martedì 27 gennaio 2015

27 gennaio Giornata della memoria. Facciamo memoria anche di alcune altre cose.

Quanto segue l'ho scritto diversi anni fa. Ma lo ritengo attuale e lo ripropongo oggi in reazione alla sagra di una morale ufficiale unidirezionale che ci sta asfissiando da decenni. Pur senza mancare di rispetto a nessuno, diamoci una regolata e torniamo ad una giusta misura.

Il passato non si cancella, ma non può diventare il sacrario dell'odio

Dal 27 gennaio 2001, in Italia si celebra il giorno della memoria.
Questa celebrazione è stata voluta dal Parlamento Italiano per ricordare gli ebrei sterminati nei lager nazisti. Nella scuola e in molti ambiti della nostra vita civile questa ricorrenza ha avuto e avrà una giusta eco, anche perché fare memoria del male che è dentro l' uomo - e rimane ancor oggi possibile - ha un valore educativo per il presente con la speranza di preservazione da analoghi rischi per il futuro. In termini di giustizia è un atto dovuto forse anche per cancellare l'onta delle leggi razziali.

Una memoria che rischia di diventare dimenticanza

C'è però una dimenticanza che rischia di vanificare questa giornata, che sui media è diventata una settimana e oltre. Si può infatti dedicare un giorno della memoria a sei milioni e mezzo di morti tacendo di altri milioni, vittime dei sistemi comunisti, di altre ideologie o di fondamentalismi di varia natura?

Certo del nazismo tuttora inorridisce il massacro programmato, l'orrore pianificato, la disumanità divenuta drammaticamente 'normale' in quei giorni e in quel contesto: una delle pagine più terribili della storia umana.

L'evento supera i confini nazionali; in un tempo di globalizzazione come il nostro è inevitabile ed è anche auspicabile una vera coralità. Ma la consapevolezza dell'accaduto e dei pericoli rappresentati da ogni ideologia dovrebbe radicarsi fortemente nelle coscienze e non rimanere confinata al giorno - o al battage - della commemorazione.

Tuttavia io, donna di questo tempo, non posso dimenticare e, senza  perdermi nella citazione di cifre purtroppo altrettanto drammaticamente rimarchevoli, vorrei nominare le vittime delle persecuzioni in URSS, in Turchia (il genocidio degli Armeni), in Cina, in Vietnam, in Cambogia, nell'Est Europeo, quelle in America Latina, quelle in Africa, quelle in Afghanistan, in Iraq, nei Balcani (con riferimento a tutte le etnie coinvolte), nel Sudan, in Timor Est, nel Medio Oriente. Chiedo scusa a chi non nomino per ignoranza o per disattenzione.

Per non parlare di altre morti, che ci restano sconosciute perché si perdono nella fretta indifferente di una quotidianità che fagocita le nostre coscienze, frutto di un odio e di una violenza che si manifestano sotto altre etichette o giustificazioni ideologiche o politiche con un sottofondo spesso economico dal travestimento umanitaristico, ma la cui matrice è sempre riconoscibile nello stesso "Male", che ha nomi diversi: odio, divisione, intolleranza, sete di potere, manipolazione, massificazione, strumentalizzazione, indifferenza, che diventano disumanità.

Non è mia intenzione scatenare in questa occasione una polemica sui totalitarismi; vorrei soltanto che il 27 gennaio fosse veramente il giorno della Memoria, e quindi che si accomunassero nel ricordo tutte le vittime del Novecento: il secolo. definito da V. Grossman, della massima violenza dello Stato sull'uomo; ma ad esse vorrei fossero accomunate anche le vittime di ogni generazione che ci ha preceduti nella nostra storia che di genocidi, senza nulla togliere al dramma degli ebrei, ne ha visti e purtroppo ancora ne vede davvero tanti.

La shoah non è un 'luogo' teologico né un dogma

Vorrei anche ricordare che non può restare senza conseguenze asserire che “la shoah” segna “il vertice del cammino dell’odio”, che voleva “uccidere Dio” (Parole pronunciate da un papa ad Auschwitz). Occorre invece respingere la tendenza odierna -che va generalizzandosi sempre di più- di conferire portata teologica e “neo-dogmatica” ad un fatto storico come la shoah. che significa sterminio. quale “nuovo Olocausto”, che sembra addirittura aver rimpiazzato quello di Cristo. Infatti, per la Fede cattolica l’odio di satana ha mosso degli uomini (Sinedrio con il popolo ebraico a lui sottomesso con la connivenza dei dominatori Romani) ad uccidere Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, nella sua natura umana. Questo è il vero vertice dell’odio contro Dio, che i veri cristiani, figli del perdono, non prendono a pretesto per demonizzare nessun uomo e nessun popolo -nella specie quello ebraico- né di ieri né di oggi né di domani.
La shoah non è né un “luogo teologico” - che, nella metodologia di Melchior Cano, è un criterio di prova teologica - né un dogma di fede, perché i dogmi di fede hanno per oggetto esclusivamente verità rivelate. Nessun cristiano è quindi tenuto ad enfatizzazioni fuorvianti o al reiterato prodursi di poco dignitose prostrazioni, fermi restando l'orrore e la condanna per l'accaduto.

Non fare della memoria un'ideologia

Da ultimo spero che non si faccia ideologia nel giorno della memoria (non è certo questo l'intento della legge; ma sono sempre possibili strumentalizzazioni di ogni genere, che sarebbero ciniche quant'altro mai) ma che si aiutino i giovani e in fondo tutti noi a comprendere che ricordare il male presente nella storia serve a cominciare a costruire, oggi, un mondo di pace in cui ogni  persona umana ed i valori di cui essa è portatrice, siano il fulcro imprescindibile di ogni convivenza non soltanto formalmente civile, che voglia essere anche "umana" nel senso pieno del termine.  E, se c'è chi non ci crede o chi lo rifiuta, noi sappiamo e riaffermiamo che ciò è possibile solo in Cristo, nostro Signore, l'Unico che realizza in chi lo accoglie la pienezza di umanità redenta e rigenerata per costruire la vera Pace, che non è quella di un generico umanitarismo, ma opera teandrica del Figlio che si concluderà solo alla fine dei tempi, che solo il Padre conosce.
Maria Guarini

9 commenti:

Alessandro Mirabelli ha detto...

Ottimo commento, ed attualissimo.

Anonimo ha detto...

ci sono stati milioni e milioni cattolici uccisi in questi campi di concentramento, quindi è anche un giorno di ricordarli...quelli morti che ormai per la politica neanche esistono più...


Romano

Annarè ha detto...

Una memoria farsa, ipocrita, perchè la memoria dovrebbe servire ad insegnare che non si uccidono gli innocenti, invece oggi si massacrano gli ionnocenti con le leggi di stato, nell'indifferenza totale e il fatto è che non ci si può nemmeno ragionare sopra. Proviamo a parlare in una scuola qualsiasi ai ragazzi del crimine mostruoso dell'aborto e ci vedremo defenestrati in un attimo dai più pii e benpensanti professori, si proprio quelli che ogni anno tirano fuori il fazzoletto per piangere i 6 milioni di ebrei morti (invece dei 100 milioni di morti fatti dal comunismo silenzio assoluto). E vai ogni anno la solfa di settimane di film, spettacoli, documentari sulla shoa, però se un profe cattolico osa far vedere un filmato sull'aborto sia anatema, anzi sia licenziato. Ipocrisia pura, stomachevole, che fa persino diventare razzisti verso i morti di serie A, perchè purtroppo ci sono anche i morti di serie C che sono solitamente cattolici e dei quali neppure il papa si interessa. Così vediamo i rabbini infuriati gridare all'antisemitismo perchè dei mussulmani hanno ucciso 4 di loro in un supermarket, vediamo la Francia insorgere per i 12 giornalisti bestemmiatori, ma per le centinaia di cristiani massacrati in questi mesi silenzio di tomba. Mai nessuno che grida alla cristianofobia, eppure i morti cristiani sono in numero mica indifferente. Ma come dicevo sopra ci sono morti d'elite e morti di second'ordine, ci sono persone che hanno dei diritti e solo diritti per le quali si fanno leggi che inibiscono la libertà di pensiero e ci sono persone che si possono( anzi è un dovere farlo) massacrare sia nel corpo che moralmente e spiritualmente, persone che non hanno nemmeno il diritto di parlare e di pensare, figuriamoci di vivere, questi sono i cattolici, ma i cattolici veri non quelli edulcorati. In Germania si incarcerano già i genitori che non fanno fare educazione sessuale o al gender ai figli, figuriamoci se la giornata della memoria è servita a migliorare il genere umano.

Anonimo ha detto...


San Massimiliano Kolbe

http://www.maranatha.it/Feriale/santiProprio/0814Page.htm

http://www.santiebeati.it/dettaglio/34050

http://www.radiomarconi.com/marconi/kolbe/kolbe2.html

Anonimo ha detto...

Brava Annarè, io non avrei saputo ribattere meglio a quest'ipocrisia ricorrente ogni anno. Pensi che nella mia città alcuni anni fa hanno intitolato una piazza ai martiri delle foibe: apriti cielo! è successo un mezzo finimondo. Che falsi questi comunisti, intolleranti e faziosi sin dal 1945, veri dittatori!

Alessandra ha detto...

GIORNO DELLA MEMORIA PER NON DIMENTICARE La Storia del Beato Anton Durcovici, Morto in un Lager Comunista

http://intuajustitia.blogspot.it/2015/01/giorno-della-memoria-per-non.html

Anonimo ha detto...

sbaglia sapendo di sbagliare!la shoah è un onta che l uomo si porta!e anche da parte di cattolici purtroppo ha trovato proseliti!

mic ha detto...

Dove ho detto che la shoah (sterminio; Olocausto è =sacrificio a Dio e tale è solo quello di Cristo Signore) non è un'onta?

Lo è - e terribile anche! -. Ma purtroppo non è la sola 'onta' presente nella storia. L'accento è posto sul perché debba assurgere appunto ad olocausto ed essere enfatizzato nella memoria collettiva questo terribile fatto storico (non teologico) come fosse l'unico, con connesso lavaggio del cervello in ogni ambito, culturale, civile e religioso...

Io amo l'ebraismo perché lo conosco. Non amo il sionismo come non amo ogni altra ideologia. E questo non c'entra niente con l'antisemitismo, ch'è un'altra cosa...

Abbiate uno sguardo che va più in profondità e non fermatevi agli slogan ricorrenti!

mic ha detto...

Spiego meglio cosa intendo per "amo l'ebraismo perché lo conosco".
Intanto non confondo l'ebraismo talmudico o rabbinico (quello attuale) con la mia fede cattolica che ha ereditato la Torah originaria, portata a compimento da Cristo Signore.

Sentendo parlare dei rabbini anche attuali riconosco parole di saporosa sapienza, ma ho la grazia di assaporarle dall'interno e coglierne anche gli esiti inequivocabilmente cristici e non dall'esterno, come accade ad esempio a rav Neusner - e a tutti gli ebrei che si sono riappropriati di Cristo come rabbi e non come Dio - nei confronti del cristianesimo...

Appena riesco porterò degli esempi.