mercoledì 27 gennaio 2021

Omelia del Vescovo Barron nella Messa da Requiem per i non nati

Siamo al punto che il neo-presidente Biden apostrofa come "estremisti" coloro che combattono l'aborto e uno dei suoi primi atti di governo è la promozione della traduzione in legge della sentenza Roe vs. Wade. Nello stesso tempo la speaker della camera Pelosi si dice addolorata che, nel votare Trump, i cattolici pro life, rappresentino una minaccia per la democrazia. Rammentiamo che il vescovo della sua diocesi, Salvatore Cordileone, la corregge e la invita a chiedere scusa [qui]. Intervento esemplare e coraggioso proprio nel momento in cui i sostenitori dell'ex presidente rischiano la delegittimazione delle loro idee e l'isolamento sociale. È in questo alveo che si colloca l’Omelia ripresa di seguito tenuta sabato 23 gennaio scorso da mons. Robert Barron, Vescovo ausiliare di Los Angeles, nella Messa da requiem per i non nati, presieduta da mons. José H. Gomez [vedi suo recente intervento], Arcivescovo metropolita di Los Angeles e Presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti, nella Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli. Una indubbia presa di posizione sui temi cari al Magistero cattolico. Non mancano citazioni di alcune delle sporadiche affermazioni corrette di Bergoglio, che non correggono l'inqualificabile sostegno esplicito del Vaticano ai nuovi indirizzi politici USA e loro rappresentanti. (M.G.)

Omelia del vescovo Barron nella Messa da Requiem per i non nati. “L’aborto non è un problema minore. Non c’è attacco più brutale alla vita umana di questo”
 
Miei cari fratelli e sorelle nel Signore Gesù, vorrei innanzitutto offrire una parola di gratitudine all’Arcivescovo Gomez per la sua guida qui nell’Arcidiocesi di Los Angeles e nella Chiesa degli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda la causa pro vita. In secondo luogo, vorrei ringraziare tutti voi che lavorate per anni nella vigna del Signore, sforzandovi di proteggere la vita in tutte le fasi. Che Dio vi benedica e continui a darvi forza e coraggio!
Perché combattiamo per la vita? Lo facciamo perché siamo Americani e perché siamo Cattolici. Come Cattolici sappiamo che Dio è un Dio della vita. I versetti iniziali del libro della Genesi ci dicono che il Signore crea la vita in tutta la sua meravigliosa abbondanza e diversità e dona alla vita umana una dignità unica. Inoltre, praticamente ogni libro dell’Antico Testamento conferma che Dio sigilla le sue alleanze con l’umanità con l’ingiunzione: «Siate fecondi e moltiplicatevi!» Sappiamo dal profeta Geremia che anche la vita umana non ancora nata è sacra, poiché il Signore disse a Geremia: «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo; un profeta per le nazioni che ti ho nominato».

Sappiamo, anche, che la vita dei malati e degli anziani è importante, perché il libro dei Proverbi ci dice: «Non disprezzare tua madre quando è vecchia», e il libro del Siracide dice: «Figlio mio, aiuta tuo padre nella sua vecchiaia e non rattristarlo finché vive; anche se la sua mente fallisce, sii paziente con lui». Sappiamo che la vita dei poveri e dei dimenticati conta per il profeta Isaia, trasmettendo la voce del Signore, dice: «Non è questo il digiuno che scelgo: lasciare che gli oppressi vadano liberi e rompere ogni giogo... condividi il tuo pane con gli affamati e porta i poveri senza tetto nella tua casa».

Gli stessi temi sono suonati anche nel Nuovo Testamento. Nel decimo capitolo del Vangelo di San Giovanni, lo stesso Signore Gesù dice: «Sono venuto affinché tu possa avere la vita e averla in pienezza». E questo include la vita del nascituro, perché nella storia della Visitazione, poiché apprendiamo che «dopo aver ascoltato la voce di Maria, Giovanni Battista sussultò di gioia nel grembo di sua madre». La cosa più importante, al centro della proclamazione evangelica della Chiesa è che Gesù crocifisso è stato, attraverso la potenza dello Spirito Santo, risorto dai morti. Quindi il nostro Dio è definitivamente e in modo provocatorio un Dio della vita.

Ed è per questo che, sin dai suoi primi giorni, la Chiesa ha promosso e protetto la vita umana. In effetti, la radicale riluttanza dell’antica comunità cristiana a tollerare gli assalti alla vita era un fattore chiave per attirare le persone al nuovo movimento. Ecco perché, anche oggi, la Chiesa si oppone a qualsiasi tentativo di attaccare direttamente la vita umana in qualsiasi fase del suo sviluppo.

Ma come ho detto, siamo anche difensori della vita perché siamo Americani. I grandi valori che stanno alla base del nostro unico esperimento politico di libertà ordinata sono quelli con cui i biblici trovano una profonda risonanza. «Riteniamo che queste verità siano evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali e sono dotati dal loro creatore di determinati diritti inalienabili». Poiché la nostra uguaglianza nasce dall’essere creati, non pensiamo che i nascituri, gli anziani o i malati siano meno uguali del resto della popolazione. E poiché i diritti che abbiamo sono inalienabili, ottengono nei confronti dei più deboli e vulnerabili della nostra società.

E quali sono precisamente questi diritti? Thomas Jefferson ci dice: «La vita, la libertà e la ricerca della felicità». Ancora una volta, poiché provengono non dallo Stato ma da Dio, questi privilegi sono insiti in tutti. Allora, chi siamo per dire a un bambino non ancora nato, «hai perso il diritto alla vita» o a una persona malata e anziana, «la tua libertà può essere abrogata», o a qualcuno ai margini della società, «siamo indifferenti alla tua felicità». Come Americani, ci opponiamo a queste aggressioni ai diritti umani.

E amici, per affermare chiaramente ciò a cui ho già accennato, la nostra preoccupazione per la vita è ampia e profonda. Come afferma Papa Francesco, «sacra sono le vite dei poveri, di coloro che sono già nati, dei poveri, degli abbandonati e dei diseredati, degli infermi vulnerabili e degli anziani esposti all’eutanasia segreta, delle vittime della tratta di esseri umani, delle nuove forme di schiavitù e di ogni forma di rifiuto». Pertanto, chiunque sia vittimizzato, chiunque sia solo e spaventato, chiunque sia sotto oppressione politica, chiunque subisca pregiudizi razziali, chiunque sia trattato con mancanza di rispetto a causa della sua religione, chiunque sia in pericolo di salute perché non riesce a trovare cibo a sufficienza o acqua pulita, viene legittimamente sotto la cura e preoccupazione della Chiesa.

Tuttavia, la Chiesa riconosce la necessità di stabilire priorità tra le questioni della vita, alzando la sua voce con particolare insistenza quando la vita umana è direttamente minacciata. Questo è il motivo per cui l’eutanasia, la pena capitale e l’aborto sono di primaria importanza. E di questi tre, la questione dell’aborto rimane, come l’hanno definita i vescovi degli Stati Uniti, «preminente», a causa dell’enorme numero di vite che distrugge. Sapevate che ogni anno, tra il 2015 e il 2019, nel mondo si sono verificati 73 milioni di aborti indotti? Lo sapevate che tre gravidanze su dieci, in quegli stessi anni, sono finite con un aborto? Solo nel nostro paese, lo scorso anno si sono verificati più di 800.000 aborti e, dall’approvazione di Roe v. Wade, negli Stati Uniti si sono verificati oltre 61 milioni di aborti. Questo non è un problema minore; infatti, non c’è attacco più brutale alla vita umana di questo.

Così dice Papa Francesco: «Tra questi deboli, di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione, ci sono anche i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti». E rivolgendosi ai difensori culturalmente alla moda della posizione pro-scelta, Papa Francesco afferma: «Voglio essere del tutto onesto al riguardo. Questo non è un argomento soggetto a presunte riforme o a “modernizzazioni”. Non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana». E ancora più schiettamente: «Non è giusto “fare fuori” un essere umano, benché piccolo, per risolvere un problema. È come affittare un sicario per risolvere un problema».

Amici, da dove viene questa indifferenza alla vita? Proviene dai cuori umani peccatori, certo, ma anche da quella che San Giovanni Paolo II chiamava «la cultura della morte» e quella che Papa Francesco ha memorabilmente chiamato la «cultura dello scarto». Ciò che è necessario, quindi, sia a livello personale che sociale è il pentimento. Ascolta Gesù dalla nostra lettura del Vangelo per questa sera. Questo è il suo discorso inaugurale, le prime parole che sentiamo da lui nel primo Vangelo: «Questo è il tempo del compimento. Il regno di Dio è vicino. Pentitevi e credete nel Vangelo». Il regno di Dio è tutto ciò che ostacola la cultura della morte e la cultura dello scarto. È lo stato di cose che si ottiene quando a Dio è permesso di regnare su ogni aspetto della vita. Per entrarvi, bisogna sottoporsi alla «conversione», metanoia, che in greco ha il senso di «andare oltre la mente che si ha» o «vedere in modo nuovo».

L’espressione di Sant’Agostino per la cultura dello scarto e la cultura della morte è «la città terrena», con cui intende una comunità centrata sull’amor proprio. La conversione, per Agostino, consiste nel passare dalla città terrena a quella che ha definito «la Città di Dio», quella comunità basata non sull’amore di sé ma sull’amore di Dio. In quella città, piena di convertiti, la cultura della vita domina; in quella città nessuno è lasciato indietro; in quella città nessuno viene buttato via.

Quindi siamo tutti chiamati a un pentimento costante e sempre più profondo. Dobbiamo diventare, sempre più pienamente, cittadini della Città di Dio. Ma poi dobbiamo chiamare il resto del mondo alla conversione. La nostra prima lettura incomparabilmente ricca è tratta dal libro del profeta Giona, a cui Dio aveva ordinato di predicare alla depravata città di Ninive, la capitale di un impero profondamente nemico di Israele. Naturalmente, Giona esitò: gli fu detto di andare a est via terra, andò a ovest via mare, cercando di allontanarsi il più possibile dalla voce di Dio. Ma il Signore mandò un grande pesce che inghiottì il riluttante profeta e lo riportò dove Dio lo voleva. Una volta intrapreso il suo compito, divenne il più grande profeta di pentimento della storia. Tutti nella pagana Ninive, dal cittadino più comune allo stesso Re, indossavano il sacco – anche gli animali, ci viene detto, si pentivano!

Siamo tutti Giona! Dio vuole che predichiamo a Ninive, alla nostra società sempre più secolarizzata, a una cultura dell’usa e getta – ed è altrettanto scoraggiante ora come lo era allora. So che, come l’antico profeta, siamo tentati di scappare. Dati gli atteggiamenti e i pregiudizi della nostra società, riteniamo che questo compito sia semplicemente troppo scoraggiante. Ma se ci arrendiamo a Dio, potenti forze verranno in nostro aiuto!

Non c’è limite a ciò che il Signore potrebbe realizzare attraverso la nostra testimonianza. Predichiamo, certo, con le nostre parole, attraverso pubblicazioni, attraverso Internet, conversando con amici e nemici, marciando e alzando la nostra voce in pubblica protesta. Ma predichiamo in modo ancora più potente attraverso le nostre azioni.

Molti anni fa, il Cardinale John O’Connor di New York disse, che come espressione concreta di un impegno a favore della vita, ogni parrocchia della sua arcidiocesi dovrebbe essere disposta e in grado di prendersi cura di una donna incinta e del suo bambino, qualunque cosa accada, in ogni circostanza. Il successore del Cardinale O’Connor, il Cardinale Timothy Dolan ha raccontato una storia di pochi anni fa. Nel periodo natalizio, una giovane madre, una recente immigrata messicana, ha dato alla luce un bambino fuori dal matrimonio. Non aveva soldi; non aveva un posto decente dove stare e non aveva mezzi per prendersi cura di suo figlio. Così è andata alla sua parrocchia locale, dove si era sentita accolta e pose il suo bambino, con il cordone ombelicale ancora attaccato, nella culla del presepe. Ben presto, le brave persone ascoltarono le grida del bambino e trovarono un modo per prendersi cura di lui. Questa è una storia della Città di Dio; è così che si comportano le persone convertite; è l’opposto della cultura dello scarto. E quella storia, ripresa dai giornali di tutto il paese, predicava veramente.

E così, miei concittadini americani, miei concittadini cattolici, combattiamo per la vita. Accettiamo volentieri la scoraggiante missione che Dio ci ha affidato di andare a Ninive e predicare il pentimento – nella stagione e fuori, quando ci amano per questo e quando ci odiano per questo, nonostante la derisione e lo scoraggiamento, quando i venti politici stanno soffiando con noi e quando soffiano contro di noi. Combattiamo per la vita. Perché non c’è limite a ciò che Dio può realizzare attraverso di noi quando ci arrendiamo alla sua volontà e al suo scopo. (Fonte)

23 commenti:

Ringraziamo la Madre Immacolata , la Turris Eburnea . ha detto...

27 Gennaio : Ricordiamo le apparizioni della Madonna “della Medaglia Miracolosa” a Rue du Bac (Parigi).Dal sito di P.Giorgio Maria Fare':
https://www.veritatemincaritate.com/2020/11/le-apparizioni-della-madonna-della-medaglia-miracolosa-a-rue-du-bac-parigi/#gsc.tab=0

S.Andrea delle fratte - Roma . ha detto...

Il 27 gennaio 2021 trasmetteremo in Diretta alle ore 17.30 sui nostri canali YouTube e Facebook "Santuario Madonna del Miracolo".

Programma del 27 gennaio 2021
La supplica verrà recitata in tutte le s. Messe

Orario s. Messe: 8; 10; 12; 18

Ore 17.30 Rosario
Ore 18 S. Messa per tutti voi che vi affidate alle nostre preghiere.
https://it-it.facebook.com/pages/Basilica-di-SantAndrea-delle-Fratte/150825964956270

Anonimo ha detto...

Purtroppo nessuna forza politica oggi in Italia è all'altezza della situazione (ma così è pure per tutto il mondo accademico, ecclesiastico, associativo, intellettuale) soprattutto dal punto di vista culturale e religioso. La visione del mondo di tutti i Partiti, e di tutte le Associazioni civili conosciute, è sostanzialmente la stessa. Una visione gnostico-ecologista-individualista: un avanzo ideologico post-comunista, post-democratico, post-europeo e post-illuminista. La stessa Gerarchia cattolica si è omologata al sistema ideologico dominante, a mio avviso essenzialmente nichilistico. Indubbiamente, a livello strettamente pragmatico e politico, ma del tutto secondario, alcune forze politiche di centro-destra, cosiddette sovraniste e populiste, dicono qualcosa di positivo. La figura di Trump - con tutti i suoi limiti difetti e contraddizioni -, messa a confronto con i leader non-di-Sinistra italiani e europei, fa vedere in quale sfacelo siamo. Un po' si distinguono, certo, ma ciò è troppo poco. Siamo in una tremenda crisi storica. Una crisi epocale - già intuita e intravista da alcuni pensatori a fine '800 - di una gravità mai vista nella storia da noi conosciuta. Siamo a un passo dal suicido demografico-civile e dalla conseguente e inevitabile islamizzazione e cinesizzaione di tutta la nostra società. Vengono meno le stesse colonne morali e politiche della civiltà trimillenaria greco-romano-cristiana- cattolica. Solo alcuni profeti e santi contemporanei e, paradossalmente, alcuni famosi pensatori atei e nichilisti lo hanno capito, fin da due secoli fa, a partire dalla Rivoluzione Francese. E' in atto un vero e proprio impazzimento civile e intellettuale: ha i caratteri di una apocalisse religiosa. Dal punto di vista umano la religione cristiana è in caduta libera in tutto l'Occidente. E, a parte la vita eterna e il destino dell'anima di ognuno di noi, non è escluso che la nostra civiltà scompaia dalla faccia della terra nel giro di qualche decennio. Io non posso accettare la fine della società per i miei figli! Anche nella scuola la quasi totalità dei colleghi è crollata sotto l'ideologia dominante, anche colleghi che per tanto tempo hanno resistito al conformismo e alla falsità legalizzata. Non c'è più quasi nessuno che ragioni sui temi fondamentali della vita. tutti si occupano dell'ideologia dominante e, nell'ultimo anno, sono semplicemente ossessionati dal covid. La Costituzione (iper-antifascista, iper-democratica, ma non anticomunista né antitotalitaria, bensì semi-laica, semi-liberale e semi-anti-sovranista) oramai - pur a mio avviso da raddrizzare e riformare eppure in buona parte positiva - è strumentalizzata sempre più in favore di una interpretazione laicista e individualista (ma è già essa stessa inclinata in quella direzione fin dall'inizio) della società. rdv

Anonimo ha detto...

"Il comandante di Auschwitz...era un bavarese, si chiamava Rudolf Hoess, scritto anche Höß o Höss o Hoeß, un nazista della prima ora, tenace organizzatore dei campi di sterminio, molto apprezzato nella gerarchia. Era nato cattolico, e durante gli anni del potere si dimenticò totalmente del suo cattolicesimo, ma prima di essere impiccato si riconvertì e infine chiese di potersi confessare.
Gli fu concesso dai custodi polacchi, mentre gli inglesi erano contrari. Per giorni si cercò inutilmente un prete cattolico disposto ad ascoltare la sua confessione, finché lo stesso Hoess suggerì di cercare un gesuita a cui lui aveva inspiegabilmente fatto grazia della vita, dopo aver sterminato tutta la sua comunità così come aveva mandato a morire il santo francescano Massimiliano Kolbe. Il gesuita accettò di ascoltare la confessione del comandante di Auschwitz (inventore del gas Zyklon B, a lui veniva attribuita la responsabilità di 2 milioni e mezzo di vittime), venne e lo ascoltò: esiste una lettera del gesuita a una suora, il gesuita racconta che «la confessione durò e durò e durò», interminabilmente, finché lui pronunciò la formula dell’assoluzione chiamandolo anche con il suo terribile appellativo: «l’animale».
A quel punto, il comandante scoppiò a piangere, e continuò a piangere anche il giorno dopo mentre lo impiccavano. Ho visto la forca, è ancora lì. Darei chissà che cosa per sentire quella confessione. Perché se fu possibile assolvere il comandante di Auschwitz, allora non c’è nessun colpevole sulla Terra che non possa pentirsi e non possa essere assolto."

Questo racconto dovrebbe valere per la Segre, la quale non vuol sentir parlare nè di perdono nè di riconciliazione. Se gli uomini non perdonano, Dio invece sì. Quand'anche fossero i peccati accumulati fossero scarlatti, Dio ha il potere di renderli bianchi: "Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana" (Is. 1, 18)

Anonimo ha detto...

Questa omelia fa notizia. Speriamo che sia per la Chiesa l'inizio di un serio ritorno al Signore. La cultura della vita richiede una dedizione continua che è spirituale, culturale e pratica. Ogni generazione ha le sue madri 'per caso', spesso fin dai banchi di scuola, così ci si trova con due bambini da crescere, far studiare ed avviare alla piena maturità. La parrocchia è, potrebbe essere, un punto di incontro a volte risolutivo per decine e decine di persone. La funzione degli oratori che non si dovrebbe esaurire nei tornei di calcetto, ma potrebbe diventare scuola formativa per eccellenza dell'anima, del corpo e della mente. La parrocchia potrebbe essere per le giovani mamme un completamento ed un rafforzamento della loro visione del mondo cattolica e così per i giovani padri...se la Chiesa tornasse al Signore con la Fede di sempre, quella Fede capace di convertire i popoli, quella Fede oggi sparita.

Anonimo ha detto...

https://www.aldomariavalli.it/2021/01/27/se-la-chiesa-gioca-a-pachamama-anziche-a-salvezza/

Anonimo ha detto...

C’è un aspetto della sconcertante vicenda del paziente polacco RS ucciso dallo Stato inglese di cui abbiamo raccontato con Patricia Gooding Williams, unici nell’ipocrita panorama mediatico italiano, la tragica sorte.

Ed è la sua totale assenza di un nome. Una assurda e malvagia interpretazione della legge sulla privacy ci ha impedito di poter chiamare RS col suo nome, quello nel quale era stato battezzato nella fede in Cristo, quello col quale si presentò a San Giovanni Paolo II, quello col quale si è sposato e ha chiesto la cittadinanza a quello Stato che, una volta concessagliela, lo ha poi fatto morire.

Con questa tragica sorte la privacy è diventata, da diritto allungabile come un elastico, una forma di totem totalitario, un paravento dietro la responsabilità, uno schermo crudele per togliere la dignità. Che senso ha proteggere la privacy se questa è violata prima di tutto nel bene più importante per un essere umano, che è la sua vita?
https://lanuovabq.it/it/milite-ignoto-rs

La stessa sentenza comminata a S.Massimiliano M.Kolbe
Questi uomini che non esercitano piu' la sana coscienza , che senza pieta' odiano sia la vita nascente ,sia la vita morente, sia la vita altrui ‘senza tanti preamboli' ; ci appaiono demòni incarnati .

tralcio ha detto...

La parabola del seminatore vale per tutti.
Per i cattivi, giudicati tali e anche per chi si erge a emblema della bontà e dell'onestà.
I "buoni" non identificano automaticamente la terra buona fruttando il 30, il 60 o il 100.

Il seminatore uscì a seminare: Dio, non un ideale di qualche umano più uguale di altri.
Il seme sul sentiero è portato via da Satana, perché si ragiona solo secondo il mondo;
Quello nel terreno roccioso non vegeta, perché l'instabile si scandalizza facilmente;
Quello dove crescono i rovi vegeta, ma è soffocato da passioni e cure per le creature;
Il seme in terra buona riesce a fruttare più o meno a seconda dei casi, ma frutta.

L'uomo è fatto per il suo Fine, che è Dio.
Dio resterebbe un mistero se non si fosse rivelato in Cristo, che è la luce vera.
Ciò che Gesù mostra di Dio è che è Padre, che ama, che ci vuole salvi.
Salvi dal nostro male spirituale, di passioni rivolte alle creature e non al Sommo Bene.
Ecco perché i "buoni" possono essere così privi di frutto: sentiero, roccia, rovi...
Le loro "ragioni", gli ideali, le vittorie o le sconfitte, sono cose che passano, finite.
Il loro desiderio è rivolto a ciò che passa e alla fine si trovano soli davanti alla morte.
La salvezza passa da una conversione dello sguardo che vale il perdono al figlio che torna.
Il Padre accoglie chi torna. Manda il Figlio a cercarci, ma i più ne schifano la croce.
Così il Verbo cade sulla strada che porta al mondo, sul terreno sassoso o tra i rovi.

Se non si è discepoli, non è dato il mistero del Regno di Dio. Restano le certezze dell'io.
Non è una cattiveria di Dio: è che così non si convertono e non viene loro perdonato.
E' bene capire che abbiamo la grazia da accogliere, ma non la accoglieremo senza un sì.
Quel sì, fatto di conversione, di un desiderio che è Cielo e non mondo, fa la differenza.

Ave Maria ! ha detto...

LUX MUNDI - Appuntamento con il Catechismo della Chiesa Cattolica - Don Luca Paitoni
https://www.youtube.com/watch?v=PewzLnNo-QY
I 10 Comandamenti
3° Comandamento: Ricordati si santificare le feste
20.30: S. Rosario
21.00: catechesi

Josh ha detto...

https://www.sabinopaciolla.com/una-collina-su-cui-vale-la-pena-morire-esperta-spiega-come-le-cellule-di-bambini-abortiti-contaminano-i-vaccini/

Anonimo ha detto...


Il pentimento del carnefice di Auschwitz.

Nostro Signore non ha forse detto che ci saranno perdonati tutti i peccati, tranne quello contro lo Spirito Santo? Che consisterebbe soprattutto nel disperare della salvezza, nell'indurare nel rifiuto della Grazia sino alla fine.

Abbiamo dunque la possibilità di esser perdonati per tutte le nostre colpe, anche le più infami, se ci pentiamo nel senso autentico del termine.
Il carnefice di Auschwitz non aveva più tempo per cambiar vita. IL suo era dunque un pentimento finale. Anche solo di questo si accontenta il Signore, purché ovviamente sincero, sì da concedere la confessione sacramentale.
Se Segre ha affermato il suo netto rifiuto ad ogni conciliazione con i persecutori pentiti, ciò la porrebbe in linea con la durezza di cuore che NOstro Signore rimprovera ai Farisei, i quali, disse, non conoscevano la parola "misericordia".

Anonimo ha detto...

BREAKING: US Cardinal Raymond Burke condemns President Joe Biden’s Administration’s attempt to “codify as law” Abortion and “impose...the teaching of the iniquitous Gender Theory”.

“It threatens to deny the freedom of religion, the freedom of citizens to follow God’s plans”.

Anonimo ha detto...

https://www.facebook.com/506570951/posts/10157654512150952/

Anonimo ha detto...

No all’aborto fai da te, il coraggio delle Marche dopo le minacce

Dalla Regione Marche arriva un importante no alla pillola abortiva nei consultori. Si tratta di una iniziativa politicamente rilevante che va ad aggiungersi alla medesima decisione presa già dalla Regione Piemonte in contrasto alle linee guida del ministero della Salute che sdoganavano la libera prescrizione della RU 486.

https://www.iltimone.org/news-timone/no-allaborto-fai-coraggio-delle-marche-le-minacce/

Anonimo ha detto...

Mercoledì in Polonia è entrata in vigore la contestatissima norma che vieta l’aborto anche in caso di malformazione del feto e che in pratica sancisce il divieto quasi totale di abortire. La norma era stata stabilita da una sentenza della Corte costituzionale lo scorso ottobre ma la sua entrata in vigore era stata ritardata per via delle enormi manifestazioni e proteste che avevano coinvolto studenti, movimenti femministi, organizzazioni per i diritti LGBT+ e gran parte della società civile per diverse settimane. L’annuncio del governo circa la pubblicazione della norma in Gazzetta Ufficiale è arrivato senza preavviso e ha da subito provocato proteste e manifestazioni di migliaia di persone.

Nonostante i mesi di proteste e le critiche da parte delle istituzioni europee, ieri il governo polacco ha annunciato che la nuova norma sulla legge sull’interruzione di gravidanza stava per essere pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e che pertanto sarebbe subito entrata in vigore. La Corte Costituzionale ha quindi pubblicato le motivazioni della sentenza, passaggio necessario per renderla esecutiva: la mancanza della giustificazione era servita a spiegare “ufficialmente” il ritardo della pubblicazione della sentenza del 22 ottobre in Gazzetta Ufficiale. Nella nota delle motivazioni la Corte ha chiarito anche che ci sarà un margine con cui il parlamento possa intervenire per apportare qualche modifica ed escludere dall’applicazione della legge i casi di malformazione più gravi, ma la decisione, ma la decisione ha comunque suscitato grandi critiche e proteste.

Anonimo ha detto...


Un inaccettabile pseudo-diritto, contronatura

Quello che forse non si mette sufficientemente in rilievo, nella concessione del libero aborto alle donne, è il fatto gravissimo di riconoscer loro in tal modo il diritto di decidere della vita o della morte del nascituro. Questo diritto spetta caso mai a Dio non all'essere umano.
E se la donna è in cinta, ciò non vuol forse dire che Dio ha autorizzato la vita di questo essere che si sta formando all'interno della madre? Anche nel caso di violenza carnale? Sappiamo che nella visione cattolica le cause secundae sono indipendneti (libero arbitrio) ma mai in modo assoluto, solo relativo, e tuttavia sufficiente per attribuire a noi la responsabilità delle nostre azioni.

Quali che siano le situazioni particolari (e molte sono provocate dalla vita disordinata di tante donne di oggi o dall'egoismo di tante sposate, quasi sempre complici in entrambi i casi i loro compagni o mariti, e a volte istigatori), bisogna ribadire con chiarezza che qui ci troviamo di fronte ad una concezione aberrante del diritto: nessun ordinamento giuridico civile (e dopo secoli di Cristianesimo) può riconoscere alla donna questo pseudo-diritto.

Come diritto, il "diritto" di abortire ad libitum non può essere, è una contraddizione in termini. Un diritto del soggetto (diritto soggettivo) può infatti esser rappresentato solo da una pretesa che, in quanto giusta e legittima in sé, l'ordinamento giuridico riconosca e faccia propria. Ma la pretesa di sopprimere il feto nel proprio corpo, da nessuna causa di forza maggiore motivata, non può esser considerata giusta. Essa contraddice anche la natura della donna, che è tale proprio perchè anatomicamente (e psichicamente) costruita per la gestazione e generazione della vita. Mentre la paternità consiste nel dar l'impulso con il proprio seme, la maternità consiste proprio nella "costruzione" in interiore muliere di quell'individuo la cui idea è già in parte nel seme fecondante, compiendosi nell'incontro con i geni femminili.
La pretesa di chiunque e in particolare della donna di voler disporre di questo processo in modo da poterlo sopprimere in base alla sua semplice estemporanea volontà, deve quindi considerarsi contronatura (contro la natura fisica e anche psichica della donna) e non può esser accettata da un ordinamento che si ispiri ancora a principi etici, anche quelli del solo diritto naturale.

Anonimo ha detto...

Joe Biden will issue executive orders today overturning two of President Trump's pro-life rules cutting funding for Planned Parenthood's domestic and global abortion agenda. Americans should NOT be forced to fund Planned Parenthood and killing babies in abortions.

- LifeNews.com via Twitter

Anonimo ha detto...


Mons. Barron e il cardinale Burke condannano giustamente l'abortismo e l'omosessualismo di Biden, il quale però se la ride, a mio modesto avviso --

E perché, se la ride? Perché il papa è dalla sua parte! Incredibile dictu. Ma come, dalla sua parte!?
Non ha anche di recente Bergoglio sferzato duramente la pratica dell'aborto? Certo, ma allora perché non ha sostenuto Trump, apertamente e fortemente pro-life? Già, come si spiega?
Si spiega così: condanna a parole, perché non può fare altrimenti, ma poi contraddice questa condanna con le sue azioni. Le sue azioni in politica vanno nel senso di appoggiare gli abortisti al potere, come Biden e non solo. Pratica della doppia verità.
Papa Francesco sta facendo qualcosa di simile con la donna prete. A parole mantiene l'impossibilità dell'ordinazione femminile, dogma di fede, anche se non definito formalmente. Nei fatti, sta facendo di tutto per introdurre il più possibile le donne nella gerarchia della Chiesa, attorno all'altare, di fianco all'altare, davanti all'altare cioè alla tavola protestantica che lo ha sostituito, avviandole piano piano al diaconato, che poi non si sa mai, magari approfittando della scarsità di sacerdoti per imporre di fatto le sacerdotesse...
Sull'omosessualismo, invece, la sua strategia è più diretta, al di là delle ambiguità di circostanza, e non occorre ripetere fatti notori e sconvolgenti.
E anche diretta, quando elogia apertamente Lutero e la sua eresia, e quando dissacra il matrimonio, se così possiamo dire, con la famosa autorizzazione a dare la comunione ai div orziati risposati conviventi, sanzionando in tal modo un malcostume vigente da alcuni decenni, nella Chiesa.

Conclusione: possono criticare quanto vogliono, Bannon, Burke, Mueller, l'arcivescovo di S. Francisco, vero "Cuor di Leone", e altri coraggiosi. Ma le loro critiche resteranno sterili perché i falsi cattolici alla Biden e alla Pelosi, e i milioni che li imitano, si trincereranno sempre dietro le "aperture" e le "novità" dottrinali e pastorali del Papa in persona, ivi trovando valide pezze d'appoggio per la loro funesta politica.
È papa Francesco che i Bannon, i Burke, i Mueller, e i (pochi) vescovi coraggiosi dovrebbero criticare, ampliando il fronte tenuto sinora dai soli Viganò e Schneider - chiamandolo finalmente direttamente in causa per gli errori e le eresie che sta spargendo a piene mani, per lo scandalo dei buoni e la gioia di tutti i nemici della Chiesa.

Finché questi prelati coraggiosi resteranno a metà del guado, la loro difesa della vera fede resterà inane, a mio modesto avviso.
Devono decidersi una buona volta ad imitare san Paolo quando ad Antiochia affrontò apertamente san Pietro, rimproverandolo per una colpa che poteva avere serie conseguenze (il mantenimento della purezza rituale giudaica) ma non era nemmeno paragonabile alla devastazione che sta portando Bergoglio oggi in quello che ancora restava della Vigna del Signore.
Ancora più coraggio, monsignori ed eminenze, ricordatevi che il Signore vi incita i n p i e d i alla Destra del Padre!!

Dixi, et salvavi animam meam
Paolo Pasqualucci

Anonimo ha detto...

"George Weigel, scrittore, amico e biografo di San Giovanni Paolo II, scrive una riflessione sul gesto coraggioso dell’arcivescovo Gomez nel far presente al Presidente Biden nel giorno dell’inaugurazione della sua presidenza che l’essere cattolico, come Biden dice di sé pubblicamente, comporta aderire alle verità che la Chiesa ha sempre insegnato, e non ignorarle, abbracciando tutto ciò che le contrasta".

Anonimo ha detto...

Joe Perbene firma il cosiddetto "decreto Buy american": le pubbliche amministrazioni USA saranno obbligate a comprare solo prodotti costruiti negli Stati Uniti.

Ma il protezionista sovranista egoista era Trump

Anonimo ha detto...

Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in Udienza l'Em.mo Card. Blase Joseph Cupich, Arcivescovo di Chicago (Stati Uniti d’America).

Anonimo ha detto...

I compagnucci.

Anonimo ha detto...


I compagnucci o i "compagnacci", come quelli che perseguitarono il Savonarola?