venerdì 16 gennaio 2015

Lega cattolica per le preghiera di riparazione. Una realtà che cresce e dà frutti

Oggi su Riscossa cristiana [qui]. Oggi, venerdì, è il giorno settimanale dedicato alla Preghiera di Riparazione [qui].

Al giorno d’oggi, può sembrare strano persino ai cattolici, ma la preghiera produce frutti. Nel rapporto con il Signore, prima di tutto, ma anche nei legami umani che mostrano di poter essere molto di più che amicizia, condivisione, intimità perché diventano comunione dei santi.

In questo periodo l’iniziativa della “Lega cattolica per la preghiera di riparazione” ce ne sta dando un’altra prova. Lettere telefonate, incontri tra vecchi amici o tra persone che mai si erano conosciute prima hanno preso una luce diversa. Ma ciò che ancora più consola e induce a rendere grazie al Signore è quel legame speciale con coloro che sentono il cuore più leggero “perché” dicono “finalmente ho capito di non essere solo”. E, magari, non hanno ancora incontrato personalmente nessuno, ma sentono tutti noi in ginocchio accanto a loro nel momento della preghiera e, almeno un po’, nella vita di tutti i giorni.

Aver avviato questa iniziativa ci chiama alla responsabilità nei confronti di tutti coloro che hanno scelto di farne parte. E non si tratta solo di coloro che hanno messo il loro nome nell’elenco degli aderenti, ma anche di tanti altri cattolici che pregano con le stesse modalità e le stesse nostre intenzioni. Per tenere fede a questa responsabilità, ma soprattutto perché pensiamo che solo la preghiera possa fare il bene di questa nostra disastrata Chiesa, continueremo a tenere viva l’iniziativa attraverso un appuntamento settimanale ogni giovedì su “Riscossa Cristiana” e attraverso momenti di preghiera e incontri di cui daremo comunicazione di volta in volta.

Su questo sito, e sugli organi di informazione che vorranno riprenderli, troverete dunque notizie e informazioni, ma anche sussidi per la formazione spirituale e ascetica legata alla preghiera di riparazione. Da questo punto di vista, il contributo di chiunque è bene accetto.

Cominciamo dunque con qualche informazione:
  • Venerdì 6 febbraio, come ogni primo venerdì del mese, nella parrocchia di Linarolo (Pavia), si terranno la recita del Rosario e la celebrazione della Messa in rito romano antico secondo le intenzioni della Lega per la preghiera di riparazione. L’orario sarà comunicato più avanti.
  • Se altri sacerdoti fossero disposti a fare lo stesso nella zona in cui operano, ce lo facciano sapere e provvederemo a darne comunicazione.
  • Ricordiamo che è possibile anche il semplice incontro tra laici che preghino secondo le intenzioni della Lega come già indicato. Anche in questo caso, sarebbe utile segnalarcelo in modo da poterne dare comunicazione. Rimane il fatto che lo strumento più efficace per la diffusione è il passaparola, che sarebbe meglio chiamare apostolato.
  • Nei limiti delle nostre forze, siamo a disposizione per incontrare gli amici che intendono impegnarsi in questa impresa. Per questo, si faccia riferimento all’indirizzo di posta elettronica della Lega di riparazione e troveremo il modo e il tempo per farlo.
  • Ricordiamo l’incontro di venerdì 1° Maggio in programma a Linarolo (Pavia). Con un po’ di enfasi, potremmo chiamarlo la prima giornata nazionale della Lega di riparazione. In ogni caso, sarà l’occasione per vederci di persona e fare il punto del nostro impegno.
  • Ringraziamo gli amici e gli organi di informazione che ci stanno aiutando a diffondere questa iniziativa. In particolare, segnaliamo l’aiuto concreto dei siti “Chiesa e postconcilio” e “Una vox”. Il primo ha provveduto a tradurre in spagnolo l’articolo di presentazione della nostra iniziativa e presto lo tradurrà anche in inglese. Visto l’interesse che la Lega sta suscitando anche all’estero, noi provvederemo anche a una traduzione tedesca. Il secondo ha messo a disposizione in formato Pdf pronto per la stampa un libretto con le preghiere di riparazione.
Per concludere vogliamo riassumere il senso del nostro impegno con un brano tratto da “Don Camillo e don Chichì” uno degli ultimi scritti di Giovannino Guareschi. È degli Anni Sessanta, ma Guareschi, come spesso gli capitava, sapeva anticipare i tempi e, in quell’opera, mise in scena la crisi della Chiesa raffigurandola nell’immagine del pretino progressista don Francesco, detto don Chichì. Davanti a tanto sfacelo, don Camillo chiede consiglio a Cristo crocifisso, che gli spiega cosa deve fare. Che è proprio quello che dobbiamo fare noi oggi:
“Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede. Don Camillo, bisogna aiutare chi possiede ancora la fede a mantenerla intatta. Il deserto spirituale si estende ogni giorno di più; ogni giorno nuove anime inaridiscono perché abbandonate dalla fede. Ogni giorno di più uomini di molte parole di nessuna fede distruggono il patrimonio spirituale e la fede degli altri. Uomini d’ogni razza, d’ogni estrazione, d’ogni cultura”.
Paolo Deotto – Alessandro Gnocchi
Sia lodato Gesù Cristo

1 commento:

cristero ha detto...

Grazie perchè posso cominciare da oggi.