venerdì 4 aprile 2014

L’esaltazione della ghigliottina che ha desacralizzato il Papa tra falsi profeti e cattivi maestri

Lettera del padre Ariel S. Levi di Gualdo al padre Antonio Rizzolo, direttore del mensile Jesus

Caro Confratello.

La rivista Jesus è divenuta una tale melassa di luoghi comuni di estrazione modernista da farla ormai apparire come un’appendice della esotica congrega bosiana del cattivo maestro Enzo Bianchi, vostra firma di punta assieme a Gianfranco Ravasi.

Se l’autorità ecclesiastica avvertisse la propria naturale vocazione alla difesa della verità contro l’errore, anziché essere paralizzata nel ristagno originato dal peccato di omissione che genera la peggiore impotenza, la vostra congregazione religiosa sarebbe stata commissariata al posto di quella dei Francescani dell’Immacolata, ed al vostro giornale la Conferenza Episcopale Italiana avrebbe provveduto da tempo a togliere il titolo di “cattolico”, con relativa precisazione che Jesus per un verso, Famiglia Cristiana per un altro, non rappresentano il sentire della comunità cattolica italiana e quello dei vescovi che la guidano.

Come spiegavo a un auditorio di Rieti pochi giorni fa durante una conferenza promossa dalla Fondazione Internazionale Tomas Tyn [qui], oggi il peccato di omissione va per la maggiore tra i nostri vescovi, mentre il principio di inversione tra bene e male pare regnare sovrano. La conseguenza logica e al tempo stesso tragica è uno stato di ristagno che genere quella impotenza in virtù della quale tutti fanno tutto e nessuno reagisce, se non nei confronti di chi tenta di difendere la sana dottrina cattolica.

Dopo che nel corso degli ultimi cinquant’anni il dogma è stato fatto a pezzi dall’ascia dei Rahner e degli Schillebeeckx, per poi seguire appresso con la dispersione dei brandelli sezionati per opera del prolifico esercito dei loro nipotini ideologici, la situazione odierna è quella di una Chiesa nella quale una non meglio precisata “dottrina” antropocentrica si è andata sostituendo a quella cristocentrica.

Passo adesso a commentare una frase chiave apparsa sul tuo ultimo editoriale di Jesus: «E’ passato un anno dall’elezione di Papa Francesco, il 13 marzo 2013, ma la sensazione è che si siano fatti enormi passi in avanti nella Chiesa, riducendo quel ritardo di 200 anni di cui parlava il cardinale Martini». In occasione di questo anniversario bisogna «riflettere sulla Chiesa del futuro, sulle prospettive aperte dalla rinuncia di Benedetto XVI, gesto profetico che ha desacralizzato la figura del Papa, e l’elezione di Bergoglio che ha rimesso al centro il Vangelo» [testo integrale: qui].

Sorvolo sui deliri fanta-ecclesiali dell’ultimo Carlo Maria Martini citato in somma gloria come un profeta e riguardo il quale pochi osano dire la verità a proprio rischio e pericolo [qui]. Proverò a dirla io con la devozione dovuta a un vescovo dalla sincera tenerezza di un sacerdote che reputa opportuno richiamare quanti fossero interessati a un’evidenza così solare: «Il re è nudo!».

l’Arcivescovo emerito di Milano ha vissuto gli ultimi anni della sua vita ed è morto colpito da una profonda crisi di fede, lo dimostrano i suoi ultimi discorsi angosciosi e alcuni inquietanti libri-intervista. Se ne facciano una serena ragione, i devoti Martinitt. Perché se negli anni Settanta molti preti progressisti, anziché fare i confessori e i direttori spirituali si sono messi invece a giocare con le indagini psicanalitiche, inevitabilmente, quelle stesse tecniche d’indagine, finiranno all’occorrenza applicate simile modo ai preti stessi e a certi loro vescovi bandiera.

Se li boni gesuiti compirono un’opera altamente meritoria, tale fu quella di smontare su La Civiltà Cattolica il libro di Vito Mancuso nel quale erano concentrate perlomeno una dozzina di eresie [qui], siffatta opera resta però compiuta a metà e in modo pure maldestro, perché nessuno scrittore di quella prestigiosa redazione si è premurato di rammaricarsi per l’eminente firma che a quel libro vergò prefazione: il Cardinale Carlo Maria Martini, in assenza della quale mai avrebbe riscosso il successo avuto. Né alcuno ha puntualizzato che fu Carlo Maria Martini in persona a consacrare sacerdote Vito Mancuso per la Diocesi di Milano nel 1986 all’età di soli 23 anni [qui] con la prevista dispensa chiesta e ottenuta dalla Santa Sede. Infatti, l’età minima prevista dal Codice di Diritto Canonico per l’ordinazione dei presbiteri è fissata a 25 anni dal canone 1031. Il vescovo ha facoltà di dispensare un anno, ma al di sotto dei 24 anni è obbligatorio chiedere e ottenere la dispensa dalla Santa Sede.

Nel 1987, ad appena un anno dalla sacra ordinazione, Vito Mancuso mostra tutta la solidità della sua formazione conseguita nel seminario di una diocesi governata dal più celebrato astro del progressismo episcopale italiano, chiedendo di essere sospeso dal sacro ministero. A quel punto, Carlo Maria Martini, cerca di farlo riprendere dalla crisi inviandolo a studiare presso Bruno Forte, affinché la toppa potesse risultare nel tempo molto peggiore dello strappo.

A questo punto la domanda sorge a dir poco legittima: considerando che il Cardinale Carlo Maria Martini chiese e ottenne persino la dispensa dalla Santa Sede per poter procedere all’ordinazione sacerdotale di questa stella nascente della teologia che un anno dopo appena abbandonava il sacro ministero; può essere credibile che dinanzi al vespaio sollevato da questo libro, l’eminente prefatore facesse affermare a varie interposte persone che in verità, questo Vito Mancuso, in pratica quasi non lo conosceva?

Appresso, li boni gesuiti de La Civiltà Cattolica, per bocca e per penna del Padre Gianpaolo Salvini tentavano di far credere tra le righe che Vito Mancuso aveva strappato al povero cardinale una prefazione quasi con artifizio e inganno, usando sue lettere private e amenità circonlocutorie di vario genere atte però di fatto ad offendere l’intelligenza di chiunque se le sia viste presentare come plausibili giustificazioni veritiere mirate a smontare un dato oggettivo e grave: Carlo Maria Martini ha scritto la prefazione all’autentico distillato di eresie di un personaggio che in verità conosceva così bene da averlo consacrato sacerdote con la prevista dispensa pontificia al di sotto del limite di età, da averlo dispensato come proprio presbitero dall’esercizio del sacro ministero, da averlo inviato a studiare con Bruno Forte e suvvia a seguire. Dal canto suo, Vito Mancuso, ritrovandosi ad essere accusato dai maestri della “riserva mentale” e della “doppia coscienza” di avere compiuto un gesto che in sé sarebbe a dir poco infame — ossia l’avere estrapolato una prefazione da alcuni messaggi privati — essendo sì fuori discussione un eretico conclamato, ma non essendo affatto un uomo né disonesto né bugiardo, rispose dimostrando che quella prefazione era autentica senza facile pena di smentita [qui].

Con queste dovute precisazioni desideravo far calare una trapunta di lana pesante sulla cara persona del Cardinale Carlo Maria Martini, che taluni si ostinano a presentare da morto ancora più che da vivo come un autentico Santo Padre e Dottore della Chiesa, nonché difensore della vera fede cattolica.

Vorrei poi che tu spiegassi con approfondita ecclesiologia l’altra tua frase agghiacciante: «L’elezione di Bergoglio che ha rimesso al centro il Vangelo». E sarebbe bene spiegarla perché molti cristiani non “adulti”, poiché non cresciuti alla gloriosa Scuola di Bologna di Dossetti&Alberigo, tra un ritiro spirituale a Bose ed un drink ecumenico con una vescovessa luterana lesbica che si diletta a ordinare preti gay [qui], nel loro povero infantilismo pre-adolescenziale e cattolico-paesano potrebbero persino dedurne che sotto i pontificati di Paolo VI, di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI il Vangelo non era affatto al centro della vita della Chiesa.

Infine l’ultima domanda: siamo forse giunti alla celebrazione della ghigliottina sulle riviste “cattoliche”? Perché nel caso in cui la cosa sfuggisse, merita allora ricordare ai membri dell’episcopato italiano preposti a vigilare ed a difendere la verità dall’errore, che la cultura liberista, anticlericale e massonica ha sempre celebrato il taglio della testa dell’ultimo Re di Francia con parole ben precise: «Il taglio della testa di Luigi Filippo e di Maria Antonietta ha de-sacralizzato la figura del Re, portandolo dalla sua dimensione di monarca avvolto d’aura trascendentale, a quella di cittadino assoggettato come tutti alle leggi del Popolo Sovrano». Quel Popolo ideale e quel Popolo idolo ideologico che voleva dire tutto e niente, perché nei concreti fatti non valeva e non contava niente, visto che padrone della vita e della morte, sulla base di puri umori ed arbitri, era un autocrate sanguinario come Maximilien de Robespierre, il quale finì poi col fare la fine che fece, come del resto quasi tutti i tiranni.

Lasciami pertanto rammaricare per la tua carente cultura storica, teologica ed ecclesiologica, di cui il mensile Jesus ci ha data eloquente saggio in questo numero con l’editoriale da te firmato. E detto questo la chiudo in breve allegando qui di seguito una serie di collegamenti a dei filmati che parlano e che spiegano più di qualsiasi parola quel che è stato prodotto dalla ghigliottina che ha «desacralizzato la figura del Papa».

Negli anni Settanta io ero adolescente, sono nato nell’agosto del 1963. In quegli anni, quando i sacerdoti paolini cominciarono a gettare per primi la talare alle ortiche per indossare completi in giacca e cravatta [qui, qui, qui], esisteva un giornale chiamato Il Male [qui], fatto tra l’altro anche molto bene a livello grafico, al di là dei contenuti difficilmente accettabili per qualsiasi mente cattolica. Questo giornale pubblicava attacchi periodici molto pesanti nei confronti del Sommo Pontefice Paolo VI, nonostante fosse ormai anziano e gravemente ammalato. E non fu solo Paolo VI a subire attacchi d’ogni sorta, li subì anche il Beato Pontefice Giovanni Paolo II nel corso di tutta la prima e la seconda fase del suo pontificato.

Sempre in quegli anni, il giovane rockettaro Edoardo Bennato cantava una canzone irriverente intitolata «Affacciati affacciati», che era tutta una dura contestazione al Pontefice e alla istituzione religiosa e storica del papato [qui, qui].

La differenza che corre tra queste due diverse epoche storiche con annesse conseguenti reazioni, è questa: gli attacchi passati, o se vogliamo quelli di sempre, erano mossi da credo religiosi diversi, da ideologie, da dottrine politiche, da forze occulte quali ad esempio la Massoneria, che miravano all’attacco preciso e deciso, spesso infarcito di filosofismi e politicismi animati da apparente buonsenso e, talvolta, supportati anche su errori o su politiche sicuramente sbagliate portate avanti dalla Chiesa o dai Pontefici nel corso delle varie fasi storiche legate al passato recente e remoto.

Oggi che invece siamo giunti alla desacralizzazione celebrata dal giacobinismo del tuo mensile “cattolico”, quella del Romano Pontefice — casomai non te ne fossi accorto — è una figura che da molti è stata mutata in oggetto di pubblico sberleffo sui giornali e sulle televisioni. Una figura — e si badi bene che parlo della figura e non di Jorge Mario Bergoglio — trattata giornalmente alla stregua di quella di un pagliaccio. Subdola e terribile è infatti la logica: si distrugge l’ufficio, ossia il papato, ed al contempo si esalta la simpatia e l’amabilità della persona di Jorge Mario Bergoglio, che da questo ufficio è stato completamente scisso a livello mediatico. Insomma: «Bergoglio si, papato no!».

Sarebbe poi interessante fare un’indagine storica con relativa ricerca per verificare in quale stile erano impastate nel corso dell’Ottocento le pesanti e infamanti vignette satiriche che prendevano di mira principalmente il Beato Pontefice Pio IX. Immagini durissime nelle quali il Pontefice era ritratto in modo sprezzante sotto la forma di porco o di rospo. Delle immagini che erano mirate a suscitare profondo disprezzo; e per questo lungi dal presentare il Romano Pontefice come un pagliaccio che tra una risata e l’altra suscitava invece simpatia e senso di affetto a scapito del ministero e del mistero da esso incarnato: «Tu es Petrus»[cf. Mt 16,18].

Credo che dovresti ricercare e studiare certi testi e immagini del passato, facili peraltro da trovare perché i tuoi colleghi di Micromega le hanno messe a gentile disposizione in una preziosa pubblicazione [qui] nella quale troverai prova e ragione di quanto ti ho appena espresso in toni doverosamente allarmati.

Dio benedica i tempi nei quali, quando la salma del Pontefice Pio IX fu traslata nella Basilica di San Lorenzo al Verano tra la notte del 12 e 13 luglio 1881, un gruppo di anticlericali furenti cercò di scagliarsi sul suo feretro al grido «Al fiume il papa porco!», con l’intento di gettare la bara nel Tevere. Perché dietro a quell’odio furibondo verso un grande uomo di Dio, c’era un dato di fatto: quegli aggressori riconoscevano — seppure con profondo sprezzo interiore — che il cadavere di quell’uomo era appartenuto al Romano Pontefice. Cosa del tutto chiara, questa, anche ad Ali Ağca un secolo dopo [qui], che pure non proveniva da una cultura né da un contesto storico e sociale cattolico e che tentò di assassinare in Piazza San Pietro Giovanni Paolo II in quanto Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, come anni prima accadde a Manila a Paolo VI.

Era molto meglio quando si tentava di gettare a fiume le salme dei Sommi Pontefici consapevoli che erano Pontefici o quando si tentava di assassinarli in Piazza San Pietro. Era molto meglio allora rispetto ai giorni d’oggi, dove grazie alla tua celebrata desacralizzazione i Pontefici sono invece presentati dai mass-media anticattolici e filo massonici come dei buffoni, che in quanto tali strappano un sorriso facendo amorevole tenerezza alla stessa stregua del mitico matto del villaggio, mentre si fa a pezzi il mistero e il ministero di Pietro sul quale Cristo ha fondato la sua Chiesa [Supra: Mt 16,18]

E adesso guardati a una a una le immagini filmate che seguono, poi dimmi se la mia analisi è sbagliata, illustre direttore di Jesus, mensile cosiddetto “cattolico” che esalta «un gesto» — che non è affatto un semplice «gesto» ma una lacerazione e un trauma forse irreversibile — attraverso il quale è stata «desacralizzata la figura del Papa», dopo che noi siamo riusciti a realizzare dall’interno ciò che mai riuscì a realizzare dall’esterno neppure il periodo del terrore della Rivoluzione di Francia che si avventò con rara ferocia contro la Chiesa Cattolica.
Ariel S. Levi di Gualdo
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FILMATI ALLEGATI:

da “Striscia la notizia” Canale5

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18003

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18739

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18209

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18062

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18049

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18025

da “Crozza nel Paese delle Meraviglie” La7

https://www.youtube.com/watch?v=gsnl3PyHqN0

https://www.youtube.com/watch?v=6uQ-nsshTjI

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/crozza-papa-francesco-impara-da-renzi-benedico-con-una-mano-in-tasca/160060/158550

https://www.youtube.com/watch?v=ipbfjvaaONc

Maurizio Crozza “Ballarò” Rai3

https://www.youtube.com/watch?v=y-iZKvYAn-w

Ecc … Ecc …

93 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti a Padre Ariel per il coraggio, ce ne fossero di sacerdoti cosi'!!!!Una ignorante

Anonimo ha detto...

L'amarezza nel leggere le considerazioni del p. Ariel genera poi un fremito di indignazione. Bene farebbero i venditori di cartastraccia, tali infatti sono i Paolini, a seguire il loro cuore e dichiararsi per quel che sono: Denigratori della Verità, eretici professi con la benedizione di super eretici della specie di Carlo Maria Martini. Cambiassero il titolo anche a quell' altra porcheria di rivista che usa il nome di Nostro Signore, immondezza blasfema. Qui non si tratta di ipotetica risultanza da delirante papalatria bensì di convinta sinergica alleanza col potere neanche più occulto massonico che vuole l' annientamento della Chiesa Una, Santa Cattolica, Apostolica, Romana e lo fa con la voluta (?) incosciente (?) azione di Colui che invece dovrebbe confermare i suoi fratelli nella fede. Per annientare i sedicenti Figli di san Paolo si potrebbe chiedere in prestito all'Apostolo delle genti la spada affilata, dico non quella sola della eloquenza. E non diciamo neppure che le Stelle stanno a guardare.

Francisco ha detto...

Si può rilevare facilmente una sorta di "regolarità" storica, per cui il demonio fa le prove generali nell'organizzazione politica, per poi passere alla grande prima nella Chiesa.
E' stato così per il volontarismo, il razionalismo, il soggettivismo, il democratismo, ecc...
La desacralizzazione del papato è fatto ormai già vecchio: i parossismi di Bergoglio scandalizzano solo qualche tradizionalista, mentre la massa è già più che assuefatta a vedere il solo "corpo naturale" del pontefice.
Ma la storia continua, e, sotto forma di beffa, qualche reazione giunge da est.
Mentre qui si muore di spirito oggettivo, lo Spirito santo è comunque all'opera.

Anonimo ha detto...

off topic: visita apostolica alla frat.s.pietro

Jacobus ha detto...

Caro don Ariel,
ancor più apprezzabili sue considerazioni non taciute, in confronto al silenzio e all'inerte o indifferenza quando non acquiescente cortigianeria, di sacerdoti vescovi e cardinali, tolte rarissime eccezioni.

Tuttavia ci manca cosa con concretamente fare.

Jacobus ha detto...

Caro don Ariel,
ancor più apprezzabili sue considerazioni non taciute, in confronto al silenzio e all'inerte indifferenza quando non acquiescente cortigianeria, di sacerdoti vescovi e cardinali, tolte rarissime eccezioni.

Tuttavia ci manca cosa concretamente fare.

Anonimo ha detto...

Sottoscrivo tutto quanto, anche per ragioni anagrafiche, mi sento sintonizzato sulla stessa lunghezza d'onda, con la differenza che io, fin da bambino, ho dovuto confrontarmi direttamente con lo scempio fatto dai sacerdoti del loro ministero, preti spretati, blasfemi, conviventi e sposati, divenuti insegnanti che tanto male hanno fatto a generazioni di studenti, diventati membri attivisti dei peggiori partiti 'rivoluzionari' della sinistra ed altre cose che preferisco tenere per me, almeno l'onestà di suddividere le colpe dello smembramento di quella che un tempo era la CC, grazie per il coraggio di dire la verità, non sono tanti i religiosi che hanno gli attributi per farlo, molto meglio coltivare il proprio orticello, poi, come mi ha detto il parroco che è venuto a benedire per la S.Pasqua "Ma quali profezie di Fatima ed altre, io non ci credo affatto....."Lupus et Agnus.

Claudius ha detto...

Grazie, grazie, grazie di cuore, Padre Ariel.

Annarè ha detto...

Non c'è bisogno della rivista Jesus per ridicolizzare il pontefice, fa già tutto da solo purtroppo.

Anonimo ha detto...

I paolini sono semplicemente non cattolici: il dramma è che loro, i preti svizzeri e tedeschi, le suorine obamiane americane sono trattati in guanti di velluto dalla Chiesa, poi si commissariano i FI
John

Anonimo ha detto...

Blondet: Obama ci sta letterarmente trascinando verso una possibile Terza Guerra Mondiale.
http://cafedehumanite.blogspot.it/2014/04/blondet-italiani-il-premio-darwin-vi.html?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews
m

Mazzarino ha detto...

"In occasione di questo anniversario bisogna «riflettere sulla Chiesa del futuro, sulle prospettive aperte dalla rinuncia di Benedetto XVI, gesto profetico che ha desacralizzato la figura del Papa, e l’elezione di Bergoglio che ha rimesso al centro il Vangelo»
Risultato della mia riflessione: Non posso che concordare. BXVI ha desacralizzato la figura del Papa ponendo la Sua Ragione davanti a quella di Cristo. Non credo possa esistere sulla terra peccato più grave contro lo Spirito Santo. Perché viene compiuto scientemente e consapevolmente da chi ha ricevuto direttamente da Cristo la grazia particolare ED ESCLUSIVA di guidare il suo gregge. Un Papa desacralizzato non può esistere. Così come non può esistere un Papa emerito. Una ragione contro natura li ha partoriti. Infatti è nato un vdr. E, per ora, con grande gioia di tutti, Giustizia ci ha dato Bergoglio, la Chiesa dei Papi, vergogna della storia dell'Uomo, in pochi mesi, finalmente, è stata "terminata". Forse.....

Josh ha detto...

così, en passant

Lupus et Agnus, il mio parroco invece quando è venuto a benedire ha detto che
"isolarsi, separarsi dal mondo, è fare il gioco del demonio...la fede cristiana è invece condividersi nel mondo, col mondo,
e nel sociale"
e poi voleva arruolarmi in una onlus, per non lasciarmi in preda "al demonio".

non c'è più limite allo sfascio.

mic ha detto...

Risultato della mia riflessione: Non posso che concordare. BXVI ha desacralizzato la figura del Papa ponendo la Sua Ragione davanti a quella di Cristo. Non credo possa esistere sulla terra peccato più grave contro lo Spirito Santo.

Andiamoci piano con uscite come questa.
Nessuno di noi può ergersi a giudice né può conoscere sia il foro interno di Benedetto che molte circostanze delle sue dimissioni, anche se i risultati nefasti sono innegabili, compreso lo snaturamento del papato.

Anonimo ha detto...

Ogni cristiano non può che sentirsi ferito e disorientato con la funzione del papa svilita in questo modo.

Josh ha detto...

sull'art. di padre Ariel:

_stessa opinione sulle riviste jesus e su famiglia scristiana;

_rahner, se ne parla spesso:
qui non si sa più come arginare, se non con una nuova evangelizzazione vera e una conversione di CUORE, quel dannosissimo coacervo di eresie;

_a proposito di Tomas Tyn citato nell'art. l'ho conosciuto, ero un ragazzino, ho assistito a sue Messe, Omelie...e Confessioni:
altra pasta rispetto a quanto in gran parte ci circonda oggi, e carismi veri (ma non scenografici) che anche un non credente notava (e restava di sasso)..presenza sia di carità sia di verità e di dottrina senza cedimenti a nessuna moda nè al mondo o alle ideologie.

mi fa piacere comunque leggere l'art. di padre Ariel in cui oltre alla diagnosi precisa,
ritrovo anche cose che pensavamo tra noi anche Mic, Una Sola Fede e pure io nei giorni scorsi, all'"uomo al centro", al "cambiare il male in bene e bene in male", a tanti mali, per cui chiedere sempre rimedio e conversione.
Voglio sperare che se in tanti sentiamo queste cose nll'intimo, sia un segno di un piccolo mutamento di coscienze, che lo SS è all'opera e non tollererà a lungo certi sviamenti colossali, specie per il bene delle anime più deboli e in difficoltà.

Anacleto ha detto...

Chi avesse voglia di capire, cosa sono i gesuiti, dovrebbe leggere il libro, molto ben documentato, di Edmond Paris, che purtroppo in formato pdf si trova solo in francese, inglese, tedesco e spagnolo:

http://openyoureyes.over-blog.ch/article-paris-edmond-histoire-secrete-des-jesuites-pdf-116914818.html

http://arcticbeacon.com/books/Paris-The_Secret_History_of_Jesuits(1975).pdf

http://der-weg.org/fileadmin/Die-verborgene-Geschichte-der-JESUITEN-Edmond-Paris.pdf

http://bajoelabrigotv.es.tl/LA-HISTORIA-SECRETA-DE-LOS-JESUITAS-EDMOND-PARIS.htm

RIC ha detto...

...la Conferenza Episcopale Italiana avrebbe provveduto da tempo a togliere il titolo di “cattolico”, con relativa precisazione che Jesus per un verso, Famiglia Cristiana per un altro, non rappresentano il sentire della comunità cattolica italiana e quello dei vescovi che la guidano...

Qui temo che Padre Ariel toppi di brutto, vuoi per vis polemica, vuoi per wishful tinking, vuoi per dare maggior forza alle sue ottime argomentazioni, vuoi per pararsi le spalle...
La comunita' cattolica italiana e i vescovi che la guidano si riconoscono molto piu' in riviste del genere che non, invece, nelle parole di coloro che cercano di difendere la vera Fede. Lo sfascio e' ormai tale che il "sentire" della maggioranza e' ampiamente fuori dai canoni della Tradizione ed i vescovi, come ben sappiamo e con rarissime, lodevoli eccezioni, danno man forte alla deriva..

mic ha detto...

Lo sfascio e' ormai tale che il "sentire" della maggioranza e' ampiamente fuori dai canoni della Tradizione ed i vescovi, come ben sappiamo e con rarissime, lodevoli eccezioni, danno man forte alla deriva..

Basti pensare anche ad Avvenire...

rosa ha detto...

piccolo aneddoto personale: siamo a lezione di Tedesco e, dopo un brano in cui si parla di nozze, l' insegnante chiede quanti di noi sono sposati " kirchlich", in chiesa. A parte uno d noi 26 enne- troppo presto per sposarmi, ed uno sacpolo di circ 45-47 anni, risultiamo sposate in chiesa 3 su7, un convivente, 3 civilmente. Una delle sposatei in chiesa pero' afferma subito: quasi contro il mio parere!-
Non ho potuto fare a meno di pensate che fino a solo 10 anni fa, i risultati, anche a Milano, sarebbero stati ben diversi.

Rosa

Anonimo ha detto...

Oggi Mundabor spara a pallettoni, legga chi può....posso dire che ho conosciuto personalmente Tarquinio, direttore del quotidiano 'cattolico', bah presuntuoso e permaloso, era un convegno in Vaticano, siamo rimasti di sale, poi abbiamo visto de visu Lombardi su cui preferirei stendere un pietoso velo.....purtroppo questi sono, evidently di meglio il convento non passa.....Rosa si faccia un giro un po' più a sud di Milano e vedrà che al peggio non c'è mai fine; mi riallaccio ad un post che affermava che Barryboy ci trascinerà in una guerra.....vedendo quanti scolaretti obbedienti col loro bravo grembiulino riuniti ieri a Roma mi sento di concordare con l'anonimo. Anonymous.

Franco ha detto...

Spero che papa Bergoglio e il suo entourage abbiano tempo e modo di guardare i filmati di cui sopra e di fare le opportune considerazioni. Nella Città Eterna ci fu nel 1600 il rogo di Giordano Bruno ( che forse la Chiesa sta scontando ad abundantiam, visto che per queste cose è stato chiesto perdono ); ma molto tempo prima, sotto Nerone, parecchi Cristiani ( credo decine o centinaia ), additati come incendiari apocalittici, furono usati come fiaccole umane nei giardini dell'imperatore oppure vestiti di pelli di animali e sbranati dai cani, san Paolo fu decapitato e san Pietro crocifisso ( con i piedi all'insù, narra la leggenda ).
A Roma rimane però un'ultima ridotta della regalità: re Giorgio ( Napolitano ) distintissimo postcomunista. A quando un suo sosia in motoretta?

Anonimo ha detto...

Se qualcuno ritiene esagerate o azzardate le parole di Mazzarino, dovrebbe leggere l'art. di radiospada:

http://radiospada.org/2014/04/quale-religione-per-ratzinger/

non si tratta di "giudicare in foro interno", ma considerare -ultimo gesto del pontificato- l'abdicazione dell'11 febbraio per quella che oggettivamente essa è: l'abbandono -con criteri razionali/umani- del timone della Barca di Pietro, un fatto mai accaduto nella storia in questi termini, cioè "per anzianità" come una qualunque carica civile o politica, ovvero mondana.
Con tutto quel che ne consegue, in sfacelo soprannaturale, della Barca, dell'equipaggio e della fede di pecore e pastori
(cfr. pastore percosso, gregge disperso).
Con occhi umani, niente di male, figurarsi, tutto si svolge (anzi evolve) normalmente come in tante istituzioni mondane: collocamento a riposo dell'es-presidente, elezione (politica) di un nuovo presidente di larghe e progredite vedute e così via.

Anonimo ha detto...

Famiglia cristiana se non fosse venduta in chiesa avrebbe chiuso da tanto tempo. Spero di riuscire un giorno a non farla vendere in qualche parrocchia.Ci penso sempre da anni e sono testardissimo.Anche se dovessi riuscire a non farne vendere 10 copie la settimana sarebbe per me una cosa bellissima.Lewis

Don Marco ha detto...

Per quanto abbia criticato P. Ariel nel penultimo intervento devo dire che sono perfettamente d'accordo e in sintonia piena per quanto scrive in questo articolo. Il problema è che anche se non abbiamo il coraggio di ammetterlo apertamente perchè la cosa sembra incredibile e fa male, molto male, ci troviamo in una Nuova Chiesa (ho scritto le iniziali maiuscole apposta. Che ci sia stata ormai una mutazione genetica appare ormai troppo evidente e la mia sorpresa è che non si intende neanche più nascondere questo fatto. Troppi indizi, troppi fatti per definirli solo schegge impazzite. un lettore si domanda perchè vescovi,cardinali e preti sono così silenziosi. Ma i vescovi sono euforici di questa Nuova Chiesa e perseguitano senza misure i preti fedeli alla Chiesa Cattolica. I preti sono divisi. Per quanto mi è dato da conoscere i più anziani (ex sessantottini) stravedono per Bergoglio, mentre molti preti giovani (non tutti) sono ammutoliti e non sanno cosa fare. Vorrebbero essere fedeli alla Chiesa di sempre ma temono rappresaglie dai loro "Pastori" (il caso dei frati dell'Immacolata docet). Ma leggete l'ultimo intervento del papa che oggi è apparso su tutti i giornali. Alla domanda di una ragazza che chiede al papa consigli anche per i non credenti il papa risponde:" Si deve cercare l'autenticità nel modo di parlare. Autenticità è parlare con i fratelli. Tutti siamo fratelli, credenti e non credenti, di questa confessione religiosa o di un'altra, ebrei, musulmani...l'uomo è al centro della storia." Ecco, l'uomo è ormai al centro della storia, non più Dio. Questa Chiesa tende sempre di più a voler diventare la guida della nuova religione dell'umanità, anzi dell'Umanità (come scrive un certo famigerato don Giorgio - purtroppo diventato troppo famoso - sul suo blog). L'Umanità è la nuova divinità da adorare. Forse esagero ma ormai gli indizi si fanno sempre più numerosi. Giustamente qualcuno ha chiesto: ma cosa si può fare a livello pratico? Non lo so. Io rimango sempre più inebetito da quanto leggo e sento, e faccio veramente fatica a capire cosa sta realmente succedendo. Forse non voglio ancora credere che la Chiesa stia cambiando in questo modo, ma i fatti purtroppo mi danno torto. Sto aspettando a vedere cosa capiterà a settembre-ottobre al Sinodo sulla famiglia, quali iniziative concrete verranno prese, ma non sono molto ottimista. Comunque al di là del mio sfogo faccio veramente i miei complementi a P. Ariel anche per il suo coraggio e mi aspetto che prima o poi anche qualche vescovo che ami veramente la Chiesa di Cristo inizi a tirare fuori gli attributi!!!

Anonimo ha detto...

Bè detto tutto questo e tutte queste sacrosante ragioni ecc. ecc., loro comandano, decidono la linea e sono in grado di determinare chi è nel giusto e chi sbaglia. Non giriamoci attorno: per questi signori noi ormai siamo fuori dalla Chiesa; non siamo più nemmeno cattolici cosa che peraltro sta ripetendo anche il nuovo Papa. Del resto è da un pezzo che siamo assolutamente ininfluenti.
Miles

PS: per il "non praevalebunt" mettiamoci tranquilli abbiamo quattro o cinque mila anni di tempo...

mic ha detto...

Se qualcuno ritiene esagerate o azzardate le parole di Mazzarino, dovrebbe leggere l'art. di radiospada:

Potete pensare tutto quello che volete.
Io non mi sento in coscienza di poter dire di nessuno che "pecca contro lo Spirito Santo". E' un'affermazione di una gravità enorme!

E, dunque, chi sei TU, per giudicare? E non è una battuta né uno slogan e neppure in una situazione simile a quella in cui l'ha pronunciata Bergoglio...

Si può riconoscere l'errore ed esprimere perplessità su certe parole, su certe azioni e dire dove e perché stridono e contrastano con la fede che ho ricevuto, ma non mi permetterei di dire e neppure di pensare che un papa o chiunque altro pecchi contro lo Spirito Santo...
Questo se lo vede ognuno col Signore!

mic ha detto...

Giustamente qualcuno ha chiesto: ma cosa si può fare a livello pratico? Non lo so. Io rimango sempre più inebetito da quanto leggo e sento, e faccio veramente fatica a capire cosa sta realmente succedendo. Forse non voglio ancora credere che la Chiesa stia cambiando in questo modo, ma i fatti purtroppo mi danno torto. Sto aspettando a vedere cosa capiterà a settembre-ottobre al Sinodo sulla famiglia, quali iniziative concrete verranno prese, ma non sono molto ottimista. Comunque al di là del mio sfogo faccio veramente i miei complementi a P. Ariel anche per il suo coraggio e mi aspetto che prima o poi anche qualche vescovo che ami veramente la Chiesa di Cristo inizi a tirare fuori gli attributi!!!

Grazie don Marco.
Purtroppo è esattamente così...

Anonimo ha detto...

Indubbiamente non possiamo misurare e giudicare i peccati di nessuno, quanto alle intenzioni che muovono certe iniziative, neanche la riforma della Messa voluta da Paolo VI con la collaborazione dei protestanti (pure lui credeva di far cosa buona...); ma intanto, nel mutamento inarrestabile della Chiesa, osserviamo atti e parole che denotano, nei 5 ultimi decenni, una Fede in declino dei pastori, a causa del voler seguire e adeguarsi allo spirito del mondo, (v. Paolo VI e la svolta antropocentrica) l'uomo al centro di tutto, al posto di Dio (sempre più emarginato come mostrano i Tabernacoli decentrati) ci ha portati a questo punto di de-sacralizzazione progressiva, che ora con Bergoglio si va completando.

Anonimo ha detto...

Molti hanno spesso ricordato che ci sono stati papi nella storia che "hanno resistito" allo Spirito Santo, preferendo seguire le ispirazioni del mondo, (v. Assisi1-2-3)
Questo pare essere spesso il caso dei papi dal 1962 in poi.
Nel momento in cui papa BXVI ha promulgato il MPSP, credo proprio che abbia ascoltato lo Spirito Santo, come lì scrive, da lui espressamente invocato.

Zag ha detto...

Il problema è a monte, caro don Ariel. Ci devono dire la verità sulla presenza di due papi, poi magari si capirà perché vengono soppressi i FI e non i Paolini. Il fatto che Famiglia Cristiana venga venduta nelle chiese è una vergogna inaudita. Cosa direbbe Gesù se entrasse in chiesa? È un luogo di preghiera o un mercato? A che servono le edicole?

mic ha detto...

Molti hanno spesso ricordato che ci sono stati papi nella storia che "hanno resistito" allo Spirito Santo, preferendo seguire le ispirazioni del mondo, (v. Assisi1-2-3)

Un conto è "resistere allo Spirito Santo" nel senso di commettere errori o veri e propri peccati gravi non ascoltando le ispirazioni che la grazia di stato potrebbe garantire (non sto qui a soppesare le ragioni che possono essere le più disparate).

Un altro conto è : « Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata » (Mt 12,31).

Che riguarda chi deliberatamente rifiuta di accogliere e quindi respinge perdono e la conseguente salvezza attraverso il pentimento del proprio peccato.

mic ha detto...

Il fatto che Famiglia Cristiana venga venduta nelle chiese è una vergogna inaudita. Cosa direbbe Gesù se entrasse in chiesa? È un luogo di preghiera o un mercato? A che servono le edicole?

Il problema non è che una rivista cattolica venga venduta in Chiesa, ma i contenuti che veicola!

rosa ha detto...

che cosa possiamo fare ? ognuno nel suo poccolo, puo':
- dissuadere i parenti e gli amici a leggere o ascoltare certi media,
- dare i propri sudati soldi a parroci, sacerdoti, comunita' ed ordini religiosi che conosce bene, che stima ed in cui ha fiducia,
- spegnere la tv e la radio o cambiare canale quando ci sono c erti personaggi
- frequenatre quanto piu' possibile Messe VO
- istruire i propri figli nella retta dottrina
- trstimoniare la propria Fede, anche con il semplice gesto di segnarsi per es. a mezzogiorno
- recitare preghiere e rosarii in famiglia
- boicottare tuto cio' che e' " on sale" e di cui si conoscono le posizioni anticattoliche. Per es. ho eliminato dal computer Firefox dopo la vicenda Eich
- partecipare a veglie, raduni, pellegrinaggi, manifestazioni, ecc., cercando di non trovare troppi peli nell' uovo, v. a gennaio a S.Maria. Maggiore
- se si ha la fortuna di avere un parroco, viceparroco, vescovo, in gamba, sostenerlo in tutti i modi possibili.
E' vero che Benedetto non era Pio X, ma se tutti noi tradi l' avessimo sostenuto con piu' scritti, piu' presenza, piu' mails e lettre ai giornali, forse, forse, sarebbe ancora li. Sicuramente meglio lui che Bergoglio. Alla sua morte ci sarebbe stato un Conclave senza alcuni " grandi vecchi" mal vissuti ed invecchiati e forse avremmo avuto un Papa e non un Vdr
Rosa









Anonimo ha detto...

"Non ho potuto fare a meno di pensare che fino a solo 10 anni fa, i risultati, anche a Milano, sarebbero stati ben diversi".
E saranno sempre meno i matrimoni in chiesa se, come si dice, quel matrimonio risponde a una vocazione specifica e deve essere considerato come una consacrazione.
L’uomo e la donna consacrati nel loro amore in forza del Sacramento, vengono investiti di una vera e propria missione.
E' chiaro a questo punto che si sposeranno con il rito cattolico soltanto coloro che sentono la vocazione e credono in quella missione.
Ci si lamenta che chi si sposa non è stato adeguatamente preparato sul reale significato del matrimonio sacramentale e si pretende che siano in molti a viverlo nella sua vera essenza?
Anzi, dovrebbe essere proprio la Chiesa a fare la cernita e valutare bene chi sposare, ammesso infine possa servire.
Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, altrimenti il matrimonio cattolico - come in pratica già accade - assume la stessa valenza del numero dei battezzati. Un numero che non rappresenta certo il numero dei veri cattolici e di chi mette in pratica il Magistero, ma fa comodo a tutti dire che i cattolici sono un mld e trecento milioni o giù di lì.
Nulla di strano, perché la stessa cosa accade agli ebrei e ai musulmani: si enfatizza soltanto la facciata, ma la sostanza è ben diversa.

Anonimo ha detto...

Anzi, dovrebbe essere proprio la Chiesa a fare la cernita e valutare bene chi sposare, ammesso infine possa servire.
la Chiesa non è la comunità dei Sublimi Maestri Perfetti. il Signore non ci ha fatto tutti eroi, nè tutti teologi. Il Battesimo ed il matrimoni cattolico, comunque sono canali di grazia e di grazie. Se sono i singoli che non vogliono profittarne, problema loro. Certo è che un battezzato ha dell'opportunità (quanto meno molti ostacoli in meno) in più di andare in Paradiso, di chi battezzato non è. Ovviamente vale anche l'opposto, se va all'inferno è trattato peggio del non battezzato. Lo stesso: gli sposati in chiesa compiono un'azione meritoria anche ogni volta che consumano rapporti sessuali tra loro (ovviamente aperti alla procreazione). Al contrario, chi non è sposato in chiesa commette peccato mortale ogni volta.

vighi ha detto...

Condivido quello che scrive Don Ariel riguardo ai media cattolici citati. Io sono una abbonata sia di Famiglia cristiana che Jesus che Credere. Ma da qualche mese ho deciso di non rinnovare l’abbonamento degli ultimi due, non riesco più a leggerli, Credere ha ormai paginate intere su Papa Francesco,tanto da definirsi “la rivista della chiesa di Francesco”, Jesus ha ormai senza più nessuna remora palesato le sue inclinazioni verso idee catto-comuniste, servizi continui sulle Chiese sudamericane con tanto di messa in evidenza del popolo e dei pastori che appoggiano tali idee. Non so se è peggiorato Jesus o sono cambiata io, ma non reggo più certi articoli e si che l’idea di fondo non era male dare informazioni anche su chiese lontane da noi ma legate dalla cattolicità ad ognuno di noi. Questo era il motivo del mio abbonamento, peccato un’occasione persa per rendere la chiesa anche sui media universale. Per quanto riguarda Famiglia Cristiana merita un discorso a parte è sempre stata la rivista cattolica presente in casa mia e solo per questo non ho disdetto ancora l’abbonamento, nonostante negli ultimi due anni mi sembri peggiorata tantissimo; sempre più con una linea ben precisa politica, sempre più Martini dipendente e sempre meno evangelizzazione nelle sue pagine. Chissà forse se cambia il direttore torna ad essere il giornale che ho conosciuto. Per il resto Don Ariel fa un’analisi amara ma lucida, mi colpiscono soprattutto quelle parole sui vescovi e preti ( autorità ecclesiastiche in generale ) che non sentono la vocazione alla difesa della verità contro l’errore. Se non lo fanno loro chi? Noi poveri peccatori se non abbiamo chi ci guida verso il bene e ci rende palese il nostro errore correggendoci, che fine faremo ? chi ci aiuterà a renderci degni del Signore se non i suoi apostoli, coloro che hanno ricevuto questo compito dal Signore? Vighi

Anonimo ha detto...

noi siamo riusciti a realizzare dall’interno ciò che mai riuscì a realizzare dall’esterno neppure il periodo del terrore della Rivoluzione di Francia che si avventò con rara ferocia contro la Chiesa Cattolica.

Non a caso ha citato la rivoluzione francese, perchè proprio è "il 1789 della Chiesa" che ha causato questo degrado desacralizzante e devastante, ma non da oggi, bensì dal 1962: demolizione dall'interno, mediante alterazione della Liturgia, come previde il card. Pacelli.
Il disastro è a ben a monte, come dice Zag, ma di decenni, non causato dai poveri paolini, qui sintomo ultimo della devastazione progressiva del sacro.
Mondanizzazione del clero, crollo delle vocazioni, culto dell'uomo che si fa dio, ...demolizione del principio d'Autorità....e come poteva rimanere indenne il papato se tutto è stato picconato dall'interno, con incredibile studiata tenacia ?
Riguardo a Paolo VI mi hanno sempre colpito: la deposizione della tiara (perchè?) e averlo visto fotografato con indosso l'efod ebraico: chi mi può spiegare quanto tale oggetto (indossato da Caifa) indicasse onore per la sacralità di un papa, cioè Vicario di Cristo, condannato proprio da Caifa?

vighi ha detto...


Caro Don Marco io faccio un po’ fatica a capire ed accettare alcune sue parole, soprattutto se dette da un sacerdote come credo sia lei, se così non fosse me ne scuso. Lei dice che non sa cosa fare a livello pratico, dice che tanti preti vorrebbero essere fedeli alla Chiesa di sempre ma stanno zitti per paura dei loro pastori! Beh questo proprio non lo capisco ma paura di che cosa? Di non fare carriera, di essere trasferiti? O altro ? E non fa più paura il giudizio di Dio alla fine della vita soprattutto per un sacerdote che promette solennemente di servirlo, amarlo, di guidare e confermare nella fede le sue pecorelle? Ma voi sacerdoti potete fare molto se uniti, gestite parrocchie, associazioni, guidate persone, se davvero siete in tanti come dice perché non creare un’onda che difficilmente potrebbe essere fermata, non credo proprio che un vescovo o qualcuno ancora più in alto con la carenza di sacerdoti che c'è si permetterebbe di mandarvi via tutti; poi esistiamo anche noi fedeli che se riconosciamo dei veri pastori non esitiamo, come già successo, a sostenervi anche di fronte alle autorità. Ecco questo vorrei sentire da un sacerdote e non parole di sconforto davanti alle difficoltà, so che non è facile e posso solo immaginare contro quali mulini a vento dobbiate combattere, ma Cristo non ha promesso gloria, soldi e una strada spianata ma la croce e una via stretta per giungere a Lui. Lei si complimenta con Don Ariel per il suo coraggio, bene si unisca a lui e a tanti altri che dice ci siano e aprite una porta nuova, non aspettate qualche vescovo voi avete secondo me più potere di un vescovo, voi siete in mezzo alla gente ogni giorno nella vostra parrocchia, fatelo e vedrete che tanti fedeli vi seguiranno. Mi scuso se tutto questo sembra una reprimenda a lei Don Marco mi creda non è così, ho solo preso lo spunto dalle sue parole per fare un ragionamento e lanciare un grido. Noi fedeli abbiamo bisogno di voi da soli non possiamo e non siamo in grado di fare nulla o quasi, voi siete gli eletti del Signore chiamati a guidarci!!! Poi certo anche noi abbiamo dei doveri e su questo concordo con Rosa nel nostro piccolo possiamo fare molto. In primis sostenervi. Un saluto Vighi

Zag ha detto...

Beh, mic, sono contrario in via generale alla vendita di qualsiasi prodotto all'interno dello spazio sacro, che dovrebbe servire esclusivamente per la preghiera. Per oggetti e riviste religiose ci sono infatti i locali adiacenti presenti in quasi tutte le parrocchie, o anche all'esterno, cortili ecc. Penso che l'unico prodotto che venderei in una chiesa sia la Parola di Dio, quindi Bibbia e Vangeli, il resto no. Nel caso di FC, c'è indubbiamente il problema molto grave dei contenuti poco ortodossi e l'aggravante del fatto che è da sempre politicamente schierata.

rosa ha detto...

I l discorso da fare, anonimo delle 19.46, non e' che il matrimonio deve diventare una cosa per elites cattoliche, selezionatissime. E' che la Chiesa deve esssere nuovamente Magistra, che i sacerdoti devono occuparsi di piu' del catechismo dei bambini, devono insegnare di piu', far conoscete di piu' la nostra dottrina, formare piu' cattolici che quondi si sposeranno in chiesa coscienti e volenti di quel che fanno.
E come ho gia' scritto, un po' di timor di Dio ed un po' di riprovazione sociale non guastano.
tornando all' aneddoto, a me e' sembrato di cogliere, accanto al quasi dispaicere di una per il suo " costretto" matrimonio in chiesa, un certo qual dispiacere in due degli sposati civilmente, nel tono di voce e nello sgurado. Quasi come. adire: avrei voluto, ma non potuto...Non sono in tal confidenza per chiedere perche', ma quella e' stata la mia impressione.
Che i. usulmani enaftizzino solo la facciaat ho i miei dubbi. Per gli ebrei, gli ortodossi non enfatizzano nulla, sono molto convinti e praticanti, loro.
Rosa

Josh ha detto...

una nota di...colore:)

anonimo 18,25, sulle dimissioni di B XVI, diminutio del ruolo,
e tuo parallelo con altre cariche umane dismesse:

"Con occhi umani, niente di male, figurarsi, tutto si svolge (anzi evolve) normalmente come in tante istituzioni mondane:
collocamento a riposo dell'es-presidente...."

comunque il Presidente blatera di eutanasia per gli altri, ma per se stesso non si dimette, non si mette a riposo, nè null'altro eh

una sola fede ha detto...

"ritrovo anche cose che pensavamo tra noi anche Mic, Una Sola Fede e pure io nei giorni scorsi....sperare che se in tanti sentiamo queste cose nell'intimo, sia un segno di un piccolo mutamento di coscienze, che lo SS è all'opera e non tollererà a lungo certi sviamenti colossali, specie per il bene delle anime più deboli e in difficoltà."


già, @caro Josh, come ti scrissi l'altra volta, lo Spirito Santo nel frattempo soffia soffia suggerisce crea...spronando anche noi a darci da fare iniziando a ricostruire dalle terribili macerie.

"Ora, coraggio, Zorobabele - oracolo del Signore - coraggio, Giosuè figlio di Iozedàk, sommo sacerdote; coraggio, popolo tutto del paese, dice il Signore, e AL LAVORO, perché io sono con voi - oracolo del Signore degli eserciti"
(Ag 2,4)

Cinghiale ha detto...

Sono d'accordo con Rosa. Soprattutto, penso che se certi sacerdoti (sedicenti) vicini alla Tradizione avessero avuto il coraggio (=gli attributi di cui parlava Don Marco, preferibilmente quadrati od anche ottagonali) di celebrare quanto più è possibile la Messa tradizionale, senza curarsi dei ricatti e delle smorfie di vescovo, vicario, decano, parroco, vice-parroco, superiore, confratello, consiglio pastorale etc., forse le cose oggi andrebbero un po' meglio. La storia non di fa con i se, certo. Ma è un dato di fatto la vigliaccheria e l'ignavia di tanti preti diocesani e non, che per conservare le proprie comodità e i loro agi, alla prima occasione, hanno abbandonato il VO o, nel migliore dei casi, lo celebrano di nascosto in qualche occasione. Ci sono sì eccezioni, ma sono poche, troppo poche...

una sola fede ha detto...

sono d'accordo @Rosa sul dovere di istruire circa la retta dottrina, ma prima di istruire qualcun altro bisogna conoscerla piuttosto bene noi:

"Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'UOMO DI DIO SIA COMPLETO E BEN PREPARATO per ogni opera buona".
(2Tm 3,16)


Naturalmente alla Scrittura, specie il Nuovo Testamento, bisogna assolutamente affiancare come minimo lo studio del CATECHISMO MAGGIORE DI SAN PIO X, che trae linfa da quello del Concilio di Trento (da consultare perciò spesso pure quest'ultimo).

Una volta poi ben formati noi stessi perlomeno su questi IMPRESCINDIBILI elementi base (a cui aggiungere a discrezione scritti dei padri della Chiesa), cosa che lo stesso Catechismo Maggiore ci ordina di fare, ci accorgeremmo ancora meglio di QUANTE POLPETTE AVVELENATE ci hanno somministrato in questo mezzo secolo molti tra coloro che al contrario dovevano pascerci anche e soprattutto per ciò che riguarda la sana dottrina, e di come hanno saputo "sapientemente" mescolare in atti e parole veleno e cibo buono, eresia e retto insegnamento...

Anonimo ha detto...

Don Ariel e Don Marco,

Vi ringrazio per il suo testimonio di fede...

è una consolazione che ci sono ancora, Sacerdoti con la fede e corraggio di resistere la Nuova Chiesa...

Sono convinto che l'errore grande dei Cattolici da Vatican 2 fino a oggi è agire in modo non ecclesiastico, cioè non come cattolici che fa parte della Chiesa locale ma come individui...

Penso sempre che i fideli di ognuno diocesi hanno il diritto di convenere insieme e di denunciare questa Chiesa Nuova, richiedendo il vescovo e il clero insieme con loro per confessare la verità e distaccare dagli erranti peccatori pubblici nella Chiesa...

Così i nostri padri di un tempo ha fatto...ma noi, no...

Perchè? Perche non abbiamo agito ancora come cattolici...come Chiesa di fede...


Romano

Anonimo ha detto...

Anacleto,

Ci sono tanti libri stampati fuori Italia pieni con bugie contra la Società di Gesù...

La Società ha dato alla Chiesa tanti Santi...la sua storia oggi non è come nel passato...

Quel sito inglese è scritto dai nemici della Chiesa di sempre...

Romano

Alessandro Mirabelli ha detto...

Sono pienamente d'accordo con quanto ha scritto don Ariel.

rosa ha detto...

noi laici possiamo fare tanto, car Vighi, per esempio smettere di leggere e comprare Fanghiglia cristiana- non l'ho inventato io. E quei soldi spenderli per sostenere blogs come questo o altri o inziative connesse, qui in Italia o all' estero.
Per istruirci ed istruire sulla dottrina, poi, non e' necessaria una laurea in Teologia, basta ricorerrere al buon vecchio Catechismo di S.Pio X., anche nell' edizione per bambini. Se si ha un dubbio, li' la spiegazione la si trova.
Sono d' accordo con Zag, credo. A me ha sempre dato fstidio vedere i banchetti di vendita di FC dentro le chiese, mentre non si trovano quasi mai il vangelo o la Bibbia.
Beh, ora per il Vangelo ci pensera' la distribuzione all' Angelus: una tantum o tutte le dominiche ? buona iniziativa, speriamo diano tanto lavoro alle tipografie italiane.
Di sicuro danno lvoro ai corniciai: oggi mio marito ha ritirato un quadretto dal corniciaio sotto caas, che stava preparando una maxi cornice per una gigantografia di PF da spedire...in Germania ! Si e' informato, e la proprietaria ha risposto che si, ne preparano tante di questi ritratti, perche' e' un Ppaap che si vende molto.
Evidentemente anche il Vaticano sentiva la crisi, e avevano bisogno di un bel personaggio per vendersi
Rosa

Josh ha detto...

Romano

"Penso sempre che i fideli di ognuno diocesi hanno il diritto di convenere insieme e di denunciare questa Chiesa Nuova, richiedendo il vescovo e il clero insieme con loro per confessare la verità e distaccare dagli erranti peccatori pubblici nella Chiesa..."

certo, a meno che il vescovo non sia pure peggio...comunque non è il mio caso

in realtà alcuni lo fanno già, specie quando sentono cose troppo fuori dal mondo:)

una sola fede ha detto...

E infine, riguardo alla assoluta necessità di conoscere bene la sana dottrina, anche per non lasciarsi ingannare dai tanti affabulatori che vendono fumo eretico, ammantato però da belle sebbene contorte espressioni, ecco cosa come San Paolo ci mette in guardia:

"Mi raccomando poi, fratelli, di ben guardarvi da coloro che provocano divisioni e ostacoli contro la dottrina che avete appreso: TENETEVI LONTANI DA LORO.

Costoro, infatti, non servono Cristo nostro Signore, ma il proprio ventre e con un parlare solenne e lusinghiero ingannano il cuore dei semplici".
(Rm 16, 17-18)

Don Marco ha detto...

Cara Vighi (spero di non fare una gaffe ma il nome mi pare femminile, se così non fosse mi scuso anticipatamente), stia tranquilla non la prendo come una reprimenda. ho già detto che era uno sfogo. E' umano anche sfogarsi. Ma vede il problema è un po' più complicato da come la pone lei. Alcuni sacerdoti giovani che conoscono fanno già bene quello che lei evidenzia. Celebrano bene (anche se parliamo della S. Messa conciliare, dopotutto siamo sacerdoti diocesani), insegnano la retta dottrina ed esortano a vivere una vita santa. Il problema è molto più profondo e posso riassumerlo così: tra noi preti diocesani che ci riteniamo tutto sommato fedeli alla Chiesa di Cristo c'è un enorme smarrimento, lo stesso smarrimento che avverto da mesi negli interventi in questo blog e in tanti altri blog. Lo smarrimento non viene dalla nostra fede che vacilla ma dalla consapevolezza sempre più nitida che dalla elezione di Bergoglio la Chiesa (o quelli che parlano per essa) sta dicendo cose molto diverse da quello che diceva prima, o se vogliamo essere più precisi è molto, molto più ambigua.Quando ho parlato di rappresaglie dei vescovi non intendevo tanto spostamenti forzati (anche se sono avvenuti anche quelli) ma quanto il sentirsi tacciare dai propri vescovi come cripto-lefevriani, farisei che pensano solo alle regole, o giovincelli che invece di pensare di stare in mezzo alla gente preferiscono dilettarsi con paramenti vari. (Si mira più su una umiliazione di ciò che credi). Mi creda cara Vighi, non è una questione di coraggio, ma è che in questo momento anche noi preti facciamo veramente fatica a capire cosa sta succedendo nella Chiesa. Non prenda questi miei interventi come mancanza di speranza. La Chiesa è di Cristo, è la sua Sposa, è il suo Corpo mistico, come posso solo immaginare per un solo istante che Cristo la abbandoni? Certo come le ho detto c'è molto smarrimento perchè non riusciamo a capire come mai molte cose, molte verità che prima predicavamo tranquillamente ora sembrano quasi delle bestemmie, ma stia tranquilla non abbiamo perso la vera fede e quando questo momento molto liquido e confuso sarà più chiaro sono convinto che molti di noi faranno precise scelte anche molto coraggiose. Per quanto riguarda i vescovi con gli attributi il fatto è che sogno un Sant'Atanasio dei nostri tempi che abbia il coraggio di gridare contro questa apostasia che sembra abbia colpito anche la Chiesa. Perché se è vero che voi laici avete bisogno della speranza di noi preti per andare avanti insieme, anche noi preti abbiamo bisogno di santi condottieri che ci confortino nella fede e ci diano coraggio e chi può farlo meglio di degni successori degli Apostoli? La saluto e mi scuso per averle dato l'impressione di mancare di speranza ma prenda i miei due interventi semplicemente come sfoghi, o come dice giustamente lei come un occasione per lanciare un grido di dolore per la condizione della nostra amata Chiesa.

Anacleto ha detto...

Romano.

Prima di stroncare lo studio di Edmond Paris, se fosse pratico di una delle lingue, in cui è prposto, lo legga e controlli l'ampia documentazione.

Per farsi un'idea della Storia, bisogna attingere a fonti diverse, perché molte volte quelle che a noi sono più vicine raccontano ... storie.

Anonimo ha detto...

@Josh
Una nota di colore...
L’eutanasia di cui secondo lei il Presidente Napolitano blatera, è il problema molto serio delle scelte sul fine vita.
Queste in sintesi le parole di Napolitano: «Ritengo che il Parlamento non dovrebbe ignorare il problema delle scelte di fine vita ed eludere “un sereno e approfondito confronto di idee” su questa materia. Richiamerò su tale esigenza, anche attraverso la diffusione di questa mia lettera, l'attenzione del Parlamento».
Non si tratta quindi di blaterare, ma di richiamare al dovere un Parlamento inetto.
Se lei da cattolico non vive e non si pone il problema, non è detto che tutti la pensino come lei e c’è chi invece vuole disporre della propria esistenza come meglio crede. Tutto qui.

Anonimo ha detto...

Mil se ne era occupata da qualche giorno : http://blog.messainlatino.it/2014/03/qualcuno-si-ricordi-del-semplici-preti.html

Josh ha detto...

Anonimo 08.55 mi domando come mai il "presidente che non molla mai" non la sperimenti su di sè l'eutanasia, visto che ha tanto zelo.
Indubbiamente è problema molto serio di come favorire, dopo banche estere e multinazionali, anche lobbies farmaceutiche dei vari pacchetti morte.
Pensi come è stato affrontato in modo "molto serio" il problema della fine vita dei bambini in Belgio.
E la "cultura" dell'omicidio coatto continua, con giro miliardario alle spalle.
Lei ci vedrà grande funzione istituzionale, io no affatto, tanto più che ha pure già superato il mandato.
Quando a usurpazioni, è una dietro l'altra, dalla carica al diritto stesso alla vita.
Tutto qui!
Buona giornata a lei.

Turiferario ha detto...

Contenti voi che pensate che Napolitano e il parlamento italiano (gente che da trent'anni e più non riesce a fare uno straccio di riforma in campi molto meno complicati...) possano mettere felciemente mano al "fine vita" (noi lo chiamiamo "morte", non amando gli eufemismi ipocriti) e risolvere problemi che la stessa medicina - che li ha creati - pare impotente ad affrontare.

Zag ha detto...

Capisco perfettamente il suo senso di smarrimento, don Marco, lo vivo anche sulla mia pelle. Non riesco proprio a capacitarmi della presenza di due papi, di questa persecuzione nei confronti dei F.I. mentre le riviste paoline vengono diffuse ovunque. Io mi sono fatto un'idea ben precisa di quanto sta accadendo, ma per pudore, anche nei confronti di me stesso, evito di esternarlo. La cosa che più mi amareggia è rimanere con un desiderio di verità su quello che è successo: sono un figlio di Dio, Cristo ha dato la vita per me, possibile che io non abbia il diritto di sapere perché ci sono due papi? Di chi è la Chiesa? Dei cardinali, dei vescovi, dei papi? O piuttosto è di tutti? E se è di tutti, perché non si dice la verità?

Circa i tuoi interventi, cara vighi, purtroppo devo confessarti di avere un pregiudizio nei tuoi confronti. Da un lato dici di non capire la morale cristiana sui rapporti prematrimoniali, dall'altro ti fai paladina della retta fede. Io non sto qui a giudicarti, visto che di peccati ne ho parecchi sulle spalle, ma almeno cerchiamo prima di capire cosa è bene e cosa è male. Se non capiamo questo, poi non sappiamo nemmeno cosa andare a confessare. Se non passa il messaggio che l'ambito sessuale coinvolge l'intimo nucleo di una persona, poi siamo i primi portatori di ambiguità e ipocrisia.

mic ha detto...

Mi chiedo su che base Anonimo 8:55 possa definirsi cristiano prima che cattolico, se riesce ad ammettere il "suicidio assistito", chiamato senza eufemismi. La vita appartiene al Creatore da cui proviene o alla creatura che la riceve e non può deporla come un vestito?
Se poi uno non crede, tutto diventa possibile. Ma almeno si abbia il coraggio di uscire dall'ipocrisia, se si ammette che l'omicidio assistito, che comprende sullo stesso piano anche l'aborto, sia una legge giusta solo perché c'è chi viola la legge naturale senza porsi problemi.

Anonimo ha detto...

Caro don Marco molti credono che quelli come lei dovrebbero indossare la talare ed andare in cattedrale ,durante la messa del vescovo, in segno di sfida.Cosa inutile e controproducente perché verrebbero immediatamente redarguiti e poi emarginati. Bisogna invece continuare a fare tutte quelle cose che si son sempre fatte.Francesco prima o poi passerà ,la Chiesa durerà fino alla fine dei tempi.Saluti Lewis

OS ha detto...

Caro Don Marco, lei non è il solo a non farsi spaventare dai provvedimenti.
C’è chi ha subito uno spostamento forzato (don Alberto) e chi è stato privato del suo gregge (don Stefano); v. radicatinellafede. Eppure continuano entrambi ad operare per il bene.
Quanto alle accuse oggi in voga, specie con la salita al colle vaticano del nuovo vescovo di Roma, è già stato spiegato che dire lefebvriani più o meno pseudo (chi ha orecchie da intendere intenda) o cripto è privo di significato in quanto non esiste alcuna dottrina lefebvriana, dato che mons. si è limitato a praticare la fede Cattolica senza mutarne uno iota. Perciò lei resista di fronte a chi lancia queste vuote invettive. Parimenti non ceda a coloro che denigrano la liturgia sacra con la storia dei pizzi e merletti (una invenzione da grembiulini), né si lasci intrappolare da chi vuole immergere il sacerdote nel sociale (per farne un rivoluzionario o un giullare).
Chiedo venia per il tono paternalistico, suggerito dall’età e dalle tante battaglie combattute nel posto di lavoro e nella parrocchia a difesa della fede e contro le derive moderniste.
Ma se voi combattete, si ridurranno i tempi della tribolazione e la vittoria di Maria SS.ma arriderà prima che molti siano travolti.

Turiferario ha detto...

Se posso citare la mia esperienza personale, visto che l'argomento è stato tirato in ballo. Quando hai un famigliare malato di cancro senza speranza, l'iter (penso normale per tutti salvo isole felici) è questo: in ospedale ti dicono che non possono tenerlo, strutture specializzate non ce ne sono, quindi lo devi riportare a casa e cercare di arrangiarti anche se non sai assolutamente come fare. La risposta del parlamento può essere "fate un'iniezione letale, vi autorizziamo, e chiudetela lì"? O non dovrebbe piuttosto essere "creiamo strutture idonee per permettere alle persone di morire dignitosamente e naturalmente, con la giusta assistenza"? Il problema è che la gente non muore abbastanza in fretta o che muore allo sbando e senza assistenza? Sono questioni che vanno al di là dell'essere cattolici o meno. Certo l'iniezione costa molto meno e fa schierare sotto il vessillo della modernità e dell'apertura al "nuovo".

Anonimo ha detto...

La questione è mal posta sia da Josh, sia da Mic.
Josh: "Mi domando come mai il "presidente che non molla mai" non la sperimenti su di sé l'eutanasia, visto che ha tanto zelo".
Innanzitutto non conosciamo il pensiero di Napolitano sull’argomento e quindi non vedo perché dovrebbe sperimentarla su di sé l'eutanasia. Napolitano ha soltanto richiamato il Parlamento e questo fa parte dei suoi doveri e non è soltanto lui a sollecitare in questo senso il Parlamento.
E poi Napolitano e così gli altri non hanno mai parlato di eutanasia, di suicidio assistito, ma della scelta del proprio fine vita, che vuol dire poter in modo legittimo disporre di come familiari e medici si dovranno comportare nei confronti di quella persona in talune circostanze.
A lei credente tutto ciò non interessa e fa benissimo a disinteressarsene, ma a tantissime persone interessa e nessuna la obbligherà mai a usufruire di questo strumento, come credo lei non divorzierà e non farà molte altre cose.
@Mic. Non credo importi molto se mi definisco cristiano, cattolico o ateo e di nuovo non stiamo parlando di “suicidio assistito” ma di fine vita, che è altra cosa. La vita appartiene al Creatore per chi crede, ma non tutti a questo mondo sono credenti e molti pretendono giustamente di disporre della propria vita e non di quella degli altri.
L'ipocrisia cui lei fa riferimento, impera da sempre, perché in qualsiasi ospedale o nella propria casa, spesso i familiari decidono insieme ai medici se protrarre una cura divenuta inutile o lasciare che la natura segua il suo corso senza l’apporto di una tecnologia spesso invadente. Si fa ma non si può dire ed è questa la vera ipocrisia e non soltanto in questo ambito, naturalmente.

rosa ha detto...

Beh, cosa pensa Napolitano sul fine vita l'abbiamo già visto con la povera Englaro.
Rosa

rosa ha detto...

Ricordo che il problema dei bambini malati e degli anziani privi di assistenza e "socialmente inutili" se l'erano già posti, ed era stato risolto in un parlamento degli anni '30. Il parlamento in questione si chiamava Reichstag. Il programma T3 (se non ricordo male) fu terminato per la forte obiezione e la rivolta del popolo tedesco guidato, guarda caso, dai vescovi cattolici, uno in particolare di cui non ricordo il nome.
Ora: o facciamo un nuovo programma T3, approvato dal Parlamento, e la smettiamo di parlar male di Hitler, o non facciamo nulla e rivediamo altre leggi e sentenze che vanno in quel senso, e possiamo continuare a parlar di Hitler ad ogni piè sospinto.
Bisognerebbe però parlare anche di Stalin, che di bambini e vecchi ammazzati o fatti morir di fame e stenti, ne sapeva qualcosa. Come dovrebbe sapere anche King George
Rosa

rosa ha detto...

"molti credono che quelli come lei dovrebbero indossare la talare ed andare in cattedrale durante la messa del vescovo, in segno di sfida".

Dov'è la sfida se un sacerdote si veste con il suo proprio abito, cioè la talare, e va ad assistere alla Messa del suo Vescovo ?
e dov'è la sfida se, ogni tanto, magari alle ore antelucane, celebra un Messa VO, mai abrogata perché NON abrogabile, a cui magari inizialmente assisterà solo una vecchina, ma magari poco a poco anche altre persone ?

non vorrei sembrar ipercritica, ma mi chiedo: perché tanta paura a essere "puniti" con un trasferimento ? un prete non ha famiglia, non ha figli che devono cambiare scuola o una moglie che deve cambiare lavoro, né altri "affetti" che spiace lasciar lontano. E gli amici comprendono, e, se sono veri amici, rimangono in contatto, e non si perdono. Un prete non deve imparare un nuovo lavoro, o una lingua straniera, né il suo vero "datore di lavoro" cambia. E non può essere licenziato. Nè, cambiando sede, deve cercarsi un alloggio che magari è più caro. Ed in Italia riceve lo stesso sostentamento che sia a Olbia o a Canicattì.
Il superiore può umiliare. Senz'altro. Chi di noi non è mai stato umiliato dal suo superiore, magari davanti ad un inferiore ? se aveva commesso uno sbaglio, è servito di lezione, se si era nel giusto, si è tentato di offrire a Dio l'umiliazione ed il dolore patito, magari con le lacrime agli occhi.

Ecco credo che un po' meno Don Abbondio ed un po' più Padre Cristoforo non guasterebbe. E neanche un rivedere un atteggiamento di obbedienza forse un po' troppo servile e un po' poco cristiano.
ed infine CHIEDETE AIUTO AI FEDELI !!

Rosa

vighi ha detto...

Ehh si caro Zag mi sa proprio che nei miei confronti hai dei pregiudizi e me ne dispiaccio. Nel contempo però non so cosa farci , tu continui ad insistere sullo stesso punto ma per me la vita e la fede vanno anche oltre i rapporti sessuali e su questo sinceramente tu mi sembri un po’ fissato. Sicuramente sono una peccatrice ( e non sto parlando di sesso ), ma proprio per questo, per redimermi , sono in continuo cammino e cerco sempre di tornare sulla retta via. Tu dici che non vuoi giudicarmi ma continui a farlo ,nei tuoi interventi sottointeso c’è il messaggio “ zitta tu che siccome pensi certe cose non puoi permetterti di parlare di fede”. Magari hai ragione tu e certamente io non sono degna e nemmeno mi sogno di ergermi a paladina di nessuno tanto meno della retta fede, figuriamoci !!! Ma non per questo smetto di far funzionare il cervello, magari non ho ancora accettato tutto della dottrina della Chiesa, magari non saprò ancora distinguere perfettamente tra cosa è bene e cosa è male, beato te che ci riesci così limpidamente, ma ci provo sempre. Io non ho avuto la fortuna di essere folgorata dalla fede ma piano piano sto cercando di rientrare nella Chiesa, è un lungo lavoro sto cercando di capire dove andare e come fare e probabilmente a volte ci può essere ancora incoerenza ma sinceramente non serve che ogni volta me lo ricordi, credimi lo so già da me!! qualche volta ok ma non sempre ( non so se si vedrà il sorriso disegnato ma c’è) :) Mi dispiace ma continuerai a leggere miei interventi a meno che, chi così gentilmente mi ospita, non decida il contrario.Se saranno troppo incoerenti vorrà dire che vedrò poi un tuo scritto di richiamo. Un caro saluto Vighi

Anacleto ha detto...

Per amore della verità: non tutti i gesuiti erano uomini di potere. Chissà che opinione di essi ha il VdR?

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350137

vighi ha detto...

Don Marco le confermo che sono una femminuccia. Poi lei non deve assolutamente chiedermi scusa ci mancherebbe, stiamo tutti attraversando momenti difficili da affrontare e forse voi sacerdoti ancora di più. Per questo un posto come questo blog dove scambiarsi idee o quando serve sfogarsi è fondamentale. Al di la di tutte le parole mi sento di ringraziarla per il suo esserci e per tutto il lavoro che fa come sacerdote e le assicuro le mie preghiere, lei faccia altrettanto per me. Saluti Vighi

mic ha detto...

E poi Napolitano e così gli altri non hanno mai parlato di eutanasia, di suicidio assistito, ma della scelta del proprio fine vita, che vuol dire poter in modo legittimo disporre di come familiari e medici si dovranno comportare nei confronti di quella persona in talune circostanze.

Prima nega che non si parli di "suicidio assistito", ma la successiva circonlocuzione di parole cosa significa se non questo?

Poi dev'essere lo stesso commentatore che lamenta non si pubblichino i suoi commenti, senza dare peraltro il tempo alla moderazione, ovviamente saltuaria, di intervenire.
Ma si può dialogare con i sofismi?

Zag ha detto...

Si, è un mio difetto, cara Vighi: non sono uno di quelli che dice che puoi fare quello che ti pare perché tanto saremo sempre fratelli. Se leggo delle contraddizioni in ciò che scrivi te le farò sempre notare perché, anche se non ci conosciamo, ti considero una sorella in Cristo, e non mi vanno proprio giù i cattolici "fai da te". La morale cristiana è una, "sia il vostro parlare si si, no no". Le ambiguità, le incertezze di fede non sono patrimonio di un cristiano. Non sono fissato sul sesto comandamento, se avessi parlato del terzo o quarto sarebbe stata la stessa cosa. Ti invito ad andare in chiesa, fare una bella confessione, parlare col sacerdote di tutti i dubbi e incertezze che hai e poi accettare quello che ti dice come volontà di Dio. Questa è la vera fede, concreta e santa. Saluti :)

Anonimo ha detto...

Beh, non è affatto vero che non si sia espresso, lui poteva con un decreto salvare la povera Eluana, ma non l'ha fatto, poi ipocrisia per ipocrisia, se si parla di un terminale è un conto, ma mi risulta che nei paesi in cui la legge è passata, chiunque possa farne richiesta, anche se non gravemente malato, così perché stanco di vivere o per sfidare l'opinione pubblica come quelli che si fanno filmare durante 'l'operazione', poi, in ultima analisi,per chi non è in grado di decidere a chi passa la palla? Eutanasia = omicidio assistito di stato, parenti desiderosi di ereditare o categorie di indesiderabili, disabili ed altro? La Germania sta ancora pagando per quel che fecero i nazi, adesso diventa libertà autonoma, diritto di scelta per non credenti, atei, razionalisti, e chi più ne ha ne metta? E diciamolo che passerà per risparmiare sui costi ospedalieri soprattutto in caso di anziani che nessuno vuole, finché sono gli altri.....mai sentito quel trombone di veronesi dire che vuole l'eutanasia per sé, king george manco ci pensa per sbaglio........chi è più ipocrita?Anonymous.

rosa ha detto...

a proposito di Vescovi, ho letto un articolo sul Salon beige nel quale si stigmatizza il documento della Conferenza dei Vescovi europei- oltte alle varie conferenze episcopali nazionali, ne abbiamo pure una. europea, sigh- nella quale di tutto si praal, fuorche' di Dio !
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Rosa

Anonimo ha detto...

@Mic.
La questione a mio parere è molto chiara e semplice.
Chi ha intenzione di usufruire del "suicidio assistito" se ne frega del parere del Parlamento e se, se lo può permettere da un punto di vista economico, vola in svizzera, paga e chiude i conti con il mondo.
Il vero discrimine in queste e in molte altre scelte nel corso della propria vita, è soltanto la capienza del portafoglio di cui si dispone.
Poter decidere sul proprio fine vita vuol dire richiedere il "suicidio assistito", ma semplicemente usufruire di uno strumento giuridico, il testamento biologico, con cui indicare ai familiari e alla società, la propria volontà nel caso malaugurato ci si trovi in ben circoscritte circostanze.
Che cosa ci sia di tanto riprovevole in questo, trattandosi oltretutto della propria vita e non quella degli altri, non lo capisco.
A questo proposito, il Consiglio d'Europa con la risoluzione 1859 del 25 gennaio scorso ha raccomandato agli Stati membri di adeguare il proprio ordinamento interno sull'applicazione del testamento biologico.

Turiferario ha detto...

Chi può va in Svizzera allora tanto vale farlo anche qui da noi... Sono argomenti del cavolo che abbiamo sentito mille volte. Anni fa si diceva che nella civile Svizzera avevano fatto i parchi per i drogati (a Zurigo) e noi poveri italioti incivili dovevamo adeguarci, poi ci hanno ripensato anche gli svizzeri e sono tornati indietro, forse l'idea non era così geniale, hai visto mai che al di là delle alpi possono sbagliarsi. Segnalo che anche i pedofili con i soldi vanno in Thailandia dove sono più permissivi, allora dobbiamo autorizzare anche noi la pedofilia?

Don Marco ha detto...

Ho notato che i miei interventi hanno suscitato una piccola "querrelle" soprattutto sul coraggio e il senso dell'obbedienza che i preti fedeli alla Chiesa di sempre devono dimostrare di fronte ai propri vescovi. Ma ribadisco che il problema non sta nel coraggio di professare la nostra fede di fronte ai vescovi. Il problema che ho posto è molto più profondo e cercherò di chiarirlo anche se forse in modi un po' più crudi. Lo smarrimento di molti preti consiste in questo: siamo stati tutti consacrati sacerdoti di Cristo nella Sua Chiesa, convinti di annunciare il suo Vangelo perenne, come è sempre stato annunciato dalla Chiesa per duemila anni, alla gente di oggi (e per Vangelo intendo sia quello scritto che quello orale - Bibbia e Tradizione). Oggi ci accorgiamo, ecco lo smarrimento, che la Chiesa ci dice, anche se non in modo chiaro ma in un modo molto ambiguo, che l'importante non è annunciare il Vangelo perenne ma è adattare il Vangelo, quindi le verità che Cristo è venuto ad annunciare, alle esigenze dell'uomo moderno. Mai in duemila anni la Chiesa ha affermato una stupidaggine simile e così pericolosa. Ecco perchè ho parlato di trasformazione genetica. Detto papale, papale, in un modo crudo e forse un po' esagerato, ma questa Chiesa nella quale siamo stati consacrati sacerdoti di Cristo è la stessa Chiesa voluta da Nostro Signore o è veramente un'altra chiesa, quella che io ho chiamato una Nuova Chiesa? Faccio un esempio terra terra. Il principio annunciato dal card. Maradiaga e da Kasper che ha trovato l'approvazione entusiasta non solo di papa Francesco (visto che l'aveva per primo affermato lui) ma della quasi totalità dei vescovi e della stragrande maggioranza dei preti che "la dottrina nessuno la contesta ma va adattata alle esigenze attuali dell'umanità" è una vera bomba che sta cambiando completamente la Chiesa di Cristo in qualcos'altro. Dire che la Dottrina è una cosa ma la prassi cristiana è un'altra è far capire semplicemente e poco per volta che la fede creduta dalla Chiesa in questi duemila anni e difesa dal sangue di moltissimi martiri è solo un orpello inutile che possiamo gettare via man mano che le nuove esigenze lo richiedano. Se affermazioni simili fossero state fatte secoli addietro, Maradiaga, Kasper e lo stesso papa Francesco sarebbero stati invitati, con le buone o con le cattive a lasciare il proprio sacerdozio. Ecco perchè siamo confusi, è come non trovarsi più nella propria casa. Questo non vuol dire che ci manca il coraggio di dirlo ma il fatto è che siamo seriamente preoccupati. E se anche P. Ariel che l'altra volta è stato così pesante con i Tradizionalisti ha scritto un articolo al vetriolo al direttore di Jesus è perchè c'è sempre più la consapevolezza che la situazione sta diventando pesantissima. Questo vuol dire mancanza di speranza? Affatto. Come ho già affermato quando questa situazione liquida finirà molte cose saranno chiare e molti di noi, e non solo preti, sapranno prendere decisioni secondo il cuore di Cristo perché Lui ci saprà infondere il giusto coraggio per difendere la Sua Chiesa.

Anonimo ha detto...

Caro Turiferario, come sempre ognuno in ciò che legge ci vede quel che gli fa più comodo per poi riuscire a rigirare la frittata o per incamminarsi su sentieri secondari in modo da distogliere l'attenzione dall'argomento principale. Quando si vuole dialogare è necessaria una discreta dose di onestà intellettuale, altrimenti meglio lasciar perdere.
La mia frase sull'andare in Svizzera serviva soltanto a rimarcare che chi ha intenzione di realizzare qualcosa di proibito, non attende il parere del Parlamento: si reca laddove è possibile realizzarlo e questo modo di agire non è certo una novità. Anche le ragazze bene vanno ad abortire nelle cliniche londinesi dove nessuno le può riconoscere.
Mi aspettavo invece che qualcuno mi spiegasse che cosa ci sia di tanto riprovevole nel voler decidere sul proprio fine vita e non su quello di altri, usufruendo di uno strumento giuridico, che io reputo civile, come il testamento biologico, che non può certo essere paragonato al suicidio assistito.

mic ha detto...

Sono commossa e colgo nelle parole di don Marco, quello che sento anch'io profondamente: la percezione di essere estranei in casa propria... Per il resto è stato chiarissimo, esplicito ed ha perfettamente centrato il nostro stesso sentire e i nostri stessi propositi.

Il Signore non permetterà che cadiamo preda della confusione e del disorientamento che derivano da ciò che accade e risponderemo secondo quello che ci mostrerà strada facendo.

Anonimo ha detto...

Anche la legge pro aborto era stata fatta per impedire aborti clandestini e garantire sicurezza igienico sanitaria......poi si vede com'è andata, quanto al testamento biologico se uno vuole togliersi la vita per tanti motivi è liberissimo, non è reato il suicidio, lo è l'omicidio, ma non è questo il punto, si parte sempre da richieste più o meno legittime per poi legiferare di morte con leggi coercitive, perché io trovo che il testamento biologico sia una scappatoia per permettere allo stato di decidere su vita e morte dei cittadini, non una conquista civile, poi ognuno può fare ciò che gli dà il suo modo di pensare, non mi va che si sia tutti obbligati a pensare che tutto vada bene, come la cultura tanatofila e di gender che ci viene martellata ogni giorno da ben determinate lobbies, poi se uno di sente stoico può imitare Seneca e soci, ma non pretendere l'approvazione incondizionata degli altri, infine questo paese ha miliardi di problemi ben più pressanti, e questo del TB mi sembra di una banalità sconcertante.

Anacleto ha detto...

Turiferario.
Uno dei problemi è che non si fa distinzione tra eutanasia e sospensione dell'accanimento terapeutico: nessuna delle due pratiche è accettabile, perciò un testamento biologico ben fatto è sacrosanto.
Però oggi (già lo dissi) ci si vuol sostituire a Dio:
- aborto da un lato e fecondazione artificiale o bambini in vitro dall'altro;
- eutansia per coloro che con un po' di assistenza e terapia del dolore potrebbero ancora vivere e magari dare affetto da un lato e accanimento per coloro che senza una costosa macchina sarebbero già, magari serenamente, spirati dall'altro.

Mic e Don Marco.
La Chiesa è dove sono due o tre riuniti nel nome di N.S.G.C.. Se poi ci fosse anche un buon sacerdote, in questi tempi sarebbe "grasso che cola".

Anonimo ha detto...

I buoni sacerdoti non mancano di certo. Signora Rosa bisogna essere prudenti come serpenti.....Farsi mettere in castigo in un angolino non serve alla Chiesa.SalutiLewis

Rosa ha detto...

Ma avete idea di quanti testamenti, non biologici, siano " truffaldini" ? quanti inganni, quante pseudomodifiche, quanti notai pagati profumatamente, quante famiglie divise, in lite per anni, per questioni testamenaterie ? e figuriamoci se c' e' in ballo un testamento biologico. A 40-50-60 anni le cose si vedono in un modo, a70-80 in un altro. E se non si fa in tempo a scrivere che si e' cambiato idea ? se i parenti, che so, una nuova moglie, nuovi figli, fanno ssparire l' uno o l' altro dei testamenti ? e se uno viene" indotto" a scrivere cosi' invece che cosa', magari con l' aiuto di un medico compiacente ?
prima bisognava preoccuparsi di sanare le situazioni di coniugi separati che si erano rifatti una vita, con problemi di figli e figliastri...casi pietosi, non tutti possono andare in francia o Inghilterra a divorziare, se uno non vuole divorziare mica e' obbligato, a te non riguarda...Dopo 40 anni il problema e' che molti giovani NON si sposano, e non solo in Chiesa, ma manco in Comune.
E poi l' aborto...e non si fanno figli....e poi non bisogna discriminare gli omosessuali, e ora siamo al diritto loro di aver figli e magari pure battezzarli...ed infine l' eutanasia...il poveretto solo, dolorante per un cancro terrificante, che non puo' andare in Svizzera...ed in Belgio si uccidono BAMBINI !
Se e quando uno arrivera' a decidere che non vuole piu' vivere, si suicidera', come si e' sempre fatto. Non c'e' reato, e persino la Chiesa e' ormai misericordiosa e concede il funerale religioso e la sepoltura in terra consacrata. e voglio proprio vedere se Veronesi, Marino, e c. si suicideranno. Pannella che parla tanto, e' ancora li' a romperci ...con i suoi interminabili discorsi.
Ma perche' lo Stato deve legiferare anche in questo ? possibile che una persona non sa cosa afre dela propria vita se non glielo dice lo Stato ? ma si vuole uno Stato etico? ma ce l' avevamo gia' , sotto Mussolini.
Coerenza a pacchi.
E non vi preoccupate: se la crisi continua, il problema dei pazienti " mantenuti in vita perche' attaccati ad una macchina", non ci sara', perche' quelle apparecchiature, e lo staff medico ed infermieristico, costano tanto, ma tanto... Aiutare i malati di certe patologie ed i loro familiari e' molto piu' costoso e complesso che non un bel testamento biologico.
Ripeto: se si vuole uno Stato etico o utilitaristico lo si dica, ma la si smetta di parlare delle dittature del secolo scorso, che non se ne puo' proprio piu'.
Rosa


Ariel S. Levi di Gualdo ha detto...

Carissimi.
Questo pontificato suscita in me perplessità, come li suscita nel mio confratello Marco e in molti sacerdoti.
Non è una questione di coraggio ma di ruoli legati a un preciso ordine sacramentale. Esempio: io posso celebrare il Sacrificio Eucaristico, predicare il Vangelo, battezzare, assolvere dai peccati, ungere gli infermi ... ma non posso ordinare un diacono né consacrare un sacerdote. Non posso fungere da co-consacrante assieme al vescovo nella consacrazione di un nuovo vescovo. Se facessi una di queste cose, il sacramento non sarebbe valido ed io incorrerei in scomunica, avendo agito in mancanza della potestà sacramentale, vale a dire della pienezza del sacerdozio apostolico, che io non ho e che quindi non posso esercitare.
Né il padre Marco né io possiamo partecipare all’assemblea dei vescovi, perché non siamo vescovi. Quindi non possiamo rimproverare efficacemente Pietro perché non abbiamo la potestà d’ordine dell’Apostolo Paolo. Come infatti molti ricorderanno il fatto a cui mi riferisco è avvenuto ad Antiochia. Paolo non mette in alcun dubbio l’autorità di Pietro posto dal Signore a capo del Collegio Apostolico della Chiesa, però gli rimprovera duramente il suo modo di agire» [cf. Gal 2, 11-14].
Non fu certo uno dei primi sette diaconi ordinati dagli apostoli per essere coadiuvati nel loro ministero [cf. At 6, 1-7] a rimproverare duramente Pietro, perché non ne avevano alcuna potestà d’ordine.
Chiunque può criticare Pietro. Lo fece una giovane donna analfabeta nel lontano XIV secolo, Caterina Benincasa, oggi Santa Caterina da Siena, che per quanto analfabeta è venerata dottore della Chiesa. Prima di lei, nel XII secolo, lo fece un monaco, Bernardo di Chiaravalle, altro futuro santo e dottore della Chiesa, che analfabeta non era e che in quanto a scrivere sapeva farlo così bene da mettere nero su bianco rampogne a Bernardo dei Paganelli, un individuo pio per quanto mediocre e debole, ossia quanto di meno adatto in quegli anni per essere eletto al soglio di Pietro col nome di Eugenio III.
Il problema non è il rimprovero ma l’efficacia del rimprovero. Eugenio III scelse di ascoltare Bernardo, Gregorio XI scelse di considerare le parole di Caterina. Pietro invece, ad Antiochia, dovette ascoltare bene ciò che Paolo gli diceva, perché entrambi, rivestiti della stessa potestà sacramentale, facevano parte di quel Collegio Apostolico di cui Pietro era capo per volontà di Cristo. Collegio per il quale Cristo scelse 12 apostoli, conferendo a tutti quella che oggi chiamiamo “pienezza del sacerdozio” e affidò a Pietro il governo di un collegio di sommi sacerdoti.
Il Signore non dette a Pietro una pienezza del sacerdozio più piena di quella conferita agli altri Apostoli. Come potestà sacramentale Pietro è un primus inter pares, ossia un vescovo come gli altri vescovi. Come potestà di giurisdizione Pietro è un primus super pares, posto in questo ruolo da Cristo stesso.
Quando il mio confratello Marco spiega che noi siamo impotenti, cerca di trasmettere l’ovvio vero: la nostra impotenza non è soggettiva perché derivante da mancanza di coraggio, bensì oggettiva perché derivante da mancanza di potestà sacramentale e di potestà giurisdizionale.
Un caporale può anche morire eroicamente per salvare molte vite umane, ma non può dare ordini al generale o prendere il comando e guidare al posto suo l’esercito.
Ho già scritto in passato che la vedo dura assai la possibilità che da questo “teatrino” esca fuori un uomo come Atanasio di Alessandria. Figurarsi un Apostolo Paolo!
Ecco spiegato il dolore della nostra impotenza di preti, impegnati a dare il meglio che possiamo al Popolo di Dio in questi tempi tristi per una Chiesa che – come vi spiegava il padre Marco – rischiamo di giorni in giorno di non riconoscere più, pur riconoscendo per mistero di grazia che ogni giorno, sotto le nostre mani, il pane e il vino diventano Corpo e Sangue vivo di Cristo. E fin quando il corpo dei fedeli sarà nutrito col Corpo di Cristo, avremo la certezza che le porte degli inferi non prevarranno.

OS ha detto...

Grazie don Ariel per le esaurienti spiegazioni. Mi permetto tuttavia di chiedere: chi vieta ai sacerdoti di celebrare regolarmente una messa VO? Magari alla domenica mattina? Che cosa impedisce di far conoscere ai parrocchiani la propria adesione al giuramento antimodernista (non credo sia proibito pronunciarlo)? Oltre a quanto certamente già fanno in molti: nelle omelie prendere le distanze dalle affermazioni più rocambolesche dei rappresentanti della Nuova Chiesa, qualunque sia il loro grado gerarchico (naturalmente senza nominarli)? Insomma, ad esempio, si può dire che seguire la propria coscienza non è sufficiente x salvarsi, che la misericordia viene dopo il pentimento, che vero Dio è Colui che è stato rivelato da Nostro Signor Gesù Cristo e che onorato nella Sua Chiesa, la Chiesa Cattolica Romana, ecc.

mic ha detto...

Che cosa impedisce di far conoscere ai parrocchiani la propria adesione al giuramento antimodernista (non credo sia proibito pronunciarlo)?

Credo che andare a tirare in ballo il giuramento antimodernista risulti anacronistico quando i sacerdoti, oggi, sono infarciti di Rahner e compagnia.

Guardiamo avanti e puntiamo al sodo, senza prestare il fianco a rilievi reattivi che impediscono di rimanere sull'essenziale...

C'è tutto un tessuto ecclesiale da ricostruire, al di là di giuramenti e proclami che non dico non abbiano valore, ma non bastano a risolvere i problemi.

Se cado fratturandomi il cranio, è inutile che qualcuno mi venga a dire che il dottore ha una laurea doc, mi serve solo che sappia curare i craniolesi e che ci sia in giro anche chi evita i rischi ambientali che provocano cadute rovinose.

OS ha detto...

Lasciando perdere quelle che – a suo parere – sono soluzioni impraticabili/ anacronistiche (ma io preferisco un medico con una laurea doc), “guardando avanti e puntando al sodo” cosa i sacerdoti possono fare per arginare la valanga (e poi “ricostruire il tessuto ecclesiale”… oltre ad attendere fiduciosi l’intervento divino? È una domanda che mi permetto di rivolgere (e rivolgo quando posso) a tutti i sacerdoti fedeli alla Chiesa Cattolica Romana (Roma perenne)… e che il suo blog – se vuole – può girare loro

mic ha detto...

OS,
anch'io preferisco un medico con la laurea doc e ciò è pure valido in linea di principio.
Ma, in caso di pandemia, non mi basta la prescrizione giusta (giuramento antimodernista), perché se non viene somministrata la medicina che possa vincere dei virus (modernismo et alii) che hanno già infettato gravemente l'organismo - che richiede non solo l'uso di anticorpi ma anche l'antidoto efficace con una bella terapia d'urto (restaurazione) e le giuste dosi di mantenimento (insegnamento e sacramenti) - non potrà esserci nessuna ripresa.

Lei ha perfettamente ragione a richiedere non solo la giusta diagnosi ma anche la terapia ai sacerdoti, perché sono loro quelli che possono somministrare l'unica Medicina veramente valida, congiuntamente al Medico che essi rappresentano...

una sola fede ha detto...

Riallacciandomi a ciò che si sta discutendo, mi viene da dire, stando sempre sul paragone di tipo medico, che, così come il “Giuramento di Ippocrate” non fa automaticamente un buono e coscienzioso medico, così il “Giuramento antimodernista” di per sé ovviamente non faceva un pastore con spirito genuinamente antimodernista.

Però aggiungerei anche che con lo svuotamento progressivo del senso originario del “Giuramento di Ippocrate” (avvalorando le tesi di chi già parlava piuttosto di “Giuramento d’ipocrita”) e probabilmente con la sua di fatto definitiva soppressione di cui si parla da tempo, il segnale che viene dato non è certo incoraggiante. La stessa identica cosa perciò si può dire a proposito appunto della messa in soffitta da parte di papa Paolo VI del “Giuramento antimodernista” introdotto da San Pio X che evidentemente conosceva non soltanto i suoi tempi, ma profeticamente anche quelli, molto peggiori, che sarebbero arrivati in seguito. Il fatto che sia stato abolito in pieno clima conciliare e iniziale post-conciliare a mio parere la dice molto lunga sia sui tempi già presenti nei primi del secolo scorso, sia forse, soprattutto, proprio su quelli intravisti e probabilmente anche profondamente temuti da San Pio X; e la dice lunga, naturalmente e di conseguenza, anche sulle caratteristiche di coloro che sarebbero stati i “protagonisti” della deriva modernista e relativista: tra di essi i suoi tardi successori, che dopo aver soppresso quel Giuramento non si sono certo adoperati per riproporlo: e come avrebbero mai potuto, se esso andava palesemente contro i loro orientamenti? Basta leggerne anche pochi stralci, tipo quelli da me postati in questi giorni e confrontarli con molte loro dichiarazioni e atti.

Turiferario ha detto...

Anonimo delle 18.09, e precedenti, sul testamento biologico ti rispondo subito: che senso ha? Potrebbe averlo nel caso in cui volessi rifiutare pregiudizialmente e totalmente qualunque tipo di trattamento medico e affidarmi unicamente alla natura. E come può invece qualcuno, senza sapere di medicina, decidere caso per caso i trattamenti a cui vuole e non vuole essere sottoposto, e per giunta in astratto e in via preventiva, senza conoscere nemmeno il caso concreto? Posso scrivere che rifiuto l'accanimento terapeutico, ma poi chi decide se c'è o meno accanimento? Solo il medico che mi cura, di fronte alla realtà e non in astratto. Perciò il testamento biologico come tante altre cose a me pare una provocazione, un modo per chiedere surrettiziamente altre cose, ovvero l'eutanasia, e non qualcosa che abbia di per sé un'efficacia, almeno nella stragrande maggioranza dei casi.

rosa ha detto...

Tra l' altro, Turiferario, la medicina spesso cura oggi cio' che non sapeva curare ieri. Quindi, o uno scrive il tesatmento biologico, quando gia' e' molto malato, quindi verosimilmente non piu' lucidissimo, oppure lo scrive con anni di anticipo. E se nel frattempo trovano la cura ?
Quando mi sono laureata (1981,non 1881) NON esisteva la terapia fibrinolitica e l' angioplastica per l' infarto miocardico, ne' per lo scompenso cardiaco, molti chemioterapici antitumorali non c' erano, e non si sapeva cosa fosee l' AIDS. Si era solo osservata la comprsa di un tumore fin ad allora raro, il sarcoma di Kaposi, in molti omosessuali di S.Francisco.
Rosa

Turiferario ha detto...

Verissimo, Rosa, il testamento biologico dovrebbe essere aggiornato periodicamente, e con l'aiuto di un medico che spieghi le eventuali novità. Mi chiedo se voi medici abbiate il tempo di sobbarcarvi anche incombenze del genere! Oltre a quello che abbiamo detto, c'è anche l'impossibilità di prevedere a freddo cosa significhi vivere in certe condizioni. Una persona sana può pensare che mai e poi mai vorrebbe vivere attaccata a una macchina: ma nel momento in cui si dovesse effettivamente trovare in quella condizione, la penserebbe ancora così? E se intanto l'aveva scritto nel testamento biologico...

rosa ha detto...

non credo che molti di noi si sobbarcherebbero simili incombenze.
penso anch' io che il testamento biologico sia una foglia di fico per coprire la vergogna dell' eutanasia, come i DICO o simili lo sono nei confronti del matrimonio omosuessuale. In Francia avevano i PACS. Che bisogno c' era dela marriage pour tous ? perche' in Francia , ancora, se NOn sei marrie', sposato, NON puoi adottare figli o ricorrere alla feconsazione artificiale. Infatti la prossima tappa e' la PMA pour tous( procreation medicalement assiste').
Per non parlare dell' aborto...
rosa

Anonimo ha detto...

La stupenda spiegazione data da padre Ariel S. Levi di Gualdo, nel suo commento del 6 aprile 2014 02.09, la dice lunga sulla grandissima responsabilità che ricadrà su chi avrà il potere di nominare i vescovi (quelli con la "pienezza del sacerdozio" che, se ho ben capito, DEVONO essere ascoltati in alto)nei prossimi tempi.
Insomma: quanti più Ariel Levi di Gualdo e don Marco riceveranno mitria e pastorale entro breve, tanto maggiori saranno le possibilità, per questa nostra povera Chiesa, di ancora rialzarsi e salvarsi.
Se dipendesse da me, carissimi Ariel e Marco, sareste vescovi da domani mattina. Non dipendendo da me, devo confessare di non sentirmi troppo ottmista.
In ogni caso, non mollate!!
Hai visto mai che, seppure non tenuto ad ascoltarvi, qualcuno non "scelga" di farlo, proprio come Gregorio XI con Caterina ed Eugenio III con Bernardo?
Che il Signore sia con Voi (e soprattutto con i vostri superiori)e Vi benedica sempre.
Tommaso Pellegrino Torino