giovedì 17 ottobre 2013

Diagnosi: il cattolicesimo ridotto a tifoseria papista

Cominciamo subito col rinfrescare la memoria corta di buona parte dei lettori: questo Papa è stato eletto proprio da quei cardinali che avevano fatto ogni sgambetto possibile al suo dimissionario predecessore, e la sua ascesa al soglio ha coinciso con l'improvviso silenzio dei media sui cosiddetti "scandali" che si abbattevano quotidianamente sulla Chiesa retta da Benedetto XVI ed alle enormi opposizioni e difficoltà subite durante tutto il suo pontificato. Quelle note le trovate elencate qui. Per contro, oggi, registriamo indizi evangelicamente preoccupanti (guai quando tutti parleranno bene di voi!), grazie ai quali viene meglio alla luce un fenomeno curioso: quello della riduzione del cattolicesimo a tifoseria del Papa.

Cito quattro recentissimi casi, premettendo subito che si tratta di autori non certo sospettabili di progressismo chiesastico, ma che sembrano suggerire l'idea che l'identità cattolica consista nel fare il tifo per il papa, come se il Papa non fosse il custode del deposito della fede ma incarnasse la fede stessa. Premetto subito che mi interessa parlare non dei quattro autori, ma della mentalità diffusa che emerge accarezzata (se non addirittura abbracciata) dai loro interventi.

Il primo è un articolo di Rino Cammilleri dove leggiamo:
Ma l'intervista a Civiltà cattolica ha spazzato ogni dubbio: il papa sa quello che fa, e quello che fa è parte di una precisa strategia. [...] Quella che sta proponendo è una sorta di gigantesca «scelta religiosa» da parte dell'intera Chiesa: curare in primis le umane sofferenze, poi, solo poi, insegnare il catechismo e tutto il resto. Da qui anche la reticenza a parlare di temi «scomodi» come nozze gay, aborto, eutanasia. [...] Se non inietti costantemente nella prassi la tua dottrina, un'altra ne prenderà il posto, magari una che le somiglia: ieri il marxismo, oggi il buonismo relativista. È un rischio, speriamo calcolato. Trasformare l'intera Chiesa in una Caritas sarà sufficiente alla nuova evangelizzazione? Dare alla gente quell'immagine della Chiesa che la gente vuole (assistenza gratuita, silenzio sul peccato e l'errore) è davvero l'idea vincente? A queste domande solo il futuro potrà rispondere.
È curioso che ci sia oggi tanta ansiosa urgenza di rassicurare i fedeli che «il papa sa quello che fa», e di presentare sotto la miglior luce possibile la sua «precisa strategia» pastorale. Come dei tifosi che vedono il loro campione che da mezz'ora ancora non riesce a toccare palla: tranquilli, si dicono infervorandosi a vicenda, è una «precisa strategia», è un «rischio speriamo calcolato».

Anche Giuda Iscariota riteneva necessario curare in primis i sofferenti, e solo successivamente insegnare la verità: quei trecento denari si potevano benissimo dare ai poveri, invece di utilizzarli per onorare Cristo. Che peraltro, ridicolizzando ogni «scelta religiosa», ci aveva fatto sapere che i poveri li avremmo avuti sempre con noi. L'essersi fermamente imposti di "non criticare mai il Papa" non è eroismo cristiano ma è un devozionalismo che cede alla diabolica tentazione di anteporre la carità alla verità, che è il nome elegante del buonismo.

Questi buonisti "di destra" che amano dichiararsi ortodossi "ma senza esagerare", che amano definirsi "dalla parte del Papa" e "kattolici" baldanzosi e battaglieri (sulla tastiera del computer), che disprezzano il "politicamente corretto" ma ne professano uno tutto loro, veramente credono in buona fede che l'appartenenza alla Chiesa sia la stessa cosa dell'appartenenza ad un partito, di cui per dovere di lealtà occorre far gioco di squadra osannando il caro leader financo al più piccolo ruttino.

Il secondo caso è un articolo in cui Luigi Copertino ci somministra uno spiegone altalenante il cui sforzo è teso a convincerci della bontà del principale gesto programmatico del Papa. Ecco una citazione:
Papa Francesco, nonostante abbia negato la volontà di convertire il suo interlocutore, ha evidentemente sperato, e pregato, affinché la Luce si faccia strada nel cuore di Scalfari. Lo si capisce chiaramente dalle parole usate nell’intervista, tutte tese a provocare nell’interlocutore ateo un moto di apertura, almeno problematica, almeno possibilista, alla Trascendenza. Non è dovere di ogni cristiano operare e pregare per la conversione, magari in punto di morte, del miscredente? E a tal fine – nonostante l'inutilità apparente del dialogo tra chi dell’Essere riconosce la trascendenza e chi crede che sia solo immanente – è meglio condannare o invece provare la medicina della Misericordia? Attenzione, però! Misericordia ma senza recedere di un millimetro dalla Verità di Fede. Questo è stato lo sbaglio di tanti cattolici postconciliari: credere che aprirsi al peccatore fosse farsi simile a lui gettando via dogma e vita ecclesiale. Tuttavia a questo sbaglio non si rimedia con i rigorismi, vecchi o nuovi. La Misericordia di Dio è la Sua Pazienza.
Sembra di leggere una mielosa pagina della rivista ciellina Tracce. Don Luigi Giussani soleva ricordare un episodio di una favoletta apocrifa in cui Nostro Signore e Pietro attraversando i campi si imbattono in una carcassa di un cane morto: di fronte al putridume Nostro Signore avrebbe esclamato: «che denti bianchi insegnando così a ricercare sempre l'aspetto positivo di ogni cosa. La maggioranza dei ciellini, anziché cogliere l'eco della virtù della speranza, deduce solo il dovere di professare un ottimismo sorridente, riducendo il giudizio critico alla banale selezione di un qualche aspetto positivo secondario (in modo poi da sentirsi comodamente con la coscienza a posto obiettando a chiunque: "sei il solito lamentoso!").

Anche il Copertino, di fronte all'evidente carcassa, si affatica ad evidenziarne i "denti bianchi", ossia ridurre la realtà ad uno solo (anche minimo) dei suoi aspetti apparentemente positivi, tentando di non notare che la presenza dei "denti bianchi" non rende affatto desiderabile o utile la presenza del cane morto. Notate in particolare come astutamente ponga come unica assoluta alternativa i «rigorismi»: per il Copertino o si fa quel che ha fatto il Papa, o si fa «rigorismo», tertium non datur, non esiste una terza possibilità. È proprio la tecnica retorica dei progressisti, quella di presentare il proprio punto di vista (lo spiegone sul Papa della "Misericordia") contrapposto ad un'unica deformata ed esagerata alternativa: vi prego di riassaporare lentamente quanto disprezzo ispira quel termine «rigorismi».

Sebbene quel poco esaltante scambio tra Francesco e Scalfari abbia indubitabilmente il valore di manifesto del pontificato (così come per Benedetto XVI lo ebbe il discorso alla Curia Romana del dicembre 2005), il dovuto ossequio al successore di Pietro avrebbe dovuto consistere in un prudente silenzio piuttosto che una gara a contemplare e spiegare i "denti bianchi". Solo una tifoseria accecata può vantare come importante azione da goal quella che era una maldestra caduta a centro campo, solo una tifoseria autoeccitata può fingere di non vedere (o addirittura giustificare come legali e necessari) i falli della propria squadra e lamentarsi delle meritate punizioni. Un cattolicesimo ridotto a tifoseria difende infatti non la fede, ma la propria etichetta di cattolico, pensando di far bella figura in immaginari talk-show qualificandosi ad ogni pié sospinto con: «oh, esisto anch'io! e sto dalla parte del Papa, eh!».

Il terzo caso è un articolo di Camillo Langone che così concludeva:
Insomma avete ragione su ogni dettaglio, cari cattolici tradizionalisti, eppure riuscite ad avere un torto complessivo perché se aveste davvero ragione le porte dell'Inferno avrebbero già prevalso mentre non è così. Quale alternativa proponete non l'ho mica capito: un antipapa? Il passaggio agli ortodossi? Non vorrei dover ascoltare i vostri mugugni fino alla fine di un pontificato che potrebbe essere lungo. La tradizione è fedeltà, anche a una sposa che non piace più tanto.
Già è un mistero il modo in cui si potrebbe aver «ragione in ogni dettaglio» e contemporaneamente un «torto complessivo», ma è ancor più misterioso il fatto che quelle «ragioni in ogni dettaglio» corrisponderebbero al prevalere delle porte degli inferi: pare la solita reductio ad Hitlerum, nel nostro caso reductio ad sedevacantistam, la solita reazione pavloviana per cui non appena si nominano certi tabù postconciliari scatta fulmineo lo stracciamento di vesti e la goffa demonizzazione dell'interlocutore.

Vi prego di osservare lo stesso meccanismo dell'articolo sopra citato: il concedere come unica alternativa qualcosa di grottesco («un antipapa? il passaggio agli ortodossi?») in modo da poter tirare conclusioni preconfezionate («torto complessivo») nonostante i fatti concreti («avete ragione su ogni dettaglio») che ci si rifiuta anche solo di considerare nel merito («i vostri mugugni»). Come tutte le tifoserie, anche quella papista ha bisogno di escogitare astuzie retoriche per potersi dichiarare fedele alla propria squadra, ed infatti il primo insulto è quello di non appartenere alla tifoseria stessa: «un antipapa? il passaggio agli ortodossi?». Come se l'osservare con onestà la situazione corrispondesse automaticamente al desiderare un antipapa. Reductio ad sedevacantistam.

La perla conclusiva è confondere la Tradizione con la fedeltà alla persona del Papa che magari «non piace più di tanto». Cioè insinuare non solo la confusione tra oggetto e soggetto, ma anche la riduzione ad opinione dei fatti che davano «ragione in ogni dettaglio».

Il termine "tifoseria papista" identifica principalmente l'aspetto psicologico del problema (e cioè il maldestro tentativo di autoassegnarsi un'identità "cattolica" sulla base dell'elogiare il Papa anche quando fa qualche vaccata). Le sue radici sono invece in quella malattia spirituale che riduce il cattolicesimo ad una "civiltà", una "cultura", un elenco aggiornabile di "valori giudeocristiani", in fin dei conti un'ideologia. Malattia che ha un nome perché è stata diagnosticata già da parecchi anni: è quella dei cristianisti. Che cioè possono perfino professare l'ortodossia dottrinale più pura, ma che finiscono in fin dei conti per utilizzarla solo come strumento di lotta contro chi non è daccordo con loro. Vi prego di riflettere un attimo sulla diabolica tentazione del passare dall'amare e desiderare la Verità, al solo sfruttare e adoperare le verità di fede contro qualcuno (per esempio scagliandole contro chi non professa i "valori dell'occidente giudeocristiano", o contro chi non è inquadrabile in una tifoseria papista). E questo ci introduce al quarto caso: quello del direttore di Radio Maria.

Il compagno Livio Stalin Fanzaga ha personalmente liquidato per direttissima due pericolosi controrivoluzionari, Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, colpevolissimi di aver «criticato» il Papa, di averlo fatto senza deragliare dalla dottrina cattolica, di averlo fatto dalle pagine di un quotidiano anziché dai microfoni di Radio Livio, di averlo fatto in modo tale da non destare scandalo nei fedeli. Ma l'occhiuto controllore se ne è accorto subito: a lui non la si fa, eh! E quando gli ascoltatori sbigottiti e addolorati gliene domandano il motivo, ottengono la tipica risposta untuosamente clericale: beh, vedete, per collaborare a Radio Maria si firma un accordo in cui ci si impegna a non criticare mai il Papa... Sottinteso: tifoseria papista.

A questo punto verrebbe da chiedergli come mai sulla sua radio si cita Dante Alighieri, che certi Papi li descriveva all'inferno, o addirittura l'apostolo Paolo che con fermezza si oppose pubblicamente a papa Pietro (facendogli per di più azzeccare una notevole figuraccia; Gal 2,11) poiché quest'ultimo aveva un po' troppo riguardo per i circoncisi. Finora non risulta che da Radio Maria siano stati epurati gli scritti danteschi e paolini. Nemmeno risulta che Gnocchi e Palmaro si siano opposti al Papa «a viso aperto», né che abbiano almeno dichiarato all'inferno qualche Papa conciliare.

Vi prego di riflettere un attimo sul punto centrale di tutta la questione: qui non si parla del diritto di criticare il Papa (una discussione del genere suonerebbe infatti infantile), ma del motivo per cui la Chiesa ha il Papa. Suo dovere è custodire il deposito della fede. Una volta ravveduto, confermi i suoi fratelli. Pare proprio che la tifoseria papista lo abbia dimenticato. I cattolici in crisi di identità hanno trasformato la figura del Papa nella loro etichetta autocelebrativa. Il Papa come mascotte della Chiesa, il beniamino da elogiare in ogni caso, anche quando fa qualche marachella (e, a denti stretti e pezze a colori, perfino quando la marachella è un po' grossa). Per cui anziché allontanarsi silenziosi dalla carcassa del cane, vi corrono a cercare affannosamente qualche "denti bianchi" da opporre contro i «mugugni», avvertendo in pericolo la loro identità di tifosi, la loro immagine di una Civiltà Occidentale di Valori Giudeocristiani. Vi prego di notare come siano gli stessi meccanismi mentali e spirituali del cattoprogressismo, con la sola differenza che cristianisti e tifoseria papista partono "da destra", da posizioni "ortodosse" ("perbacco, sto dalla parte del Papa, io, eh!").

Questo scivolare verso la confusione tra la funzione del Papa con la persona del Papa finisce presto per ridurre l'ubbidienza alla mera esecuzione di ordini, e il dovuto ossequio ad un servilismo intellettuale (si pensi ad esempio all'ermeneutica della continuità, cioè alla proposta di una soluzione "politica" ad un problema "teologico": come se l'espressione giusta, il parolone elegante, il comando di vedere "tutto in continuità" anche laddove non lo sembri, cambino magicamente la sostanza dei fatti). Si finisce per pensare che la fedeltà alla persona del Papa sia il punto di partenza (anziché un risultato) della fedeltà al Signore ed alla Tradizione (attenzione alla sottigliezza: si è fedeli al Papa perché cattolici; se si ragionasse al contrario, cioè se si fosse cattolici perché fedeli al Papa allora il Papa sarebbe banalmente il Grande Capo di un Club denominato Chiesa). Si finisce insomma per credere che il custode del deposito della fede coincida col deposito stesso (cosa che certuni amano impropriamente chiamare "Tradizione vivente", introducendo così un'ambiguità: se la Tradizione "vivente oggi" contraddice anche solo un pochino quella che era "vivente ieri", allora non possono più sussistere certezze nel mondo cattolico, e la Chiesa sarebbe una banale Associazione che ogni tre giorni può cambiare drasticamente il proprio statuto, e guai a chi non si aggiorna - cioè, in fin dei conti, un progressismo elegantemente mascherato da ortodossia).
b.T.

76 commenti:

Turiferario ha detto...

Sono mesi che mi chiedo quale senso abbia questo papato, che cerco di vederci nonostante tutto qualcosa di buono. L’unica risposta che sono riuscito a trovare è che comunque siamo usciti da un’ambiguità che durava da decenni, durante la quale i Papi dicevano sì cose che si accordavano con la Tradizione cattolica, ma nel contempo la Chiesa andava in una direzione diversa: preti, vescovi, cardinali propugnavano posizioni eterodosse e nessuno salvo casi estremi interveniva, gli stessi Papi compivano azioni che erano di fatto in contrasto con il loro magistero, per esempio insegnavano che quella cattolica è l’unica religione che salva ma poi indicevano incontri di preghiera comune con gli esponenti di tutte le altre mettendosi sullo stesso loro piano. Ecco, con questo papato almeno l’ambiguità è cessata: il Papa stesso non solo fa ma dice anche cose in contrasto con la dottrina tradizionale. A me non pare nemmeno che ci sia eresia in senso stretto: per essere eretici bisogna credere fortemente in qualcosa di non ortodosso, qui abbiamo piuttosto un Papa che cerca di piacere a tutti e di dare ragione a tutti. Ai musulmani parla dei frutti spirituali del Ramadan, agli atei dice che basta seguire la propria coscienza e che non vuole fare proseliti, agli omosessuali che non è nessuno per giudicarli, ai divorziati risposati e perfino agli abortisti che la cosa non è poi tanto grave ecc.
A questo punto viene meno l’usbergo, la foglia di fico che “comunque il Papa è cattolico”. Chi ha una concezione della Chiesa non dico tradizionale ante 1962 ma almeno ante 2013, se ha una testa pensante dopo un po’ deve per forza porsi alcune domande. Non dico affatto che deve uscire dalla Chiesa e cercare altri approdi: deve anzi restare dentro e lavorare contro questa deriva. Io sono convinto, stanti anche le promesse di Gesù Cristo, che gli “innovatori” (non so se questo nome è adatto a loro dato che sono un nuovo vecchio ormai di un cinquantennio…) non prevarranno. Il loro nuovo non ha prodotto niente di buono in questi cinquant’anni e non lo produrrà nei prossimi, privo di qualunque remora farà anzi danni maggiori. Questo è il loro apogeo ma anche l’inizio della loro decadenza e fine. Certo, non sarà una faccenda breve e ci aspettano tempi di sofferenza.

Anonimo ha detto...

D'accordo finanche nella punteggiatura! Prego l'autore di questo blog di continuare con la sua linea, di dire sempre la Verità, al contrario di quanto hanno fatto alcuni siti già tradizionali (mi riferisco ad esempio a Fides et Forma) che hanno preferito salire sul carro dei vincitori (oppure sono entrati a far parte della tifoseria papista).
Oramai questo è l'unico blog che leggo e dove ogni tanto scrivo la mia opinione. E se a prima vista trovo ripugnanti gli attacchi che ogni tanto leggo all'autore e a chi lo sostiene, mi viene in mente il versetto della Compieta che dice: "Fratres: Sóbrii estóte, et vigiláte: quia adversárius vester diábolus, tamquam leo rúgiens círcuit, quaerens quem dévoret: cui resístite fortes in fide".

RIC ha detto...

"Sebbene quel poco esaltante scambio tra Francesco e Scalfari abbia indubitabilmente il valore di manifesto del pontificato (così come per Benedetto XVI lo ebbe il discorso alla Curia Romana del dicembre 2005)"

Questa affermazione è tragicamente esatta e consente di chiarire - più di qualsiasi altro discorso - la diversità fra i due Papi ulteriormente alimentando le preoccupazioni di coloro che hanno a cuore la vera Fede.

likeafairytale ha detto...

penso che stamperò e incornicerò questo articolo insieme a quello sulla morte della pietas cristiana e i funerali negati a Priebke scritto da Mastino. Grazie di esserci ancora, in pochi, ma sempre più agguerriti e brillanti. Siete un sorso d'acqua fresca nell'arsura generale...
(e al punto del "financo il ruttino" mi stavo cappottando dalla sedia XD )

viandante ha detto...

Certamente il modo di comunicare é già indice di quel che si crede e di ciò in cui si é convinti.
Cosa dedurre allora dal modo di comunicare di un cattolicesimo ridotto a tifoseria?
Semplicemente che si vuol far parte di una squadra possibiolmente attraente e vincente agli occhi del mondo. Dimentichiamo la dottrina! Se questa gente la conoscesse e l'avesse incarnata (non é sufficiente conoscerla) mostrerebbe il suo attaccamento a Cristo, alla sua Chiesa e al papa in altro modo.
E per incarnare la fede, la dottrina, si deve conoscere la drammaticità della vita, che può sboccare nella visione beatifica del Paradiso o nella sofferenza eterna dell'Inferno, dove poco ci aiuterebbe sapere di essere in compagnia di potenti e magari anche di pontefici!

Raoul de Gerrx ha detto...

Tifoseria…

Désolant le spectacle de ces dizaines de milliers de gens accourant sur la place Saint-Pierre comme à un spectacle de foire…

La papauté réduite à une attraction foraine !

Et je t'embrasse, et je te congratule, et je te tape dans le dos, et je te mets ma calotte sur la tête et ton chapeau sur la mienne, et j'en prends un autre, et un autre et un autre… Celui-ci est trop petit ? Ça ne fait rien, celui-là est plus grand, et je rigole, et je remercie. N'ai-je pas l'air beau comme ça ? Merci, merci, merci. Avec une main, avec les deux, et je fais des grimaces, et je tire la langue, et…

Un ours ou un chimpanzé bien dressés ne feraient pas mieux.

On a déjà vu des choses comme ça, à Rome, à la fin de l'Empire.

RIC ha detto...

Cipriani su Mueller e la teologia della liberazione:

"Torno a qualificare (Müller) come un ingenuo. Gustavo Gutiérrez ha concelebrato la messa con il Papa insieme ad altri venticinque sacerdoti. Alla fine della messa il Papa ha salutato tutti e questo è ciò che ha fatto con Gutiérrez. Non inventiamo un'udienza e una riconciliazione."

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/cipriani-mullero-28698/

Anonimo ha detto...

Indovina indovinello: a chi si riferisce?

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/10/17/Papa-se-cristiano-cade-ideologia-ha-perso-fede_9474599.html

Pino ha detto...

"Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell'iniquità, si raffredderà l'amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato" (Mt 24,11s)

Prego la Madre Nostra che i lettori di questo blog si fortifichino e restino ancorati saldamente alla vera fede.

"Allora due uomini (papi) saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. Due Donne (Chiese) macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata" (Mt 24,40s).
L'esegesi è mia.

Anonimo ha detto...

Indovina indovinello: a chi si riferisce?

Può riferirsi a chiunque. Riguarda anche chi propone l'indovinello, riguarda anche il papa. Del resto lo dice lui stesso.

Se il rischio è che la fede diventi ideologia, ed è un vero nefasto rischio, fa bene a metterci e mettersi in guardia... Solo che l'ideologia non è solo quella dei cosiddetti moralisti, "eticisti senza bontà", ma anche quella dei "buonisti senza giustizia".

Premesso che noi ci sforziamo di non appartenere né agli uni né agli altri, non si possono confondere con i moralisti coloro che difendono la Verità, che è il Signore...

Anonimo ha detto...

"buonisti senza giustizia"

locuzione perfetta

Anonimo ha detto...

"quando un profeta o un buon cristiano li rimprovera, fanno lo stesso che hanno fatto con Gesù: 'Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile - questi ideologici sono ostili - e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie - sono insidiosi - per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca'. Non sono trasparenti. Eh, poverini, sono gente sporcata dalla superbia. Chiediamo al Signore la grazia, primo: non smettere di pregare, per non perdere la fede, rimanere umili. E così non diventeremo chiusi, che chiudono la strada al Signore".

Questo linguaggio indiretto è quanto di più malsano in qualunque contesto. Figuriamoci attraverso i pistolotti di Santa Marta che ognuno può rigirarsi come gli pare, ma che comunque contengono staffilate di calibro notevole.

Vorrei però ricordare che Gesù, quando tuonava "Farisei ipocriti!" glielo diceva in faccia e lo diceva per correggerli o per giudicarli, dopo aver verificato la loro invincibile ipocrisia.

Ricordiamoci anche che i farisei erano i dottori della Legge che non riuscivano ad andare oltre la legge e per questo non riconoscono Gesù.
Quando si parla di chi ama la Tradizione come "ideologici" (e non è da escludere che tra essi ce ne siano ma ci sono anche "ideologici" di segno diverso), si dovrebbe sentire l'esigenza di conoscerli davvero e non di liquidarli ogni volta con battute sferzanti.

L'autentica Tradizione è viva. Ed è vita e giovinezza della Chiesa perché è portatrice del Signore. Del resto se ci è pervenuta intatta per duemila anni non poteva essere una "cosa morta", e non può mai diventare "ideologica", perché è il Signore che davvero ogni istante "fa nuove tutte le cose", non la "tradizione-vivente" storicistica che le piega al suo arbitrio, sempre nuovo a seconda della moda del tempo e non secondo il fine (teleologico) che coincide con la volontà del Padre.

E così ha le "radici aeree" perché si confonde col mondo e si chiude nel tempo, non attinge più al Soprannaturale, alla Sorgente perenne...

Luisa ha detto...

E continuano le sentenze di papa Bergoglio e la lettura del Vangelo a sua somiglianza, oggi se la prende con chi "dice preghiere"

" quando un cristiano prega, non si allontana dalla fede, parla con Gesù”. E, ha precisato, “dico pregare, non dico dire preghiere, perché questi dottori della legge dicevano tante preghiere” per farsi vedere. Gesù, invece, dice: “Quando tu preghi, va nella tua stanza e prega il Padre di nascosto, da cuore a cuore”. “Una cosa – ha detto ancora il Papa – è pregare e un’altra cosa è dire preghiere”

Ancora quella stucchevole divisione in bianco e nero, come se chi dicesse preghiere, quelle che ha ricevuto dslla Chiesa, quella che il Signore gli ha dato, quelle che secoli di devozione hanno alimentato la fede dei cattolici e continuano ancora nell`oggi della Chiesa a accompagnare il suo cammino... pregasse per farsi vedere(!) ,come se non pregasse cuore a cuore con Gesù e Maria!

http://it.radiovaticana.va/news/2013/10/17/il_papa:_%E2%80%9Ccristiani_ideologici%E2%80%9D_sono_malattia_grave,_chiudono_la_porta/it1-737956
del sito Radio Vaticana

Anonimo ha detto...

È di una gravità inaudita il trattamento che ha subito Benedetto XVI. Ma perché l'hanno eletto nel 2005? Il "Salvatore" della CC c'era già, ma perché è stato sempre attaccato con ferocia al punto che hanno trasformato il suo Pontificato in un calvario? La sua "colpa" è quella di avere difeso la tradizione cattolica? Ma il dovere del papa è di difendere il Depositum Fidei dalle eresie o mi sbaglio? È cambiato tutto e io sono a disagio. Io non dimentico Benedetto, anzi più passa il sempo e più aumenta la nostalgia! Neri

Pino ha detto...

Si tratta di un eloquio del tutto inadatto al ruolo che costui, da taluni pervicacemente appellato "papa", si propone di svolgere. Nella storia della Chiesa, almeno di quella moderna, un siffatto linguaggio non si ritrova.
Mettere cattolici contro cattolici, additare il "nemico", incoraggiare la prevaricazione, paventare difatto uno scisma che nei fatti egli stesso si augura e incoraggia.
Ma quando mai si è sentito parlare un Papa in questa maniera!?
Signore, difendi la tua Chiesa!

Luisa ha detto...

C`è un altro aspetto del messaggio di questo Papa ripetitivo e che mi sembra a rischio, è quando, in modo aperto o più "sottile", picchia sulla Dottrina, sulla certezza dottrinale, sull`ortodossia teologica, sull`insegnamento della Chiesa, come se fossero degli ostacoli che tengono chiusa la Chiesa e impediscono a Gesù di uscire!
Come se coloro per chi la Dottrina e l`ortodossia hanno ancora un`importanza fossero freddi e sterili, superbi e incapaci di tramettere l`amore e la tenerezza di Cristo!
" «L'ideologia» ha sottolineato Bergoglio «spaventa, caccia via la gente. Allontana, allontana la gente e allontana la Chiesa dalla gente». ha detto stamattina,
la sua, quella che da mesi ci trasmette, non è ideologia? La sua ideologia?

Japhet ha detto...

Un testo da gustare e che fa pensare dalla prima all'ultima riga.

Da incorniciare tutto, specie la conclusione:

"Questo scivolare verso la confusione tra la funzione del Papa con la persona del Papa finisce presto per ridurre l'ubbidienza alla mera esecuzione di ordini, e il dovuto ossequio ad un servilismo intellettuale (si pensi ad esempio all'ermeneutica della continuità, cioè alla proposta di una soluzione "politica" ad un problema "teologico": come se l'espressione giusta, il parolone elegante, il comando di vedere "tutto in continuità" anche laddove non lo sembri, cambino magicamente la sostanza dei fatti). Si finisce per pensare che la fedeltà alla persona del Papa sia il punto di partenza (anziché un risultato) della fedeltà al Signore ed alla Tradizione (attenzione alla sottigliezza: si è fedeli al Papa perché cattolici; se si ragionasse al contrario, cioè se si fosse cattolici perché fedeli al Papa allora il Papa sarebbe banalmente il Grande Capo di un Club denominato Chiesa). Si finisce insomma per credere che il custode del deposito della fede coincida col deposito stesso (cosa che certuni amano impropriamente chiamare "Tradizione vivente", introducendo così un'ambiguità: se la Tradizione "vivente oggi" contraddice anche solo un pochino quella che era "vivente ieri", allora non possono più sussistere certezze nel mondo cattolico, e la Chiesa sarebbe una banale Associazione che ogni tre giorni può cambiare drasticamente il proprio statuto, e guai a chi non si aggiorna - cioè, in fin dei conti, un progressismo elegantemente mascherato da ortodossia)."

Anonimo ha detto...

E' il suo modo di spiegare la casuistica gesuita, non un ideologia, bensì un ordine militaresco, da eseguire senza discutere, ehi, è il generale che parla, non un soldatino qualsiasi.....obbedire in silenzio, pregare in silenzio, farsi domande sul silenzio di Dio no?Parla così perchè non si sente papa e forse non lo è, almeno per me, parla, parla con una gran cassa di risonanza che mai prima d'ora s'era vista,chi non acconsente si accomodi fuori, ogni tanto, fra tante frasi 'sciocche', ma di grande impatto per il livello culturale (infimo) dell'uditorio, piazza sentenze capitali come delle condanne a morte e senza appello per chi non s'accoda ai corifei......fortuna che la chiesa propone, non impone, figurarsi se....Neri,siamo molti di più di quanto non vogliano ammettere, ad avere un nodo in gola a pensare al tesoro che avevamo, ora perle per porci.Lupus et agnus.

Anonimo ha detto...

siamo molti di più di quanto non vogliano ammettere, ad avere un nodo in gola a pensare al tesoro che avevamo, ora perle per porci.

E' un tesoro che abbiamo ancora.
E dobbiamo fare in modo che non riescano a seppellirlo!

Pino ha detto...

"Por fim o Meu Imaculado Coracão triunfará"

Questa la conclusione delle parole lasciate dalla Vergine ai "pastorinhos" di Fatima.
Mi pongo a questo punto il problema di comprendere in cosa consista questo TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA. Spesse volte si sente dire "l'Immacolata trionferà", ma non furono queste le parole pronunciate da Maria. No, si pone l'accento sul "Cuore" di Maria.

« "Cuore" significa nel linguaggio della Bibbia il centro dell’esistenza umana, la confluenza di ragione, volontà, temperamento e sensibilità, in cui la persona trova la sua unità ed il suo orientamento interiore. Il "cuore immacolato" è secondo Mt 5,8 un cuore, che a partire da Dio è giunto ad una perfetta unità interiore e pertanto "vede Dio". "Devozione" al Cuore Immacolato di Maria pertanto è avvicinarsi a questo atteggiamento del cuore, nel quale il fiat – "sia fatta la tua volontà" – diviene il centro informante di tutta quanta l’esistenza. […] Il Cuore aperto a Dio, purificato dalla contemplazione di Dio è più forte dei fucili e delle armi di ogni specie» (J. Ratzinger, Commento teologico, in Congr. per la Dottr. della Fede, Il messaggio di Fatima).

(segue)...

Latinista ha detto...

Mi chiedo (e mi rispondo di no) se questi glossatori del Papa si accorgano dove vanno a parare le loro glosse.
Cammilleri ammette implicitamente che il Papa sembra allo sbaraglio. Copertino lo taccia addirittura di doppiezza. E tutti quelli che si sentono in dovere di chiarire il suo insegnamento sottintendono che è confuso; quelli che cercano di trarne fuori il bene ammettono di fatto che ha almeno apparenza di male.
Insomma, ogni difesa da "destra" si risolve in un'accusa implicita. Ed è naturale: visto da destra questo Papa è proprio difficile da difendere.

Pino ha detto...

(...)

Cechiamo di inquadrare questa profezia mariana alla luce degli accadimenti odierni: in questo frangente mi pare di poter dre che sotto attacco sia - dopo i noti provvedimenti contro i FI e via dicendo -, più che la Tradizione in quanto tale - gente, non è così! - , una idea CATTOLICA della Messa, intesa come SACRIFICIO. E' in gioco l'essenza stessa della fede cristiana, la valenza salvifica della Passione, Morte e Risurrezione del Cristo. Insomma, non è proprio come dice il Nostro: "Cristo si è incarnato per infondere in ciascuno un sentimento di fratellanza" (cito a memoria).

Se la Madonna ha incoraggiato la "comunione eucaristica riparatrice nei primi sabati", se ce necessità di "riparare" proprio lì dov'è l'essenza della Fede, è perché proprio nel sacrificio eucaristico c'è un "danno". E un "danno" continuato e pervicamente perseguito - da chi!? - non può che portare a una "devastazione del culto".

Così Benedetto: «Mi sembra che dobbiamo andare a fondo, arrivare al Signore stesso che ha offerto la RIPARAZIONE per il peccato del mondo, e cercare di riparare: diciamo, di mettere equilibrio tra il plus del male e il plus del bene. Così, nella bilancia del mondo, non dobbiamo lasciare questo grande plus al negativo, ma dare un peso almeno equivalente al bene. Questa idea fondamentale si appoggia su quanto è stato fatto da Cristo. Questo, per quanto è possibile capire, è il senso del sacrificio eucaristico» (B16, Incontro con i parroci e il clero della Diocesi di Roma, 22 febbraio 2007).

Ricapitolando:
« "Devozione" al Cuore Immacolato di Maria pertanto è avvicinarsi a questo atteggiamento del cuore, nel quale il fiat – "sia fatta la tua volontà" – diviene il centro informante di tutta quanta l’esistenza... Il Cuore aperto a Dio, purificato dalla contemplazione di Dio è più forte dei fucili».
Questa affermazione si pone - credo - a complemento di quanto detto dall'allora card. Ratzinger, commentando la Visione di Fatima:
«il sangue di Cristo ed il sangue dei martiri vengono qui considerati insieme: il sangue dei martiri scorre dalle braccia della croce. Il loro martirio si compie in solidarietà con la passione di Cristo, diventa una cosa sola con essa. Essi completano a favore del corpo di Cristo, ciò che ancora manca alle sue sofferenze (cfr Col 1,24). La loro vita è divenuta essa stessa eucaristia, inserita nel mistero del chicco di grano che muore e diventa fecondo».

Meditando su questi passi, credo si riesca a comprendere in cosa consista il TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA.

"Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome" (Mt 24,9).
Non è la conclusione di un film horror, ma l'essenza stessa della fede cristiana.


P.S.- Chiedo scusa a Mic per essere andato - forse - fuori tema. E' che non ho più tanta voglia di commentare un eloquio bergogliesco che francamente, seppur inedito alle mie orecchie, appare sempre più nel mio animo come un "déja vu".

Anonimo ha detto...

dice Turiferario:

...A questo punto viene meno l’usbergo, la foglia di fico che “comunque il Papa è cattolico”. Chi ha una concezione della Chiesa non dico tradizionale ante 1962 ma almeno ante 2013, se ha una testa pensante dopo un po’ deve per forza porsi alcune domande. Non dico affatto che deve uscire dalla Chiesa e cercare altri approdi: deve anzi restare dentro e lavorare contro questa deriva...

E' così, infatti. Ma occorre creare reti non virtuali e autentiche sinergie, con semplicità ma anche con determinazione, con il coinvolgimento irrinunciabile dei sacerdoti, che attualmente mi risulta siano in molti ad essere preoccupati.

E' giunto il momento che non siano più preoccupati (e anche occupati) isolatamente, ma insieme...

Il Signore farà vedere come.

rosa ha detto...

quando l' autore parla di tifoseria, o di partito, ricorda quanto diveva , gia' nel 1967, nel brano postato alcuni gg fa, Dietrich von Hildebrand.
Siamo amcora al 1967, o vogliono riportarci li, e non solo nella Chiesa, Ccapisco che tutti abbiamo nostalgia della nostra adolescenza e giovinezza, ma solo gli immaturi ci rimangono attaccati con le unghi e i denti. Non e' giusto volerci portare gli altri, che magari stan benissimo nella loro maturita.
rhosa

Anonimo ha detto...

Ringrazio Pino,
penso che sintetizzerò la sua riflessione in un articolo, estraendola per l'edificazione di tutti...

Anonimo ha detto...

Siamo amcora al 1967, o vogliono riportarci li, e non solo nella Chiesa, Ccapisco che tutti abbiamo nostalgia della nostra adolescenza e giovinezza, ma solo gli immaturi ci rimangono attaccati con le unghi e i denti. Non e' giusto volerci portare gli altri, che magari stan benissimo nella loro maturita.

Cara Rosa, anch'io ci vedo questo. Ma, se fosse solo questo, sarebbe un caso di inadeguatezza colmabile prima o poi con la grazia di stato se accolta.
Più passa il tempo e più appare un disegno preordinato. Resta da stabilire se c'è consapevolezza e compartecipazione o se è usato dai burattinai. Ma il risultato non cambia.

Resistere e pregare è l'unica cosa che ci resta.

Pino ha detto...

"Ringrazio Pino"

Grazie a lei. Leggerò con piacere.

Amicus ha detto...

@ Mic:

Vorrei ritornare su quanto già fatto notare da 'Pino' qualche giorno fa, a proposito dell'abdicazione di Papa Ratzinger.
1) E' vero che nella sua dichiarazione dell'11 febbraio 2013 affermava:
"ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante...";

2) Tuttavia, nell'ultima udienza generale, il 27 febbraio 2013, dichiarava:
"Il 'sempre' è anche un 'per sempre' - non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo."

Dunque non si sarebbe trattato di una vera e propria abdicazione, ma solo di una rinuncia a svolgere le attività esteriori del Papato.

3) Questo trova conferma nel titolo che Ratzinger si è scelto ufficialmente, quello di 'Papa emerito'. L'attributo 'emerito' viene applicato a chi, appunto, conserva una carica istituzionale senza più esercitarne le funzioni.

4) Ed è per questo - per il fatto che ritiene di essere tuttora Papa - che indossa ancora l'abito papale: cosa che sarebbe assolutamente illecita, se egli pensasse di non essere più Sommo Pontefice.

5) Il fatto che, nonostante ciò, egli abbia dato via libera al conclave di marzo, ritenendo 'compatibile' con la dottrina cattolica la presenza contemporanea di due Papi (uno emerito ed in pensione, l'altro in attività) non toglie il fatto che ciò costituisca un'aberrazione oggettivamente e cattolicamente insostenibile.

6) Ne consegue che quella di Papa Benedetto XVI non sarebbe stata un'abdicazione canonicamente valida. E di conseguenza sarebbe stata canonicamente illegittima la convocazione del conclave, ed invalida l'elezione del card. Bergoglio.

Anche a me parrebbe interessante sottoporre il tutto ad un canonista serio e non 'normalista' o carrierista...

Anonimo ha detto...

Interessante, Amicus,
da approfondire, "poteri forti" e carrozzone al seguito permettendo.
Ma comunque ineludibile.
A trovare il canonista e chi fosse disposto ad accoglierne autorevolmente e responsabilmente le conclusioni.

Anonimo ha detto...

Insomma, poiché è stato costretto ad andarsene, inutile girarci intorno, gli hanno detto a muso duro di togliersi,siccome lui si è sentito esautorato dallo svolgere pubblicamente il ministero petrino, munus docendi, si è tenuto per sé il munus orandi, che forse, visti i tempi,è più utile, ha conservato titoli e simboli, perché comunque una volta papi lo si è sempre, poi sanno tutti che la preghiera di un papa è molto potente contro il Maligno che scorrazza bellamente per ogni dove, intra et extra Vaticanum, io non penso che vi siano canonisti che possano avallare al 100% l'assoluta validità di una rinuncia.....teniamoci buoni la sua presenza tra noi e soprattutto la sua preghiera e preghiamo anche noi, che fa bene.GR2

Anonimo ha detto...

siccome lui si è sentito esautorato dallo svolgere pubblicamente il ministero petrino, munus docendi, si è tenuto per sé il munus orandi, che forse, visti i tempi,è più utile,

Il primo munus petrino è quello regendi: il governo, che implica una potestà primaziale, al quale ha iniziato a rinunciare Paolo VI con la deposizione della Tiara; che Giovanni Paolo II ha trascurato per i suoi raid intorno al mondo (ma c'era Ratzinger - e non solo - per i documenti) e con la diminutio dell'inserimento della collegialità nel Nuovo Codice di Diritto Canonico; che Benedetto (volente o nolente) ha picconato ulteriormente con le sue dimissioni e che Bergoglio sta definitivamente dissolvendo...

A.D. ha detto...

Ad ogni modo...e chiamiamolo sto Benedetto (:D) canonista non carrierista/arrivista che ci schiarisca le idee una volta per tutte sulla rinuncia e dintorni!!!

Annarita ha detto...

E mentre papa Francesco alla luce del sole dispensa sorrisoni e abbracci, dietro le quinte continua l'epurazione silenziosa dei cattolici, dico solo cattolici, perchè ritengo che dire cattolici tradizionalisti, significhi che un cattolico possa essere anche non tradizionalista, il che è errato. La battaglia si fa sempre più dura, ogni giorno sembra che il male prenda più piede e la persecuzione sia sempre più serrata. Ogni giorno si apprende di qualche sascerdote, intelettuale cattolico, vescovo ripresi e castigati perchè troppo cattolici. Tra leggi che tappano le bocche ed il pensiero umano (antiomofobia, anti negazionismo ed ora obbligo di materie scolastiche che indottrinino i ragazzi al gender e all'aborto e contraccezione. Satana è furioso, specialmente dove vede che c'è del buono, furibondo dove la Messa viene ancora detta, o riscoperta, furibondo contro l'immacolatezza, furibondo contro le famiglie. Che il Buon Dio venga presto e abbia misericordia di noi, che abbrevi il castigo, perchè altrimenti chi si salva? E tra i nemici più accaniti dei cattolici ci sono altri "cattolici", non c'è un nemico peggiore del Bene che un cattivo cattolico. Che Dio ce ne scampi e liberi.

Anonimo ha detto...

ci fu anche questo precedente...(febbreio 2012..febbraio 2013)
Forse non significa niente, o forse si?
http://fidesetforma.blogspot.it/2012/02/complotto-per-assassinare-il-papa.html
m

Gederson Falcometa ha detto...

Guardate questo testo pubblicato nel L'osservatore Romano "Discepoli di Cristo non dell'ideologia" (http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html). È difficile capire quello che è stato scritto nel testo se avete in mente il potere delle chiave. Sembra che lui presenta un uso improprio delle chiave come l'unico possibile.

Luisa ha detto...

Massimo Faggioli, (per me fino a qualche giorno fa un illustre sconosciuto), in un`intervista al Foglio dice fra l`altro :

"Il Papa soldato d’Ignazio devoto a Pedro Arrupe “mette in chiaro il fatto che nella vita di tutti i giorni del cattolico ci sono dilemmi e paradossi. Ci sono, cioè, certe cose cui non può essere applicato un teorema per dire che due più due fa quattro. E ciò comporta dei compromessi, delle mediazioni. Questo non è relativismo. E’ sincerità, onestà. Bergoglio è un Papa che non pretende che le cose siano semplici, come spesso facevano i suoi predecessori”. Il suo, insomma, è un approccio pastorale radicato nel Concilio "

Certo, per i suoi predecessori le cose erano semplici: un aborto è la soppressione di una vita, un matrimonio è fra un uomo e una donna, la vita deve essere rispettata dal suo inizio fino alla sua fine naturale, insomma cose semplici, chiare e non negoziabili per un cattolico.
La Verità è assoluta e come diceva Benedetto XVI(discorso del 24 febbraio 2007 ai membri della Pontificia Accademia per la Vita):

"La formazione di una coscienza vera, perché fondata sulla verità, e retta, perché determinata a seguirne i dettami, senza contraddizioni, senza tradimenti e senza compromessi, è oggi un’impresa difficile e delicata, ma imprescindibile. Ed è un’impresa ostacolata, purtroppo, da diversi fattori. Anzitutto, nell’attuale fase della secolarizzazione chiamata post-moderna e segnata da discutibili forme di tolleranza, non solo cresce il rifiuto della tradizione cristiana, ma si diffida anche della capacità della ragione di percepire la verità ci si allontana dal gusto della riflessione. Addirittura, secondo alcuni, la coscienza individuale, per essere libera, dovrebbe disfarsi sia dei riferimenti alle tradizioni, sia di quelli basati sulla ragione. Così la coscienza, che è atto della ragione mirante alla verità delle cose, cessa di essere luce e diventa un semplice sfondo su cui la società dei media getta le immagini e gli impulsi più contraddittori."
Chiaro no? Semplice, no?
Prima di Bergoglio a livello di Dottrina, di precetti morali e etici, 2+2=4, con lui invece 2+2 può essere uguale a 5 o anche 6(compromessi e mediazioni...) a secondo della coscienza dell`individuo, della sua nozione di bene e male.
Questo è quel che mi sento ridire da persone che si pretendono ancora cattoliche anche se mettono i piedi in una chiesa solo per matrimoni e funerali e che dei precetti della Chiesa se ne infischiano gioiosamente, mi dicono, entusiasti, con lui c`è posto per tutti, con lui la dottrina e i dogmi sono ridimensionati e blablabla.
Ed io non perdo più tempo a spiegare perchè non posso condividere il loro entusiasmo.

Anonimo ha detto...

Questa ve la devo raccontare.
Nel pomeriggio ero in taxi e, nello schienale del sedile davanti a me un minischermo mostra immagini accattivanti di Roma, pubblicità e rapide news.
Tra le news la notizia dell'insediamento di Parolin al posto di Bertone e, poi, ti vedo un'altra schermata con il Papa sorridente con indosso le vesti liturgiche e sopra una scritta "dialogo con le altre fedi e con gli atei". Mi scappa un - peraltro garbato - commento ad alta voce rivolgendomi a mio marito e vengo ripresa dal tassista, musulmano (lo ha detto lui), che difende il papa dicendo: "purché faccia qualcosa per i poveri!". Ecco, questo è il messaggio che 'passa'. Ma la nostra Fede forse è anche altro...

Anonimo ha detto...

Parolin sta male, è stato operato d'urgenza, ma non si sa granché, tornano (toh, chi si vede!) i legionari di Cristo dalla porta principale, dopo la defenestrazione ratzingeriana e uno di loro ottiene un posto chiave, intanto ho imparato (non si finisce mai) che gli ideologi o chiunque abbia o segua un'idea propria non è cattolico, non so più come definirmi.....Lupus et Agnus

RIC ha detto...

“Per difendere la vita sono pronto a dimettermi, e la storia saprà giudicarmi” .
Chi ha pronunciato queste parole? Il presidente SOCIALISTA dell'Ecuador Correa che si rifiuta di ratificare un'eventuale legge sull'aborto. E mi fermo qui...lasciando a ciascun lettore, in questi tempi di confusione, di trarne le logiche - amare- conclusioni

Anonimo ha detto...

Grazie per questo articolo. Dal primo istante i potentissimi media globali, anticattolici che, anche sotto differenti testate, si muovono sempre all'unisono hanno cessato gli attacchi alla Chiesa e iniziato l'appoggio a Bergoglio. I suddetti media compattamente fautori dei dogmi progressisti e politicamente corretti sono stretta emanazione delle centrali del potere mondiale. Evidentemente sanno che il nuovo Papa è uno dei loro. D'altra parte mai in nessuna circostanza il Papa in questi mesi si è differenziato dal conformismo del mondo con i suoi dogmi e cardini. Mai. Ora, vedere Cammilleri, Langone e Padre Livio (non conosco Copertino) schierati insieme al card. Martini, Don Gallo, Scalfari, Vito Mancuso e quant'altri in favore della Nuova Chiesa bergogliana è uno spasso. Un amarissimo spasso.
Miles
PS: forse ho inteso male ma durante la Rassegna Stampa di questa mattina Padre Livio ha detto che i sacerdoti della FSSPX non sono cattolici. E' esatto?

Filippo ha detto...

Non sapevo che la Chiesa fosse stata fondata da Cristo per risolvere il problema della povertà nel mondo.

rosa ha detto...

cara Mic, purtroppo per ioveri non fara' niente, nel senso che loro si aspettano.La caritas, le parrocchie, i religiosi coninueranno ad occuparsene, come da secoli, ma lui, personalmente, non fara' nulla. come Obama. Prima un "Messia" nero, ora uno bianco, che piacciono entrambi alle stesse lobbies...chissa' come mai
rosa

Anonimo ha detto...

Il cardinale Cipriani contro Müller sulla TdL.

Micus

Angelo ha detto...

Questi buonisti "di destra" che amano dichiararsi ortodossi "ma senza esagerare", che amano definirsi "dalla parte del Papa" e "kattolici" baldanzosi e battaglieri (sulla tastiera del computer), che disprezzano il "politicamente corretto" ma ne professano uno tutto loro, veramente credono in buona fede che l'appartenenza alla Chiesa sia la stessa cosa dell'appartenenza ad un partito, di cui per dovere di lealtà occorre far gioco di squadra osannando il caro leader financo al più piccolo ruttino.

Perfetto, semplicemente perfetto, musica per le mie orecchie. Rino Cammilleri è un intellettualmente mediocre.

Anonimo ha detto...

Il cardinale Cipriani contro Müller sulla TdL.
Micus


Non è una cosa nuova. Già ne parlavamo qui.

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/02/larcivescovo-di-lima-rifiuta-di.html

Josh ha detto...

Rosa, aggiungiamo poi che Obama è figlio di una signora ebrea hippie 68ina e di un padre musulmano.
Poteva non piacere alle lobbies?

Agnese ha detto...

forse ho inteso male ma durante la Rassegna Stampa di questa mattina Padre Livio ha detto che i sacerdoti della FSSPX non sono cattolici. E' esatto?

[---]

Gentile Miles, credo che l'ultima persona, che possa dire chi è o non è cattolico sia proprio lui.

Uno che appoggia e propaganda da decenni una pseudo apparizione, tra le altre cose SENZA APPROVAZIONE DELLA CHIESA e dispensatrice di messaggi e 'veggenti' dubbi.

Uno come costui non merita attenzione.

So da persone che lo conoscono personalmente che sono anni e anni che va dicendo che la Fraternità è diabolica.

Alla radio comunque non faceva mistero la sua simpatia e un certo coinvolgimento con la comunità protestante di Taizè...

Da che pulpito direi.....

rosa ha detto...

josh, la qmadre era ebrea ? sapevo del vero padre, un professore molto liberal americano, ovviamente black, ma della madre...sapevo anche che fu subito apprezzato e sostenuto da una ricca, ovviamente, signora di Chicago, liberàl anche lei e anche lei ebrea, ma della madre...
rosa

Raoul de Gerrx ha detto...

« … quella malattia spirituale che riduce il cattolicesimo ad […] in fin dei conti un'ideologia… »

A tous ceux qui se demandent ce que peut bien entendre, ou sous-entendre, Bergoglio par le mot “idéologie”, qui revient comme une obsession dans ses discours, je suggère cette clé :

dans sa bouche, “idéologie” — qui désigne normalement une conception erronée de la réalité — ne signifie rien d’autre que “tradition”.

“Larvatus prodeo”, “je m’avance masqué”, disait Descartes dans le préambule de ses “Cogitationes”.
Bergoglio, qui n’est pas dépourvu de culture philosophique, ni de fourberie, a compris la leçon.

Comme il ne peut pas “taper” directement sur le mot “tradition” — au risque de s’exclure illico de l’Église —, et comme les distinctions oiseuses, à la Congar, entre “tradition vivante” et “tradition morte” ne convainquent plus personne (si elles l’ont jamais fait !), il a trouvé un biais, un subterfuge : c’est le mot “idéologie”, et là il peut y aller à tout casser, si j’ose dire.

Et voilà pourquoi celui qui défend la tradition n’est qu’un “idéologue”.

Il fallait y penser…

Écoutez Bergoglio. Vérifiez par vous-même. Dites-moi si j’ai tort.

Anonimo ha detto...

Un 'furbata' bergogliesca la sostituzione del termine "ideologia" a "tradizione", secondo Raoul ?

Allo scopo di mimetizzarsi come traditore della tradizione?

Raoul de Gerrx ha detto...

« Allo scopo di mimetizzarsi come traditore della tradizione ? »

Chère Mic, pour ce qui le concerne, lui, il n'a même même plus besoin de "mimetizzarsi". Il est déjà brûlé ; il apparaît déjà pour ce qu'il est : un fieffé moderniste, occupé à subvertir l'Eglise de l'intérieur.

Sur des points aussi graves que Dieu ("Dieu n'est pas catholique"), la conscience, la conversion, etc., ses propos sont hérétiques, ils vont contre toute la tradition de l'Église.

Il n'est pas nécessaire d'être diplômé de Sant'Anselmo pour voir cela. Il suffit de connaître son catéchisme.

Mais il a sans doute une mission à accomplir, selon un plan préétabli, et, pour y parvenir, il doit encore prendre des masques, qui ne tromperont que les naïfs.

rosa ha detto...

faggioli, nell' intervista al Foglio, afferma che Bergoglio, " la cui teologia non e' ancora chiara", realizzara' finalmente e compiutamente il CVII. Ancora. ma i predecessori che han afatto? ed e' vero che se errare e' umano, perserverare e' diabolicum. se si va ancora un pochino oltre con il CVII, nessuno piu' riconoscera' la chiesa come cattolica, e forse manco protestante.
rosa

Anonimo ha detto...

Caro Raoul,
Il problema è che i naïfs (cui dobbiamo aggiungere i conniventi) sono la maggior parte!
Resistere e pregare!

Luisa ha detto...


"dans sa bouche, “idéologie” — qui désigne normalement une conception erronée de la réalité — ne signifie rien d’autre que “tradition”.
Écoutez Bergoglio. Vérifiez par vous-même. Dites-moi si j’ai tort.


Vous n`avez pas tort, Raoul, il suffit de se rappeler quand il s`est servi de ce mot, mais la réception des mots e des gestes de ce pape est brouillée, pour les naïfs par leur ignorance, par la colossale avance de sympathie savamment entretenue par les médias et les clercs qui, eux, ne sont pas du tout naïfs, ils comprennent parfaitement ce que Pape est en train de déconstruire ou, plutôt, je devrais dire, de déconstruire de ce qui reste encore à déconstruire, ce reste, ce mot, insupportable et haïssable qui s`appelle Tradition, tellement haïe qu`ils sont arrivés à la vider de sa substance pour la rendre "supportable" et la remplir avec d`autres mots pour la faire devenir "autre".
Il faut être effectivement aveuglement ignorant pour ne pas voir dans quelle direction ce Pape est en train de porter l`Eglise, à qui n`est pas aveugle il ne reste plus qu`à se demander combien de temps il lui faudra pour atteindre ses objectifs, s`il va aller vite ou s`il va prendre du temps, s`il va agir par touches ou par coups de marteau, s`il va couvrir avec une autre peinture ou s`il va employer la gomme à effacer.
Qui vivra verra.

RIC ha detto...

E infatti Tornielli.....

http://2.andreatornielli.it/?p=6853

RIC ha detto...

Interessante articolo del sito argentino Pagina Catolica (secondo il quale il discorso di Bergoglio di ieri era una risposta indiretta alla FSSPX) dal quale estraggo la seguente frase:

"...durante il "pontificato" di Bergoglio a Buenos Aires a coloro che chiedevano di ricevere la Comunione in ginocchio o di mettere in pratica ciò che è previsto dal Motu Proprio Summorum Pontificum, si rispondeva che tali richieste erano motivate dall'ideologia.
E, come è naturale, l'espressione per antonomasia dell'"ideologismo", proviene dalla FSSPX che diverebbe così la mater et magistra dei resturazionisti pelagiani"

Link al sito


http://pagina-catolica.blogspot.it/2013/10/francisco-le-responde-fellay.html

Anonimo ha detto...

Confermo quanto sopra,il direttore ha specificato 2 volte che il sacerdote che ha celebrato il rito funebre, non era cattolico, non era cattolico, era lefebvriano......consiglio a tutti coloro vicini alla FSSPX di indossare la campanella dei lebbrosi, tanto per annunciare il loro esistere; a Taizé ci andava tutti gli anni coi ragazzi della sua parrocchia,poi ha scoperto la Bosnia e allooooraaa;ho trovato 2 segnalazioni su un paio di trasmissioni in onda sulla stessa emittente, che di fatto sdoganano con varie argomentazioni il matrimonio omo, si dice siano sul sito le registrazioni.....mah! (la battuta per i lefebvriani era ironica, nessuna intenzione di offenderli, ma sono in parecchi a definirli con termini dispregiativi).Lupus et Agnus.

rosa ha detto...

non vorrei sembrarvi maligna, e forse è deformazione professionale, ma a me 'sti uomini, e per di più preti, che perdono la testa prima per Taizè, poi per Medjugorije,poi per il Papa, mi puzzano tanto di bassa carica androgena ed altra estrogena.
Rosa

Raoul de Gerrx ha detto...

« … la réception des mots et des gestes de ce pape est brouillée … »

Oui, chère Luisa, et elle est habilement brouillée par un écran de fumée qui n'est certes pas celle de l'encens — la liturgie, on le sait déjà, Bergoglio s'en moque —, mais qui provient du Fumigène par excellence, si vous voyez ce que je veux dire…

Luisa ha detto...

Su Tornielli sarebbe meglio sorvolare, sta diventando molto prevedibile.
Invece di dare addosso ai cattolici che osano, o crimine supremo, far uso della loro ragione e coscienza ANCHE quando è il Papa a parlare, ANCHE quando alcune sue parole cozzano con quel che la Chiesa, che li ha formati, insegna, il buon Tornielli dovrebbe innanzitutto tentare di rispondere alle loro critiche e argomentazioni cattoliche (anche se gli costerà molto visto la poca simpatia e anche disprezzo che ha nei loro confronti) e poi domandarsi, nel silenzio del suo foro interno, se è normale che dei cattolici rettamente formati siano disorientati, e anche sconcertati, da quel che dice e fa il Papa e non su bazzecole insignificanti.
Che il Papa sia un suo amico personale, non dovrebbe parasitare la sua riflessione, al contrario, dovrebbe ancor più rsponsabilizzarlo.

Sine Timore ha detto...

Ecco qui l'audio del commento alla stampa di Padre Livio, del 17 ottobre, in cui dice che il sacerdote che ha celebrato il funerale di Priebke "non è un sacerdote cattolico, ma un lefebvriano"....

http://www.radiomaria.it/gioved%c3%ac-17-ottobre-2013.aspx

(andare al min 21.37 circa)

Anonimo ha detto...

News dell'ultimissima ora, l'anno prossimo gli esercizi spirituali pre- pasquali si terranno ad Albano, con passeggiate tra i boschi e meditazioni personali, relatore un parroco normale.....propongo di apporre un cartello:Affittansi appartamenti con vista mozzafiato sul colonnato di Bernini.....no other comment.Passante per caso2

Filippo ha detto...

Padre Livio odia la Fraternità san Pio X perché questa ha sempre ritenuto le presunte apparizioni di Medjugorie un imbroglio. E non sono solo i "lefebvriani" a ritenerlo tale. Il suo odio viscerale nasce da questo. Per lui, tutti coloro che sono contro i sedicenti veggenti e la "Gospa" sono ispirati da Satana. Per me è un ciarlatano.

Anonimo ha detto...

In qualità di iscritto alla Fraternità di Comunione e Liberazione mi duole dirlo... ma il papa ha detto a don Juliàn Carron, presidente della Fraternità, che "non sarà la pura “restaurazione” di forme del passato che potrà rendere attuale il cristianesimo per l’uomo di oggi."

http://www.tracce.it/default.asp?id=411&id_n=37474

Ci vuole dunque una restaurazione "impura", oppure per rendere "attuale" il cristianesimo accanto alla restaurazione occorre qualcos'altro?

Se il cristianesimo non è "attuale", è davvero un problema? Il cristianesimo si deve "adeguare"?

Anonimo ha detto...

...E anche il fatto che praticamente la prima cosa che ha detto al capo del movimento di Comunione e Liberazione è che non bisogna "restaurare" il passato... Come mai ?

Anonimo ha detto...

Segnalo articolo su Catholic herald 'Who cares what the pope says'? di Adam De Ville

rosa ha detto...

Passante per caso: e ad albano chi paga ? o la S.Sede possiede la' delle case ? e perche' non a Castel Gandolfo, allora ?
sul parroco normale non mi preoccuperei: se fosse un Don Ariel da Gualdo, per esempio andrebbe benissimo
Rosa

Amicus ha detto...

Vedo che tornielli (a questo punto, il minuscolo è d'obbligo) ha chiuso i commenti sul suo blog. Bravo, complimenti per l'onestà.
Oggi però mi sento anch'io in vena di paragoni evangelici. E, chissà perché, pensando a tornielli ed ai suoi simili, la prima cosa che mi viene in mente è questo passo evangelico:
"...Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdote". (Gv 18, 22-24)
Meditate, tornielli &C., meditate.



Josh ha detto...

@Esistenzialmente Periferico

torno al titolo "il Cattolicesimo ridotto a tifoseria papista"
che è a dire papolatria....
nelle masse adoranti spesso prive di tutto il resto della fede.

a me vengono in mente Matteo 11,8 e Luca 7,25

"...Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti?..."

Va bene. E appunto, ma tutto il resto? perchè dai discorsi che si sentono in giro la diagnosi del post è più che corretta.

Josh ha detto...

Amicus, non ho mai frequentato molto quel blog. A volte ho lasciato commenti, tra l'altro mooolto meno diretti di quelli che scrivo qui e più mediati. Poche volte li ho visti pubblicati.
Meglio chiudere direttamente infatti.

Josh ha detto...

Rosa, sulla questione Obama leggo solo adesso il tuo commento. E' un parziale Ot, ma ti lascio un link (in USA però questa opinione è diffusa):

http://henrymakow.com/is_obama_literally_americas_fi.html

Anonimo ha detto...

Passante per caso: e ad albano chi paga ? o la S.Sede possiede la' delle case ? e perche' non a Castel Gandolfo, allora ?

Forse è un caso. Ma ad Albano, giusto a due passi da Castel Gandolfo - con tanto di Sede Papale (Papale, appunto, non da vescovo di Roma) -, c'è il Priorato d'Italia della FSSPX...

Anonimo ha detto...

Non so chi paga, ma si parla di località sul lago di Albano, non so se sia lo stesso posto, la news non chiarisce molto.Passante per caso2

Anonimo ha detto...

Ok, recuperato articolo più esauriente, su La nuova bussola quotidiana : Matzuzzi' Esercizi spirituali fuori da Roma'.Passante per caso2

rosa ha detto...

grazio Josh e Passante per caso. Non conosco Albano ed il suo lago, e non so se ci sono monasteri. ma sicuramente ci sono alberghi chr faranno a gara ad offrire il soggiorno gratis ai partecipanti !
Rosa

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Eccone un'altra che grida «io sto dalla parte del Papa, eh!»:

http://www.culturacattolica.it/?id=17&id_n=34115

...e tutta compunta soggiunge: «...Gnocchi e Palmaro hanno frainteso il Papa».

Evidente che la tifoseria del Papa accusa un po' di nervosismo...