giovedì 24 gennaio 2019

Demonizzazione della virilità che mette in pericolo i ragazzi di questa generazione e di quelle che verranno se nessuno corre ai ripari

Conoscere, per non subire.
Vi proponiamo, nella nostra traduzione da LifeSiteNews, un articolo che illustra le aberranti «linee guida» della rivoluzione antropologica che avanza mietendo molte vittime senz'alcuna reazione autorevole da parte di legislatori senza etica epigoni di pastori senza fede.
Da quel che leggiamo di seguito la cosa appare più grave di quanto si potesse immaginare perché la pseudoscienza del gender si è insinuata capillarmente nelle agenzie informative e formative. Perfino la RAI - nonostante il cambio al vertice che molto lasciava sperare ma che dire deludente è poco - nella trasmissione Alla Lavagna, andata in onda due sere fa in seconda serata su Raitre, ha scelto di indottrinare i bambini attraverso vere e proprie lezioni sul cambio di sesso tenute da Vladimiro Guadagno, alias Luxuria. Non è altro che la vulgata liberal contro la virilità.... Non ci riconoscete anche l'esautorazione del padre che deriva dalla negazione di Dio?
E cerchiamo di non dimenticare cos'è la virilità: In latino, sia vir che homo significano "uomo". Ma vir riguarda l'uomo... "virile", virtuoso, serio, estraneo al sentimentalismo (attenzione: non al "sentimento", ma al "sentimentalismo"), capace di sacrificarsi, desideroso di darsi una disciplina, di sacrificarsi per un bene più alto, pronto anche al martirio. Solamente la parola vir possiede la connotazione dell'uomo eroe ed è inoltre la parola più spesso utilizzata per "marito", dove la vera famiglia è composta da un uomo e da una donna.

La American Psychological Association demonizza la virilità e mette in pericolo i ragazzi con le sue nuove ‘linee guida’

L’American Psychological Association (APA) – l’associazione di psicologi più grande e professionale degli Stati Uniti – sta promuovendo le sue nuove, dannose Linee guida per la pratica psicologica coi ragazzi e con gli uomini., basate su definizioni e nozioni non edotte dal mondo della scienza bensì raccapezzate dalla cultura di massa pervasa dalle ideologie LGBT.

Non vi è niente di familiare o di rassicurante da cercarvi. Il messaggio principale che l’APA vuole imporre a tutti è che i suoi esperti sono arrivati alla conclusione secondo la quale “la virilità tradizionale… è, nel complesso, dannosa”.
Cos’è il genere negli anni Dieci del XXI secolo?”, si chiede il Dottor Ryon McDermott, psicologo dell’università dell’Alabama del Sud, uno di coloro che hanno collaborato alla stesura delle bozze delle linee guida per gli uomini. “Non è più la mera dimensione binaria maschio-femmina”.
McDermott, in un’eloquente dichiarazione in chiusura dell’articolo dell’APA che introduce le nuove linee guida, lascia trapelare il vero motivo segreto dell’associazione: “Se riusciamo a cambiare gli uomini, riusciremo a cambiare il mondo”.
È esattamente ciò che l’APA si propone di fare col suo sconvolgente documento di 16.000 parole, che coniuga una terminologia altamente tecnica col gergo dei guerrieri della giustizia sociale.

Come uomo che ha trattato l’attrazione tra persone dello stesso sesso per tutta la vita e che ha una grande familiarità col mondo LGBT, riesco a vedere le linee guida dell’APA per quello che sono: un tentativo diabolico di minare non solo la mascolinità, ma la famiglia, il matrimonio e la legge naturale. E le persone maggiormente danneggiate da queste nuove raccomandazioni saranno quelle che sono più vulnerabili all’interno della nostra società, vale a dire i ragazzi.

Sembra quasi che l’APA voglia convincere i ragazzi e gli uomini a sentirsi a disagio con se stessi, inducendoli a mettere in questione quotidianamente ogni loro pensiero, impulso e azione e la loro stessa natura. “L’ideologia maschile tradizionale”[1] viene dipinta come una realtà problematica, contrariamente all’omosessualità, alla bisessualità e al transessualismo.
Delegittimando la virilità tradizionale, l’APA cerca di creare un contesto sociale più accogliente per la fioritura del mondo LGBT.

I termini presentati all’inizio delle linee guida stabiliscono il tenore dell’intero documento. L’elemento più raccapricciante è l’inclusione del termine “cisgenere”, che l’APA utilizza attualmente per riferirsi alle persone il cui sesso biologico è in linea con la loro “identità di genere”, come se ciò si trattasse di una condizione umana anormale.

L’“eteronormatività” della società viene attaccata per costruire false supposizioni sulla natura del maschio, e viene criticata per il fatto che creerebbe uno “stress da minoranza” nei “gay, nei bisessuali, nei transessuali, e negli individui non conformi col loro genere”, i quali potrebbero sentirsi “costretti ad adottare ruoli maschili dominanti”.

Il diabolico attacco dell’APA contro i ragazzi

Quando ero ragazzo – tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta – ho sperimentato il tormento dell’attrazione per persone dello stesso sesso e ho dovuto accettare un certo grado di incertezza sulla strada che la mia vita avrebbe preso e perché. Ma almeno, all’epoca, potevo sapere entro certi limiti cosa avesse in serbo il futuro per me, poiché tutti intorno a me ribadivano una verità molto semplice: sarei cresciuto, sarei diventato un uomo, mi sarei sposato e avrei avuto una famiglia.

Oggi i giovani ragazzi non godono più di questa certezza, perché il mondo adulto che li circonda – con il gran contributo dell’APA – gli sta togliendo il terreno di sotto i piedi. Oggi si piazza sulla virilità un’etichetta di avviso di alto pericolo, non però sulle deviazioni dalla “maschilità tradizionale”.
Questo – portato alle sue logiche conclusioni – è il discorso che l’APA vuole indurre i genitori a trasmettere ai loro figli:
  • Potresti diventare gay; 
  • Potresti diventare bisessuale; 
  • Potresti diventare androgino; 
  • Potresti diventare un travestito o un transessuale, come quella gente strana che ti legge racconti nelle drag queen story hours [2] in biblioteca; 
  • Essenzialmente, potresti diventare donna; 
  • Quando sarai grande potrai decidere di farti amputare chirurgicamente il pene, di prendere ormoni e farti crescere il seno. Addirittura, puoi anche già assumere degli inibitori della pubertà [3] se ti va; 
  • Puoi sviluppare un’identità sessuale che nessuno ha mai concepito prima e decidere da te di che cosa si tratti. 
Ah, dimentivavo, esiste anche un’altra possibilità:
  • Potresti diventare uomo – un uomo romanticamente e sessualmente attratto dalle donne che un giorno sposerà la ragazza di cui si è innamorato. Ma se lo fai, dimostri di esserti “conformato alle norme maschili”, che secondo l’APA sono “psicologicamente dannose” e quindi non buone per la società.
Tutto ciò che un tempo si dava per scontato – una fonte di grande conforto e rassicurazione mai messa in questione – sembra oggi una realtà lontanissima.
Gli adulti di cui un ragazzo si fida di più – i suoi genitori, i suoi insegnanti, i suoi parenti adulti e i suoi vicini – sono oggi ammaestrati dai 117.500 “esperti” psicologi dell’APA, che raccomandano loro di sottrarre ai loro ragazzi l’“ideologia maschile tradizionale” e di nascondere la verità sulla sua natura assolutamente biologica. Facendo questo, si sentono sofisticati e “a posto”.
Forse sono indotti a temere che in futuro i loro figli – in un’epoca più avanzata della vita – possano rinfacciare loro: “Mi sentivo differente e nessuno mi ha capito e appoggiato”. Ma in questo modo sacrificano il 98% dei ragazzi che non sperimentano mai attrazione per persone dello stesso sesso, a favore di quella percentuale infinitamente inferiore – il 2% – che sperimenta confusione (di solito temporanea) riguardo la propria identità sessuale.
Come osa l’APA far questo ai ragazzi e ai giovani uomini? Demonizza la “maschilità tradizionale” affermando che è estremamente destabilizzante per i ragazzi.

Non solo, ma è anche terribile minare la virilità dei padri dei ragazzi e delle altre figure maschili adulte importanti che li circondano, inducendoli a mettere in questione i valori più importanti che possono trasmettere ai loro figli.

Dopo l’annuncio della pubblicazione delle nuove raccomandazioni, l’APA ha sperimentato un’immediata reazione contraria e ha pubblicato un secondo articolo in cui fa leggermente marcia indietro, ma il dado è tratto. Ormai possiamo stare sicuri del fatto che si tratta dell’ennesima associazione progressista che vede la virilità come un elemento “tossico”.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]
______________________
[1] Con linguaggio orwelliano che impianta una realtà invertita, viene falsamente definita ideologia ciò che è legge naturale [N.d.T.]
[2] Le drag queen story hours sono ore dedicate alla lettura di racconti ai ragazzi da parte di drag queens (artisti omosessuali o transessuali che si esibiscono in spettacoli travestiti da donna e truccati in modo appariscente) nelle biblioteche, nelle scuole e nelle librerie. [N.d.T.]
[3] Originariamente utilizzati per curare ragazzi affetti da pubertà precoce, gli inibitori della pubertà sono un gruppo di medicinali – oggi comunemente usati dalle comunità transessuali per dare ai giovani tempo di “esplorare la loro identità sessuale” – che rallentano lo sviluppo delle caratteristiche proprie del sesso del soggetto al sorgere della pubertà. [N.d.T.]

13 commenti:

Japhet ha detto...

Anche il femminismo (che non è difesa del femminile ma di rivendicazioni ideologiche in un unica direzione contro tutti e tuttavia stranamente asservita all' islam) è un aspetto del cambiamento antropologico.

Lo dimostra Giulio Meotti:
Quando l’ho detto io pochi giorni fa, le femministe mi hanno sbranato e trasformato in un avvelenatore di pozzi. “Le musulmane perseguitate per rifiutarsi di indossare il velo non interessano alle femministe”. Ora a dirlo al Figaro e in un libro è una donna, una giornalista francese di origini algerine, Jeannette Bougrab. Il giochino della misoginia e del razzismo con lei è meno divertente, eh? “Il vostro falso multiculturalismo mina la libertà e l’uguaglianza sotto le spoglie del rispetto delle differenze. Non si può essere ingannati: il velo è il segno eminente del desiderio di conquista egemonica islamista. Oggi assistiamo a un aumento del numero di bambine velate in Francia”. I grandi magazzini d’Europa sono pieni di veli anche per le bimbe di tre anni. Avendo capito che non avevamo lo stomaco per fermare la sottomissione, abbiamo deciso di farci due soldi. Che miserabili.
Giulio Meotti

irina ha detto...

Negli ultimi anni di liceo le suore mandarono noi in piccoli gruppi tra i baraccati, persone che vivevano/vivono nelle baracche di legno ai limiti di tutto. Dove andai io erano baracche lungo la ferrovia, sulla via Salaria. Questi bambini avevano grandi difficoltà di apprendimento, forse fino al cretinismo e all'idiozia. Loro erano i figli nati da uomini e donne che per mestiere si vendevano, o vendevano il corpo, o la loro manovalanza, rubando ed uccidendo, o vendevano la loro intelligenza, mentendo e fingendo, dicendo e agendo il falso. Alcolisti e fumatori tutti.

Da decenni ormai lo stile di vita dei 'baraccati' è diventato stile di vita normale, accettato, che è politicamente corretto accettare. Diffuso. Ma la corruzione morale sociale incide pesantemente sulle nuove generazioni in mille modi, segnandole dal punto di vista formativo, educativo, sociale, culturale, fino ad arrivare a corromperne il patrimonio genetico.

Ora la corruzione non è più solo tra i baraccati, che forse hanno e/o stanno superando, quello stadio si è spostato con gran lustro in tutti gli ambienti sociali un tempo considerati sani. La maschera fascinosa, elegante, composta, corretta, e anche acculturata del degrado morale, nulla toglie al vizio e alle sue devastanti conseguenze sul corpo sociale; corpo sociale che viene ad essere deprivato delle sue difese immunologiche sia morali che fisiche.

Ormai vediamo che gli adulti stessi per la maggior parte sono affetti da cretinismo ed idiotismo se non da più gravi patologie. Siamo dunque davanti ad una vera e propria ricaduta nel fisico, pulito, profumato, sobriamente elegante, di cedimenti risultanti dalla pratica abituale di ogni vizio. La ragione, per prima, perde la sua forma e si sforma, si distorce. Così tra le persone adulte non si diffonde più un pensiero retto ma un pensiero distorto, generato da una mente distorta, che è nata, cresciuta ed ora opera in modo distorto. Sformato. Alterato. Malato. Finendo con il voler credere che quelli che non sono entro a questa più grande mente, che è la mentalità diffusa, siano loro che, non conformandosi a questa mentalità, sono quelli realmente 'strani' meglio, rimasti indietro nella cambiamento che la mentalità dei più ha subito negli ultimi decenni, decenni di corruzione praticata ed insegnata ed istigata.

Quindi noi ora ci troviamo con un numero imprecisato di adulti con la mente 'torta' che si riproducono, che sono arrivati nei posti dove si prendono decisioni culturali, politiche importantissime e per il presente e per il futuro, leggi i bambini da crescere SANI ed EDUCATI, cioè FORMATI IN MODO SANO, RETTO. Il che fare? trova risposte fiacche, in particolare perchè dobbiamo trattare con con una generazione di genitori, spesso anche nonni, segnati dalla corruzione, diventata follia sociale ma, pur sempre contemporanea mentalità diffusa, cioè al passo dei tempi.

Non ho altra alternativa da porgere di quello che ho imparato vivendo, cioè Pregare. Creare l'alternativa, scuole, ritrovi per il tempo libero di adulti e dei giovani dove si PARLI UN'ALTRA LINGUA dove al suono della parola corrisponda la VERA sostanza di quello che si intende.

Siccome si tratta di mentalità, che è formata dal contributo dei pensieri, delle parole e delle azioni di ognuno di noi, è importante che ognuno quando si relaziona con se stesso e con gli altri sia mosso dalla VERITA', dalla GIUSIZIA e dalla CARITA'.

Questo impegno riguarda anche il blog, ogni singolo commento è una pietra che costruisce le mura della città santa, speriamo. Un tentativo almeno di far barriera contro l'onda lunga del Male.

irina ha detto...

"...corrisponda la VERA sostanza di quello che si intende."

Meglio: "...corrisponda la VERA sostanza di quello che la parola dice."

Japhet ha detto...

Il mondo crede di farsi umano senza Cristo? Sarà la disgregazione totale, la bestialità, la morte senza speranza. Non c'è altra salvezza che in Gesù: la messa, la preghiera, il rosario.
Monsignor Robert Hugh Benson

Marisa ha detto...

"Cisgenere"??
ALLARME: è quando iniziano a usare l'antilingua per veicolare i concetti della perversione.

Quanto alla delusione sul fatto che nulla è cambiato in RAI pur con il cambio del vertice, va anche detto che molti palinsesti erano già programmati da tempo e quindi ci vorrà un po' di tempo. O così mi auguro.

Anonimo ha detto...

Alla fine ci toccherà ridefinire la sindrome di Stoccolma. Dopo aver sospeso l’assegnazione del Nobel in seguito alla bufera per le presunte molestie sessuali che ha coinvolto il marito di una giurata dell’Accademia svedese, dopo aver stanziato quasi mezzo milione di dollari in “filmati di educazione sessuale” (disponibili in lingue diverse dall’arabo al somalo fino al persiano, il curdo e l’inglese, per spiegare il sesso agli immigrati), dopo essersi inventati l’asilo Egalia dove ci si rivolge ai bambini col pronome neutro “hen” (inventato di sana pianta negli anni Sessanta dagli antesignani della teoria del gender e approdato nell’enciclopedia nazionale svedese nel 2012), dopo tutto questo, nella mecca dell’uguaglianza di genere, il maschio pare ormai spacciato.
....
https://www.tempi.it/la-sindrome-del-maschio/

mic ha detto...

Delirio boldriniano al Parlamento europeo: “La parola uomo va abolita”

La neolingua buonista che tendiamo facilmente a sbeffeggiare, sembra ammaliare anche le istituzioni che dovrebbero anteporre la correttezza lessicale ai deliri fantascientifici. D’altronde, l’imbarazzante paura di essere accusati delle peggiori nefandezze, porta spesso politici e organi di informazione alla schizofrenia verbale, con rocamboleschi tentativi di apparecchiarci neologismi improbabili e stravolgimenti terminologici pur di allinearsi al verbo politicamente corretto, che fa spesso rima con grammaticalmente scorretto.
Ecco allora che non stupisce più di tanto quanto sembra aver partorito il Parlamento europeo, come riportato dal Telegraph. Il quotidiano britannico giustamente pone l’accento sulla mossa “politicamente corretta” dei funzionari di Bruxelles, che stanno tentando di eliminare l’uso di parole come mankind e manpower (umanità e manodopera), sostituendole con termini più neutrali rispetto al genere maschile come humanity e staff. Il significato dei vocaboli in questione è praticamente identico, ma è evidente il tentativo di eliminare la parola man, uomo, pur di far entrare in uso termini accettabili secondo appunto la visione politicamente corretta. Funzionari e deputati del Parlamento, con sedi a Bruxelles e Strasburgo, hanno infatti ricevuto una guida sull’uso di un linguaggio neutrale rispetto al genere per quanto riguarda comunicazione e legislazione.
“Il linguaggio neutrale rispetto al genere o inclusivo di genere è più che una questione di correttezza politica“, recita la guida. Perché, secondo i geniali autori di questo opuscolo “il linguaggio riflette e influenza in modo potente gli atteggiamenti, i comportamenti e le percezioni”. Ma il vero e proprio attacco dei benpensanti europei è proprio all’uomo, in quanto termine impronunciabile ma soprattutto, inutile specificarlo, in quanto tale. “L’uso in molte lingue della parola ‘uomo’ in una vasta gamma di espressioni idiomatiche che si riferiscono a uomini e donne, come manpower, layman, man-made, statesmen, committee of wise men, dovrebbe essere scoraggiato”, riporta la guida consegnata ai parlamentari. “Con una maggiore consapevolezza, tali espressioni di solito possono essere rese neutrali dal punto di vista del genere”, si legge ancora. Insomma, non si tratta semplicemente di cambiare il maschile con il femminile tramite quei grotteschi neologismi di casa nostra tipo “sindaca” anziché “sindaco”. Si tratta proprio di cancellare l’uomo, perché fonte di ogni male e discriminazione. Non siamo dunque alla follia, siamo alla caricatura di un delirio sempre più pericoloso e inaccettabile.
Eugenio Palazzini
https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/delirio-boldriniano-al-parlamento-europeo-la-parola-uomo-va-abolita-99550/

Rr ha detto...

VI sembrerò terra terra, ma la maggioranza degli psicologi, per la mia esperienza professionale, è “fuori di testa”. L’ultimo caso, visitato per “tachicardia”, in realtà “crisi d’ansia”, pochi giorni fa. E la persona in questione, fresca di laurea in psicologia e figlia di psichiatra (sic) vuol lavorare con i tossicodipendenti !!!
Questo in Italia, ma non credo che in USA, visto le cretinate che van scrivendo da 20 anni a questa parte, siamo molto migliori.

PS : in USA la maggior parte degli psicologi/psichiatri appartiene ad una “minority” che, stranamente, ha una prevalenza di omosessuali maschi e femmine ben più alta di quella della “ majority”.
A buon intenditor...

Anonimo ha detto...

Perché l’Occidente ha paura della Virilità?
...
Cosa sta succedendo?
La soluzione a questa domanda si trova in due risposte, che sono le seguenti:

1. “qualcuno” sta cercando di mettere gli uomini contro le donne perché il famoso divide et impera non passa mai di moda e, soprattutto,
2. questo “qualcuno” sta cercando di svirilizzare gli uomini per renderli deboli e pieni di paure in modo da trasformali in delle vacche da poter facilmente dirigere e mungere a piacimento.

Un uomo virile, infatti, per natura è sempre combattivo, non si sottomette, è orgoglioso, non è preda dei desideri e non ha paura (o almeno fa di tutto per non averne). Tutti fattori che il Sistema in cui viviamo — che tutto e tutti vuole controllare — non può permettere che prendano piede giacché, lì dove essi sono presenti, diventa impossibile trasformare un individuo in un consumatore.

Ma siamo sicuri di sapere che cos'è veramente la virilità?

Che cos'è la virilità
Capire che cos'è la virilità, dunque, è estremamente importante. Senza virilità, infatti, siamo tutti condannati a diventare, inevitabilmente, schiavi del Sistema, altrimenti chiamati consumatori. Ma, attenzione: come adesso vedrete, la presenza della virilità è importante anche per il mondo femminile e, soprattutto, nulla ha a che fare con i concetti stereotipati che si sono affermati finora — specie da parte di alcuna intellighenzia progressista — riguardo alla vera natura dell’essere virile. È proprio per questa sua centrale importanza che la virilità è uno dei punti centrali del mio prossimo libro, in uscita a marzo, intitolato Manuale di resistenza al Potere (Uno Editori).

La parola “virilità” deriva dal latino vir che a sua volta era legata alla parola virtus da cui l’italiano “virtù”. Che cos'era dunque, nel mondo antico, la virtus? Gli Antichi Romani chiamavano Virtus la divinità che rappresentava la personificazione della forza e del coraggio. Dunque i Romani chiamavano “virile” l’uomini che si dimostrava forte e coraggioso. Ed è, infatti, questo il vero significato dell’essere virile: essere forte e coraggioso. Come potete vedere, dunque, è un modo di essere che può riguardare anche le donne.
....
https://medium.com/@ItPutrino/perché-loccidente-ha-paura-della-virilità-aa97ca2a5aa1

Anonimo ha detto...

Tra i tanti fenomeni emergenti di questi ultimi anni c’è sicuramente la crisi dell’uomo, inteso come maschio. È debole, stanco, demotivato, passivo, solo. E triste. Alcuni uomini sono depressi, insicuri, ansiosi; sperimentano un senso di inadeguatezza sia in famiglia che sul lavoro, che con gli altri uomini. Hanno una scarsa autostima e poca fiducia in sé e nelle proprie capacità; si sentono timidi, paurosi, deboli. Le ricerche dicono che aumenta l’impotenza maschile, l’ansia da prestazione sessuale, l’infertilità maschile e rilevano persino una graduale riduzione del desiderio sessuale e del livello di testosterone, l’ormone maschile. È una crisi di virilità. Intesa come disponibilità a rischiare la vita per salvarla, per salvare l’onore (cioè la dignità umana), per la fedeltà ai propri valori; intesa come assertività, coraggio, fortezza. La crisi della virilità è per l’uomo una crisi d’identità: egli non sa più chi è, come è, come dovrebbe essere e come lo vogliono gli altri. Ci prova, ad accontentare tutti, ma non funziona: sembra che nessuno sia contento di lui. E questo lo fa soffrire. È una crisi inedita nella storia dell’umanità. Non è mai accaduto che così tante persone restassero senza risposta davanti agli interrogativi: «Chi sono? Qual è il mio ruolo? Qual è il mio posto nel mondo?».
http://www.sugarcoedizioni.it/quello-che-gli-uomini-non-diconoroberto-marchesini/

Certamente la crisi economica ci sta logorando ma esiste un altro tipo di crisi forse ancora più devastante, la crisi antropologica. L’uomo moderno da molto tempo ha perso i riferimenti ideali a cui ispirarsi, in particolare l’uomo inteso come maschio. Infatti non sono pochi i maschi che non sanno più chi sono, qual è il loro ruolo, il loro posto nel mondo. Capita spesso incontrare uomini depressi, insicuri, ansiosi. Uomini che sperimentano un senso di inadeguatezza, sia in famiglia che sul lavoro. Uomini che si sentono paurosi, timidi, deboli, fino ad arrivare all’impotenza, alla riduzione del desiderio sessuale. In fondo c’è una crisi della virilità, lo scrive Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta, in un ottimo volumetto, “Quello che gli uomini non dicono”. Sottotitolo: La crisi della virilità”, Sugarcoedizioni (2011, Milano).

Nella storia dell’umanità, quella della virilità, è una crisi inedita, non era mai accaduto per il professore Marchesini. Nel nostro tempo, la vita per gli uomini non è facile; la civiltà é femminile mentre la barbarie è maschile.“Tutto ciò che ha un vago odore di virilità suscita disgusto e disprezzo. Sembra che meno testosterone c’è in giro, meglio è”. Per essere apprezzati oggi gli uomini devono essere liberi dai conflitti, attenti ai sentimenti, in pratica un uomo non virile, quasi castrato. Marchesini fa riferimento alle scuole svedesi dove i bambini pare siano obbligati a fare la pipì seduti sul water, anziché in piedi, perché sarebbe antigienica, volgare e naturalmente maschilista. Mentre nelle scuole elementari, sono state proibite una serie di espressioni ritenute offensive e discriminatorie, come,“comportati da uomo”.
...
https://www.ilcattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/gli-amici-scrivono/la-crisi-della-virilita-nel-maschio-italiano.html

irina ha detto...

Tornando dalla spesa ho visto un giovane ed una giovane, che venivano lievi dalla direzione opposta, il braccio di lei sotto il braccio di lui che finiva nella tasca del suo cappotto, entrambi capelli un po' mossi sul rosso chiaro lui, lei biondo scuro, scarpe da ginnastica, lui parlava, lei ascoltava, ascoltava con la bocca semiaperta, espressione attenta come se fosse in ascolto del misterioso e del rivelato. Mezzo passo avanti, lui guidava il discorso e lei.

Anonimo ha detto...

https://bari.ilquotidianoitaliano.com/politica-2/2019/01/news/comune-compra-opuscolo-su-masturbazione-e-teorie-transgender-per-le-scuole-carrieri-e-caradonna-pornografia-229184.html/

Anonimo ha detto...

Leggendo tutti i commenti mi sono chiesta:" ma Dio dove l'avete lasciato??" c'è una sola risposta a tutti i vostri attenti e giusti commenti:" abbiamo baipassato la cosa più importante x la sopravvivenza del genere umano, quello di piegare le ginocchia davanti a Cristo Gesù! La fede, l'unica fonte sicura ormai dismessa! Riprendiamo in mano da subito la bibbia e la pratica della messa quotidiana ... Insegnando il Catechismo della chiesa cattolica dapprima ai nonni, ai genitori, agli zii, agli educatori e via via continuando.. La famiglia è una piccola cellula della società. Ergo, nn è vero che a formare i nostri figli ricada la responsabilità sulla società, ma bensì sulla famiglia (senza Dio) !! Dobbiamo essere più forti di fronte a queste malsane ideologie ... Impugnare la Santa Croce, il Santo rosario, la Santa Messa è partiamo x la Santa crociata. Nn v'è altro mezzo x la nostra salvezza!! CREDETEMI.