venerdì 18 aprile 2014

Rorate Cœli désuper, Et nubes plúant justum

Non meravigliatevi che vi proponga un canto tipico dell'Avvento in questo Tempo Pasquale. Tutto si intreccia e si compenetra nella nostra Fede. Se non ci fosse stata l'Incarnazione, non ci sarebbe neppure la Pasqua di Risurrezione. È una invocazione che sgorga dal profondo e desidero condividerla.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Scusate la pedanteria, ma l'accentazione buona è "dèsuper", non "desùper".

mic ha detto...

Grazie della segnalazione.
Credo però che l'accentuazione desúper risenta dell'accentazione dell'esegesi sonora del gregoriano.

mic ha detto...

Il ritornello è tratto dal libro di Isaia (45,8): "Stillate, cieli, dall'alto e le nubi facciano piovere la giustizia; si apra la terra e produca la salvezza e germogli insieme la giustizia."

Roráte caéli désuper,
et núbes plúant jústum.
Roráte caéli désuper,
et núbes plúant jústum.

1 Ne irascáris Dómine,
ne ultra memíneris iniquitátis:
ecce cívitas Sáncti fácta est desérta:
Síon desérta fácta est:
Jerúsalem desoláta est:
dómus sanctificatiónis túæ et glóriæ túæ,
ubi laudavérunt te pátres nóstri.

* Roráte caéli désuper,
et núbes plúant jústum.
Roráte caéli désuper,
et núbes plúant jústum.

2 Peccávimus, et fácti súmus tamquam immúndus nos,
et cecídimus quasi fólium univérsi:
et iniquitátes nóstræ quasi véntus abstulérunt nos:
abscondísti faciem túam a nóbis,
et allisísti nos in mánu iniquitátis nóstræ.

* Roráte caéli désuper,
et núbes plúant jústum.
Roráte caéli désuper,
et núbes plúant jústum.

3 Víde Dómine afflictiónem pópuli túi,
et mítte quem missúrus es:
emítte Agnum dominatórem térræ,
de Pétra desérti ad móntem fíliæ Síon:
ut áuferat ípse júgum captivitátis nóstræ.

* Roráte caéli désuper,
et núbes plúant jústum.
Roráte caéli désuper,
et núbes plúant jústum.

4 Consolámini, consolámini, pópule méus:
cito véniet sálus túa:
quare mæróre consúmeris,
quia innovávit te dólor?
Salvábo te, nóli timére,
égo enim sum Dóminus Déus túus,
Sánctus Israël, Redémptor túus.

* Roráte caéli désuper,
et núbes plúant jústum.
Roráte caéli désuper,
et núbes plúant jústum.

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Traduzione italiana

Stillate , o cieli, dall'alto,
E dalle nubi piova la giustizia.

Non adirarti, o Signore, non ricordarti più
dell'iniquità:
Ecco che la città del Santuario è divenuta deserta:
Sion è divenuta deserta: Gerusalemme è desolata:
La casa della tua santificazione e della tua gloria,
Dove i nostri padri Ti lodarono.

Stillate , o cieli, dall'alto,
E dalle nubi piova la giustizia.

Peccammo, e siamo divenuti come gli immondi,
E siamo caduti tutti come foglie:
E le nostre iniquità ci hanno dispersi come il vento:
Hai nascosto a noi la tua faccia,
E ci hai schiacciati per mano delle nostre iniquità.

Stillate , o cieli, dall'alto,
E dalle nubi piova la giustizia.

Guarda, o Signore, l'afflizione del tuo popolo,
E manda Colui che sei per mandare:
Manda l'Agnello dominatore della terra,
Dalla pietra del deserto al monte della figlia di Sion:
Affinché Egli tolga il giogo della nostra schiavitú.

Stillate , o cieli, dall'alto,
E dalle nubi piova la giustizia.

Consolati, consolati, o popolo mio:
Presto verrà la tua salvezza:
Perché ti consumi nella mestizia, mentre il dolore ti ha rinnovato?
Ti salverò, non temere,
Perché io sono il Signore Dio tuo,
il Santo d'Israele, il tuo Redentore

Stillate , o cieli, dall'alto,
E dalle nubi piova la giustizia.

mic ha detto...

Roráte caéli désuper,
et núbes plúant jústum.

Credo che nell'interpretazione cristiana, che successivamente invoca "emítte Agnum dominatórem térræ," dovremmo tradurre dalle nubi piova Iustum, Iustum nella frase latina, Iustus nella nostra traduzione : il Giusto, l'unico Giusto, che dona a noi la giustizia.

Anonimo ha detto...

Grazie per questo silenzio orante ! Quello di cui abbiamo bisogno e' : " accrescere la nostra fede " ! Quelli che sono piu' avanti aiutino quelli che sono rimasti indietro ...
Grazie così

Anonimo ha detto...

bellissimo grazie mic