martedì 6 gennaio 2015

From Rome su: Sandro Magister si esprime sulla nullità del conclave del 2013

Riprendo dal blog statunitense From Rome [qui] questo argomento di grande attualità, che lo stesso Antonio Socci ritiene non sufficientemente approfondito né efficacemente confutato in seguito al suo porre la questione. Socci lo ha pubblicato sulla sua pagina facebook [qui], esprimendosi in questi termini : «La (prima) risposta di un sito americano agli argomenti (sbagliati) di una canonista contro di me (poi arriverà la risposta mia)».

Sandro Magister si esprime sulla nullità del conclave del 2013

Cominciamo con un estratto dalla nostra Cronologia dei reportage sul “Team Bergoglio”.

5 gennaio 2015: Espresso Online pubblica l’articolo di Sandro Magister È lui il Papa. Eletto in piena regola [qui], che contiene in appendice la citazione di uno studio della canonista Geraldina Boni, in cui la tesi di Antonio Socci viene contestata in modo insoddisfacente (il testo completo della Boni in italiano è stato pubblicato contemporaneamente qui), dato che l’affermazione di Socci secondo la quale non si possono fare più di quattro scrutini al giorno è corretta. In realtà, affermando che – qualora uno scrutinio fosse stato annullato per via della presenza di una scheda bianca in sovrannumero (UDG 68) non si sarebbe verificata alcuna violazione delle regole (UDG 63) – la Boni non fa altro che contestare l’asserzione di Socci con un’altra asserzione. L’articolo fa anche dei vaghi riferimenti al “Team Bergoglio”, senza tuttavia dedicare una consistente attenzione al paragrafo 81 della UDG. Il fatto che Sandro Magister consideri degni di oppugnazione gli argomenti che sostengono la nullità dell’elezione del Cardinal Bergoglio è comunque in se stesso sorprendente.

La nostra critica

L’argomentazione espressa da Sandro Magister nel suo articolo su Espresso Online non è di maggior valore di quella della Boni.

L’argomentazione di Geraldina Boni non è valida perché si fonda sull’affermazione secondo la quale la ripetizione dello scrutinio dovuta a una scheda addizionale non sia in se stessa una violazione del paragrafo 63 della UDG, in cui si specifica che sono consentiti solo quattro scrutini al giorno. La canonista non ammette – come dovrebbe – che affinché si compia l’osservanza completa di tutte le sezioni della UDG, nessuna violazione della UDG 63 può essere fatta o giustificata. La sua affermazione non ha senso: in ragione di quanto è espresso nel testo della Promulgazione della UDG (nella parte finale del documento), si dichiara del tutto privo di valore tutto ciò che venga attentato contro i termini stabiliti dalla costituzione papale.

Il vero nucleo della disputa risiede nell’interpretazione del testo latino del paragrafo 68 della UDG, in cui si legge:
Quodsi schedularum numerus non respondet numero electorum, omnes comburendae sunt, et iterum, id est altera vice, ad suffragia ferenda procedatur; si vero schedularum numerus numero electorum respondet, subsequitur publicatio scrutinii, quae hoc modo fit.
La nostra traduzione non ufficiale è la seguente:
Pertanto, se il numero di schede non corrisponde al numero degli elettori, esse devono essere tutte bruciate, e bisogna procedere di nuovo, vale a dire, un’altra volta, alla raccolta dei voti: ma se il numero delle schede corrisponde al numero degli elettori, si procede alla pubblicazione del conteggio, che deve essere fatto in questa maniera.
Il significato della frase latina lascia ben intendere che la votazione che segue è una nuova votazione e non – come vorrebbe la Boni – una votazione fatta come se la precedente non fosse mai avvenuta (tamquam non esset). È evidente che si tratta della seconda di due votazioni, poiché in latino l’espressione “un’altra” si può esprimere in due modi: con il termine alia – che significa “un’altra” che non ha relazione con “la precedente” – o con altera, termine la cui accezione implica sempre una relazione con “la precedente” e che esprime l’idea di qualcosa che deve essere contato come secondo rispetto all’anteriore. Dato che nel testo latino manca la specificazione erroneamente menzionata dalla Boni (quel “tamquam non esset” che significherebbe “come se la prima non avesse avuto luogo”), esso deve essere letto nel suo significato corretto di una ripetizione, e pertanto di un’altra votazione.

Il fatto che l’argomentazione di Socci sia più cogente è dimostrato proprio dal testo dei paragrafi 63, 64 e 65 della UDG, in cui uno scrutinio viene definito con precisione come l’intero processo costituito da: voto (suffragia ferenda), mescolamento e conteggio delle schede, spoglio dei voti. Dato che solo quattro di questi suffragia sono consentiti, il dettame del paragrafo 68 della UDG secondo il quale bisogna procedere a una ripetizione del suffragium implica che il suffragium che viene ripetuto deve essere contato come uno dei quatto permessi. L’argomentazione di Socci è più attendibile; quella della Boni sembra basarsi sul significato della parola italiana “altra”, che non ha la stessa precisa accezione del latino “altera”.

L’apparente attendibilità della confutazione della tesi di Socci deriva dal plurale utilizzato nella stessa frase, ad suffragia ferenda (si procede alla raccolta dei voti, suffragia): il testo latino, infatti, avrebbe anche potuto dire ad alterum sive alium suffragium ferendum, vale a dire “fare una seconda o un’altra votazione”, ed usa invece il plurale, il che – per lo meno secondo l’interpretazione del Cardinal Napier (vedi il feed del suo profilo Twitter) – significherebbe solamente la raccolta dei voti (suffragia), non l’intero processo di scrutinio (scrutinium).

La norma papale in sé, a nostro avviso, dovrebbe essere corretta come segue: “e all’interno dello stesso scrutinio, si deve procedere a un’altra votazione, come se la votazione errata non si fosse mai svolta” (et iterum infra idem scrutinium ad suffragia ferenda procedatur tanquam prima mendosa non illata sint).[1]
____________
 [1] Con le ultime due frasi l’autore, da me consultato in proposito, non vuole di certo ritrattare quanto detto prima, bensì specificare che – qualora si vogliano in futuro evitare ulteriori dubbi sull’interpretazione – il testo in latino andrebbe a suo avviso formulato con più chiarezza. Eventuali perplessità in merito nascono dalla differenza tra la schiettezza dello stile discorsivo anglosassone e la ridondanza di quello italiano. – N.d.T.

46 commenti:

Anonimo ha detto...

Eventuali perplessità in merito nascono dalla differenza tra la *schiettezza* dello stile discorsivo anglosassone e la ridondanza di quello italiano. – N.d.T.
Più che di *"schiettezza"*, parlerei di STRINGATEZZA.
Nell'uso corrente italiano, al termine *schiettezza* è legato, a ragione o a torto un giudizio positivo. STRINGATEZZA è più "asettico".

Silvano Motta ha detto...

A mio parere non è che Bergoglio non è Francesco, ma che Benedetto non è "emerito".

Anonimo ha detto...

Probabilmente è così. E per tre motivi. Il primo lo ricondurrei alla profezia della Emmerich, la cui lettura, sotto questo aspetto, è semplice. Il secondo è costituito dalla irregolarità della votazione magistralmente illustrata da Socci. Il terzo è che probabilmente Benedetto XVI non poteva dimettersi. Si obietta che il Codice di diritto canonico lo ammette. Ma il Codice è un prodotto umano (per secoli la Chiesa neppure lo ha avuto); ma qual'è la volontà di Dio? Persino Benedetto XVI sostiene che quando uno è Papa lo è "per sempre". Probabilmente il Codice di diritto canonico va interpretato nel senso che le dimissioni sono ammesse "in casi eccezionali". Giorgio

RAOUL DE GERRX ha detto...


OT. C'est l'Épiphanie, aujourd'hui.

Que Mic me permette de rappeler ici le texte (en espagnol) d'Antonio Yagüe sur les Rois Mages et sur l'Étoile qui les a conduits à Bethléem, texte paru dans "Religion en libertad" il y a deux ans et qui constitue comme la préface de son "Astronomie Sacrée" (à ne pas confondre avec l'astrologie) :

http://www.religionenlibertad.com/los-reyes-magos-esperaban-un-salvador-y-la-conjuncion-de-regulus-26899.htm

Angheran70 ha detto...

"Il fatto che Sandro Magister consideri degni di oppugnazione gli argomenti che sostengono la nullità dell’elezione del Cardinal Bergoglio è comunque in se stesso sorprendente".

Cioè è sorprendente che qualcuno nel mondo cattolico mantenga ancora un po' di sale in zucca , invece di inventarsi il 'sedevacantismo a orologeria' e sfornare libri con titoli tartufeschi?

Mazzarino ha detto...

So di ripetere cose già dette ma Silvano e Giorgio mi solleticano. Sopportatemi.... Continuo a non trovare una, dico una, ragione perché Bergoglio possa essere Papa. Dimissioni, sottomissione ad un programma elettorale, inesistenza canonica dell'aggettivo emerito, accettazione limitata, atti, deviazioni su dottrina e su somministrazione di Sacramenti.. L'unica motivazione a sostegno (formale ma non sostanziale) era quella di essere stato validamente eletto. E piano piano si scopre che non è vero neppure questo. E Santa Romana Chiesa fondamento ed origine di ogni tipo di umano ordinamento è ora diventata la cooperativa dei nichilisti giullari di corte. Certo sconcerta vedere che anche i preti progressisti baldanzosi che citavano "francesco" dodici volte in una omelia, siano ormai in totale confusione. Parlano addirittura del dopo francesco. Le certezze di carriera vacillano e il posto all'ospizio garantito dalla Curia pure. Visto che, a breve, sull'abbrivio di Boff il comunista, che prepara encicliche e che "celebra" tranquillamente sospeso e con compagna, di curie e di mandati d'ordine potrebbe non essercene più bisogno.

Anonimo ha detto...

Secondo me si pecca di grande ingenuità se si pensa di poter imputare ai Circoli che governano il Mondo, elezione compresa, la violazione delle norme perchè non ci si rende conto che sia in ambito politico che ecclesiastico e mediatico sono proprio i suddetti Circoli a decidere se le leggi devono essere applicate, fatte rispettare oppure negate o ribaltate secondo le proprie convenienze. Se anche si dimostrasse senza alcuna possibilità di dubbio che è stata commessa una violazione chi dovrebbe prendere provvedimenti? Forse chi l'ha commessa e nascosta e contemporaneamente detiene il vero Potere? Forse chi ha tutto il potere mediatico? Credete alle favole?
Miles

Anonimo ha detto...

Concordo, è un'emerita sciocchezza, non un emerito papa, è sempre papa, poi forse un giorno, non penso molto lontano, si capirà chi e perché gli ha dato un calcio per cacciarlo dal 'trono' di Pietro, ma permettetemi di dire che mi rattrista assai vedere queste cose ed assistere all'indegno spettacolo che offrono tanti uomini che dovrebbero essere di Chiesa e sono solo portaborse, carrieristi, vili servi di partito e camerieri e valletti. Io prego per Il Papa, sapete quale, ed aspetto la fine di questo disgustoso show, passeranno tanti cadaveri a galla sul Tevere. Lupus et Agnus.

Anonimo ha detto...

scusate ma dire che quando una votazione non è stata completata o è stata annullata sia da considerarsi non fatta non è una semplice asserzione estemporanea è quello che il diritto prevede. In una votazione devono esserci vari punti, se uno manca per esempio lo spoglio quella votazione non esiste, se una votazione viene annullata ( sarebbe meglio dire che è stata verificata la sua nullità, la sua appunto non esistenza) quella votazione non conta, non esiste.
Scusa mic prendiamo i contratti: se manca uno dei requisiti essenziali del contratto questo è nullo. Se un giudice dice questo contratto è nullo perchè manca il requisito x non puoi controbattere è solo un'asserzione del giudice.
Se una votazione è stata annullata, come prevede la legge, questa ripeto non esiste,
Laura

Piave ha detto...

Il fatto stesso che sia stato destituito un Papa regolarmente eletto e ne sia stato messo lì uno con idee e modi di fare diametralmente opposti, basta per capire che qualcosa di non chiaro c'è stato. Per anni i progressisti hanno denigrato Papa Benedetto e gli hanno organizzato diversi scandali a orologeria per colpirlo e fargli male (adesso parla di misericordia questa gentaglia!), e infine nel 2013 sono finalmente riusciti a detronizzarlo. Guarda caso poi è stato eletto un tizio che piace a questa gente, ha preso il posto di Gesù Cristo nel dire cosa è bene e cosa non lo è, è divenuto il nuovo centro su cui ruota tutta la vita della Chiesa. L'altro, invece, (parola di bergoglio) lo volevano rinchiudere in un convento dove potesse sparire definitivamente dal mondo. Ricordo bene il sorriso perfido di piero marini (a cui fu fatto il primo piano) la sera delle ceneri quando ci fu l'applauso per ringraziare e salutare Papa Benedetto. Fu il sorriso beffardo di un vescovo curiale fino al midollo, carrierista, progressista e pienamente a conoscenza di tutto quello che noi ancora non conosciamo ed esprimeva bene la soddisfazione di un bel lavoro fatto. Non occorre fare la gastroscopia alla grammatica latina dei documenti ufficiali per capire che quello che è successo è tutto irregolare e vergognoso.

Franco ha detto...

@ Raoul De Gerrx Anch'io in OT ma tant'è, siamo all'Epifania.

Per me questi tentativi di trovare una corrispondenza effettiva tra il racconto della stella dei Magi e i dati astronomici sono interessanti, ma non riesco a trovarli risolutivi, anche per la mia assoluta povertà di conoscenze e inettitudine nel settore. Eppure la questione non è priva di rilievo, data la tendenza degli esegeti attuali, anche ufficialmente cattolici, a vedere
nei Vangeli dell'infanzia poco più che favole costruite per accreditare post eventum la divinità di Gesù. Se perfino Ratzinger alla sua età e con gli impegni che aveva si è speso per scrivere un libro in proposito...

Personalmente propendo per una spiegazione della stella più "miracolistica": fenomeni analoghi a quelli registrati in occasione di varie apparizioni a Fatima: globi luminosi et similia. Quanto al grande miracolo del sole ( 13 ottobre 1917 ) abbiamo le relazioni dei numerosissimi testimoni e addirittura gli articoli del principale quotidiano laicista di Lisbona... ma se fosse accaduto duemila anni fa e avessimo una relazione scritta allora, non saremmo spinti molto più fortemente a considerarlo una favola inventata ad hoc?

Aggiungo che una "illuminazione" sui Magi mi è venuta anni fa, trovando nel libro "Autobiografia di uno yogi" un capitolo in cui il "santone" induista Parahamsa Yoganandi relazionava sulla sua visita ( fine anni '30 )a Therese Neumann, la mistica stigmatizzata bavarese, con una esperienza simile a quella della Emmerich. Chi avrebbe mai pensato a una relazione fra Gange e Baviera? Eppure nel volume sono inserite diverse fotografie dell'incontro, che lo rendono certo.

Credo che la fenomenologia "paranormale" dei mistici come Padre Pio, Marthe Robin, Natuzza Evolo, purché vagliata criticamente, possa fornire argomenti di credibilità
ai racconti evangelici, troppo spesso snobbati.

Analogamente, se non avessimo relazioni dettagliate degli esorcismi operati attualmente, quelli di Gesù potrebbero esser "smontati" con estrema facilità. Credo che in questo settore abbia grandi meriti l'abbè
Renè Laurentin, grande studioso di Lourdes ( e amico di Messori ).

Una aggiunta finale. Parecchi critici ( fra loro anche Vito Mancuso ) ritengono incompatibili il vangelo dell'infanzia secondo Matteo e quello secondo Luca.
Butto là due idee. Che cosa impediva alla famiglia di Giuseppe e a quella di Maria di avere un piede a Nazareth e uno a Betlemme, con relative proprietà ( presumibilmente piccole )? Se c'è gente che abita in Piemonte e mantiene ancora la casa e il campicello dei nonni in Puglia...
In secondo luogo. Maria probabilmente era riconducibile al tipo umano di Bernadette Soubirous piccola, graziosa, timida, ma interiormente austera e determinata. Probabilmente la sua umiltà non le consentiva di abbandonarsi se non sporadicamente e in casi eccezionali a confidenze su quanto le era successo; e forse è questo il motivo per cui ne sappiamo così poco.

Una curiosità non teologica: ma lei è francese? Il cognome mi sembra fiammingo...




mic ha detto...

forse è questo il motivo per cui ne sappiamo così poco.

Magari il motivo è questo; ma quel poco che sappiamo è così ricco e denso di significati che basta e avanza, perché - nella meditazione -apre mondi di profonda e intensa spiritualità nella più grande semplicità e concretezza,
- a partire dalla domanda all'Angelo, serena e fiduciosa senz'ombra di dubbio (aveva ben capito cosa l'Angelo le annunciava) ma anche intelligente e pertinente, perché chiede il "come"...
- Il "Sì" con quel che ne scaturisce
- La visita alla cugina Elisabetta (premura e molto altro...)
- il Magnificat
- la presentazione al Tempio e l'annuncio dei dolori
- le cose che viene detto "custodiva nel suo cuore"
- La ricerca e il ritrovamento di Gesù nel Tempio.
- Parole e comportamento alle Nozze di Cana.
- l'intera Via Crucis e l'eredità della maternità del discepolo (e in lui dei Suoi, cioè noi) raccolta dal Figlio morente.
- La preghiera nel Cenacolo con gli Apostoli

Di cos'altro c'è bisogno? Di sapere che "stirava le camice"...?

Marius ha detto...

"Il fatto che Sandro Magister consideri degni di oppugnazione gli argomenti che sostengono la nullità dell’elezione del Cardinal Bergoglio è comunque in se stesso sorprendente".

Chi ci assicura che Magister la pensi veramente così? Potrebbe essere un buon modo per smuovere un po' le acque. Quando c'è un contrasto è probabile che si cominci finalmente a parteggiare o per l'uno o per l'altro. Almeno che qualcuno cominci ad esprimersi, sarebbe ora! In una classe scolastica fatta di allievi passivi e abulici io avrei fatto altrettanto.

RAOUL DE GERRX ha detto...

Cher Franco,
Vous soulevez tellement de questions dans votre intervention qu'il m'est impossible de les commenter toutes, d'autant qu'il est déjà très tard.

Les travaux d'Antonio Yagüe sur l'Astronomie Sacrée me paraissent de très grande importance. C'est un scientifique et universitaire. C'est une science absolument oubliée qu'il a redécouverte : celle du langage des étoiles et des constellations, fondée sur une connaissance époustouflante de l'Écriture Sainte et de l'Astronomie. Il a déjà publié un volume sur ce sujet (avec imprimatur de l'archevêché de Madrid). Mais quels théologiens s'intéressent aujourd'hui à ces choses-là ? Pour eux, ces histoires d'étoiles ce sont des fables, de la poésie, de l'imagination archaique… Yagüe, au contraire, avec la tradition la plus ancienne de l'humanité, rappelle que Dieu a tout fait avec "nombre, poids et mesure", sur la terre comme au ciel…

Voyez, sur Youtube, si cela vous intéresse, pour commencer :

https://www.youtube.com/watch?v=_l_fJ6-wQdA&index=28&list=PLsbRznf-hXU7KhoeOV6i66Sh3Zj6CTjMv

C'est en espagnol. Le son est parfois défectueux.

Oui, je suis Français, d'ascendance flamande, effectivement. Bonne nuit !


Franco ha detto...

@Mic. Ringrazio per la risolta e chiedo venia per quanto scrivo ulteriormente, apparentemente in OT, ma credo non molto. Uno degli epicentro della crisi e' costituito dall'esegesi biblica.

Ho già avanzato parecchie volte il sospetto che tutto questo "buttarsi nel sociale" ( spesso piu' a parole che con i fatti e qualche volta con fatti e parole estremizzate se non rabbiose) dipenda da una crisi della convinzione teologica: siccome si e' attraversati da dubbi, confessati o inconfessati agli altri e a se stessi, su elementi essenziali del dogma, si sposta il baricentro sull'azione filantropica, in cui i cattolici ( o semi-postcattolici ) sono piu' versati e ricevono consensi da laici e laicisti; per cui puo' succedere che vescovi moderati per temperamento si sentano attratti dallo slancio e dal seguito molto tangibile ottenuto dagli "impegnati".

Cosi' personalmente mi spiego l'elezione di Jorge Bergoglio che, a prescindere dall'eventuale "vizio procedurale", a cui non credo molto, disponeva certamente di moltissimi voti all'interno di un collegio cardinalizio in larga parte di nomina ratzingeriana.

Molti tradizionalisti credono che per chiudere certe partite basti esibire alcune citazioni scritturali, ritenute decisive. Temo che di fatto oggi non sia cosi' perche' perfino dalle cattedre dei seminari e delle facolta'teologiche si arriva a dichiarare che certe importantissime affermazioni evangeliche non sono "ipsissima verba" di Gesu', ma concetti messigli in bocca dalla corrente teologica tale o talaltra che passa sotto il nome di questo o quest'altro evangelista.
Esempi. In un postconvegno mi sono sentito dire da un insigne biblista lombardo chea suo parere i "ladroni" crocifissi ai lati di Gesu' non erano due, ma uno solo in due momenti diversi. Figuriamoci cosa avra' pensato della presenza o meno di Maria sul Calvario. E questo e' nulla. Immagini che cosa viene detto a proposito delle affermazioni cristologiche di Giovanni. Aggiungo il fatto ( verissimo ) di una suora, insegnante di religione in un liceo, la quale negava l'esistenza del Demonio come entita' personale.

Nel caso della Mariologia il problema si fa piu' acuto, appunto per la relativa esiguita' del materiale a disposizione. Qui entrano in gioco gli elementi offerti dalla tradizione e la struttura fornita dalla teologia scolastica. Io aggiungerei anche quelli della psicoanalisi: seguendo con le dovute riserve il pensiero di Jung e scuola non trovo irricevibile l'idea che la piccola grande Maria di Nazareth sia stata chiamata da Dio a svolgere la funzione di Grande Madre prefigura nelle religioni precristiane, come Iside in Egitto,dove il passaggio al Cristianesimo fu reso molto facile dalla religiosita' precedente.

Ovviamente, stimolato dagli articoli sul blog, mi sto impegnando nel capo della solida teologia scolastica. Recentemente ho preso a prestito presso l'Universita' Cattolica un manuale di teologia fondamentale del grande Garrison Lagrange, datato 1952. Pensiero di una rigorosita' cristallina e grande conoscenza del pensiero contemporaneo.Peccato che dallo stato delle pagine ( alcune non tagliate ) si e vincesse che nessuno in sessanta due anni l'avesse mai letto.
In aggiunta torno a ribadire che le apparizioni e rivelazioni private, come pure i fatti miracolosi, offrono almeno a me un supporto prezioso.

Franco ha detto...

@Mic. Chiedo scusa per la petulanza, ma mi sovviene ora una notazione che ritengo significativa. Il grande, roccioso, adamantino teologo neoscolastico Reginald Garrigou Lagrange, avversario accanito della "Nouvelle theologie", visitò la mistica stigmatizzata Marthe Robin e da lei a domanda ricevette importanti soluzioni di ardue questioni teologiche, che accettò con umiltà e consolazione.
Peraltro la Robin ebbe molti contatti anche con Jean Guitton, apologeta modernizzante nutrito di bergsonismo e amico personale di Montini-Paolo VI, che ne scrisse un "Portrait" biografico.

Come si vede, le cose sono complicate.

vincenzo da torino ha detto...

Può essere che vi sia stata una cattiva interpretazione dei regolamenti e che anche si sia errato. Questo serve solamente per riformare e chiarire i regolamenti per l'avvenire. Quello che è fondamentale rimane la decisione dei Padri Elettori di fare una nuova elezione, quando è apparso chiaro che il conteggio delle schede non corrispondeva a quella dei Padri Elettori presenti. Poco importa se eventualmente vi sia stata una elezione di troppo nella giornata, secondo l'interpretazione di alcuni. Quello che decidono i Padri Elettori sul momento a maggioranza è legge e convalida ogni decisione presa. Chi meglio di loro può farlo e ha l'autorità per farlo? Nessuno! Mi sembra che si cada nel ridicolo, quando si vuole proporre l'annullamento di una decisione presa sul momento dai Cardinali, giusta o sbagliata che possa essere od apparire. Vi può essere errore, ma non dolo. Giusto invece, ripeto, cercare di chiarire il regolamento in ogni sua parte per l'avvenire.

Anonimo ha detto...

Mi scuso per l'OT ma, sempre perché ieri era l'Epifania...
Marius, mi sembra di capire che lei è di Lugano: mi chiedevo se ha visto anche lei la scritta "Pizzeria Bella Napoli" su una bottega nel presepe, se così possiamo chiamarlo, in Santa Maria degli Angeli.. Non so lei, ma mi sun fö di strasc.
humilitas

Anonimo ha detto...

Intanto di nuovo Socci:
...
Dunque il primo, Boff, nel suo attacco contro Vittorio Messori (Corriere della sera 4 gennaio 2014), tesse le lodi del papa argentino affermando che BERGOGLIO HA USATO “PAROLE FINORA SENTITE SOLO NELLA BOCCA DI LUTERO”.
Poi aggiunge modestamente: “e con meno forza nel mio libro del 1984 ‘Chiesa: carisma e potere’ ”.
Dunque il fan bergogliano Boff, appena arruolato dal “vescovo di Roma” come suo consulente per l’enciclica sociale, elogia papa Francesco assimilandolo a Lutero.
...

Marius ha detto...

@ Umilitas
appena mi capita andrò ad osservare il particolare del presepio in Santa Maria degli Angeli.

A proposito della S.Messa a San Carlo del 04.01.15, mi guardavo in giro per identificarLa, cosa però un po' difficile solo in base al nickname.
Facciamo così: se Le sorride l'idea, venga alle 15.15 in sagrestia per la prova di canto; altrimenti, se non avrà premura, attenda che l'organista scenda dalla ripida scaletta della cantoria

Anonimo ha detto...

Vincenzo di Torino,

Il libro di Socci: tolle et legge!



Osservatore

Angheran70 ha detto...

Franco ha detto:

"Una aggiunta finale. Parecchi critici ( fra loro anche Vito Mancuso ) ritengono incompatibili il vangelo dell'infanzia secondo Matteo e quello secondo Luca".

Perchè collocano la morte di Erode nel 4 a.C. e da lì partono per dimostrare una serie di "incongruenze" che nella realtà non esistono. Purtroppo molta esegesi cattolica ha preferito accodarsi in maniera acritica , negando gli elementi di storicità dei vangeli. Invece questi sono perfettamente individuabili, si veda ad es. Un test per i lettori

RAOUL DE GERRX ha detto...

Franco, les vidéos d'Antonio Yagüe sur "You tube" sont nombreux et dans un un ordre… un peu désordonné.
Voici la liste exacte des huit premiers :

1) https://www.youtube.com/watch?v=_l_fJ6-wQdA&index=28&list=PLsbRznf-hXU7KhoeOV6i66Sh3Zj6CTjMv

2) https://www.youtube.com/watch?v=jr-5DRpZZNg

3) https://www.youtube.com/watch?v=rQwwAK4oQXY

4) https://www.youtube.com/watch?v=J55CYT0UNqs

5) https://www.youtube.com/watch?v=yQlKYpkQKvM

6) https://www.youtube.com/watch?v=5xAxizFzkT4

7) https://www.youtube.com/watch?v=jRYs6TEenQw&index=20&list=PLsbRznf-hXU7KhoeOV6i66Sh3Zj6CTjMv

8) https://www.youtube.com/watch?v=RZ8ppK0Ojm8

Vraiment, il vaut la peine de les écouter.

Quant à l'exégèse… Bultmann et sa "Formgeschichte" ont tout dévasté.
Y compris chez les catholiques.
Les Évangiles ne sont plus que littérature, et Jésus, un hippie traînant ses savates sur les bords du lac de Tibériade, entouré de folles, et qui se prend pour Dieu…
"Make love not war !"
Il fumait sans doute du hachisch  !

J'entendais un jour un évêque français dire que les théologiens d'aujourd'hui sont littéralement terrorisés par les exégètes formés à la Bultmann.
Le résultat est sous nos yeux…
Encore une fois, vive Luther !

Anonimo ha detto...

Caro Marius, domenica u mija fà in teemp..., ho dovuto ripiegare su una Messa NO in Italia, più tardi (a dire il vero, l'orario delle 16 risulta un po' complicato da seguire).
Da Lugano passo spesso ma sempre al volo, comunque se nei prossimi mesi riuscirò a ritagliarmi il tempo per la Messa pomeridiana in San Carlo mi presenterò volentieri, prima o dopo la celebrazione, come da lei indicato.
Un saluto e grazie.
humilitas

RAOUL DE GERRX ha detto...

Cher Franco, je reviens encore sur un point que vous avez soulevé hier.
Effectivement, l’Église a, depuis toujours, une très grande expérience sur le plan de l’assistance sociale, pour ne pas dire de “l’action sociale” : application, tellement variée et tellement heureuse sur le plan historique, au long des siècles, de la parabole du Bon Samaritain.
Mais, aujourd’hui que les Évangiles et leurs récits dits “mythiques”, ou “mythologiques” ont été ramenés par Bultmann et ses suiveurs au niveau de la littérature et des formes de l’imaginaire, grande est la tentation, pour les gens d’Église (et les chrétiens en général), de se détourner de cette “mythologie” (qui n’en est pas une) et de limiter leurs préoccupations et leurs interventions au “social”, et rien qu’à cela, tout le reste n’étant qu’« images pour dire que… »

L’Immaculée Conception ? une « image pour dire que… »
La Naissance Virginale ? une « image pour dire que… »
L’Adoration des Mages ? une « image pour dire que… »
Les Miracles ? des « images pour dire que… »
[…]
La Transfiguration ? une « image pour dire que… »
La Résurrection ? une « image pour dire que… »
L’Ascension ? une « image pour dire que… »
La Pentecôte ? une « image pour dire que… »La L'Assomption de la Vierge ? une « image pour dire que… »
Etc., etc.

Et puisque tout cela relève, au fond, c’est Bultmann qui l’a dit, des catégories mentales d’une culture archaïque aujourd’hui dépassée, appuyons-nous, nous, modernes, sur du “tangible”, du “réel”, faisons du “social”, ça, au moins, c’est “efficace”, ça n’est plus “magique”, c’est “utile”… Laissons tomber tout le reste… Accordons-nous avec les hommes d'aujourd'hui…

« Toutes ces histoires d’”étoile”, à quoi ça sert ? », me demande-t-on parfois.
Je réponds : à prouver que le christianisme est d'abord et avant tout une religion, au sens propre du terme : "religio", de "religare"…
Dans ce monde, tout est "lié", tout est "interdépendant", à commencer par le Ciel et la Terre, et le langage des étoiles, auquel les Anciens étaient si sensibles, en est la preuve irréfutable…

Anonimo ha detto...

@ Piave "quello che è successo è tutto irregolare e vergognoso"
È vero e sono talmente delusa e disorientata da questa
" nuova" gerarchia, che quest'anno non darò più l'8x1000.
Quel che hanno fatto a Benedetto è spaventoso.
Neri

Annarè ha detto...

Il problema è che Papa o non Papa sta facendo del disastro e sta avvilendo la nostra Fede. Che il buon Dio ci liberi da questo castigo o ci dia la grazia di non perdere la bussola.

Marius ha detto...

@ Humilitas

Allora, se ho ben capito, purtroppo Lei non abita da queste parti, è sempre solo di passaggio. Peccato...

Ma mi tolga una curiosità: Lei è un gentleman o una lady, perché la virtù dell'umiltà è applicabile ad ambedue.
À la prochaine...

Anonimo ha detto...

@ Raoul De Gerrx,. Grazie per l'attenzione che lei mi ha prestato. Cerchero' certamente nei siti indicati i gentilmente.

Riprendo il discorso, siccome credo ( non so quanto a ragione ) che questo blog non debba essere solo lo sfiatatoio dei mugugni dettati da nostalgia ( "O tempora, o mores!" ) ma anche un luogo in cui ci si scambiano informazioni sugli strumenti apologetici. Decida la padrona di casa.

Personalmente non darei tutte le colpe a Bultmann, il quale secondo me non ha fatto che continuare sulla strada aperta da altri, fin dal '700: Reimarus, Voltaire con il suo "Dictionnaire philosophique", Strauss, Renan, Loisy...

Mi chiedo quanti fra i sacerdoti, i vescovi e i cardinali, impegnati come sono ( specialmente i parroci ) abbiano il tempo e le forze per impegnarsi negli studi teologici ed apologetici Da qui una certa fragilita' che li porta a seguire o a inseguire le mode.
Mons. Negri di Ravenna e' un cattolico viscerale e un carattere innato grintosissimo; ma e' cosi' tosto anche per la sua fortissima formazione filosofica.

Temo che molti, moltissimi, rimangano a meta' del guado: abbastanza informati per dire qualcosa di religioso, ma non cosi' massicciamente informati per affrontare e risolvere le piu' ardue questioni apologetiche e di rapporto scienza-fede.

Tornando al discorso delle coincidenze astronomiche, devo dire di aver trovato in Vito Mancuso una affermazione che trovo esatta: a differenza di oggi, il pensiero teologico antico e medievale era interconnesso con la cosmologia, dottrina fisica del tutto, e da li' il forte appiglio alla "filosofia dell'essere" e anche le espressioni artistiche riflettenti la globalita' del cosmo e lo slancio verso il cielo, soprattutto le cattedrali.

Occorre una nuova convergenza fra cosmologia, filosofia della natura e teologia; concordanza come programma da svolgere in tempi lunghi, evitando facili concordiamo e oltrepassando l'espediente salvatutto ( in apparenza ) di dire che scienza e fede corrono su due piani diversi, percio' non possono scontrarsi.

Faccio un esempio. Il prof. De Mattei tempo fa ha subito una lapidazione & irrisione mediatica per aver detto che il disastro naturale subito dal Giappone POTEVA FORSE essere una punizione divina, secondo il pensiero biblico. Ebbene, non solo il Giappone ha almeno una grande colpa bellica ( la strage di Nanchino 1937, in cui furono massacrati e stuprati dalla truppa esaltata trecentomila civili cinesi ), ma si potrebbero fare speculazioni sulle cause dei terremoti. Essi dipendono dagli scontri fra masse continentali, cosi' si dice; pero' i movimenti di tali masse sono dovute ai flussi interni del materiali fluidi sottostanti alla sottilissima scorza della crosta terrestre; e tali flussi sono condizionati dai fenomeni solari. In aggiunta si puo' parlare del cosiddetto "effetto farfalla", per cui paradossalmente il battito d'ali di una farfalla nel nostro continente potrebbe determinare un ciclone in Cina. Questo perche', essendo il mondo naturale costituito da un intreccio di sistemi grandi e piccoli, un fenomeno verificatosi in un piccolo sistema puo' destabilizzare uno piu' grande e cosi' via, fino a determinare destabilizzazione gigantesche.

Un'applicazione al mondo umano: se nel 1913 a Vienna un mattone, cadendo da un cantiere, fosse caduto in testa a un giovanotto chiamato Adilf Hitler, la storia del XX secolo non avrebbe potuto essere diversa?

Orbene, per credere all'efficacia della preghiera, non ci necessità un quadro della natura e un concetto della causalita' che esca dagli schemi ferrei del meccanicismo ottocentesco, magari tramite una immagine della natura come un organismo vivente, secondo il discorso da lei accennato?

Chiedo venia per la lunghezza dell' intervento, bannabile bannabilissimo.

Anonimo ha detto...

Negri è della diocesi di Ferrara, a Ravenna c'è mons. Verucchi.

mic ha detto...

Temo che molti, moltissimi, rimangano a meta' del guado: abbastanza informati per dire qualcosa di religioso, ma non cosi' massicciamente informati per affrontare e risolvere le piu' ardue questioni apologetiche e di rapporto scienza-fede.

Non credo che tutti siano chiamati nella stessa misura a risolvere le più alte questioni apologetiche e di rapporto scienza-fede.
C'è una vasto grado di approfondimenti, che necessitano di una vita di studi e di una cultura e capacità interdisciplinari non indifferenti che appartengono a pochi, che potremmo considerare i maestri dei maestri e sono coloro che pongono le basi solide.
Ai sacerdoti è certamente necessaria una buona e solida formazione anche interdisciplinare, ma a partire dai punti essenziali che li rendono guide e santificatori come Cristo comanda.

Fede e cultura sono le due ali con cui la Ragione si libra sulle paludi del positivismo e della finitudine; ma ad ognuno è richiesto approfondire in base alla sua vocazione e situazione. E molto dipende dalle sorgenti a cui attinge...

Quanto alle interconnessioni e alle interrelazioni, ci basta sapere che molto contano le intenzioni che poi sfociano nelle nostre azioni e che è dal nostro animo che scaturisce ogni bene e ogni impurità. A noi la capacità, affinata e sorretta dalla grazia di riconoscere e governare tutto questo. Il come il quando e il perché di ogni cosa ci è dato comprenderlo nella misura in cui la nostra fede matura e si affina e, se è e resta valido lo studio, quel che più conta è l'adorazione e la preghiera...

Anonimo ha detto...

Da profana e con umiltà rilevo quanto segue.

La Boni scrive “Essendosi quindi applicato del tutto legittimamente il n. 68, tale quarta votazione dal punto di vista giuridico è incontestabilmente "tamquam non esset", non andava quindi inclusa e computata fra quelle effettive, cioè giuridicamente valide e complete”.

Oltre alla obiezione fondata sul dato letterale del testo, che costituisce il primo criterio di interpretazione della norma (“..altera, termine la cui accezione implica sempre una relazione con “la precedente”....), potrebbe anche farsi riferimento alla ratio legis, cioè allo scopo che la norma intende raggiungere, l’interesse che tutela.

Se lo scopo del limite massimo di quattro votazioni al giorno è, come dice Socci (e non contestato dalla Boni), evitare un’elezione avventata, viziata da stress e stanchezza dei cardinali elettori, allora il numero da conteggiare per determinare il limite massimo giornaliero dovrebbe essere riferito alle votazioni, quali che siano, e non alle sole votazioni valide.

Le votazioni annullate, infatti, stressano allo stesso modo delle votazioni valide. La formula “tamquam non esset” certamente non è idonea a cancellare, con effetto retroattivo, la stanchezza degli elettori ed il tempo trascorso (cioè la votazione come fatto storico avvenuto), riferendosi piuttosto essa solo agli effetti giuridici e che un atto invalido è inidoneo a determinare.

Tra l’altro l’interpretazione proposta dalla Boni comporterebbe la improponibile conseguenza di consentire non solo cinque ma un numero indeterminato di votazioni nello stesso giorno, nel caso di ripetute violazioni delle norme elettorali, e dunque di ripetute votazioni” tamquam non esset”.

Va poi considerato che l’art. 63 prescrive un numero massimo di votazioni e non già di votazioni valide, quindi andrebbe ritenuta irrilevante la validità o meno della votazione al fine del conteggio del numero massimo di votazioni effettuabili in un giorno ( “Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit).

Non mi pare convincente nemmeno la ritenuta applicabilità del n. 68 - che prevede che se durante il conteggio delle schede lo scrutatore incaricato verifica, prendendole in maniera visibile una ad una dall’urna, che il numero delle schede non corrisponde al numero degli elettori, bisogna bruciarle e procedere ad una seconda votazione - invece che il n. 69 - che sancisce che se nello spoglio dei voti gli scrutatori trovassero due schede piegate in modo da sembrare compilate da un solo elettore, se esse portano lo stesso nome vanno conteggiate per un solo voto, se invece portano due nomi diversi, nessuno dei due voti sarà valido, ma in nessuno dei due casi viene annullato lo scrutinio - al caso in questione, in cui “durante l’estrazione delle schede dall’urna per la conta, lo scrutatore che prende una scheda alla volta e la mostra a tutti, prima di deporla nell’altra urna si è accorto che una di queste ne conteneva un’altra, per errore un porporato aveva deposto due foglietti nell’urna, uno con il nome del suo prescelto e uno in bianco, che era rimasto attaccato al primo”.

Continua

Anonimo ha detto...

Continua

La Boni fonda infatti le sue conclusioni unicamente sul fatto che tale scheda doppia sarebbe stata rinvenuta nella fase di conteggio (disciplinata dall’art. 68) e non in quella dello spoglio (disciplinato dall’art. 69) e, benché il caso (due schede piegate) fosse identico a quello previsto in modo specifico dall’art. 69 quest’ultimo non sarebbe applicabile perché le norme andrebbero applicate come suonano e non interpretate.

Non convince perché quella che viene proposta come applicazione della norma è in realtà una interpretazione di essa, al pari di quella di Socci.

Il caso in questione infatti è anomalo e non risulta disciplinato da nessuna delle due norme.

L’art. 68 disciplina il caso in cui il numero delle schede al momento del conteggio siano di numero diverso dal numero degli elettori, cioè, poiché , le schede sono introdotte nell’urna ripiegate e non vengono aperte al momento del conteggio, riguarda il numero dei “pieghi” introdotti nell’urna , mentre la seconda norma riguarda l’ipotesi di “pieghi” di numero uguale agli elettori (e infatti solo in questo caso si procede allo spoglio), che, una volta aperti, in uno o più casi, presentino “due schede piegate in modo da sembrare compilate da un solo elettore” .

Nel caso in questione un piego invece che essere conteggiato come tale è stato aperto e conteggiato due volte perché contenete due schede attaccate. Si tratta dunque di una ipotesi a cavallo tra le due norme, le quali vanno pertanto interpretate per stabilire quale delle due applicare ed in particolare se sia prevalente l’elemento della fase (conteggio invece che spoglio) o l’elemento dell’oggetto (non già numero di pieghi diverso dal numero degli elettori bensì due schede piegate in modo da sembrare compilate da un solo elettore.

La Boni ritiene di che non ci sia nulla da interpretare e dunque non spiega per quale ragione prevarrebbe il dato della fase rispetto a quello dell’oggetto. Socci invece argomenta, prevedendo peraltro l’obiezione mossagli, e tali argomentazioni non sembrano infondate.

In sostanza Socci ritiene che gli artt. 68 e 69 assumano come criterio di giudizio non il “quando” si è trovata la scheda in più ma il “come”. Diversamente i due articoli darebbero due soluzioni opposte al medesimo problema (una scheda in più) e sarebbero in totale contraddizione.

Inoltre le due norme intenderebbero al contempo impedire che un elettore possa votare due volte e salvaguardare il più possibile la validità della votazione, impedendo eventuali azioni di sabotaggio.

L’annullamento della votazione in caso di pieghi in più sarebbe necessario perché non potrebbe risalirsi alla coppia di schede gemelle cioè al singolo cardinale che avrebbe votato due volte, mentre tale soluzione drastica non occorrerebbe ove si trovassero le due schede fossero trovate piegate insieme, nel modo anzidetto. In questo caso l’art. 69 prevede infatti che se il voto è identico si conteggia una sola volta mentre se è diverso si annulla il voto, ma mai si annulla la votazione.

Anna

Anonimo ha detto...

Egregio Marius, humilitas è una madre di famiglia devota di san Carlo, di terra ambrosiana!

fromrome ha detto...

Anna,

La ringrazio tanto per questo commento. Ho pubblicato in seguito al

https://fromrome.wordpress.com/2015/01/05/sandro-magister-speaks-about-the-invalidity-of-the-2013-conclave/

come complemento eccellentissimo a cioche ho scritto...

Frà Alexis Bugnolo

Anonimo ha detto...

La Boni è assai poco dirimente, come del resto Cerrelli in ottobre, sulla Bussola (ricordate? http://www.lanuovabq.it/it/articoli--francescoparola-di-canonista-10544.htm).
Più leggo i suoi detrattori, più mi convinco che Socci - e i suoi canonisti, che restano anonimi - hanno ragione.
humilitas

Anonimo ha detto...

anna scrive:
"Oltre alla obiezione fondata sul dato letterale del testo, che costituisce il primo criterio di interpretazione della norma (“..altera, termine la cui accezione implica sempre una relazione con “la precedente”....), potrebbe anche farsi riferimento alla ratio legis, cioè allo scopo che la norma intende raggiungere, l’interesse che tutela."

Quando il dato letterale della norma è chiare e di immediata interpretazione è quello che si usa. Si usano altri criteri tipo la ratio della legis solo ed esclusivamente in seconda battuta se non è stato possibile interpretare in senso letterale la norma. E non era questo il caso
Angelo

Anonimo ha detto...

e anna
"Va poi considerato che l’art. 63 prescrive un numero massimo di votazioni e non già di votazioni valide"

Anna il canone parla semplicemente di votazioni e non di votazioni valide, perchè una votazione che non è stata conclusa svolgendo tutte le parti in cui si suddivide, per esempio manca lo spoglio, NON è una votazione allo stesso modo una votazione annullata NON è una votazione.
Angelo

mic ha detto...

Angelo, la polemica fine a se stessa non giova a nulla e a nessuno.
Mi pare che in questo caso sia stato chiamato in causa anche il senso letterale di "altera"...
"... L’argomentazione di Socci è più attendibile; quella della Boni sembra basarsi sul significato della parola italiana “altra”, che non ha la stessa precisa accezione del latino “altera”."

mic ha detto...

allo stesso modo una votazione annullata NON è una votazione.

E dove sta scritto che una votazione annullata perché invalida NON è una votazione?

mic ha detto...

Anna.
per cortesia potrebbe contattarmi via mail?
romaperenne@gmail.com

Anonimo ha detto...

mic
"E dove sta scritto che una votazione annullata perché invalida NON è una votazione?"
Mic lo dicono secoli di diritto:
un atto giuridico annullato, non esiste più dal momento dell'annullamento, un atto nullo non è mai esistito.
Angelo

Anonimo ha detto...

Angelo,

quale paragrafo in UDG contiene le parole che annullano un suffragia ferenda o scrutinium?

Nessuno...

Quindi, il suo argomento è senza fondazione..

è come il sogno di Boni che vuole le parole "tamquam non esset" nel paragrafo 68...

voluntas est, sed verba voluta non sunt

mi dispiace

Osservatore

Anonimo ha detto...


@ mic
Ho mandato una mail verso le 15.00. E’ arrivata ?


@ Frà Alexis Bugnolo

La ringrazio per l’immeritato “eccellentissimo”: è solo un ragionamento applicato ai dati forniti da Socci e dalla Boni, privo, come avevo premesso, di qualunque autorevolezza (“da profana e con umiltà rilevo quanto segue”): non sono un’esperta di diritto canonico. Le chiedo pertanto, se è possibile, di cancellare la qualifica “canonista” dalla presentazione del mio commento nel suo blog.

Anna

Anonimo ha detto...

@ Angelo

Tu dici “il canone parla semplicemente di votazioni e non di votazioni valide, perchè una votazione che non è stata conclusa svolgendo tutte le parti in cui si suddivide, per esempio manca lo spoglio, NON è una votazione allo stesso modo una votazione annullata NON è una votazione”.

La votazione però è la fase in cui il voto viene espresso. Conteggio e spoglio sono fasi successive della medesima (non votazione) ma operazione elettorale. La votazione era dunque conclusa e infatti si era passati alla successiva fase del conteggio.

Che la votazione annullata sia pur sempre una votazione lo esprime anche l’espressione che hai usato: dire che una “votazione” non è una votazione mi sembra una contraddizione in termini. Si può sostenere che è invalida, che non può produrre effetti giuridici (cioè che non può dar luogo al successivo spoglio e sfociare nella delibera elettiva sulla base dei voti espressi), in questo senso si dice che è tamquam non esset, ma non che una votazione non sia una votazione.

In diritto lo stesso evento in senso naturalistico può essere considerato, sia come atto giuridico, cioè come atto (manifestazione di volontà) finalizzato a produrre effetti giuridici , sia come fatto accaduto.

L’annullamento di un atto negoziale (un contratto, una delibera collegiale ecc.) produce la conseguenza di rendere l’atto incapace di produrre gli effetti giuridici cui è preordinato (impegnare le parti, esprimere la volontà del collegio), ma non ne elimina la sua realtà naturalistica, cioè il fatto storico che vi è stato, in un determinato contesto spazio-temporale, un patto tra due persone o che un organo collegiale abbia adottato una delibera, o che vi sia stata una votazione.

Il compimento di un atto giuridico può avere conseguenze come fatto, anche se annullato. Ad esempio l’accordo che ha ad oggetto un omicidio dietro corrispettivo è nullo e non produce l’effetto di obbligare la parte ad uccidere. Da questo punto di vista è tamquam non esset., così come un contratto ottenuto carpendo il consenso della controparte con artifici e raggiri per ottenere un ingiusto profitto a danno dell’altro e successivamente annullato. Ma possono rilevare come fatti, ad esempio sotto il profilo penale, perché, se l’omicidio viene compiuto, chi ha dato l’incarico di uccidere risponde penalmente del reato insieme all’esecutore, così come il truffatore risponde penalmente della truffa. I contratti e le delibere nulle poi producono l’effetto, come “fatti” di legittimare gli interessati ad adire il giudice per farne dichiarare la nullità e chiedere eventualmente, sussistendone i presupposti, il risarcimento dei danni ai responsabili.

Così l’annullamento di una votazione non elimina il fatto storico che ,in quel luogo e in quella data ora, una votazione vi è stata.

A me sembra che la norma in questione, quando fa riferimento alla votazione, non accompagnata da alcuna specificazione (votazione “valida”) si riferisca alla votazione come tale (in tal senso l’interpretazione è anche letterale), cioè come fatto, e non alla votazione come atto giuridico valido (interpretazione che forza il significato proprio del termine, restringendone la portata letterale) e ciò appare confermato dalla interpretazione secondo la ratio legis, come ho detto (che è quella di evitare che la stanchezza degli elettori per le plurime votazioni possa comportare scelte non ponderate).

Questo secondo criterio non contrasta con la interpretazione letterale, ma la conferma.

Comunque, come sopra ho precisato, non sono un’esperta ed ho svolto un semplice ragionamento, che può anche essere errato. Ritengo però che il problema sollevato da Socci non sia manifestamente infondato e meriti delle risposte esaurienti da chi ne ha competenza, per il bene di tutti i cattolici e dello stesso pontefice eletto.

Anna

mic ha detto...

Cara Anna,
ho ricevuto, grazie. E ti ho risposto. Attendo il tuo OK per quel che ti ho chiesto :)