martedì 15 gennaio 2019

Romano Amerio (Lugano, 17 gennaio 1905 – Lugano, 16 gennaio 1997)

Un Requiem per il grande Romano Amerio
l'indimenticabile autore di 


La sua tomba si trova nel cimitero di Lugano (Svizzera) 

7 commenti:

Anonimo ha detto...


In ricordo di Romano Amerio.

Da Iota Unum, par. 58 Santità della Chiesa. IL principio dell'apologetica.

"È dogma di fede, e sta nel simbolo,che la Chiesa è santa ma ardua è la definizione teologica di tale santità. Né qui si questiona il concetto di santità canonizzata, il quale certamente variò nei secoli: la santità di sant'Enrico II imperatore differisce indubbiamente da quella di san Giovanni Bosco e la santità di Giovanna d'Arco da quella di Teresa di Lisieux. Inoltre, non combaciano certo le virtù in grado eroico canonizzate e la santità che è inerente a tutti i graziati in quanto tali.
Come il peccato dei battezzati non pregiudichi alla santità della Chiesa è spiegato in Summa theol., III, q. 8, a. 3 ad secundum e nel tridentino "Cathechismus ad parochos" nella sezione del simbolo, ma rimane nozione implessa che soltanto una distinzione rigorosa può render chiara. Conviene infatti distinguere bene l'elemento naturale da quello soprannaturale che produce la nuova creatura, l'elemento soggettivo da quello oggettivo, l'elemento storico da quello soprastorico che vi opera dentro."

Continua poi l'Autore: 1. è oggettivamente santa perché è il corpo di cui ilcapo è l'uomo-Dio. Congiunta al Capo diviene essa pure teandrica; 2. è oggett. santa perché possiede l'eucaristia, che è il Santissimo per essenza e il Santificante per essenza: tutti i Sacramenti sono una derivazione eucaristica. 3. è santa perché possiede in modo infallibile e indefettibile la verità rivelata. E in questo è da collocare il principio medesimo dell'apologetica cattolica: la Chiesa non può esibire nel suo corso storico un'irreprensibiile sequela di azioni conformi alla legge evangelica, ma può allegare un'interrotta predicazione della verità: la santità della Chiesa è da ricercare in questa non in quella. Perciò gli uomini che appartengono alla Chiesa predicano sempre una dottrina superiore ai loro fatti. Nessuno può predicare se stesso, sempre deficiente e prevaricatore, ma soltanto reinsegnare la dottrina insegnata dall'uomo-Dio. Anche la verità dunque è un costitutivo della santità della Chiesa, perpetuamente attaccata al Verbo e perpetuamente contraddicente alla corruttela, compresa la propria.

Soggettivamente, la santità si rivela nella santità dei suoi membri, cioè in tutti quelli che vivono nella grazia come membra vive del corpo mistico. E in particolare nei suoi membri canonizzati, che non mancarono nemmeno 'nel secolo della depravazione paganeggiante del Papato': Caterina da Bologna, Bernardino da Feltre, Caterina dei Fieschi, Francesco da Paola, Giovanna di Valois, oltre a riformatori come Gerolamo Savonarola (m. nel 1498).

INoltre: "non sono i cristiani che fanno santa la Chiesa, ma la Chiesa i cristiani".

[a cura di PP]































irina ha detto...

"... Nessuno può predicare se stesso, sempre deficiente e prevaricatore, ma soltanto reinsegnare la dottrina insegnata dall'uomo-Dio..."

"...ma soltanto reinsegnare la dottrina insegnata dall'uomo-Dio..."

"...ma soltanto reinsegnare la dottrina insegnata dall'uomo-Dio..."

"...ma soltanto reinsegnare la dottrina insegnata dall'uomo-Dio..."

Epiphanio ha detto...

Ciò che mi stupisce e mi ha stupito della scoperta della Tradizione della Chiesa è la volontà de nascondere questo immenso tesoro. E dico intenzionalmente "volontà" perché è lì dove si trova la ragione di un tale nascondimento, di una tale rifondazione dottrinale della Chiesa.
Grazie PP per rinfrescare la citazione.

Anonimo ha detto...

La grazia del Signore sia sempre con te!
«Non sarà coronato, dice lo Spirito Santo,
se non chi avrà legittimamente combattuto». Combatti, dunque, da forte e avrai il premio
che Dio ha riserbato alle anime forti.
Sii paziente, dunque, ed attendiamo fiduciosi l’ora del trionfo. Stiamo sempre uniti
in un solo spirito dinanzi a Gesù.
Padre Pio

Anonimo ha detto...

Segnalo due contributi di Vatican Insider:
1)Lisa Palmieri-Billig (rappresentante in Italia e di Collegamento presso la Santa Sede dell’AJC - American Jewish Committee):
**Relazioni cattolico-ebraiche, anniversari portentosi ricordando il cardinale Bea
Un anno accademico per onorare i pionieri della Nostra Aetate al Centro intitolato al porporato per gli Studi giudaici della Pontificia Università Gregoriana**, dove si ricordano i rapporti Bea-Heschel (Nella sua ricerca su **Abraham Joshua Heschel e Nostra Aetate: modellare la riconsiderazione cattolica dell'ebraismo durante il Vaticano II**, Joshua Furnal afferma: «Senza Rabbi Heschel dubito che Nostra Aetate sarebbe quella che conosciamo oggi». E oggi si propone **Riscrivere Nostra Aetate oggi**, a cui hanno dato il loro contributo, vario e a tratti provocatorio, Prof. Israel Yuval (Israele), Renè Dausner (Germania) e Saretta Marotta (Italia),
2) Marco Roncalli, **Concilio, 60 anni fa l’annuncio di Giovanni XXIII: una decisione ispirata per aggiornare la Chiesa. Il 25 gennaio 1959 il «gesto di tranquilla audacia» di Roncalli a San Paolo fuori le Mura**, in cui si riprendono le note anche contraddittorie ma sempre autocelebrative del diario del papa, e di suoi interlocutori.

mic ha detto...

«Il problema dell’uomo è il problema dell’adorazione e tutto il resto è fatto per portarvi luce e sostanza.»
(Romano Amerio)

Sacerdos quidam ha detto...

Lessi Iota unum da giovane sacerdote, era la prima edizione del libro, e fu importantissimo per me per capire bene la situazione nella Chiesa e le cause che avevano portato alla crisi.
Il Signore rimeriti Romano Amerio, e quanto a noi ricordiamoci di pregare per la sua anima.