lunedì 24 gennaio 2022

« Credo nella Scienza » …o nel consenso emotivo?

Diventa sempre più evidente la tendenza della scienza a diventare una sorta di religione, nel tentativo - sposato dalla politica - di porsi come utopistica soluzione di tutti i problemi. Lo vediamo oggi non solo per come è affrontata la pandemia ma anche nelle ventilate transizioni ecologica e digitale nelle quali si affaccia il transumanesimo. Il vero problema è l'abbandono della metafisica sulla scia di Heidegger. “Gli stessi che sofisticamente ci avevano insegnato fino a poco tempo fa che la “Scienza” (quella con la maiuscola) esclude ogni credo, men che meno in Dio, ci dicono oggi che bisogna « credere nella scienza » ed alcuni ecclesiastici sono persino giunti, nell’asservimento imperante ai poteri mondani, a dire che è grave peccato non obbedire alle tesi correnti “della scienza. Vedi l'indice dei precedenti.

Moralità del “credere” ai dati scientifici
17 gennaio 2022, Sant’Antonio Abate 

« Io credo nella scienza », « bisogna credere nella scienza », ecco le frasi che risuonano oggi ad ogni piè sospinto per richiedere o giustificare il proprio aprioristico assenso ad un insieme di dati “scientifici”, compresi quelli che talvolta non possono essere conosciuti se non da pochissimi esperti e forse con certezza nemmeno da loro. Di fatto oggi si assiste, su uno sfondo di interessi stratosferici, alla fusione di una supposta “Fede nella Scienza” con l’emotività sapientemente condotta dalle briglie dei Media, cui si tributa a sua volta un cieco assenso. Ed è proprio quello stesso consenso mediatico, che non risparmia il ricorso all’irrazionalità isterica, ad invocare incessantemente la copertura della “scienza” in cui « si deve credere ». Gli stessi che sofisticamente ci avevano insegnato fino a poco tempo fa che la “Scienza” (quella con la maiuscola) esclude ogni credo, men che meno in Dio, ci dicono oggi che bisogna « credere nella scienza » ed alcuni ecclesiastici sono persino giunti, nell’asservimento imperante ai poteri mondani, a dire che è grave peccato non obbedire alle tesi correnti “della scienza”.

Come è possibile che lo scientismo di matrice razionalista si stia sposando così bene con l’emotività d’ispirazione immanentista e quindi assai poco “razionale”? La ragione profonda di questo matrimonio sta nella morte della filosofia del reale, quella del buon senso su cui si fonda la metafisica classica e nello scientismo che, in fondo fin dalla sua nascita, ha bisogno per sopravvivere dell’immanentismo, ovvero di una fervida attività dell’io, creatore di realtà, che si sostituisce alla metafisica reinventando il reale, magari ricorrendo alla matematica laddove la matematica non ha molto da dire. E’ così che i connotati dello scientismo diventano quelli di una vera e propria religione, religione rivelata in più, non certo da Dio, ma dagli organi che “rivelano” il pensiero corretto, esigendo l’assenso e creando il consenso. Questo processo, che a rigor di logica è antiscientifico, merita un lungo approfondimento, in quest’articolo concentriamo per il momento l’attenzione sull’asserzione ormai quasi dogmatica « io credo nella scienza » e sui suoi risvolti morali.

« Io credo…

Prima di tutto « io credo ». Cosa significa “credere”? Restando a livello naturale e senza voler entrare nel discorso sulla fede infusa che non è il nostro oggetto, si può affermare che “credere” vuol dire sottomettere l’intelligenza ad un oggetto non evidente in sé oppure evidente in sé, ma non a colui che crede.

Per fare qualche esempio possiamo pensare alla nostra data di nascita, mia madre ha evidenza che essa sia avvenuta il 3 gennaio, io no. Credo alla sua parola perché ella sa con certezza e non mi inganna. Questa certezza viene detta “evidentia in attestante”. Ovvero mi fido di colui che attesta, il quale ha conoscenza diretta ed evidenza di quanto afferma. In ambito scientifico questo tipo di assenso è quello che viene da chi crede ad uno scienziato che ha fatto un esperimento il quale con certezza assoluta ha dato un risultato, risultato evidente e certo per lo scienziato, ma non per l’allievo che gli “crede”, perché “ha fede in lui”, in questo caso prudentemente. Diverso è il caso in cui non ci sia nessuna prova certa nemmeno da parte dello scienziato che studia, in tal caso la certezza diminuisce, perché manca l’ “evidentia in attestante”. E’ il caso, ad esempio, di cosa ci sia al centro della terra, un dato che non è evidente a nessuno e non lo sarà per qualche tempo. Se affermo che c’è un nucleo incandescente lo faccio per fede, fede naturale in un’ipotesi scientifica che, presente in tutti i libri di scuola, è diventata “consenso”, forse anche credibile, ma che resta ipotesi per lo studioso che se l’è inventata e che ci crede non per “scienza” in senso stretto, come vedremo. Affermazione che rimane ipotesi per lo scienziato e per l’allievo che ha deciso di credergli. In questo caso, rispetto al caso precedente, gli atti di fede sono almeno due, il primo è quello dello scienziato alla propria teoria - sia essa fondata - il secondo è quello dell’allievo che a sua volta crede allo scienziato. Se poi c’è una catena d’intermediari gli atti di fede si moltiplicano. Se poi tutta una “comunità scientifica” ha deciso di credere all’ipotesi non dimostrata da nessuno, ci sono tanti atti di fede almeno quanti sono gli scienziati “credenti” al nucleo incandescente che nessuno ha mai visto, né perforato con esperimenti di carotaggio, ma solo ipotizzato in ragione di alcuni “effetti”. Qui per completezza va ricordato anche un fenomeno che di scientifico ha ben poco, infatti la pretesa dello scientismo di dare risposte a tutto soffre di dover tacere su questioni fondamentali, quindi davanti ad alcuni misteri della natura non ancora chiariti preferisce aver fede in un’ipotesi e se necessario uniformare il consenso di fede. Un po’ come ammisero tempo fa alcuni scienziati: « Dobbiamo credere al darwinismo - anche se le prove sono scarse - perché altrimenti non resta che il creazionismo », ma siccome la Creazione è un’ “eresia” condannata dal loro dogma, non ci si può nemmeno riflettere…

Semplificando potremmo dire che quando non ho evidenza di un’ipotesi di studio, non ho visto, conosciuto, studiato e dimostrato personalmente la tal cosa, quando non ho quindi un accesso diretto alla veridicità del tal enunciato, posso scegliere di “crederci”. La cosa per me non è evidente, la mia intelligenza tuttavia, il più delle volte in ragione dell’autorevolezza e della veridicità conclamata di chi mi propone a credere la tal cosa, per un intervento della mia volontà, si sottomette e dice - senza averne evidenza o senza averlo dimostrato - « credo », « ti credo », « ci credo ». Si badi bene il credere di fede naturale, riponendo fede in quel tale teste che mi comunica una cosa a me non evidente è un processo non solo legittimo, ma necessario alla vita quotidiana e lodevole, se prudente, così come sarebbe assurdo verificare ogni volta con analisi chimiche ciò che compro dal panettiere: mi fido di lui che è degno di fiducia sia perché sa quel che ha messo nel pane, sia perché ha sempre agito bene e senza inganni. L’affidabilità del teste evidentemente è premessa fondamentale del credere in ogni ambito, compreso quello “scientifico”.

…nella scienza »

Cosa si intende per “scienza” ? Per Aristotele, che parte dalla cosiddetta “filosofia del senso comune” (cfr. “Per il rilancio della filosofia perenne”), la scienza è la conoscenza certa per mezzo della causa necessaria. Scienza significa conoscere le cause proprie delle cose. In un giudizio di scienza quindi propriamente detta non « si crede ». Non si crede perché o si ha percezione immediata ed evidente della verità o si ha una dimostrazione razionale che esclude ogni dubbio. Conosco attraverso le cause necessarie, so che quella cosa necessariamente è causa della tal cosa e non di un’altra. In questo caso si parla di scienza propriamente detta, non di fede. So, non credo. Pur non escludendo diversi livelli nel rigore della dimostrazione a seconda dei diversi campi, nell’aristotelismo il procedimento propriamente scientifico si ha quando da una cosa nota giungo alla conoscenza di una cosa che prima non mi era nota e conosco il rapporto di causa-effetto necessario fra le due cose.

Per la visione di alcuni moderni, ma sarebbe meglio dire per il positivismo scientista ottocentesco, ampiamente superato, ma duro a morire nella sua retorica, la scienza è solo la descrizione di fenomeni attraverso il cosiddetto “metodo scientifico”. Ovvero, volendo raggiungere l’oggettività delle affermazioni, una volta osservato un fenomeno si cerca di creare un modello matematico che descriva il funzionamento del fenomeno in certe condizioni, si passa poi a verificare il suddetto modello con degli esperimenti per verificarne la validità. E’ evidente che tale “conoscenza scientifica” non è oggetto di fede. Non ci credo, la dimostro. Nessuno contesta che sia vera, si contesta solo che visti i “limiti matematici” che si impone, sottovaluta troppo le capacità astrattive dell’intelligenza umana davanti ad altri tipi di conoscenza e, essendo “scienza da laboratorio”, ci si passi l’espressione, vale solo quando determinate precisissime condizioni possono essere riprodotte.

Vero è tuttavia che non tutte le scienze, pur restando vere scienze secondo la loro graduazione e in rapporto all’oggetto e metodo proprio, sono riconducibili sic et simpliciter all’evidenza della verità o alla dimostrazione razionale necessaria, come direbbe Aristotele, o al metodo scientifico sperimentale con la sua reversibilità di verifica, riproduzione in laboratorio, linearità e chiarezza del ricorso alla matematica, come direbbe lo scientista. Non solo la stessa fisica sperimentale moderna ci ricorda oggi che non possiamo conoscere direttamente molti fenomeni, ma solo descriverne approssimativamente gli effetti (si pensi alla descrizione del comportamento dell’elettrone), ma vi sono scienze come la medicina e la biologia sperimentali, per esempio, le quali non possono maneggiarsi solo con criteri di necessarietà delle conclusioni. Esse infatti non sono in grado di risalire alle “cause” di tutti gli “effetti” e spesso possono solo ipotizzare, senza poter “riprodurre il fenomeno” anche perché esso presenta spesso troppe “varianti”. Vi sono più spiegazioni plausibili, quindi quando ci si trova nella necessità di scegliere o di costruire un sistema di studio, può anche legittimamente intervenire nel processo di studio l’affermazione « io credo ». Può intervenire proprio perché non vi è scienza assoluta nel senso sopra descritto, ed è necessario anche ipotizzare in casi specifici l’assenso dell’ « io credo ». Ciò non è affatto raro in questo tipo di studi, poiché per poter procedere può anche essere necessario supporre una verità. Si tratta in tal caso di « un atteggiamento attivo della mente che formula a se stessa l’adesione data ad un enunciato, ove manchi l’uno o l’altro degli elementi richiesti perché si abbia sapere scientifico », ovverosia manca proprio « la certezza perfetta, che esclude il rischio d’errore » e manca « l’evidenza, capace d’imporsi a tutte le menti »1.

Quindi ripetiamo quel che avviene: « la mente formula a se stessa l’adesione a tale enunciato », in altre parole “ci crede”, il processo quindi è interno a noi, non è un’inappellabile costatazione di fatti certi totalmente esterni all’io. Quindi tanto più è necessario sostenere che « si crede alla scienza » per difendere la data opinione, tanto più stiamo affermando che la tesi non gode affatto della certezza scientifica propriamente detta, ovvero quella della conoscenza attraverso le cause necessarie se si è aristotelici o della verifica col metodo scientifico se ci si vuole limitare al vecchio modello positivista. In ambo i casi dover dire « credo nella scienza » significa affermare che manca la certezza che si ha in altri campi della scienza.

L’assenso che si dà quindi in tal caso « esprime una scelta tra l’affermazione e la negazione possibili, o fra più enunciati possibili ». Diventa quindi forzatamente la scelta volontaria di un’opinione. Sottolineiamo che volontaria non significa arbitraria, ma che la sola intelligenza in questa caso non sta semplicemente constatando una verità evidente, ma deve intervenire la volontà, che, valutato un insieme di fattori, fa la sua libera scelta in un senso. E questo perché siamo nel campo della credenza-opinione, la quale « comporta per se stessa il rischio d’errore, in quanto insufficientemente fondata dal punto di vista sperimentale o razionale, e tale rischio è necessariamente riconosciuto da chi opina »2. Bisogna quindi riconoscerlo, non mentire alla propria intelligenza e ammettere la natura non evidente dell’affermazione.

Moralità del “credere” ai dati scientifici

Si tratta quindi spesso, anche in ambito “scientifico”, di opinione del tale o tal’altro studioso, che - se è onesto - deve ammettere di aver fatto lui stesso per primo una scelta volontaria in favore di un’opinione, foss’anche la più probabile; opinione dello studioso che poi viene proposta a colui che, non avendo studiato direttamente l’ipotesi, potrà a sua volta (non essendo un dogma di fede infusa necessario all’eterna salvezza) scegliere se credere o meno, in base a criteri che riposano sulla competenza dello scopritore, sull’onestà intellettuale mostrata durante la sua vita ed anche sul suo disinteresse economico, sulla sua immunità da logiche di carriera, di prestigio o di ricatto, fattori tutti che ne accrescono la credibilità.

E ciò perché l’attendibilità del teste in questa materia è capitale. Quindi, non essendoci nessuna evidenza, per colui che, come Aristotele, sta con i piedi per terra e vuole fare una scelta moralmente buona è anche necessario - ed è veramente “scientifico” - chiedersi: il teste è interessato? Mi ha mostrato integralmente gli studi che lo hanno condotto a tali conclusioni? Se dovesse sostenere la tesi opposta verrebbe cacciato dall’università o dal suo lavoro? Sta proponendo come “certo” ciò che è in ancora “incerto”, quindi è intellettualmente disonesto? E’ possibile che alcuni scienziati, anche se numerosi, possano essere condizionabili, specie se sono in ballo interessi considerevoli, o succubi del potere? Ci sono mai state repressioni che possono aver condizionato la libertà dello scienziato? Il cosiddetto consenso della “comunità scientifica”, specie se lo studio è in fase embrionale, è reale a seguito di studi ineccepibili o è anche frutto di chi controlla il “consenso emotivo delle masse”?

Queste domande certo non possono entrare in un “modello matematico” o in un “indice di positività”, ma sono veramente scientifiche poiché la mia conoscenza attraverso le cause, se deve “credere” a un dato scientifico, deve anche interrogarsi sulla credibilità e quindi il disinteresse del teste. Solo in tal modo il mio atto di credere sarà prudente. Quanto detto - per chi è rimasto ancorato alla filosofia realista e non sogna un sapere scientifico che ha risposte a tutto e subito in forma d’algoritmo - è ancor più vero nei primi anni successivi ad una scoperta. Particolarmente nelle sperimentazioni in campo medico, ricordando che la nostra conoscenza del funzionamento del corpo umano ha dei limiti, non parliamo poi del sistema immunitario. Alcune scoperte acquistano se non scientificità assoluta, almeno maggiore credibilità quando sono state vagliate dal tempo. La mia “fede” non nella scienza - che non vuol dire niente - ma in quella specifica cura medica ormai assodata perché ha dato buoni frutti sul lungo termine, è diventata col tempo anche “fede ragionevole”. O anche “talmente ragionevole” che sarebbe addirittura imprudente non credervi in ragione delle tante conferme pervenute negli anni. Ma è vero anche il contrario : dal punto di vista morale potrebbe essere gravemente imprudente, e potrebbe anche essere peccato grave di credulità - se c’è piena avvertenza - dare il proprio assenso imprudentemente, ovvero senza le necessarie verifiche. Specie se abbiamo ruoli di scienziati, medici o governanti, con gravi responsabilità su chi ci ascolta o ci obbedisce.

Concludendo, posso credere a questo o a quello scienziato per ragioni fondate e non emotive o di comodo, ma affermare « credo nella Scienza » non vuol dire nulla. Non esiste un credo nella Scienza, esiste una possibilità di attribuire minore o maggiore credibilità a uno studioso o ad un altro in merito ad una specifica affermazione. Il resto è solo quell’emotività irrazionale intimamente connessa al suddetto scientismo positivista ottocentesco, che, avendo rinnegato la metafisica classica, quando manca di certezze cerca di imporle “a suon di maggioranze” reali o fittizie.
Don Stefano Carusi - Fonte
_____________________ 
1 R. Jolivet, Psicologia, Brescia 1958, p. 569.
2 Ibidem.

38 commenti:

Anonimo ha detto...

Quanto vorrei parlare di musica, poesia, arte, buona politica, idee per rendere migliore la società e per semplificare la vita di tutti i cittadini.
Purtroppo, da due anni a questa parte, l'argomento è uno solo e domina ogni conversazione.
Non è possibile ignorare la disperazione di milioni di cittadini innocenti e la pura malvagità di criminali senza scrupoli che li hanno scelti come capri espiatori.
Quando si impedisce in tutti i modi a degli innocenti di vivere, senza alcun motivo, non si può né si deve stare in silenzio, ed anche a costo di essere ripetitivi, è necessario continuare ad urlare che tutto ciò è ingiusto e non trova alcuna giustificazione.
Quando si calpesta la dignità di un essere umano, per qualsiasi ragione lo si faccia, si è sempre e comunque nel torto.
Parleremo ancora di musica, arte e poesia, certo, ma solo quando la follia sarà finita: ora chi tifa per il male altrui non sa capire il linguaggio di un poeta, di un musicista o di un artista.
Torneremo a cantare insieme quando tutti ritroveranno la voce della ragione oggi purtroppo smarrita. Succederà. È solo questione di tempo.
Stefano Burbi

Diceva Mark Twain che è più facile ingannare che convincere dell’inganno ha detto...

Le considerazioni svolte restano tuttavia chiacchiere da bar o oziosi cavilli per pedanti, davanti alla cruda realtà: siamo indifesi, come singoli e come popolo, di fronte a un gigantesco ricatto a cui la stragrande maggioranza deve piegarsi se vuole continuare a vivere con un barlume di tranquillità. L’estorsione è il tipico atto delle associazioni mafiose e le azioni dei governi sono uscite da tempo dallo Stato di diritto. La pandemia –la sua gestione e sfruttamento a scopi di potere e modifica generale delle condizioni di vita dei popoli – ha fatto saltare in un sol colpo tutte le certezze giuridiche, politiche e comportamentali che consideravamo acquisite.

Se invece parliamo di una terapia sperimentale, per di più genica, di cui ignoriamo le conseguenze a lungo termine, l’iniezione per la quale abbiamo sottoscritto la manleva di responsabilità per medici, governanti e produttori diventa un atto per il quale abbiamo subito un ricatto, un crimine non perseguito. La conseguenza – per chi conserva il raziocinio- è che lo strumento, il certificato verde, da esibire a chiunque in tutti gli atti della vita quotidiana, è lo scopo. In parole povere, l’epidemia è un formidabile strumento di cui il potere si serve per cambiare il regime politico sociale e le sue regole in senso restrittivo, autoritario e probabilmente totalitario, e per imporre un nuovo paradigma antropologico fondato sulla sorveglianza, la digitalizzazione integrale della vita e la divisione delle popolazioni, alimentando odio, sospetto, timore reciproco.

Il mezzo è il messaggio: tornare alla condizione pre epidemia è un sollievo indispensabile alla vita, all’economia e ormai anche alla sanità mentale: non è “normalità”. Ogni marcia, tuttavia, comincia con un piccolo passo: restiamo a fianco di chi combatte – da qualunque orientamento politico e culturale- a favore della libertà. Ci permettiamo di ricordare, con Hannah Arendt, che chi si accontenta del male minore, sceglie comunque il male.
https://www.maurizioblondet.it/vaccino-green-pass-il-mezzo-e-il-messaggio/

Anonimo ha detto...

Gesù Cristo ha dominato il male e lo ha rispedito al mittente. Nella Sua insondabile e misteriosa volontà, ha voluto che le forze del male fossero libere di agire contro il tradimento dell'uomo nei confronti della Sua maestà Divina, della Patria, dei fratelli di Fede. Il Signore, Dio degli eserciti, al momento opportuno tornerà, mostrerà la Sua potenza ai ricchi e ai potenti, come anche a coloro che si sono lasciati affascinare dalle moderne comodità fino a farle diventare idoli da rincorrere, ritenendo perfino che sia l'uomo con la sua scienza ad essere padrone della vita e della morte. Noi, il piccolo resto, affidiamoci alla protezione del cuore Immacolato di Maria, Ella non mancherà di intercedere per la salvezza del popolo santo di Dio. È Gesù che salva. Lo Spirito Santo ispiri i nostri pensieri e le nostre opere a gloria di Dio Padre. Amen. Così Sia.
Angela Polin

Anonimo ha detto...

https://twitter.com/_h16/status/1484854964669276160

Situazione apocalittica solo in Italia e Francia

Anonimo ha detto...

Il popolo si è sempre fidato dei suoi sensi e di quello che i suoi vecchi dicevano e facevano. Questo modo di porsi davanti al passato è stato spazzato via dalla modernità che ha etichettato il tutto come pregiudizio ed ignoranza, mettendo unicamente in evidenza solo i pensieri e le azioni fideistiche e magiche che si manifestavano e sempre si manifestano ai confini del buon senso.

Ora siamo costretti a riconoscere che ogni nostra facoltà e capacità, quindi anche l'indagine e l'applicazione tecnico/scientifica sono soggette a tutte le miserie dell'essere umano, quindi sono fallibili e non esiste perfezione di qualsivoglia indagine ed applicazione che non rispecchi l'onestà dell'essere umano che dietro indaga ed applica.

Da un lato è bene che questo accada e che l'essere umano veda e capisca che 'ogni uomo è un inganno'(Salmo 115) e che fidarsi è bene e non fidarsi è meglio. Il bene si differenzia dal male per semplicissimi motivi, infatti richiede 'umiltà' e richiede di essere 'semplici come colombe e prudenti come serpenti'(Matteo 10, 16).

Nella società in cui viviamo questi avvertimenti ed insegnamenti non sono più compresi perché i petti sono pieni di sé, le teste son piene di una quantità infinita di sabbia e segatura e mani e piedi giacciono inermi al bene e attivissimi al conformismo richiesto per stare al passo dei tempi.

Anonimo ha detto...

Il governo pensa di estendere a tempo indeterminato la validità del superipermegamaxiultra GPRS per chi ha fatto 3 mani. Ciò significa che non vi è alcuna intenzione, da parte di nonno banchiere e dei suoi nipotini, di revocare l’utilizzo del lasciapassare per vivere. Il tutto, in un sistema di potere sempre più basato sull’illazione, sul cambio in corsa delle regole del gioco e sulla divisione della società su due o più livelli. Anche se la fase epidemica dovesse scemare, per poter lavorare, spostarsi, accedere ai luoghi della socialità, ai negozi e agli uffici pubblici occorreranno 3 mani di benedizione. Chi non le avrà sarà un paria per tutto il resto della sua vita. Immerdarsi e guarire non serve più. I banchieri non ti danno un cazzo a gratis: vogliono il capitale e gli interessi. Dopo 6 mesi si è di nuovo dei reietti, dei “delinquenti”. Se non si vuole essere dei “delinquenti”, dei perseguitati e degli esclusi, nel Draghistan bisogna essersi fatti benedire 3 volte con l’acqua santa dello zio Bill. Da ottobre, ovviamente, visto che siamo nel sistema dell’illazione e del cambio delle regole improvvise e a completa discrezione del governo, le mani richieste per avere il superipermegamaxiultra GPRS “a vita” diventeranno 4. Nel 2023 saranno 5 e così via. Saranno soddisfatti solo quando l’Italia avrà 28 milioni di abitanti. Abbiamo un unico modo per fermarli: MOBILITARCI IN MILIONI senza farci troppe seghe mentali, come se non ci fosse un domani!

Tutti zitti. Tutti a 90°! ha detto...

Il green pass è l'anestetico per la violenza di massa in corso, perché nessuno ne possa percepire l'orrore su di sé e sugli altri. È il poter non pensare perché stia accadendo tutto questo. Il non poterselo più domandare. È l'adempimento. Il premio. La sopravvivenza. È il nascondimento per eccellenza di ogni misfatto, di ogni vergogna, di ogni sopruso. È il tappeto sotto cui nascondere tutto. Dietro gli arabeschi di un QR Code.

Ora parlano di allungarne la validità, la sua eliminazione non è più prevista.
Siamo in cammino verso le digitalizzazione dell'esistenza. La trasformazione è in atto.

Anonimo ha detto...

@24 gennaio 2022 09:08
Riceveremo nella misura in cui la nostra anima sara' dilatata dalla Fede.

Se lo facessero tutti! ha detto...

https://www.iltempo.it/attualita/2022/01/23/news/taranto-ristorante-no-green-pass-chiude-cartello-pamela-rocchetto-mai-complici-30199571/

Valeria Fusetti ha detto...

Sono fiera di non aver accettato il siero infame. Sono fiera che mio marito, medico di base e valente pneumologia, sia stato sospeso, sarà ateo ma rimane una persona intellettualmente e moralmente onesta. Chi l'ha sospeso no. NON sono disposta ad insultare chi ha accettato il siero genico, né deve rendere conto a me. Pregherò perché riesca ad affrontare le conseguenze che, da quello che ho ascoltato ieri su Canale Italia, saranno terribili. Il prof. Ricardo Delgado uno scienziato spagnolo che fa parte di una equipe di ricercatori, è riuscito ad analizzare cosa c'e' nel siero genico,da lui sinteticamente definito "un vero e proprio genocidio, programmato". Scarichero' e stamperò l'ottimo articolo di don Stefano Carusi e lo distribuiro' a chi spero che, prima o poi, decida che è ora di tornare a ragionare. Sosterrò la Confederazione dei Triarii xché è l'unica voce Cattolica da cui mi sento rappresentata. Questo è quanto per ora, qualsiasi altra cosa sarebbe superflua. In cordibus Jesu et Mariae.

Anonimo ha detto...

SCIENZIATI. Ogni volta che, accendendo la tv, vedo virologi e affini pontificare, ripenso a questo passo di De Maistre:

"In altri tempi gli scienziati erano pochissimi; oggi non vi sono che scienziati: sono una corporazione, una folla, un popolo, e fra loro l'eccezione, già triste un tempo, è diventata regola. Hanno usurpato un'influenza senza limiti in qualsiasi campo; eppure, se oggi vi è una cosa certa in questo mondo, è che non spetta alla scienza guidare gli uomini." (Joseph De Maistre, da "Le serate di san Pietroburgo", 1815).
Martino Mora

Vedere le analogie ha detto...

Peter Bamm, un medico della Wehrmacht che era stato sul fronte russo, racconta in ‘Die unsichtbare Flagge’ l’uccisione di un gruppo di ebrei di Sebastopoli. (...)
“Noi lo sapevamo. Non facemmo nulla. Chiunque avesse protestato sul serio o avesse fatto qualche cosa contro le unità addette allo sterminio sarebbe stato arrestato entro ventiquattr’ore e sarebbe scomparso. Uno dei metodi più raffinati dei regimi totalitari del nostro secolo consiste appunto nell’impedire agli oppositori di morire per le loro idee di una morte grande, drammatica, da martiri. Molti di noi avrebbero accettato una morte del genere. Ma la dittatura fa scomparire i suoi avversari di nascosto, nell’anonimato.
È certo che chi avesse preferito affrontare la morte piuttosto che tollerare in silenzio il crimine, avrebbe sacrificato la vita inutilmente. Ciò non vuol dire che il sacrificio sarebbe stato moralmente privo di senso. Ma sarebbe stato praticamente inutile. Nessuno di noi aveva convinzioni così profonde da addossarsi un sacrificio praticamente inutile in nome di un significato morale superiore”.
[…]
È vero che il regime hitleriano cercava di creare vuoti di oblio ove scomparisse ogni differenza tra il bene e il male, ma come i febbrili tentativi compiuti dai nazisti dal giugno del 1942 in poi per cancellare ogni traccia dei massacri (con la cremazione, con l’incendio in pozzi, con gli esplosivi e i lanciafiamme e macchine che frantumavano le ossa) furono condannati al fallimento, così anche tutti i loro sforzi di far scomparire gli oppositori “di nascosto, nell’anonimato”, furono vani. I vuoti di oblio non esistono.
Nessuna cosa umana può essere cancellata completamente e al mondo c’è troppa gente perché certi fatti non si risappiano: qualcuno resterà sempre in vita per raccontare. E perciò nulla può mai essere “praticamente inutile”, almeno non a lunga scadenza […]
Sul piano politico questi fatti insegnano che sotto il terrore la maggioranza si sottomette, ma QUALCUNO NO, così come ‘la soluzione finale’ insegna che certe cose potevano accadere in quasi tutti i paesi, ma NON accaddero in tutti.

(Hannah Arendt, ’La banalità del male’. Feltrinelli. pagg. 266-267-268)

Anonimo ha detto...

Di Laura Ru

Dopo due anni di misure inutili a tutelare la salute dei cittadini (io direi addirittura dannose) alcuni si chiedono perche' il governo continui ad imporle fino ad oltrepassare il ridicolo.
Essi affermano che questa folle perseveranza nell'errore, la distruzione del tessuto economico del paese, l'attacco ai diritti costituzionali e all'ordinamento giuridico, lo stato di emergenza protratto oltre ai limiti consentiti, la sospensione dell'attivita' parlamentare, demolirebbero la credibilita' del governo e della politica tout court minando cosi' il fondamento stesso dell'assetto democratico.
Forse non hanno ancora compreso che misure prive di logica come il grinpaz e diktat folli che cambiano ogni due settimane non hanno nulla a che fare con la salute pubblica ma servono invece ad abituare le persone ad accettare un esercizio del potere arbitrario e imprevedibile senza lamentarsene.
Il fatto che vengano avallati da politici asserviti a lobby e spesso ad interessi transnazionali fa si' che la popolazione si rassegni alla perdita di qualsiasi rappresentazione democratica. La concertazione degli interessi dei vari gruppi di potere avviene altrove. Alla tecnocrazia, la politica e i partiti non servono, sono solo un costo aggiuntivo di cui farebbero volentieri a meno: il popolo deve introiettare il proprio stato di impotenza e sudditanza.

mic ha detto...

Cara Valeria, capisco il tuo sentire e gioisco che puoi condividerlo con tuo marito.
Succede anche a me e ne sono fiera e grata al Signore, penata tuttavia perché non sono riuscita a convincere le mie nipoti.
Contiamo reciprocamente sulla preghiera e offerta continue. Coraggio, avanti!

Piccoli aggiustamenti in itinere.. ha detto...

Un vaccino annuale contro il Covid-19 è preferibile a frequenti dosi booster di richiamo. Lo ha dichiarato il Ceo di Pfizer, Albert Bourla.
��‍��”Una volta all’anno è più facile convincere le persone a farlo. Per le persone è più facile da ricordare”, ha affermato.
https://www.maurizioblondet.it/cosi-parlo-bourla-e-riceve-un-altro-milione/

E sono 36, miliardi di dollari.Evviva!

Anonimo ha detto...

«La mia fuga per la salvezza (dal covid)»
ATTUALITÀ24-01-2022
Silvio Novi è uno dei 3700 pazienti che il dottor Gerardo Torre ha guarito dal covid e che il 28 gennaio sarà processato dall'Ordine. Il suo caso è diventato il simbolo della lotta alla vigile attesa. A difenderlo ci saranno anche molti pazienti. Tra cui Novi, che ha percorso in ambulanza 760 km per farsi curare da Torre: «A Brescia sarei morto». Ecco il racconto del suo viaggio rocambolesco in ambulanza.

https://lanuovabq.it/it/la-mia-fuga-per-la-salvezza-dal-covid

Valeria Fusetti ha detto...

Grazie cara mic, in questi due anni i blog come chiesa e postconcilio sono stati una grande parte della mia possibilità di capire, e di cercare con ostinazione quale fosse la strada della fedeltà da praticare. Siete la "mia parrocchia" e ne ringrazio il Signore.

E uno ha detto...

Mattie (Piemonte):
"E' giunto il momento della disobbedienza civile". Parte da una giovane Sindaco del Piemonte l'appello per ribellarci dalle imposizioni infami del regime.

https://www.mag24.es/2022/01/24/e-giunto-il-momento-della-disobbedienza-civile-parte-da-una-giovane-sindaco-del-piemonte-lappello-per-ribellarci-dalle-imposizioni-infami-del-regime/

Anonimo ha detto...

A prescindere dal vaccino, vorrei che a Messa il sacerdote officiante ci ricordasse semplicemente che solo Gesù Cristo è il Vero Medico. Invece di tante raccomandazioni pratiche su come disinfettarsi ecc. Sembra a volte il tg.

Anonimo ha detto...

Bisogna disobbedire ed essere reciprocamente esempi di sana e santa umanità. Sì sì, no no.

Anonimo ha detto...

Il giornalismo dei covidioti
18 gennaio 2022
https://gloria.tv/post/CJ3fj7u6zyfp3VQe6YGGXbo1i

Anonimo ha detto...

Le nuove discriminazioni estive per “salvare il turismo”. A luglio uno spagnolo, un inglese o un americano non vaccinati potranno venire in Italia e farsi la vacanza con libero accesso a strutture, mezzi di trasporto e luoghi di ricreazione in quanto, per loro, varranno le regole dei Paesi di provenienza. Per gli italiani non vaccinati, troppo poco vaccinati (due dosi) o guariti da oltre 6 mesi, invece, il lockdown continuerà (anche a 44 gradi e anche a infezioni zero) in quanto varranno le regole del Paese di appartenenza per cui, senza superipermegamaxiultra GPRS niente spostamenti e diritti naturali.
Il Draghistan è questa roba qui. DISCRIMINAZIONE + DIPENDENZA. Non vorrete per caso far rialzare la curva dei contagi liberando i dissidenti? Se a contagiare sono gli stranieri che portano la grana, il capro espiatorio è già pronto: sono stati i non vaccinati italiani. Stringiamo ancora la morsa attorno a loro, per “salvare l’estate”: superipermegamaxiultra GPRS per uscire di casa ad agosto e divieto, per i non triplodosati autoctoni, di accendere il condizionatore in casa o in automobile (crea l’effetto aerosol e sparge il morbo in città. Multa da 400 a 1.500 euri per chi, da non triplodosato, osa accenderlo). È il popolaccio che lo chiede.

Anonimo ha detto...

Arrivati i primi 3 libri "grazie" ad Amazon, visto che non posso entrare in libreria....continuate così voi titolari di librerie, come bar, ristoranti, esercizi commerciali, a restare in silenzio pensando al vostro piccolo orticello.
Vedrete quanto durerete.

Ma fateve una cura di Ferrochina Bisleri! ha detto...

Giusto ieri,a Roma, transitando per via ......all'esterno di un ristorante c'era il cartello:"Ingresso con passaportoverderafforzato"

Da L'Indipendente ha detto...

In America è stato scoperto un vaccino che funziona con una tecnologia estremamente semplice e potenzialmente più sicura, perché simile a quella già utilizzata da altri vaccini, come quello per l’epatite B. Si chiama Corbevax e a brevettarlo è un team di ricercatori di Houston guidato da una ricercatrice nata in Italia, Maria Elena Bottazzi. I costi di produzione sono estremamente bassi e i risultati degli studi mostrano un’ottima copertura nei confronti di tutte le varianti del virus. Il team di ricercatori ha deciso di non brevettarlo, perché l’etica impone loro di non lucrare sulle spalle della gente in un momento di emergenza mondiale. In India hanno già cominciato a produrlo, ma per il momento in Europa e America non se ne parla: non si trova nemmeno un produttore disposto a fabbricarlo.

mic ha detto...

Ho cercato e trovato notizie qui

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/corbevax-chi-serve-vaccino-italiano-che-nasce-lievito-2004856.html

Anonimo ha detto...

L’ignoranza li fa invulnerabili
Mettiamoci nei panni di una persona che prende 15 mila euro mensili ed ha la terza media, e che ha il potere di contribuire a prendere decisioni di governo: come potete credere che non si sia montata la testa e sia pericolosa? Pericolosa per la sua mancanza di istruzione – nemmeno si osa dire di “cultura generale” – e la sua volontà, nonostante ciò, di “dire la sua” e “decidere” su cose, mRNA Pfizer, Spike e simili – che stanno danneggiando -o uccidendo – vite umane e che stanno completamente al disopra della sua anche più vaga comprensione.
https://www.maurizioblondet.it/lignoranza-li-fa-invulnerabili/

A me sembra che terza media o laurea di questi tempi non fanno differenza se manca il buon senso e l'onesta'e il fegato e' ricoperto di pelo.

https://lanuovabq.it/it/lidolatria-dei-vaccini ha detto...

Luisella Scrosati ha pubblicato il libro “L’idolatria dei vaccini” (Fede & Cultura) sulla liceità dei vaccini anti Covid in rapporto agli aborti con cui sono collegati in filiera. Il libro è breve quanto basta per essere chiaro, documentato e completo senza parole in più e sbavature. Ne consiglio la lettura.
Stefano Fontana

Se questo e' medico.. ha detto...

VI RENDEREMO LA VITA DIFFICILE, SIETE PERICOLOSI
Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, si rivolge così all’ospite No vax e no green pass nello studio di Di Martedì, su La7. “Criticano il vaccino, criticano il green pass, criticano il tampone ma poi in trasmissione ci vengono. E in televisione è richiesto il green pass o il tampone, per venire in tv la regola viene” rispettata, dice Sileri
https://gloria.tv/post/pg2Uf8gRLA741GcPqZj6cmMds

..salviamo l'anima sua con “i Piccoli Atti della Salvezza” di suor Josefa Menéndez -
padre Serafino Tognetti
https://www.youtube.com/watch?v=pxz0jXt8TRc

Anonimo ha detto...

"Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell'uomo"
San Gregorio Nazianzeno

Grazie a Dio! ha detto...

gioiafelice
2 ore fa
DiMartedì, Pierpaolo Sileri contro i No vax: «Avranno vita difficile». La reazione sui social: «In galera» Gli risponde anche l'Avvocato Erich Grimaldi
https://gloria.tv/post/EYx16Tt3B91D1sRQJjCVy6CoT

Una minaccia gravissima a cui l'Avv.Grimaldi risponde a tono.

'ndo sta' 'sto virus chi l'ha visto ha detto...

Siamo circondati da zombi- Con Stefano Montanari
https://100giornidaleoni.it/tv/siamo-circondati-da-zombi-con-stefano-montanari/

Una provocazione, certamente,ma l'aggressione verbale la dice lunga sul risultato dei due anni di pauremìa

Anonimo ha detto...

Curare solo i vaccinati: lo scivolone illogico del teologo
VITA E BIOETICA 27-01-2022
Curare o no i non vaccinati? E' il turno di Don Mauro Cozzoli, teologo e Assistente spirituale dei medici di Roma.
https://lanuovabq.it/it/curare-solo-i-vaccinati-lo-scivolone-illogico-del-teologo

Chi e'?
https://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Cozzoli

Ivermectina? Vade retro... ha detto...

Il fatto che la sparizione sia stata organizzata “prima”, anche da Fauci in USA, dimostra che lorsignori conoscevano perfettamente le ineguagliabili qualità antivirali del medicinale, e la sua disponibilità di massa avrebbe reso impossibile il terrorismo mediatico per Coronavirus, e gli altri sporchi giochi.

Quali? Non vi sarà sfuggito che Big Pharma, cavalcando il terrore pandemico, ha provato a mettere a punto degli antivirali brevettati, ossia vendibili a carissimo prezzo.

Ufficialmente infatti non esistono medicinali capaci dibattere i virus, equivalenti agli antibiotici contro i batteri: la scoperta di uno prometterebbe gli stessi successi (e lucri) che ha portato la messa a punto degli anti-microbici.
https://www.maurizioblondet.it/se-ivermectina-cura-anche-il-marburg-per-questo-la-demonizzano/

Non avevamo dubbi. ha detto...

Speranza adempie nel modo più soddisfacente al compito che gli è stato assegnato
Maurizio Blondet 27 Gennaio 2022
Qui la dimostrazione che la vigile attesa ha funzionato.
Confronto morti covid tra Italia e Giappone.
https://www.maurizioblondet.it/speranza-adempie-nel-modo-piu-soddisfacente-il-compito-che-gli-e-stato-assegnato/

Siamo solo al picco 6?
Spera' daje e daje arivi a 12..

Prof.Paolo bellavite:"L'iniziazione". ha detto...

Una circolare del presidente dell'Ordine dei Medici impone il vaccino ai medici sospesi e ora guariti per poter riprendere il lavoro. Così si dimostra che il vaccino non c'entra nulla con la prevenzione dell'infezione, è diventato invece una sorta di inaccettabile "iniziazione".
https://lanuovabq.it/it/lo-scandaloso-ricatto-ai-medici-guariti

Anonimo ha detto...

Quello che ancora non si capisce è che nessuna scienza, nessuna arte, nessun lavoro è vero, giusto, onesto se veritiero, giusto, onesto non è l'essere umano che lo svolge.

Dopo più di duemila anni di Cristianesimo Cattolico e non è grave!

Anonimo ha detto...

Anche l'IA, il transumanesimo, il metaverso non potranno che essere il completamento tecnologico, a 360 gradi, della dissoluzione che ha già annichilito mente, cuore, volontà dell'80% degli esseri umani.

Progresso tecnologico...per ingabbiare meglio e definitivamente gli esseri umani!

E forse è giusto che sia così, visto che non siamo stati in grado neanche di desiderare la libertà dei Figli di Dio, abbacinati dalle illusioni delle libertà che il mondo offriva ed offre da sempre. A forza di liberare mondanamente noi stessi finiamo prigionieri, in gabbia .