimo, degli invasori afro-musulmani, parassiti sociali, potenziali criminali o terroristi aiutati da settori della Chiesa nella loro immigrazione clandestina (rectius: invasione).
Al Regnate Pontefice (?) interessano i sodomiti, i genderisti e poi i nemici della famiglia, gli antinatalisti, ambientalisti alla Jeffrey Sachs, uno degli ispiratori occulti della famigerata Laudato si', o filoabortisti come la ministra olandese dello sviluppo Lilianne Ploumen, ministro dello sviluppo che, quando Trump decise di tagliare i fondi alla criminale International Planned Parenthood Federation (300.000 aborti solo negli USA) decise di erogare 10 milioni di dollari del bilancio pubblico belga a questo immondo sodalizio. Forse per questo la Ploumen è stata insignita dal Vaticano dell'Ordine Pontificio di San Gregorio Magno.
C'è una oscura cappa, un ombra mefitica e infera che sembra quella di Mordor sulla cupola di San Pietro.
Silente

Sacerdos quidam ha detto...

Abbiamo già dovuto subire negli anni 1969-1970 la fallimentare ostpolitik di Paolo VI e Casaroli, ripetere ora gli stessi errori con gli astuti criminali del partito comunista cinese è pura follia. Errare humanum est, perseverare diabolicum.

Aloisius ha detto...

Siccome chi guida la Chiesa non è folle e conosce bene la storia, ne deriva che questa perseveranza nell'errore e' diabolica.
Non stoltamente diabolica, ma deliberatamente diabolica.
Perseverano negli errori per tentare di distruggere la Chiesa vera e far prevalere quella falsa, serva del mondo.

Errori dottrinali deliberati e reiterati, errori nella tutela della cristianita' e dei cristiani nel mondo, come perfettamente scritto da Silente.
Per effetto di questo scellerato accordo, la Chiesa cinese e' ora divisa in ufficiale e non, e il risultato e' una persecuzione più facile.
E' infatti noto che l'unione fa la forza e che chi vuole sottomettere i nemici, prima tenta di dividerli.
Intanto non hanno nemmeno pressato il governo italiano per far portare in Italia quella santa di Asia Bibi, come chiesto dalla famiglia com'era giusto che fosse.
Forse il Vaticano attende che i mussulmani riescano ad ucciderla, per levarsi di torno questo fastidioso ostacolo al "dialogo" con l'islam.


mic ha detto...

http://www.asianews.it/notizie-it/La-vergogna-verso-mons.-Shao-Zhumin,-vescovo-sequestrato-dalla-polizia-45462.html