mercoledì 19 agosto 2020

Stato di eccezione e stato di emergenza - Giorgio Agamben

Dello stesso autore, precedenti qui - qui - qui.

Un giurista di cui un tempo avevo qualche stima, in un articolo appena pubblicato su un giornale allineato, cerca di giustificare con argomenti che vorrebbero essere giuridici lo stato di eccezione per l’ennesima volta dichiarato dal governo. Riprendendo senza confessarlo la distinzione schmittiana fra dittatura commissaria, che ha lo scopo di conservare o restaurare la costituzione vigente, e dittatura sovrana che mira invece a instaurare un nuovo ordine, il giurista distingue fra emergenza e eccezione (o, come sarebbe più preciso, fra stato di emergenza e stato di eccezione). L’argomentazione in realtà non ha alcuna base nel diritto, dal momento che nessuna costituzione può prevedere il suo legittimo sovvertimento. Per questo a ragione nel suo scritto sulla Teologia politica, che contiene la famosa definizione del sovrano come colui «che decide sullo stato di eccezione», Schmitt parla semplicemente di Ausnahmezustand, «stato di eccezione», che nella dottrina tedesca e anche fuori di questa si è imposto come termine tecnico per definire questa terra di nessuno fra l’ordine giuridico e il fatto politico e fra la legge e la sua sospensione.

Ricalcando la prima distinzione schmittiana, il giurista afferma che l’emergenza è conservativa, mentre l’eccezione è innovativa. «All’emergenza si ricorre per rientrare quanto più presto è possibile nella normalità, all’eccezione si ricorre invece per infrangere la regola e imporre un nuovo ordine». Lo stato di emergenza «presuppone la stabilità di un sistema», «l’eccezione, al contrario, il suo disfacimento che apre la strada a un sistema diverso».

La distinzione è, secondo ogni evidenza, politica e sociologica e rimanda a un giudizio di valutazione personale sullo stato di fatto del sistema in questione, sulla sua stabilità o sul suo disfacimento e sulle intenzioni di coloro che hanno il potere di decretare una sospensione della legge che, dal punto di vista giuridico, è sostanzialmente identica, perché si risolve nei due casi nella pura e semplice sospensione delle garanzie costituzionali. Quali che siano i suoi scopi, che nessuno può pretendere di valutare con certezza, lo stato di eccezione è uno solo e, una volta dichiarato, non si prevede alcuna istanza che abbia il potere di verificare la realtà o la gravità delle condizioni che lo hanno determinato. Non è un caso che il giurista debba scrivere a un certo punto: «Che oggi si sia di fronte a un’emergenza sanitaria a me pare indubitabile». Un giudizio soggettivo, emanato curiosamente da qualcuno che non può rivendicare alcuna autorità medica, e al quale è possibile opporne altri certamente più autorevoli, tanto più che egli ammette che «dalla comunità scientifica provengono voci discordanti», e che quindi a deciderne è in ultima istanza chi ha il potere di decretare l’emergenza. Lo stato di emergenza, egli prosegue, a differenza da quello di eccezione, che comprende poteri indeterminati, «include soltanto i poteri finalizzati allo scopo predeterminato di rientrare nella normalità» e tuttavia, concede subito dopo, tali poteri «non possono essere specificati preventivamente». Non è necessaria una grande cultura giuridica per rendersi conto che, dal punto di vista della sospensione delle garanzie costituzionali, che dovrebbe essere l’unico rilevante, fra i due stati non vi è alcuna differenza.

L’argomentazione del giurista è doppiamente capziosa, perché non soltanto introduce come giuridica una distinzione che non è tale, ma, per giustificare a ogni costo lo stato di eccezione decretato dal governo, è costretto a ricorrere a argomentazioni fattuali e opinabili che esulano dalle sue competenze. E questo è tanto più sorprendente, dal momento che dovrebbe sapere che, in quello che è per lui soltanto uno stato di emergenza, sono stati sospesi e violati diritti e garanzie costituzionali che non erano mai stati messi in questione, neppure durante le due guerre mondiali e il fascismo; e che non si tratti di una situazione temporanea è affermato con forza dagli stessi governanti, che non si stancano di ripetere che il virus non solo non è scomparso, ma può riapparire a ogni momento.

È, forse, per un residuo di onestà intellettuale, che, alla fine dell’articolo, il giurista menziona l’opinione di chi «non senza buoni argomenti, sostiene che, a prescindere dal virus, il mondo intero vive comunque più o meno stabilmente in uno stato d’eccezione» e che «il sistema economico-sociale del capitalismo» non è in grado di affrontare le sue crisi con l’apparato dello stato di diritto. In questa prospettiva, egli concede che «l’infezione pandemica del virus che tiene in scacco società intere sia una coincidenza e un’opportunità imprevista, da cogliere per tenere sotto controllo il popolo dei sottomessi». 

Ci sia lecito invitarlo a riflettere con più attenzione allo stato della società in cui vive e a ricordarsi che i giuristi non sono soltanto, come sono purtroppo ormai da tempo, dei burocrati a cui incombe soltanto l’onere di giustificare il sistema in cui vivono. (Giorgio Agamben - Fonte)

18 commenti:

Anonimo ha detto...

E' ormai chiaro che hanno contaminato teologia, diritto, economia allo scopo di RIBALTARE Cattolicità, Cultura, Educazione, Politica, Giustizia, Economia.

Talmente superbi da ritenere che le distorte interpretazioni edulcorate, che loro stessi danno delle teologia, del diritto, della economia, non siano neanche percepite dal popolo bue, evirato dalla loro propaganda.

Ma, spiace per coloro che nel pensier si fingono padroni del mondo, il Padrone del Cielo e della Terra sa come ridurre in fumo ogni loro piano, ogni loro interpretazione, ogni loro artificio. Piccolissimi sassolini presi dal popolo sono coloro che manderanno in fumo l'ingranaggio dei loro piani. La storia ufficiale non parlerà mai di quei piccolissimi sassolini, sparsi qua e là, sconosciuti a tutti ed anche a se stessi. Piccolissimi uomini forgiati nella pietra dalla fedeltà amorosa a
Gesù Cristo nostro Signore.

Anonimo ha detto...

Cesare Sacchetti:
Il TAR ha respinto il ricorso dei gestori delle discoteche perché "la grave epidemia" giustifica la chiusura. Quale epidemia? Quella che sforna asintomatici sani? La magistratura ha avallato un'ordinanza illegale. Ormai la magistratura stessa è illegale.
https://t.co/0y0uAwXseG

En France ha detto...

Les « cas » de covid ou le langage de la pandémie. Les médias mainstream, par-delà les frontières, en se servant mutuellement de caisse de résonance, répandent d’un pays à l’autre la croyance que le covid reste une menace mortelle, justifiant ainsi toutes les mesures coercitives et restrictives de nos libertés, avec l’approbation des peuples résignés et soumis par la peur.

http://www.benoit-et-moi.fr/2020/2020/08/18/les-cas-de-covid/

Anonimo ha detto...

Il governo ci dia i numeri dei contagi, vogliamo sapere quanti derivano da clandestini e quanti da locali notturni. SMETTETELA DI PRENDERE IN GIRO GLI ITALIANI.
Alberto Bagnai

Anonimo ha detto...

«Voglio essere molto chiara. Primo, non si azzardino a dire — come comincio a sentire in giro — che le Regionali vanno rinviate per l’emergenza Covid». Giorgia Meloni avvisa il governo. E lo fa attraverso una lunga intervista al Corriere della Sera.

“Siamo pronti a scendere in piazza”
«Non lo accetteremmo mai – prosegue la leader di FdI – perché non si può usare la pandemia per scopi elettorali, come a volte già è stato fatto. Noi ci presentiamo alle Regionali per dare un governo migliore nei territori ai cittadini, ma è indubbio che si tratta di un test rilevante anche a livello nazionale. E dunque, se le risposte che arriveranno dagli elettori saranno quelle che immaginiamo, non si potrà aspettare più: siamo pronti a scendere in piazza e a mobilitare milioni di italiani per chiedere libertà e democrazia».

Anonimo ha detto...

Quando "tutto hanno in mano" le menzogne diventano "verità" e le verità bugie... da qui, da questa eccezione per sovvertire TOTALMENTE lo stato, si esce solamente se qualche PARZIALE onesto rimane nello stato a livello di magistratura, a livello di politici locali, a livello di sanitari, a livello di scuola, a livello religioso, a livello lavorativo, a livello giornalistico.... ovvero siamo alla resa dei conti finale : sussiste ancora qualche onesto nei posti che contano? ..a livello di popolo siamo cotti allo stesso modo o ci sta una volontà di resistenza ancora, che col numero vince anche solo spostandosi là dove si puote?

Anonimo ha detto...

Generale Gianfranco Milillo:
Non mi permetto di esprimere alcun giudizio sulla politica estera del nostro Governo ma delle riflessioni vanno fatte.

Tripoli, 18 ago 09:42 - (Agenzia Nova) - Il Governo di accordo nazionale (Gna) della Libia avrebbe formalmente concesso alla Turchia il porto di Misurata come base per le navi militari operanti nel Mediterraneo Orientale. Lo riferisce l’emittente televisiva libica “218 tv”, con sede in Giordania e considerata vicina alle istanze del generale Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica e comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna). Le fonti citate dall’emittente hanno divulgato i presunti dettagli dell’accordo raggiunto ieri a Tripoli tra il Gna, la Turchia e il Qatar, durante la visita in Libia dei ministri della Difesa turco e qatariota, rispettivamente Hulusi Akar e Khaled al Attiyah. Secondo informazioni non confermate diffuse su canali social pro-Turchia, il porto di Misurata sarebbe stato dato in concessione alla Turchia per un periodo di 99 anni. Stando alle fonti della tv libica, sarebbe stato altresì concordato di istituire un centro di coordinamento tripartito (qatariota, turco e libico) che si riunirà mensilmente a Misurata al livello di capi di Stato maggiore. Le parti, proseguono le fonti, hanno convenuto che il Qatar si farà carico della ricostruzione e riabilitazione di tutti i centri di sicurezza e delle accademie di Tripoli distrutte o danneggiate durante l’ultima guerra. Per la prima volta, prosegue l’emittente libica, la visita della delegazione del Qatar includeva – oltre al ministro – anche consiglieri e istruttori militari che hanno tenuto incontri tripartiti con la parte libica e turca: un dettaglio che segnerebbe un cambio di passo dalla "diplomazia soft alla cooperazione militare ufficiale, oltre al sostegno politico e finanziario al Gna", sottolinea infine “218 tv”.
INSOMMA...IL PERICOLO del Sultano ERDOGAN e del ricostituendo impero ottomano.

Anonimo ha detto...

Io, Paolo Becchi e Vittorio Sgarbi abbiamo avuto un merito. Aver anticipato, già agli inizi di aprile, quello che sarebbe accaduto col Covid: il MUTAMENTO ANTROPOLOGICO.
Con la particolarità che ad applaudire alla nuova forma di schiavitù sono i tifosi della dittatura giallo-rossa, cioè gli stessi che fino a ieri strillavano la libertà contro il nemico politico di turno.
Si è persino arrivati ad accettare, facendole passare come normali, le limitazioni della libertà personale attraverso semplici ordinanze ministeriali, in assenza - in questo momento - di una emergenza attuale e conclamata.
Vi ripropongo una mia poesia che ho scritto a maggio, parzialmente riveduta e corretta

"Tempi digitali, mutamento antropologico"
Vogliono la civiltà digitale,
con il lavoro a distanza,
camuffandola con la "sfida"
del futuro. Meno contatto
umano, più isolamento.
Vogliono la scuola telematica,
coi ragazzi che non crescono,
con teste che apprendono
ma non ragionano.
L'Uomo che non si rapporta
più con l'Uomo.
Vogliono tribunali digitali,
con algoritmi al posto
dell'Uomo. Una giustizia
bionica, senza giustizia.
Vogliono la fine dell'Umanità,
la morte della civiltà,
il mutamento antropologico.
[Giuseppe Palma]

Anonimo ha detto...

Opportune le guerre per il cambiamento di regime nell'Africa Mediterranea. Complimenti agli stati occidentali che ne sono stati pianificatori ed esecutori. Veramente un passo avanti democratico...Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Guai! Guai!

Anonimo ha detto...

Ed eccoci. Vi presento il covid antifa.

A Modena si apre la Festa dell'unità con una serie fi eventi. Lì il Covid non esiste, è un virus ideologico. Prima volta nella storia.

Ma come fate a spaventarvi, come fate a non capire che è tutto calcolato ?

Anonimo ha detto...

Sorprendentemente, Associated Press contesta Michelle Obama e spiega che le famigerate "gabbie per i minori" al confine col Messico le hanno istituite suo marito e Biden (e le foto risalgono al 2014).

Quindi se c'è un mostro da denunciare lo può incontrare ogni giorno a casa sua.

Naturalmente questo fact-checking di AP non lo trovate sui principali quotidiani americani, perché dimostrerebbe che non hanno verificato nulla in quanto ultra-faziosi (corrotti)

https://www.seattletimes.com/nation-world/ap-fact-check-michelle-obama-and-the-kids-in-cages/

Chi mi segue da un po' sa che questa cosa l'avevo segnalata durante la furiosa polemica del 2018, quando il NYT & co ripetevano che Trump aveva costruito gabbie in cui rinchiudere i bambini.

una bugia ripetuta mille volte diventa la verità solo se non c'è internet
(Stefano Fait su Fb)

Anonimo ha detto...

Voglio dirlo in maniera chiara e in un linguaggio comprensibile a tutti!
Siamo il bancomat della Tunisia, il supermercato preferito dai cinesi, il cagnolino scodinzolante dei tedeschi, la nuova casa dei musulmani, servi del Deep state e grandi sanificati di spiagge.
ERAVAMO IL TOP!!! Ora siamo il 2 di coppe a briscola quando comanda denari! Mi si spezza il cuore Italia mia! Spero che un giorno il popolo trovi la forza e il coraggio di farti risorgere.

Anonimo ha detto...

Da Mondotoday, un articolo che deve far meditare chiunque non voglia diventare “gregge”,

“Dopo Draghi tocca a Mattarella ricordare al gregge che la musica è cambiata e che il Nuovo Ordine Mondiale ha instaurato una dittatura feroce di stampo sanitario. Chi crede che questa emergenza sia una fase transitoria si sbaglia. I poteri forti vogliono imporre al mondo una Nuova Normalità secondo il seguente principio: per tutelare la vostra salute siamo costretti a limitare le vostre libertà costituzionali. E lo dovremo fare in maniera permanente. D’ora in avanti vivrete come schiavi sotto il nostro diretto comando, di voi sapremo tutto, controlleremo ogni vostro movimento, perfino ogni vostro pensiero e se doveste costituire una minaccia all’ordine costituito, verrete puniti duramente.

Ciò in maniera permanente dato che finita la pandemia da nuovo coronavirus ne arriverà un’altra seguita da un’altra e così via. Vediamo cosa ha detto Mattarella oggi di tanto sconvolgente. Il capo dello stato si sente poco. In un contesto in cui tutto il potere è gestito da Conte, il suo ruolo si è ridotto a mero simulacro: l’irruzione del virus ci impone un nuovo modello di sviluppo. Ancora una volta quindi si ha la conferma che l’epidemia non è stata una parentesi ma la base di partenza per imporre un nuovo modello sociale. Parole molto pericolose perché lasciano intendere che il cambiamento che le vite di tutti hanno dovuto subire a causa della pandemia sarà permanente. Dimenticatevi quindi la libertà di cui prima avete goduto a piene mani. Il modello sociale che questi individui vorrebbero imporre implica un rigido controllo di tutte le manifestazioni umane, sia individuali che collettive. Un tipo di esistenza non molto diverso da quello che attualmente è operante in Corea del Nord o che era visibile nella ex Germania Est negli anni del comunismo. La chiusura delle discoteche, l’ossessiva ricerca dei positivi per dimostrare che il virus circola ancora e il terrorismo mediatico continuo sono gli strumenti di cui il regime totalitarista sanitario si serve per ricordare a tutti che la libertà non esiste più. Anzi, a breve arriverà anche il nuovo lockdown. Tutti chiusi in casa, a cominciare da Mattarella che darà il buon esempio. Tutti con la mascherina, anche se non vi sono prove scientifiche che protegga dal contagio, tutti distanziati perché se la gente si aggrega e forma una massa, la minoranza che costituisce i poteri occulti rischia di essere distrutta da un grande movimento popolare. Ora bisognerà capire in che misura gli italiani accetteranno questa nuova dittatura, che si profila molto più stringente di quella del Fascismo o del Comunismo.

La battaglia finale deve essere ancora combattuta”.

Anonimo ha detto...

http://amp.ilsole24ore.com/pagina/ADdfRoj

Mattarella: l’irruzione del virus ci impone un nuovo modello di sviluppo

Anonimo ha detto...

Vi stanno robotizzando.
Ho sentito una trasmissione in radio in cui han fatto capire che arte e cultura in tempi "post Covid" saran cose inutili.
La cultura classica, tra l'altro celebrata anche da tizi come Zuckerberg e Steve Jobs, considerata "roba da tassisti".
Vi stanno abituando a vivere senza musica, senza arte, senza cinema, senza poesia.
Diligenti formichine da laboratorio.
L'agghiacciante modello cinese.
A. Sartori

Anonimo ha detto...

Hanno aperto una bella finestra di Overton sulle mascherine mesi fa.
All'inizio non servivano, poi servivano casomai solo a chi era "contagiato", poi nei luoghi chiusi ma solo i commercianti, poi tutti nei luoghi chiusi, poi all'aperto.

Per tutti? No, solo gli adulti, i bambini sono immuni da sti virus figurarsi, poi però "eh ma possono contagiare gli anziani", a seguire "un bambino su Saturno con 10 patologie forse è finito in terapia intensiva ed era positivo al tampone!!"....risultato: mascheratevi tutti a vita, pure i bambini nelle scuole elementari devono mascherarsi tutto il giorno e stare muti.

Il problema sapete quale è?
È che quello che noi viviamo come una vera e propria violenza per molti è una cosa buona e giusta.
Weltanschauung Italia

Anonimo ha detto...

La fake news del ministro

La Ministra Lucia Azzolina l'ha definita fake news. Ma quella dei bambini di una scuola "sequestrati" dallo Stato in caso di covid è una notizia vera. Una notizia che poi ha portato a un dietrofront tanto imbarazzato quanto sciagurato dell’Istituto che l'ha diffusa. Ma notizia resta, non diventa fake news.

E se ci tocca intervenire di nuovo sul caso di Lumezzane, è perché, essendo stati noi, qui alla Bussola, i primi a verificare la fondatezza di quella circolare assurda del 6 agosto scorso del preside Angelo Prontera, possiamo non solo essere certi della genesi dei fatti, ma anche chiamare con il loro nome le cose.

In provincia di Brescia il preside aveva diffuso inizialmente una circolare nella quale avvisava che in caso di febbre i bambini-studenti sarebbero stati affidati all'autorità sanitaria, non ai genitori. La notizia è vera? Sì, possiamo dirlo avendo sentito i protagonisti della vicenda come i giornalisti fanno. Cosa che la Azzolina, che scambia l'effrazione per l'infrazione, non può evidentemente fare.

Lezione di giornalismo alla ministra: la foto che lei ha fatto pubblicare sul profilo del Miur e ha bollato come fake news, non è una fake news, ma è una notizia vera. Si riferisce alla circolare emessa il 6 agosto dal preside dell'Istituto Polo Ovest di Lumezzane e classificata con numero di protocollo 0004148/U del 06/08/2020 08:40:46 I.1 - Normativa e disposizioni attuative.

Quello che la Azzolina ha pubblicato come fake news non è altro che il punto 7 della delibera scolastica che - appunto, qui sta la notizia - comunica ai genitori che se il bambino è febbricitante (neanche positivo covid, solo febbricitante) deve essere prelevato dall'autorità sanitaria e non dai genitori. Questo si chiama sequestro di Stato dei minori, piaccia o no alla ministra Azzolina, la quale - lo ricordiamo - crede che gli imbuti servano per essere riempiti.

Semplicemente che cosa è successo? E' successo, e la Bussola lo ha raccontato per prima quindi sa di che cosa parla, che dopo le proteste dei genitori e su interessamento persino dell'assessore alla scuola di Lumezzane, il punto sette è stato tolto.

Ma non subito, ben 6 giorni dopo, il 12 agosto. Nell'articolo abbiamo anche riportato le giustificazioni del preside, che, condivisibili o no, sono la miglior smentita all'Azzolina.

Fake news sarebbe stato attribuire a quella circolare la volontà del ministero di sequestrare i bambini. Infatti ce ne siamo ben guardati dal farlo, e lo stesso ha fatto La Verità, che alcuni giorni dopo è ritornata sul caso, però abbiamo notato che la facilità con la quale il preside ha scritto quello sciagurato punto 7 è indice della confusione che regna nella scuola e mostra la facilità con cui lo Stato cerca di appropriarsi dell'educazione dei bambini. E questo è incontestabile.

La Azzolina non doveva bollare come fake news la notizia, ma doveva riprendere pubblicamente quel preside affinché i presidi non si sentissero autorizzati a ragionare come si fa in Corea. E tutti i presidi, compresa la ministra che dopo l'esperienza di governo - speriamo presto - diventerà una di loro, avendo vinto il concorso apposito.

E' probabile che al concorso non abbia passato la prova di giornalismo. Nel caso, potremmo dare qualche lezione di ripetizione noi. La Nuova Bussola Quotidiana

https://www.facebook.com/1327975473/posts/10224099844187034/

Anonimo ha detto...

Anonimo 18:33
Per un ideale di libertà i nostri padri hanno fatto guerre e dato vite ... oggi a questa libertà si rinuncia per lo spettro di un virus... e baluardo di tanta infamia... il presidente traditore di una nazione di codardi.