venerdì 20 dicembre 2019

L'italiano è la quarta lingua più studiata nel mondo. Prima del francese

Il cinese coinvolge miliardi di persone e oggi attrae soprattutto per motivi di lavoro e scambi commerciali. Cionondimeno, la lingua italiana scala le classifiche di gradimento per il fascino musicale, l’attrattiva del cinema, l'opera lirica, la moda, la cucina, l'arte e il fascino generale. Vedi anche qui - quiqui

Viaggiando all'estero è facile accorgersene: la maggior parte degli stranieri che provano a parlare italiano non riesce in realtà ad andare oltre a mamma, pasta, pizza e ciao, aggiungendo al tutto un convulso gesticolare di mani e dita che non fa più ridere da almeno una ventina di anni. Eppure la nostra lingua sarebbe pronta a prendersi una bella rivincita a livello mondiale: secondo i risultati della classifica stilata sullo scorso anno scolastico dalla rivista Ethnologue di Sil International l'italiano sarebbe di fatto la quarta lingua più studiata al mondo. Dopo l'inglese, lo spagnolo e il cinese, certo, ma prima del francese.
Un boom iniziato sin dal biennio 2014-2015, e che a portato ora a raggiungere il traguardo degli oltre 2,1 milioni di studenti stranieri impegnati sui loro libri di italiano. Merito anche dei numerosi Istituti Italiani di Cultura che hanno promosso all'estero la bellezza e la ricchezza della nostra lingua.
Numeri particolarmente interessanti, insomma, soprattutto se confrontati con quelli a livello europeo: nell'ambito dei soli Paesi dell'Unione, infatti, l'italiano scende al sesto posto della graduatoria, preceduto nell'ordine da inglese (studiato dal 97,3% degli alunni delle scuole secondarie), francese, tedesco, spagnolo e addirittura russo.
Certo, distaccandosi dai banchi di scuola, e fermandosi a una semplice graduatoria delle lingue più parlate del mondo, il nostro caro italiano precipita clamorosamente alla posizione numero 21, ovviamente per ragioni di proporzioni rispetto a nazioni ben più grandi. Ma riesce ugualmente a detenere un curioso primato. Se a livello globale sono “solo”, si fa per dire, 67 milioni le persone in grado di esprimersi nella nostra lingua, è anche vero che viene parlata come madrelingua – all'interno di alcune comunità - in ben 26 nazioni differenti: un effetto ancora figlio delle forti migrazioni dei nostri connazionali dello scorso secolo. [Fonte]

3 commenti:

Anonimo ha detto...


All'estero, p.e. nei paesi di lingua inglese si nota una diffusione di termini italiani in ambito alimentare che prima non c'era:

Cappuccino, Latte, Americano (anche col K), espresso, espresso macchiato (machiato), ciabatta (forma del pane), piccolo (pomodori formato ciliegia : tomatoes piccolo), panino (al plurale: paninos), prosecco, panettone, pandoro, risotto.
In Inghilterra, a Natale, sono tanti gli inglesi di città che si strafogano di "panetoni and prosèco".
Diffondendosi il consumo di certi prodotti, si diffonde anche l'uso dei loro nomi, magari leggermente storpiato.
Forse bisognerebbe approfondire.
G.

Anonimo ha detto...

Marcello Veneziani:
Un Paese sospeso
Come definire l’Italia nel passaggio di consegne dal 2019 al 2020? Un Paese sospeso. Come un corpo penzolante nel vuoto, come un detenuto in attesa di giudizio, come un lavoro in pausa o nell’intervallo. Come il caffè a Napoli, ma in questo caso sospeso non è un credito ma un debito. Siamo tra color che son sospesi. Italiani in lista d’attesa, aziende, banche e istituti sospesi sul ciglio del burrone, un governo (di minoranza nel Paese) che campa alla giornata, un’opposizione, di maggioranza nei consensi, che vive da tempo la sindrome della vigilia; il voto sospeso nell’aria come un conto da regolare.
....

Fabio Riparbelli ha detto...

Alla vostra cortese attenzione,




La Francia sta vietando tutti i simboli religiosi in nome della laicità dello stato, ma la laicità dello stato non significa che al suo interno tutte le religioni sono vietate, ma al contrario che tutte sono permesse, e ognuno professa quella che crede.




Distinti Saluti,

Fabio Riparbelli.